Il Parco Letterario “Eugenio Montale”

di Ilaria Bo

Il parco: un omaggio a Eugenio Montale

Tra le destinazioni turistico-letterarie da tenere a mente, vi segnaliamo il Parco Letterario “Eugenio Montale”, nato in occasione dei 40 anni dal Nobel per la letteratura al poeta, grazie alla sinergia di intenti nata tra il Parco Nazionale delle Cinque Terre e la Società Dante Alighieri, in collaborazione con il Comune di Monterosso al Mare – primo borgo arrivando da ovest, fra le Cinque Terre situate, per chi non lo sa, nell’estremo lembo della Liguria di Levante, poco prima del Golfo di La Spezia.

monterosso-by_ilaria-turismoletterario

Scopo del Parco è far rivivere al visitatore le emozioni intense che il poeta Montale è riuscito a imprimere attraverso i versi delle sue liriche.
Il parco porta il nome del poeta perché egli trascorreva abitualmente le sue estati nel bellissimo borgo ligure e proprio lì, nella particolarità di quei luoghi, tra suggestioni di mare e di terra, di macchia mediterranea, tra estati assolate e scogli a strapiombo, ha tratto ispirazione per le sue poesie.

Simbolo di questo parco letterario è la casa – residenza estiva situata nella parte “nuova” del borgo, il litorale di “Fegina” – in cui Montale soggiornò per lungo tempo e che lui stesso chiamava con due appellativi: “la pagoda giallognola” e “la casa delle due palme”.

© "La casa delle mie estate lontane" di G. Socci su Flickr

© “La casa delle mie estate lontane” di G. Socci su Flickr

Un paesaggio letterario: percepire il poeta attraverso i luoghi

Il paesaggio delle Cinque Terre, così unico e particolare, dove i poderosi terrazzamenti sembrano buttarsi a picco sul mare, diventa quindi “culturale” e “letterario”. Il Parco rappresenta, dunque, una fruizione consapevole e interessata agli aspetti letterari e culturali di un territorio che, altrimenti, rischierebbe di essere finalizzato al solo turismo di massa. Questa visione di turismo offre anche l’opportunità, sia agli abitanti del luogo, sia ai visitatori, di partecipare consapevolmente all’evoluzione della propria identità. Il turista letterario ha, dunque, a disposizione una chiave di lettura diversa che stimola la scoperta di luoghi solitamente considerati “solo” per il panorama.

© "IL Gigante 5TERRE Monterosso", di Ivan Zanotti Photo su Flickr (Licenza CC)

©”IL Gigante 5TERRE Monterosso”, di Ivan Zanotti Photo su Flickr (Licenza CC)

Per respirare l’atmosfera delle liriche montaliane, non c’è altro modo che passeggiare per il borgo di Monterosso, che diventa così un percorso naturalistico-letterario, dove la letteratura si mescola alla natura e alla storia del paese. Nel suo centro storico, per i sentieri secolari che lo abbracciano, tra vigneti, orti e uliveti aggrappati ai terrazzamenti, fatti di muretti a secco, a picco sul mare, a ogni passo il turista letterario percepisce nell’aria la poesia di Montale.

Meriggiare pallido e assorto
Presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi…

L’intento di un percorso letterario nei luoghi montaliani può avere diverse sfumature: ricercare le tracce lasciate dal poeta, intuire gli angoli o gli scorci che lo hanno ispirato o semplicemente abbandonarsi alla lettura delle sue poesie, immersi nello splendore dei paesaggi da lui cantati. Nelle sue opere da Ossi di seppia, Mediterraneo e Meriggi d’ombre ritroviamo un incontro fra il paesaggio visivo e sonoro di questi luoghi meravigliosi. Da Meriggiare pallido e assorto a La casa dei doganieri, da La Punta del Mesco a I limoni, i versi di Montale sono intrisi del clima delle Cinque Terre.

Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

© "un ricordo" di diabbolo su Flickr

© “un ricordo” di diabbolo su Flickr

Itinerari

Villa Montale, la “pagoda giallognola” dove il poeta ha trascorso le sue vacanze fin dall’infanzia, si trova lungo il litorale di Fegina, di fronte a Punta Mesco (qui l’esatta ubicazione su GoogleMaps). È oggi una residenza privata e pertanto non è possibile visitarla.

È possibile tuttavia percorrere alcuni sentieri tracciati molto suggestivi oppure unirsi a un’escursione organizzata (a questo proposito, consultare il sito del Parco Nazionale delle Cinque Terre o quello del Parco Letterario Montale).

Un itinerario consigliato è quello che da Monterosso raggiunge Sant’Antonio Mesco (n° 590 – SVA 10), un percorso di lieve difficoltà, lungo 2,7 chilometri per tempo di percorrenza stimato di 1 ora e 15 minuti solo andata (ulteriori info).

Commenti

commenti