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Indirizzo: 16 Rue du Repos, Parigi
sito Sitopere-lachaise.com (tour virtuale del cimitero)
gratis Ingresso gratuito.

Il cimitero del Père-Lachaise è uno dei cimiteri più famosi al mondo. Ospita le tombe di numerosi scrittori ma anche musicisti e cantanti, (da Fryderyk Chopin a Jim Morrison), pittori (Pisarro, Modigliani, Delacroix, CorotDoré), attori (Sarah Bernhardt, Marcel Marceau), e poi la cantante Édith Piaf, il fotografo Nadar, rivoluzionari, filosofi, politici, giornalisti di molte nazionalità europee.

Primo cimitero civile di Parigi, fu costruito fuori dagli spazi urbani e aperto nel 1804. Ad esso si aggiunsero altri tre cimiteri in differenti zone della città: a nord il Cimitero di Montmartre, a ovest quello di Passy e a sud quello di Montparnasse.
Progettato dall'architetto Alexandre-Théodore Brongniart, il Père-Lachaise prende il nome dal gesuita  François d'Aix de La Chaise, confessore del re di Francia Luigi XIV e proprietario dei terreni su cui fu costruito il cimitero.

Quando fu aperto il cimitero era ritenuto troppo lontano dalla città e quindi non attirava molte sepolture. Solo quando si iniziarono a traslare le salme dei personaggi famosi come Jean de la Fontaine, Molière, Abelardo e Eloisa, il cimitero acquistò un'aura di prestigio e le sepolture aumentarono fino alla necessità di espandere il cimitero per ben 5 volte.

Nel lato sud si trova il Muro dei Federati, dove il 28 maggio 1871 furono fucilati 147 comunardi, l'ultimo giorno della "Semaine Sanglante", quando la Comune di Parigi cadde definitivamente.

Tra le tombe delle personalità legate al mondo letterario troviamo:

Abelardo ed Eloisa (1142 e 1164)
Guillaume Apollinaire (1918)
Miguel Ángel Asturias (1974)
Honoré de Balzac (1850)
Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais (1799)
Karl Ludwig Börne (1837)
Élémir Bourges (1925)

Colette (1954)
Auguste Comte (1857)
Benjamin Constant (1830)
Georges Courteline (1929)
Savinien Cyrano de Bergerac (1655)
Alphonse Daudet (1898)
Adrien Decourcelle (1892)
Vivant Denon (1825)
Paul Éluard (1952)
Jean de La Fontaine (1695)
Prosper-Olivier Lissagaray (1901)
Molière (1673)
Alfred de Musset (1857)
Gérard de Nerval (1855)
Anna de Noailles (1933)
Georges Perec (1982)
Eugène Pottier (1887)
Marcel Proust (1922)
Félix Pyat (1889)
Gertrude Stein (1946)
Jules Vallès (1885)
Oscar Wilde (1900)
Richard Wright (1960)

L'ingresso è gratuito ed è possibile ritirare una mappa con le indicazioni delle tombe famose all'ingresso principale.


Come arrivare: con la metropolitana, Stazione Père-Lachaise (linea 2-3) oppure stazione Philippe Auguste (linea 2), oppure stazione Gambetta (linea 3-3b). Con l'autobus: linee 61 e 69. 
La stazione Philippe Auguste è quella più vicina all'ingresso principale, mentre la stazione Père-Lachaise si trova a circa 500 metri da un ingresso laterale. La stazione Gambetta invece permette l'ingresso dal'entrata più vicina alla tomba di Oscar Wilde.

I luoghi di Yukio Mishima

Japan Tokyo

Ministero della Difesa

Il Ministero della Difesa giapponese, l'allora Quartier generale delle Forze di autodifesa di Ichigaya, è il luogo dove il 25 novembre del 1970 Yukio Mishima ha compiuto seppuku, il suicidio rituale dei samurai (conosciuto anche come harakiri). Barricatosi nell'edificio accompagnato dai membri del suo esercito personale, il Tate-no-kai (“Società degli scudi”), prende in ostaggio il comandante Masuda, si affaccia dal balcone dell'ufficio e, di fronte ai soldati fatti radunare, proclama il suo ultimo discorso che esalta lo spirito ormai perduto del Giappone. Dopo 7 minuti di parole inascoltate nel baccano assordante della folla, decide di rientrate e commette il suicidio rituale assieme all'amico e membro del suo esercito Masakatsu Morita.

Non possiamo più attendere. […] Insorgeremo insieme ed insieme moriremo per l'onore. Ma prima di morire ridoneremo al Giappone il suo autentico volto. Avete tanto cara la vita da sacrificarle l'esistenza dello spirito? Che sorta di esercito è mai questo, che non concepisce valore più nobile della vita? Noi ora testimonieremo a tutti voi l'esistenza di un valore più alto del rispetto per la vita. Questo valore non è la libertà, non è la democrazia. È il Giappone. Il Paese della nostra amata storia, delle nostre tradizioni: il Giappone. Non c'è nessuno tra voi disposto a morire per scagliarsi contro la Costituzione che ha disossato la nostra patria? Se esiste, che sorga e muoia con noi!
           Mishima Yukio, “Proclama”, in Lezioni spirituali per giovani samurai, Milano, SE, 1988, pp. 123-124

Il luogo in cui Mishima ha proclamato il suo ultimo discorso e commesso seppuku è designato oggi col nome “Ichigaya Memorial Hall” e può essere visitato partecipando ad uno dei tour del Ministero della Difesa che vengono organizzati quotidianamente. Inoltre è possibile vedere la porta che presenta le tre scalfitture di spada che Mishima ha procurato scagliando altrettanti fendenti.
Indirizzo: 5-1 Honmura-cho, Ichigaya, Shinjuku-ku, Tokyo (東京都新宿区市谷本村町5-1)
sito Sito:  http://www.mod.go.jp/e/p_affair/misc/I_tour/index.html

