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Thornton è un piccolo paese che fa parte della circoscrizione metropolitana di Bradford. È famoso per essere stato il paese natale delle sorelle Brontë e del fratello Branwell.

Autori correlati

Sorelle Brontë

Casa natale delle sorelle Brontë

Nel 1815 il reverendo Brontë si trasferì a Thornton con la moglie e le prime due figlie, Maria e Elizabeth, dopo aver trascorso cinque anni a Hartshead in qualità di pastore della parrocchia di Dewsbury. A Thornton nacque Charlotte nel 1816, Patrick Branwell nel 1817, Emily Jane nel 1818 e Anne nel 1820. Dopo la nascita di quest'ultima la salute della signora Brontë iniziò a peggiorare fino alla morte l'anno successivo, quando già la famiglia si era trasferita a Haworth, il 25 febbraio 1820, dove il reverendo Brontë aveva ottenuto l'incarico di curato della parrocchia locale.
Oggi la casa natale delle sorelle Brontë è un edificio privato dove recentemente è stata aperta una caffetteria. Sulla facciata è stata apposta una targa che recita: "In this house were born the following members of the Bronte family: Charlotte (1816), Patrick Branwell (1817), Emily Jane (1818) e Anne (1820)".
Indirizzo: Market Street, Thornton, Bradford, West Yorkshire, Inghilterra.

   

 

 

I luoghi di Charlotte Brontë

 

United Kingdom Haworth, West Yorkshire, Inghilterra


United Kingdom Thornton (Bradford), West Yorkshire, Inghilterra


Belgium Bruxelles

Targa commemorativa sul luogo in cui si trovava il Collegio Hegér

Nel 1842 Charlotte e Emily si recarono a Bruxelles per studiare al Collegio Hegér, una scuola per signorine che si trovava in Rue Isabelle, a pochi passi da Rue Royale. Il professore delle due sorelle, Costantin Héger, riconobbe subito il talento di Charlotte per la scrittura e la incoraggiò a continuare a scrivere. Charlotte tuttavia fraintese questo attenzioni nei suoi confronti e si innamorò appassionatamente di lui, come testimoniano alcune delle poche lettere che ci sono rimaste. Héger è ritenuto anche l'ispirazione per il personaggio di Rochester in Jane Eyre.
Dopo il primo soggiorno insieme a Emily, Charlotte ritornò da sola a Bruxelles nel gennaio 1843, dove iniziò a lavorare come insegnante di inglese, ma l'assenza di sua sorella non fece che acuire il suo attaccamento, non ricambiato, nei confronti di Héger. Tornata in Inghilterra nel gennaio 1844, rielaborò questa sua esperienza belga nei romanzi The Professor e Villette, parzialmente ambientati a Bruxelles.
Oggi il Collegio Heger non esiste più poiché fu demolito nel 1909. Dove una volta sorgeva l'edificio si trova una targa commemorativa che recita: "Near this site formerly stood the / pensionnat Heger where the writers / Charlotte and Emily Brontë / studied in 1842-43. This commemorative plaque was placed here by the Brontë Society / with the kind permission of the / Palais des Beaux-Arts / Paleis voor / Schone Kunsten 28-9-79".
Indirizzo: Rue Baron Horta/Baron Hortastraat (a sinistra dell'entrata del Bozar), Bruxelles 

Seconda targa commemorativa

Un'altra targa, non ufficialmente autorizzata, si trova a pochi passi da quella ufficiale. Per trovarla bisogna percorrere una stradina chiusa, rue Terarken, alla fine della quale sono rimasti anche alcuni edifici storici che ci possono dare un'idea dell'aspetto che aveva la Bruxelles al tempo delle Brontë. Proprio nel muro che chiude la via, si trova una piccola targa rotonda di colore azzurro che recita: "Commemorate the old / Quartier Isabelle / of which the Rue Terarcken" / is a lucky survival -- Charlotte & Emily Brontë / would have passed this street when / going to the Pensionnat Heger in the / Rue d'Isabelle / where they stayed in 1842 / 43 -- The memory of this area lives on / the vivid image Charlotte portrays in her novel / Villette".
Indirizzo: rue Terarken, Bruxelles

 

I luoghi di Anne Brontë

 

United Kingdom Haworth, West Yorkshire, Inghilterra vai-alla-pag 18x18

 

United Kingdom Thornton (Bradford), West Yorkshire, Inghilterra vai-alla-pag 18x18

 

United Kingdom Scaraborough, North Yorkshire, Inghilterra

Targa commemorativa nel luogo in cui morì

Una targa commemorativa, rotonda di colore azzurro, ricorda il luogo in cui morì Anne: "Anne Brontë 1820-1849 writer died in a house on this site on May 28th 1849". Anne era giunta in questa località, dove in passato aveva già svolto servizio come governante, accompagnata da Charlotte e l'amica Ellen Nussey, nella speranza che il clima più mite potesse giovare alla sua salute. Pernottarono ai "Wood's lodgings, No.2 the Cliff", dove oggi si trova il Grand Hotel, l'edificio sul quale è posta la targa commemorativa. Giunta il 24 maggio 1849, le condizioni di Anne erano ormai troppo gravi: quattro giorni dopo il suo arrivo, muore all'età di 29 anni.
Indirizzo: Grand Hotel, St Nicholas Cliff, Scarborough, Regno Unito

Tomba di Anne nel cimitero della Saint Mary's Church

La tomba di Anne si trova nel cimitero della chiesa Saint Mary's Church. Sulla lapide sono incise le seguenti parole: "Here / Lie the remains of / Anne Brontë / daughter of the Revd. P. Bronte / Incumbent of Haworth Yorkshire / She died Aged 28 / May 28th 1949". Sulla lapide c'è un errore circa l'età di Anne che non morì a 28 anni, ma a 29 (era nata il 17 gennaio).
Indirizzo: 669 Albany Post Road, Scarborough, North Yorkshire, Regno Unito.
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I luoghi di Emily Brontë

