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I luoghi di Alexandre Dumas

France Parigi

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Italy Torino

Caffè storico “Al Bicerin”

Inaugurato nel 1763 dall'acquacedratario Dentis, cambia volto all'inizio dell'Ottocento dopo il restauro del palazzo, diventando così il Caffè Al Bicerin e assumendo l'aspetto che conserva oggi.
Qui è stato inventato il "bicerin", una bevanda gustosa fatta di caffè, cioccolato e latte. Il nome della bevanda deriva dal piccolo bicchiere di vetro con manico e supporto di metallo nel quale viene servita.
Alexandre Dumas padre in una lettera dell'agosto 1852 parla del Bicerin come una delle cose da non perdere assolutamente a Torino.
Indirizzo: Piazza della Consolata 5, Torino
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I luoghi del Conte di Montecristo

Italy Isola di Montecristo

Situata nell'arcipelago toscano, è una delle principali ambientazioni dell'opera di Dumas e dà il nome al protagonista dell'opera. Su quest'isola Edmond Dantès, seguendo le indicazioni dell'abate Faria, trova il tesoro della famiglia Spada e, diventato enormemente ricco, si crea l'identità del Conte di Montecristo per compiere la propria vendetta. La storia del tesoro nascosto in una grotta dell'isola si ispira ad una leggenda secondo la quale i monaci di San Colombano avebbero nascosto un tesoro in una grotta per salvarlo dalla distruzione, da parte dei saraceni, del Monastero di San Mamiliano, i cui resti sono ancora visibili sull'isola. Esiste anche una grotta, detta Grotta di San Mamiliano, Grotta del Santo o Grotta del Drago, proprio vicino le rovine del monastero.
Montecristo è un'area protetta dove vige il divieto totale di balneazione e immersione subacquea. Per visitarla, bisogna richiedere uno speciale permesso al Corpo Forestale dello Stato, sezione di Follonica (GR), concesso in solo in determinati periodi dell'anno con particolari condizioni proprio per preservare la natura del luogo.

France Marsiglia

Essendo il paese originario dei Dantès, Marsiglia rende omaggio al romanzo con alcune vie, come rue Monte-Cristo (prende questo nome dal 1907), rue Edmond Dantès (dal 1932), rue de l'Abbé Faria (dal 1937)

Luogo in cui abita il padre di Edmond

Il tratto oggi Canebière, si chiamava un tempo allées de Meilhan. La Canebière è la strada principale che attraversa il centro storico della città e fu inaugurata nel 1666. Il tratto  di strada che va da boulevard Garibaldi alla Chiesa dei Riformati (église des Réformés) fino al 1927 si chiamava Allées de Meilhan ed era stato realizzato nel 1733: qui, nella finzione letteraria, al numero 15 si trovava la casa del padre di Edmond Dantès. Ovviamente l'architettura urbana del luogo nei secoli è profondamente mutata.
Indirizzo: Canebière, Marsiglia

I luoghi di Arthur Rimbaud

France Parigi

Targa commemorativa

Il 30 settembre 1871, nel ristorante Denogeant, che all'epoca si trovava all'angolo tra rue Bonaparte e rue du Vieux-Colombier, oggi scomparso, Rimbaud recitò la sua poesia Le Bateau Ivre durante una cena del gruppo di artisti "Villains-Bonshommes". Una targa ricorda il poeta: "Ici, en 1871, le poète Arthur Rimbaud a lancé le Bateau Ivre. Les Amis de Rimbaud, 16 juin 2010". Nel 2012 è stato inaugurato in rue Férou un murales con la suddetta poesia.
Indirizzo: 2 place Saint-Sulpice (6ème arrondissement), Parigi

