c8e8a390b130aff90998a34cea127459.jpg
ca18ec6f0a3b9426c99d8e96482c8752.jpg
  • Itinerari
  • Città
  • Autori
  • LUOGHI
tl

autori-correlati-75px

Autori correlati

 

Ludovico Ariosto


Graziolo Bambagiglioli

Targa commemorativa

La targa recita: "In questa via anticamente deno-/ minata Borgetto dei Bamba-/ giglioli, furono le case di quella / cospicua famiglia alla quale / appartenne Graziolo, cancel-/ liere del Comune e primo commen-/ tatore della Divina Commedia".
Indirizzo: via De' Marchi 31, Bologna


Giosuè Carducci


Guido Guinizelli

Targa commemorativa

La targa recita: "Qui nel rione di Portanova / furono le case di Guido Guinizelli / il poeta dalle rime d'amore / «dolci e leggiadre» / e le scuole di Giovanni del Virgilio / che invitò Dante / a cingere l'alloro in Bologna / e di Benvenuto Rambaldi da Imola / che lesse per la prima volta / pubblicamente la Divina Commedia. -- Distrutta nel 1943 per bombardamento aereo / è stata ripristinata nel giugno 1961 a cura del / comitato per Bologna storia e artistica e / del Genio Civile".
Indirizzo: via Volto Santo, Bologna


Giovanni Pascoli


Pier Paolo Pasolini

Targa commemorativa sulla casa natale

La targa recita: "In questa casa il 5 marzo 1922 / nacque / Pier Paolo Pasolini / poeta scrittore regista -- Il Comune di Bologna / giugno 2004".
Indirizzo: via Borgonuovo 2, Bologna


Lorenzo Ruggi

Targa commemorativa

Nell'androne dell'edificio si trova una targa che recita: "Dal 1925 al 1972 / visse in questa sua casa / lo scrittore Lorenzo Ruggi -- Una vita intensa di opere creative / un quotidiano impegno ideale / in difesa del teatro italiano / che ha tanto amato".
Indirizzo: via Barberia 16, Bologna


Alfredo Testoni

Targa commemorativa

La targa recita: "In questa casa / lunghi anni dimorò e morì / Alfredo Testoni / commediografo insigne / gaio interprete dell'anima petroniana -- Il Comune di Bologna / amici ed estimatori / nel primo decennale della morte -- XVII dic. MCMXLI XX E.F.".
Indirizzo: via Alfredo Testoni 9, Bologna

Targa commemorativa

La targa recita: "L'11 ottobre 1856 / nacque in questa casa / Alfredo Testoni / che nella poesia e nel teatro / profuse la giocondità e l'arguzia / della sua cara Bologna -- "La famèja bulgnèisa" - P. 11 - 10 - 1956".
Indirizzo: via San Felice 48, Bologna

I luoghi di Giovanni Pascoli

Italy Castelvecchio, Barga (Lucca)

Casa museo di Giovanni Pascoli

A Castelvecchio, frazione di Barga, in località Caprona, sorge la villa settecentesca, appartenuta ai Cardosi-Carrara, che Giovanni Pascoli elesse come residenza dal 1895 al 1912, anno della sua morte. Qui viveva con la sorella Maria e il cane Gulì. VI si trasferì il 15 ottobre 1985 ma solo nel 1902 riuscì ad acquistare la villa grazie ai proventi dei premi ottenuti vincendo i certami di poesia latina.
Immerso in questo scenario bucolico che gli riportava alla mente l'amato Virgilio, compose le sue raccolte più note, come Myricae, Canti di Castelvecchio e Poemi Conviviali. Alla sua morte la sorella Maria continuò a vivere nella villa (gli sopravvisse di 41 anni) mantenendo intatta la disposizione della casa. Quando morì nel 1953, lasciò da testamento la villa al Comune di Barga che la riaprì ufficialmente il 1° novembre 1960 come museo dedicato alla memoria del poeta.

Oggi il museo si presenta così come vi aveva vissuto Giovanni Pascoli. Si sviluppa su tre piani, ma soltanto due sono aperti ai visitatori.

Al piano terra, si visitano la cucina e la sala da pranzo; inoltre, nella stanza che era stato lo studio di Maria, si trova l'archivio contenente le carte del poeta e della sorella (circa 61.000 manoscritti), molte fotografie e la rassegna stampa che riguardava Pascoli conservata con cura da Maria. 

Al secondo piano si trova lo studio del poeta, con tre scrivanie, una dove scriveva i suoi componimenti, una per gli studi danteschi e una per quelli latini. Si trovano inoltre le camere da letto del poeta e della sorella; e anche la stanza da letto che Pascoli aveva a Bologna, dove morì il 6 aprile 1912, che fu trasportata e fedelmente ricostruita a Castelvecchio. Infine la biblioteca, di grande importanza per ricostruire i suoi interessi e le sue influenze letterarie.

All'esterno della villa si trova il giardino, che ospita vari alberi e arbusti, oltre alla tomba del cane Gulì sotto una piccola colonna e quella del merlo Merlino, un altro affezionato animale del poeta.

Adiacente alla casa si trova la cappella dove sono sepolti il poeta e la sorella all'interno di un sepolcro in marmo realizzato da Leonardo Bistolfi su cui è inciso il dittico composto dallo stesso poeta per la sorella: "Quae nihil optasti nisi pacem pace fruaris / una cum maesto candida fratre soror" ("Tu che nien’altro desiderasti che la pace, di pace godrai, virginale sorella, insieme al tuo mesto fratello"). La scelta del luogo in cui deporre la salma del poeta causò non pochi problemi alla sorella Maria che con convinzione lo volle nella cappella della casa di Castelvecchio. Infatti alla morte del poeta, occorsa a Bologna il 6 aprile 1912, dopo i funerali nella Basilica di San Petronio, la salma partì alla volta di Barga, dove fu custodita nel cimitero comunale per 6 mesi con il pericolo che venisse trafugata perché i cittadini di San Mauro di Romagna, paese natale del poeta, rivendicavano la sepoltura nella loro terra. Alla fine la spuntò la sorella Maria, facendo valere anche la volontà del Pascoli che aveva scritto in una delle sue ultime liriche: "Ch’io ritorni al campanile \ del mio bel San Niccolò \ dove l’anima gentile \ finalmente adagerò". Ogni anno, sempre per volontà della sorella, si tiene una messa commemorativa nell'anniversario della morte del poeta.
Gli affreschi nella cappella sono ad opera di Adolfo Balduini. Sulla parete esterna dell'edificio si trova una lapide che riporta alcuni versi della lirica Il sepolcro, dalle Odi: "Lasciate quell'edera! Ha i capi / fioriti. Fiorisce, fedele, / d'ottobre, e vi vengono l'api / per l'ultimo miele".
L'edificio adiacente alla casa, costruito nel 1934 per ospitare un asilo infantile è oggi la sede della Fondazione Giovanni Pascoli.
Indirizzo: Via Caprona 4, Castelvecchio Pascoli, Barga (LU)
sito Sito: fondazionepascoli.it
a-pagamento Ingresso a pagamento. Adulti: 3.00 €.
orario Orari di apertura: dal 1° ottobre al 31 marzo, il martedì dalle 14 alle 17.15 e dal mercoledì alla domenica dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.15; dal 1° aprile al 30 settembre, il martedì dalle 15.30 alle 18.45 e dal mercoledì alla domenica dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.45. Chiuso il lunedì e il martedì mattina.

