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Autori correlati

Angelo Beolco (Ruzante o Ruzzante)

Targa commemorativa sulla casa natale

La targa recita: "Questa fu la casa / della famiglia Beolco / onde uscì all'Italia il Ruzzante / il più geniale comico / prima del Goldoni -- 27 aprile 1824".
Indirizzo: via Umberto I 100, Padova

Busto commemorativo

Un busto ritrae il celebre commediografo padovano Ruzante. Sotto un'inscrizione recita: "Angelo Beolco / detto il Ruzzante / attore e autore comico / padovano / 1502 - 1542".
Indirizzo: Giardini dell'arena, viale Perlasca, Padova

 

Francesco Petrarca

 

Luigi Pulci

Targa commemorativa 

La targa dedicata al poeta fiorentino recita: "Luigi Pulci / 1432 - 1484 / fiorentino / poeta del Morgante maggiore / morì in Padova / in un viaggio / da Verona a Venezia / al seguito / di / Roberto Sanseverino / e accanto al cimitero / che era qui presso / oscuramente sepolto".
Indirizzo: via San Tomaso, Padova

 

William Shakespeare

 

Sperone Speroni

Targa commemorativa

La targa recita: "Sperone Speroni / qui nacque / nel 12 aprile 1500".
Indirizzo: via Speroni, Padova (PD)

 

 

I luoghi di Francesco Petrarca

Italy Arezzo

Casa natale

Secondo un'accreditata tradizione qui si trovava la casa in cui il poeta nacque il 20 luglio 1304, figlio di Eletta Canigiani e Ser Petracco, bandito da Firenze per la sua appartenenza politica. 
La casa attuale è una ricostruzione postbellica di un edificio risalente al XV secolo e, dal 1810, ospita la sede dell'Accademia Petrarca di Lettere Arti e Scienze. Al suo interno non ci sono reperti appartenuti al Petrarca ma un documentario su lui incentrato, una ricca biblioteca (in parte costituita dai libri appartenuti al medico e naturalista Francesco Redi) e la collezione numismatica dell'Accademia.
Indirizzo: via dell'Orto 28, Arezzo.
sito http://www.arezzoturismo.it/ 
a-pagamento Ingresso a pagamento. Intero 4€. Ridotto 2€/3€.
orario Orari di apertura: sabato, domenica e festivi dalle 10.30 alle 17.30 (possibilità di apertura su prenotazione)

Statua commemorativa

Il monumento a Francesco Petrarca fu inaugurato nel 1928 alla presenza del Re Vittorio Emanuele. Il progetto, finanziato dal Comune di Arezzo, con il contributo dello Stato e di enti pubblici e privati, era di Alessandro Lazzerini, che aveva vinto un concorso nel 1907, iniziando il lavoro di questa enorme scultura in marmo di Carrara 1925.
L'opera rappresenta Petrarca posto su un piedistallo, rivolto verso il duomo di Arezzo. Il basamento è poi ornato da altre figure simboliche, come la lupa che richiama la classicità, alcune allegorie dei trionfi, tra cui l'incoronazione del poeta, una madre che allontana il figlio da una lotta, simbolo della pace. C'è anche un medaglione che rappresenta Laura e altre immagini che alludono al Canzoniere.
L'opera è stata oggetto di atti vandalici nel 2010, ma è stata in seguito restaurata.
Indirizzo: Parco del Prato, Arezzo

 

Italy Padova

Duomo di Padova

La Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta in piazza Duomo è sede vescovile dal IV secolo ma l'edificio attuale risale al XVI secolo.
Qui per un breve periodo nel 1349 Francesco Petrarca svolse l'attività di canonico su nomina di Jacopo II da Colonna. Oggi nell'atrio si trova il "Monumento al canonico Francesco Petrarca" ad opera di Rinaldo Rinadi mentre nella Sacrestia dei Canonici si trova un ritratto del poeta.
Indirizzo: Piazza del Duomo, Padova

Affresco nella Sala dei Giganti

Quella che oggi fa parte dell'Università degli Studi di Padova, un tempo era uno delle stanze di rappresentanza del palazzo dei Carraresi.
L'affresco originario che decora la Sala dei Giganti, oggi andato perduto, era stato ispirato dall'opera De viris illustribus di Petrarca che all'epoca era ospite di Francesco I da Carrara, ma fu completato soltanto nel 1374, dopo la morte del poeta. L'unica testimonianza di quel ciclo originario è proprio un ritratto del poeta, seduto alla sua scrivania, con la fedele gatta (forse la stessa imbalsamata custodita in una teca nella casa di Arquà).
In seguito la sala fu riaffrescata nel 1540 ad opera di Domenico Campagnola, pur mantenendo un legame con il tema originale. Dal 1631 al 1912 la Sala dei Giganti è stata sede della biblioteca universitaria.
La sala è visitabile durante le visite guidate del sabato mattina.
Sitohttp://www.unipd.it/universita/patrimonio-artistico-culturale/palazzo-liviano-sala-giganti/sala-giganti
sito Indirizzo: Palazzo Liviano (Università degli Studi di Padova, entrata dallo scalone in corte Arco Vallaresso), piazza Capitaniato, Padova
a-pagamento Ingresso a pagamento. Intero 3,5€; ridotto 2€.
orario Orario di apertura: ogni sabato mattina, durante i due turni di visite guidate, alle 10.30 e alle 11.30. Chiuso nei giorni di chiusura dell'Ateneo, il 26 dicembre e il 2 gennaio.

Epitaffio sulla tomba di Jacopo da Carrara

Jacopo II da Carrara fu un mecenate che dette lustro alla città di Padova raccogliendo attorno a sé molti artisti e intellettuali dell'epoca tra cui Francesco Petrarca, che nominò canonico della cattedrale nel 1349.
Il nobile padovano fu assassinato il 19 dicembre 1350 da Guglielmo da Carrara e fu sepolto nella chiesa di Sant'Agostino di Padova. Quando nel 1820 la chiesa fu abbattuta dagli austriaci, il monumento funebre venne traslato nell'attuale Chiesa degli Eremitani.
L'epitaffio su marmo nero posto sotto il monumento fu scritto dall'amico Francesco Petrarca.
Indirizzo: Chiesa degli Eremitani, Piazza Eremitani, Padova

Targa commemorativa sulla canonica in cui abitò

Petrarca arrivò a Padova nel 1349 su invito di Jacopo II da Carrara il quale lo fece canonico della cattedrale. Oggi una targa in latino ricorda il luogo in cui sorgeva la canonica del poeta: "Hic proxime / Francisci Petrarchae / domus canonica fuit -- Antenorei Lares MCMXXVII Anno V" ("In queste vicinanze sorgeva la canonica di Francesco Petrarca").
Durante questo periodo Petrarca ricevette Giovanni Boccaccio che era giunto a Padova in qualità di messo ufficiale del governo per proporgli una cattedra nello Studio fiorentino.
Indirizzo: Via dietro Duomo 28, Padova

Statua di Francesco Petrarca

La statua è stata realizzata da Luigi Ceccon nel 1874. Nel basamento è collocata un'iscrizione ("A Petrarca / Cinque secoli dopo la sua morte / Padova -- XVIII LUGLIO MDCCCLXXIV") e tre medaglioni che raffigurano Cola di Rienzo, Iacopo da Carrara e Laura di Noves.
Indirizzo: Piazza Petrarca, Padova

Statua di Francesco Petrarca

La statua scolpita in pietra di Vicenza, si trova lungo l'anello esterno ed è la numero 35.
Indirizzo: piazza Prato della Valle, Padova

 

Italy Arquà Petrarca (PD)

Casa del Petrarca

Francesco Petrarca visse ad Arquà gli ultimi anni della sua vita.
Aveva ricevuto in dono dal Signore di Padova Francesco il Vecchio da Carrara una casetta di origine duecentesca che il poeta fece restaurare nel 1369. Vi visse fino alla morte, occorsa nella notte tra il 18 e il 19 luglio 1374. Fu sepolto nella Pieve di Santa Maria Assunta e in seguito traslato nell’arca fatta erigere dal genero Francescuolo da Brossano.
Nel Cinquecento l'edificio fu acquisito dal nobile padovano Pietro Paolo Valdezocco il quale fece costruire la scala esterna e la loggia in stile rinascimentale, affrescata con delle immagini che si ispirano al Canzoniere, ai Trionfi e all'Africa.
Nel 1875 il cardinale Pietro Silvestri, allora proprietario della casa, la donò al Comune di Padova che la adibì a museo e la fece restaurare tra 1919 e 1923, riportandola a un aspetto più vicino alla sua forma originaria.
La casa museo è dislocata su due piani. Al piano terra si trovano alcuni pannelli espositivi che ripercorrono le tappe del poeta nel Veneto. Vi si trovano inoltre la gatta imbalsamata ritenuta del Petrarca (ritratta anche nell'affresco dedicato al poeta nella Sala dei Giganti di Padova) e un modello in gesso raffigurante il Petrarca ad opera di Luigi Ceccon, sulla base del quale nel 1874 fu eretta la statua che si trova a Padova in piazza Petrarca.
Al piano superiore si trovano:
- la Sala Centrale o "delle Metamorfosi", dove si trova una raffigurazione cinquecentesca della prima canzone del Canzoniere e una scultura in bronzo della testa del poeta che fu collocata sulla sua tomba nel 1547 (in seguito sostituita da una copia);
- la stanza di Venere, la camera da letto del poeta dove si trova un ritratto di Petrarca dipinto da o da Morosini Venier (1879), una statua di autore ignoto e un camino sul quale sono dipinti Venere e Vulcano;
- lo Studiolo, dove si trova una sedia e una libreria che dicono essere appartenuti al poeta;
- la Stanza dell'Africa, di Cleopatra o di Lucrezia, dove sono presenti alcuni affreschi che illustrano alcuni episodi tratti dall'Africa.
- la Stanza delle Visioni., dove si trova un affresco ispirato alla canzone "Standomi un giorno solo a la fenestra" e un ritratto del poeta.
Sul retro della casa si trova l'orto, al quale il poeta aveva dedicato molto tempo e attenzioni. Con l'aiuto dell'amico Lombardo della Seta vi piantò l'alloro, la vite e altre piante aromatiche e officinali.
Indirizzo: via Valleselle 4, Arquà Petrarca (PD)
sito Sito: http://www.arquapetrarca.com/
a-pagamento Ingresso a pagamento. Intero € 4, ridotto € 2 
orario Orari di apertura: da marzo a ottobre 9.00-12.30 e 15.00-19.00. Da novembre a febbraio 9.00-12.00 e 14.30-17.30. Chiuso i lunedì feriali (aperto i lunedì festivi), Natale, S. Stefano, Capodanno, 1 Maggio.