Donzoko どん底

Donzoko è un izakaya a Shinjuku che esiste sin dal 1951. È così popolare da aver vantato clienti come Yukio Mishima e Akira Kurosawa.
L'atmosfera è calda e accogliente grazie ai suoi arredamenti di legno che ricreano un'atmosfera nostalgica e retrò. Molto famoso è il “Donzoko cocktail”, una bevanda alcolica particolare con shochu, limone, soda e un liquore segreto.
Indirizzo: 3-10-2, Shinjuku, Shinjuku-ku, Tokyo (東京都新宿区新宿3-10-2)
Come accedervi: Linee metro Marunouchi e Shinjuku, fermata Shinjuku-san-chome (Uscita C3).
sito Sito:  http://www.donzoko.co.jp

Tomba nel cimitero di Tama

Hilltop Hotel

Costruito nel 1937 nel cuore di Tokyo, nel distretto di Kanda, prima di diventare un hotel nel 1954, vi avevano sede gli uffici dell'esercito americano durante gli anni dell'occupazione.
In seguito è diventato noto per essere stato un posto favorito da molti scrittori tra cui Yukio Mishima. È molto apprezzato per la sua atmosfera classica, lontana dalle frenetiche metamorfosi che ridisegnano continuamente la capitale giapponese, e conserva nelle sue stanze arredamenti antichi e atmosfere calde.
Indirizzo: 1-1 Surugadai Kanda Chiyoda-ku, Tokyo
sito Sito: http://www.yamanoue-hotel.co.jp/eng/

Japan Kyoto

Il padiglione d'oro - Kinkakuji

È l'edificio principale del complesso del tempio Rokuon-ji. Il Padiglione d'Oro fu fatto costruire dallo shōgun Ashikaga Yoshimitsu nel 1397 e sopravvisse all'incendio che durante la guerra di Ōnin (XV secolo) distrusse tutti gli altri edifici del complesso. Il 2 giugno 1950 però, il padiglione fu distrutto da un incendio appiccato da un giovane monaco di nome Hayashi Yoken, vicenda narrata in forma romanzata nell'opera di Yukio Mishima. La presente struttura risale al 1955.
Kinkaku-ji, “Il padiglione d'oro”, fu scritto da Yukio Mishima nel 1956. Narra la storia di Mizoguchi, un giovane monaco del tempio Rokuon-ji. La sua balbuzia e bruttezza, che lo portano all'alienazione dal resto del mondo, si contrappongono alla bellezza classica del tempio, la cui immagine viene evocata e divinizzata nella mente del protagonista sin dalla sua infanzia. L'ossessivo legame tra il monaco e il tempio si stringe sempre di più fino al punto in cui, come gesto estremo e catartico, decide di distruggere il tempio e la bellezza assoluta che il tempio rappresenta, unendosi con esso nella morte.

"Il Padiglione era stato costruito con la polvere d'oro in una prolungata notte senza lume, come un sutra miniato sulle pagine blu scure di un testo liturgico. […] La bellezza di ogni singola parte era per se stessa carica d'inquietudine: vagheggiava la perfezione senza possederla, e inevitabilmente anelava a quella delle altre parti. I vari accenni, così collegati tra loro e relativi ad una bellezza che non esisteva in nessuno di essi individualmente, costituivano la caratteristica essenziale del Padiglione d'oro. Essi dunque erano segni del nulla; e il nulla era la vera essenza di quella bellezza. Così, dall'incompiutezza dei vari elementi, derivava automaticamente una generale impressione di nulla; e quella leggera costruzione di legno sottile ne tremava, come una collana di gemme trema al vento.
Nonostante tutto, la bellezza del Padiglione d'oro non scompariva! Da qualche parte ce n'era un eco sempre! […] La bellezza del Padiglione d'oro era senza pari. Adesso capivo la causa della mia spossatezza. Quella bellezza stava cogliendo l'ultima opportunità per esercitare su di me la sua forza e per incatenarmi a quell'impotenza che tanto spesso mi aveva sopraffatto in passato."  fonte14x14

Indirizzo: 1, Kinkakuji-chō, Kita-ku, Kyoto (京都市北区金閣寺町1)

La chiesa di San Sebastiano (Iglesia de San Sebastián) risale al XVI secolo, ma fu danneggiata da un raid dei nazionalisti il 20 novembre 1936, che comportò il trasferimento di molte icone sacre in altri siti. La chiesa fu ricostruita tra il 1943 e il 1959.  

Questa chiesa è legata a molte figure della letteratura spagnola, a partire da Miguel de Cervantes, del quale vi furono celebrate le esequie nel 1616, e da Lope De Vega nel 1635, al quale, è dedicata una targa all'interno della chiesa che recita : "Aqui fue sepultado / Lope De Vega / Gran poeta y padre del teatro hispano / el XXVII de agosto de MDCXXXV / la Real Academia Española / dedica este recuerdo / En marzo de MXMLXIX".

Interessante è anche l'episodio legato allo scrittore scrittore José Cadaiso. Sul retro della chiesa, là dove ora si trova un fioraio, c'era il cimitero della parrocchia. Si dice che Cadaiso venisse spesso a visitare la tomba della sua innamorata e fu qui arrestato dalla polizia una notte che tentò di dissotterrarne il corpo. Questa storia fu probabilmente d'ispirazione per il suo romanzo Noches Lúgubres.

Tra gli altri personaggi noti il cui funerale fu celebrato in questa chiesa ci sono lo scrittore messicano Juan Ruiz de Alarcón (1639), il poeta José de Espronceda (1842), il commediografo Ramón de la Cruz (1794) che vi fu anche battezzato (1731).

Vi sono state inoltre celebrate le nozze del poeta Gustavo Adolfo Bécquer e del giornalista e scrittore Mariano José de Larra, il battesimo di Leandro Fernández de Moratín (1760) e di Jacinto Benavente.

Indirizzo: Calle de Atocha 39, Madrid

I luoghi di Ernest Hemingway 

Spain Madrid

Cervecería Alemana

Questo locale era frequentato costantemente da Ernest Hemingway negli anni '50. Il suo tavolo si trova subito all'ingresso, sulla destra, vicino alla finestra, con la superficie di marmo e una foto incorniciata dello scrittore sulla parete adiacente.
Indirizzo: Plaza Santa Ana 6, Madrid
sitoSito: http://www.cerveceriaalemana.com

Hotel Florida

Durante la Guerra Civile Spagnola, Hemingway stava in una delle stanze più economiche di questo hotel dove oggi il bar al primo piano è intitolato allo scrittore ed è stata allestita una mostra fotografica in suo onore.