 

Italy Barga (Lucca)

Targa presso il Duomo

Sulla salita che porta al duomo di Barga, poco prima di arrivare sul piazzale antistante la chiesa, si trova una targa che ricorda la lirica L'ora di Barga, tratta da I canti di Castelvecchio, ispirata ai rintocchi del campanile che il poeta sentiva dalla sua casa di Castelvecchio. La targa recita: Il suono dell'orologio della torre campanaria / di questo tempio romanico / ispirò al poeta / Giovanni Pascoli / 1855 - 1912 / figlio adottivo della terra barghigiana / i versi sublimi della lirica / "L'ora di Barga" -- S. Pia / Barga 15 ottobre 2006 / A cura dell'Ist. Stor. Lucchese sez. di Barga".
La lirica, intensa e velata di malinconia, si apre con questi versi: "Al mio cantuccio, donde non sento / se non le reste brusir del grano, / il suon dell’ore viene col vento / dal non veduto borgo montano: / suono che uguale, che blando cade, / come una voce che persuade."
La chiesa, in stile romanico, iniziata nel X secolo e completata nel XV, ha una facciata con pregevoli bassorilievi e un arco scolpito a foglie d'acanto. Nell'interno, a tre navate, spicca un pulpito sorretto da quattro colonne, due rappresentano leoni, una un uomo, l'altra un drago.

Targa nel Teatro dei Differenti

Il teatro originario fu costruito nel 1689 e ospitava l'Accademia degli Indifferenti (poi diventata "dei Differenti") che già esisteva dal 1668. Il teatro fu abbattuto e ricostruito nel 1795: l'inaugurazione fu celebrata con la rappresentazione di due opere di Cimarosa, Il matrimonio segreto e Giannina e Bernardone.
Il 26 novembre 1911 Giovanni Pascoli vi pronunciò il discorso La grande proletaria si è mossa. Per questo motivo all'ingresso è stata apposta una targa che recita: "In questo teatro Giovanni Pascoli / il 26 novembre 1911 / diceva / La grande proletaria / ultima strofe del suo canto di vita / primo battito d'ala / per le nuove glorie d'Italia".
Indirizzo: Vicolo del Teatro, Barga (LU)

Caffè Capretz

In questo storico caffè, ritrovo ottocentesco dell'alta società barghigiana, è stata apposta una targa dettata da Giovanni Pascoli che elogia Antonio Mordini e Renato Imbriani. Inoltre il 28 ottobre 1905 vi si tennero i festeggiamenti per celebrare la cattedra di Letteratura Italiana presso l'Università di Bologna, che il poeta aveva appena ricevuto, succedendo a Giosuè Carducci. La targa recita: "Da questa terrazza / il 3 d'agosto del 1897 / Antonio Mordini e Renato Imbriani / contemplarono il tramonto / e il sole illuminando le fronti severe e serene / dei due apostoli dell'ideale / sembrava recingere d'un fulgor di gloria / le due forti generazioni che fecero l'Italia / Sole che quando tramonti, non fai che promettere l'alba, / sia l'italica idea, sia della gloria così".
Indirizzo: Piazza Salvo Salvi 1, Barga (LU)

Casa Salvi

Sulla casa della famiglia Salvi, di cui Giovanni Pascoli fu amico, è stata apposta una targa in bronzo dettata dal poeta: "MDCCCXLIV-MXMIII / A Salvo Salvi milite dell'esercito rosso che combattendo giunse in vista di Trento e ne ritornò ubbidendo, i conterranei di Barga e Coreglia, da lui ben amati, consigliati, amministrati PP nel MCMV - G. Pascoli".
Indirizzo: via del Pretorio, Barga (LU)

Lapide nel cimitero

Nel cimitero di Barga si trova una lapide apposta sul loculo che ospitò per sei mesi le spoglie del poeta. L'iscrizione recita: "Qui trovò il suo primo riposo / Giovanni Pascoli / dal 9 aprile al 6 ottobre / del 1912".
Nel cimitero di Barga inoltre si trova la tomba di Isabella Caproni, la Molly del poemetto Italy, figlia di Enrico Caproni, un emigrato a Cincinnati, negli Stati Uniti, figlio a sua volta di Bartolomeo Caproni, fattore e amico di Pascoli. La ragazza, ormai malata, fu riportata in Italia con la speranza di guarigione, ma morì nel gennaio 1906. Pascoli firmò l'epitaffio: "“O Isabella / Fiore nostro nato sull’Ohio / Gracile fiore portato al sole d’Italia / Che ti guarisse! / O fanciulla Soave / Mente di luce e cuore d’amore / Così rassegnata al tuo precoce martirio! / Yes dicevi quando ti allontanasti dai tuoi / Sì dicesti quando partisti per sempre / A dodici anni!”.
Un'altra iscrizione su una tomba del cimitero è firmata da Pascoli e recita: "Ermella Gonnella / santamente visse la sua vita / e mentre riposava accanto alla dolce figlia / l’anima le si tolse nel silenzio notturno / per guardare vegliare amare / dal più alto del cielo – Giovanni Pascoli". fonte14x14
Indirizzo:  Cimitero Comunale, Località Diversi, Barga (LU)

 

Italy San Mauro Pascoli (Forlì Cesena)