 

United Kingdom Haworth, West Yorkshire, Inghilterra


United Kingdom Thornton (Bradford), West Yorkshire, Inghilterra


Belgium Bruxelles

Targa commemorativa sul luogo in cui si trovava il Collegio Hegér

Nel 1842 Charlotte e Emily si recarono a Bruxelles per studiare al Collegio Hegér, una scuola per signorine che si trovava in Rue Isabelle, a pochi passi da Rue Royale. Emily, che odiava vivere lontano dal suo paese, tornò con Charlotte a Haworth nell'autunno dello stesso anno dopo la morte della zia Elizabeth. Nel gennaio 1943 Charlotte decise di tornare a Bruxelles, ma stavolta Emily non la seguì. Nel Collegio Hegér, Charlotte insegnava inglese e l'assenza della sorella fece aumentare l'attaccamento verso il suo professore, Costantin Hegér, per il quale provava un amore non ricambiato, e che fu probabilmente il modello per il personaggio di Rochester in Jane Eyre. Il soggiorno belga sarà in seguito ispirazione per i due romanzi di Charlotte Villette e The Professor.
Oggi il Collegio Heger non esiste più poiché fu demolito nel 1909. Dove una volta sorgeva l'edificio si trova una targa commemorativa che recita: "Near this site formerly stood the / pensionnat Heger where the writers / Charlotte and Emily Brontë / studied in 1842-43. This commemorative plaque was placed here by the Brontë Society / with the kind permission of the / Palais des Beaux-Arts / Paleis voor / Schone Kunsten 28-9-79".
Indirizzo: Rue Baron Horta/Baron Hortastraat (a sinistra dell'entrata del Bozar), Bruxelles

Seconda targa commemorativa

Un'altra targa, non ufficialmente autorizzata, si trova a pochi passi da quella ufficiale. Per trovarla bisogna percorrere una stradina chiusa, rue Terarken, alla fine della quale sono rimasti anche alcuni edifici storici che ci possono dare un'idea dell'aspetto che aveva la Bruxelles al tempo delle Brontë. Proprio nel muro che chiude la via, si trova una piccola targa rotonda di colore azzurro che recita: "Commemorate the old / Quartier Isabelle / of which the Rue Terarcken / is a lucky survival -- Charlotte & Emily Brontë / would have passed this street when / going to the Pensionnat Heger in the / Rue d'Isabelle / where they stayed in 1842 / 43 -- The memory of this area lives on / the vivid image Charlotte portrays in her novel / Villette".
Indirizzo: rue Terarken, Bruxelles

 

Haworth, un piccolo villaggio della contea West Yorkshire, è soprattutto noto per essere il luogo dove vissero le sorelle Brontë, tanto che la zona circostante ha preso ufficiosamente il nome di "Contea Brontë" (Brontë County). I luoghi legati alla famiglia delle tre sorelle scrittrici sono molti, sia in paese sia nella campagna circostante dove è possibile respirare l'atmosfera dei romanzi che le hanno rese note.

Brontë Parsonage Museum

Il Brontë Parsonage Museum è stato istituito dalla Brontë Society per preservare la memoria delle tre scrittrici. Il museo è stato allestito all'interno di una casa in stile georgiano dove la famiglia si trasferì nel 1820. Qui Anne, Charlotte ed Emily scrissero le loro opere più famose e il museo cerca proprio di ricreare l'atmosfera dell'epoca conservando arredi e oggetti appartenuti alla famiglia. Eccetto la biblioteca, la cui visita è possibile solo su appuntamento, è possibile visitare liberamente ambienti tra cui:
- lo studio del reverendo Patrick Brontë, dove si trova il pianoforte che i figli avevano imparato a suonare, in particolar modo Branwell che suonava l'organo nella chiesa di Haworth.
- il soggiorno, dove le tre ragazze solevano trascorrere il tempo e comporre i loro scritti. Qui si trova il sofà dove si dice sia spirata Emily e il ritratto di Charlotte realizzato da George Richmond posto sopra il camino;
- la cucina, nel retro della casa;
- lo studio del marito di Charlotte, Arthur Bell Nicholls, che qui si trasferì nel 1854. Charlotte prima del matrimonio aveva allestito la stanza per accogliere il futuro marito. Morì un anno dopo le nozze e Arthur Bell Nicholls rimase a prendersi cura dell'anziano Patrick Brontë, finché alla morte del suocero non decise di fare ritorno in Irlanda, sua terra d'origine;
- la camera da letto del reverendo Brontë, al secondo piano, dove si spostò alla morte della moglie. Qui morì il 7 giugno 1861. Anche Branwell spirò in questa stanza, nel settembre 1848;
- la stanza di Charlotte, al secondo piano. Originariamente questa era la stanza dei genitori, Patrick e Maria; alla morte della madre è diventata la stanza della zia Elizabeth fino al 1844 circa quando Charlotte prese possesso della stanza assieme al marito Arthur Bell Nicholls. Qui Charlotte morì il 31 marzo 1855; 
- la stanza dei bambini, che originariamente era più ampia ma fu ridotta con la necessità di creare nuove stanze. Per un periodo fu la stanza di Emily;
- la stanza della servitù, assegnata alla domestica Tabby Aykroyd, sepolta nel cimitero di Haworth;
- lo studio di Branwell;
- la stanza della mostra espositiva, un'area creata dal reverendo John Wade, subentrato a Patrick Brontë, dove all'apertura della casa museo è stata allestita una mostra permanente sul mondo delle sorelle Brontë.
Indirizzo: Church Street, Haworth, Keighley, West Yorkshire.
sito Sito: http://www.bronte.org.uk
a-pagamento  Ingresso a pagamento. Adulti: £7.50.
orario Orari di apertura: da aprile a ottobre, dalle 10.00 alle 17.30; da novembre a marzo dalle 10.00 alle 17. Chiuso dal 24 al 27 dicembre, dal 31 dicembre al 5 gennaio. Aperto il giorno di Capodanno dalle 12 alle 17. Consultare il sito ufficiale per eventuali variazioni.