Tomba di Petrarca

La tomba di Petrarca fu costruita nel 1370, sei anni dopo la morte del poeta, in marmo rosso di Verona. La struttura, a cui ci si riferisce anche come "arca", ricalca il modello in uso tra gli antichi Romani e porta la seguente iscrizione: "Frigida Francisci Lapis hic tegid ossa Petrarce; suscipe virgo parens animam; sate virgine pace. Fessaq(ue) iam terris celi requiescat in arce" (trad. "Questa pietra ricopre le fredde ossa di Francesco Petrarca, accogli, o Vergine Madre, l'anima sua, e tu, figlio della Vergine, perdona. Possa essa, stanca della terra, riposare nella rocca celeste"). fonte14x14

Fontana del Petrarca

Lungo la strada che dalla chiesa di S. Maria conduce a valle, si trova un lavatoio di epoca duecentesca conosciuto anche come la "fontana del Petrarca". Secondo la tradizione il poeta era solito utilizzarla poiché non vi erano altre sorgenti nel centro del paese. Sull'arco frontale è stata incisa un'iscrizione in latino, probabilmente dettata da Antonio Quarenghi (1547-1633), lo stesso dei versi della gatta imbalsamata (conservata nella casa di Petrarca di Arquà): "Fonti numen inest , hospes: venerare liquorem, unde bibens cecinit digna Petrarcha deis (Un nume abita in questa fonte, o straniero: venera quest'acqua, bevendo la quale il Petrarca poté cantare versi divini)
Indirizzo: via Fontana, Arquà Petrarca (PD)

 

Italy Parma

Targa commemorativa

La targa in marmo, nella quale è incastonato un bassorilievo che ritrae il poeta, recita: "Francesco Petrarca / questa casa possedette e abitò".
Petrarca aveva soggiornato a Parma dal maggio 1941 al gennaio 1942 e vi tornò alla fine di dicembre del 1343, acquistando la casa in cui aveva trascorso il suo precedente soggiorno, facendola ristrutturare e applicando alcuni marmi decorativi. All'epoca la città era governata dai Correggio, anche se il loro governo non era destinato a durare molto perché Parma si trovò presto al centro delle lotte tra i signori lombardi. 
In questo periodo lavorò all'Africa e ai Rerum memorandarum libri e scrisse un notevole numero di liriche in volgare, tra cui I' vo' pensando, et nel penser m'assale (RVF, CCLXIV).
Nel febbraio 1345, preoccupato per il degenerare della situazione politica, lascia Parma e chiede ospitalità a Verona.
Indirizzo: strada Petrarca 7, Parma

 

Italy Verona

Targa commemorativa

La targa recita: "Guglielmo Guarienti detto da Pastrengo / legista e letterato preclaro ebbe la / gloria di accogliere più volte in questa / sua casa ospite ed amico Francesco / Petrarca -- Sec. 14 e.v.".

 

 

Italy Milano

Targa commemorativa

La targa indica dove si trovava la casa in cui abitò Petrarca dal 1350 al 1358. L'iscrizione recita: "Qui era la casa / abitata da Francesco Petrarca / dall'anno MCCCLIII al MCCCLVIII". 
Petrarca arrivò a Milano da Avignone nell'aprile del 1353 su invito dell'arcivescovo Giovanni Visconti, l'allora signore della città. Qui si mise al suo servizio collaborando con missioni e ambascerie, pur destando molte critiche da parte degli amici fiorentini che lo biasimavano per l'essersi messo al servizio di un acerrimo nemico di Firenze. 
Indirizzo: via Lanzone 53, Milano

 

Italy Trieste

Museo petrarchesco-piccolomineo

 

Luoghi correlati

Parco letterario Francesco Petrarca e dei Colli Euganei

 

Breve biografia

David Herbert Lawrence nasce a Eastwood (contea di Nottingham) l'11 settembre 1885, da padre minatore, Arthur John Lawrence, e madre maestra, Lydia Beardsall, la quale provava un affetto quasi morboso nei confronti del figlio che si ritroverà nel romanzo Figli e amanti.
Il futuro scrittore frequenta la scuola primaria Greasley Beauvale Board School a Eastwood e poi proseguirà gli studi a Nottingham. Nel 1902 inizia a insegnare come tirocinante presso la British School di Eastwood fino al 1905. L'anno successivo consegue il diploma magistrale e ottiene un posto da insegnante presso la Davidson Royal School di Croydon. Muore la madre nel 1910. Nel 1911 pubblica il suo primo romanzo, Il pavone bianco, a cui seguono Il trasgressore (1912) e Figli e amanti (1913). Nel 1912 conosce Frieda von Richthofen, figlia di un barone e già sposata con due figli. Nonostante tutto i due fuggono insieme e si sposano due anni dopo, nel 1914, una volta ottenuto il divorzio di lei. Iniziano una vita girovaga: dall'Italia alla Germania, dalla Svizzera alla Francia, dal Nuovo Messico all'Australia.
Lo scrittore soffre di tubercolosi, quindi privilegerà luoghi dal clima mite per cercare sollievo dalla malattia. Per questo motivo trascorre molto tempo in Italia: dopo la prima visita nel 1913 vi torna nel 1919. Soggiornerà a Capri, Ravello, Taormina, Firenze, Forte dei Marmi, Spotorno, in Sardegna. Durante il periodo fiorentino pubblica L'amante di Lady Chatterley, un'opera ritenuta scandalosa all'epoca per le sue scene audaci e il modello di donna anticonformista.
Con l'aggravarsi della malattia, viene ricoverato a Vence, nella Francia del sud, agli inizi del 1930. Il 2 marzo dello stesso anno muore. Sepolto inzialmente nel cimitero del paese, le sue ceneri verranno portate da Angelo Ravagli, allora compagno della moglie dello scrittore, nel Nuovo Messico, dove Frieda ha voluto erigere un monumento alla memoria del marito.

 

Italy Scandicci, Firenze

Villa Mirenda

Lo scrittore e la moglie Frieda vi soggiornarono dal 13 maggio 1926 al 7 giugno 1928. In questo periodo Lawrence si dedicò alla stesura del celebre romanzo L'amante di Lady Chatterley traendo ispirazioni dalle avventure amorose della moglie.
Le tematiche affrontate da Lawrence erano provocatorie e scandalose per la mentalità puritana dell'epoca, soprattutto quella inglese. Per questo motivo il suo editore, Martin Secker, ritenette impossibile la pubblicazione dell'opera in Inghilterra. Così lo scrittore si rivolse a Pino Orioli, un libraio antiquario in Lungarno Corsini, che gli indicò la Tipografia Giuntina, la quale, senza scandalizzarsi troppo sui dettagli scabrosi, stampò il libro nel 1928 in 1000 copie numerate che cominciarono a circolare segretamente. In Inghilterra fu pubblicato soltanto nel 1960, trent'anni dopo la morte dell'autore.
Secondo la tesi dei biografi H.T. Moore e W. Roberts, lo scrittore avrebbe tratto ispirazione per il personaggio del guardiacaccia Mellors dai cacciatori toscani che Lawrence amava osservare durante il suo soggiorno a Villa Merenda. Questa ipotesi sembra supportata dal fatto che la seconda versione del romanzo dal titolo John Thomas and Lady Jeane, molto meno famosa rispetto all'originale, è ambientata proprio in Toscana.
Villa Mirenda (o Villa l'Arcipresso) è stata costruita almeno nel XVII secolo; le sue prime notizie infatti risalgono  al 1688.
IndirizzoVia di San Polo a Mosciano, Loc. San Polo a Mosciano, Scandicci (FI). 43°43'43.0"N 11°10'18.0"E

 