Casa natale

È la casa in cui Giovanni Pascoli è nato il 31 dicembre 1855 ed è vissuto fino all'età di 7 anni.
Dal 1924 è monumento nazionale di proprietà dello Stato ma l'edificio ha subito numerosi danni durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale che hanno comportato una massiccia ricostruzione per ripristinare la casa come era originariamente. La cucina è l'unico ambiente che si è conservato senza subire danni. Oltre alla cucina, al piano terra si trova anche la stanza che ospitava la sala da pranzo dove oggi vi è stata allestita un'esposizione fotografica che illustra la vita del poeta e della sua famiglia.
Al piano superiore della casa si trova la camera da letto e lo studio che il poeta aveva a Bologna quando teneva la cattedra di Letteratura Italiana all'Università. Oggi vi sono esposti il manoscritto originale di Romagna (che porta il titolo della prima stesura, Colascionata Prima a Severino Ferrari Ridiverde), alcune prime edizioni delle sue opere e alcuni vocabolari a lui appartenuti.
Nel giardino, oltre a un busto bronzeo che raffigura il poeta, sono coltivate alcune specie che menziona nelle sue poesie, tra cui l'erba cedrina, il giaggiolo, la mimosa rosa, il gelsomino. Annessa al giardino è la piccola cappella, forse di costruzione seicentesca, detta anche Chiesetta della Madonna dell’Acqua, dove la madre era solita raccogliersi in preghiera.
Sulla parete esterna della casa sono apposte alcune targhe commemorative. Prima targa: "San Mauro vuole sia ricordato / che qui nacque / il 31 dicembre 1855 / Giovanni Pascoli / il grande poeta della bontà"; seconda targa: "6 aprile 1912 - 6 aprile 1962 / A / Zvanì / nel cinquantenario della morte / Il «nido di lodola tra il grano»"; terza targa: "«M'era la casa avanti / tacita al vespro puro, / tutta fiorita al muro / di rose rampicanti» -- G. Pascoli / 21 settembre 1924".
Indirizzo: Via Giovanni Pascoli 46, San Mauro Pascoli (Fc)
sito Sito: http://www.casapascoli.it
a-pagamento Ingresso a pagamento. Adulti 2.00 €.
orario Orari di apertura: dal martedì alla domenica, dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 16.00 alle ore 18.00. Chiuso il lunedì, il 1° gennaio e il 25 dicembre.

Villa Torlonia

Era la villa dei Torlonia di cui il padre del poeta, Ruggero Pascoli, era amministratore. La famiglia del poeta vi visse dal 1862 al 1867, fino all'anno in cui morì il padre, assassinato il 10 agosto 1867 di ritorno da Cesena, episodio reso famoso dalla straziante lirica La cavallina storna.
La Villa rimase di proprietà dei Torlonia fino agli anni Cinquanta, poi passò al Comune nel 1983 che provvide a restaurarla e aprirla ai visitatori.
Oggi fa parte del progetto "Parco Poesia Pascoli" assieme alla casa natale del poeta.
Indirizzo: via Due Martiri 2, San Mauro Pascoli

 

Italy Bologna

Targa commemorativa sulla casa in cui è deceduto

Pascoli morì il 6 aprile 1912 nella sua casa di Bologna, in via dell'Osservanza, probabilmente di cirrosi epatica. I funerali si svolsero nella Basilica di San Petronio e successivamente la salma partì alla volta di Barga, dove fu custodita per 6 mesi, prima di essere traslata nella cappella della casa di Castelvecchio, non senza polemiche da parte dei cittadini di San Mauro, paese natale del poeta, che rivendicavano la sepoltura nella loro terra delle sue spoglie.
Una targa sulla casa bolognese, apposta in epoca fascista, ricorda che il poeta ha soggiornato per alcuni periodi in questa casa dal 1906 al 1912 (la sua residenza era a Castelvecchio, nel comune di Barga). L'iscrizione recita: "Qui ebbe dimora / dal MXMVI al MXMXII / e qui chiuse la sua giornata mortale / Giovanni Pascoli / nel latino nuovo ed antico / poeta e profeta dell'Italia giovane / e dei risorti fasci di Roma -- Il fascio di combattimento di Bologna / nell'anno XI E.F."
Indirizzo: via dell'Osservanza 4, Bologna

 

Italy Lucca

Targa commemorativa

A Lucca "Perché in questa casa / fu solito dimorare / Giovanni Pascoli / ospite del mercante lucchese / Alfredo Caselli / i cittadini memori / vollero qui per sempre congiunto / il nome del grande poeta / e dell'umile amico fedele -- XII ottobre MCMXXIV".
Indirizzo: Via Fillungo, Lucca

 

Italy Matera

Targa commemorativa

La targa apposta a 50 anni dalla morte del poeta nel 1972, recita: "A / Giovanni Pascoli / nel cinquantesimo / anniversario / della sua morte / qui / dove dimorò in Matera il poeta / di San Mauro di Romagna / Iniziando la lunga opera sua / di maestro / con essa affiancando e integrando / l'esercizio della divina poesia -- Celebrazioni pascoliane in Lucania / MCMLXII".
Indirizzo: piazza Vittorio Veneto, Matera

 

Italy Massa Carrara

Targa commemorativa

Presso il Liceo "Pellegrino Rossi" è apposta una targa che ricorda il periodo di insegnamento del poeta in questa scuola. L'iscrizione recita: "A Giovanni Pascoli / poeta delle prime Myricae / sotto l'ospite cielo di Massa / ed in questo liceo dal 1884 al 1887 / maestro dotto e geniale / di lettere antiche -- Scolari e cittadini / con memore affetto -- Massa, 12.X.1988".
Indirizzo: Via Democrazia 26, Massa

 

Italy Livorno

Targa commemorativa sul liceo in cui insegnò

Come illustrato dalla targa, Pascoli insegnò latino e greco dal 1887 al 1895 nel Liceo "Niccolini Guerrazzi" di Livorno. Il testo recita: "In questo liceo / auguralmente intitolato a G.B. Niccolini / insegnò latino e greco / dal 1887 al 1895 / Giovanni Pascoli / anima fervida di libertà e di umanità / che espresse nel suo canto / le voci della natura e della vita / la serenità nel dolore / le fraterne consolatrici speranze nei cuori / e illuminò poesia e magistero / con senso e intelletto d'arte / di classiche bellezze -- La Civica Amministrazione / nel centeneario della nascita del poeta / 31 dicembre 1955".
Indirizzo: via Maggi 50, Livorno.

Targa commemorativa sulla casa in cui è vissuto

Nel 1887 Pascoli viene trasferito da Massa a Livorno, dove gli viene assegnato l'incarico di docente di latino e greco presso il Liceo "Niccolini Guerrazzi". Con le sorelle Ida e Maria, l'unica famiglia che gli è rimasta (i genitori e i due fratelli maschi erano morti nell'arco di pochi anni), si trasferisce a Livorno e prende alloggio al quarto piano di un edificio in via Micali. La sorella Maria scrive a riguardo: "...dal ridente soggiorno di Massa, tutto profumo d’aranci e di limoni, ci trovammo in uno squallido appartamento a un quarto piano di via Micali". Poco tempo dopo si trasferiscono in un'altra casa, sempre in via Micali, ma più ampia e gradevole con un bel giardino, dove oggi è apposta la targa commemorativa. Durante questo periodo inizia la collaborazione con la rivista Vita nuova su cui escono le prime poesie della raccolta Myricae, poi pubblicata nel 1891.
La targa recita: "Qui negli anni MDCCCLXXXVII _ LXXXVIII / fiorirono le strofe delle sempre verdi "Myricae" / dalla mente sovrana / dall'anima virgiliana e francescana / di Giovanni Pascoli / che cantando i suoi morti / ascoltando le voci delle cose / degli uccelli dei bimbi / nel vario piccioletto verso / cesellava immagini grandi e immortali -- G.T.T.".
Indirizzo: via Micali 11, Livorno.