Haworth Parish Church

Quella che oggi è la chiesa anglicana "St Michael and All Angels' Church" fu la parrocchia dove il reverendo Patrick Brontë, padre delle tre scrittrici, svolse i suoi uffici di pastore. Della chiesa dell'epoca non rimane che la torre, già presente nel nucleo originario del XV secolo, perché il successore del reverendo Brontë, il reverendo Nicholls, fece demolire la vecchia chiesa per costruire un nuovo edificio, inaugurato il giorno di Natale del 1879.
Il padre delle sorelle scrittrici, Patrick Brontë, arriva a Haworth il 25 febbraio 1820, iniziando il servizio di curato. Il suo operato è contraddistinto da zelo e amore per la professione e, oltre ai suoi impegni ecclesiali, si dedica alla direzione della scuola del paese. Nel maggio 1845 arriva a Haworth Arthur Bell Nicholls, in seguito sposo di Charlotte, come supporto al reverendo Brontë che aveva difficoltà nell'adempimento del suo lavoro a causa della drastica perdita della vista. Il 7 giugno 1861 Patrick Brontë muore. Lo succede il reverendo Nicholls che nel 1879 ottiene il permesso di demolire la vecchia chiesa per costruirne una nuova così come la vediamo oggi. Una lastra di marmo all'interno attesta l'inaugurazione della nuova chiesa nella notte di Natale del 1879.
All'interno della chiesa si trova una cripta, indicata da una iscrizione, dove sono stati sepolti i membri della famiglia Brontë, eccetto Anne, la cui tomba si trova a Scarborough. L'iscrizione recita: "The Brontë family vault is situated below this pillar, near to the place where the Brontë's pew stood in the old church. The following members of the family were buried here: Maria and Patrick, Maria, Elizabeth, Branwell, Emily Jane, Charlotte".
Oltre alla suddetta iscrizione, si trova anche la Brontë Memorial Chapel, una cappella che è stata dedicata alla memoria della famiglia Brontë il 4 luglio 1964, i cui lavori di carpenteria all'interno sono stati interamente realizzati dagli abitanti della zona. fonte14x14
Adiacente alla chiesa si trova l'antico cimitero, immerso nel verde, dove è stimata la sepoltura di 40.000 persone sin dal 1645.
Indirizzo: 66 Main Street, Haworth, West Yorkshire Inghilterra
sito

 

Old School Room, la scuola della parrocchia di Haworth

A fianco della chiesa si trova un cottage, la cosiddetta "Old School Room", dove nel 1844 il reverendo Brontë aprì una scuola per i bambini poveri grazie ad alcuni fondi che era riuscito ad ottenere. La scuola fu un successo, con 160 alunni a settimana segnati nei registri. Il primo maestro fu Ebenezer Rand, ma anche Emily, Charlotte, AnneBranwell insegnarono nella scuola. Una targa ricorda in particolar modo l'attività di insegnante di Charlotte, che qui tra le altre cose organizzò nel 1854 anche il ricevimento di matrimonio: "Charlotte Brontë (1816-1855) taught at this school built in 1832 and restored by the church in 1966 with help from the Brontë Society".
Quando il marito di Charlotte, Arthur Bell Nichols, divenne curato nel 1895, si prese carico della scuola con grande impegno, fino ad espandere la scuola con ulteriori spazi nel 1853.
Il progetto fu portato avanti anche dal successore, il reverendo Wade, fino al 1906, quando pur rimanendo un edificio a beneficio della comunità, mutò le sue funzioni.
Lo stabile è stato recuperato nel 1966 dalla chiesa di Haworth col supporto della Brontë Society e viene utilizzato per attività di vario tipo.
sitoSitohttp://www.hawortholdschoolroom.org.uk/

The Black Bull

The Black Bull è il pub più famoso del paese ed è legato alla famiglia Brontë perché il fratello delle scrittrici, Branwell, ne era un assiduo avventore prima di ammalarsi di tubercolosi, che lo portò alla morte nel 1848, all'età di 31 anni. All'interno del pub è conservata la "Branwell's Chair", ovvero la sedia dove si dice era solito sedersi.
Indirizzo: 119 Main Street, Haworth, West Yorkshire, Inghilterra.

 

La brughiera

La brughiera attorno a Haworth è estremamente suggestiva tanto d'essere stata fonte di ispirazione per i romanzi scritti dalle sorelle Brontë. In particolar modo, è l'opera principale di Emily, Wuthering Heights (Cime tempestose), a rendere quasi protagonista tra le sue pagine l'atmosfera magica che si respira in questo paesaggio dalla bassa vegetazione, dove cresce selvaggia l'erica.
È possibile percorrere a piedi un itinerario segnalato da indicazioni che attraversa i principali luoghi di interesse nella brughiera attorno Haworth. Tra i punti di interesse ci sono:
- Brontë Falls (Le cascate Brontë);
- Brontë Bridge (Il ponte Brontë);
- Brontë Stone Chair (La sedia di pietra Brontë);
- Top Withens, il rudere che sembra sia stato d'ispirazione per la residenza di Wuthering Heights in Cime Tempestose;
- Ponden Hall, il casale che si pensa sia stato d'ispirazione per Thrushcross Grange, la residenza dei Linton in Cime Tempestose, e probabilmente anche per Wildfell Hall, la vecchia villa dove è ambientato il romanzo di Anne Brontë The Tenant of Wildfell Hall.

