Recensione "E sognai di Cime Tempestose" - Guida letteraria ai luoghi di Emily Brontë nello Yorkshire

Recensione “E sognai di Cime Tempestose” – Guida letteraria ai luoghi di Emily Brontë nello Yorkshire

di A.M.

Finalmente una guida letteraria interamente dedicata a un romanzo e ai suoi luoghi che ha il grande pregio di non perdersi in pedanti disquisizioni letterarie, ma che sa essere precisa, puntuale, circostanziata, e al tempo stesso piacevole da leggere e molto utile al viaggiatore che decide di avventurarsi nella brughiera di Cime Tempestose.
Perché se c’è una cosa che è subito chiara dall’impostazione del libro è che i luoghi del quale stiamo parlando sono in gran parte ancora esistenti e visitabili, come dimostra l’appendice finale dove le autrici condividono la loro esperienza di viaggio nello Yorkshire.

“Haworth – Scene of Bramwell Brontë’s decline.” di Alison Christine, su Flickr

Le autrici

Ma partiamo dall’inizio.
Serena e Selene, accomunate dalla passione per le opere delle sorelle Brontë, hanno creato nel 2015 il blog e la pagina Facebook “The Sisters’ Room. A Brontë Inspired Blog”, interamente dedicato alle scrittrici, e tornano periodicamente nei loro luoghi, a Haworth e dintorni, facendo ricerche, incontrando appassionati, studiosi, abitanti del luogo.
Da qui è nata la voglia di condividere la loro passione e la loro esperienza, molto preziosa a dire il vero, perché spesso, nel caso di Cime Tempestose, si tende con approssimazione ad attribuire ad alcuni luoghi valenze che non hanno, visto che nel caso di un’autrice così riservata e schiva quale era Emily, manca proprio il materiale per stabilire con precisione i luoghi che aveva in mente come riferimento.

“Bronte parsonage” di mdesive, su Flickr

Struttura dell’opera

Innanzitutto, i primi due capitoli forniscono una breve introduzione alla vita di Emily, ai luoghi in cui ha vissuto, in particolare la canonica di Haworth dove ha trascorso gran parte della sua vita, e al suo unico, grande romanzo, Cime tempestose (Wuthering Heights).

Con forza emerge il legame di Emily con la brughiera:

è impensabile scindere la brughiera dall’autrice. Emily Brontë sembra incarnare con i suoi tratti caratteriali e il suo genio impetuoso la furia del vento, la freddezza della pioggia, l’accecante luminosità del sole che accende di viola il mare di erica in fiore.

Emily, che amava fare lunghe passeggiate solitarie, che ha sempre sentito il bisogno di rimanere in quei luoghi senza quasi mai allontanarsene, nel suo romanzo

ci racconta una terra, un paesaggio, luoghi di una bellezza feroce, pura e primordiale, così come l’autrice stessa l’ha vissuta, sperimentata, osservata, venerata.

“Haworth Moors, Yorkshire, England, UK” di Reham Alhelsi, su Flickr

I luoghi

Poi ci tuffiamo subito nel cuore della questione: la geografia e le case che appaiono in Wuthering Heights, attraverso le parole del testo stesso.
Scopriamo come il paesaggio ha un ruolo da protagonista, a partire dal titolo che evoca “cime” selvagge, scosse dal vento e dalle intemperie, e come nel microcosmo descritto dall’autrice si fondano mondi reali e immaginari grazie alla sintesi restituita dalla sua fervida, indomabile immaginazione.
Infine non dimentichiamo la valenza di un paesaggio affascinante, misterioso, primordiale, ora simbolo di libertà, ora di ostile prigione, che riflette lo stato d’animo dei personaggi mutando di volta in volta, fino a diventare un elemento simbolico.

La brughiera nei dintorni di Haworth ©turismoletterario.com

Nella sezione successiva, si passa invece ai luoghi reali, molti dei quali si possono visitare ancora oggi attraversando la brughiera nei dintorni di Haworth.
Come già detto, è evidente che in Wuthering Heights Emily ha mescolato elementi immaginari con luoghi e paesaggi realmente esistenti. Quindi non illudiamoci: non c’è un unico luogo al quale si riferisce, non c’è un edificio davanti al quale fermarsi e dire “è questa la casa presa a modello per Cime Tempestose”.
Il lavoro di Emily fu molto più elaborato: la perfetta scenografia che fa da sfondo al suo romanzo fu creata intrecciando elementi sparsi, presi qua e là da vari luoghi.
E così scopriamo che dalla residenza Ponden Hall (oggi un B&B dove è possibile soggiornare), all’epoca proprietà della famiglia Heaton, ha tratto ispirazione sia per Thrushcross Grange (per esempio la ricca biblioteca che nel romanzo è il luogo dove si rifugia Edgar Linton) che per Wuthering Heights (si veda la minuscola finestrella al secondo piano così simile a quella dalla quale cerca di entrare il fantasma di Catherine). E Top Withens, quell’edificio, oggi un rudere, che comunemente è ritenuto il riferimento per la casa di Wuthering Heights, forse ispirò a Emily solo una suggestione per la sua posizione impervia, protesa sulla valle, scossa costantemente da venti tumultuosi, “wuthering” appunto.

Interni di Ponden Hall, Stanza Earnshaw ©ponden-hall.co.uk

 

“Top Withens Trees” di tj.blackwell, su Flickr

In tutto questo, non dimentichiamoci che il testo è punteggiato da fotografie, alcune delle quali ci aprono le porte di luoghi non facilmente accessibili, numerose citazioni e qualche delizioso aneddoto, oltre a essere accompagnato in calce dalle fonti di riferimento, a testimonianza del puntuale lavoro di ricerca che è stato fatto a monte.

C’è, infine, un altro elemento che non passa inosservato, ed è la passione delle due autrici, che non sarà forse concretamente tangibile, ma affiora in ogni pagina, così diffusa e pervasiva come l’arcana magia che avvolge la brughiera, soprattutto d’estate, quando i declivi dolci e sconfinati si tingono di un porpora acceso, quello dell’erica che riempiva gli occhi e il cuore di Emily.

La brughiera ricoperta d’erica nei dintorni di Haworth ©turismoletterario.com

Genere: Guida letteraria
Titolo: E sognai di Cime Tempestose
Autore:
Selene Chilla, Serena Di Battista
Editore/Anno
: Alcheringa Edizioni, 2018

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