Tra Firenze e Collodi, dove nasce Pinocchio

di A.M.

"Pinocchio" di Jean-Etienne Minh-Duy Poirrier, su Flickr

“Pinocchio” di Jean-Etienne Minh-Duy Poirrier, su Flickr

Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino è uno dei classici della letteratura per ragazzi tra i più famosi nel mondo: tradotto in 240 lingue e pubblicato in centinaia di edizioni, è diventato il soggetto di film, cartoni animati, musical e una miriade di monumenti sparsi per tutto il globo.
Il suo autore Carlo Lorenzini, più noto con lo pseudonimo Carlo Collodi, nacque a Firenze il 24 novembre 1826, ma rimase intimamente legato anche al paese d’origine della madre, Collodi nel comune di Pescia (Pistoia), da cui appunto deriva il nome con cui è più noto.

Carlo Lorenzini

Carlo Lorenzini

Considerato uno scrittore dell’Ottocento tra i più radicati nella propria terra nativa, per ripercorrerne i passi bisognerà dividersi tra Firenze e Collodi, approfondendo alcuni aspetti della sua vita e cercando di carpire ciò che è rimasto del contesto che ha dato vita al burattino più famoso del mondo, Pinocchio.

1. Firenze. La casa natale

Il luogo in cui (presumibilmente) nacque Collodi si trova in via Taddea 21, a Firenze, dove è stata apposta una targa: “In questa casa nacque nel 1826 Carlo Lorenzini detto il Collodi, padre di Pinocchio. 29 ottobre XX”. All’epoca questo edificio era una modesta abitazione che i marchesi Ginori, discendenti di Carlo Lorenzo Ginori, il fondatore della famosa fabbrica di ceramiche, affidarono a Domenico Lorenzini, cuoco nella casa patrizia del marchese, che vi si trasferì con la moglie Angiolina Orzali che il 23 novembre 1826 dette alla luce il primogenito Carlo.

2. Firenze. Una delle abitazioni di Carlo Lorenzini

In età adulta, Carlo Lorenzini visse a Palazzo Ginori, assieme al fratello Paolo che qui lavorava come contabile della manifattura di porcellana Ginori. Fu in questo palazzo che morì il 26 ottobre 1890.
Nel centenario della pubblicazione di Pinocchio è stata inaugurata una targa sulla facciata dell’edificio: “Qui Carlo Lorenzini, dettosi Collodi, visse gli anni della sua maturità di uomo e di scrittore adoprandosi con arguta vena di sensi artistici e civili a educare i ragazzi e gli uomini dell’Italia unita e qui finalmente con tenera amara virile fantasia raccontò loro la immortale favola dell’uomo burattino. Il comitato per le manifestazioni del centenario di Pinocchio, 1981”.

©turismoletterario.com

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3. Firenze. Tra via dei Martelli e via Cavour

Carlo Lorenzini si trova a percorrere spesso queste due strade fiorentine, l’una il prosieguo dell’altra: in via dei Martelli, fra il 1842 e il 1844, frequenta il corso di Retorica e filosofia presso la scuola di S. Giovannino tenuta dai Padri Scolopi, dove oggi si trova il Liceo Galileo. Poco più avanti frequenterà intorno al 1853 il Caffè Michelangiolo, oggi al n°21 di via Cavour dove una targa ricorda la presenza di questo caffè storico frequentato dai Macchiaioli.

4. Statua dedicata a Pinocchio

Se fate un salto in Piazza del Mercato Centrale troverete una statua molto particolare: un grosso libro, alto più un metro, sul quale sta seduto un Pinocchio di bronzo. L’omaggio è stato fortemente voluto da Stefano Bondi della trattoria ZàZà ed è stato realizzato da realizzato dallo scultore Thomas Cecchi nel 2006. La posizione non è casuale: a cento metri, in via Taddea, era nato Collodi.

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5. Firenze. La tomba nel cimitero di San Miniato al Monte

La tomba di Carlo Collodi si trova nel Cimitero delle Porte Sante, presso la basilica di San Miniato al Monte. Qui nella zona nord  detta “muraglione” si trova la cappella della famiglia Lorenzini.

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6. Collodi, Pescia. Villa Garzoni e i Lorenzini

Villa Garzoni, con il suo splendido giardino settecentesco, era nata come fortezza a guardia del borgo di Castello, poi divenuta residenza di campagna della famiglia nobile dei Garzoni. Da qui sono passate personalità illustri, tra cui Napoleone Bonaparte e Vittorio Emanuele III. La madre di Carlo Lorenzini, Angiolina Orzali, era figlia del fattore dei marchesi Garzoni Venturi e qui svolgeva l’attività di sarta e cameriera per Marianna Garzoni. Qui conobbe il futuro marito Domenico Lorenzini, cuoco presso i marchesi Ginori, il cui erede Leopoldo Carlo, sposò proprio Marianna Garzoni.

"Parco di Pinocchio (Collodi)" di Sonia Fantoli, su Flickr

“Parco di Pinocchio (Collodi)” di Sonia Fantoli, su Flickr>/span>

6. Collodi, Pescia. Parco di Pinocchio

A Collodi si trova inoltre il Parco di Pinocchio, un parco interamente dedicato al romanzo di Carlo Lorenzini. Aperto nel 1956 e ricco di statue, mosaici e piccoli edifici, al suo interno ricrea tutti i luoghi attraverso i quali si snodano le avventure del celebre burattino. Oltre alle varie attività per ragazzi che vengono qui periodicamente organizzate, è possibile visitare il Museo di Pinocchio che offre alcune mostre temporanee a tema.
Indirizzo: Via di S. Gennaro 3, Collodi (PT)
Sito: http://www.pinocchio.it

h"Parco di Pinocchio Collodi" di mstefano80, su Flickr

“Parco di Pinocchio Collodi” di mstefano80, su Flickr

Una curiosità biografica di casa Lorenzini: Carlo Collodi e Ippolito Cortona, due fratelli e scrittori. Carlo, primo di dieci figli, sceglie come pseudonimo il paese natale della madre, Collodi. Ippolito, ultimo di dieci figli, sceglie (per par condicio?!) il paese natale del padre, Cortona.
Non si può però dire che i due Lorenzini abbiano avuto eguale fama. In confronto al fratello, il secondo è pressoché uno sconosciuto, costretto a subire anche lo “smacco” del figlio primogenito, Paolo, che assunse lo pseudonimo di “Collodi nipote” (e non Cortona!) e divenne autore del romanzo per ragazzi Sussi e Biribissi.

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