   

Indirizzo:Chausseestrasse 126, Berlino. S-Bahn
Come arrivare: Con la metropolitana U-Bahn linea U6, fermata Torstr./U Oranienburger Tor oppure fermata Naturkundemuseum. Con la S-Bahn, fermata Berlin Nordbanhof sulle linee S1, S2, S25.

 orario

Nella seconda metà del XVIII secolo, a causa dell'incremento della popolazione si rese necessaria la costruzione di nuovi cimiteri. Il cimitero di  Dorotheenstadt (Dorotheenstädtischer Friedhof), dove le sepolture presero inizio a partire dal 1770, fu costruito presso due parrocchie protestanti, da cui il nome ufficiale del cimitero "Friedhof der Dorotheenstädtischen und Friedrichswerderschen Gemeinden" (Cimitero delle parrocchie di Dorotheenstadt e Friedrichswerder). Destinato inizialmente alle classi meno abbienti, con gli anni anche grazie alla vicinanza con l'Università di Berlino (all'epoca Università Humboldt) numerosi personaggi noti iniziarono ad essere sepolti qui, come lo scultore Johann Gottfried Schadow, che ha realizzato alcune sculture presenti nel cimitero, oltre a per la propria tomba.
Una sezione speciale è dedicata agli oppositori del regime nazista, come coloro che organizzarono l'attentato fallito del 20 luglio 1944, poi giustiziati dalle SS in un parco vicino.
Tra le personalità legate al mondo letterario, qui si trovano le tombe di Bertolt Brecht, Christa Wolf e numerosi filosofici come Johann Gottlieb Fichte, Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Herbert Marcuse.

Autori correlati

Bertolt Brecht (1898-1956)

Johann Gottlieb Fichte (1762-1814)

Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770-1831)

Stephan Hermlin (1915-1997)

Heinrich Mann (1871-1950)

Herbert Marcuse (1898-1979)

Sebbene Marcuse sia morto nel 1979, solo nel 2003 le sue ceneri sono state riportate in Germania dagli Stati Uniti e tumulate all'interno del cimitero centrale, concedendo al filosofo la sepoltura onoraria (ehrengrab).

Hans Mayer (1907-2001)

Anna Seghers (1900-1983)

Christa Wolf (1929-2011)

Arnold Zweig (1887-1968)

 

I luoghi di Giacomo Leopardi

 

Italy Recanati, Macerata

Casa Leopardi

Il palazzo della famiglia Leopardi si trova nel rione Monte Morello e si affaccia su quella che è stata rinominata "Piazzuola del Sabato del Villaggio", con chiaro riferimento alla famosa lirica leopardiana. Oggi il palazzo è ancora abitato dai discendenti del poeta, ma è visitabile in alcune sezioni. L'edificio fu restaurato nel Settecento dall'architetto Carlo Orazio Leopardi, prozio di Giacomo, e ancora conserva la forma che aveva all'epoca, come lo scalone di ingresso e la facciata in stile neoclassico.
Il percorso museale si snoda in vari ambienti su cui è stata distribuita la biblioteca della famiglia Leopardi, un patrimonio di circa 20.000 volumi, tra cui documenti dell'archivio familiare risalenti al 1200, opere di carattere teologico, libri proibiti dalla Chiesa, opere scientifiche e a carattere enciclopedico. Nella Sala dei manoscritti sono esposti alcuni documenti autografi di Leopardi, il ritratto del poeta realizzato da Luigi Lolli e alcune prime edizioni delle sue opere. La penultima stanza è lo studio del padre di Giacomo, il Conte Monaldo, dove sono custodite le sue pubblicazioni a carattere storico, politico, filosofico e alcuni disegni realizzati dai figli, tra cui uno di Giacomo. Infine, nell'ultima stanza, sono esposti libri più recenti di vari argomenti, tra cui la storia di Recanati. Periodicamente, inoltre, nei locali dell'ex frantoio di Casa Leopardi vengono organizzate mostre espositive a tema.
Indirizzo: Via Leopardi 14, Recanati, Macerata.
sito Sito: http://www.giacomoleopardi.it/
a-pagamento Ingresso a pagamento. Intero: 5 €. Ridotto: 2/4 €.
orario Orari di apertura: autunno/inverno dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Chiuso tutti i lunedì non festivi. Primavera/estate dalle 9.00 alle 18.00.

Piazzuola del Sabato del Villaggio e "Casa di Silvia"

Su questa piazza si affaccia Palazzo Leopardi e la "casa di Silvia", ovvero la residenza della famiglia di Teresa Fattorini, morta giovanissima e immortalata dal Leopardi nella poesia "A Silvia". La casa dove viveva la famiglia Fattorini era la sezione di una lunga costruzione in parte adibita a scuderia.

Chiesa di Santa Maria in Montemorello

Sul lato nord della Piazzuola del Sabato del Villaggio sorge la chiesa di Santa Maria in Montemorello, risalente al XVI secolo, dove il poeta fu battezzato nel 1798. Il padre scrive nelle sue Memorie: "A dì 30 detto fu battezzato il dopo pranzo nella nostra parrocchia di Montemorello, dal padre Luigi Leopardi filippino mio zio, e lo levarono al sacro fonte li allora cittadini Filippo Antici mio Suocero e Virginia Mosca Leopardi mia madre... gli furono imposti i nomi di Giacomo-Taldegardo, Francesco-Salesio, Xaverio, Pietro."
La chiesa fu fatta costruire dai Piernicolò e Orazio Leopardi nel 1501 sui resti di una chiesa antica preesistente.
Indirizzo: Piazzuola del Sabato del Villaggio, Recanati, Macerata.

Palazzo Antici-Mattei

La casa natale della madre di Giacomo Leopardi, Adelaide Antici, è un edificio risalente al XVI secolo che apparteneva ai principi Mattei, prestigiosa famiglia romana di cui faceva parte il cardinale Carlo Mattei che nel 1797 siglò il trattato di Tolentino con Napoleone. Dalla facciata lineare e ornata con iscrizioni in latino nelle architravi delle finestre, il palazzo è costituito da una trentina di stanze con i soffitti affrescati, tra cui il grande salone dove Adelaide Antici convolò a nozze con il conte Monaldo Leopardi. Tra i tesori custoditi al suo interno anche il prezioso archivio di famiglia. Recentemente il palazzo è stato messo in vendita all'asta.
Indirizzo: Via Antici 7, Recanati, Macerata.