Restaurante Sobrino de Botín

Questo famoso ristorante di Madrid rivendica il primato di "ristorante più antico del mondo" e sembra che il pittore Goya in gioventù vi abbia lavorato come cameriere. Anche Hemingway frequentava il locale e lo immortala nella scena finale del romanzo Fiesta (Il sole sorgerà ancora).
"Pranzammo da Botin, al piano di sopra. È uno dei migliori ristoranti del mondo. Mangiammo porchetta arrosto e bevemmo rioja alta. Brett mangiò poco. Non mangiava mai molto. Io mangiai moltissimo e bevvi tre bottiglie di rioja alta."
Indirizzo: Calle de los Cuchilleros 17, Madrid
sito Sito: http://www.botin.es

Museo Chicote

Durante la Guerra Civile Spagnola, questo locale, che non è un museo come il suo nome potrebbe indurre a pensare, era uno dei ritrovi preferiti per la stampa straniera, tra cui Ernest Hemingway.
Aperto nel 1931, fino ad oggi ha conservato il suo stile retrò, dotandosi di luci moderne e una sala da discoteca. È stato frequentato da numerosi artisti e star, da Orson Welles a Dalì, da Frank Sinatra a Grace Kelly, da Liz Taylor a Laurence Olivier, e tanti altri. Inoltre, il celebre compositore messicano Agustín Lara, famoso per le canzoni dedicate alle città spagnole, tra tutte "Granada", parla di questo locale nella canzone "Madrid, Madrid".
Indirizzo: Calle Gran Vía 12, Madrid
sitoSito: http://www.museo-chicote.com/

La Venencia

A pochi passi da Plaza de Santa Ana si trova questo locale che prende il nome da uno strumento lungo e sottile usato in Andalusia per estrarre vino dai barili.
Il locale, particolarmente famoso per lo sherry, era frequentato da Hemingway ed era anche luogo di ritrovo dei soldati repubblicani e simpatizzanti durante la Guerra Civile Spagnola.
Indirizzo: Calle Echegaray 7, Madrid

Edificio Telefónica

Questo grattacielo di Madrid, alto 89 metri, fu progettato dall'architetto Ignacio de Cárdenas, ispirandosi agli edifici di Lewis S. Weeks a Manhattan e aggiungendo qualche decorazione con lo stile barocco madrileno.
Fu iniziato nel 1926 e terminato 3 anni dopo, nel 1929, diventando il primo grattacielo in Europa.
Durante la Guerra Civile Spagnola ospitava l'ufficio della stampa straniera, motivo che lo rese obbiettivo di bombardamenti. Hemingway, ma anche lo scrittore americano John Dos Passos, lo frequentavano spesso perché da qui potevano inviare comunicazioni.
Indirizzo: Calle Gran Vía 28, Madrid
gratis Ingresso gratuito.

Hotel Suecia

Questo hotel costruito nel 1956 e ormai chiuso, fu l'ultimo alloggio a Madrid di Hemingway nel 1960, prima di essere riportato dagli amici a New York dove, malato di crisi maniaco-depressive, dopo poco si suicidò. Una targa sull'edificio, posta nel centenario della nascita dello scrittore, lo ricorda con queste parole: "En el centenario de su nacimiento, a Ernest Hemingway, que buscando en Madrid el nutrimiento artístico y cultural quiso residir en este hotel durante los años cincuenta, refugio de su extrema pasión por el Museo del Prado y por la vecindad del Círculo de Bellas Artes. 1999".
Un altro ospite illustre, fu Ernesto Che Guevara nella sua unica visita a Madrid, nel 1959.
Indirizzo: Calle Marqués Casa de Riera 4, Madrid

Plaza de Toros Las Ventas

La Plaza de Toros Las Ventas è l'arena più importante della Spagna. Si trova nel quartiere di Salamanca. Fu progettata dall'architetto José Espeliú e venne inaugurata nel 1931. Hemingway aveva frequentato questo luogo, come una foto dell'estate 1923 attesta, ambientandoci alcune scene di Fiesta (Il sole sorgerà ancora).
Indirizzo: Calle de Alcalá 237, Madrid
sitoSito: http://www.lasventastour.com/ 
a-pagamento Ingresso a pagamento.

 

Italy Milano

Targa commemorativa

Arruolatosi come volontario nel corpo di spedizione americano, viene inviato come assistente di trincea presso Fossalta di Piave, dove la notte tra 8 e 9 luglio 1919 rimane ferito. Arriva così il 17 luglio all'Ospedale della Croce Rossa americana a Milano dove viene operato e, una volta dimesso, decorato con la Medaglia d'argento al Valor Militare. Sull'edificio dove si trovava l'Ospedale della Croce Rossa americana oggi si trova una targa che recita: Nell'estate del 1919 / in questo edificio / adibito a ospedale della Croce Rossa americana / Ernest Hemingway / ferito sul fronte del Piave / fu accolto e curato. / Così nacque la favola vera di / "Addio alle armi".
Indirizzo: Via Armorari 4, Milano.

 

 

Italy Venezia

Harry's Bar

Fondato nel 1931 da Giuseppe Cipriani, il suo nome deriva da quello di uno studente americano, Harry Pickering, che venuto a Venezia per guarire dall'alcolismo, ma piantato in asso dalla zia senza avere più un soldo, ricevette un prestito da Cipriani, che gli consentì di tornare in America. Qualche anno più tardi lo studente si ripresentò e rimborsò a Cipriani l'intera cifra più un gruzzolo aggiuntivo che gli permise di aprire un attività in proprio, la quale in segno di riconoscenza prese proprio il nome del ragazzo, "Harry's Bar".
Ernest Hemingway ne divenne un cliente fisso, soprattutto a cavallo tra 1949 e 1950, dove gli fu riservato un tavolo fisso. Inoltre, nel suo romanzo "Di là dal fiume e tra gli alberi" ("Over the River and Into the Trees"), il locale è citato spesso.
Harry's Bar è stato frequentato da numerosi altri artisti, tra cui Arturo Toscanini, Orson Welles, Truman Capote, Guglielmo Marconi, Somerset Maughan, Noel Coward, Charlie Chaplin, Georges Braque, Barbara Hutton, Valentina Schlee.
Inoltre il fondatore del bar, Giuseppe Cipriani, è ritenuto l'inventore del celebre cocktail "Bellini", composto da prosecco e succo di pesca bianca, e del piatto "carpaccio", che consiste in fettine di carne o pesce crudi o semi-crudi con aggiunta di olio e scaglie di formaggio grana.
Indirizzo: Calle Vallaresso, San Marco 1323, Venezia
sito Sito: http://www.harrysbarvenezia.com/