Murales della poesia Le Bateau Ivre

Il 14 giugno 2012 è stata inaugurato un murales realizzato dalla fondazione olandese Tegen-Beeld e finanziato dall'ambasciata dei Paesi Bassi a Parigi che consiste nella trascrizione della poesia Le Bateau Ivre, presentata da Rimbaud nel 1871 a pochi passi da questo luogo, nel ristorante che sorgeva in place Saint-Sulpice, dove al numero 2 si trova oggi una targa commemorativa.
Indirizzo: rue Férou (6ème arrondissement), Parigi

 

Belgium Bruxelles

Targa commemorativa

Bruxelles è anche il teatro dove ha luogo la fine della tumultuosa relazione tra Rimbaud e Verlaine. 
Dopo aver lasciato Rimbaud a Londra dicendo di voler tornare dalla moglie, Verlaine si ferma a Bruxelles dove alloggia in Rue de Brasseurs 1, presso l'hotel À la Ville de Côurtai, che oggi non esiste più. Qui lo raggiunge Rimbaud che gli dice di voler terminare la loro relazione, che durava ormai da tre anni. Verlaine, in preda a uno scatto d'ira, prende una pistola e spara a Rimbaud colpendolo al polso. In un primo momento Rimbaud non denuncia l'amico, ma quando Verlaine ha un secondo scoppio d'ira e ricorre di nuovo alla pistola, Rimbaud decide di scappare via e riportare l'accaduto alla stazione di polizia di Rue de Poincon. Così Verlaine viene arrestato e costretto a trascorrere due anni in prigione, che si trovava dove ora sorge l'Hotel Amigo.
Dove si trovava l'hotel in cui Verlaine sparò a Rimbaud, oggi si trova una targa che recita: «Il faut être absolument moderne» -- Ici s'élevait l'hotel «À la ville de Côurtrai», / où, le 10 juillet 1873, / Paul Verlaine blessa Arthur Rimbaud / d'un coup de revolever. -- Plaque réalisée par la communauté / française de belgique à l'occasion du / centenaire de la mort d'Arthur Rimbaud -- 10 novembre 1991".
Indirizzo: Rue de Brasseurs 1, Bruxelles

 

I luoghi di Marcel Proust

France Parigi

Tomba nel Cimitero di Père-Lachaise 

Targa commemorativa sulla sua ultima abitazione

Nel 1919 Proust si trasferì al quarto piano di rue Hamelin, dove morì il 18 novembre 1922. Oggi vi si trova un albergo a 3 stelle (Hotel Elysées Union) sulla facciata del quale è stata posta una targa commemorativa che ricorda lo scrittore: "Marcel Proust vint demeurer ici en octobre 1919. Il y mourut le 18 novembre 1922".
Indirizzo: 44 rue Hamelin (16ème arrondissement), Parigi.

Targa commemorativa sull'edificio in cui ha vissuto nel 1919

La targa, posta sull'abitazione in cui lo scrittore ha vissuto da aprile a ottobre 1919, recita: "Marcel Proust habita cette maison d'avril à octobre 1919."
Indirizzo: rue Laurent-Pichat (16ème arrondissement), Parigi

Abitazione di Odette de Crécy (À la recherche du temps perdu)

Nel romanzo Dalla parte di Swann, primo volume dell'opera Alla ricerca del tempo perduto, il personaggio di Odette de Crécy abita in questa via.
Indirizzo: rue La Pérouse (16ème arrondissement), Parigi

La sua stanza nel Musée Carnevalet

Il museo si incentra sulla storia di Parigi ed è stato allestito in due palazzi adiacenti: uno in stile rinascimentale della metà del XVI secolo dove negli anni 1677-1696 abitò la scrittrice Madame de Sévigné, e l'altro risalente alla metà del XVII secolo che era stato l'Hôtel Le Peletier de Saint-Fargeau.
All'interno del museo, oltre alla ricca collezione di oggetti sulla storia della città dall'epoca gallo-romana a quella moderna, si trova anche la ricostruzione della stanza da letto rivestita di sughero dove viveva Marcel Proust e che si trovava in blvd Haussmann. Qui scrisse gran parte della Ricerca del tempo perduto
Al momento il museo è chiuso per lavori di rinnovamento. La riapertura è prevista per il 2019.
Indirizzo: rue de Sévigné 23 (3eme arrondissement), Parigi
Sitohttp://www.carnavalet.paris.fr/