Centro Nazionale di Studi Leopardiani

Nato nel 1937 con lo scopo di diffondere l'opera del poeta, organizza sin dalla sua nascita convegni e manifestazioni culturali anche a livello internazionale, come il progetto "Leopardi nel mondo" e il "Centro Mondiale della Poesia e della Cultura". L'edificio, costruito su progetto di Guglielmo de Angelis d'Ossat, contiene al suo interno una biblioteca di 15.000 volumi, un archivio fotografico di 3000 pezzi e un museo che si articola in varie sezioni dedicate alla vita del poeta e all'ambiente in cui visse. Tra i pezzi più importanti del museo c'è il ritratto del poeta realizzato post-mortem da Domenico Morelli.
Indirizzo: Via Monte Tabor 2, Recanati, Macerata.

Il Sacello

Nei pressi del Centro Nazionale di Studi Leopardiani si trova il Sacello leopardiano, una serie di elementi architettonici composti con pietre che provengono dall'originaria tomba di Giacomo Leopardi a Fuorigrotta (Napoli), a custodia non del corpo ma della memoria del poeta.

Colle dell'Infinito

Il Colle dell'Infinito è la sommità del Monte Tabor a cui Leopardi accedeva dal giardino del palazzo, attraversando l'orto dell'allora convento di Santo Stefano, oggi sede del Centro Mondiale della Poesia e della Cultura "G. Leopardi". È possibile percorrere la strada che costeggia il muro di cinta di Casa Leopardi e seguire così i passi del poeta che si inerpicava sul colle.

Torre del Passero solitario

Resa celebre dalla poesia Il passero solitario, questa torre del XIII secolo, decapitata da un fulmine alla fine dell'Ottocento, si trova nel chiostro della Chiesa di S. Agostino, chiesa il cui primo nucleo risale al XIII secolo ma che è stata rimaneggiata un secolo dopo.

"D'in su la vetta della torre antica,
passero solitario, alla campagna
cantando vai finché non muore il giorno,
ed erra l'armonia per questa valle."
(Il passero solitario, versi 1-4)

Indirizzo: Piazzale Pietro Giordani, Recanati, Macerata.

Tomba del padre Monaldo e della sorella Paolina

All'interno della Chiesa di Santa Maria di Varano, costruita nel 1450 per l'Ordine dei Frati Minori Osservanti, divenne un cimitero pubblico alla fine del 1800 quando i frati furono cacciati. All'interno, oltre alla tomba del famoso tenore italiano Beniamino Gigli, si trovano le tombe del padre del poeta, Monaldo, e della sorella Paolina.
Indirizzo: Via Cupa Madonna di Varano presso il Cimitero, Recanati, Macerata.

Monumento a Giacomo Leopardi

La statua in bronzo, inaugurata nel 1898, è stata realizzata dallo scultore Ugolino Panichi.
Indirizzo: Piazza Leopardi, Recanati, Macerata.

 

Italy Torre del Greco, Napoli

Villa Ferrigni detta Villa delle Ginestre

 

Italy Napoli

Tomba nel "Parco della tomba di Virgilio"

Targa commemorativa sull'edificio in cui morì

L'ultima dimora di Leopardi fu quella di Vico del Pero 2 dove, assistito dall'amico Antonio Ranieri, morì il 14 giugno 1837 a causa di una idropisia. Una targa commemorativa, posta sulla facciata che dà in via Santa Teresa degli Scalzi, recita: "Ospite della città di Napoli / nei quattro ultimi anni di sua vita / Giacomo Leopardi / moriva in questa casa / ai XIV giugno MDCCCXXXVII".
Indirizzo: via Santa Teresa degli Scalzi 92, Napoli

Chiesa di San Vitale a Fuorigrotta e targa commemorativa

Leopardi vi fu sepolto alla morte nel 1837. Nel 1844 il sepolcro fu spostato nel pronao della chiesa e sulla lapide venne posta un'iscrizione di Pietro Giordani, amico di Leopardi. I resti del poeta furono traslati nel Parco virgiliano di Piedigrotta, dove si trova il sepolcro di Virgilio, il 22 febbraio 1939.
Oggi all'ingresso della chiesa resta una targa commemorativa che recita: "Per oltre un secolo / dal 14 giugno 1837 al 22 febbraio 1939 / Giacomo Leopardi / fu sepolto a Fuorigrotta / nell'antica Chiesa di San Vitale -- Questa lapide ne tramanda il ricordo / nel bicentenaio della nascita / del poeta dei canti immortali -- 23 maggio 1998".
Indirizzo: piazza San Vitale, Napoli

 

Italy Roma

Targa sull'edificio dove soggiornò

La targa, installata nel 1879 recita: "Giacomo Leopardi / poeta e filologo massimo / dell'età nostra / in Italia / dimorato in questa casa / per cinque mesi / la fece monumento onorando / a noi ed ai posteri - S.P.Q.R. / Anno MDCCCIXXIX".
Indirizzo: via Condotti 80 (angolo con via Mario de' Fiori), Roma 

 

 

Italy Firenze

Targa sull'edificio dove soggiornò

La targa, posta dal Comune nel 1901, ricorda i soggiorni del poeta a Firenze tra il 1828 e il 1833 e recita: "MDCCCCI / Per decreto del Comune. / In questa casa / dimorò più volte tra il 1828 e il 1833 / Giacomo Leopardi / e qui a gli amici suoi di Toscana / dedicava i Canti / nelle cui austere armonie / non vinto dalla sconfitta delle cose umane / persisteva fatidica /  la magnanima nota / della italiana speranza".
Indirizzo: Via Giuseppe Verdi 11, Firenze.

