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Dante a Firenze: un itinerario essenziale

Quest’anno ricorrono i 750 anni (presunti) dalla nascita di Dante Alighieri, il Sommo Poeta che ha dato i natali alla nostra affascinante, bella e complicata lingua italiana.

Nonostante gli oltre sette secoli che ci separano dall’illustre letterato, per le strade di Firenze si trovano ancora alcune vivide tracce della suo passaggio. Ovviamente la città ha subito profonde trasformazioni: nella “Fiorenza” dantesca non esistevano il Campanile di Giotto, la cupola del Brunelleschi e neanche Palazzo Vecchio, la cui costruzione iniziò nel 1299. La città era un reticolo di strade strette e case di pietra e legno, intervallate da torri, piccole chiese, botteghe. Ciò nonostante, ancora oggi possiamo ritrovare una miriade di luoghi correlati al nostro Poeta.

Quello che qui vi proponiamo è un tour essenziale, un concentrato di luoghi danteschi concepito per chi passeggiando vuole dedicare qualche ora alla riscoperta del letterato e della sua monumentale Divina Commedia.

Ecco quindi i 5 luoghi danteschi fondamentali:

1. Piazza del Duomo

Partiamo dal cuore della città: piazza del Duomo.
Il Battistero di San Giovanni è l’edificio ottagonale di fronte alla facciata del Duomo: qui Dante fu battezzato presumibilmente nella cerimonia collettiva del Sabato santo (26 marzo 1266); il Battistero viene citato più volte nella Divina Commedia, ad esempio nel canto XIX dell’Inferno (vv. 16-20), dove ci racconta che un giorno, per salvare un tizio che vi stava affogando, ruppe una fonte battesimale:

l’un de li quali [i battezzatoi], ancor non è molt’ anni,
rupp’ io per un che dentro v’annegava […]

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Di fronte al Battistero si trova la Cattedrale di Santa Maria del Fiore. All’epoca di Dante il Duomo aveva un aspetto completamente differente: scordatevi la cupola del Brunelleschi, il campanile di Giotto e persino la facciata, costruita a fine Ottocento. La chiesa era molto più piccola e si chiamava Cattedrale di Santa Reparata.
Se vi entrate oggi però (l’ingresso è gratuito), sulla navata sinistra troverete uno dei più famosi tributi al nostro poeta. Non potete non averlo mai visto: è su tutte le copertine dei libri di scuola. Stiamo parlando del dipinto di Domenico di Michelino, realizzato nel bicentenario della nascita di Dante (1465), che lo ritrae con la Divina Commedia in mano, immerso negli scenari dell’opera.

2. Sasso di Dante

Sull’edificio di fronte al lato destro del Duomo troverete una grossa lapide di marmo con incise le parole: “Sasso di Dante”.
Si narra infatti che Dante fosse solito sedersi su un masso, posto in questo punto, assorto nelle sue meditazioni. Un giorno passò un uomo e gli chiese: «Oh Dante, icchè ti piace di più da mangiare?» e il poeta gli rispose «L’ovo!». L’anno successivo l’uomo ripassò dallo stesso punto e vedendo Dante assorto nei suoi pensieri nella medesima posizione chiese:  «Co’ icchè?» e Dante senza indugio: «Co i’ sale!».
Indirizzo: Piazza Duomo, lato destro.

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3. Chiesa di Dante

Ovvero: Chiesa di Santa Margherita dei Cerchi. Era la chiesa in cui Dante incontrava spesso la sua musa, Beatrice Portinari, sempre accompagnata dalla madre e dalla nutrice, e fu proprio qui che Beatrice sposò Simone de’ Bardi.
All’interno, sul lato sinistro, si trova la tomba di famiglia dei Portinari: la targa affissa la indica come la tomba in cui fu sepolta anche Beatrice, ma in realtà la giovane donna fu probabilmente sepolta in Santa Croce nella tomba di famiglia del marito.
Curiosamente è nata la tradizione di lasciare bigliettini d’amore in una cesta lasciata di proposito, spesso invocanti l’aiuto di Beatrice; attenzione però: sembra che leggere i bigliettini lasciati dagli altri visitatori porti sfortuna in amore!
Indirizzo: via Santa Margherita

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4. Casa di Dante

Pochi, pochissimi passi più avanti rispetto alla suddetta chiesa, vi ritroverete in una piccola piazzetta. Qui sorge la cosiddetta “Casa di Dante”. Non molti sanno che in realtà l’edificio in questione è un falso storico, ricostruito all’inizio del Novecento sulle case dei Mardoli e dei Giuochi.

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Quella che con maggiore probabilità era la vera casa di Dante (ma anche in questo caso non si ha la certezza assoluta) si trova poco più avanti, in Via Dante Alighieri (appunto), di fronte a piazza san Martino, anche se non conserva più l’aspetto medievale. La riconoscerete per la targa affissa sull’edificio: “Io fui nato e cresciuto / Sovra ‘l bel fiume d’Arno alla gran villa”.

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Il museo “Casa di Dante” comunque può essere interessante per immergersi nella vita della Firenze medievale: dislocato su tre piani, offre un percorso espositivo che ripercorre la storia della città nel Trecento e la vita del poeta.

Tornando alla più accreditata casa di Dante, nella piazzetta di fronte potete vedere anche la Torre della Castagna, esistente anche nel III secolo, e l’Oratorio dei Buonomini di San Martino nato dove un tempo sorgeva l’abside della chiesa di San Martino al Vescovo che nel Trecento era  patronata dalle famiglie degli Alighieri e dei Donati e dove probabilmente Dante sposò Gemma Donati nel 1285.

5. Piazza Santa Croce

Per terminare il nostro tour essenziale, facciamoci una bella passeggiata fino Piazza Santa Croce. Qui, di fronte alla facciata, sul lato sinistro, potete ammirare la famosa statua di Dante realizzata in marmo di Carrara dallo scultore Enrico Pazzi nel 1865, per i 600 anni dalla nascita del poeta.
Quando fu inaugurata la scultura, questo Dante un po’ severo e arcigno, avvolto nel mantello e scortato da quattro marzocchi e un’aquila, si trovava nel bel mezzo della piazza. Qui vi rimase fino al 1967, quando fu relegata in un angolo, sul sagrato della Basilica, per permettere (indovinate un po’?)… lo svolgimento del Calcio storico.

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Un libro da portare in viaggio

Come consiglio di lettura per questa breve passeggiata dantesca non possiamo che proporvi il volume edito da Kleiner Flug, Dante Alighieri (2015), realizzato dal trio D’Uva, Rossi, Astrid. Dai primi fugaci sguardi all’incontro nel Purgatorio, fino al
viaggio attraverso i cieli del Paradiso, il fumetto  ci accompagna alla scoperta della vita del poeta attraverso lo sguardo della sua musa, Beatrice.

©Kleiner Flug

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La narrazione procede quasi per aneddoti, intrecciando frammenti di vita tratti da La Vita Nova ed episodi della Divina Commedia, illustrati da splendide tavole ad acquerello che evocano atmosfere fiabesche.
Un motivo in più per incoraggiare questa nuova casa editrice (è stata fondata nel 2012) che con fumetti di qualità, molti dei quali legati alla letteratura, sfida le logiche di mercato.

dante_alighieri-kleiner_flug-copertina

Altri luoghi danteschi? Li trovate qui.

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