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Indirizzo: Salita della grotta 20, Napoli
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Il Parco della Tomba di Virgilio o Parco Vergiliano si trova a Piedigrotta, nei pressi della stazione Mergellina, dietro la chiesa di Santa Maria di Piedigrotta.
Il parco sorge intorno ad una costruzione sepolcrale di età augustea che è stata individuata come probabile tomba di Virgilio, il poeta romano morto a Brindisi nel 70 a.C. Alla morte del poeta, il luogo è divenuto meta di pellegrinaggi letterari già in epoca romana, come  Stazio, Plinio il Giovane e Silio Italico, e nei secoli successivi Boccaccio e Petrarca. Di quest'ultimo è infatti una delle due iscrizioni che compaiono sul monumento virgiliano, mentre l'altra è un epitaffio attribuito al poeta romano stesso: "Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenope; cecini pascua rura duces" [trad. "Mi ha generato Mantova, la Calabria (il Salento) mi rapì la vita, ora mi custodisce Napoli; cantai pascoli (le Bucoliche), campagne (le Georgiche), comandanti (l'Eneide)]".

Giacomo Leopardi

Tra coloro che vennero a porgere omaggio al poeta latino, ci fu anche Giacomo Leopardi il quale morì a Napoli nel 1937 e fu sepolto inizialmente nella chiesa di San Vitale a Fuorigrotta, per poi essere traslato il 22 febbraio 1939 all'interno del parco, in un monumento eretto per l'occasione che segue lo stile dell'architettura fascista tipica degli anni Trenta del Novecento.

Il parco fu istituito nel 1930, dopo una serie di lavori di risanamento e consolidamento per recuperare l'area dal degrado, ed è in seguito diventato monumento nazionale.

In tutta l'area del parco si trovano una serie di iscrizioni, lapidi, monumenti che documentano la ricca storia del luogo. Tra cui:
- l'edicola in piperno fatta erigere da Pietro d'Aragona nel 1668 che contiene alcuni riferimenti alla tomba di Virgilio poco distante;
- un'iscrizione che cita alcuni versi del terzo canto dei Paralipomeni della batrachiomachia di Leopardi, probabilmente installata nei primi del Novecento;
- un busto di marmo che ritrae Virgilio donato dagli studenti di lettere latine dell'American Academy League of Ohio nel 1930, in occasione del bimillenario della nascita del poeta;
- la lapide sepolcrale di Leopardi, inizialmente posta nella chiesa di San Vitale dove fu sepolto il poeta alla morte, realizzata da Costantino Bighercomer su progetto di M. Ruggiero e risalente al 1844. Su di essa è scolpita un'epigrafe di Pietro Giordano e alcune figure allegoriche di animali.

 

Crypta Neapolitana

Nei pressi del colombario, si trova anche l'ingresso della Crypta Neapolitana, una grotta di circa 700 metri scavata nel tufo che collegava Neapolis a Pozzuoli, realizzata in epoca romana da Lucio Cocceio Aucto per volere di Marco Vipsanio Agrippa, che rimase in uso fino alla fine dell'Ottocento, quando fu aperta la nuova galleria delle Quattro Giornate.

Ad essa è legata la curiosa leggenda secondo la quale a scavarla fu proprio Virgilio in una sola notte grazie ai suoi (fantomatici) poteri magici. In Itinerarium ad sepulcrum Domini Francesco Petrarca rende noto un aneddoto a riguardo: quando si recò dal re Roberto d'Angio durante il suo viaggio a Napoli, il re gli chiese cosa ne pensasse della questione. Il poeta rispose: "Non mi è mai capitato di leggere che Virgilio fosse un tagliapietre".

La crypta viene menzionata spesso negli autori di epoca romana, da Strabone a Seneca e Petronio. Più recentemente è stata visitata e menzionata da Petrarca, Boccaccio, Goethe, Dumas (il quale scrisse: "Fummo impressionati dall'abominevole puzzo di olio emanato dai sessantaquattro lampioni accesi in quella grande tana").

Goethe sul suo diario italiano scrisse in data 27 febbraio 1787: "[...] oggi  mi  sono  dato  alla  pazza gioia, dedicando tutto il mio tempo a queste incomparabili bellezze. [...] Questa sera ci siamo anche recati alla  Grotta  di  Posillipo,  nel  momento in cui il sole, tramontando, passa coi suoi raggi fino alla parte opposta". fonte14x14

 

 

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Autori correlati

 

Dante Alighieri


Libero Bovio

Targa commemorativa sull'edificio in cui visse e morì

Il drammaturgo e poeta dialettale Libero Bovio visse e morì in via Duomo 45. Nel 1992, a cinquant'anni dalla sua morte, è stata apposta una targa commemorativa che recita "«...E j' so napulitano / e si nun canto moro!» / Libero Bovio / Bianca e Aldo Bovio posero a cinquant'anni dalla scomparsa del Poeta / Napoli, 26 maggio 1942 - 26 maggio 1992".
Indirizzo: via Duomo 45, Napoli


Giordano Bruno

Targa commemorativa

La targa riporta alcuni versi della commedia Il Candelaio ambientata nella Napoli di metà Cinquecento. La targa recita: "«...voglio contemplar che cose son queste / che messer Bonifacio manda alla signora Vittoria: / qua son de gravioli, targhe di zuccaro / mustaccioli di S. Bastiano...» / Giordano Bruno, Candelaio, atto I, scena VI - anno 1582".
Indirizzo: [indirizzo sconosciuto], Napoli


Giosuè Carducci


Salvatore Cerino

Edificio in cui nacque

Cerino nacque a Napoli il 1° gennaio 1910 nel palazzo sito tra Piazza Sannazaro e le Rampe di S.Antonio a
Posillipo. fonte14x14 
Indirizzo: Piazza Sanazzaro, Napoli

Targa commemorativa sull'edificio in cui è vissuto e morto

Il poeta partenopeo visse a questo indirizzo La targa recita: "Tutt'o criato / è n'armunia che canta! / Mentr'io ncantato / saglio ncielo e sento -- Salvatore Cerino / Poeta 1910-1992 -- Il Comune di Napoli pose il 12 luglio 2000".
Indirizzo: piazzetta Leone 2, Napoli


Miguel de Cervantes


Benedetto Croce

Targa commemorativa sull'edificio in cui visse

La targa recita: "In questa dimora / tra il 1900 ed il 1912 / Benedetto Croce / universale pugnace libero spirito / rinnovò la cultura italiana / elevando la filosofia / alle altezze dei sommi. -- Per cura del Rotary di Napoli 1979".
Indirizzo: Palazzo Filangieri d'Arianello, via Atri 23, Napoli


Ferdinando Ferrajoli

Targa commemorativa

Nato nel 1901 a Sant’Egidio del Monte Albino da una famiglia aristocratica, si dedicò agli studi di arte, scoprendo in seguito un grande interesse per l'archeologia a cui dedicò molti dei suoi studi, pubblicando i saggi I castelli di Napoli (1964) e Napoli monumentale (1968). La targa commemorativa recita: "A Ferdinando Ferrajoli / che concorse con opera varia / ma idealmente unificante / ad interpretare testimonianze / di antiche civiltà / riportando col restauro / insigni monumenti / ai primitivi splendori -- Il Comune di Napoli / pose nell'anno 1984".
Indirizzo: via Santa Caterina 23, Napoli


Gabriele D'Annunzio


Johann Wolfgang von Goethe


Ramón Gómez de la Serna

Targa commemorativa

Qui visse nel 1926 lo scrittore spagnolo / Ramón Gómez de la Serna / protagonista dell'avanguardia letteraria in Spagna / augore del romanzo La donna d'ambra / ambientato nella città di Napoli -- L'Instituto Cervantes ed il Comune di Napoli / posero nel marzo 2010".
Indirizzo: Riviera di Chiaia all'angolo con via Santa Maria in Portico), Napoli


Giacomo Leopardi


Sandor Marai

Targa commemorativa sull'edificio in cui visse

La targa che ricorda lo scrittore ungherese è in versione bilingue (ungherese e italiano) e recita: "Ebben a hazban lakott / 1949-1952 Kozott / Marai Sandor / 1900-1989 / Magyar Iro / a xx.szazadi vilagirodalom / iemelkedo alkotoja -- Visse in questa casa / dal 1949 fino al 1952 / Sandor Marai / 1900-1989 / Scrittore ungherese / figura di rilievo / della letteratura del '900 -- Il comune di Napoli / Il Ministero per i beni culturali
d'Ungheria / 2000".
Indirizzo: Via Nicola Ricciardi 7, Napoli


