Magic di EJP Photo, su Flickr
Magic di EJP Photo, su Flickr

Si dice che nessun’altra città al mondo abbia ispirato tante canzoni quanto New York. Capirete quindi che farne una selezione risulta un’impresa estremamente difficile.
Diciamo allora che questi non sono altro che 5 suggerimenti, un punto di partenza, per esplorare l’immenso repertorio musicale che questa città ha ispirato.

1) Rhapsody in blue di George Gershwin

Fusione tra musica classica e jazz, la Rapsodia in Blu di Gershwin è spesso considerata la rappresentazione musicale di New York. Qui fu presentata al pubblico la prima volta nel 1924 a Manhattan, nell’Aeolian Hall (edificio che oggi ospita un’università di optometria), nel culmine dei ruggenti anni Venti, quando a colpi di charleston esplosero mode, tendenze, fenomeni culturali di ogni tipo. Una vera e propria rivoluzione, frattura profonda con il passato, fatta di celebrità consacrate dal nascente star system, moda e look ribelli interpreti dell’emancipazione femminile, forme essenziali ed eleganti dell’Art Deco.
Gershwin la scrisse di getto, in pochissimi giorni. Si dice che addirittura la sera della prima improvvisò la sua parte. Non è un caso che il titolo originario dovesse essere “American Rapsody“. Con i suoi virtuosismi e il ritmo incalzante, Rapsody in Blue descrive proprio la frenesia e la vitalità di una città in rapida evoluzione, il jazz e il blues che risuonano nei locali notturni, il profilo di New York scolpito dai primi grattacieli.

2) New York, New York di Liza Minelli/Frank Sinatra

Resa immortale da Frank Sinatra, ma originariamente interpretata da Liza Minnelli nel 1977 per il film omonimo di Martin Scorsese, è una canzone quasi scontata quando si parla di New York. È ormai completamente parte della cultura popolare newyorkese, con le sue presenze durante numerose manifestazioni, in particolar modo in  occasione delle partite di baseball dei New York Yankees.

3) New York State of Mind  di Billy Joel

Scritta ritornando da Los Angeles dove aveva vissuto alcuni anni, Billy Joel esprime con questa canzone la nostalgia e l’affetto per la sua città.
Evidente è l’influenza di Ray Charles, suo idolo musicale, e nonostante inizialmente non sia stata neanche pubblicata come singolo, è sempre stata molto apprezzata dal pubblico tanto che Billy Joel la suona spesso nei concerti come, ad esempio, durante il “Concert for New York City”, nell’ottobre 2001, in ricordo delle vittime dell’11 settembre.

 4) 53rd & 3rd  dei Ramones

Scelta in rappresentanza di tutti i nuovi generi musicali a cui questa città ha dato vita, tra cui appunto il punk, 53rd & 3rd dei Ramones, uscita nell’album Ramones del 1976, parla di una realtà molto particolare, quella di “The Loop”, un area intorno alla 53° e la 3° Avenue, nota per la prostituzione maschile.
I Ramones, così come i Television, i Dead Boys, i Blondie e molti altri furono i primi gruppi punk rock americani, raggiungendo il successo anche grazie ai concerti nel locale newyorkese CBGB, un rock club di Manhattan.
Dei Ramones merita citare inoltre il primo successo, Blitzkrieg Bop, il cui famoso verso intonato coro (“Hey! Ho! Let’s go!”) è spesso utilizzato negli stati Uniti durante eventi sportivi.

5) Empire State of Mind di Jay-Z e Alicia Keys

Un moderno inno di New York, ne descrive l’essenza tramite l’interpretazione di due artisti originari della città, Jay-Z, per la parte hip hop, e Alicia Keys, che dà il suo contributo più “soul” nella parte cantata e nel coro.
Sostanzialmente tutto il testo della canzone rappresenta un elogio appassionato a questa New York magica, che diventa “giungla” dove tutti i sogni si realizzano, dove “non c’è niente che non puoi fare” e dove le “grandi luci ti ispirano”.
Alicia Keys, inoltre, ha registrato una seconda parte della canzone, intitolata Empire State of Mind, Pt. II (Broken Down) inserita nell’album The Element of Freedom, dove riprende il brano cantato con Jay-Z, variandolo e interpretandolo in modo più intimista, esprimendo i propri sinceri sentimenti verso la sua città.

In New York, concrete jungle where dreams are made of
There’s nothing you can’t do, now you’re in New York
These streets will make you feel brand new
Big lights will inspire you, let’s hear it for New York

Per concludere…

Come specificato in apertura d’articolo, questo non è che un assaggio: esplorate voi, ora, la varietà musicale a cui una città multiculturale come New York ha saputo dare vita: dallo scatenato charleston al jazz in stile Harlem Stride Piano negli anni Venti, dal genere disco al punk rock negli anni Settanta, ma anche lo swing, la salsa, l’hip hop. Una città melting pot di suoni, culture, sensibilità diverse che come nessun altra ha saputo rendere la diversità un’inesauribile fonte di ricchezza culturale.

New York di mi..chael, su Flickr
New York di mi..chael, su Flickr