Italy Spotorno, Savona

Villa Bernarda

Nella speranza che il clima mite giovasse alle sue condizioni di salute minate dalla tubercolosi, Lawrence arrivò a Spotorno nel novembre 1925 con la moglie Frieda von Richtofen prendendo alloggio presso la Villa Maria (al Miramare) su consiglio di Rina Secker, di origini italiane e moglie del suo editore. Poco dopo si trasferì a Villa Bernarda, una residenza che lo scrittore descriveva come "una costruzione rosa, a tre piani, che gli ricordava un vascello a tre ponti", dove rimase fino al 1926. Durante questo periodo, scoppia la passione amorosa tra la moglie dello scrittore, nota per il suo temperamento focoso e le sue numerose storie d'amore, e l'ex tenente dei bersaglieri Angelo Ravagli, un giovane aitante originario di Tredozio (Forlì) che all'epoca aveva 34 anni ed era sposato con tre figli. Si dice che fu Lawrence stesso a gettare la moglie nelle braccia del tenente; sicuramente questo fu l'episodio che ispirò lo scrittore per la trama de L'amante di Lady Chatterley, il suo romanzo più famoso, che parla proprio della relazione tra Constance, moglie dell'invalido Charles Chatterley (che per la sua condizione di salute ricorda lo scrittore stesso, reso impotente dalla malattia), e il guardiacaccia della tenuta Oliver Mellors. Secondo altre fonti, invece, le scene piccanti del romanzo furono ispirate dalla storia di passione che vide coinvolta sempre la moglie dello scrittore con un mulattiere siciliano di Taormina (vedi alla voce Taormina).
In seguito, il libro, profondamente immorale per la mentalità puritana dell'epoca, fu stampato privatamente a Firenze presso la Tipografia Giuntina, nel 1928, in sole 1000 copie numerate. Proprio per il suo contenuto scandaloso, in Inghilterra fu pubblicato soltanto nel 1960.
Lawrence morì nel febbraio 1930 a Vence, in Francia, e il giovane amante Angelo Ravagli venne fortuitamente a conoscenza della notizia. Scrisse un telegramma di condoglianze a Frieda, la quale fuggì insieme a lui in New Mexico, dove si sposarono nel 1950, proprio il futuro che Lawrence aveva immaginato per i due amanti del romanzo. Alla morte di Frieda, Ravagli tornò a Spotorno dove si riappacificò con la sua ex moglie e i figli.
Dal 2001 il complesso di Villa Bernarda è stato completamente trasformato e adibito ad alloggi di civile abitazione. Rimane solo una targa che ricorda il soggiorno dello scrittore inglese: "Il Mediterraneo, «eterno di gioventù», la luna splendente, le luci del villaggio, portarono pace al cuore inquieto di D. H. Lawrence che qui soggiornò con Frieda nell'inverno 1925-1926".
Indirizzo: via Lawrence, Spotorno (SV).

Targa commemorativa

La targa commemorativa, in versione inglese e italiana, recita: "«It's lovely and sunny, with a blue sea, / and I'am sitting out on the balcony / just above the sand, to write». -- 16 November 1925 / from Hotel Miramare / D.H.Lawrence --- «È un amabile giorno di sole, / c'è un mare turchino ed io siedo a scrivere / fuori sul balcone, giusto sopra la spiaggia». -- 16 Novembre 1925 / dall'Hotel Miramare / D.H.Lawrence". fonte14x14
Indirizzo: Hotel Miramare, via Aurelia 70, Spotorno (SV).

   

 

Italy Taormina (Messina)

Casa in cui soggiornò e targa commemorativa

Dal marzo 1920 al 1922 Lawrence, malato di tubercolosi, trascorse alcuni periodi a Taormina sperando di trarre giovamento dal mite clima siciliano. Accompagnato dalla moglie Frieda, lo scrittore alloggiava in via Fontana Vecchia, allora periferia di Taormina (dove in seguito soggiornò anche Truman Capote).
Durante questo periodo, la moglie Frieda conobbe il giovane mulattiere Peppino D'Allura che la veniva a prendere per accompagnarla dall'amica Betty, che abitava in collina, oltre Castelmola. Secondo alcune fonti, fu proprio durante uno di questi tragitti, per lo scoppio di un temporale improvviso, che i due si rifugiarono in un casolare per ripararsi dalla pioggia, creando l'occasione per l'inizio di una intensa relazione amorosa, un episodio che ricorda quello simile descritto nel romanzo del marito. La storia tra i due durò un anno e mezzo, finché i coniugi Lawrence non lasciarono definitivamente Taormina. Pare che la storia fosse nota a molti in paese perché il giovane mulattiere era solito raccontare in osteria, tra un sorso e l'altro, i dettagli della vicenda.
In seguito Peppino D'Allura si trasferì a Pittsburg, dove morì nel 1990. La vicenda del periodo taorminese di Lawrence è stata ampiamente ricostruita dal giornalista Gaetano Saglimbeni. fonte14x14
La targa commemorativa apposta sull'edificio, scolpita nel marmo, recita: "D.H. Lawrence / English author / 11.9.1885 - 2.3.1930 / lived here / 1920-1923".
Indirizzo: nei pressi di via D.H. Lawrence (indirizzo sconosciuto), Taormina (ME).

 

United Kingdom Londra

Targa commemorativa nel luogo in cui ha vissuto

La targa, rotonda e di colore azzurro, indica il luogo in cui ha vissuto lo scrittore. È stata installata il 1 gennaio 1969 e recita: "D. H. Lawrence 1885-1930 novelist and poet lived here in 1915".
Indirizzo: 1 Byron Villas, Vale of Health, Hampstead, Camden, Londra.

 

United Kingdom Addiscombe, Croydon

Targa commemorativa nel luogo in cui ha vissuto

Lawrence visse qui dal 1908 al 1911 e vi scrisse Figli e amanti. La targa, rotonda e di colore nero, è stata eretta l'11 ottobre 2008 e recita "D. H. Lawrence / Lived and wrote / 'Sons & Lovers' / here at number 16 / 1908-1911 / Writer and artist".
Indirizzo: 16 Colworth Road, Addiscombe, Croydon (borgo di Londra)

 

United Kingdom Eastwood

Eastwood è il paese natale di D.H. Lawrence e qui visse i primi 23 anni della sua vita.
È possibile seguire le orme di Lawrence attraverso un itinerario detto "Blue Line Trail" che si snoda attraverso le seguenti tappe, tutte indicate da alcuni cartelli azzurri in loco: Durban House, Princes Street, The Mechanic's Institute, D.H. Lawrence Birthplace Museum, Congregational Chapel & British School, The Breach House, Lynncrot House, The Canyons, View from Walker Street, Walker Street House, Three Tuns Pub. Il pdf è scaricabile dal sito ufficiale, mentre la versione cartacea può essere acquistata presso il Lawrence Heritage Centre (nella mappa vi sono indicate anche altre tappe di minor rilevanza ma sempre connesse allo scrittore e alla sua famiglia). In alcune di questi luoghi inoltre sono state installate alcune targhe che citano i romanzi dello scrittore qui ambientati. 

Durban House - D.H. Lawrence Heritage Centre (Blue Line Trail tappa 1)

L'edificio in questione fu costruito nel 1876 come ufficio per la principale compagnia mineraria di Eastwood, la Barber Walker & Co. Da ragazzo, Lawrence veniva qui a ritirare la paga del padre, un'esperienza descritta anche in Figli e amanti.
Oggi è un centro dedicato allo scrittore e punto di partenza dell'itinerario "Blue Line Trail". Ospita una mostra su Lawrence con un ulteriore approfondimento sulla storia dell'attività mineraria del Nottinghamshire, considerato appunto che il padre, Arthur John Lawrence, era un minatore.

Indirizzo: Mansfield Road, Eastwood, Nottinghamshire.
a-pagamento Ingresso a pagamento: Adulti 5£ (include anche l'ingresso al D.H. Lawrence Heritage Centre).
orario Orario di apertura: dal martedì alla domenica (chiuso il lunedì, dal 23 dicembre al 2 gennaio e per le festività (Bank Holidays). Da aprile a settembre, dalle 10.00 alle 17.00. Da ottobre a marzo, dalle 10.00 alle 16.00.

Princes Street  (Blue Line Trail tappa 2)

È un esempio della tipica strada costruita dalla compagnia mineraria Barber Walker & Co. destinata ad alloggiare le famiglie dei minatori che lavoravano nelle sue proprietà. Lawrence descrive questi luoghi nei suoi romanzi.
Indirizzo: Princes street, Eastwood, Nottinghamshire.

The Mechanics Institute (Blue Line Trail tappa 3) e targa commemorativa

Al tempo di Lawrence questo edificio era un istituto tecnico ed era finanziato dai ricchi industriali locali. Il primo presidente fu infatti Thomas Barber, proprietario della locale compagnia mineraria.
Al suo interno c'era una biblioteca che era aperta soltanto due ore a settimana il giovedì pomeriggio e conteneva approssimativamente quindicimila volumi. Il giovane Lawrence con Jessie Chambers, la ragazza con cui ebbe la sua prima travagliata storia d'amore, vi si recavano spesso. Si può affermare che qui il futuro scrittore ebbe il suo primo contatto col mondo della letteratura.
Una targa commemorativa riporta un passo di Figli e amanti dove il personaggio di Miriam Leivers è chiaramente ispirato a Jessie Chambers: "The library was open in the two rooms in the Mechanics Hall, on Thursday evenings from 7.0 till 9.0. Paul always fetched the books for his mother, who read a considerable amount, and Miriam trudged down with five or six volumes, for her family. It became the custom for the two to meet in the library. Sons and Lovers".
Indirizzo: Mechanics Hall, Mansfield Road, Eastwood, Nottinghamshire.

D.H. Lawrence Birthplace Museum (Blue Line Trail tappa 4)

Questa è la casa natale dello scrittore, la prima di quattro in cui visse a Eastwood. All'interno il percorso espositivo attraverso le stanze in cui abitava la famiglia Lawrence, ricrea l'ambiente in cui è cresciuto lo scrittore ed espone oggetti personali ed alcuni suoi acquerelli.
Indirizzo: 8a Victoria Street, Eastwood, Nottinghamshire.
sito Sito web
a-pagamento Ingresso a pagamento: Adulti 5£ (include anche l'ingresso al D.H. Lawrence Heritage Centre).
orario Orario di apertura: Aperto dal martedì alla domenica. Da aprile a settembre, dalle 11 alle 17. Da ottobre a marzo, dalle 11 alle 16. Ingresso limitato ad alcune fasce orarie; è consigliata la prenotazione.