 

I luoghi di Honoré de Balzac

France Parigi

Tomba nel Cimitero di Père-Lachaise 

Targa commemorativa sull'edificio in cui si trovava la sua tipografia

La tipografia acquistata da Balzac nel 1826 ebbe vita breve: stampa in due anni 280 titoli ma non è in grado di superare i problemi finanziari, così che sarà costretto a chiudere nel 1828. La targa apposta sull'edificio recita: "Dans cette maison Balzac, auteur de la Comédie humaine, étabilit son imprimerie -- 1826 - 1828".
Indirizzo: 17 de la rue Visconti (6ème arrondissement), Parigi

Maison de Balzac

Sita nel quartiere di Passy, è la casa in cui lo scrittore visse dal 1840 al 1847 e scrisse numerose delle sue opere. Al suo interno sono conservati numerosi cimeli tra cui lettere, stampe e quadri.
Indirizzo: rue Raynouard 47 (16eme arrondissement), Parigi
sito Sitohttp://maisondebalzac.paris.fr/
a-pagamento Ingresso a pagamento.
orario Orari di apertura: 10-18, da martedì a domenica.

I luoghi di Émile Zola

France Parigi

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Cenotaffio nel Cimitero di Montmartre vai-alla-pag 18x18

Targa commemorativa sull'edificio in cui è vissuto

In rue de Bruxelles, nel 1898, Zola scrive la celebre lettera J'accuse dove manifesta la sua posizione sull'affare Dreyfus, esprimendosi in difesa dell'accusato. Muore nel sonno per le esalazioni di una stufa, anche se si sospetta che sia stato ucciso, tramite l'ostruzione del camino con la complicità del domestico, per motivi politici contro la posizione presa da Zola nell'affare Dreyfus. Una targa commemorativa apposta sull'edificio recita: "Emile Zola s'installa dans cet hôtel en 1889. Le 12 janvier 1898 il y écrivit "J'accuse" et y mourut le 29 septembre 1902. Association du Musée Emile Zola"
Indirizzo: rue de Bruxelles 21bis (9ème arrondissement), Parigi

Targa sull'edificio in cui nacque

La targa recita: "Emile Zola est né dans cette maison le 2 avril 1840."
Indirizzo: 10 rue Saint-Joseph  (2ème arrondissement)

Targa sull'edificio del giornale L'Aurore

Questo edificio ospitava la redazione del giornale L'Aurore a cui Emile Zola consegnò il 12 gennaio 1898 la lettera, indirizzata al Presidente della Repubblica Félix Faure, che sosteneva l'innocenza di Alfred Dreyfus dal titolo J'Accuse. La targa recita: "C'est dans cet immeuble qui abritait alors les bureaux du journal L'Aurore que le 12 janvier 1898 Emile Zola remit à Georges Clemenceau, rédacteur en chef, sa lettre au Président de la République Félix Faure démontrant l'innocence d'Alfred Dreyfus et proclamant "La vérité est en marche et rien ne l'arrêtera." Le texte parut le lendemain sous le célèbre titre J'accuse."
Indirizzo: 142 rue Montmartre  (2ème arrondissement), Parigi

United Kingdom Londra

Targa commemorativa sull'edificio in cui visse

La targa recita: "Emile Zola 1840-1902 French novelist lived here 1898-1899".
Indirizzo: Queen's Hotel, 122 Church Road, Upper Norwood, Londra

I luoghi di Charles Baudelaire

 