Hotel “The Gritti Palace”

Dove Hemingway soggiornò alla fine degli anni Quaranta.
L'albergo nel quale Hemingway soggiornò a cavallo tra gli anni Quaranta e Cinquanta e dove scrisse molte pagine del romanzo “Di là dal fiume e tra gli alberi”.
Oggi l'albergo dà la possibilità di soggiornare nella lussuosa "Hemingway Presidential Suite", la stessa stanza dello scrittore americano, finemente arredata (con tanto di poltrona personale di Hemingway) e vista sul Canal Grande.
Indirizzo: Campo Santa Maria del Giglio, 2467

Locanda Cipriani

Creata da Giuseppe Cipriani, proprietario dell'Harry's Bar, nell'isola di Torcello, ospitò Hemingway dapprima nel 1948 e successivamente nel 1954, dove portò avanti la stesura del suo romanzo "Di là dal fiume e tra gli alberi".
Altri furono gli ospiti illustri della locanda: dalla regina d'Inghilterra, Elisabetta II, che vi sostò con il principe Filippo nel 1961, ma anche artisti come Arturo Toscanini, Igor Stravinsky, Maria Callas, Marc Chagall e molte stelle del cinema, tra cui Greta Garbo e Ingrid Bergman. fonte
Indirizzo: Piazza Santa Fosca 29, Torcello, Venezia
sitoSito: http://www.locandacipriani.com/

 

Italy Bassano del Grappa (Vicenza)

Museo Hemingway e della Grande Guerra

Il Museo Hemingway e della Grande Guerra ha sede presso Villa Ca' Erizzo Luca, sulla riva est del fiume Brenta. La villa, risalente al Quattrocento ma in seguito rimaneggiata, fu nel 1918, durante la Prima Guerra Mondiale, la sede della Sezione Uno delle ambulanze della Croce Rossa Americana. Tra i volontari autisti che soggiornavano qui c'era anche Hemingway, che infatti fa riferimento a Ca' Erizzo nel suo racconto La scomparsa di Pickles McCarty (titoli originali The Woppian Way o The passing of Pickles McCarty), scritto nel 1919, appena rientrato in patria. Nel racconto, il protagonista è un pugile italo-americano arruolato negli Arditi che hanno stanza a Ca' Erizzo.
L'esposizione si snoda attraverso una serie di pannelli espositivi che documentano gli eventi della Grande Guerra, in particolare la partecipazione degli Stati Uniti e le vicende autobiografiche di Ernest Hemingway. In una delle sale del museo è allestita una scenografia a grandezza naturale che omaggia la passione di Hemingway per la caccia. La statua che qui lo ritrae fa riferimento all'ultimo dei suoi safari in Africa.
Indirizzo: via Ca' Erizzo 35, Bassano del Grappa (VI)
sitoSitohttp://www.villacaerizzoluca.it/
orario Orari di apertura: dal martedì al venerdì, apertura su prenotazione per gruppi e scuole. Sabato e domenica, dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30. Chiuso il lunedì, il 1° gennaio, Pasqua e Natale.
a-pagamento Ingresso a pagamento. Intero € 5,00, ridotto € 3,00.

 

France Parigi

Primo appartamento parigino

Hemingway arriva per la prima volta a Parigi il 31 maggio 1918 ma vi trascorre solo pochi giorni, proseguendo per Milano. Vi ritorna nel 1922 e si stabilisce nel Quartiere Latino, dove inizia la sua carriera letteraria frequentando artisti e intellettuali dell'epoca come Gertrude Stein, la libraia Sylvia Beach e Ezra Pound. 
Dal gennaio 1922 all'agosto 1923 vive al terzo piano di questo edificio con la sua prima moglie, Hadley Richardson. Una targa sulla facciata recita: "De janvier 1922 à août 1923 a vécu, au troisième étage de cet immeuble, avec Hadley, son épouse, l'écrivain américain Ernest Hemingway (1899-1961). Le quartier, qu'il aimait par-dessus tout, fur le véritable lieu de naissance de son oeuvre et du style qui la caractérise. Cet américain à Paris entretenait des relations familières avec ses voisins, notamment le patron du bal-musette attenant. ... «tel était le Paris de notre jeunesse, au temps où nous étions très pauvres et très heureux »."
Riferendosi a questo periodo scrive in A Moveable Feast (Una Festa Mobile): "Se hai avuto la fortuna di vivere a Parigi da giovane, dopo, ovunque tu passi il resto della tua vita, essa ti accompagnerà perché Parigi  è una Festa Mobile". 
Indirizzo: 74 rue du Cardinal-Lemoine, Parigi

Shakespeare and Company

 