   

 

 

Congregational Chapel e British School (Blue Line Trail tappa 5)

Il luogo in cui si trovava la cappella frequentata dalla famiglia Lawrence in cui il futuro scrittore conobbe Jessie
Chambers. Alla fine dell'Ottocento Eastwood aveva molte chiese e cappelle che offrivano un supporto religioso, sociale e educativo alla comunità, come eventi, lezioni e la scuola domenicale. La cappella fu demolita nel 1971.
Dietro la cappella si trovava la British School dove Lawrence spesso incontrava la società letteraria del luogo e dove ha insegnato dal 1902 al 1905. Oggi qui si trova un supermercato ma una targa ricorda lo scrittore riportando una citazione dal saggio Hymns in a Man's Life (1928): "I liked our chapel, which was tall and full of light, and yet still; and colourwashed pale green and blue, with a bit of a lotus pattern. And over the organ-loft, 'O worship the Lord in the beauty of holiness', in big letters."
Indirizzo: 55/57 Nottingham Road (di fronte al supermercato Iceland), Eastwood

The Breach House (Blue Line Trail tappa 6)

Questa è la casa che Lawrence prende come modello per The Bottoms di Figli e amanti, il quartiere in cui vivono i Morel. Nel romanzo viene descritta dettagliatamente la vita e le difficoltà quotidiane dei minatori di Eastwood. Nel 1887 la famiglia Lawrence si trasferì qui dalla residenza di Victoria Street e vi rimase fino al 1891. Una piccola targa sul luogo riporta la scritta "D. H. Lawrence lived here 1887–1891".
Indirizzo: 28 Garden Road, Eastwood

Lynncroft House (Blue Line Trail tappa 7)

Quarta casa dei Lawrence, in cui vissero dal 1905 al 1911, e che rappresentò un importante miglioramento della qualità della vita. Era infatti una villetta bifamiliare e aveva un giardino sul retro. Durante questo periodo David Herbert fece pratica di insegnamento alla British School in Albert Street (oggi non esiste più).
Qui la madre Lydia morì nel 1910.
Indirizzo: 97 Lynncroft road, Eastwood

The Canyons (Blue Line Trail tappa 8)

È la zona che si estende tra due strade in cui ha vissuto Lawrence, da Walker Street a The Breach. Lo scrittore si è ispirato a quest'area per il racconto You Touched Me.

View from Walker Street (Blue Line Trail tappa 9)

La campagna intorno a Eastwood rivive in molte opere dello scrittore e, come scrive ad un amico in una lettera, la vista da Walker Street gli era molto cara: "Go to Walker Street - and stand in front of the third house - and look across at Crich on the left, Underwood in front - High Park Woods and Annesley on the right. I lived in that house from the age of 6 to 18, and I know that view better than any in the world... That's the country of my heart".

Walker Street House (Blue Line Trail tappa 10)

La famiglia Lawrence visse in questo blocco di sei case, all'epoca nuove di zecca, dal 1891 al 1905. Nel 1901 vi morì il fratello Ernest. Da qui si godeva una splendida vista sulla campagna. Lawrence scrisse che viveva
nella "terza casa" ma non sappiamo con precisione da quale blocco iniziare a contare (alcune fonti indicano la terza da sinistra e la targa è posizionata al numero 10, ma potrebbe anche essere stata la casa al numero 8).
Indirizzo: 10 Walker Street, Eastwood

Three Tuns Pub (Blue Line Trail tappa 11)

"Moon and Stars" è il nome che Lawrence dà a questo pub nel romanzo Figli e amanti. Era il pub preferito dal padre dello scrittore, presso il quale si fermava rincasando dalla miniera (la Brinsley Colliery).
Indirizzo: Three Tuns Road, Eastwood

Brinsley Colliery

La miniera di carbone "Brinsley", dove lavorava Arthur John Lawrence, padre dello scrittore, aprì nel 1842 e ha cessato la sua attività nel 1928. Profonda originariamente 137 metri, fu ulteriormente ampliata fino a 238 metri nel 1872.
Avendo cessato di essere operativa da lungo tempo, oggi la zona circostante è stata trasformata in un parco e un'area picnic.
Lawrence ne parla nel romanzo Figli e amanti riferendosi ad essa con il nome "Beggarlee".
Indirizzo: A608 verso Brinsley, Eastwood.
mappa

Scultura commemorativa

La scultura di Neale Andrew, realizzata nel 1989, si trova fuori dalla Eastwood Library e si intitola "D.H. Lawrence 1885–1930". Mostra una coppia che si abbraccia sullo sfondo di una miniera e di una chiesa, mentre alcuni minatori lavorano nel sottosuolo.
Indirizzo: Eastwood Library, Wellington Place, Eastwood.

Omaggio a D.H. Lawrence

Consiste in una sorta di gazebo di metallo, di colore verde scuro, sotto il quale è stata posizionata una panchina semi-circolare. È ben riconoscibile perché sul tetto è stata dipinta una fenice stilizzata color oro, un
simbolo ricorrente a Eastwood, diretto rimando allo scrittore.
Indirizzo: Strada A608, poco distante da The Sun Inn, Eastwood.

Greasley Beauvale Board School

Lo scrittore frequentò questa scuola dal 1891 al 1898, ovvero dai 4 agli 11 anni. I ragazzi avevano lezione nell'ala che si affaccia su Mill Road, mentre le raazze in quella su Dovecote road. In seguito fu rinominata "Greasley Beauvale D. H. Lawrence Infant School" in onore dello scrittore. Oggi la
scuola si è trasferita in un edificio costruito nel 2008.
Indirizzo: Mill Road, Eastwood.

Tomba di famiglia

Nel cimitero di Eastwood, immersa nel prato e contornata dagli alberi, si trova la tomba della famiglia Lawrence. Qui sono sepolti i genitori e il fratello dello scrittore. Nonostante vi sia un riferimento allo scrittore stesso, le sue ceneri furono sepolte a Vence, nella Francia del sud, e in seguito traslate a Taos, nel Nuovo Messico.
Indirizzo: Eastwood Cemetery, Church street, Eastwood.

 

United Kingdom Nottingham

Targa commemorativa nel luogo in cui ha lavorato

La targa di colore verde indica il luogo in cui si trovava la ditta di strumenti ortopedici Haywood's Surgical Goods factory, nella quale Lawrence svolse il suo primo lavoro come impiegato nel 1901.
La targa recita: "Site of Haywood's factory where D. H. Lawrence worked in 1901".
Indirizzo: Haywood's factory, New Look, Castle Gate, Nottingham.

Busto commemorativo

Un busto di Lawrence, realizzato dalla scultrice Diana Thomson, si trova sotto il colonnato all'interno del Nottingham Castle Museum and Art Gallery assieme ai busti di altri scrittori legati a questa città come Byron, Henry Kirke White e Philip James Bailey.
Indirizzo: Nottingham Castle Museum, Lenton Rd, Nottingham.

Statua commemorativa

La statua, inaugurata nel 1994 alla presenza dei membri della famiglia Lawrence, è stata realizzata da Diana Thomson, la stessa che ha realizzato un busto dello scrittore esposto sotto il colonnato del Nottingham Castle Museum. La statua raffigura l'autore con un fiore azzurro di genziana tra le mani facendo riferimento alla sua poesia Bavarian Gentians (Genziane bavaresi, scritta a Bandol, in Francia, nel 1929) che dà il nome a una delle sue ultime raccolte poetiche. Si trova nel campus dell'università, nei pressi della Hallward Library della Nottingham University.
Indirizzo: Campus, Nottingham University, Nottingham.

Tomba di famiglia

Nel cimitero di Easwood si trova la tomba in cui sono sepolti i genitori e il fratello dello scrittore.
Indirizzo: Eastwood Cemetery, Church street, Eastwood.

 

France Vence (Provenza-Alpi-Costa Azzurra)

Cimitero in cui fu sepolto (in seguito traslato)

Lawrence arrivò a Vence nel febbraio 1930 dopo che a Bandol il dottor Moreland, uno specialista in malattie polmonari che si trovava in vacanza in questa località, gli consigliò di spostarsi ad una maggior altitudine, lontano dalla costa. Lawrence, giunto a Vence, si sistemò nel sanatorio "Ad Astra", dove poteva essere monitorato dal dottor Moreland. Qui ricevette la visita dell'amico H.G. Wells che all'epoca viveva nella vicina Grasse. Visto che lo scrittore non si trovava affatto bene nel sanatorio, il 28 febbraio la moglie Frieda andò a prenderlo per trasferirlo nella casa che aveva appena preso in affitto, Villa Rochermond (in seguito Villa Aurelia), ma il giorno successivo, il 1° marzo, Lawrence morì.
Fu sepolto nel vecchio cimitero di Vence. Nel 1935 i suoi resti vennero riesumati e cremati per poi essere consegnati in un'urna nelle mani del tenente Angelo Ravagli, all'epoca compagno della vedova Lawrence. Ravagli portò le ceneri nel New Mexico, a Taos, dove su richiesta della moglie, gli costruì un piccolo mausoleo.
C'è un curioso aneddoto legato alle ceneri dello scrittore di cui non si può stabilire l'attendibilità visto che pare sia stato confessato da Ravagli in stato di ebrezza anni dopo la morte di Frieda. Ravagli disse che avendo riscontrato molti problemi nell'esportare le ceneri dalla Francia in America, le aveva gettate a Vence e una volta arrivato negli Stati Uniti le aveva sostituite con delle semplici ceneri di legname. Questo tuttavia rimane un aneddoto di cui non si può assicurare la veridicità.
La villa dove morì Lawrence, villa Rochermond, poi in seguito villa Aurelia (in zona Chemin de Clairefontaine, Le Saint Martin a Vence), fu demolita alcuni anni dopo e sostitutita con un altro edificio che del precedente mantiene solo il cancello di ingresso con un arco di metallo. Sul muro di cinta del giardino nel 1985 è stata inaugurata una targa commemorativa inviata dal distretto di Broxtowe. 
Indirizzo: Cimitero vecchio (Vieux Cimetière), Avenue de Verdun, Vence

