Luoghi

Cimitero acattolico di Testaccio
Cimitero del Verano
Keats Shelley House
Villa Borghese

Autori

Sibilla Aleramo

Cimitero del Verano


Vittorio Alfieri

Hans Christian Andersen

Ludovico Ariosto


Ingebor Bachmann

Targa commemorativa sull’edificio in cui visse

La targa ricorda il soggiorno a Roma della scrittrice austriaca e recita: «Ho visto che dicendo Roma si evoca / ancora il mondo e che la chiave della forza / sono quattro lettere S.P.Q.R.» – Ingebor Bachmann — Qui visse e lavorò dal 1966 al 1971 / la poetessa e scrittrice austriaca / Ingeborg Bachmann – Roma, 18-12-2000″.
Indirizzo: via Bocca di Leone 60, Roma

Edificio in cui visse fino alla morte

Dopo aver vissuto in via Bocca di Leone 60, la scrittrice austriaca si trasferì in Via Giulia. Qui, la sera del 2 ottobre 1973, incendiò accidentalmente la propria vestaglia di nylon con una sigaretta e, anche a causa dello stato di torpore indotto dai tranquillanti che stava assumendo, si ustionò gravemente. Fu portata all’ospedale dove morì il 17 ottobre.
Indirizzo: via Giulia 66, Roma


George Gordon Byron

Elizabeth Barrett Browning

Robert Browning


Giuseppe Gioacchino Belli

Cimitero del Verano


Giorgio Caproni

Targa commemorativa sull’edificio in cui visse

La targa commemorativa indica il luogo in cui è vissuto il poeta dal 1949 al 1967 e recita: «Qui visse il poeta / Giorgio Caproni / dal 1949 al 1967 / …perch’io, che nella notte abito solo, / anch’io, di notte, strusciando un cerino / sul muro, accendo cauto una candela / bianca nella mia mente – apro una vela…» / Il Municipio Roma XVI / a venti anni dalla morte / 22 gennaio 2010″.
Indirizzo: via Oreste Regnoli 17, Roma


Emilio Cecchi

Cimitero del Verano


Sergio Corazzini

Cimitero del Verano


Pietro Cossa

Targa commemorativa

La targa recita: “S.P.Q.R. — In questa casa / a di XXV gennaio MDCCCXXX / nasceva / Pietro Cossa / che / l’opera gloriosa / di Metastasio e d’Alfieri / rinnovellando / all’italiana letteratura / la teatrale corona / rinverdiva / con gli immortali suoi drammi — MDCCCLXXXII”.
Indirizzo: via Governo vecchio 14, Roma


Grazia Deledda

Cimitero del Verano


Gabriele D’Annunzio


Ferdowsi

Monumento commemorativo a Villa Borghese


Carlo Emilio Gadda


Nizami Ganjavi

Monumento commemorativo a Villa Borghese


Johann Wolfgang Goethe


Leone Ginzburg

Cimitero del Verano


Natalia Ginzburg

Cimitero del Verano


Nikolaj Gogol’

Monumento commemorativo a Villa Borghese


Antonio Gramsci

Nathaniel Hawthorne
Hawthorne arrivò a Roma il 19 gennaio 1858 con la moglie, i tre figli e la governante, e si stabilì pochi giorni dopo (il 22) a Palazzo Lazarani in Via di Porta Pinciana, dove rimase fino a giugno dello stesso anno. All’epoca era già uno scrittore affermato (La lettera scarlatta era stata pubblicata nel 1850) e da questo soggiorno in Italia trasse ispirazione per il romanzo Il fauno di marmo (The Marble Faun).
Il primo impatto dello scrittore con Roma non fu positivo: oltre al fatto che appena arrivato prese subito l’influenza assieme a tutta la sua famiglia, rimase inoltre impressionato in negativo dallo stato in cui versava la città (le strade strette, la loro pavimentazione sconnessa, gli odori, i sapori del cibo), considerandola un cumulo di rovine che racconta storie di violenza e soprusi. Provava inoltre avversione per la Chiesa cattolica, considerandola contraddittoria per la corruzione e lo sfarzo ostentato mentre predica la modestia, e criticava l’allestimento dei riti del cattolicesimo, essendo lui stato educato secondo i precetti del Puritanesimo.
Partì il 24 maggio per trasferirsi a Firenze per i mesi estivi. Tornò a Roma dall’ottobre 1858 al maggio 1859, soggiornando a Palazzo Poli, nei pressi di Piazza di Trevi.