Ernesto Murolo

Targa commemorativa

La targa commemorativa, apposta dal Comune di Napoli il 27 aprile 1969, recita: "In questa casa il trenta di ottobre / del 1939 rese il suo spirito a Dio / Ernesto Murolo / poeta / dalle dolci colorite appassionate cadenze -- Il Comune poesi il XXVII IV MCMLXIX".
Indirizzo: via Morghen 25, Napoli


Pablo Neruda 


Giovanni Pontano

Targa commemorativa su Villa Pontano

Villa Pontano fu fatta custodire dall'illustre letterato Giovanni Pontano che serviva alla corte di Alfonso D'Argona. All'epoca comprendeva la vasta area di Antignano arrivando fino all'attuale via Torrione San Martino. L'edificio attuale è una ricostruzione dell'Ottocento ad opera dell'architetto Francesco De Simone operante alla corte di Ferdinando I di Borbone.
La targa recita: "Ferdinando I.P.F.A / regni utriusque Siciliae rege providentissimo / hasce aedes cum praediis / ubi / Ioannes Iovianus Pontanus / dum de re litteratorum publica / ac de Neapolitano regno optime merebatur / postquam nobilis Ossorii Cala progenies / annis P.M. CC / in meliorem cultum splendoremque redegerat / Antonius de Simone / domus augustae architectus / instauravit oravitique / A.R.S. MDCCCXVIII / a confectis emtionis syngraphis anno V".
Indirizzo: via Annella di Massimo 11, Napoli


Emanuele Rocco

Targa commemorativa

La targa recita: "Emmanuele Rocco / insigne filologo / esemplarmente laborioso / a pro della favella nazionale / in questa casa dimorò / gli ultimi anni della vita / e vi morì ottuagenaio / il IX giugno MDCCCXCIII -- Questa lapide ricordi / una gloria napoletana".
Indirizzo: via Suor Orsola 5, Napoli


Ferdinando Russo

Targa commemorativa

La targa recita: "Qui / tra il castello e il molo / dove / l'ultimo cantastorie / favoleggiò / d'armi e d'amori / il popolo ricorda / Ferdinando Russo / poeta e paladino / dell'anima napoletana / Epigrafe dettata da C. Nazzaro / e ripristinata dal Comune".
Indirizzo: presso il molo delle navi da crociera, Napoli


Raffaele Sacco

Targa commemorativa sull'edificio in cui aveva la bottega

Il poeta, noto soprattutto per aver scritto i versi della canzone Te voglio bbene assaje, è ricordato da una targa posta sull'edificio in cui si trovava la sua bottega di ottico. La targa recita: "Questa sua onorata bottega / Raffaele Sacco / ottico poeta / scienziato accademico inventore / allietò del canto / «Te voglio bene assai / e non pienz'a me» / la prima canzone / che con melodie di Gaetano Donizetti / nel 1835 / movendo l'estro popolare / fece della tradizionale Piedigrotta / la festa di Napoli canora / fascinosa nel mondo -- Enal Piedigrotta 1949".
Pur affermando che la canzone di Sacco è stata musicata da Donizetti, secondo studi più recenti fu probabilmente Filippo Campanella, amico del poeta, a musicarla. fonte14x14

Indirizzo: via Domenico Capitelli 35, Napoli


Jacopo Sannazaro

Chiesa di Santa Maria del Parto e tomba di Sannazzaro

La Chiesa di Santa Maria del Parto, a cui si accede attraverso una scala a tre rampe, fu fatta costruire da Jacopo Sannazaro quando ricevette da Federico I di Napoli il terreno su cui in seguito sorse la chiesa e una rendita di seicento ducati. La costruzione iniziò nel 1504 e terminò nel 1525. Il progetto iniziale prevedeva due chiese: una inferiore scavata nel tufo, a richiamare la tomba di Virgilio sita poco distante nel Parco virgiliano, e dedicata alla Madonna del Parto; la seconda invece a un livello superiore, dedicata ai santi Giacomo e Nazario. La prima fu completata nel 1525 mentre la seconda rimase incompiuta a causa dell'epidemia di peste che costrinse Sannazaro a lasciare la città. In quegli anni di abbandono la chiesa fu saccheggiata dai francesi che assediavano Napoli; al suo ritorno, Sannazaro donò la chiesa inferiore ai Padri Servi di Maria, assieme ad un compenso di 600 ducati all'anno e la richiesta di costruirvi il suo monumento funebre.
Dopo la morte di Sannazaro, la chiesa fu ulteriormente espansa. Quando Napoleone soppresse tutti gli ordini
religiosi, tra cui anche i Frati Servi di Maria, la chiesa passò in mano a Domenico Barbaja, impresario musicale, che ne fece la sua residenza, ospitandovi tra gli altri il compositore Gioacchino Rossini. Nel 1812 la chiesa fu restituita al clero ma solo nel 1971 tornò ai Servi di Maria.
Sulla facciata, che non è originale ma rimaneggiata durante gli anni di dominio francese, si trovano due epigrafi e due tondi che ritraggono Federico d'Aragona e Jacopo Sannazaro. 
La chiesa superiore è a navata unica. Sull'altare maggiore si trova un distico dettato dal Sannazaro che recita: ”Virginitas partus discordes tempore longo / Virginis in gremio foedera pacis habet”.
Nell'abdide si trova la tomba di Sannazaro. Il monumento funebre, in marmo di Carrara e dalla forma rettangolare, fu realizzato da Giovanni Angelo Montorsoli e Bartolomeo Ammannati nella metà del XVI secolo. Sul basamento è inciso un epitaffio dettato da Pietro Bembo che fa riferimento al vicino sepolcro di Virgilio (nel Parco virgiliano): "Da sacro cineris flores: hic ille Maroni Sincerus Musa proximus ut tumulo." (Spargi fiori sulle sacre ceneri: qui giace sincero e vicino a Marone nella poesia come sepolcro" fonte14x14). Sulla parte superiore è posto un busto del Sannazaro con due putti realizzati sempre da Giovanni Angelo Montorsoli.
Indirizzo: via Mergellina, Napoli
sito Sitowww.santamariadelparto.it 


Edoardo Scarfoglio

Busto commemorativo

Sul basamento un'iscrizione recita: "Ad / E. Scarfoglio / 1923".
Indirizzo: Villa Comunale, Napoli


Eduardo Scarpetta

Targa commemorativa

La targa ricorda l'attore e commediografo padre di Eduardo De Filippo: "Qui / Eduardo Scarpetta / rinnovatore del teatro napoletano / attor comico eccelso / ispirato dal mimo antico / si appartò innanzi tempo / irridendo al trionfo / sola compagna d'arte / la gloria -- Nel centenario della nascita / MDCCCLIII - MCMLIII / 1 ottobre 1953 / ad iniziativa del quotidiano / Il Giornale".
Indirizzo: via Colonna 4, Napoli


Scrittori spagnoli e ispanoamericani

Targa commemorativa

La targa fatta installare dal direttore dell'Instituto Cervantes recita: "In omaggio agli scrittori spagnoli e ispanoamericani che onorarono la città di Napoli nelle loro opere: / Garcilaso de la Vega / Miguel de Cervantes / Francisco de Quevedo / Conde de Villamediana / Hermanos Argensola / Antonio Mira de Amescua / Duque de Rivas / Jan Valera / Leandro Fernández de Moratín / Gabriela Mistral / Pablo Neruda / Ramón Gómez de la Serna -- In occasione dell'apertura della nuova sede dell'Instituto Cervantes di Napoli -- Cesar Antonio Molina / Direttore dell'Instituto Cervantes".
Indirizzo: Via Nazario Sauro, Napoli


Henryk Sienkiewicz

Targa commemorativa sull'edificio in cui soggiornò

La targa recita: "Enrico Sienkiewicz / Scrittore polacco e mirabile narratore / dell'eroico passato della sua nazione / in questo albergo nell'anno 1894 / immerso nel travaglio ideologico della sua epoca / già meditava le pagine del "Quo Vadis?" / che a Napoli vide la sua prima versione italiana -- Polacchi ed italiani / nel cinquantesimo anniversario della sua morte".
Indirizzo: via Partenope (facciata dell'Hotel Continental), Napoli


Juliusz Słowacki

La targa in versione bilingue (italiano e polacco) recita: "Qui / nel 1836 dimorò / il poeta polacco / Giulio Slowacki -- Tu / Mieszkal / Juljusz slowacki / wr. 1836".