 

USA Taos, New Mexico

D.H. Lawrence Ranch

Conosciuto anche con il nome Kiowa Ranch e situato circa 30 chilometri più a nord della città di Taos, occupa una vasta area di 65 ettari raggiungendo i 2600 metri di altitudine. Dal 1955 per volontà testamentaria della moglie di Lawrence, il ranch è di proprietà dell'Università del Nex Mexico che ha lo scopo di preservare la memoria dello scrittore. Chiuso ai visitatori dal 2008 al 2014, è stato riaperto al pubblico dal marzo 2015. È incluso nel National Register of Historic Places e nel New Mexico State Register of Cultural Properties.
Lawrence e la moglie Frieda arrivarono a Taos nella metà del settembre 1922 su invito di Mabel Dodge Luhan, una ricca appassionata d'arte e letteratura che aveva letto i romanzi di Lawrence. Dopo un viaggio in Messico e il ritorno in Inghilterra, lo scrittore e la moglie decisero di tornare a Taos nel marzo 1924, accompagnati questa volta da Dorothy Brett, una pittrice inglese figlia di un Lord. Si stabilirono nel Kiowa Ranch, un dono di Mabel Dodge Luhan e del marito, con i quali erano tuttavia sorti dei contrasti, che Lawrence era riluttante ad accettare.
Lo scrittore trascorse in questa tenuta cinque mesi durante i quali termina il racconto St. Mawr (in cui celebra i paesaggi e l'atmosfera della sua attuale residenza). Nel soggiorno dell'anno successivo, da aprile a settembre 1925, vi scrive il dramma biblico David e parti del Serpente piumato. Il New Mexico compare inoltre in altri saggi e storie come The Woman Who Rode Away.
Durante questo periodo un altro noto scritto, Aldous Huxley, viene a trovare l'amico che lo aveva qui invitato.
Lawrence lascia il New Mexico l'11 settembre 1925 per stabilirsi in Italia e non farà più ritorno nel Kiowa Ranch perché morirà in Francia nel 1930
Morto lo scrittore, la moglie Frieda ritorna nel loro ranch accompagnata dal tenente Ravagli che aveva conosciuto durante il soggiorno a Spotorno nel 1928 e chiede al nuovo compagno di costruire un memoriale per l'illustre marito deceduto.
Nel 1934 Ravagli costruisce nel parco del ranch una struttura lineare e moderna, fatta di cemento, mattoni di argilla e legno. Al suo interno si trova una copia del documento che attestano la cremazione dello scrittore a Marsiglia e un registro per i visitatori. Sopra il blocco di cemento al cui interno riposano le ceneri di Lawrence è esposta una statuetta di una fenice, simbolo di rinascita e spesso associato allo scrittore, e alle decorazioni ha contribuito l'amica di famiglia Dorothy Brett.
Quando Frieda muore nel 1956, viene anch'essa sepolta nella proprietà del ranch, sul lato sinistro rispetto al memoriale dello scrittore.
Indirizzo: San Cristobal, Contea di Taos, New Mexico
sito Sito: http://www.dhlawrencetaos.org/
mappa
 Coordinate: 36°34′55″N 105°35′37″W

Galleria d'arte "D.H. Lawrence Forbidden Art"

All'Hotel La Fonda è presente una piccola esposizione permanente dal titolo "D.H. Lawrence Forbidden Art". E' costituita da 9 quadri che all'epoca furono confiscati per il soggetto osceno. I quadri, realizzati dallo scrittore, erano conservati dalla moglie Frida ma alla sua morte, il nuovo marito, Angelo Ravagli, li vedette a Saki Karavas, proprietario dell'hotel, il quale dapprima li espose nel proprio ufficio, poi in epoca più recente furono spostati in una stanza adibita a galleria d'arte.
Indirizzo: Hotel la Fonda de Taos, 108 S Plaza, Taos, New Mexico
sito Sito: http://www.lafondataos.com/

 

Spain Maiorca

Lawrence visitò l'isola di Maiorca con la moglie Frieda dal 17 aprile al 18 giugno 1929. Durante questo periodo soggiornò prima presso l’Hotel Royal, poi presso l’Hotel Principe Alfonso a Palma. Nelle lettere che invia dall'isola racconta della sua visita alla Certosa di Valldemossa, seguendo le tracce di Chopin e George Sand: "Ieri siamo stati in auto a Valldemossa, dove Chopin fu così felice e che George Sand detestò – era bello guardare dal monastero, nell’oscurità della piana sottostante, e le grandi rose dei giardini del monastero così brillanti e sparse – poi l’interno, i chiostri così bianchi e silenziosi. Facemmo un picnic sulla costa nord alta sul mare, montagnosa, e il mare blu, il più blu che io abbia mai visto, non il blu duro dei pavoni e dei gioielli, ma tenero come le piume blu della cinciallegra – davvero bellissimo..."

 

Australia Sydney

Targa commemorativa lungo la Sydney Writers Walk

Lawrence visse nella New South Wales South Coast nel 1922 e qui scrisse il romanzo semi autobiografico Kangaroo. Una targa sulla Sydney Writers Walk lo ricorda così: "D.H. Lawrence / 1885 - 1930 / Australia has a marvellous sky and air and blue clarity and a hoary sort of land beneath it, like a Sleeping Princess on whom the dust of ages has settled. Wonder if she'll ever get up. / Letter from D.H. Lawrence (1922) / D.H. Lawrence came to Australia in 1922 and spent several months at Thirroul, on the NSW South Coast, where he wrote his semi-autobiographical novel Kangaroo, reflecting his thoughts and impressions of Australia -- NSW Ministry for the Arts / Writers Walk".
Indirizzo: dal West Circular Quay alla Opera House Forecourt, Sydney

 

Spotorno è un paese della provincia di Savona le cui prime attestazioni risalgono al XII secolo. Storicamente conteso tra Noli e Savona, passa sotto la dominazione genovese nel tardo XIV secolo. Con la caduta Repubblica di Genova (1797), passa poi alla Repubblica Ligure ed infine nel 1815 al Regno di Sardegna. Il paese si è sviluppato grazie ad un'economia basata sulla pesca e sul commercio marittimo, in particolare trasportando merci importanti verso Francia, Sicilia e Sardegna.
La realizzazione nel 1872 della linea ferroviaria Genova-Nizza dà l'opportunità al paese di sviluppare il turismo balneare, un'attività che assiste ad una rapida espansione nel periodo antecedente i conflitti bellici del Novecento e che è documentata dal Museo del Turismo, allestito in una piccola stanza adiacente la biblioteca civica. Grazie alla sua fama come meta di villeggiatura e alla presenza su alcune importanti guide turistiche, Spotorno attrae numerosi visitatori stranieri, anche molto noti, come lo scrittore inglese David Herbert Lawrence, che ne elogiò il paesaggio, e il pittore espressionista Max Beckmann, che qui dipinse due tele (tra cui il celebre Quappi in blu dedicato alla moglie).
Spotorno ospita inoltre la pinacoteca Villa Carlina, che espone opere di artisti locali quali Gigetto Novaro ed Eugenio Canepa ed è stata ambientazione del film La Spiaggia di Alberto Lattuada.
Dal punto di vista letterario, è nota per essere il paese in cui visse il poeta Camillo Sbarbaro.

 

Autori correlati

David Herbert Lawrence


Camillo Sbarbaro

Targa commemorativa sulla casa in cui visse

Poeta dai toni crepuscolari, autore delle raccolte Pianissimo e Trucioli, Sbarbaro era nato a Santa Margherita Ligure nel 1888 ma a Spotorno aveva i nonni materni, presso i quali trascorse l'estate del 1908. Torna a Spotorno nel 1941 per rifugiarsi dal rischio dei bombardamenti a cui è esposta la sua casa di Genova, ma nel 1944 per lo stesso motivo sarà costretto a lasciare anche questa residenza (che verrà bombardata nell'agosto di quell'anno), spostandosi in un edificio in rovina sui monti presso Borsana. Nel 1951 Sbarbaro ritorna a Spotorno e si stabilisce in via Finale con la sorella Lina (detta "Clelia") e la zia Benedetta. Vi rimarrà fino alla morte nel 1967.fonte14x14
La targa apposta sull'edificio recita: "Accanto a Benedetta che gli fece da madre, e a Lina, fiera e dolce sorella, il poeta Camillo Sbarbaro, "estroso fanciullo", guardò da questa casa tanto amata il cuore della terra. --- Nel I centenario della nascita, il Comune di Spotorno pose, 1988".
La stradina in cui si trova la targa non è segnalata su Google Maps: è una traversa di Via Demaestri, parallela a via Savona. 
Indirizzo: via Finale Ligure 9, Spotorno, Savona

   

France Parigi

Albergo in cui ha soggiornato

Durante i suoi soggiorni parigini tra il 1977 e il 1984 Borges scelse di soggiornare presso l'albergo "L'Hotel", in Rue des Beaux Arts, nel sesto arrondissement, più noto per essere stata l'ultima residenza di Oscar Wilde, il luogo in cui morì il 30 novembre 1900.Sulla facciata esterna due targhe ricordano entrambi gli scrittori. Quella dedicata a Borges recita: "Ici vecut / Jorge Luis Borges / 1899 - 1986 / Écrivain Argentin / Lors de ses frequents séjours / À Paris de 1977 à 1984".
Indirizzo: 13 Rue Des Beaux-Arts (6ème arrondissement), Parigi
sito Sitowww.l-hotel.com

Argentina Buenos Aires

Borges nacque a Buenos Aires nel 1899 nella casa di famiglia in calle Tucumán 840. Pochi anni dopo la famiglia si trasferì nel barrio Palermo, dove Jorge Louis trascorse l'infanzia. In questo periodo viveva nella casa dei genitori (attuale via Borges 2147) e della nonna (Borges 2135), dove ricevette un'educazione privata fino all'età di 11 anni.
Escuela Superior de Varones N° 1, che si trovava nell'attuale indirizzo Thames 2321. Nonostante questi edifici non esistano più, si può respirare ancora l'atmosfera dell'epoca nella zona di Palermo Viejo, dove si ritrovano ancora le stradine descritte spesso da Borges nelle sue opere.