France Parigi

Targa commemorativa sull'edificio in cui visse

L'edificio rientra nella categoria degli "hôtel particulier": stato costruito nel XVII secolo dall'architetto Louis Le Vau e ha ospitato il poeta Baudelaire nel 1842-43. La targa recita: "Hôtel Lefèbvre de la Malmaison. Conseiller au Parlement 1645. Deux siècles plus tard, Baudelaire y vécut en 1842 et 1843."
Indirizzo: 22 quai de Béthune (4ème arrondissement)

Hôtel de Lauzun

L'Hôtel de Lauzun, oggi nella categoria degli "hôtel particulier", fu costruito tra il 1650 e il 1658 dall'architetto francese Louis Le Vau, ed è stato la residenza in affitto, all'epoca di proprietà del barone Jérôme Pichon, di Charles Baudelaire e Théophile Gautier. I due scrittori fondarono qui il Club de Hashishins, dove assumevano hashish. Baudelaire visse qui dall'ottobre 1843 al settembre 1945 e vi scrisse I fiori del male.
Indirizzo: 17 Quai d'anjou (4ème arrondissement), Parigi

Targa commemorativa nel luogo in cui morì

Qui si trovava la clinica del dottor Duval dove Baudelaire morì all'età di 46 anni. Una targa ricorda il poeta così:  "Le poète Charles Baudelaire, 9 avril 1821 — 31 août 1867, a vécu, ici, ses derniers jours".
Indirizzo: rue du Dôme (16ème arrondissement), Parigi

Tomba nel Cimitero di Montparnasse

 

Belgium Bruxelles

Baudelaire fuggì a Bruxelles per sfuggire ai suoi creditori e visse in povertà nell'Hôtel du Grand Miroir (oggi Maison des Notaires) in Rue de la Montagne 28 tra gli anni 1864 e 1866. Fu poi ricoverato per un breve periodo nell'aprile 1866 all'Hôpital Saint Jean (dove era stato anche curato Rimbaud a seguito del colpo di pistola infertogli da Verlaine), dove oggi si trova Passage 44 (altre fonti invece sostengono che fu ricoverato alla clinique Sainte-Elisabeth, poco distante, al numero 32 di boulevard du Jardin Botanique). Fu dimesso il 2 luglio dello stesso anno e riportato a Parigi, a casa della madre, qui verrà preso in cura dal dottor Duval in rue du Dôme, ma morirà l'agosto dell'anno successivo.

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Indirizzo: Viale XX Settembre 45, Trieste
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Ideato da un gruppo di imprenditori locali, il progetto fu affidato all'architetto Nicolò Bruno che lo concepì in stile eclettico. La posizione è molto particolare: posto in pendenza sulla collina, è caratterizzato da una ripida scala, che collega via XX settembre e via Crispi, di fronte alla facciata principale.

Fu inaugurato il 27 aprile 1878 con l'esecuzione di un inno composto per l'occasione e la rappresentazione dell'opera verdiana "Un ballo in maschera". Fino agli anni Trenta del Novecento, fu caratterizzato da una grande varietà di spettacoli ("politeama", appunto), non solo teatro di prosa, ma anche concerti sinfonici, opere, operette, spettacoli circensi, le prime proiezioni cinematografiche (dal 1898), spettacoli sportivi di boxe e lotta greco-romana, convegni politici, conferenze letterarie e balli in maschera (durante i quali la platea veniva trasformata in pista da ballo).
Di qui sono passati anche alcuni tra i grandi nomi della musica classica: Richard Strauss (nel 1903 e 1905), Pietro Mascagni (nel 1908), Arturo Toscanini (nel 1920), Maria Callas (nel 1948 per la "La forza del destino"), Artur Rubinstein (nel 1970).

Il teatro fu dedicato a Domenico Rossetti de Scander, nato a Trieste nel 1774, intellettuale e personalità di spicco della società triestina ottocentesca. Collezionista di libri antichi e manoscritti, alla sua morte donò alla città la sua biblioteca di opere del Petrarca e di Enea Silvio Piccolomini che costituiscono oggi il nucleo del Museo Petrarchesco Piccolomineo.