 

Italy Milano

Targa commemorativa

Una targa ricorda il soggiorno del poeta presso la casa del tipografo-editore Antonino Fortunato Stella che si trovava in contrada Santa Margherita, detta anche "contrada dei librai". Per questo editore Leopardi aveva scritto un commento alle Rime del Petrarca.
La targa recita: "Giacomo Leopardi / in una casa che già sorgeva su quest'area / dimorò dal 30 luglio al 26 settembre 1825".
Indirizzo: Via Tommaso Grossi 2, Milano

 

Italy Sulmona, L'Aquila

I confetti di Leopardi nella fabbrica di confetti "Pelino"

La fabbrica di confetti "Pelino" è stata fondata nel 1783 a Introdacqua, un piccolo villaggio che all'epoca si trovava poco fuori Sulmona. Da allora è sempre stata di proprietà della famiglia Pelino e nel 1988 è stato allestito un museo dove si racconta la storia dell'azienda e della fabbricazione tradizionale dei confetti.
Nel museo ci sono tre stanze, dislocate su altrettanti piani. Al primo piano si racconta la storia della famiglia Pelino che ha portato avanti la confetteria fino ad oggi e qui si trova una piccola collezione di bomboniere risalenti anche all'Ottocento. Nella seconda stanza sono messe in mostra alcune vecchie macchine per la realizzazione dei confetti, come quelle per tostare e lucidare. In una terza sala si trovano invece alcuni oggetti legati alla storia dell'azienda come ad esempio alcune storiche macchine da scrivere e un telaio del 1875 per la realizzazione del "Rosario dei confetti".
In una teca c'è anche un cofanetto che contiene i "confetti cannellini" (confetti lunghi e sottili col cuore di cannella) che furono regalati a Leopardi dalla sorella di Antonio Ranieri, Paolina, il 13 giugno 1837, il giorno prima della morte del poeta che, gravemente malato, si dice abbia trascorso i suoi ultimi momenti confortandosi con questi dolcetti. I confetti, ritrovati al capezzale del poeta nella sua casa di Vico Pero, passarono dagli eredi del Ranieri al prof. Nicola Ruggiero, collezionista di cimeli leopardiani, che li ha donati al museo di Sulmona.
Indirizzo: Via Stazione Introdacqua 55, Sulmona (AQ)

 

 

Indirizzo: 20 Avenue Rachel
Come arrivare: Per raggiungere il cimitero di Montmartre, è possibile prendere la linea 2 della metro e scendere a M°Blanche. L'ingresso è su avenue Rachel, sotto rue Caulaincourt.

sito orario

A ovest della butte (il punto più alto di Montmartre) sorge il Cimitero del Nord, comunemente chiamato "Cimitero di Montmartre", aperto il 1 gennaio 1825, compreso in più ampio progetto che portò alla chiusura del Cimitero degli innocenti nel 1780 e alla costruzione di quattro cimiteri cittadini locati fuori dagli spazi urbani: il Cimitero di Père-Lachaise a est, il Cimitero di Montparnasse a sud e il Cimitero di Passy a ovest.
Un tempo nell'area del cimitero si trovavano le cave di Montmartre da cui veniva estratto il gesso largamente usato in tutta la città e durante la Rivoluzione Francese venne in parte usato come fossa comune.
Oggi il cimitero ospita le tombe di personalità famose ed è ancora aperto ad un numero limitato di inumazioni ogni anno. Scrittori a parte, alcuni nomi noti sepolti qui sono il fisico André-Marie Ampère, i compositori Hector Berlioz e Jacques Offenbach, l'inventore del sassofono Adolphe Sax, il regista François Truffaut, i pittori Edgar Degas e Gustave Moreau, la cantante e attrice Dalida, gli editori Edmond e Jules de Goncourt.

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Alexandre Dumas figlio (1824-1895)

La tomba di Dumas figlio è nel settore 21. Nel cimitero di Montmartre è sepolta anche Alphonsine Plessis, la cortigiana che ha ispirato la figura di Marguerite Gautier de La signora delle camelie.

Alain Feydeau (1821-1873)

Tomba nel settore 30.

Georges Feydeau (1862-1921)

Tomba nel settore 30.

Charles Fourier (1772 - 1837)

Tomba nel settore 23.

Théophile Gautier (1811-1872)

Tomba nel settore 3.

Heinrich Heine (1797-1856)

Tomba nel settore 27.

Marcel Jouhandeau (1888-1979)

Tomba nel settore 30.

Eugène Labiche (1815-1888)

Tomba nel settore 17.

Michèle Lacrosil (1911-2012)
Gilbert Lely (1904-1985)
Henri Murger (1822-1861)

Tomba nel settore 5.

Pierre Alexis Ponson du Terrail (1829-1871)

Tomba nel settore 27.

Ernest Renan (1823-1892

Tomba nel settore 22.

Jacques Rigaut (1898-1929)

Tomba nel settore 17.

Claude Simon (1913-2005)

Tomba nel settore 25.

Juliusz Slowacki (1809-1849)

Tomba nel settore 7.

Stendhal (Henry Beyle)

Tomba nel settore 30.
Stendhal morì la notte del 23 marzo 1842. Fu celebrata una cerimonia religiosa, contrariamente alle volontà dello scrittore, nella chiesa di Notre-Dame-de-l'Assomption. Fu sepolto nel cimitero di Montmartre con un epitaffio voluto da Stendhal stesso, scritto in italiano, che recita: "Arrigo Beyle / Milanese / Scrisse / Amò / Visse / amm. L IX. M.IL/ Morì il XXIII Marzo MDCCCXLII". In seguito, nel 1892, fu apposto un bassorilievo in bronzo con il profilo dello scrittore, realizzato da David d'Angers, e nel 1962 i resti furono riesumati per essere locati in un'altra area del cimitero.