 

Italy Urbino

Busto commemorativo

Nel giardino di Piazzale Roma, vicino al noto monumento dedicato a Raffaello, si trova un busto commemorativo che ritrae il poeta che a Urbino aveva studiato presso i padri Scolopi dal 1862 al 1871.
A quel periodo dedica la lirica L'aquilone: "[...] Or siamo fermi: abbiamo in faccia Urbino / ventoso: ognuno manda da una balza / la sua cometa per il ciel turchino [...]".
Indirizzo: piazzale Roma, Urbino

 

Italy Ravenna

Busto commemorativo

L'incisione sulla colonna su cui poggia il busto recita: "A G. Pascoli il Comune di Ravenna".
Indirizzo: piazza Anita Garibaldi, Ravenna

 

I luoghi di Giovanni Boccaccio

Italy Certaldo

Certaldo si contende con Firenze il titolo di città natale di Boccaccio. Non si sa tuttora quale sia l'esatta città natale: il futuro poeta nacque da una relazione extraconiugale che il padre, Boccaccino di Chellino, ebbe con una donna di umili origini. Di per certo sappiamo che la famiglia era originaria di Certaldo, motivo per cui Boccaccio si firmava "Iohannes de Certaldo".
Certaldo è inoltre l'ambientazione della novella VI, 10 del Decameron, il cui protagonista, Frate Cipolla, richiama anche nel nome lo stemma del paese di Certaldo sin dal XIII secolo: uno scudo diviso verticalmente in due sezioni, una bianca e l'altra rossa, sulla cui metà sinistra è raffigurata una cipolla.

Casa museo

È la casa in cui si ritiene che Giovanni Boccaccio visse gli ultimi anni della sua vita, dal 1361-62 al 1375, anno della morte. L'edificio fu acquistato nel 1821 da Carlotta Lenzoni de' Medici forse a seguito della denuncia che Lord Byron scrive in versi nel suo Childe Harold's Pilgrimage sulla distruzione della tomba del poeta.
Nel 1826, dopo alcuni lavori di ristrutturazione, fu commissionato a Pietro Benvenuti, un pittore fiorentino in voga all'epoca, un affresco raffigurante il poeta ed ebbe inizio un costante flusso di visitatori come testimoniato dal ricco registro. Dopo la scomparsa di Carlotta Lenzoni, gli eredi donarono l'immobile allo Stato che a sua volta lo affidò all'Associazione Pro Loco Certaldo nel 1940.
Il 15 gennaio 1944, la casa venne gravemente danneggiata a causa di un bombardamento aereo, ma si salvò miracolosamente la parete con l'affresco di Benvenuti. Al termine della Seconda guerra mondiale iniziarono i lavori di ricostruzione, poi conclusisi nel 1954. Due anni dopo, nel 1956, la Soprintendenza ai Monumenti di Firenze affidò l'immobile a Giuseppe Fontanelli, un maresciallo dei carabinieri in congedo nonché appassionato di studi letterari, che cominciò a raccogliere testi e cimeli relativi al Boccaccio formando una ricca biblioteca specializzata. fonte14x14
Al primo piano dell'edificio si trova "la stanza del Poeta" dove si trova l'affresco di Pietro Benvenuti commissionato nel 1826 da Carlotta Lenzoni de' Medici che raccolse anche alcuni mobili e oggetti d'epoca, molti dei quali andati distrutti durante il bombardamento del 1944.
Tra gli oggetti di interesse ci sono 9 scarpe da donna spaiate che risalgono al Trecento, ritrovate dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale e, al piano terra, il bozzetto della lastra tombale che fu commissionata dalla Società Storica della Valdelsa allo scultore Mario Moschi nel 1949, quando fu riconosciuta ufficialmente la locazione della tomba del Boccaccio, nella Chiesa dei SS. Michele e Jacopo, dove attualmente si trova l'originale scolpito da Moschi.
Tra gli altri oggetti esposti ci sono una collezione di medaglie che rappresentano alcune novelle del Decameron, create per l'Ente Nazionale Boccaccio dal 1957 in occasione del VI centenario della morte del poeta, e una collezione di costumi indossati dalle attrici del laboratorio teatrale "Oranona" che hanno portato in scena alcune novelle del Decameron.
Oggi la casa è anche sede dell'Ente Nazionale Boccaccio e di una biblioteca specializzata che nasce grazie all'impegno dello studioso Giuseppe Fontanelli. Oltre ad alcuni testi antichi donati da Domenico Tordi scampati alla distruzione della Seconda guerra mondiale, la biblioteca conserva circa 3500 tomi incentrati sul poeta, tra cui testi di critica in lingue straniere.
La casa museo si trova nella parte medievale della cittadina che sorge su un colle raggiungibile a piedi oppure tramite la funicolare che parte da piazza Boccaccio.
Indirizzo: via Boccaccio 18, Certaldo Alta (FI)
sito Sito: http://www.casaboccaccio.it/
a-pagamento Ingresso a pagamento. Adulti 4 €.
orario Orari di apertura
: da aprile a ottobre, tutti i giorni dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 19.00. Da novembre a marzo, tutti i giorni dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 16.30. Chiuso il martedì.

Tomba di Giovanni Boccaccio

La chiesa in stile romanico custodisce al suo interno le spoglie di Giovanni Boccaccio. Il sepolcro è incastonato nel pavimento al centro della navata, riconoscibile per la lastra marmorea commissionata dalla Società Storica della Valdelsa allo scultore Mario Moschi nel 1969. 
L'attuale locazione non è quella originaria perché la tomba del Boccaccio ha avuto una storia travagliata iniziata nell'Ottocento con il decreto del duca Leopoldo nel 1783 che proibiva le sepolture nelle chiese. Sembra che il sepolcro fu aperto e le ossa sparse nel cimitero della chiesa. Nel 1818, Lord Byron denunciò la distruzione della tomba del poeta nei versi del suo Childe Harold's Pilgrimage.
Nel 1913 il preposto di Certaldo don Alessandro Pieratti annunciò il ritrovamento della vera tomba del poeta all'interno della chiesa, nei pressi dell'antico ingresso, perché l'edificio era stato modificato più volte negli anni. Dopo alcuni studi, nel 1949 fu riconosciuta ufficialmente la tomba del poeta anche se tra gli studiosi persistono molti dubbi sull'effettiva appartenza al poeta dei resti qui custoditi (alcuni ritengono che si tratti di resti ritrovati nella zona archeologica di Certaldo). fonte14x14
Indirizzo: Chiesa dei Santi Jacopo e Filippo, Certaldo Alta (FI)