USA Key West, Florida

Ernest Hemingway Home and Museum

Lo scrittore vi ha vissuto per più di dieci anni.
Visitò per la prima volta Key West nell'aprile 1928 con la moglie Pauline su consiglio dello scrittore John Dos Passos, che aveva conosciuto a Parigi. Arrivato in città fece la conoscenza di Charles Thompson, proprietario di negozio di ferramenta della zona, il quale lo intratteneva nella sua dimora di Fleming Street e gli fece scoprire lo sport della pesca. Il piacevole periodo trascorso a Key West convinse Ernest e la moglie Pauline a cercare un'abitazione permanente che fu acquistata due anni dopo dallo zio di Pauline, Gus, nel 1931 in Whitehead Street
La casa dello scrittore era stata costruita nel 1851 in stile coloniale spagnolo e cadeva quasi a pezzi quando fu acquistata, ma la coppia ne intravide le potenzialità così da farla restaurare fino ad assumere l'aspetto che conserva ancora oggi. Tra le stravaganze principali, la piscina costruita nel 1937-38 e costata 20.000 dollari, la prima realizzata a Key West. Si dice che, ironizzando sull'esorbitante costo della struttura, Hemingway prese un penny ed esclamò "Ecco, prenditi anche l'ultimo penny!" premendolo nel cemento fresco del patio circostante (il penny viene ancora mostrato ai visitatori).
Arredata secondo il gusto personale dello scrittore, la casa abbonda di oggetti portati dalle varie parti del mondo: dai mobili europei ai trofei di caccia racimolati durante i safari africani. Inoltre sono ancora presenti nella tenuta i discendenti del gatto di Hemingway, un gatto che gli era stato regalato da un capitano di mare e che aveva la particolarità di avere sei dita (così come tuttora hanno alcuni discendenti). 
Quando lo scrittore si separò dalla moglie Pauline, andò a vivere a Cuba con la terza moglie, Martha Gellhorn, continuando però a visitare Key West negli anni Quaranta e Cinquanta.
Indirizzo: 907 Whitehead Street, Key West, Florida
sitoSitohttp://www.hemingwayhome.com/
orario Orari di apertura: tutti i giorni dalle 9 alle 17.
a-pagamento Ingresso a pagamento. Intero $ 13,00, ridotto $ 6,00.

 

Cuba L'Avana, Cuba

Casa museo "Finca Vigia"

Finca Vigia è la casa cubana di Ernest Hemingway. Si trova nel piccolo paese di San Francisco de Paula, una ventina di chilometri a est de L'Avana
L'edificio fu costruito nel 1886 dall'architetto spagnolo Miguel Pascual y Baguer. Lo scrittore l'acquistò dopo il matrimonio con la terza moglie, Martha Gellhorn, nel 1940 per la cifra di 12.500 dollari. 
Durante il periodo in cui vi abitò, vi scrisse due dei suoi più grandi capolavori: Il vecchio e il mare e Per chi suona la campana.
Alla morte di Hemingway, il governo cubano espropriò la casa e l'ultima moglie Mary Hemingway, trattò con il governo per poter recuperare parte degli oggetti in essa contenuti (manoscirtti, qualche libro e dipinto), anche se dovette abbandonarne la maggior parte. 
Dopo essere stata dichiarata dall'ente statunitense per la preservazione degli edifici storici (National Trust for Historic Preservation) un edificio a rischio, la casa fu restaurata e aperta al pubblico nel 2007. L'interno della casa non è accessibile ma si può osservare dalle finestre attraverso le quali si intravedono libri, opere d'arte, trofei di caccia, la sua macchina da scrivere. Nel giardino oggi si può anche ammirare "Pilar", la barca dello scrittore.
Indirizzo: Finca Vigia, La Habana, Cuba
sito Sito: http://www.hemingwaycuba.com/
a-pagamento Ingresso a pagamento: $5 CUC.
orario Orari di apertura: dal lunedì al sabato dalle 10 alle 16, la domenica dalle 10 alle 13.
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La Bodeguita del Medio

Celebre locale di L'Avana, noto soprattutto perché qui è nato il mojito, la celebre bevanda a base di rum, lime, menta, zucchero di canna e soda, che Hemingway amava bere proprio in questo locale. Il cocktail fu inventato da Attilio De La Fuente, barman del locale, ma alcuni attribuiscono la creazione a Angel Martinez, che rilevò il locale nel 1942, e altri addirittura al pirata inglese Sir Francis Drake, nel XVI secolo, che aveva dato origine a una bevanda molto simile. 
Quando Hemingway si trasferì a Cuba nel 1940 con la terza moglie, Martha Gellhorn, iniziò a frequentare questo locale del quale scrisse "My mojito in La Bodeguita, my daiquiry in El Floridita", una frase che campeggia ancora oggi al suo interno. Altri celebri avventori sono stati Salvador Allende e Pablo Neruda.
Indirizzo: Empedrado, La Habana, Cuba

 

El Floridita

El Floridita è un famosissimo ristorante di pesce nella zona dell'Avana vecchia. È nato nel 1817 con il nome "La Piña de Plata", poi diventato "Florida" e infine "Floridita".
Qui è stato inventato il famoso cocktail "daiquiri", opera di Costantino Ribalaigua, uno spagnolo di origine catalana, che aveva iniziato a lavorare nel locale nel 1914 e lo aveva poi acquisito nel 1918.
Tra i suoi più famosi avventori c'è stato Ernest Hemingway che scrisse "My mojito in La Bodeguita, my daiquiri in El Floridita", riferendosi ai due cocktail e ai due locali da lui amati. All'interno del locale oggi si trovano vari oggetti a lui connessi tra cui una statua in bronzo a grandezza naturale scolpita dall'artista cubano José Villa Soberón nel 2003.
Altre penne celebri passate di qui sono state Ezra Pound, John Dos Passos e Graham Greene.
Indirizzo: Obispo No.557 esq. a Monserrate, Habana Vieja, La Habana
sito Sitohttp://www.floridita-cuba.com/

 

La Real Academia Española (RAE) è l'istituzione culturale, fondata nel 1713 secondo l'esempio dell'Accademia della Crusca e l'Académie française, che si occupa di formalizzare le regole della lingua spagnola.
Ha sede a Madrid e produce periodicamente dal 1780 il Diccionario de la lengua española de la Real Academia Española. Inoltre è proprietaria della Casa Museo Lope de Vega in Calle Cervantes 11, Madrid.
I membri dell'Accademia sono eletti a vita e sono soprannominati  Los Inmortales (Gli immortali). Molti grandi intellettuali spagnoli ne hanno fatto parte.