Philippe Soupault (1897-1990)

Tomba nella sezione 17.

Stendhal, pseudonimo di Henri Beyle (1783-1842)

Tomba nel settore 30.

Alfred de Vigny (1797-1863)

Tomba nel settore 13.

Émile Zola (1840-1902)

Le ceneri di Zola sono state trasferite nel Panthéon nel 1908, mentre nel cimitero (settore 19) vi è rimasto solo un cenotaffio.

 

La signora delle camelie

Nel cimitero di Montmartre è inoltre sepolta Alphonsine Plessis, nota anche con lo pseudonimo Marie Duplessis, che ha ispirato il personaggio di Marguerite Gautier de La signora delle camelie di Alexandre Dumas figlio, da cui poi è stata tratta l'opera La Traviata di Giuseppe Verdi.

 

Grenoble è stata fondata nel I secolo a.C. dalla tribù celtica degli degli Allobrogi con il nome di Cularone (o Curone), divenendo poco dopo una postazione militare romana molto strategica. Nel 377 vi viene istituita una sede episcopale, la diocesi di Grenoble, dopo aver vissuto un periodo di dominio merovingio e le scorribande di Lombardi e Saraceni, diventa capitale dell'antica provincia francese del Delfinato e conosce un periodo di grande prosperità tra XIII e XIV secolo. Nel 1349 il re Umberto II, in bancarotta a causa degli sperperi, è costretto a vendere la città al re di Francia, Filippo IV, che affidando il Delfinato al suo erede, il nipote Carlo, darà inizio alla consuetudine di designare con il titolo di "delfino" il primogenito della corona francese.
Nel XVI secolo Grenoble è scossa dalle guerre di religione francesi, per passare nelle mani dei cattolici guidati da François de Bonne de Lesdiguières, che la amministra costruendo le prime fortificazioni della bastiglia.
Protagonista nel 1788 della "Giornata delle tegole", una sorta di prologo della Rivoluzione francese, vide una rivolta del popolo contro l'esercito di sua Maestà per protestare contro lo scioglimento del parlamento del Delfinato voluto dal re di Francia.
In tempi più recenti, durante la Seconda Guerra Mondiale, Grenoble si è distinta come capitale della Resistenza nelle Alpi.

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Autori correlati

Stendhal (Marie-Henri Beyle)

 

 

 

Pseudonimo di Marie-Henri Beyle (1783-1842), Stendhal è stato uno scrittore francese del XIX secolo. Noto soprattutto per i suoi principali romanzi, La certosa di Parma e Il rosso e il nero, il suo nome è associato alla cosiddetta "Sindrome di Stendhal" o "Sindrome di Firenze", un'affezione psicosomatica che si presenta di fronte ad opere d'arte di straordinaria bellezza, dal quale lo scrittore è colpito durante il suo viaggio in Italia nel 1817, come riporta sulla sua opera Roma, Napoli e Firenze.

France Grenoble

Henri Beyle visse a Grenoble fino ai 17 anni per poi tornarvi solo per brevi soggiorni nel 1814, 1817 e 1819.

Musée Stendhal

Il Museo Stendhal raccoglie in due stanze alcuni oggetti legati allo scrittore come ritratti, sculture, lettere manoscritte, edizioni originali di alcune sue opere. Tra i cimeli più importanti, l'ultima lettera scritta da Stendhal e il suo ritratto ad opera del pittore Pierre-Joseph Dedreux-Dorcy.
Inoltre in questo edificio, l'Hôtel Lesdiguières, costruito per il conestabile François de Lesdiguières poi municipio cittadino fino al 1967, Stendhal dal 1814 svolge la funzione di commissario per la difesa del territorio dell'ex prefettura di Grenoble, incaricato di questo ufficio dall'imperatore Napoleone. La sua stanza si trovava al primo piano.
Indirizzo: 1 Rue Hector Berlioz, Grenoble

Appartamento Gagnon (parte del Musée Stendhal)

L'appartamento del dottor Gagnon, nonno di Stendhal, si trova nel centro storico di Grenoble. Lo scrittore passò l'adolescenza nella casa del nonno materno, medico e studioso, per cui provava molta stima.
L'appartamento è arredato secondo lo stile dell'epoca ed è strutturato in vari ambienti, tra cui il grande salone all'italiana, lo studio di storia naturale e una terrazza con pergolato che si affaccia sul Jardin de Ville.
L'appartamento Gagnon fa parte del progetto Musée Stendhal, che promuove i luoghi legati alla memoria di Stendhal.
Indirizzo: 20 Grand Rue, Grenoble
sito a-pagamento orario

Casa natale di Stendhal (parte del Musée Stendhal)

Descritta accuratamente in Vita di Henry Brulard, il racconto autobiografico della sua infanzia e adolescenza, la casa natale di Stendhal è un tipico esempio di residenza borghese del XVIII secolo. Appartenuta da generazioni alla famiglia del padre dello scrittore, qui Stendhal ha vissuto fino all'adolescenza. Trascorsa un'infanzia felice fino ai 7 anni, dal momento in cui muore la madre si ritrova affidato ad un precettore odioso, l'abate Jean-François Raillane, che descrive in Vita di Henry Brulard.
La visita è consentita su prenotazioni (ulteriori informazioni sul sito ufficiale).
Indirizzo: 14 rue Jean-Jacques-Rousseau, Grenoble
sito

La collezione "Musée Stendhal" della Bibliothèque d'Étude et d'information

Istituita nel 1861, ospita il Fondo Stendhal che custodisce un patrimonio di 10000 libri stampati, tra cui prime edizioni di opere dello scrittore e studi sul tema, 40.000 pagine di manoscritti e oltre mille opere grafiche.
I manoscritti sono la parte più preziosa della collezione anche se purtroppo sono andati perduti quelli di Il rosso e il nero e La certosa di Parma.
Per raggiungere la biblioteca con il tram, prendere le linee A e C, fermata Chavant. Con l'autobus, linee 3, 31 e 34.
Indirizzo: 12 Boulevard Maréchal Lyautey, Grenoble
sito gratis orario

