Glasnevin Cemetery: il cimitero monumentale di Dublino

Immerso nel verde e pervaso da un’atmosfera di serenità e pace, il cimitero monumentale di Glasnevin è uno dei luoghi più significativi della storia irlandese. Qui infatti riposano le spoglie dei patrioti che hanno reso il paese una repubblica indipendente, tra cui Charles Stewart Parnell, Michael Collins, Daniel O’Connell, Éamon de Valera e Arthur Griffith.

©turismoletterario.com

©turismoletterario.com

Il cimitero è stato istituito nel 1828 (la prima sepoltura risale al 1832) ed è tuttora in funzione. Negli ultimi anni è stato sottoposto a un ampio progetto di ristrutturazione in tempo per celebrare, quest’anno, i 100 anni dalla Rivolta di Pasqua (le sanguinose giornate che nel 1916 segnarono una svolta nel processo di indipendenza irlandese).
Con il museo inaugurato nel 2010 e i tour guidati a tema che vi vengono periodicamente organizzati, il Glasnevin Cemetery è diventato quindi un importante centro culturale per la preservazione della memoria storica.

©turismoletterario.com

©turismoletterario.com

Oltre a quelle dei numerosi personaggi storici sopra menzionati, qui si trovano anche le tombe di alcuni scrittori irlandesi illustri e altre persone a loro legate.

Brendan Behan

Focoso e irriverente repubblicano, Brendan Behan iniziò a scrivere mentre scontava gli anni di carcere, imprigionato per aver sparato a un poliziotto durante una manifestazione. In gioventù aveva fatto parte dell’IRA (l’organizzazione paramilitare che combatteva per l’indipendenza irlandese) ed era ben noto nei pub dublinesi per la sua fama di gran bevitore. Le sue opere teatrali più famose sono The Quare Fellow (L’impiccato di domani) Richard’s Cork Leg (Richard gamba di sughero) e The Hostage (L’ostaggio, originariamente scritta in gaelico).
Scomparso all’età di 41 anni, è sepolto in questo cimitero. La piccola scultura che lo ritrae, posizionata nella cavità della pietra tombale, è stata rubata due volte nel 1978; è stata riprodotta e rimessa al suo posto nel 2014.

©turismoletterario.com

©turismoletterario.com

James Clarence Mangan

Nato a Dublino nel 1803, condusse una vita di povertà e solitudine. Considerato da Yeats e Joyce uno dei più grandi poeti irlandesi, divenne noto soprattutto per la poesia Dark Rosaleen, tradotta dall’originale in gaelico Róisín Dubh, i cui versi sono incisi sulla sua tomba: “O my Dark Rosaleen, / Do not sigh, do not weep!”.
Un busto che lo ritrae si trova nel centralissimo parco St. Stephen’s Green.

©turismoletterario.com

©turismoletterario.com

Maud Gonne

Poco distante dalla O’Connel Tower, sul lato destro rispetto ad essa, si trova la tomba di Maud Gonne. Attrice teatrale e attivista politica a sostegno dell’indipendenza irlandese, è nota soprattutto per essere stata la musa del poeta William Butler Yeats del quale non ricambiò mai i sentimenti. Oltre a dedicarle dei versi appassionati, Yeats le chiese a più riprese di sposarlo ma lei lo respinse altrettante volte, preferendogli John Mac Bride, militare e rivoluzionario che fu ucciso dagli inglesi nei giorni successivi alla rivolta di Pasqua.

©turismoletterario.com

©turismoletterario.com

John Stanislaus e Mary Jane Joyce

Prendendo il viottolo a sinistra poco dopo la O’Connell Tower, dopo un centinaio di metri si trova, sul lato sinistro del sentiero che stiamo percorrendo, la tomba dei genitori di James Joyce, John Stanislaus e Mary Jane. Il padre in particolare ha ispirato molti personaggi dello scrittore, tra cui Simon Dedalus in Ulisse e Humphrey Chimpden Earwicker in Finnegans Wake.

©turismoletterario.com

©turismoletterario.com

Nel cimitero inoltre sono sepolti alcuni personaggi che vengono menzionati nelle opere di Joyce: per rintracciarli tutti potete acquistare la “mappa joyciana” del cimitero che trovate nel negozio-biglietteria-caffetteria all’ingresso.

dublino-glasnevin_cemetery-brochure

In letteratura

Data la sua importanza per la storia di Dublino, il cimitero di Glasnevin non poteva non comparire nell’Ulysses di Joyce, dove fa da sfondo al sesto capitolo, che non a caso si intitola “Ade” come il dio degli Inferi nella mitologia greca.

Nel suddetto capitolo, il protagonista Leopold Bloom si reca al funerale di Paddy Dignam, un suo conoscente vittima dell’alcol, assieme al padre, e altri due personaggi, Martin Cuuningham e Jack Power, che lo fanno sentire fuori luogo, sottolineando il tema che ritornerà per tutta l’opera, quello dell’emarginazione del protagonista.

©turismoletterario.com

©turismoletterario.com

Cerchi altri luoghi letterari a Dublino?

Commenti

commenti