Attuali:
Mario Vargas Llosa dal 1996

Passati:
Niceto Alcalá-Zamora
Vicente Aleixandre
Dámaso Alonso
Azorín
Vicente Bacallar y Sanna
Pío Baroja
Jacinto Benavente
Camilo José Cela
Miguel Delibes
José Echegaray
Wenceslao Fernández Flórez
Leandro Fernández de Moratín
Gaspar Melchor de Jovellanos
Antonio Machado
Salvador de Madariaga
Julián Marías
Francisco Martínez de la Rosa
Ramón Menéndez Pidal
Eugenio d'Ors
Armando Palacio Valdés
José María de Pereda
Benito Pérez Galdós
Manuel José Quintana
Gonzalo Torrente Ballester
Juan Valera
José Zorrilla


Indirizzo
: Calle Felipe IV, Madrid
Sito: http://www.rae.es

Indirizzo: Calle del Prado 21, Madrid.

L'Ateneo Científico, Literario y Artístico de Madrid è una istituizione culturale privata fondata nel 1835, nel periodo di reggenza della regina Maria Cristina, da alcuni intellettuali (Ángel de Saavedra, Salustiano Olózaga, Ramón de Mesonero Romanos, Antonio Alcalá Galiano, Juan Manuel de los Ríos, Francisco Fabra e Francisco López Olavarrieta) che sostenevano le idee romantiche e liberali. Durante la Guerra Civile Spagnola l'Ateneo continuò ad essere aperto, preservando ilproprio patrimonio cultuale, per poi risorgere con il ritorno alla democrazia.

Tipiche dell'Ateneo sono le Tertulias, incontri regolari dove i membri si riuniscono per discutere di temi e condividere opinioni su vari argomenti, dalla letteratura alla politica. Spesso si svolgono nella stanza chiamata "Cacharrería", che si riferisce al rumore prodotto dalle accese discussioni e dibattiti.

Prima di stabilirsi in Calle del Prado, l'Ateneo ebbe sede in altri luoghi, tra cui Plaza del Ángel e Calle Carretas, fino all'edificio attuale progettato da Luis de Landecho e Enrique Fort Guyenet.

Tra i presidenti famosi, ci sono alcune figure legate al mondo letterario come Miguel de Unamuno e Antonio Alcalá Galiano. Il primo socio fu lo scrittore Mariano José de Larra e la fondazione dell'immensa e preziosa biblioteca si deve a Ramón de Mesonero Romanos. Tutti i premi Nobel spagnoli vi hanno fatto parte e anche molti membri delle Generazioni 1914, 1927 e 1998.

Sorge sulla Plaza de Santa Ana, nel luogo dove fino al 1849 si trovava "Teatro del Príncipe" (o "Corral del Príncipe"). I "Corral" erano teatri pubblici i cui spazi erano ricavati dai cortili interni degli edifici, in genere di confraternite che li affittavano alle compagnie teatrali. Il Corral del Príncipe (1583) era il secondo teatro stabile di questa tipologia, dopo il Corral de la Cruz (1579). Rimasero gli unici due teatri pubblici a Madrid fino a metà Settecento.
Qui vi furono rappresentate le opere di drammaturghi importanti come Lope de Vega, Calderón de la Barca, Tirso de Molina, Ruiz de Alarcón.

In epoca più recente sono state portate in scena opere di Leandro Fernández de Moratín, Duque de Rivas, José Echegaray, Miguel de Unamuno, Federico García Lorca, Duque Rafael Alberti, Jacinto Benavente, Benito Pérez Galdós, Antonio Buero Vallejo.

L'aspetto attuale risale al 1804, quando il teatro fu ricostruito secondo il progetto di Juan de Villanueva a seguito di un incendio che l'aveva danneggiato. La facciata neoclassica, così come i pilastri corinzi e i medaglioni con i busti di drammaturghi famosi furono aggiunti in seguito.

L'Universidad Complutense de Madrid è una delle più antiche università spagnole. Fu fondata come Studium Generale (termine che designava le prime università medievali) nel maggio 1293, ma solo nel 1499 venne elevata al titolo di Università da papa Alessandro VI, che la rinominò "Complutense" da "Complutum", il nome latino della città Alcalá de Henares, dove originariamente si trovava. Nel 1836 fu trasferita a Madrid per volere della regina Isabella II.

Qui vi hanno studiato numerosi personaggi illustri in tutti i campi di studio, dalle materie scientifiche a filosofia, storia e letteratura.
Limitandosi all'ambito letterario, durante i secoli questa univerisità è stata frequentata da numerosissimi intellettuali, tra cui i premi Nobel spagnoli per la letteratura Camilo José Cela, Jacinto Benavente, José Echegaray y Eizaguirre, Mario Vargas Llosa, Vicente Aleixandre, gli scrittori della "Generazione del '98" quali Antonio Machado, Pío Baroja e Miguel de Unamuno, l'umanista cinquecentesco Antonio de Nebrija, Lope de Vega, Francisco de Quevedo, i membri della "Generazione del '27" come Federico García Lorca, Dámaso Alonso, Francisco Ayala, Gerardo Diego, gli scrittori Ramiro Ledesma Ramos, Javier Marías, filosofi come José Ortega y Gasset, María Zambrano, Fernando Savater, Xavier Zubiri, Raimon Panikkar.

Vicente Aleixandre: Laurea in Diritto
Dámaso Alonso: Cattedra in Filologia Romanica
Francisco Ayala: Consegue il dottorato in Diritto
Pio Baroja: Consegue il dottorato in Medicina
Jacinto Benavente: Studia Diritto ma interrompe gli studi
Pedro Calderón de la Barca: Studia Logica e Retorica (all'epoca l'università si trovava ancora ad Alcalá)
Camilo José Cela: Si iscrive alla facoltà di Medicina, ma smette ed inizia a frequentare le lezioni di Arte
Gerardo Diego: Consegue il dottorato.
José Echegaray y Eizaguirre: Cattedra di Fisica matematica
Ramiro Ledesma Ramos: Si laurea nel 1930 alla Facoltà di Lettere e Filosofia, si iscrive senza terminare gli studi alla facoltà di Scienze.
Antonio Machado: Si immatricola nel 1900 alla Facoltà di Lettere e Filosofia ma non termina gli studi
Javier Marías: Cattedra in Teoria e Traduzione
Antonio de Nebrija: Cattedra in Retorica (all'epoca l'università si trovava ancora ad Alcalá)
José Ortega y Gasset: Consegue il dottorato in Filosofia
Fernando Savater: Docente di Filosofia
Francisco de Quevedo: Studia Teologia dal 1596 al 1600 (all'epoca l'università si trovava ancora ad Alcalá)
Mario Vargas Llosa: Consegue il dottorato in Filologia Romanica nel 1971
Miguel de Unamuno: Si laurea nel 1883 alla Facoltà di Lettere e Filosofia
Lope de Vega: Studia quattro anni senza conseguire alcun titolo (all'epoca l'università si trovava ancora ad Alcalá)
María Zambrano: Laurea in Filosofia e assistente per la cattedra di Metafisica
Xavier Zubiri: Laurea in Filosofia
Raimon Panikkar: Dottorato in Filosofia