 

Indirizzo:  Piazzale Cimitero Monumentale
Ingresso: gratuito.
Orari di apertura: Aperto da Martedì a Domenica, dalle ore 8.00 alle 18.00. I giorni festivi orario ridotto dalle 8.00 alle 13.00. Chiuso i lunedì non festivi.
Sitohttps://www.comune.milano.it/

Realizzato su progetto di Carlo Maciachini, il Cimitero monumentale di Milano fu inaugurato nel 1866 dopo che il Municipio di Milano aveva indetto un concorso  nel 1860 per realizzare un grande cimitero che sostituisse quelli piccoli e periferici finora esistiti.

Il Cimitero si caratterizza per la sua eterogeneità di stili, sia nell'architettura degli edifici principali, sia nei monumenti funebri che riempiono lo spazio circostante. Si va dal prevalente stile romanico, alle influenze gotiche e bizantine, dal liberty al neoclassico, dal razionalismo ad altri stili architettonici del Novecento.

Numerose sono le opere di artisti famosi, tra cui Carlo Maciachini, Luca Beltrami, Ernesto Bazzaro, Odoardo Tabacchi, Studio BBPR, Medardo Rosso. Tra i monumenti funebri più noti si ricordano la tomba della famiglia Goglio ad opera di Arnaldo Pomodoro e quella della famiglia Davide Campari ad opera di Giannino Castigioni. Tra i personaggi illustri qui sepolti invece si ricordano l'editore Sergio Bonelli, il poeta futurista Filippo Tommaso Marinetti, il pianista Vladimir Horowitz, il direttore d'orchestra Arturo Toscanini (nella monumentale cappella di famiglia ad opera di Leonardo Bistolfi), il tenore Franco Corelli, il politico e giornalista Filippo Turati.

 

Il Famedio

Oltre i cancelli di ingresso, sulla sommità di un'ampia scalinata, svetta in posizione centrale il Famedio (il neologismo deriva dal latino "famae aedes", "Tempio della Fama"), una sorta di Pantheon dove vengono celebrati i cittadini illustri. Lo stile architettonico dell'edificio, così come il resto del cimitero, mescola influenze variegate: la pianta è a croce greca, le decorazioni esterne si ricollegano allo stile romanico-pisano per le fasce di pietre a colori alterni, le cuspidi sono riprese dallo stile gotico, i mosaici all'interno si ispirano alla tradizione ravennate.
All'interno si trovano i monumenti funebri dello scrittore Alessandro Manzoni, dello storico ed economista Carlo Cattaneo e dell’architetto Luca Beltrami, mentre due sculture sono dedicate a Mazzini e Verdi. Sulle pareti interne attorno sono installate una serie di targhe marmoree dove vengono ricordati i milanesi illustri, benemeriti e distinti della storia della Patria. In alto, attorno ai rosoni, sono incisi i nomi di quelli vissuti dal IV secolo alla metà del Settecento, nella fascia mediana quelli riconducibili al periodo tra 1750 e 1850, mentre nella parte più inferiore, ulteriormente arricchita da busti e bassorilievi, quelli vissuti dal 1850 ad oggi. Dal 1958 è stato ricavato anche lo spazio per alcuni colombari che custodiscono le spoglie del poeta premio Nobel Salvatore Quasimodo, del giornalista Leo Valiani, dell’artista Bruno Munari e del fisiologo Carlo Forlanini.

 

La Cripta

Nella Cripta, raggiungibile uscendo dal Famedio e scendendo al piano inferiore, riposano i resti mortali di altri milanesi illustri tra cui la poetessa Alda Merini, il poeta Giovanni Raboni, il drammaturgo Renato Simoni, lo scrittore e critico letterario Giancarlo Vigorelli, lo scrittore e librettista Francesco Maria Piave, l’attore e drammaturgo Dario Fo, la moglie, anch'essa attrice e drammaturga, Franca Rame, il fumettista Guido Crepax, il grande pittore del XIX secolo Francesco Hayez, i cantautori Giorgio Gaber e Vincenzo Jannacci.

 

Autori correlati

Tra le tombe delle personalità legate al mondo letterario quindi troviamo (in ordine alfabetico):

Arrigo Boito (nelle Gallerie di Ponente, vicino all'Ufficio Accoglienza);
Dario Fo (nella Cripta);
Alessandro Manzoni
 (nel Famedio);
Filippo Tommaso Marinetti (nel campo IV, in una tomba a terra);
Alda Merini (nella Cripta);
Francesco Maria Piave (nella Cripta);
Salvatore Quasimodo (nel Famedio);
Giovanni Raboni (nella Cripta);
Angela Radius Zuccari in arte Neera (nella Cripta);
Franca Rame (nella Cripta); 
Renato Simoni (nella Cripta);
Giancarlo Vigorelli (nella Cripta).

Alessandro Manzoni

Manzoni morì il 22 maggio 1873 a causa di una meningite provocata da una caduta sulle scale della chiesa di San Fedele nell'omonima piazza. Il corpo fu fatto imbalsamare e dieci anni dopo la morte, nel 1883, fu traslato all'interno del Famedio. Il sepolcro fu tuttavia spostato in posizione centrale, dove si trova oggi, soltanto nel 1958 quando fu posto sul basamento realizzato dallo scultore Giannino Castiglionifonte14x14

Angela Radius Zuccari in arte Neera

L'angelo scolpito per la sua tomba è stato realizzato da Lina Arpesani nel 1921. L'iscrizione recita: "Qui Angela Radius Zuccari, nelle sue pagine Neera".

 

Murasaki Shikibu 紫式部 (973 circa – 1014 o 1031) è stata l'autrice di una delle opere più importanti della letteratura giapponese, Storia di Genji (Genji Monogatari). Visse a Kyoto, che all'epoca era la capitale imperiale del Giappone, servendo come dama di corte per l'imperatrice Shōshi. "Murasaki Shikibu" era tuttavia il suo pseudonimo ("Murasaki" uno dei personaggi principali della sua opera, "Shikibu" dalla carica del padre, membro del Ministero del Cerimoniale "Shikibu-shō"), il suo vero nome è incerto.

Storia di Genji è l'opera più importante della letteratura classica giapponese. Racconta le gesta amorose di Hikaru Genji, personaggio immaginario figlio dell'imperatore e di una sua concubina, e descrive la vita e i costumi di corte del periodo Heian.

I luoghi di Murasaki Shikibu

Japan Kyoto

Tempio Rozanji

Il tempio Rozanji (廬山寺) è uno dei più antichi di Kyoto; è stato costruito dal monaco buddista Ganzan Daishi nel 938 sulla collina Funaokayama, a nord ovest di Kyoto. Murasaki Shikibu visse nell'area del tempio, dove il suo bisnonno, il nobile Fujiwara Kanesuke, aveva costruito una residenza (conosciuta come "Tsutsumi-chunagon"). Murasaki visse qui anche dopo il matrimonio e vi morì nel 1014 o nel 1031 (la data di morte è incerta).
Oggi dentro la principale sala di preghiera si trova una foto di Arthur Waley, lo studioso britannico che per primo tradusse Storia di Genji dal giapponese all'inglese.
Indirizzo: 397 Kitanobecho, Kamigyo-ku, Kyoto

 

Japan Uji, Prefettura di Kyoto

Statua commemorativa

La statua ritrae Murasaki Shikibu e si trova all'inizio del ponte Uji-bashi, sul lato opposto rispetto alla stazione ferroviaria.

Museo del Genji Monagatari

Il Museo della Storia di Genji, Principe Splendente (宇治市源氏物語ミュージアム, Uji-shi Genji monogatari myu-jiamu) consiste in tre stanze e un auditorium. Al suo interno illustra la cultura giapponese del periodo Heian e ricostruisce gli scenari dell'opera seguendo passo passo la storia.
Indirizzo: 45-26, Uji Higashiuchi, Uji 611-0021, Kyoto.
sito Sitohttp://www.uji-genji.jp/en/

Statua di Ukifune e del principe Niou 

Sul ponte Asagiri-bashi si trova una statua che rappresenta gli ultimi dieci capitoli di Storia di Genji, ambientati a Uji. La statua ritrae due innamorati, il principe Niou e Ukifune su una barca nel fiume Uji.