Statua di Giovanni Boccaccio

La statua fu commissionata dal Comune di Certaldo nel 1875, in occasione della commemorazione per il V centenario dalla morte del poeta alla quale partecipò e tenne un discorso Giosuè Carducci. L'opera fu completata dallo scultore Augusto Passaglia nel 1879. La cerimonia di inaugurazione avvenne il 22 giugno 1879 con una festa che vide la partecipazione delle autorità, delle bande cittadine di Certaldo e dei paesi limitrofi, dello studioso Attilio Hortis che pronunciò un discorso; furono organizzati inoltre altri festeggiamenti come corse di cavalli e la rappresentazione dell'opera Il Boccaccio a Napolifonte14x14
Il piedistallo su cui fu posta la statua doveva accogliere una serie di lamelle in bronzo che illustravano la vita del Boccaccio commissionate allo stesso Augusto Passaglia che ne realizzò i calchi in gesso. Le lamelle non furono però mai prodotte per motivi economici. La lapide sul basamento riporta l'iscrizione: "A Giovanni Boccacci / la patria / XXII giugno / MDXXXLXXIX". 
La statua è stata restaurata nel 2011.
Indirizzo: Piazza Boccaccio, Certaldo (FI)

 

Italy Firenze

Targa sull'edificio dove si trovava la casa natale

Nel luogo dove presumibilmente nacque Giovanni Boccaccio è stata posta una targa con una citazione da Giovanni Gherardo da Prato: "Chiamato fui messer Giovan Boccaccio, / nacqui in Firenze al Pozzo Toscanelli / di fuor sepolto a Certaldo giaccio. --- Giovanni Gherardi da Prato 1367 - 1445 / Sonetto per Giovanni Boccaccio".

Indirizzo: via Toscanella, Firenze.

Affresco nel palazzo dell'Arte dei Giudici e Notai

Nel palazzo dell'Arte dei Giudici e Notai, al primo piano di quello che oggi è un ristorante, si trova un antico ritratto di Boccaccio inserito in un ciclo di affreschi dedicato ai poeti fiorentini. Oltre a Boccaccio è ancora visibile il ritratto di Dante Alighieri (sulla sinistra), mentre sono andati perdute le raffigurazioni degli altri due letterati, probabilmente Francesco Petrarca e Zanobi da Strada
Indirizzo: Via del Proconsolo 16r, Firenze

   

 

Italy Arezzo

Targa commemorativa

Arezzo è l'ambientazione della IV novella della VII giornata del Decameron: "Fu adunque già in Arezzo un ricco uomo, il qual fu Tofano nominato [...]". La targa recita: "Pozzo di Tofano -- Giovanni Boccaccio / ricordava / nel "Decamerone" / Giornata VII Novella IV -- A cura della Brigata Aretina / Amici dei Monumenti - 1958".
Indirizzo: Via Orto 15, Arezzo

I luoghi di Seamus Heaney

 

United Kingdom Bellaghy, Irlanda del Nord

Museo "Seamus Heaney Homeplace"

Il museo è stato inaugurato nel settembre 2016 riconvertendo una vecchia caserma della RUC (Royal Ulster Constabulary, la polizia federale dell'Irlanda del Nord fino al 2001), un lugubre ricordo del conflitto nordirlandese. Il piccolo paese di Bellaghy nell'Irlanda del Nord è il luogo in cui il Premio Nobel è cresciuto ed è stato sepolto alla morte nel 2013. La mostra, collocata su due piani, si incentra sul periodo dell'infanzia del poeta, soffermandosi sul paesaggio e sulle persone che hanno ispirato i versi del poeta. Oltre a numerosi contenuti multimediali, custodisce manoscritti e oggetti personali appartenuti a Heaney. Al suo interno si trova inoltre uno centro polivalente progettato per incoraggiare le arti, non solo letteratura, ma anche arti visive e teatro.
Indirizzo
: 45 Main Street, Bellaghy, County Londonderry
sito Sito
http://www.seamusheaneyhome.com/
a-pagamento Ingresso a pagamento. Adulti £7.
orario Orari di apertura: aperto tutti i giorni; dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 17, la domenica dalle 13 alle 17.

Tomba nel cimitero di Bellaghy

Il poeta è sepolto nel cimitero del piccolo paese di campagna in cui è cresciuto, presso la St Mary's Parish Church. Sulla lapide, installata nell'agosto del 2014, è inciso un verso tratto dalla poesia The Gravel Walks che ha declamato nel discorso di accettazione del Nobel nel 1995: "Walk on air against your better judgement" ("Cammina nell'aria contro le tue convinzioni").
Indirizzo: Bellaghy Cemetery, Bellaghy, County Londonderry



I luoghi di Virginia Woolf

United Kingdom Londra

Dopo la morte del padre, Leslie Stephen, nell'autunno del 1904, Virginia si trasferì con i fratelli Thoby, Adrian e Vanessa dalla casa di famiglia in Hyde Park Gate 22 al numero 46 di Gordon Square, dove iniziarono a organizzare incontri con gli amici di Thoby, studenti di Cambridge, tra cui Edward Morgan Forster, Roger Fry e Lytton Strachey, con cui formarono il Bloosmbury Group.
Alla morte di Thoby e in seguito al matrimonio di Vanessa con Clive Bell, nell'agosto 1907 Virginia si trasferì in una casa precedentemente appartenuta a George Bernard Shaw in Fitzroy Square con il fratello Adrian con il quale spesso aveva dei contrasti. Quando l'affitto giunse alla scadenza, nel novembre 1911, si trasferirono al numero 38 di Brunswick Square, in appartamento con altri giovani: lei al terzo piano, Adrian al secondoil futuro marito di Virginia, Leonard Woolf al quarto, Duncan Grant e John Maynard Keynes  entrambi al piano terra. Oggi questo edificio non esiste più perché la piazza ha cambiato volto nel corso degli anni. fonte14x14
I coniugi Woolf si trasferirono inizialmente in Fleet Street, dove per i pasti frequentavano spesso Ye Olde Cock Tavern, un locale che aveva visto tra i suoi avventori anche Charles Dickens, Samuel Pepys e Alfred Tennyson, e successivamente presero dimora a Richmond, nella Hogarth House, dove abitarono fino al 1924. Dal 1924 al 1939 si trasferirono in Tavistock Square, un'edificio che oggi non esiste più, e dal 1939 al numero 37 di Mecklenburgh Square (anche questo edificio non esiste più). Nel 1919 Virginia e Leonard acquistarono Monk's House, una villetta nel Sussex, dove iniziarono a trascorrere sempre più tempo nella tranquillità della campagna.
Londra compare spesso nei romanzi della Woolf, in particolare in La signora Dalloway e La stanza di Jacob.