Musei Capitolini

Nella Sala del Gladiatore dei Musei Capitolini è esposto il Satiro in riposo, una scultura di epoca imperiale (130 d.C. circa) che riproduce l’originale dello scultore greco Prassitele risalente al IV secolo a.C. Hawthorne visitò il museo durante la sua visita a Roma nel 1858 e ne trasse ispirazione per la stesura del suo romanzo Il fauno di marmo (The Marble Faun).
Indirizzo: piazza del Campidoglio 1, Roma
Ingresso: a pagamento
Orari: tutti i giorni 9.30-19.30; 24 e 31 dicembre chiusura anticipata alle 10; chiuso 1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre
Sito: museicapitolini.org


John Keats

Giacomo Leopardi

Alberto Moravia


Mario Praz

Casa museo Mario Praz

Il celebre anglista visse in questo palazzo dal 1969 al 1982, anno della morte, dove si era trasferito da Palazzo Ricci in via Giulia. Il museo espone oltre 1200 oggetti d’arte: dipinti, sculture, mobili d’antiquariato e altri oggetti ricercati che lo studioso aveva collezionato nell’arco della sua vita.
Il museo è stato acquisito dallo Stato nel 1986 e aperto al pubblico.
Indirizzo: Palazzo Primoli, via Zanardelli 1, Roma
Sito: polomusealelazio.beniculturali.it


