Autori

George Byron


Giorgio Caproni

Targa commemorativa

La targa commemorativa cita i primi versi della poesia L’ascensore facendo riferimento all’impianto di risalita sito in Piazza Portello a Genova. L’iscrizione recita: “Quando mi sarò deciso / d’andarci, in paradiso / ci andrò con l’ascensore / di Castelletto – Giorgio Caproni”.
Indirizzo: piazza Portello (ingresso Ascensore di Castelletto Levante), Genova


Ceccardo Roccatagliata Ceccardi

Poeta (1871-1919) noto per i versi elegiaci e per le intense descrizioni del paesaggio ligure.

Tomba nel cimitero di Staglieno


Eugenio Montale


Anna Maria Ortese

Tomba nel cimitero di Staglieno


Fernanda Pivano

Tomba nel cimitero di Staglieno


Edoardo Sanguineti

Tomba nel cimitero di Staglieno


Flavia Steno

Pseudonimo di Amelia Cottini Osta (1878-1946) è stata giornalista per Corriere e Il Secolo XIX e scrittrice di romanzi d’appendice, tra cui L’ultimo sogno e Il pallone fantasma.

Tomba nel cimitero di Staglieno


Giovanni Torti

Poeta (1774-1852) di ispirazione romantica, fu amico di Ugo Foscolo, dei poeti milanesi e di Alessandro Manzoni, che lo cita nel capitolo ventinovesimo dei Promessi Sposi quando dice che i bravi dell’Innominato erano “pochi e valenti come i versi di Torti”.

Tomba nel cimitero di Staglieno


Giambattista Vigo

Poeta dialettale (1844-1891) dopo un’infanzia trascorsa in orfanotrofio, fu carbonaio e maestro elementare grazie a un’istruzione da autodidatta. La sua raccolta di poesie Fili d’erba (1889) in dialetto genovese si avvicina al crepuscolarismo italiano. Tentò inoltre di tradurre l’Inferno di Dante in genovese.

Tomba nel cimitero di Staglieno


Paul Valéry

Palazzo Montanaro

Alla fine dell’Ottocento Paul Valéry soggiornò a Palazzo Montanaro (che per questo motivo è detto anche Casa Valery), ospitato dalla zia materna, Vittoria Grassi.
La notte tra il 4 e il 5 ottobre 1892, mentre fuori imperversava un violento temporale, ebbe una crisi esistenziale che in seguito chiamò “la notte di Genova” (“nuit de Gênes“), un evento che lo portò ad allontanarsi dalla poesia per un lungo periodo. Nei Cahiers (“Quaderni”) scrisse: “Temporale spaventoso questa notte. L’ho passata seduto sul mio letto. Abbagliante per ogni lampo, tutto il mio destino si giocava nella mia testa. Tra me e me ho sofferto enormemente. Ma io voglio disprezzare tutto ciò che passa dentro le tempie. Stato insopportabile. Stato critico. Stato di trasformazione. Può essere effetto di questa tensione e di questi scoppi improvvisi”.
Palazzo Montanaro sorge nel punto in cui si trovava il Convento di San Francesco e, accanto ad esso, la Chiesa di San Francesco, distrutta in epoca napoleonica.
I Montanaro erano una famiglia di commercianti nel settore dei tessuti. Alla fine dell’Ottocento avevano affittato il palazzo a Gaetano Cabella, un ambasciatore, e a sua moglie Vittoria Grassi, zia del poeta (era sorella della madre, Fanny Grassi).
Sulla facciata esterna dell’edificio si trova una targa commemorativa che recita: “In questa casa, nel corso della / tempestosa notte / del 5 ottobre 1892 / Paul Valéry / figlio di madre genovese, visse la sua più drammatica / vicenda interiore / che doveva perennemente / legarlo al nome di Genova / attraverso l’illuminante / esperienza della / “Nuit de Genes” — “Nuit effroyable… / passèe assis sur mon lit… / et tout mon sort / se jouait dans ma tête…”.
L’attuale proprietaria, Maria Enrica Crosio, organizza visite guidate al palazzo (ulteriori informazioni a questo indirizzo).
Indirizzo: salita San Francesco 7, Genova

Leggere prima di partire per… Genova

Non fiction

  • Alessandro Ferraro, Genova di carta (Il Palindromo, 2020)