Chiuse nel 1956 ma riaprì nel 1969 sotto la gestione del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia.

Autori correlati

James Joyce

Joyce frequentava spesso il teatro Rossetti, come una targa apposta oggi sull'edificio ricorda.
Assistette ad una rappresentazione di Madama Butterfly il 16 ottobre 1909, interpretata da Ersilde Cervi Caroli nei panni di Cio-Cio-San e diretta da Giacomo Armani. Scriverà dello spettacolo: "La protagonista ha superato ogni aspettativa, essa è stata infantile, appassionata e tragica, ha trovato accenti di profonda commozione, ha profuso la sua bella voce con una instancabilità che non avremmo sospettato in una figurina così delicata come la sua". fonte14x14

Italo Svevo

Svevo frequentava spesso il teatro accompagnato dalla moglie Livia Veneziani che ne parla nella biografia Vita di mio marito. Tra le prime esperienze teatrali del giovane Svevo al Politeama Rossetti, che lo influenzarono per l'incompiuta commedia Ariosto governatore, ci furono Sofocle di Paolo Giacometti, interpretato nel 1897 da Tommaso Salvini, Lucrezia Borgia di Victor Hugo con Adelaide Ristori e Amleto rappresentato nel 1882 da Ernesto Rossi che colpisce Svevo al punto da prendere in considerazione la carriera di attore, ma venne scartato da Tommaso Salvini per la pronuncia difettosa della "r". fonte14x14
Lo scrittore fu inoltre presente ad un evento memorabile: la messa in scena integrale della tetralogia in lingua originale di L'anello del Nibelungo, dal 18 al 21 maggio 1883 (p.68) diretta dall'ungherese Anton Seidl. Lo spettacolo viene menzionato in un passo di Senilità, nel capitolo IX, quando Amalia si reca a teatro col fratello. fonte14x14

Filippo Tommaso Marinetti e Aldo Palazzeschi

Il 12 gennaio 1910 al Politeama Rossetti di Trieste si tenne la prima delle Serate futuriste. Era stato pubblicato l'anno precedente il primo Manifesto del Futurismo sul giornale francese "Figaro", il 20 febbraio 1909, e Marinetti con gli altri aderenti al suo programma, iniziava la sua campagna culturale e politica. L'intento è quello di rinnovare in modo brutale e irruento tutto ciò che era tradizione e passatismo, e come scrive Marinetti stesso nel manifesto edito nel 1915 a Milano dal titolo Guerra sola igiene del mondo, la prima Serata futurista ha luogo proprio a Trieste per "risvegliare l'antitriplicismo e l'irredentismo". Il Piccolo del 13 gennaio scrive a proposito della serata: "Il Futurismo ha agitato la curiosità del pubblico e il pubblico, scoccata appena l'ora, non nasconde la sua impazienza di vedere i futuristi. [...] Sono tre: Marinetti, che il pubblico riconosce perché era già stato a Trieste nel 1908, ospite dell'Università Popolare, e saluta con un applauso, Aldo Palazzeschi e Armando Mazza". Quella sera Mazza declama il manifesto del movimento mentre Palazzeschi legge la sua poesia La regola del sole. fonte14x14

 

I caffè letterari di Trieste

 

Caffè Garibaldi

Autori correlati: Umberto Saba, Giani Stuparich, Pierantonio Quarantotti Gambini
All'epoca di Saba questo caffè si chiamava "Caffè Municipio" e si trovava in piazza Grande (oggi piazza Unità d'Italia). Il poeta Umberto Saba lo frequentava spesso e qui si incontrava con Silvio Benco, uno scrittore e giornalista de "Il Piccolo".
Anche Giani Stuparich parla del locale nelle pagine di Trieste nei miei ricordi ("Quel tavolo del Caffè Garibaldi, sotto il municipio, tra le sette e le nove di sera degli anni che seguirono all'altra guerra è passato alla storia. Trieste non ebbe forse mai un affiatamento di spiriti così vasto."), ricordando tra i clienti abituali altri nomi noti come James Joyce, Italo Svevo, Virgilio Giotti.
Anche Quarantotti Gambini descrive il caffè nella sua opera Luce di Trieste: "Ancora ragazzetto, intorno al 1924-25, ogni qual volta mi avveniva di passare di sera davanti ai cristalli del Caffè Garibaldi, non riuscivo a fare a meno di gettare un'occhiata nell'ultima saletta, a destra, dove, sotto il grande e bel ritratto di Garibaldi in piedi e in camicia rossa, vedevo radunati alcuni signori".
Indirizzo: piazza Unità d'Italia 5 (già Piazza Grande), Trieste

