Con Le ceneri di Angela, Frank McCourt vinse il Premio Pulitzer nel 1997. Nonostante sia nato e abbia vissuto gran parte della sua vita negli Stati Uniti, le sue origini irlandesi sono imprescindibili ed emergono con viva forza dall’ironia amara che caratterizza il suo romanzo.

McCourt aveva vissuto a Limerick la sua infanzia. Come infatti viene raccontato nel romanzo, era nato negli Stati Uniti, ma i genitori avevano deciso di tornare a vivere in Irlanda, nella città in cui abitavano i nonni materni dello scrittore.

La condizione della famiglia McCourt era di estrema povertà anche perché la situazione in Irlanda negli anni Trenta non era delle più rosee, come ci viene descritta da McCourt stesso. Bisogna però dire che, alla pubblicazione del romanzo, furono mosse alcune critiche allo scrittore per aver esageratamente accentuato, ai fini narrativi, la condizione miserevole in cui vivevano le classi popolari di Limerick.

Anche se si fosse concesso qualche licenza narrativa, il suo romanzo resta una vivida testimonianza di un’infanzia difficile ma che, nonostante le privazioni quotidiane e le sofferenze della vita (i fratellini morti, il padre ubriacone che abbandona la famiglia), non perde l’ottimismo e la speranza di un futuro migliore.

Frank McCourt Museum

[EDIT: Purtroppo il museo ha chiuso definitivamente a settembre 2019. Parte della collezione è stata trasferita nel The People’s Museum of Limerick, poco distante.]


Centro della nostra visita è il Frank McCourt Museum, il piccolo museo dedicato interamente allo scrittore, il cui busto in bronzo ci accoglie subito nel vialetto di ingresso.

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Al primo piano si trova la ricostruzione delle due stanze della casa di Barrack Hill, la cucina e la camera da letto, così come descritte nel romanzo: parte degli arredi sono stati realizzati per il film Le ceneri di Angela diretto da Alan Parker nel 1999.

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Al piano terra invece si trova un’ampia aula dove, tra i banchi di scuola, sono collezionati molti cimeli e fotografie relativi a McCourt, alla sua famiglia e ad altri studenti della Leamy.

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Se volete potete acquistare una mappa di Limerick, illustrata da Una Heaton, che indica i luoghi menzionati ne Le ceneri di Angela.
Onestamente non tutti i punti segnati nella mappa sono così interessanti da visitare, soprattutto se non si hanno ben presenti le vicende del romanzo.

Infatti, molti quartieri in cui è ambientata la storia sono stati distrutti e riedificati. Quello che resta oggi sono i nomi delle vie e qualche vaga suggestione che rievoca il romanzo.

Quindi, nonostante la mappa indichi 25 luoghi di interesse, il nostro itinerario ne toccherà molti meno, ma soprattutto i più significativi, ispirandosi al percorso che segue il giovane Frank per formarsi, imprimendo bene nella mente quel bagaglio di ricordi da portare nel suo viaggio verso gli Stati Uniti:

Nei giorni liberi giro per Limerick e vado a visitare tutti i posti in cui ho abitato, Windmill Street, Hartstonge Street, Roden Lane, Rosbrien Road e Little Barrington Street che però in realtà è un vicolo. […] Voglio imprimermi nella memoria certe immagini di Limerick nell’eventualità che non riesca più a tornare.

Hartstonge Street

Hartstonge Street, oltre ad essere la via in cui si trova la Scuola Leamy, è stato anche uno degli indirizzi della famiglia McCourt (menzionato nel romanzo) per un breve periodo e vi si trova inoltre la sede della San Vincenzo de Paoli, dove Angela, madre dello scrittore, si reca spesso per chiedere aiuti per la sua famiglia, non sempre riuscendo nell’intento:

Io e Malachy accompagniamo Mamma alla San Vincenzo e ci mettiamo in fila per vedere se si riesce a rimediare qualcosa per il pranzo di Natale, magari un’oca o un prosciutto, ma il signore dice che questo Natale a Limerick sono tutti disperati. Poi le dà una tessera per la bottega della McGrath e un’altra per andare dal macellaio.

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Little Barrington Street

A pochi passi da Hartstonge Street si trova quest’altro indirizzo in cui abitano i McCourt per un periodo: Little Barrington Street, che oggi come allora, è un vicolo, come dice il signor McCaffrey a Frank:

Little Barrington Street. Questo qua è un vicolo. Perché lo chiami via? Tu abiti in un vicolo, non in una via.