Targa commemorativa sull'edificio in cui visse

La targa menziona soltanto il padre di Virginia Woolf, Leslie Stephen. La scrittrice visse fino alla morte di lui, occorsa nel 1904, per poi trasferirsi al numero 46 di Gordon Square.
La targa, rotonda di colore azzurro, recita: "Sir Leslie Stephen / 1832-1904 / scholar / and writer / lived here".
Indirizzo: 22 Hyde Park Gate, Londra

Targa commemorativa sull'edificio dove visse

La targa, rotonda e di colore blu, recita: "Virginia Stephen / (VIRGINIA WOOLF) / 1882 - 1941 / Novelist and critic / lived here 1907-1911". Nello stesso edificio è vissuto per un periodo anche George Bernard Shaw, come ricorda una targa apposta più in alto.
Indirizzo: 29 Fitzroy Square, Londra

Targa commemorativa

La targa recita: "Here and / in neighbouring / houses during / the first half of / the 20th Century / there lived several / members of the / Bloomsbury Group / including / Virginia Woolf / Clive Bell and / the Stracheys". 
Indirizzo: 50 Gordon Square, Camden, Londra

Targa commemorativa sull'edificio dove visse

Visse col marito Leonard in questo edificio dal 1915 al 1924 dove una targa la commemora così: "In this house / Leonard and / Virginia Woolf / lived / 1915-1924 / and founded Hogarth Press / 1917".
Indirizzo: Hogarth House, 34 Paradise Road, Richmond Upon Thames, Londra

Statua commemorativa

Il busto di Virginia Woolf, realizzato da Stephen Tomlin nel 1931, si trova in Tavistock Square, vicino alla statua di Gandhi, a pochi passi dalla casa in cui visse tra il 1924 e il 1939 scrivendo parte dei suoi romanzi e stampando libri con il proprio piccolo marchio indipendente Hogarth House. L'edificio in cui visse con il marito Leopold oggi non esiste più ma si trovava dove oggi sorge il Tavistock Hotel.fonte14x14
Indirizzo: Tavistock Square, Londra

 

United Kingdom Rodmell, Lewes, Sussex

Monk's House

Nel pacifico villaggio di Rodmell sorge questa villetta del XVII secolo che Virginia e il marito Leonard acquistarono nel 1919. Qui i coniugi amavano ritirarsi e ricevere altri importanti visitatori come Edward Morgan Forster, Thomas Stearns Eliot, Roger Fry, Lytton Strachey.
Gli interni sono arredati con oggetti realizzati dalla sorella di Virginia, Vanessa Bell, e il compagno pittore Duncan Grant. I due vivevano a circa 15 chilometri da Rodmell nella Charleston Farmhouse, una villa di campagna anch'essa un luogo di ritrovo per intellettuali e artisti che orbitavano intorno al Bloomsbury Group.
I coniugi Woolf trascorrevano periodi sempre più prolungati a Monk's House, soprattutto a partire dagli anni Quaranta quando il loro appartamento londinese in Mecklenburgh Square fu danneggiato dai bombardamenti aerei. 
Qui Virginia scrisse molti dei suoi romanzi, da La stanza di Jacob a La signora Dalloway, da Gita al faro a Orlando. Anche la sua ultima opera incompiuta, Between the Acts, è ricca di riferimenti alla vita di Rodmell. 
Di particolare fascino era il giardino in cui Virginia si rifugiava per scrivere: preferiva la capanna in fondo al giardino destinata agli attrezzi piuttosto che la sua accogliente stanzetta con ingresso autonomo e vista sul verde circostante. Il giardino era una fonte di ispirazione e procurava serenità e pace alla scrittrice che talvolta soffriva di depressione. Sebbene fosse il marito Leonard quello che, con l'aiuto del giardiniere, si dedicava alla cura delle piante e degli alberi da frutto, anche Virginia prese parte alla sua realizzazione.
Nel marzo 1941 Virginia si uccise annegandosi nel vicino fiume Ouse e il marito Leonard continuò a vivere a Monk's House fino alla sua morte nel 1969.
Nel 1980 la casa è stata acquisita dall'ente inglese per la valorizzazione del patrimonio artistico National Trust che l'ha resa aperta al pubblico.
Indirizzo: Monk's House, Rodmell, Lewes, Sussex
sito Sito web: https://www.nationaltrust.org.uk/monks-house
a-pagamento Ingresso a pagamento: Adulti £5.50.
orario Orari: Aperto da aprile a ottore, dal mercoledì alla domenica.

 

 

United Kingdom Firle, Lewes, Sussex

Charleston Farmhouse

Charleston Farmhouse era la residenza della sorella di Virginia Woolf, Vanessa Bell, e del suo compagno Duncan Grant, pittore scozzese. I due vi si trasferirono nel 1916 e ben presto divenne un punto di incontro per tutti gli artisti e intellettuali che orbitavano intorno al Bloomsbury Group. La casa fu decorata in modo del tutto originale ispirandosi agli affreschi italiani e allo stile post impressionista, con oggetti e mobili di Omega Workshop, una compagnia fondata da Vanessa Bell, Duncan Grant e Roger Fry nel 1913.
Anche il giardino fu creato dai due su progetto di Roger Fry mescolando influenze dello stile mediterraneo con i giardini dei cottage inglesi. Oltre ad una ricca varietà di specie floreali, vi si trovano alcune statue realizzate da Quentin Bell.
Indirizzo: Charleston Trust, Firle, Lewes, Sussex
sito Sito web: http://www.charleston.org.uk/
a-pagamento Ingresso a pagamento: Adulti £12.00
orario Orari di apertura: da aprile a inizio novembre (cambia ogni anno, controllare il sito ufficiale), dal mercoledì alla domenica. L'accesso è consentito solo ai tour guidati (si può prenotare online o direttamente sul posto in base alla disponibilità)

 