Indirizzo: via S.Lucia 116, Napoli


Matilde Serao

Targa commemorativa dove si trovava la redazione Il Mattino

La targa recita: "Qui ogni giorno per molti anni / nella redazione de "Il mattino" / che nel 1892 fondò con Edoardo Scarfoglio / Matilde Serao / visse la sua vita più vera / trasferendo nella cronaca / la sua passione narrativa -- Il Comune di Napoli pose il 25 aprile 1999".
Indirizzo: piazzetta Serao, Napoli


Torquato Tasso

Tempietto di Tasso e busto commemorativo

La prima costruzione di questo giardino risale al 1697 grazie a un'idea del viceré di Medinacoeli. Nel 1778 fu ulteriormente sviluppata dal re Ferdinando IV di Borbone che ne affidò l'incarico a Carlo Vanvitelli.
Il tempietto di Tasso è stato realizzato dall'architetto Stefano Gasse nel 1834. Lo stile è neoclassico ed è sorretto da 8 colonne che poggiano su un basamento di piperno. All'interno si trova un busto del poeta, realizzato da Angelo Solari.
Indirizzo: Villa Comunale, Napoli

Targa commemorativa sull'edificio in cui soggiornò

La targa recita: "Torquato Tasso / ospite di un amico / nel MDXCII / mirando da questo poggio / il cielo i campi la marina / delineava Il mondo creato / ritesseva La Gerusalemme / filosofava dell'Amicizia / dimentico delle avversità / contento della vita -- MDCCCXCV XXV DI APR".
Indirizzo: via Crispi 2, Napoli


Giambattista Vico

Targa commemorativa

La targa è stata posta nel 1668, bicentenario della nascita del filosofo, sul palazzo in cui visse con la sua famiglia. La targa recita: "A Giambattista Vico / nato in Napoli / il dì XXIII di giugno MDCLXVIII / grave peccato di università / ed anacronismo audace di dottrina / che primo fece dell'intelletto di Dio / la logica del mondo / e lo costituì razionalmente in Terra / mossa e fine unica / della libertà e del travaglio / delle creature / banditore di scienza nuova / alla bieca immobilità accademica / l'Ateneo giuridico napoletano / stretto da fede antica / e da spiriti nuovi / nel secondo centenario natale / del suo cittadino / sulla parete delle obbliate case / immacolata sede di studi e dolori / reverente Q.M.P"
Indirizzo: piazza Gerolomini 112, Napoli

Targa commemorativa sulla casa natale

Sulla casa in cui nacque e visse fino ai diciassette anni Giambattista Vico è stata posta una targa commemorativa nel 1941: ""In questa cameretta / nacque il XXIII giugno MDCLXVIII / Giambattista Vico / Qui dimorò fino ai diciassette anni / e nella sottoposta piccola bottega / del padre librario / usò passare le notti nello studio / vigilia giovanile e della sua opera sublime -- La città di Napoli pose / II XXIII giugno MXMXLI".
Indirizzo: San Biagio dei Librai 31, Napoli

Chiesa dei Girolamini

La chiesa in stile barocco è uno dei maggiori complessi monumentali della città per le numerose opere d'arte custodite al suo interno. La costruzione iniziò nel 1592 e fu consacrata nella metà del Seicento, ma la facciata esterna fu completata solo nel 1780.
All'interno della chiesa, lungo il colonnato, tra la navata centrale e quella a sinistra, si trova una lapide dedicata a Vico che sembra sia stato sepolto nell'ipogeo sotto la Cappella di Sant'Agnese.
Indirizzo: Via Duomo 142, Napoli
sitoSitohttps://sites.google.com/site/monumentonazionalegirolamini/
a-pagamento Ingresso a pagamento. Intero 5€. Ridotto 2,50€.
orario Orario di apertura: Dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 19.00. Mercoledì chiuso. Sabato e domenica dalle 8.30 alle 14.00.

Fondazione Giambattista Vico

La Fondazione Giambattista Vico, nata nel 1999, propone iniziative per approfondire lo studio del filosofo Vico. Si trova nella chiesa di San Biagio Maggiore, legata al culto di San Biagio ed edificata nel 1631. Come scopo si propone inoltre la valorizzazione della suddetta chiesa e dell'adiacente chiesa di San Gennaro all'Olmo, risalente al VII secolo.
Indirizzo
: Chiesa di San Biagio Maggiore via San Biagio dei Librai 35, Napoli
sito Sitohttp://www.fondazionegbvico.it/

Statua

Una statua in marmo che ritrae il filosofo Vico è stata scolpita da Leopoldo di Borbone-Due Sicilie, conte di Siracusa, nel 1862.
Indirizzo: Villa Comunale, Napoli


Virgilio

Parco virgiliano di Piedigrotta

Tempietto di Virgilio e busto del poeta

La prima costruzione di questo giardino risale al 1697 grazie a un'idea del viceré di Medinacoeli. Nel 1778 fu ulteriormente sviluppata dal re Ferdinando IV di Borbone che ne affidò l'incarico a Carlo Vanvitelli.
Il tempietto dedicato a Virgilio fu edificato nel 1825 su progetto di Stefano Gasse che realizzò una struttura a pianta rettangolare con copertura a capriate e timpano sorretta da quattro colonne in stile ionico.
All'interno si trova un busto di Virgilio scolpito nel 1826 da Tito Angelini.
Indirizzo: Villa Comunale, Napoli


Raffaele Viviani

Targa commemorativa

La targa recita: "Qui visse e morì / nella perenne nostalgia dei suoi personaggi / Raffaele Viviani / scrittore ed attore / che dal popolo apprese ed al popolo donò / l'arte sua -- Castellamare di Stabia 9 gennaio 1888 - Napoli 22 marzo 1950 -- Ettore Novi Pose".
Indirizzo: corso Vittorio Emanuele 386, Napoli


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Grazia Deledda

Museo Deleddiano

Il museo dedicato alla scrittrice si trova in quella che fu la sua casa natale, un palazzo di circa metà Ottocento nell'allora via Cairoli, dove la Deledda vi abitò fino al matrimonio, nel 1900. L'edificio è stato dichiarato monumento nazionale nel 1937, poi acquistato dal Comune di Nuoro nel 1968 e donato all'ISRE (Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna) che si occupò dell'allestimento del museo deleddiano, anche grazie alla donazione della famiglia Madesani-Deledda, che concesse gran parte del materiale esposto, tra cui manoscritti, oggetti personali e fotografie. Il museo è stato aperto ufficialmente il 5 marzo 1983.
Alcune stanze sono state ricreate anche grazie alle descrizioni lasciateci dalla scrittrice, come la cucina dove trascorreva molto del suo tempo, e lo studio del periodo trascorso a Roma, ricreato grazie al mobilio originale.
"E la cucina era, come in tutte le case ancora patriarcali, l'ambiente più abitato, più tiepido di vita e d'intimità. C'era il camino, ma anche un focolare centrale, segnato da quattro liste di pietra: e sopra, ad altezza d'uomo, attaccato con quattro corde di pelo alle grosse travi del soffitto di canne annerite dal fumo, un graticciato di un metro quadrato circa, sul quale stavano quasi sempre, esposte al fumo che le induriva, piccole forme di cacio pecorino, delle quali l'odore si spandeva tutto intorno. [...] Gli oggetti più caratteristici stavano sulla scansia; ecco una fila di lumi di ottone, e accanto l'oliera per riempirli, col lungo becco e simile a un arnese di alchimista: e il piccolo orcio di terra con l'olio buono, e un armamento di caffettiere, e le antiche tazze rosse e gialle, e i piatti di stagno che parevano anch'essi venuti da qualche scavo delle età preistoriche: e infine il tagliere pastorale, cioè un vassoio di legno, con l'incavo, in un angolo, per il sale..." fonte14x14
Il museo si snoda in dieci sale che ricostruiscono gli ambienti in cui ha vissuto la scrittrice e il suo rapporto con Nuoro e la Sardegna. Non mancano alcuni spazi dedicati al suo soggiorno romano, come il suo studio che aveva nell'abitazione in Via Porto Maurizio a Roma, e la sala del Premio Nobel, dove è esposto il diploma e la medaglia originale.
La targa apposta sulla facciata dell'edificio recita: "Nata in questa umile casa / Grazia Deledda / vi schiuse lo spirito / alla forte poesia della sua isola / facendo della passione di Sardegna / l'anima della propria arte / che è gloria italiana nel mondo / MDCCCLXXI - MCMXXXVI".
Indirizzo
: Via Grazia Deledda 42, Nuoro
sitoSito: http://www.isresardegna.it/
gratis Ingresso gratuito.
orario Orari di apertura: Aperto tutti i giorni tranne il lunedì. Dal 1° ottobre al 15 marzo: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00. Dal 16 marzo al 30 settembre: dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