Aleksandr Puškin

Monumento commemorativo a Villa Borghese


Walter Scott

Percy Bysshe Shelley


Gianni Rodari

Cimitero del Verano


Amelia Rosselli

Cimitero del Verano


Ahmed Shawqi

Monumento commemorativo a Villa Borghese


Henryk Sienkiewicz

Monumento commemorativo a Villa Borghese


Ignazio Silone

Juliusz Słowacki

Stendhal


William Makepeace Thackeray

Thackeray soggiornò a Roma negli anni 1844-45 e in seguito, con la propria famiglia, nel 1853-54, quando era già diventato famoso come romanziere per aver pubblicato La fiera delle vanità. Durante il primo soggiorno, spinto dalla volontà di conoscere e frequentare i pittori che all’epoca soggiornavano a Roma, aveva alloggiato alfamoso Hotel d’Allemagne di Ettore Franz, tra Via Condotti e Piazza di Spagna. in via Condotti.
La seconda volta arrivò a Roma il 3 dicembre 1853 accompagnato dalle due figlie, Anne Isabella e Jane, e un servitore, ma senza la moglie, malata di mente da anni, lasciata in Inghilterra. Alloggiarono nell’Hotel d’Allemagne in via Condotti, lo stesso dove Thackeray aveva soggiornato nella precedente visita a Roma. Poco dopo, su suggerimento dei poeti Robert e Elizabeth Browning che all’epoca vivevano in città, la famiglia Thackeray si trasferisce nel palazzo Poniatowski in via della Croce 81, un palazzo appartenuto a Stanislao Poniatowski, nipote del re di Polonia Stanislao Augusto. All’epoca il grande appartamento in questione si trovava proprio sopra la pasticceria Spillmann, tanto apprezzata dallo scrittore.
La figlia Anne descrive l’appartamento: “Salimmo una larga scala di pietra con una bella balaustrata in ferro battuto, suonammo un tintinnante campanello, ed una piccola donna anziana in corpetto, che portava l’imponente cognome di Ercole, venne ad aprirci la porta e ci guidò poi di stanza in stanza finché giungemmo in un salotto con sette finestre che ci strappò grida di ammirazione. Fra le altre stanze della casa vi era una specie di museo con oggetti cinesi, una biblioteca, una sala da pranzo con una stufa di ottone a carbone nel centro, ed inoltre una camera da letto, uno spogliatoio ed un camerino per il servitore di mio padre. […] All’ora di colazione mio padre ci mandò abbasso al negozio di pasticceria, dove banchettammo con torte alla crema e “petits fours” e poi ordinammo la cena da una “trattoria” lì vicino.”
Durante questo periodo Thackeray scrisse e realizzò le illustrazioni de La rosa e l’anello, un racconto concepito nel periodo natalizio del 1853 per divertire le figlie e i bambini degli amici, tra cui Pen Browning (figlio dei poeti Browning) e Edith Story (figlia dello storico William Wetmore Story).
Il ricordo di questo soggiorno ritorna anche in alcuni capitoli del romanzo I Nuovi Venuti (The Newcomes), alcuni dei quali scritti proprio a Roma. I riferimenti autobiografici sono molti, tra cui il giovane Clive Newcome che arriva a Roma per ispirarsi ai pittori che soggiornavano nella città, così come aveva scelto di fare Thackeray nel suo primo viaggio romano, e frequenta il “Caffè Greco“, il popolare caffè di Via Condotti.
[Fonti: Luciana Frapiselli, Il soggiorno della famiglia Thackeray a Roma e sue influenze letterarie, in “Strenna dei Romanisti. Natale di Roma 1990”, Editrice Roma Amor, 1990]

Palazzo Poniatowski

Qui Thackeray soggiornò con le figlie dal dicembre 1853 al febbraio 1854. Il palazzo, costruito nel 1794 da Giuseppe Valadier, apparteneva al principe Stanislao Poniatowski, nipote del re di Polonia Stanislao Augusto.
Indirizzo: via della Croce 78 (all’angolo con via Bocca di Leone), Roma


Federigo Tozzi

Targa commemorativa

La targa recita: “In questa casa / mentre più fervido era il suo impegno / concluse i suoi giorni a trentasette anni / il 21 marzo 1920 lo scrittore senese / Federigo Tozzi — Il Comune di Roma / e / l’Associazione senesi e grossetani / residenti in Roma / nell’anno 2005”.
Indirizzo: via del Gesù (Rione Pigna), Roma


Trilussa

Targa commemorativa

La targa ricorda dove Carlo Alberto Salustri, in arte Trilussa, nacque nel 1871.
“Il 26 ottobre 1871 / in questo luogo nasceva / Trilussa — Nel primo centenario / il Comune di Roma”.
Indirizzo: via del Babuino 115, Roma

Targa commemorativa sulla casa in cui visse e morì

La targa recita: “«La strada è lunga ma er deppiù l’ho fatto / so dov’arrivo e nun me pho pena / ciò er core in pace e l’anima serena / der savio che s’ammaschera da matto» / Trilussa — “Nel quarto anniversario / della morte / Roma ricorda il suo poeta / nella casa dove visse / e morì — Roma 21-12-1954”
Indirizzo: via Maria Adelaide 7, Roma

Cimitero del Verano


Giuseppe Ungaretti

Cimitero del Verano


Garcilaso de la Vega

Monumento commemorativo a Villa Borghese

Leggere prima di partire per… Roma

Narrativa

  • Gabriele D’Annunzio, Il piacere
  • Carlo Emilio Gadda, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana
  • Nicolaj Vasil’evic Gogol’, Roma
  • Elsa Morante, La storia
  • Alberto Moravia, Gli indifferenti
  • Pier Paolo Pasolini, Ragazzi di vita

Non fiction

  • Raffaello Palumbo Mosca, Roma di carta (Il Palindromo, 2020)
  • Aurora Terzigni, Roma di periferia. Da Pasolini a De Cataldo (Giulio Perrone, 2015)