United Kingdom St Ives, Cornovaglia

Talland House

Virginia Woolf era solita trascorrere l'estate in questa elegante villa in stile vittoriano che il padre, Leslie Stephen, aveva deciso di affittare dal 1881 al 1895. Virginia vi trascorse ogni estate fino all'età di 13 anni (dal 1882 al 1894) e questi ricordi rimasero così impressi nel suo immaginario che in seguitò li rievocò nei propri romanzi.
Alla morte della madre nel 1895, la famiglia Stephen smise di trascorrervi le vacanze ma la scrittrice vi tornò anche da adulta, tanto era rimasta incantata da questo splendido paesaggio a pochi passi dalla spiaggia Porthminster Beach. Nei suoi scritti ricorda: "Anche ora mi fa sentire accolta, come se ogni cosa fosse matura; sussurrante, soleggiata... Dai giardini si alzava un mormorio di api... Il ronzio, il canto, l'odore... mi aveva stregato". 
Il faro sull'isola di Godrevy che si vede da Talland House è stato l'ispirazione per Gita al faro (To the Lighthouse), e anche se la scrittrice ha ambientato la scena a Skye, il paesaggio è chiaramente quello di St Ives. Echi di questi luoghi si ritrovano anche nei romanzi La stanza di Jacob (Jacob's Room) e Le onde (The Waves).
Oggi la casa è proprietà privata e viene talvolta affittata per lunghi e brevi soggiorni.
Indirizzo: Tregenna Hill, St. Ives, Cornovaglia

 

I luoghi di Ugo Foscolo

 

Italy Firenze

Basilica di Santa Croce

Villa dell'Ombrellino, Bellosguardo

Fu edificata nel 1372 sulla collina di Bellosguardo, a sud-ovest di Firenze, da cui si gode una splendida vista sulla città. Appartenne alla famiglia Segni per quattro secoli fino al 1815, quando passò alla contessa Teresa Spinelli Albizi che, oltre a farla ristrutturare, fece installare una struttura in ferro a forma di ombrello cinese da cui ha origine il nome attuale, "Villa dell'Ombrellino". In seguito passò alla famiglia russa Zubov nel 1874 che la congiunse con l'adiacente Villa della Torricella, mentre all'inizio del Novecento fu acquisita dal colonnello inglese George Keppel e da sua moglie Alice,  ereditata poi alla loro morte dalla figlia Violet Trefusis. Oggi è ancora proprietà privata ed è chiusa al pubblico.
Nei secoli ebbe ospiti illustri: dal 1617 al 1631, nella Villa della Torricella, soggiornò Galileo Galilei che scrisse il Dialogo sui massimi sistemi. Ugo Foscolo vi soggiornò nel 1812-13 menzionandola ne L'inno a Vesta, il secondo inno del poemetto Le Grazie.
Negli anni Settanta dell'Ottocento vi soggiornò lo scrittore americano Charles Eliot Norton.
Sul muro di cinta della villa è stata apposta una targa, oggi in uno stato di abbandono che la rende quasi illeggibile, sulla quale sono incisi i nomi dei molti personaggi illustri stranieri legati a Bellosguardo. La targa recita: "Qui dove la grazia del colle e del cielo / esalta la qualità del pensiero e dell'arte / soggiornarono ed operarono / Galileo Galilei Ugo Foscolo / James Fenimore Cooper / Nathaniel Hawthorne / Elizabeth e Robert Browning / Henry James / Robert Lytton / Alfred Austin / Hans von Bulow / Hans von Marées / Adolf Hildebrand / Franz Brentano / Ilsa Blagden / Clara Shumann / Ouida / Jesse White Mario / Walburga Paget / Florence Nightingale / Violet Trefusis".
Indirizzo: Piazza Bellosguardo 11, Firenze. 

 

Italy Venezia

Targa commemorativa sull'edificio in cui visse

In Campo de la Gate una lapide ricorda gli anni che Foscolo trascorse a Venezia durante l'adolescenza. La targa recita: "Dal 1792 al 1797 / tra liberi studi / qui maturò la triste e ardente giovinezza / di / Ugo Foscolo / vissuto per le lettere per le armi per l'Italia / serbato dal fiero animo / alla povertà e all'esilio / assunto alla gloria / tra i grandi poeti della patria".
Indirizzo: Campo de la Gate, Sestriere Castello, Venezia

Targa commemorativa

Isabella Teotochi Albrizzi, nobile di origini greco-veneziane che in seconde nozze aveva sposato il conte Albrizzi, teneva un salotto letterario a Venezia e uno nella villa Albrizzi Franchetti nell'attuale provincia di Treviso. Foscolo era uno degli assidui frequentatori, ma anche altri intellettuali e artisti dell'epoca sono passati dal salotto della Albrizzi. Tra questi: Vincenzo Monti, Vittorio Alfieri, Ippolito Pindemonte, Melchiorre Cesarotti, il poeta dialettale Anton Maria Lamberti, lo scultore Antonio Canova; tra gli stranieri Madame de Staël, Johann Wolfgang von Goethe Lord Byron e Sir Walter Scott.
La targa recita: "In questa casa tenne dimora / Isabella Teotochi Albrizzi / 1760 - 1836 / il cui cenacolo venne / frequentato da artisti / e letterati d'epoca / tra i quali / Ugo Foscolo e Lord Byron"
Indirizzo: Corte di Calle Michiel (oggi San Marco 2407), Venezia

 

Italy Treviso

Villa Albrizzi Franchetti

Costruita tra il 1680 e il 1700 lungo la strada Terraglio, era la residenza della famiglia Albrizzi, ricchi mercanti di tessuti. Isabella Teotochi Albrizzi, amante delle arti, vi istituì il proprio salotto letterario tra cui uno degli ospiti più famosi fu Ugo Foscolo che qui trovò ispirazione per comporre I sepolcri, oltre ad avere una relazione sentimentale con la padrona di casa, anch'essa di origini greco-veneziane come lui.
La Albrizzi teneva anche un salotto a Venezia, in Calle Michiel, che fu frequentato da numerosi intellettuali e artisti.
La villa fu danneggiata pesantemente durante la Prima guerra mondiale. Nel 1973 fu venduta alla provincia di Treviso che l'ha recentemente concessa alla Fondazione Cassamarca.
Indirizzo: via Terraglio 203, Preganziol (Treviso)

 

Italy Pavia

Lapide commemorativa presso l'Università di Pavia

Fu nominato professore di eloquenza, cattedra che si era liberata per la morte del titolare, Luigi Cerretti, e accettò l'incarico nel marzo 1808 ma nell'autunno successivo  una riforma degli studi universitari soppresse alcuni insegnamenti, tra cui il corso di eloquenza. Foscolo tuttavia riuscì a tenere un ciclo di lezioni: la prolusione (lezione introduttiva) si tenne il 22 gennaio 1809 e fu seguita da un folto pubblico. Ad essa seguirono 5 lezioni che si conclusero nel giugno dello stesso anno ponendo fine all'esperienza pavese del poeta. Nel Cortile delle Statue dell'Università di Pavia c'è una lapide a lui dedicata: "Ad Ugo Foscolo / ingegno per esuberanza irrequieto / letterato filologo poeta / chiamato nel MDCCCVIII alla cattedra / d'eloquenza italiana e latina / in questa università / vi trattò e chiarì con ispirato dire / le più riposte bellezze / de' sommi maestri del sublime eloquio / per tenerissimo amor di patria / morì esule e povero in terra straniera / Il municipio pavese / al genio sventurato / P. Q. M."
Indirizzo: Università di Pavia (Cortile delle Statue), Corso Strada Nuova 65, Pavia