Tomba nella Chiesa della Madonna della Solitudine

Alla morte della scrittrice, le sue spoglie furono sepolte nel Cimitero del Verano a Roma, dove risiedeva col marito Palmiro Madesani. A Nuoro fu però indetto un concorso per ristrutturare la piccola Chiesa della Madonna della Solitudine, ai piedi del monte Ortobene, un luogo molto caro alla Deledda, spesso ambientazione dei suoi romanzi, come appunto La chiesa della solitudine (Milano, Treves, 1936). Il concorso fu vinto da Giovanni Ciusa Romagna, che riprogettò l'edificio proprio per accogliere le spoglie della scrittrice, poi traslate dal Cimitero del Verano all'interno della chiesa, custodite in un semplice sarcofago di granito nero.
Indirizzo: Strada Provinciale 42, 2, Nuoro

Ex Convento dei Padri Minori Osservanti

Costruito tra Cinque e Seicento, è una delle strutture architettoniche più antiche della città. Nel 1866, per la legge sulla soppressione di alcuni ordini religiosi, l'edificio è stato adibito a numerosi scopi fino a diventare una scuola elementare: qui studiarono infatti Grazia Deledda, Salvatore Satta e Indro Montanelli (che visse a Nuoro dal 1920 al 1925).
Nel romanzo Cosima, la Deledda ci dice che "le Scuole erano in un antico Convento al limite estremo della cittadina" e le descrive così: "Il viaggio, per arrivare al convento che serve da caseggiato scolastico, è tutto avventuroso per lei: bisogna scendere per strade strette male selciate, attraverso casette di povera gente, fino alla piazza, le erbivendole con i loro cestini di verdurai... Il convento ha due ingressi, uno per i maschi, l'altro per le femmine: a questo si sale per una breve scaletta esterna, e si entra in un lungo corridoio chiaro e pulito sul quale si aprono le aule: piccole aule che sanno ancora di odore claustrale, con le finestre munite di inferriata, dalle quali però si vede il verde degli orti e si sente il fruscio dei pioppi e delle canne della valle sottostante"
Indirizzo: Via Alessandro Manzoni 6, Nuoro.

Il pino di Grazia Deledda

C'è un pino solitario alla periferia di Nuoro, tra la zona Badu ‘e Carros, sotto il quale si dice che la scrittrice fosse solita sedersi e scrivere le sue opere giovanili. Nel 1994 gli alunni delle V C e D della scuola elementare "Calamida" vi hanno apposto una targa commemorativa, che recita un passo dal romanzo Cosima: "...Centinaia di uccelli svolazzavano sui rami battuti dal sole, e parevano d'oro e d'argento: ogni loro battere d'ali faceva cadere goccie simili a scintille: e ad ogni ago delle foglie era infilata una perla dai colori dell'iride. Pareva un albero magico, fatto di uccelli, di rubini, smeraldi e diamanti."
Tuttavia, nonostante sia comunemente indicato come il pino della Deledda, secondo altre fonti il vero pino non è quello in questione, ma un altro che si trovava 100 metri più a sud, abbattuto da un fulmine nel febbraio 1967, come ci testimonia una foto scattata da Remo Branca, che conobbe la scrittrice. fonte14x14
Anche se quello esistente si trattasse di un falso storico, è comunque legato nell'immaginario al ricordo della Deledda; per questo motivo recentemente è stato deciso dal Comune di Nuoro di preservarlo cercando di salvare la pianta che aveva rischiato l'abbattimento per problemi di sicurezza.
Indirizzo: Viale Murichessa 1, Nuoro
mappa

 

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Arthur Cary

Targa commemorativa

(1888-1957) I suoi primi quattro romanzi, tra cui il più noto è Mister Johnson (1939), sono ambientati in Africa.
La targa rotonda di colore blu recita: "Arthur Joyce Lunel Cary / novelist / was born here".
Indirizzo: Bank House, Shipquay Street, Derry

 

Kathleen Coyle

Targa commemorativa

(1886-1952) Nata a Derry, da giovane si trasferì con la madre e un fratello a Liverpool. Dopo aver viaggiato in Belgio e in Francia, si trasferisce a Dublino e prende parte al movimento per il suffragio femminile. Pubblica 13 romanzi, tra cui i più noti sono i due volumi in cui racconta l'infanzia a Derry.
La targa rotonda di colore blu: "Kathleen Coyle / novelist / lived in a house on this site".
Indirizzo: Bishop Street, Derry

 

George Farquhar

Targa commemorativa

Il drammaturgo irlandese, autore delle opere La coppia fedele (1699) e L'ufficiale reclutatore (1706), nacque a Derry nel 1677. La targa, inaugurata il 24 agosto 2009, recita: "George Farquhar, c. 1677-1707, playwright, attended the Free School near this site". Qui si trovava infatti la scuola dove il drammaturgò studiò prima di frequentare il Trinity College a Dublino. La Free Grammar School fu fondata nel 1617 ed è una delle scuole più antiche del Regno Unito che ancora esiste col nome di "Foyle College" (la nuova sede si trova in Duncreggan Road).
Indirizzo: Verbal Arts Centre, Bishop Street Within, Derry, County Londonderry, Irlanda del Nord

 

 

 

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Ildefonso Nieri

Targa commemorativa sulla casa in cui è vissuto

Nato a Ponte a Moriano nel 1853 e morto a Lucca nel 1920, fu un filologo e maestro noto per alcuni saggi sul folklore lucchese e il dizionario del dialetto lucchese.
La targa in marmo presenta un medaglione bronzeo con il profilo del letterato scolpito e la seguente incisione: "O viandanti della vita / salutate il maestro / di verità non fugaci / Ildefonso Nieri / del Ponte a Moriano 1853 - 1920 / illustratore della / lingua del costume / delle tradizioni del- / la sua Lucchesia ad- / ditò nella scuola e / nelle opere il ritorno / alla terra ovale fonte / perenne di salute e di / potenza. -- La Reale Accademia Lucchese / consacrò questo ricordo / il 26 novembre 1939".
Indirizzo: via Nazionale (incrocio con viale S. Gemignano), località Ponte a Moriano, Lucca


Mario Pannunzio

Targa commemorativa sulla casa natale

La targa recita: "Qui nacque il 5 marzo 1910 Mario Pannunzio maestro di giornalismo e libertà". L'amministrazione comunale di Lucca pose il 5 marzo 2010 nel centenario della nascita".
Indirizzo: via Cenami 12, Lucca

 


Giovanni Pascoli


Giuseppe Ungaretti

I genitori del poeta erano originari della città. Ungaretti scrive una poesia dal titolo Lucca, pubblicata nella raccolta Allegria (1931), in cui, riscoprendo le sue radici, rievoca la propria infanzia e riflette sulla propria esistenza abbandonandosi al pensiero della morte.

 

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Autori correlati

Joseph Campbell

Targa commemorativa

Il poeta nacque a Belfast e frequentò la scuola St Malachy's College. Divenuto insegnante di inglese, collaborò con Herbert Hughes sulla versione in lingua inglese delle canzoni tradizionali irlandesi. Nel 1916 prese parte alla Rivolta di Pasqua e nel corso della sua vita dette il suo contributo alla Ulster Literary Theatre. Trascorse gli ultimi anni della sua vita nel County Wicklow.
La targa, rotonda di colore blu, recita: "Joseph Campbell / Poet / Lived on this site".
Indirizzo: 32 Castlereagh Road, Belfast


Thomas Carnduff

Targa commemorativa

Lo scrittore nordirlandese (1886-1956) conosciuto con l'appellativo di "Shipyard poet" ("il poeta del cantiere navale" perché qui lavorava come manovale) svolse il ruolo di custode dal 1951 a 1954 presso la biblioteca Linen Hall Library di Belfast. Nel marzo 2014 gli è stata tributata una targa, affissa presso l'ingresso della biblioteca.


