Indirizzo: 3 boulevard Edgar Quinet, Parigi
Ingresso: gratuito
Orari: dal lunedì al sabato 8-18; domenica 9-18
Sito: paris.fr
Come arrivare: con la metro: linea 6 fermata Raspail

Aperto nel 1824 su una superficie di 19 ettari, è il secondo cimitero più grande di Parigi, dopo il Père-Lachaise. Viene realizzato all’inizio del diciannovesimo secolo nella zona sud di Parigi assieme ad altri due importanti cimiteri, il Père-Lachaise a est e quello di Montmartre a nord.
In questa zona all’epoca sorgevano tre antiche fattorie, del quale faceva parte il mulino tuttora esistente. Quando con la Rivoluzione Francese questi terreni appartenenti al clero vennero confiscati, vi furono sepolti i poveri che morivano negli ospedali e che non potevano permettersi servizi funebri.

Con il tempo il Cimitero di Montparnasse è diventato un cimitero di artisti e intellettuali, non solo francesi, ma anche stranieri che hanno fatto di Parigi la propria città d’elezione. Charles Baudelaire, Samuel Beckett, Guy de Maupassant, Marguerite Duras, Eugène Ionesco, Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir sono sepolti qui.
Oltre alle personalità legate al mondo letterario, nel cimitero ci sono le tombe di altri personaggi illustri come lo scultore Costantin Brancusi, il pittore Chaim Soutine, il fotografo Man Ray, il fondatore dell’omonima casa automobilistica André Citroën, il cantante Serge Gainsbourg, il compositore Camille Saint-Saëns, il fumettista Jean Giraud in arte Moebius, numerosi attori e registi come Philippe Noiret e Jacques Becker, il presidente della Repubblica francese Jacques Chirac.

Ci sono quattro ingressi e la mappa del cimitero è disponibile all’ingresso di ognuno di essi.

Gli scrittori sepolti qui:

  • Raymond Aron (1983)
  • Charles Baudelaire (1867)
  • Simone de Beauvoir (1986)
  • Samuel Beckett (1989)
  • Aloysius Bertrand (1841)
  • Paul Bourget (1935)
  • Alphonse Boudard
  • Roger Caillois (1978)
  • Emil Cioran (1995)
  • François Coppée (1908)
  • Julio Cortázar (1984)
  • Charles Cros (1888)
  • Robert Desnos (1945)
  • Marguerite Duras (1966)
  • Léon-Paul Fargue (1947)
  • Carlos Fuentes (2012)
  • Henry Gauthier-Villars (1931)
  • Stéphane Hessel (2013)
  • Joris-Karl Huysmans (1907)
  • Eugène Ionesco (1994)
  • Gustave Kahn (1936)
  • Joseph Kessel (1979)
  • Maurice Leblanc (1941)
  • Leconte de Lisle (1894)
  • Pierre Louÿs (1925)
  • Claude Mauriac (1996)
  • Guy de Maupassant (1893)
  • Catulle Mendès (1909)
  • Charles Augustin de Sainte-Beuve (1869)
  • Jules Sandeau (1883)
  • Jean Paul Sartre (1980)
  • Georges Schehadé (1989)
  • Pierre Seghers (1987)
  • Susan Sontag (2004)
  • Henri Troyat (2007)
  • Tristan Tzara (1963)
  • César Vallejo (1938)
  • Anne Wiazemsky (2017)

Milan Kundera

Milan Kundera, nel suo romanzo L’insostenibile leggerezza dell’essere, ambienta una scena nel cimitero di Montparnasse:
Era tutto fatto di casette, di cappelle in miniatura costruite sopra le tombe. Sabrina non capiva perché i morti volessero sopra di sé delle imitazioni di palazzi. Quel cimitero era la presunzione fatta pietra. Invece di diventare più ragionevoli dopo la morte, gli abitanti del cimitero erano ancora più sciocchi che non in vita. Mettevano in mostra sulle lapidi la propria importanza. Qui erano sepolti non padri, fratelli, figli o nonne, ma notabili e funzionari pubblici, portatori di titoli, gradi e onorificenze; persino un impiegato delle poste ostentava la sua posizione, il suo significato sociale – la sua dignità.
Camminando lungo un viale del cimitero, vide che poco lontano stavano seppellendo qualcuno. […] Sabina vi si chinò sopra, la fossa era molto profonda. Lasciò cadere il fiore che scese in piccole spirali e si posò sulla bara. Tombe così profonde in Boemia non ce ne sono. A Parigi le tombe sono tanto profonde quanto le case sono alte. Lo sguardo le cadde sulla pietra tombale, poggiata a lato della fossa. Quella pietra le mise paura e si affrettò a tornare a casa.

(L’insostenibile leggerezza dell’essere, trad. Giuseppe Dierna, Adelphi, 1985)