Indirizzo: Avda de Séneca 2, Ciudad Universitaria, Madrid
Sito: http://www.ucm.es/

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Juan Ruiz de Alarcón

Teatro Español

Chiesa di San Sebastiano


Vicente Aleixandre

Premio Nobel per la Letteratura nel 1977.

Università Complutense di Madrid

Ateneo de Madrid

Real Academia Española


Antonio Alcalá Galiano

Ateneo de Madrid


Dámaso Alonso

Real Academia Española

Università Complutense di Madrid


Francisco Ayala

Università Complutense di Madrid


Azorín

Real Academia Española


Arturo Barea

Ristorante Sobrino de Botín


Pío Baroja

Università Complutense di Madrid

Ateneo de Madrid

Real Academia Española

Statua

Realizzata nel 1979 dallo scultore Federico Coullaut-Valera Mendigutia, è stata inaugurata e posizionata nel Parco del Retiro il 17 marzo 1990.


Gustavo Adolfo Bécquer

Chiesa di San Sebastiano


Jacinto Benavente

Drammaturgo e premio Nobel per la letteratura nel 1922.

Teatro Español

Chiesa di San Sebastiano

Università Complutense di Madrid

Ateneo de Madrid

Real Academia Española


José Cadaiso

Chiesa di San Sebastiano


Camilo José Cela

Premio Nobel per la Letteratura nel 1989.

Università Complutense di Madrid

Ateneo de Madrid

Real Academia Española


Pedro Calderón de la Barca

Teatro Español

Statua in Plaza de Santa Ana

Realizzata 1878 da Joan Figueras Vila, è decorata con quattro rilievi tratti dalle sue opere.
Indirizzo: Plaza de Santa Ana, Madrid


Miguel de Cervantes


Ramón de la Cruz

Chiesa di San Sebastiano


Gerardo Diego

Università Complutense di Madrid


José Echegaray y Eizaguirre

Drammaturgo, primo premio Nobel spagnolo (1904).

Università Complutense di Madrid

Ateneo de Madrid

Teatro Español

Real Academia Española


José de Espronceda

Chiesa di San Sebastiano


Leandro Fernández de Moratín

Chiesa di San Sebastiano

Real Academia Española


Ernest Hemingway


Juan Ramón Jiménez

Premio Nobel per la Letteratura nel 1956.

Ateneo de Madrid


Antonio Machado

Università Complutense di Madrid

Real Academia Española


Mariano José de Larra

Ateneo de Madrid

Chiesa di San Sebastiano


Benito Pérez Galdós

Ristorante Sobrino de Botín


Federico García Lorca

Teatro Español

Statua in Plaza de Santa Ana

Realizzata da Julio López Hernández nel 1998, a cento anni dalla nascita del poeta.
Indirizzo: Plaza de Santa Ana, Madrid

Università Complutense di Madrid


Ramón Gómez de la Serna

Ristorante Sobrino de Botín


Ramiro Ledesma Ramos

Università Complutense di Madrid


Javier Marías

Università Complutense di Madrid


Pablo Neruda


Tirso de Molina

Teatro Español


José Ortega y Gasset

Università Complutense di Madrid


Ramón de Mesonero Romanos

Ateneo de Madrid


Fernando Savater

Università Complutense di Madrid


Sor Marcela de San Félix

Convento de las Trinitarias Descalzas

Figlia illegittima di Lope de Vega e dell'attirce Micaela de Luján, visse nel Convento de las Trinitarias Descalzas, nel quale scrisse numerose raccolte poetiche.
Questo luogo è noto anche perché fu il posto in cui fu seppellito Cervantes nel 1616, senza tuttavia conoscerne la posizione esatta.
Indirizzo: Calle Lope de Vega 18, Madrid


Miguel de Unamuno

Università Complutense di Madrid

Ateneo de Madrid


Mario Vargas Llosa

Premio Nobel per la Letteratura nel 2010.

Real Academia Española

Università Complutense di Madrid


Lope de Vega

Casa-Museo di Lope de Vega

Acquistata nel 1610 dal celebre scrittore dell'età d'oro spagnola, vi visse gli ultimi 25 anni della sua vita, fino al 1635. Divenne museo solo nel 1935 quando la Real Academia Española l'acquisto per adibirla a questo scopo. Nel frattempo i vari proprietari avevano ristrutturato la casa facendo scomparire la struttura originale. L'allestimento del museo ricostruisce le stanze come erano disposte al tempo dello scrittore, in particolare lo studio, l'oratorio e l'orto sul retro. Parte della mobilia era appartenuta veramente allo scrittore perché fu recuperata dal convento al quale era stata donata dalla figlia di Lope de Vega.
È obbligatorio prenotare in anticipo. Le visite guidate sono in spagnolo, inglese e francese.
Indirizzo: Calle de Cervantes 11, Madrid
sito Sito: http://www.casamuseolopedevega.org/es/
gratis Ingresso gratuito.
orario Orario: Aperto dal martedì alla domenica,  dalle10 alle 18. Chiuso il lunedì, dal 31 dicembre al 6 gennaio, il 1° maggio, il 9 novembre e il 24 e 25 dicembre.