Thomas Stearns Eliot

Targa commemorativa al Belfast Castle

Secondo una leggenda, il Belfast Castle sarà al sicuro finché ci sarà un gatto (preferibilmente bianco) a risiedere nel castello. Da questa storia è nato il "Cat Garden", un piccolo giardino antistante l'edificio, e sono stati nascosti nove omaggi dedicati ai felini, come statue e targhe, che i visitatori possono divertirsi a cercare.
Tra questi si trova una targa che recita una citazione tratta da Old Possum's Book of Practical Cats di T.S. Eliot: Before a cat will condescend / To treat you like a trusted friend, / Some little token of esteem / Is needed, like a dish of cream. ("Prima che un gatto accondiscenda a trattarti come un amico fidato, è necessaria qualche piccola prova di stima, come una ciotola di di latte")
Il Belfast Castle fu realizzato da Charles Lanyon e costruito dal Marchese di Donegall nel 1872 sul pendio della collina Cavehill, da cui si gode un'ottima vista sulla città. La struttura fu donata alla città di Belfast dall'8° conte di Shaftesbury nel 1934.
Indirizzo: Antrim Rd, Belfast
sito Sitohttp://www.belfastcastle.co.uk/


Sam Hanna Bell

Targa commemorativa

Lo scrittore e presentatore radiofonico (1901-1990) nacque a Glasgow ma all'età di 9 anni si trasferì nell'Irlanda del Nord, a Raffrey (County Down). In questa casa ha vissuto un periodo della sua vita durante il quale ha scritto il romanzo December Bride (1915).
La targa, rotonda di colore blu, è stata apposta il 15 ottobre 2009 e recita: "Sam Hanna Bell / Writer and broadcaster / lived here".
Indirizzo: 2 Crescent Gardens, Belfast


John Hewitt

Targa commemorativa

Il poeta nacque a Belfast e studiò presso il Methodist College e la Queen's University. Scrisse il suo primo libro di poesie, No rebel word, nel 1948, mentre faceva il guardiano all'Ulster Museum.
La targa, rotonda di colore blu, recita: "John Hewitt / Poet / lived here".
Indirizzo: 18 Mount Charles, Belfast

Targa commemorativa

La targa, rotonda di colore blu, recita: "John Hewitt / Poet / lived here".
Indirizzo: 11 Stockman's Lane, Belfast


Clive Staples Lewis

Targa commemorativa sul luogo in cui è nato

Sull'edificio in cui precedentemente si trovava la casa natale dello scrittore (che si trovava all'indirizzo 7 Dundela Villas, Dundela, Belfast), demolita nel 1952, è stata affissa una targa commemorativa che recita: "C.S. Lewis / 1898 - 1936 - Author and Christian apologist / born on this site".
Indirizzo: 47 Dundela Avenue, Belfast

Targa commemorativa sulla casa in cui è vissuto

Little Lea è la casa dove lo scrittore ha abitato dal 1905 al 1917. Nella sua autobiografia, Surprised by Joy, descrive le stanze in cui è vissuto e che lo hanno profondamente influenzato, dove trascorreva i pomeriggi piovosi andando a spulciare i libri nella biblioteca del padre e da cui si godeva la vista del Belfast Lough e le colline della costa Antrim:
The New House is almost a major character in my story. I am the product of long corridors, empty sunlit rooms, upstair indoor silences, attics explored in solitude, distant noises of gurgling cisterns and pipes, and the noise of wind under the tiles. Also, of endless books. [...] From our front door we looked down over wide fields to Belfast Lough and across it to the long mountain line of the Antrim shore - Divis, Colin, Cavehill...
Oggi è un edificio privato e non è visitabile. Sulla facciata è stata però apposta una targa commemorativa che ricorda lo scrittore: "C. S. Lewis 1898-1963 author and critic lived here 1905-1917"
Indirizzo: 76 Circular Road, Strandtown, Belfast

Statua commemorativa

La statua in bronzo, intitolata "The Searcher", è basata sul personaggio di Digory Kirke nell'atto di entrare nell'Armadio Guardaroba ma rappresenta lo scrittore nell'aspetto che aveva intorno al 1919. È stata realizzata nel 1998 dallo scultore Ross Wilson per ricordare il centenario dalla nascita dello scrittore.
Indirizzo: Holywood Road, East Belfast, Belfast.

Saint Mark's Dundela

In questa chiesa lo scrittore fu battezzato il 29 gennaio 1899 da suo nonno, il reverendo Thomas Hamilton, primo parroco della chiesa, dal 1826 al 1905. In seguito, nel 1933, C.S. Lewis (che veniva chiamato Jack) e il fratello Warren (conosciuto come Warnie) donarono alla chiesa una vetrata realizzata dall'artista irlandese Michael Healy, la quale rappresenta tre santi: San Marco, San Giacomo e San Luca. La vetrata, dedicata alla memoria dei genitori dello scrittore, si trova sulla navata destra.
Lo scrittore frequentò questa chiesa durante tutta l'infanzia, fino all'età di 9 anni, quando morì la madre, e fu mandato a studiare in Inghilterra, alla Wynyard School di Watford (Hertfordshire). Tuttavia i ricordi di questo periodo rimasero impressi per sempre nella sua memoria: forse è da qui che trasse ispirazione per il personaggio di Aslan, il Grande Leone, visto che la chiesa, soprannominata "The Lion on the Hill", ha un forte legame con il felino (che è il simbolo di San Marco a cui essa è dedicata) tanto da essere rappresentato sulle decorazioni e sugli arredi, come la maniglia della porta del rettorato che rappresenta il muso di un leone.
Indirizzo: 2A Sydenham Avenue, Belfast

Campbell College

Lo scrittore frequentò questa scuola nel 1910 per soli due mesi: fu costretto a lasciarla e trasferirsi alla Cherbourg School di Malvern (Worcestershire, Inghilterra) perché aveva problemi respiratori e la seconda scuola era specializzata in malattie del genere. Sembra che il lampione a gas sul viale che conduce alla Campbell School (ancora esistente ma in stato di abbandono) abbia ispirato la scene del Lampione di Narnia narrate nei primi due libri della saga.
Indirizzo: Belmont Rd, Belfast

Murales dedicato allo scrittore

Belfast è una città famosa per i murales. Tra di essi ce n'è uno nella parte orientale della città dedicato allo scrittore e alla sua opera principale.
Indirizzo: Convention Court, Belfast


Louis Macneice

Targa commemorativa

Il poeta (1876-1957) che aveva fatto parte della generazione dei poeti degli anni Trenta del Novecento a fianco di Auden, Spender e Day Lewis, è nato in questo edificio.
La targa rotonda di colore blu recita: "Louis Macneice / Poet / was born here".
Indirizzo: 43 Cavendish Street, Belfast


Ralph Vaughan Williams

Targa commemorativa sulla casa natale

La targa recita: "R.V. Williams, "Richard Rowley", 1877-1947, poet, was born here".
Indirizzo: 79 Dublin Road, Belfast


Anthony Trollope

Targa commemorativa

Una targa rotonda di colore blu ricorda che in un ufficio di questo edificio lo scrittore Trollope aveva lavorato come ispettore delle Poste nella sezione nordirlandese.
La targa recita: "Novelist worked here as Post Office Surveyor".
Indirizzo: Custom House Square, Belfast


Robert McLiam Wilson

Europa Hotel

Si tratta del famoso hotel più volte menzionato nel romanzo e noto per essere stato oggetto di attacchi da parte dell'IRA durante gli anni dei Troubles tanto da aver guadagnato l'appellativo di  "the most bombed hotel in Europe".
Indirizzo: Great Victoria Street, Belfast

 

Leggere prima di partire per... Belfast

Narrativa

Robert McLiam Wilson, Eureka Street

I luoghi di Rainer Maria Rilke

Italy Firenze

Targa commemorativa sull'edificio dove soggiornò

Rilke viaggiò in Europa fra tra il 1897 e il 1900 e arrivò a Firenze nell'aprile 1898, interessato all'arte rinascimentale, in particolare a quella religiosa, una fonte di ispirazione per la sua poesia. Soggiornò in un appartamento sul lungarno Serristori, da cui poteva ammirare una vista descritta sul suo diario di viaggio: "La mattina è ricca della gloria di cento speranze, che scintillano dall'aspettativa e dall'impazienza. [...] È allora che le torri sembrano erigersi più esili dalle onde delle cupole e i merli del Palazzo della Signoria sembrano induriti nella loro esistenza centenaria. Finché l'immobile quiete si ricopre di stelle e la luce fioca ammorbidisce tutto con la sua dolce ed esitante tenerezza". fonte
Una targa commemorativa indica la sua residenza sul Lungarno Serristori: “Qui / Nella primavera del 1898 / Rainer Maria Rilke / Conferò nel diario fiorentino / la sua vocazione poetica”.
Indirizzo: Lungarno Serristori 25, Firenze.