 

Caffè Latteria da Walter

Autori correlati: Umberto Saba
Questo locale storico, aperto sin dai primi del Novecento, era spesso frequentato da Umberto Saba che lavorava nella libreria antiquaria proprio di fronte, la stessa che oggi porta il suo nome.
Indirizzo: via San Nicolò 31, Trieste

 

Caffè Stella Polare

Autori correlati: James Joyce
Il Caffè "Stella Polare", frequentato da intellettuali e commercianti triestini e stranieri, risale al 1865: il primo stabile nel quale si trovava fu però demolito e il locale trasferito nella sua attuale posizione.
Originariamente era arredato secondo la foggia dei locali austro-ungarici, ovvero con specchi e decorazioni di stucchi. James Joyce era solito frequentare il locale tra il 1907 e il 1908: testimonianza è il diario del fratello Stanislaus che ricorda il fratello in questo caffè, mentre gli leggeva racconti e brani tratti da Portrait of the Artist as a Young Man.
Indirizzo: Via Dante Alighieri 14 (già via Sant'Antonio), Trieste

 

Caffè San Marco

Autori correlati: James Joyce, Claudio Magris
James Joyce, durante il periodo di residenza in via Scussa frequentava il locale nel quale si recava spesso anche il fratello Stanislaus che qui si ritrova con alcuni intellettuali triestini e irredentisti, frequentazioni che lo porteranno all'arresto e a quattro anni di internamento a Katzenau, in Austria.
In tempi più recenti anche lo scrittore Claudio Magris, avventore del locale, ne scrive in Microcosmi: "Il San Marco è un vero Caffè, periferia della storia contrassegnata dalla fedeltà conservatrice e dal pluralismo liberale dei suoi frequentatori".
Indirizzo: Via Cesare Battisti 18, Trieste
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Caffè degli Specchi

A dare il nome al locale sono i numerosi specchi che originariamente erano affissi alle pareti di cui oggi ne rimangono solo pochi esemplari, alcuni ancora esposti nel locale.
Il Caffè venne inaugurato nel 1839 in quella che all'epoca era Piazza Grande (oggi Piazza Unità d'Italia), al pianterreno di Palazzo Stratti. Pochi anni dopo fu costretto a chiudere per problemi di carattere finanziario, quando l'intero palazzo fu ceduto da Niccolò Stratti alle Assicurazioni Generali, e fu riaperto nel 1846 dal greco Nicolò Privolo. Da Privolo passò nelle mani di Antonio Cesareo (già proprietario del Caffè Stella Polare) e Vincenzo Carmelich nel 1884 che apportarono alcune migliorie come l'introduzione della corrente elettrica. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu utilizzato dall'esercito come alloggio e magazzino e dal 1945 divenne il quartier generale della marina britannica e, fino al 1954, l'accesso ai triestini fu consentito solo se accompagnati da un militare britannico. fonte14x14
Indirizzo: Piazza Unità d'Italia 7, Trieste
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Pasticceria "Pirona"

