Indirizzo: piazza di Santa Croce, Firenze
Sito: santacroceopera.it
Ingresso: a pagamento

Le prime tracce della basilica di Santa Croce risalgono al 1228, quando esisteva in loco un piccolo oratorio costruito da francescani. A partire dal 1294-95 viene iniziata la costruzione dell’edificio oggi esistente, probabilmente progettato da Arnolfo di Cambio, completata poi nel 1385 e consacrata nel 1443.

L’interno è strutturato in 3 navate, con parete affrescate da Giotto e allievi. Pregevoli anche le tracce lasciate da Donatello (il crocifisso e l’altorilievo sull’Annunciazione), Michelozzo (cappella del noviziato decorata poi da Andrea della Robbia) e Brunelleschi, che ha progettato la cappella dei Pazzi, affacciata sul primo chiostro.

A partire dal Quattrocento la basilica cominciò ad accogliere le spoglie di personaggi illustri, tra cui i sepolcri di due cancellieri della Repubblica quali Leonardo Bruni e Carlo Marsuppini, sepolture che segnano storicamente il passaggio di Santa Croce da tempio funerario delle principali famiglie del quartiere a custodia delle glorie pubbliche fiorentine.

Nel 1807 Ugo Foscolo, nel carme Dei Sepolcri, additò la chiesa come tempio delle “Itale glorie” citando esplicitamente le tombe di Machiavelli, Galileo e Michelangelo, invitando a trarre ispirazione dalle virtù dei grandi che avevano fatto la storia d’Italia. Fu proprio il successo del carme a trasformare Santa Croce da pantheon cittadino a pantheon degli italiani: il monumento a Vittorio Alfieri di Antonio Canova, ultimato nel 1810, inaugura questa nuova concezione, seguito dal cenotafio di Dante Alighieri (le cui spoglie riposano a Ravenna) eretto tra il 1819 e il 1829. Tra i commemorati figurano anche musicisti come Gioacchino Rossini (tomba monumentale) e Luigi Cherubini (cenotafio), oltre alla tomba di Ugo Foscolo inaugurata nel 1939.

La tradizione include in alcuni casi anche stranieri, poiché Firenze dall’inizio dell’Ottocento divenne meta frequentata da visitatori europei: nel primo chiostro si trova ad esempio il monumento a Florence Nightingale, realizzato nel 1913 da Francis William Sargant.

La prassi di apporre memorie di italiani illustri è proseguita nel dopoguerra con le targhe commemorative dedicate al fisico Enrico Fermi e più recentemente quella al poeta fiorentino Mario Luzi.

Vittorio Alfieri

Morto a Firenze l’8 ottobre 1803, venne sepolto in Santa Croce. Il suo sepolcro, che si trova nella navata destra, tra terza e quarta campata, fu scolpito da Antonio Canova (1806-10), che raffigura l’Italia turrita affranta per la perdita del poeta e drammaturgo.

Tomba di Vittorio Alfieri

Dante Alighieri

Il cenotafio di Dante, posizionato tra la seconda e la terza campata dall’ingresso sulla navata destra, fu scolpito da Stefano Ricci nel 1829, rimasto senza salma perché la città di Ravenna si rifiutò di consegnare le spoglie del poeta morto in esilio.

Cenotafio di Dante

Ugo Foscolo

Sulla navata destra, nell’ultima campata prima dell’altare, si trova il sepolcro di Ugo Foscolo che morì nel 1827 in Inghilterra, a Turnham Green, e fu sepolto nel cimitero di Chiswick a Londra, presso la chiesa di St. Nicholas, dove tuttora si trova ancora l’originaria tomba in granito. La salma fu poi riportata in Italia con una gran cerimonia nel 1871, posizionata definitivamente nella basilica di Santa Croce, dove nel 1939 fu aggiunta una scultura raffigurante il poeta scolpita da Antonio Berti.
Da ricordare inoltre il carme Dei sepolcri, che Foscolo scrisse nel 1806, dove nella terza sezione riflette sul valore simbolico delle tombe dei personaggi illustri sepolti in Santa Croce.

Tomba di Ugo Foscolo

Niccolò Machiavelli

“Tanto nomini nullum par elogium”, ovvero “a così gran nome nessuna lode è pari”: è l’incisione che campeggia sul sepolcro di Niccolò Machiavelli, realizzato da Innocenzo Spinazzi nel 1787 e che ritrae la figura allegorica della Politica.

Niccolò Macchiavelli

Mario Luzi

Al poeta fiorentino scomparso nel 2004 è stata dedicata una lapide nella basilica di Santa Croce, posta tra i monumenti funebri di Michelangelo e Galileo. Luzi è sepolto nel cimitero di Castello.