 

France Parigi

Hotel Istria

Quest'albergo è stato frequentato da numerosi artisti e intellettuali come i pittori Picabia e Duchamp, il fotografo Man Ray e la sua modella Kiki de Montparnasse, il musicista Eric Satie. Tra i letterati si annoverano Rainer Maria Rilke, Tristan Tzara, Vladimir Majakovskij, Elsa Triolet (che alloggiò dal 1924 al 1929 nella camera n. 12 e scrisse qui il suo romanzo Camouflage). Una targa apposta sulla facciata dell'edificio recita: "Dans l'effervescence créatrice des années 1920, l'hôtel Istria accueillit, entre autres artistes, Francis Picabia, Marcel Duchamp, Moïse Kisling, peintres, Man Ray, photographe, Kiki de Montparnasse, modèle et égérie, Erik Satie, compositeur, Rainer Maria Rilke, Tristan Tzara, Vladimir Maïakovski, poètes, et Louis Aragon qui y rejoignait Elsa Triolet. "«Ne s'éteint que ce qui brilla... Lorsque tu descendais de l'hôtel Istria. Tout était différent Rue Campagne Première, en mil neuf cent vingt neuf, vers l'heure de midi...» - Louis Aragon (Il ne m'est Paris que d'Elsa). Association La Mémoire des Lieux."
Indirizzo: 29 rue Campagne Première (14ème arrondissement), Parigi
sito Sitohttp://www.hotel-istria-paris.com

I luoghi di Joseph Roth

Germany Berlino

Targa commemorativa

Nel quartiere di Charlottenburg al numero civico 14-15 di Kurfürstendamm, c'era la casa di Mampes Gute Stube che attraeva molti letterati incluso l'austriaco Joseph Roth che scrisse "La marcia di Radetsky" proprio ai suoi tavoli nelle pause tra una conversazione e l'altra.
Oggi una targa commemorativa recita "Hier befand sich von 1917 bis 1986 / MAMPES GUTE STUBE / Lieblingslokal des Schriftstellers / JOSEPH ROTH / 2.9.1894 - 27.5.1939 / der hier im Jahre 1932 seinen Roman / Radetzkymarsch schrieb" ("Qui si trovò dal 1917 al 1986 il bu n salotto di Mampes, locale preferito dello scrittore Joseph Roth, il quale qua scrisse il suo romanzo Radetzkymarsch").
Indirizzo: Kurfürstendamm 15, Charlottenburg, Berlino.

Edificio in cui soggiornò

Joseph Roth soggiornò a pensione in questo edificio nel 1925, frequentando l'adiacente caffè letterario in Kurfürstendamm 15, dove oggi una targa lo ricorda. Nello stesso edificio visse anche Robert Musil negli anni Trenta.
Indirizzo: Kurfürstendamm 217, Charlottenburg, Berlino.

 

France Parigi

Soggiorno presso l'Hotel Foyot

Lo scrittore austriaco Joseph Roth è vissuto a questo indirizzo presso l'Hotel Foyot per 10 anni, dal 1927 al 1937, anno in cui l'edificio fu demolito. Lo scrittore assistette alla demolizione seduto nel caffè di fronte.
In questo stesso hotel precedentemente era morto lo scrittore Raymond Radiguet nel 1923.
Indirizzo: 33 rue de Tournon (6ème arrondissement), Parigi

Cafè Tournon

Durante gli anni Cinquanta, il Café Tournon era il luogo di ritrovo di molti scrittori come James Baldwin, Chester Himes, Richard Wright, William Gardner Smith. Anche il pittore Beauford Delaney, lo scultore Howard Cousins e il vignettista Oliver Harrington frequentavano assiduamente il locale. In particolare vi si riuniva la comunità afroamericana a Parigi: qui, inoltre, si esibbì per la prima volta in città la jazz band di Duke Ellington.
Come ricorda una targa apposta sull'edificio, Joseph Roth visse per un periodo, dal 1937 al 1939, all'Hotel Foyot, all'angolo di Rue de Tournon, di fronte al Jardin du Luxembourg. Vista la vicinanza divenne un avventore del locale: si sedeva ai suoi tavoli dove si metteva a scrivere. Fu da un tavolo del caffè che vide l'abbattimento dell'hotel che era stato la sua casa.
Il 23 maggio 1939 ebbe uno svenimento al Cafè Tournon dopo aver ricevuto la notizia del suicidio dell'amico Ernst Toller in un albergo di New York. Da qui fu portato all'Ospedale Necker, dove morì pochi giorni dopo, il 27 maggio, a seguito di una polmonite e delirum tremens.
Indirizzo: 18 rue de Tournon (6ème arrondissement), Parigi
sito

France Thais, 

Tomba nel cimitero di Thiais

Roth è stato sepolto il 30 maggio 1939 nel Cimitero di Thais, a sud della città, contrariamente a quanto aveva desiderato lo scrittore, che avrebbe voluto essere sepolto nel Cimitero di Montmartre. L'iscrizione recita: "Joseph Roth - écrivain autrichien – mort à Paris en exil - 26.9.1894-27.5.1939" (la data di nascita è sbagliata, il 2 settembre è quella corretta).
Indirizzo: Cimetière de Thiais, 261 Route de Fontainebleau, Thiais, Departement du Val-de-Marne, Île-de-France

Ukraine Brody, Oblast di L'viv, Ucraina

Brody Secondary School Museum

Il museo (in ucraino: Музей історії Бродівської гімназії) è stato fondato l'11 maggio 1993 e illustra essenzialmente la storia della scuola, nata nel 1875, che ha assunto grande importanza nello sviluppo culturale e educativo della regione tra Otto e Novecento, quando ancora faceva parte dell'impero austroungarico. Uno dei più illustri allievi è stato lo scrittore Joseph Roth a cui in seguito è stata intitolata la scuola e a cui è dedicata una piccola parte della mostra. La Società letteraria austriaca ha installato presso l'entrata principale una targa in ucraino e in tedesco che commemora lo scrittore. La targa recita: "Австрійський письменник Йозеф Рот склав у травні 1913 р. в приміщенні цієї гімназії матуру sub auspiciis imperatoris. Австрійське літературне товариство. /
Der dichter Joseph Roth hat im mai 1913 an diesem gymnasium die matura sub auspiciis imperatoris abgelegt. Österreichische gesellschaft für literatur".
Indirizzo: via M. Kotsiubynsky, 2, Brody, Oblast di Lviv. (Львівська область, Бродівський район, м. Броди, вул. М. Коцюбинського, 2)
gratis orario mappa

Ukraine Leopoli (L'viv), Ucraina

Targa commemorativa sull'edificio in cui è vissuto

Una targa in bronzo ritrae il volto dello scrittore e ricorda il luogo in cui è vissuto.
Indirizzo: via Chekhova 7, L'viv, Oblast di L'viv (Leopoli), Ucraina (вулиця Чехова 7, Львів, Львівська область, Україна)

 

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I luoghi di Carlo Goldoni

Italy Venezia

Goldoni nacque a Venezia nel 1707 e vi visse per circa trent'anni, in modo discontinuo, fino al 1762. Sono almeno nove le case in cui soggiornò nella città veneta:
- Ca' Centani (dal 1707 al 1719);
- Palazzo in Calle della Commedia (dall'autunno 1721 all'estate 1722);
- Palazzo in Calle dell'Amor (dal febbraio 1731 al gennaio 1733);
- Ca' del Duca (dall'autunno 1734 all'inverno 1736);
- Palazzo in Ponte di Santa Maria (dall'ottobre 1736 al settembre 1737);
- Palazzo in Calle Gussoni (dall'ottobre 1737 al dicembre 1740);
- Palazzo in Calle della Testa (dal gennaio 1741 al marzo 1743);
- Palazzo in Corte San Zorzi (dal settembre 1748 all'estate 1760);
- Palazzo in Calle delle Balotte (dall'autunno 1760 all'aprile 1762).fonte14x14