Autori correlati: James Joyce
La storia di questa pasticceria risale al 1900, quando fu fondata da Alberto Pirona. Era frequentata da letterati e scrittori, tra cui lo stesso Joyce che per due anni, dal 1910 al 1912, visse quasi di fronte, nella stessa via al numero 32 (oggi via Oriani 2, sopra la Farmacia Picciòla).
Dalla fine degli anni '80 non appartiene più alla famiglia Pirona, ma la nuova gestione ha mantenuto intatta la tradizione, tra cui il tipico dolce “presnitz”, un morbido tortiglione di pasta sfoglia ripieno di frutta secca che Joyce amava particolarmente.
Indirizzo: Largo della Barriera Vecchia 12, Trieste

 

   

 

 

 

Caffè Tommaseo

Autori correlati: Umberto Saba
Il caffè fu fondato dal padovano Tomaso Marcato nel 1830 e all'epoca prendeva il nome del proprietario, "Caffè Tomaso". Il locale fu decorato dal pittore Giuseppe Gatteri con alcune specchiere provenienti dal Belgio e Marcato introdusse per la prima volta in città il gelato. Il locale rinominato nel 1848, onore dello scrittore e patriota italiano Niccolò Tommaseo e una targa oggi ricorda la centralità di questo luogo per la nascita del movimento irredentista: "Da questo Caffè Tommaseo, nel 1848, centro del movimento nazionale, si diffuse la fiamma degli entusiasmi per la libertà italiana".
Quando nel 1858 fu ucciso dagli austriaci il patriota Gugliemo Oberdan, esponente dell'irredentismo italiano, il caffè fu costretto a riacquisire il nome originario, ma tornò a chiamarsi "Caffè Tommaseo" quando nel 1918 Trieste fu ufficialmente annessa all'Italia.
Negli anni questo luogo è stato frequentato da numerosi intellettuali come Joyce, Svevo, Stuparich e altri; Saba parla del suo buonissimo gelato al pistacchio in una lettera a Nora Baldi del 21 dicembre 1953.
Indirizzo: Piazza Nicolò Tommaseo 4c, Trieste
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Caffè Tergesteo

Autori correlati: Umberto Saba
Nato nel 1863 e sito oggi all'interno della Galleria Tergesteo (che quando aprì il caffè ancora non esisteva), a pochi passi dal Teatro Verdi, è caratterizzato dalle vetrate che raffigurano alcuni momenti storici della città di Trieste. Purtroppo a causa dei lavori di ristrutturazione, ha perso quasi completamente la sua atmosfera originaria. Il poeta Umberto Saba, avventore del locale, gli dedicò una poesia pubblicata nella raccolta Canzoniere:
"Caffè Tergeste, ai tuoi tavoli bianchi
ripete l'ubbriaco il suo delirio;
ed io ci scrivo i miei più allegri canti."
Indirizzo: Piazza della Borsa 15, Trieste

 

Caffè Fabris

Autori correlati: Italo Svevo
Dove oggi si trova il ristorante Ex Galleria Fabris, un tempo era sito il Caffè Fabris, menzionato in Senilità, frequentato da Svevo e altri intellettuali. Aperto nel 1857, fu uno dei primi esercizi commerciali dotato di telefono.
Indirizzo: Via Caserma 9 (oggi piazza Dalmazia 4), Trieste

 

Autori correlati: Umberto Saba

I luoghi di Umberto Saba

Italy Trieste

Statua

La statua che raffigura Saba a passeggio con un bastone porta la seguente iscrizione: "Avevo una città bella tra i monti / rocciosi e il mare luminoso" / "Avevo" in "1944" / Umberto Saba / 1883 - 1957 / Fondazione CrTrieste / AIAT Agenzia di Informazione e di Accoglienza Turistica Trieste / Comune di Trieste - Assessorato alla cultura / Opera di Nino Spagnoli 2004".
Indirizzo: via Dante (angolo via San Nicolò), Trieste

Targa commemorativa

Una targa dedicata al poeta recita: "Una strana bottega d'antiquario / s'apre, a Trieste/ in una via secreta" / (Umberto Saba - XV Sonetto dell'autobiografia" --- Qui / Umberto Saba / operò / tra gli uomini / poeta".
Indirizzo: via San Nicolò, Trieste