Japan Otsu, Prefettura di Shiga

Ishiyamadera 石山寺

Il tempio buddhista Ishiyamadera appartiene alla setta Toji-Shingon ed è uno dei templi più antichi del Giappone. Fu costruito dal monaco Roben nell'era Nara (710-794) su un blocco di wollastonite (da qui il nome "ishi-yama", monte di pietra).
Murasaki Shikibu iniziò a scrivere Storia di Genji proprio qui, una notte di luna piena, nell'agosto del 1004. Per celebrare questa monumentale opera della letteratura giapponese il tempio ha allestito una stanza, dove si dice soggiornasse la scrittrice, con un manichino a dimensione naturale che la raffigura. Su una collinetta nel parco intorno al tempio, inoltre c'è una statua che la ritrae mentre scrive Storia di Genji.
Il tempio ricorre spesso anche in altre opere della letteratura classica, come Kagero Nikki e Makura no Soshi.
È un luogo particolarmente suggestivo sia in primavera, con la fioritura di susini, ciliegi, peonie e iris, sia in autunno quando le foglie degli aceri diventano rosse.
Indirizzo: 1-1-1 Ishiyama-dera, Otsu-shi, Kaga
sito Sito: ishiyamadera.or.jp
a-pagamento Ingresso a pagamento. 
orario Orari: aperto tutti i giorni dalle 8 alle 16.30

 

Breve biografia

Nato a Osaka (14 giugno 1899), morto a Zushi (16 aprile 1972).
Opere principali
: La danzatrice di Izu (1926), Il paese delle nevi (Yukigumo, 1948), Mille gru (Senbatsuru, 1951) La casa delle belle addormentate (Nemureru bijō, 1961), Bellezza e tristezza (Utsukushisa to kanashimi to, 1965).
Premio Nobel per la Letteratura nel 1968.
Kawabata nasce a Osaka nel 1899. Rimane orfano all'età di tre anni e viene affidato ai nonni che vivevano nell'attuale quartiere Shukunosho della città di Ibaraki. Rimane a Ibaraki fino all'età di 16 anni quando, dopo aver terminato gli studi inferiori, si trasferisce a Tokyo. Nella capitale frequenta la scuola superiore (Daiichi Kōtōgakkō) e successivamente entra all'Università Tōdai dove si laurea nel 1924. In questi anni inizia l'attività di scrittore fondando assieme ad altri intellettuali, tra cui Kikuchi Kan, il movimento d'avanguardia Shinkankakuha. Collabora inoltre alla rivista letteraria Bungei Shunju e scrive articoli per il Mainichi Shinbun. Kawabata muore suicida nel 1972 asfissiato dal gas, anche se in molti, tra cui la moglie e i colleghi, hanno sostenuto che si sia trattato di un incidente.

 

I luoghi di Yasunari Kawabata

Japan Kyōto

Soggiorno al ryōkan Hiiragiya

L'elegante albergo tradizionale (ryōkan) Hiiragiya, vicino al tempio Shimogamo, è stato fondato nel 1818 ed è gestito dalla stessa famiglia da sei generazioni. Nelle sue stanze ha ospitato numerosi personaggi famosi come i due scrittori Yasunari Kawabata (la sua stanza preferita era la 14) e Jun'ichiro Tanizaki.
Prende il nome da un tipo di agrifoglio che si dica porti fortuna. La foglia di agrifoglio infatti è il simbolo della struttura.
Kawabata scrisse: "In un piovigginoso pomeriggio a Kyoto, sedendo vicino alla finestra, guardo la pioggia che cade, ascolto il suo suono rilassante. È qui, all'Hiiragiya, che io rievoco nostalgicamente quel senso di tranquillità che appartiene all'antico Giappone." (Fonte)
Indirizzo: 277 Nakahakusancho, Huyacho Anekoji-agaru, Nakagyo-ku, Kyoto
sito Sito: http://www.hiiragiya.co.jp/

 

Japan Kamakura (Kanagawa)

Tomba nel cimitero di Kanagawa 

Kawabata è morto a Zushi (Kanagawa) nel 1972 all'età di 72 anni, probabilmente suicida, ma le circostanze del fatto non sono mai state chiarite con certezza. La sua tomba si trova nel cimitero di Kanagawa (Kanagawa Reien 鎌倉霊園).
Indirizzo: 512 Jyunisho, Kamakura, Kanagawa (神奈川県鎌倉市十二所512)
sito Sito: www.kamakurareien.or.jp

 

Japan Osaka

Luogo di nascita

Kawabata nacque il 14 giugno 1899 di fronte al tempio Osaka Tenmangu Shrine (a destra rispetto l'entrata al tempio), dove oggi si trova il ristorante Aioiro (相生楼). Un monumento di pietra indica il luogo esatto. Qui il padre, Eikichi, era dottore e aveva aperto uno studio medico, ma morì di tubercolosi poco dopo la nascita di Yasunari. Così il bambino andò a vivere assieme alla madre dai genitori materni nell'attuale Higashi Yodogawa-ku, ma anche la madre morì quando Yasunari aveva solo 3 anni. Il bambino fu quindi affidato alle cure dei nonni che si trasferirono nell'attuale quartiere Shukunosho della città di Ibaraki, che all'epoca era il villaggio di Toyokawa nella regione di Mishima (Mishima-gun).
Indirizzo: 1-16-12 Tenjinbashi, Kita-ku, Osaka
mappa

Tempio Sumiyoshi Taisha

Chiamato affettuosamente dallo scrittore "Sumiyossan", il Sumiyoshi Taisha (住吉大社) è uno dei templi più antichi del Giappone. Fu fondato nel III secolo, prima dell'introduzione in Giappone del buddismo, ed è costruito secondo uno stile architettonico autoctono, ovvero puramente giapponese, chiamato "Sumiyoshi-zukuri". In questo tempio sono venerati i kami (gli dei) che proteggono i viaggiatori, i pescatori e i marinai.

All'interno del tempio si trova un ponte rosso vermiglio che attraversa un laghetto: è il cosiddetto "Ponte Sori" (Sorihashi, 反橋) o "Ponte Taiko" del quale parla Kawabata in un racconto omonimo.
Indirizzo: 2-9-89 Sumiyoshi, Sumiyoshi-ku, Osaka 大阪府大阪市住吉区住吉 2丁目 9-89
sito Sito: http://www.sumiyoshitaisha.net/ (in giapponese)
gratis Ingresso gratuito
orario Orario di apertura: dalle 6 alle 17.

 

Japan Ibaraki (Osaka)

Ibaraki Municipal Kawabata Literature Memorial Hall 

Il museo Kawabata Yasunari Bungakukan (川端康成文学館) è stato inaugurato nel 1968 ed espone una collezione di 400 oggetti appartenuti allo scrittore, tra cui lettere, opere di calligrafia, effetti personali, prime edizioni. Espone inoltre fotografie e filmati relativi alla cerimonia del premio Nobel che fu conferito allo scrittore nel 1968.
Il museo è distante circa 20 minuti a piedi dalla stazione JR/Hankyu Ibaraki.
Indirizzo: 2-11-25 Kamichujo, Ibaraki Osaka 
gratis Ingresso gratuito.
orario Orario di apertura: dalle 9:00 alle 17:00. Chiuso il martedì, il giorno successivo di un festivo e dal 28 dicembre al 4 gennaio.
sito Sitohttp://www.city.ibaraki.osaka.jp/kurashi/bunka/gejutsu/shisetsu/kawabata/index.html (in giapponese)

Casa in cui ha vissuto

Kawabata fu affidato ai nonni quando rimase orfano all'età di 3 anni e qui visse fino al termine della scuola media, prima di trasferirsi a Tokyo per proseguire gli studi. La casa appartiene oggi alla nipote dello scrittore, Tomie Kawabata.
Si dice che Yasunari da piccolo fosse solito arrampicarsi sul pino del giardino e da lassù leggere libri. Una stele di pietra di fronte all'edificio (che porta la seguente iscrizione in giapponese "川端康成先生旧跡") indica il luogo.
Indirizzo: 1 Chome-11 Shukunoshō, Ibaraki-shi, Ōsaka-fu (大阪府茨木市宿久庄1丁目11)
mappa

Scuola superiore provinciale di Ibaraki e stele commemorativa

Nel 1912 si iscrisse a quella che oggi è la scuola media provinciale di Ibaraki (quella che oggi è la scuola superiore Osaka-chu Ibaraki Kōtōgakkō 阪府立茨木高等学校) e vi si diplomò nel 1917, pochi mesi dopo la morte del suo professore, Niichiro Kurasaki, che lo scosse molto.
Sulla stele posta a lato dell'ingresso principale è incisa la frase tratta dai Dialoghi di Confucio: "L'amicizia attraverso la letteratura" (以文会友), una frase suggerita da Kawabata quando, vinto il premio Nobel, fu interpellato dalla scuola sulle parole da incidere sulla pietra.
Indirizzo: 12-1 Shinjocho, Ibaraki
sito Sito: http://www.osaka-c.ed.jp/ibaraki/

Tempio Higashi Honganji Ibaraki Betsuin

Kawabata frequentò la scuola elementare Toyokawa di Ibaraki a partire dall'aprile 1906 ed era uno studente modello. Nel 1912 si iscrisse a quella che oggi è la scuola superiore provinciale di Ibaraki (阪府立茨木高等学校, Osaka-chu Ibaraki Koutougakkou) ma nel gennaio 1917, morì il suo stimato professore, Niichiro Kurasaki, e la cerimonia funebre si tenne in questo complesso. Successivamente Kawabata scrisse un articolo dal titolo Portando il sarcofago del professore sulle spalle (師の柩を肩に) sulla rivista Danran (団欒) ricordando questo episodio.
Indirizzo: 3-31 Betsuincho, Ibaraki (茨木市別院町3-31)
sito Sito: http://ibarakibetsuin.or.jp/

Libreria Toratani Seiseidō

A pochi passi dal Tempio Higashi Honganji Ibaraki Betsuin si trova una libreria storica del paese, la Toratani Seiseidō (虎谷誠々堂書店), che aprì i battenti nel febbraio 1895 ed era un luogo frequentato spesso dal giovane Kawabata che, seppur non potendosi permettere l'acquisto di molti libri, era un assiduo lettore. Dell'edificio antico oggi non rimane che l'insegna.
Indirizzo: Motocho 3-8 , Ibaraki-shi, Osaka-fu (大阪府茨木市元町3番8号)
sito Sito: http://www.infomart.or.jp/toratani/

Libreria Horikokyokudo 

In questo luogo si trovava un'altra libreria che Kawabata era solito frequentare. Dell'edificio storico non rimane che l'insegna: l'odierna libreria Horikokyokudo (堀廣旭堂) infatti si trova in un moderno edificio a 4 piani.
Indirizzo: 4-19 Otecho, Ibaraki (茨木市大手町4番19号)

 

 

Indirizzo: 4-18-20 Shimorenjaku, Mitaka, Tokyo (三鷹市下連雀4-18-20)
Sitohttp://www.zenrinji.jp/

Zenrin-ji 禅林寺 è stato costruito agli inizi del periodo Edo quando a seguito del Grande incendio di Meireki (Meireki no taika), occorso il 2 marzo 1657 nella zona di Kanda, molte persone si trasferirono in questa area della città dove appunto fu costruito un tempio appartenente alla setta buddista Jōdō Shinshū Honganji. Nel 1770 il tempio fu distrutto da un tifone, ma fu ricostrito da Genyō Kenshū 賢洲元養 della setta buddista zen Obaku. In seguito ha cambiato nome in Zenrin-ji.
Qui si trovano le tombe degli scrittori Osamu Dazai e Ōgai Mori ed è qui che lo scrittore Tanaka Hidemitsu si uccise nel 1949.