Casa museo di Carlo Goldoni

La casa dove Carlo Goldoni nacque il 25 febbraio 1707 e visse fino ai 12 anni, si affaccia sul Rio di San Tomà ed è un palazzo gotico costruito tra XIV e XV secolo, noto col nome Ca’ Centani (o Zentani). Originariamente appartenuta alla famiglia Rizzi, rappresentata dal riccio scolpito raffigurato sul pozzo nella corte, vi si stabilì Carlo Alessandro Goldoni, nonno del celebre commediografo, alla fine del Seicento, e rimase di proprietà della famiglia fino al 1719, quando fu acquisita dalla contessa Manassero. Già nel 1914 ci fu un tentativo di trasformare la casa di Goldoni in un museo, grazie all'iniziativa dello studioso Aldo Ravà, il conte Piero Foscari e il commendatore Antonio Pellegrini, che avevano acquistato l'edificio, ma il loro proposito si poté realizzare solo dopo la guerra, quando il Comune di Venezia, a cui era stato donato nel 1931 il palazzo, lo restaurò e lo destinò a museo, aperto dopo la guerra, inaugurandolo il 4 giugno 1953.
Oggi presenta al primo piano un percorso incentrato su Goldoni aperto ai visitatori, mentre al secondo piano si trova una ricca biblioteca tematica consultabile su richiesta.
Per accedere al primo piano, si attraversa la corte del palazzo che, oltre alla caratteristica scala esterna, presenta un tavolo su cui è ricostruita la topografia della Venezia settecentesca, evidenziando le (almeno) nove case di Goldoni e i teatri dell'epoca.
Salendo al primo piano, ovvero il cuore del museo, abbiamo soltanto tre sale che, pur offrendo un piccolo allestimento, conservano qualche elemento di grande pregio, su tutti il teatro delle marionette settecentesco, un esemplare originale proveniente da Palazzo Grimani dei Servi dotato di una trentina di marionette dell'epoca, simile a quello che il padre del drammaturgo, Giulio Goldoni, dovette aver regalato al figlio per il suo divertimento.
La stanza centrale del piano terra, presenta la riproduzione di alcune scene tratte dalle commedie goldoniane, incentrandosi sui nuclei tematici delle sue opere. L'ultima stanza invece si incentra sulla vita di Goldoni e mette in mostra due dei suoi ritratti, uno ad opera di Alessandro Longo, l'altro anonimo. 
In una stanzetta del museo è possibile assistere inoltre ad un documentario sul drammaturgo e la sua città.
Indirizzo: Ca’ Centani (o Zentani), San Polo 2794, Venezia

sito Sito: http://carlogoldoni.visitmuve.it 
a-pagamento Ingresso a pagamento. Adulti 5 €.

 

Teatro Goldoni

È uno dei teatri più famosi di Venezia, secondo solo alla Fenice. Nato nel 1622, quando già esistevano in città Teatro Michiel, il Teatro Tron e il Teatro di San Moisè, è tuttavia il più antico teatro ancora esistente.

Originariamente prendeva il nome di "Teatro Vendramin di San Salvador", dal nome della famiglia Vendramin che l'aveva fatto costruire, e per il primo trentennio della sua storia vide sul suo palcoscenico unicamente spettacoli comici. Dopo l'incendio del 1653, i proprietari Andrea e Zanetta Vendramin decisero di affidarlo a impresari che, dietro il pagamento di un affitto annuo pari a 1000 ducati, potevano allestire la stagione teatrale tenendosi gli introiti. Uno degli impresari più famosi fu Gaspare Torelli.
Agli inizi del Settecento iniziò ad essere chiamato "Teatro di San Luca" e nel 1752, sotto la direzione di Antonio e Francesco Vendramin, la stagione fu affidata a Carlo Goldoni, il quale aveva già lavorato dal 1734 al Teatro San Samuele (di proprietà dei Grimani, teatro rivale del San Luca dei Vendramin), dal 1737 aveva diretto il Teatro San Giovanni Grisostomo (sempre della famiglia Grimani) e dal 1748 al 1753 aveva lavorato presso il Teatro Sant’Angelo sotto le direttive del capocomico Girolamo Medebach per cui compose 40 commedie tra cui La Locandiera.
Al Teatro San Luca Goldoni compose altri successi come la Trilogia della villeggiatura e Il campiello, fino alla sua partenza definitiva da Venezia, diretto a Parigi, nel 1761.
Il teatro fu ristrutturato nel 1776. L'attività teatrale proseguì e, nonostante la breve chiusura nel 1807 voluta dai conquistatori francesi, riaprì nel 1817 sotto il dominio austriaco. Nuovi lavori di ristrutturazione nel 1833 comportarono il cambio del nome in Teatro Apollo e dal 1844 fu condotto per quasi quarant'anni, abilmente noostante le difficoltà, dalla vedova di Domenico Vendramin, Regina De Marchi.
Nel 1875 fu intitolato a Carlo Goldoni su iniziativa dell'attore Angelo Moro Lin.
Nel 1947 il teatro fu chiuso per inagibilità e riaprì soltanto 32 anni dopo, nel 1979, inaugurato con un allestimento della Locandiera di Goldoni. Ora il teatro era di proprietà del Comune ed era stato nuovamente ristrutturato, un progetto che aveva causato numerose polemiche, una delle cause della prolungata chiusura. Dal 1992 la sua gestione è stata affidata al Teatro Stabile del Veneto.
Il teatro è visitabile in alcuni giorni particolari, indicati nel sito ufficiale.
sitoSitohttp://www.teatrostabileveneto.it/

Teatro San Giovanni Grisostomo, oggi Teatro Malibran

Venne costruito sul sito in cui si trovava la casa di Marco Polo, distrutta da un incendio nel 1597. Il teatro, che originariamente si chiamava Teatro Giovanni Grisostomo, aprì i battenti nel Carnevale 1678 ed era gestito dalla famiglia Grimani, che nei decenni successivi entrò in competizione con la famiglia Vendramin, proprietaria del Teatro San Salvador.
Vi venivano portate in scena opere liriche, tragedie e tragicommedie. Goldoni divenne direttore nel 1737 e quest'esperienza fu molto importante per la sua maturazione artistica, messa a frutto negli anni successivi, quando inizierà a scrivere i suoi capolavori.
Il teatro fu ristrutturato più volte nei secoli, cambiando drasticamente aspetto soprattutto con le modifiche strutturali del 1919 che fecero largo uso di cemento armato. Intanto nel 1835 aveva cambiato deonominazione in "Teatro Malibran", dal nome della grande cantante Maria Malibran, interprete in questo teatro della Sonnambula di Bellini.
Nel corso del Novecento perse sempre più la sua vocazione teatrale per diventare una sala cinematografica fino a quando fu acquisito dal Comune di Venezia, nel 1992, che lo fece restaurare.
A seguito del terribile incendio che distrusse il Teatro La Fenice, gli spettacoli che qui sarebbero dovuti essere portati in scena furono provvisoriamente spostati al Teatro Malibran che, anche dopo la riapertura della Fenice nel 2001, è rimasto in attività.
Indirizzo: Calle del Forno 5961, Venezia

Statua di Carlo Goldoni

Al centro del Campo San Bartolomeo, a pochi passi dal Ponte di Rialto, si trova il monumento dedicato a Carlo Goldoni, una statua di bronzo realizzata da Antonio Dal Zotto nel 1883 su piedistallo di Pellegrino Orefice.
Indirizzo: Campo San Bartolomeo, 

 

France Parigi

Targa commemorativa sull'edificio in cui è deceduto

In questo luogo è morto in povertà Carlo Goldoni, il commediografo che ha trionfato a Parigi con l'opera Il servitore di due padroni, il cui protagonista è Arlecchino. La targa recita: "Ici est décédé, pauvre, le 6 février 1793, Charles Goldoni, dit le Molière italien, autour du "Bourru  Bienfaisant". Il était né à Venise l'an 1707. Le chocolatier Ange Toffoli ancien ministre, le commandeur sénateur J. Constantin." --- "Du 6 au 12 mai 1952, Arlequin, serviteur de deux maîtres de Carlo Goldini, a triomphé à Paris; le Piccolo Teatro de Milan dédie ce souvenir à Carlo Goldini qui mourut dans cette maison."
Indirizzo: 21 rue Dussoubs (2ème arrondissement), Parigi

Italy Pavia

Targa commemorativa

In Gli amori di Zelinda e Lindoro Goldoni ambienta la seconda scena del terzo atto in una farmacia situata in Strada Nuova. Una targa installata in questa via recita: "In Strada Nova dirimpetto / all'università vicino / ad uno speciale da medicine / Goldoni, gli amori di Zelinda e Lindoro, atto III, Scena II -- Nel 250° anniversario della nascita del suo grande alunno, l'Università pose / 25 febbraio 1957"
Indirizzo: Strada Nuova 120, Pavia

 

Itinerari correlati

Nella Venezia del Settecento con Carlo Goldoni

 

 