Questa zona ha decisamente cambiato aspetto rispetto agli anni Trenta e oggi, grazie ad una serie di iniziative per la riqualificazione dell’area, molti edifici si presentano con facciate e rifiniture allegre e colorate.

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The People’s Museum of Limerick

Ospitato in una elegante casa georgiana restaurata di proprietà del Limerick Civic Trust, ha aperto nel 2019 e racconta la vita della città e degli abitanti di Limerick. Una sezione è dedicata a Frank McCourt e accoglie gli oggetti precedentemente esposti nella mostra un tempo all’interno della Leamy’s School, chiusa nel 2019.

South’s Bar

Se volete infilarvi in un pub tradizionale non c’è posto più appropriato di questo, dove tutti i personaggi (rigorosamente uomini) si ritrovano a bere (e bersi la busta paga, come nel caso del padre di Frank). Qui il giovane Frank si concede il suo primo sorso di birra in occasione del suo sedicesimo compleanno:

    “Questo qua è mio nipote Frankie McCourt, il figlio di Angela Sheehan, la sorella di mia moglie. È venuto a farsi la sua prima birra. Alla tua, Frankie, e cento di questi giorni. Vivi e goditi la birra ma senza esagerare mai.”

    Tutti quanti levano il boccale, mi fanno un cenno con la testa, bevono e sulle labbra e i baffi gli resta una riga di spuma. Io mando giù una gran golata e zio Pa mi dice: Vacci piano, per l’amordiddio, non te la scolare tutta d’un colpo! Finché i Guinness si mantengono sani e forti di birra ce n’hanno quanta ne vuoi.

Nel 2015 il Limerick Writers’ Centre ha fatto apporre una targa all’esterno del locale per ricordare lo scrittore.

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St. Joseph’s Parish

Di fronte al pub si trova la St. Joseph’s Parish, chiesa più volte menzionata nel romanzo, come nell’episodio in cui Frank riceve la cresima:

Ho dieci anni e sono pronto per andare alla chiesa di San Giuseppe a fare la cresima. A scuola il maestro O’Dea ci prepara. Dobbiamo sapere tutto della grazia santificante, una perla di gran valore comprata per noi da Gesù con la sua morte. […] Preti e maestri ci dicono che cresimarsi significa diventare un vero soldato della Chiesa e dà diritto a morire e a diventare martiri nel caso in cui venissimo invasi dai protestanti o dai maomettani o da qualunque altra razza di miscredenti. Ci risiamo con la morte. Mi verrebbe voglia di dire a tutti che per la fede non potrò morire essendo già prenotato per l’Irlanda.

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Windmill Street

La prima abitazione della famiglia McCourt a Limerick si trovava in Windmill Street, ma come le altre zone già menzionate, anche questa ha cambiato radicalmente volto. Nel romanzo, è la casa legata alla triste morte del fratellino Oliver:

Mamma dice che lei a Windmill Street non può restarci un minuto di più. Il ricordo di Oliver in quella stanza, Oliver a letto, Oliver che gioca per terra, Oliver seduto sulle ginocchia di Papà accanto al fuoco, non la fa dormire.

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Barrack Hill

Infine la casa di Barrack Hill, una collinetta sulla cui strada in salita sorgono due blocchi di case. Le stanze di questa casa sono quelle ricostruite nel museo McCourt secondo il racconto dello scrittore. Qui si svolge l’episodio del pranzo di Natale con la testa di maiale e qui si trova “Little Italy“, la stanza al primo piano che il piccolo Frank ha ribattezzato appunto “Italia” perché quando si allaga il piano terra, tutta la famiglia si trasferisce in quello più in alto:

Mamma ci dice che c’è stato un allagamento tremendo, che la pioggia è scesa giù dal vicolo e si è riversata in casa da sotto la porta. […] Secondo Mamma dovremmo restare al piano di sopra finché non smette di piovere. D’inverno staremo al caldo e a primavera quando vedremo che i muri o il pavimento si sono asciugati potremo riscendere di sotto. Papà dice che è come andare in vacanza all’estero in un posto caldo tipo l’Italia. Così chiameremo d’ora in avanti il piano di sopra: l’Italia.

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Nota: tutte le citazioni sono tratte dall’edizione italiana dell’opera, tradotta da Claudia Valeria Letizia e pubblicata da Adelphi.

Il libro