Ōgai Mori

Sulla sua tomba è iscritto il suo vero nome, Rintaro Mori (森林太郎).

Osamu Dazai

Dazai fu sepolto qui, a pochi passi dalla tomba di Mori Ōgai, la quale viene menzionata nel suo racconto Hanafubuki (1943). Sulla pietra tombale di sinistra è iscritto il suo vero nome di famiglia, Tsushima-ke (津島家).
Il 19 giugno, detto Ōtōki 桜桃忌, vi vengono organizzati delle celebrazioni in ricordo dello scrittore: in questo giorno infatti ricorre l'anniversario della nascita che coincide con il giorno in cui fu ritrovato il corpo dello scrittore (il 19 giugno 1948), annegatosi nel canale Tamagawa con Tomie Yamazaki, la donna per la quale aveva abbandonato la famiglia. Anche a Kanagi, il suo paese natale che si trova nella prefettura di Aomori, in questo giorno vengono organizzati eventi in ricordo dello scrittore.

Hidemitsu Tanaka

Hidemitsu Tanaka (1913-1949), scrittore appartenente al genere Buraiha ("scuola decadente"), era un discepolo di Dazai. La notizia del suicidio del suo maestro nel 1938 lo sconvolse e decise di uccidersi di fronte alla sua tomba tagliandosi i polsi dopo aver assunto una dose di sonniferi. Tanaka è sepolto nel cimitero di Aoyama.

 

 

Indirizzo: St Martin's Place, Londra

 sito Sitohttp://www.npg.org.uk/
gratis  Ingresso gratuito
orario  Orari di apertura: tutti i giorni dalle 10 alle 18. Il giovedì e il venerdì apertura serale fino alle 21.

La National Portrait Gallery, vicino Trafalgar Square e a pochi passi dalla famosa National Gallery, ha aperto i battenti nel 1856 ed è stata la prima galleria di ritratti del mondo. La sua collezione è costituita dai ritratti di personaggi importanti della storia britannica e il valore delle opere esposte non consiste tanto nella qualità artistica quanto nel soggetto rappresentato.
I tre principali fondatori della galleria furono Philip Henry Stanhope, 5° Conte di Stanhope, che, come membro del Parlamento propose nel 1846 l'idea di una galleria nazionale di ritratti, e i due sostenitori del progetto Thomas Babington Macaulay, 1° Barone Macaulay, e Thomas Carlyle. La proposta fu approvata nel 1856 dalla Regina Vittoria e la prima galleria fu stanziata al numero 29 di Great George Street (Westminster). In seguito cambiò sede alcune volte fino a quella odierna, in St. Martin's Place, adiacente alla National Gallery, dove fu inaugurata il 4 aprile 1896.

Attualmente la collezione è costituita da quasi 200.000 ritratti, di cui solo una parte sono effettivamente esposti nella galleria. Tra di essi ve ne sono alcuni molto famosi come il "ritratto Chandos", ovvero il più noto quadro che potrebbe rappresentare William Shakespeare.
La mostra è organizzata in ordine cronologico. Le 4 prime stanze, al secondo piano, sono dedicate all'Inghilterra Tudor e elisabettiana, dove sono esposti alcuni famosi ritratti della regina Elisabetta I e del re Enrico VIII; le stanze successive sono dedicate al periodo Stuart e al Commonwealth (XVI e XVII secolo), poi si passa al periodo georgiano e al periodo Regency. Scendendo al primo piano si trovano le stanze dedicate al periodo vittoriano e edoardiano (dal 1837 al 1910) e infine quelle dedicate al XX secolo.
Periodicamente vengono inoltre organizzate mostre temporanee.
Alcune tra le stanze sopra menzionate sono dedicate agli artisti e agli scrittori inglesi e qui vengono esposti alcuni famosi ritratti che spesso si trovano nelle pagine delle antologie di letteratura inglese.

Shakespeare

Il ritratto più famoso di William Shakespeare è stato realizzato nel 1610. Pur non essendo sicuri che sia effettivamente l'uomo ritratto sia Shakespeare, sino all'Ottocento è stato ritenuto attendibile ed è stato adottato come riferimento per molte altre raffigurazioni, come la scultura del Bardo realizzata da Peter Scheemakers che si trova oggi nel Poets' Corner dell'Abbazia di Westminster.
Per quanto riguarda l'autore, l'antiquario ottocentesco George Vertue in una nota attribuisce il ritratto a John Taylor e indica William Davenant, figlioccio di Shakespeare, come primo proprietario. Il quadro fu poi acquistato da James Brydges (1673-1744), primo Duca di Chandos (da qui il nome "ritratto Chandos"), e in seguito, nel 1856, fu donato alla National Portrait Gallery, prima opera dell'attuale collezione.
È esposto nella sala 33.

Sorelle Brontë

Conosciuto come il "Pillar Portrait", questo unico ritratto delle tre sorelle Brontë giunto fino a noi. Da sinistra a destra, le sorelle sono Anne, Emily e Charlotte.
L'autore è il fratello Branwell, il quale si era a sua volta rappresentato al centro, per poi coprire la sua figura con una colonna (da qui il nome con cui il quadro è noto, "Pillar portrait") che scolorendosi ha mostrato il disegno sottostante (dove oggi si trova la chiazza più chiara).
Questo quadro era noto per la descrizione che ne aveva fatto Elizabeth Gaskell nel 1853 ma per molti anni era stato ritenuto disperso. Nel 1914 è stato ritrovato piegato (si notano ancora i segni della piega sulla tela) in una credenza appartenuta alla seconda moglie del Reverendo A.B. Nicholls, marito di Charlotte Brontë.
È esposto nella sala 24.

A fianco di questo ritratto si trova inoltre quello che rappresenta la sola Emily (all'età di circa 15 o 16 anni) realizzato nel 1833 sempre da Branwell Brontë che faceva parte di un più ampio ritratto di gruppo.

Elizabeth e Robert Browning

I dipinti sono stati realizzati da Michele Gordigiani nel 1858 su commissione di Sophia May Eckley, un'ammiratrice dei poeti. Nel 1921 sono stati donati alla National Portrait Gallery da Florence Barclay.
È esposto nella sala 24.

 

Tutti i ritratti di scrittori

Sono esposti nella sala 4 i ritratti di John Donne, Ben Jonson e John Fletcher.
Sono esposti nella sala 7 i ritratti di John Dryden, Samuel Pepys e Samuel Butler.
È esposto nella sala 8 il ritratto di John Locke (nella stessa stanza anche i ritratti del musicista Henry Purcell e dello scienzato Isaac Newton).
La sala 9 è la stanza dedicata al Kit-cat Club. Qui si trovano i ritratti di Joseph Addison, Richard Steele, William Congreve, George Stepney.
Sono esposti nella sala 10 i ritratti di Jonathan Swift, Alexander Pope, William Shenstone e Tobias Smollett.
Sono esposti nella sala 12 i ritratti di Samuel Johnson, Horace Walpole, Lawrence Sterne, Oliver Goldsmith, James Boswell e William Beckford, oltre ai busti di di Alexander Pope e Lawrence Sterne
Sono esposte nella sala 13 le stampe all'albumina raffiguranti Dante Gabriel Rossetti e Alice Liddell (la Alice per cui Lewis Carroll trasse ispirazione per "Alice nel paese delle meraviglie").
Sono esposti nella sala 18 i ritratti di Robert Burns, Samuel Taylor Coleridge, Percy Bysshe Shelley, John Keats, Walter Scott, Lord Byron, Mary Wollstonecraft Shelley, Robert Southey, John Constable, William Blake, Mary Wollstonecraft e William Godwin (genitori di Mary Shelley), Leigh Hunt
Sono esposti nella sala 20 il busto di Walter Scott e il ritratto di Edmund Burke.
È esposto nella sala 21 il busto di Alfred Tennyson
Sono esposti nella sala 24 i ritratti delle sorelle Brontë, quello singolo di Emily Brontë, Charles Dickens, William Makepeace Thackeray, Elizabeth Barrett Browning e Robert Browning.
Sono esposti nella sala 26 i ritratti di Algernon Charles Swinburne, Thomas Carlyle, John Stuart Mill, Sir Leslie Stephen, Matthew Arnold, William Morris.
Sono esposti nella sala 28 i ritratti di Robert Louis Stevenson, Rudyard Kipling, Austin Dobson e il busto di Robert Louis Stevenson.
Sono esposti nella sala 29 i ritratti di Rupert Brooke, Henry James e i busti di John Galsworthy e Thomas Hardy.
Sono esposti nella sala 31 i ritratti di Vanessa Bell (sorella di Virginia Woolf), E. M. Forster, James Joyce, Dylan Thomas, Beatrix Potter, T.S. Eliot, oltre ai busti di Virginia Woolf, George Bernard Shaw, Noël Coward e Sir John Betjeman.
È esposto nella sala 32 il ritratto di A.S. Byatt.

 

 

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