Il Café de la Table Ronde

Questo locale, aperto nel 1739 dal pasticcere Caudet e ritenuto uno dei più antichi della Francia, era frequentato da Stendhal e sembra vi abbia incontrato altri intellettuali dell'epoca come Jean-Jacques Rousseau e Choderlos de Laclos, l'attore François-Joseph Talma, il futuro re di Svezia Jules Bernadotte e altri.
Indirizzo: 7 place saint André, Grenoble
sito Sitohttp://www.restaurant-tableronde-grenoble.com

L'antico Palazzo del Parlamento del Delfinato

Nella prigione del palazzo fu imprigionato il giovane seminarista Antoine Berthet durante il periodo in cui si tenne il processo, fino all'esecuzione il 23 febbraio 1828 in Place Grenette. Questo caso fu d'ispirazione per Stendhal nella stesura del romanzo Il rosso e il nero.
Indirizzo: Place St André, Grenoble

Rue Chenoise 18

Durante l'adolescenza Stendhal spesso visitava la casa dei Bigillon in rue Chernoise 18 e qui si innamorò di Victorine Bigillon, sorella di François, uno dei suoi primi amici. Di questa esperienza scriverà: "In questo terzo piano superato i momenti più felici della mia vita".
Indirizzo: 18 Rue Chenoise, Grenoble

La Cattedrale Notre-Dame

Stendhal fu battezzato in questa chiesa del XIII secolo e qui fu celebrato il funerale della madre nel 1790. La chiesa a cinque navate è di origine preromanica ma è stata più volte rimaneggiata nel corso dei secoli.
Indirizzo: Place Notre-Dame, Grenoble

La "nuova casa" del padre di Stendhal

Chérubin Beyle, padre dello scrittore, fece costruire questa casa signorile in cui la famiglia si trasferì a partire dal 1805, impiegando tutta la sua fortuna senza lasciare speranze di eredità al figlio.
Indirizzo: Rue de Bonne (all'angolo con Place Grenette), Grenoble

La scuola centrale (École Centrale)

In questa scuola, all'epoca un antico collegio dei gesuiti, oggi Scuola Stendhal, lo scrittore ha studiato tre anni dal 1796 al 1799.
Indirizzo: 1 Rue Raoul-Blanchard, Grenoble

 

France Parigi

Edificio in cui è vissuto

Stendhal è vissuto in questo edificio dove ha scritto il suo primo romanzo, Armance, pubblicato poi nel 1827 dall'Editore Canel in forma anonima.
Indirizzo: 10 rue du Chevalier-de-Saint-George (1er e 8ème arrondissement)

Targa commemorativa

A Parigi una targa commemora il luogo in cui Stendhal visse dal 1822 al 1823 e dove scrisse Passeggiate romane e Il rosso e il nero. La targa recita: "Ici / Stendhal / vécut de 1822 à 1823 / au 69 de cette même rue / il écrivit / Les promenades dans Rome / Le rouge et le noir."
Indirizzo: 61 Rue de Richelieu, Parigi

Targa commemorativa

Una targa commemorativa ricordo il luogo in cui Stendhal scrisse La certosa di Parma. La targa recita: "Dans cet immeuble du 4 nov au 26 dec. 1838 STENDHAL a improvisé et dicté la Chartreuse de Parme en 52 jours. --- Association des amis de STENDHAL, 1983".
Indirizzo: 8 Rue de Caumartin, Parigi

Edificio in cui è deceduto

La sera del 22 marzo, dopo una giornata di lavoro, Stendhal uscì dall'albergo Hôtel de Nantes dove soggiornava, ma dopo pochi passi, in rue des Capucines al numero 24, di fronte a un'entrata dell'Hôtel de la Colonnade, ebbe un infarto e cadde a terra. Giunsero sul posto alcuni soccorritori, tra cui l'amico Romain Colomb, e lo portarono in albergo dove fu chiamato un medico. Stendhal fu assistito da Colomb e l'amico pittore Abraham Constantin ma alle due di notte del 23 marzo spirò.
L'edificio in cui è deceduto è ancora oggi un albergo e porta il nome dello scrittore.
Indirizzo: 22 rue Danielle-Casanova (1er e 2ème arrondissement), Parigi

Tomba nel cimitero di Montmartre

 

Italy Milano

Targa commemorativa sull'edificio dove soggiornò

Stendhal giunse in Italia nel 1800 dopo essersi arruolato nell'esercito francese. Visse per un periodo a Palazzo Bovara, allora sede dell'amministrazione militare francese, dove svolgeva attività d'ufficio per il commissario Louis Joinville. Una targa presso Palazzo Bovara recita: "In questa casa / fatta erigere da Giovanni Bovara / e sede dell'Ambasciata di Francia / Henry Beyle - Stendhal / sottotenente del 6° Dragoni / dimorò dal giugno all'ottobre 1800 --- Sur le cours de / cette porte orientale / ... c'est passée l'aurore / de ma vie... --- Journal"
Indirizzo: Corso Venezia 51, Milano.

Italy Roma

Targa commemorativa sull'edificio in cui visse

La targa sull'edificio in cui visse Stendhal recita: "In questo palazzo / già Palazzo Conti / Stendhal / che Le promenades dans Rome / rendono degno del nome di romano / abitò tra il 1834 e il 1836 / Qui riandò alla lontana infanzia / Nella vita di Henry Brulard / e portò uno sguardo acuto / sulla società del suo tempo / in Lucien Leuwen --- 8 marzo 1964".
Indirizzo: Piazza della Minerva 66, Roma

 

 

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TurismoLett RT @la_dante: “E’ di questa Palermo del 1889 che voglio scrivere (…) C’erano anche cose felici: l’aiuola del patio, l’andare compassato del…

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