Bibliografia

Casa di Carlo Goldoni, a cura di Anna Scannapieco, Venezia, Marsilio, 2010.
Per la storia del Teatro Goldoni: http://www.teatrostabileveneto.it/

 

I luoghi di Victor Hugo

 

France Parigi

Maison de Victor Hugo

Hugo visse in questo appartamento preso in affitto dal 1832 al 1848 le cui finestre si affacciano su Place des Vosges, all'epoca Place Royale.
Oggi al suo interno si trova una mostra espositiva suddivisa in base a tre periodi importanti della vita dello scrittore: "Prima dell'esilio", "Esilio" e "Dopo l'esilio", una suddivisione già suggerita dallo stesso scrittore in Atti e parole (1875-76).
La prima parte dell'allestimento, "Prima dell'esilio", è affidata a due stanze: l'anticamera e la sala da ricevimento, dove si trovano numerosi ritratti della famiglia e degli amici dello scrittore. In un angolo anche il busto in marmo di Hugo realizzato da Pierre Jean David d'Angers. La sala da ricevimento era decorata anche allora con tendaggi damascati di colore rosso vivo: qui lo scrittore riceveva gli amici ed esponenti del movimento romantico dell'epoca: Théophile Gautier, Lamartine, Dumas, Mérimée, David d'Angers. 
Nella seconda parte si trovano tre stanze che ricreano gli ambienti della casa di Guernesey, dove Hugo si era rifugiato negli anni dell'esilio: in sequenza abbiamo lo studio in stile cinese e il soggiorno di Juliette Drouet, sua fedele amica e amante, e lo studio di Victor Hugo. La particolarità di queste stanze è che la maggior parte dell'arredamento fu progettato e realizzato dallo scrittore stesso che era appassionato anche di design. Infatti era spesso alla ricerca di mobili di antiquariato che con l'aiuto di alcuni falegnami recuperava e rimodellava secondo alcuni progetti da lui disegnati e in parte esposti in questa stanza. In particolare i due pannelli in stile cinese furono progettati da Hugo negli anni 1863-64 e dipinti con l'aiuto dell'artigiano Tom Gore, che aveva già lavorato nella casa di Hauteville.
Le ultime due stanze sono dedicate agli anni successivi all'esilio: Hugo tornò in Francia e si trasferì in un paesino della Normandia, Veules-les-roses, in rue de Clichy (dal 1874 al 1878) e in avenue d'Eylau (oggi avenue Victor Hugo 124, dal 1878 al 1885). Dopo la morte della moglie e di tre figli, visse con la compagnia dell'amico Paul Meurice. La prima stanza, decorata con vivide tappezzerie verdi, espone un pregevolissimo busto scolpito da Auguste Rodin e un noto ritratto dello scrittore ad opera di Léon Boonat, entrambi commissionati da Meurice. Qui è esposto anche il piccolo scrittoio al quale Hugo lavorava in piedi.
L'ultima stanza si trova nella stessa posizione in cui si trovava la stanza da letto in questo appartamento negli anni in cui Hugo lo abitò;  l'arredamento però è quello della sua ultima stanza da letto, a Veules-les-roses, dove spirò, proprio in questo letto, il 22 maggio 1885.
Indirizzo: 6 Place des Voges (6émé arrondissement), Parigi
sito Sito: http://maisonsvictorhugo.paris.fr
gratis Ingresso gratuito
orario Orari di apertura: dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18. Lunedì chiuso.

 

Tomba nel Panthéon di Parigi

Targa commemorativa sull'edificio in cui è vissuto

Hugo ha trascorso parte della sua infanzia, dal 1808 al 1813, negli edifici dell'antico convento dei monaci fogliantini. La targa recita: "Victor Hugo a passé une partie de son enfance, de 1808 à 1813, dans les bâtiments de l'ancien couvent des Feuillantines qui occupait cet emplacement."
Indirizzo: 8 rue des Feuillantines (5ème arrondissement), Parigi

 

Guernsey Guernesey

Hauteville House

La casa di Guernesey è stato il luogo in cui lo scrittore ha soggiornato durante il periodo d'esilio e la sola struttura di sua proprietà. Infatti fu espulso dalla Francia a seguito del colpo di stato di Luigi Napoleone Bonaparte (2 dicembre 1851), e in seguito fu cacciato anche dal Belgio (1852) e dall'isola di Jersey (1855), trasferendosi nell'isola di Guernesey, posta nel canale della Manica, dove acquisto la Hauteville House. Qui visse 15 dei 19 anni d'esilio, ovvero dal 1855 al 1870.
Durante questo periodo scrive la raccolta di poemi di satira politica I castighiLa leggenda dei secoli, I miserabili (1862), I lavoratori del mare (1866) e L'uomo che ride (1869).
Decorata in parte da Hugo stesso, la casa è strutturata su 5 piani da cui si può ammirare il paesaggio e la Havelet Bay. Nel giardino si trova una quercia piantata dallo scrittore stesso nel 1870 cosiddetta "Stati Uniti d'Europa" con la quale predisse la nascita di una federazione che avrebbe unito tutti i paesi europei.
Indirizzo: 38 Hauteville, St Peter Port, Guernesey

sito Sito: http://maisonsvictorhugo.paris.fr
a-pagamento Ingresso a pagamento: intero £7, ridotto £ 5. Richiesta la prenotazione..  
orario Orario di apertura: da aprile a settembre, tutti i giorni tranne il mercoledì, dalle 10 alle 16.

 

Belgium Bruxelles

Targa commemorativa sull'edificio in cui visse

Victor Hugo visse a Bruxelles per un totale di sei anni e finì di scrivere I miserabili a Waterloo, cittadina che ha dato il nome anche alla famosa battaglia in cui è stato sconfitto Napoleone, a 25 chilometri da Bruxelles. Durante questo periodo Hugo cambiò varie volte indirizzo, per poi stabilirsi con la famiglia nel quartiere di Saint Josse, al numero 4 di Place des Barricades, dove visse dal 1866 al 1871.
Oggi una targa commemorativa ricorda il suo soggiorno: «Je me sens le frère / de tous les hommes et / l'hote de tous les peuples.» / Victor Hugo -- En ce lieu, la famille Hugo / a vècu de 1866 à 1871" (trad. "Mi sento fratello di tutti gli uomini e ospite di tutti i popoli -- In questo luogo la famiglia Hugo ha vissuto dal 1866 al 1871").
Durante questo periodo si trasferì a Bruxelles anche l'attrice Juliette Drouet, la donna tanto amata da Hugo che lo seguì ovunque. Viveva al numero 11 di Galerie des Princes, dove lo scrittore andava a farle visita tutti i giorni.
Indirizzo: Place des Barricades 4, Bruxelles

Targa commemorativa sull'edificio in cui visse

La targa recita: "Victor Hugo / a habite / cette maison / en 1852".
Indirizzo: Grand Place, le Pigeon 26-27, Bruxelles

 

Italy Roma

Monumento commemorativo a Villa Borghese

 

 

I luoghi di Notre-Dame de Paris

 

France Parigi

Cattedrale di Notre-Dame

La celebre cattedrale gotica fa da sfondo e dà il nome al romanzo di Victor Hugo. Qui vive il campanaro deforme Quasimodo e l'arcidiacono Frollo.
Indirizzo: Île de la Cité, Parigi

 

 

I luoghi de I Miserabili

 

France Parigi

Musée des Égouts de Paris

Il museo delle fognature di Parigi permette di scorprire la storia del labirinto di fognature sotterranee della città attraverso un percorso di circa 500 metri. Il sistema fognario, sviluppato nei secoli a partire dai primi interventi nel 1300, raggiunse nel 1878 la lunghezza di 600 chilometri.
Per i lettori de I Miserabili può essere interessante da visitare perché nelle fognature parigine è ambientata la scena in cui Javert si confronta con Jean Valjean. Infatti alcuni pannelli sono dedicati proprio a questo romanzo e spiegano come Victor Hugo avesse competenza in materia grazie alla conoscenza dell'ispettore delle fognature Emmanuel Brunesea, da cui trasse ispirazione per il personaggio di Jean Valjean.
Indirizzo: Pont de l'Alma (7émé arrondissement), Parigi
Ingresso a pagamento. Intero €4.30, ridotto €3.50.
orario Orari di apertura: Aperto dal sabato al mercoledì, dalle 11 alle 16 nei mesi da ottobre ad aprile, dalle 11 alle 17 nei mesi da maggio a settembre. Chiuso il giovedì e il venerdì.

 

 

 

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