Teatro Español

Chiesa di San Sebastiano

Luogo del funerale, tomba (seppur non se ne conosca la posizione esatta) e targa commemorativa


María Zambrano

Università Complutense di Madrid


Xavier Zubiri

Università Complutense di Madrid


Luoghi correlati

Ateneo de Madrid

Casa del Libro

L'edificio che ospita la Casa del Libro fu costruito dall'architetto José Yarnoz Larrosa nel 1920 per la Compañía Anónima de Librería Publicaciones y Ediciones (CALPE). Qui aveva sede anche l'ufficio del filosofo José Ortega y Gasset, che dirigeva la Revista de Occidente. Oggi "Casa del Libro" è anche una catena di librerie con oltre 40 negozi in tutta la Spagna.
Indirizzo: Gran Vía 29, Madrid.

Chiesa di San Sebastiano

Real Academia Española

Ristorante Sobrino de Botín

Teatro Español

Università Complutense di Madrid

 

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Edward Albee

Appartamento

L'autore di Chi ha paura di Virginia Woolf, visse in questo appartamento negli anni 1965-1968, che poi vendette a Jerry Herman, autore di Hello Dolly.
Indirizzo: 50 West 10th, New York City


Dante Alighieri

Statua commemorativa


Wystan Hugh Auden

Appartamento a Manhattan

Il poeta inglese arrivo negli Stati Uniti nel 1939. Dopo aver all'oggiato al George Washington Hotel sulla East 23rd Street e a Brooklyn Heights, si stabilì con il suo compagno Chester Kallman al secondo piano dell'edificio in St. Marks Place.
Indirizzo: 77 St. Marks Place, New York City


James Mattehew Barry

Statua di Peter Pan

La statua in bronzo di Peter Pan è stata creata da Charles Andrew Hafner nel 1928 originariamente destinata ad una fontana nella loggia del vecchio Paramount Theater a Times Square, poi installata nel 1975 nell'attuale posizione, a nord-est del Carl Schurz Park.
Nell'agosto 1999 la statua è stata oggetto di vandalismo: divelta dalla sua base, è stata ritrovata sul fondale dell'East River. La scultura è stata reinstallata, ma non sono mai stati rintracciati i colpevoli.
Indirizzo: Carl Schurz Park (lato nord-est), East End Ave. at 86th St., New York


William Burroughs

Appartamento 

Visse qui dal dicembre 1944, prima di trasferirsi nell'appartamento di Joan Adams nella West 115th Street. Qui iniziò un programma amatoriale di psicanalisi con Jack Kerouac e Allan Ginsberg.
Indirizzo: 360 West 108th Street, New York City fonte14x14

Appartamento

Nel 1945 visse in una stanza sopra il "Riordan's Bar" in 42 West 60th Street. Proprio mentre con Kerouac sedeva al bar, sentì la storia di un incendio nello zoo che finì con la frase "and the hippos were boiled in their tank" ("E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche"). Questa frase divenne poi il titolo di una storia scritta assieme.
Indirizzo: 42 West 60th Street, New York City fonte14x14

Appartamento

Era un grande appartamento di mattoni gialli appartenente alla Cragsmoor Apartments. Intorno al Natale 1944 i novelli sposi Jack e Edie Kerouac, ritornati dal Michigan, si trasferirono nell'appartamento 51 con Joan Vollmer Adams. Dal marzo 1945 anche Allen Ginsberg andò a vivere nell'appartamento, condividendo una camera con Hal Chase, uno studente di antropologia. Fu nel 1946 che vi si trasferì anche Burroughs fino all'aprile dello stesso anno, quando fu arrestato per aver falsificato una prescrizione medica per ottenere narcotici.
Indirizzo: 419 West 115th St, New York City fonte14x14

Appartamento

Nel 1952 visse per un breve periodo in questo edificio, appartamento 16 terzo piano, con Allen Ginsberg, il quale visse qui dall'ottobre 1952 alla fine del 1953. Burroughs era appena ritornato dal Messico e Sud America dopo aver ucciso sua moglie Joan. Insieme con Ginsberg scrisse Queer e The Yage Letters, furono concepite le prime bozze di Pasto nudo (Naked Lunch) e i fili per il bucato nel cortile interno del palazzo ispirarono alcuni passaggi di Interzone. Burroughs lasciò l'appartamento nel 1953, diretto a Tangier (Marocco) e in Europa. Qui furono scattate alcune tra le più famose fotografie degli autori Beat.
Indirizzo: 206 E 7th St, New York City fonte14x14

"The Bunker"

Nel 1974, dopo anni trascorsi a Parigi e Londra, si trasferisce a Manhattan nel Lower East Side, in un appartamento che soprannominò "The Bunker", che precedentemente era stata una palestra dell'associazione YMCA, con tanto di armadietti e docce comuni. All'epoca però l'affitto era molto economico e vantaggioso.
Indirizzo: 222 Bowery, New York City


Truman Capote

Ultima casa in cui visse

Dopo la pubblicazione di A sangue freddo ("In Cold Blood"), Truman Capote si trasferì al 25esimo piano di questo edificio, un appartamento da 62.000&. Visse qui fino alla sua morte nel 1984.
Indirizzo: 870 United Nations Plaza, New York City


Noel Coward

L'ultima residenza a Manhattan

Indirizzo: 404 East 55th Street, New York City


Johann Wolfgang von Goethe

Statua commemorativa


Tony Kushner

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Jerome David Salinger


Walter Scott


Gertrude Stein

Statua commemorativa

Gertrude Stein aveva posato per Jo Davidson nel suo studio temporaneo di Parigi nel 1920 e la statua fu realizzata tre anni dopo e conservato oggi nel  Whitney Museum of American Art. La scultura presente oggi nel Bryant Park, inaugurata il 5 novembre 1992, è una delle dieci repliche in bronzo esistenti ed è stata donata alla città da Dr. Maury Leibowitz, presidente della Knoedler-Modarco Galleries.
Indirizzo: Bryant Park (lato sud),  tra 40th e 42nd Streets e tra Fifth e Sixth Avenues, New York City


Mark Twain

Targa commemorativa sulla residenza di Mark Twain

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La targa recita: "In this house once lived / Mark Twain / (Samuel Langhorne Clemens) / Author of the / beloved American classic / "The Adventures of / Tom Sawyer".
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Leggere prima di partire per... New York

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J.D. Salinger, Il giovane Holden
Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby

 

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Girovagando per New York con Holden Caulfield

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