Targa commemorativa sulla casa in cui visse

Qui il poeta vive dal 1919 fino alla morte, prima al secondo piano, successivamente al quarto. Una targa ricorda: "In questa casa / dove passò con la luna / gli anni della maturità / Umberto Saba / scopriva / nella sua alta poesia / per tutti gli uomini / l'amicizia / e l'amore".
Indirizzo: via Crispi 56 (già via Chiozza 56), Trieste

Targa commemorativa

Una targa commemorativa cita un verso di Saba: "A Trieste ove son tristezze molte, / e bellezze di cielo e di contrada / c'è un'erta che si chiama Via del Monte". Al numero 15 della stessa via si trovava la casa in cui Saba era cresciuto fino ai 3 anni, dove viveva la balia alle cui cure era affidato, Peppa Gabrovich di origine slovena, ricordata in alcune poesie della raccolta Il piccolo Berto.
Indirizzo: via del Monte 1, Trieste

Targa commemorativa

Una targa dedicata al poeta recita: "C'è a Trieste una via dove mi specchio / nei lunghi giorni di chiusa tristezza / si chiama via del Lazzaretto Vecchio".
Indirizzo: via Lazzaretto vecchio 26, Trieste

Targa commemorativa

Una targa dedicata al poeta recita: "Via del Monte è la via dei santi affetti / ma la via della gioia e dell'amore / è sempre via Domenico Rossetti".
Indirizzo: via Rossetti 2, Trieste

Libreria Antiquaria "Umberto Saba"

Nel settembre 1919 Umberto Saba e Giorgio Fano acquistano la libreria di libri usati dell'editore Giorgio Mayländer. Abbandonando il progetto iniziale di rivendere il fondo a prezzo maggiorato, i due decidono di tenere aperta la libreria antiquaria, un'attività che terrà impegnato il poeta per più di trentacinque anni e che citerà nelle liriche Primavera d'Antiquario e Avevo. Quando le leggi razziali entreranno in vigore nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, Saba, che aveva rilevato la parte del coproprietario Fano, opererà una finta cessione al suo dipendente Carlo Cerne, col quale continuerà l'attività nel dopoguerra, cedendogli metà della società. Alla morte del poeta, il socio in affari continua a tenere in vita la libreria, oggi proprietà del figlio Mario.
Indirizzo
: Via San Nicolò 30, Trieste

Cinema Teatro "Italia"

Nel 1919, prima di iniziare l'attività della libreria antiquaria, Saba lavora alcuni mesi in questo cinema-teatro gestito dal cognato Enrico Wölfler dove scrive  alcuni testi pubblicitari per la Leoni Films.
Come indica una targa apposta sull'edificio, qui si trovava anche la sede del giornale irredentista "L'indipendente", pubblicato dal 1877 al 1923, a cui collaborò Italo Svevo pubblicando sulle sue pagine L'assassinio di via Belpoggio (1890) e Senilità (1898).
Indirizzo: via Dante Alighieri 3, Trieste

Salotto di Anita Pittoni

Saba frequentava spesso il salotto dell'intellettuale e artista triestina Anita Pittoni, sulla cui abitazione il comune di Trieste ha posto nel 2014 la seguente targa: "«la mia patria è il mio tavolo di lavoro». In questa casa Anita Pittoni (Trieste 1901-1982) realizzò le sue creazioni artistiche e editoriali e tra il 1941 e il 1974 promosse l'incontro di tanti artisti e intellettuali nelle riunioni del martedì."
Indirizzo: via Cassa di Risparmio 1, Trieste

Busto in bronzo nel Giardino pubblico "Muzio de Tommasini" vai-alla-pag 18x18

Caffè Latteria da Walter vai-alla-pag 18x18

Caffè Tommaseo vai-alla-pag 18x18

Caffè Tergesteo vai-alla-pag 18x18

 

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