Targa commemorativa  sull'edificio in cui visse

Foscolo aveva soggiornato in quella che all'epoca era casa Bonfico in borgo Oleario (così scrive in una lettera), oggi diventata via Ugo Foscolo. L'illustre poeta, infatti, nel 1809 era stato per pochi mesi professore di eloquenza presso l'Università di Pavia prima di trasferirsi a Londra. Nel 1909 è stata installata una targa che recita: "Ugo Foscolo / dato agli italiani il liberale carme fatidico / qui l'anno MDCCCIX posando / dopo i tumulti della giovinezza / alla patria nuove forme di eloquenza e di critica / a sé nuova gloria e l'esilio apprestava -- Cento anni dopo l'Ateneo e la cittadinanza posero".
Indirizzo: via Ugo Foscolo 11, Pavia

 

Italy Montegrotto Terme

Targa dedicata a Le ultime lettere di Jacopo Ortis

Sulla base della croce in cima al Monte Ceva, alto 255 metri, una targa ricorda il soggiorno effettuato dallo scrittore sui Colli Euganei.
Indirizzo: base della croce in cima al Monte Ceva, Località Turri, Montegrotto Terme

 

Greece Zante

Ugo Foscolo nacque nell'isola greca Zacinto, oggi Zante, il 6 febbraio 1778 da padre veneziano e madre greca. All'isola natale Foscolo dedica uno dei suoi più celebri sonetti, A Zacinto, composto tra l'ottobre del 1802 e l'aprile del 1803, incentrato sul tema dell'esilio e della nostalgia per la patria perduta: "Né più mai toccherò le sacre sponde / ove il mio corpo fanciulletto giacque, / Zacinto mia, che te specchi nell'onde / del greco mar da cui vergine nacque...".
La casa natale è stata distrutta in parte nei bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale ed è stata definitivamente rasa al suolo da un terremoto nel 1953.

Busto commemorativo

Indirizzo: piazza Solomos, Zante

Cenotafio

In via Foscolo (Foskolou) si trova un monumento commemorativo su cui è posta una scultura raffigurante un angelo piangente. La lastra di marmo riporta il nome "Ugo Foscolo" scritto in greco e gli ultimi tre versi della poesia A Zacinto.
Indirizzo: Foskolou 54, Zante

 

United Kingdom Londra

Dopo aver rifiutato di prestare giuramento di fedeltà agli austriaci che avevano preso possesso di Milano e istituito il Regno Lombardo-Veneto, lasciò l'Italia come esule volontario il 31 marzo 1815 fuggendo prima in Svizzera e poi trovando rifugio a Londra nel settembre 1816 dove per vivere iniziò a scrivere per alcuni giornali. 

All'arrivo Foscolo soggiorna al Sablonniere Hotel, un albergo in Leicester Square (demolito nel 1870) gestito dall'italiano Pagliano che aveva ospitato anche Giuseppe Mazzini ed era un ritrovo molto frequentato da stranieri (l'edificio fu distrutto nel 1870). fonte14x14

Dal settembre 1817 all'aprile 1818 visse in Edwardes Square (dove oggi si trova una targa commemorativa) e nel giugno 1818 affittò un cottage a East Moulsey, vicino alla residenza della sua amica Pamela Fitzgerald. Nel 1819 si trasferì in un piccolo appartamento sopra un negozio di tessuti al numero 154 di New Bond Street e nel 1822 prende in affitto un cottage vicino Regent's Park a cui dette il nome "Digamma Cottage".
In questo periodo ritrova la figlia Floriana, rimasta orfana e sola, oltre che erede di un buon patrimonio che Foscolo dilapida nel mantenimento del nuovo cottage dalle 13 stanze e dagli arredi sfarzosi. Questo stile di vita lussuoso che non poteva permettersi lo fece sprofondare presto in ristrettezze. Perseguitato dai creditori e costretto a vendere molti dei suoi beni, si trasferì in una zona della città più povera, dapprima in 15 Russell Place, Fitzroy Square, e infine nella sua ultima casa in Turnham Green, parte di un vecchio albergo, "The King of Bohemia", poi diviso in vari appartamenti. L'edificio si trovava all'inizio di Chiswick Lane ma fu demolito nel 1901. Qui Foscolo morì il 10 settembre 1827, assistito dalla figlia. Il funerale si tenne il 18 settembre e fu seppellito nel cimitero di Chiswick.

Targa commemorativa nell'edificio in cui ha vissuto

La targa, rotonda di colore azzurro, recita: "English Heritage / Ugo Foscolo / 1778-1827 / Italian poet / and patriot / lived here / 1817-1818".
Indirizzo: 19 Edwardes Square, Kensington, Londra

Chiswick Old Cemetery

Foscolo morì il 10 settembre 1827 e fu seppellito nel cimitero di Chiswick. Nel 1871 le sue ceneri furono traslate nella chiesa di Santa Croce a Firenze che il poeta aveva celebrato nel carme Dei sepolcri. Nel cimitero di Chiswick si trova tuttora la tomba di granito che ha ospitato le sue spoglie dal 1827 al 1871, conservata per commemorare il poeta. Sulla superficie del cenotafio è incisa l'iscrizione: "This spot where for forty-four years the Relics of Ugo Foscolo Reposed in honoured Custody will be for ever held in grateful Remembrance by the Italian Nation. / From the sacred guardianship of Chiswick to the honours of Santa Croce in Florence the Government and People of Italy have transported the remains of the wearied Citizen Poet 7th June 1871".
Indirizzo: Church Street/Corney Road/Powell's Walk, Chiswick.

Holland House

Holland House era una villa nel quartiere Kensington di Londra. Costruita nel 1605 dal diplomatico Sir Walter Cope (il nome originario dell'edificio era appunto "Cope Castle"), passò in seguito alle potenti famiglie Rich e Fox. Assunse il nome attuale quando Henry Rich, nel XVII secolo, ereditò il titolo di Conte di Holland dal re Giacomo I.
Sotto il terzo barone di Holland e sua moglie Elizabeth, questa casa divenne un centro culturale molto attivo richiamando soprattutto gli esponenti del partito whigs. Tra gli ospiti in visita alla Holland House si annoverano i romanzieri Walter Scott e Charles Dickens, i poeti Thomas Campbell e Samuel Rogers, ma anche lo storico John Allen che divenne consigliere e segretario di Lord Holland e venne soprannominato "Holland House Allen".
Nel XIX secolo fu gravemente danneggiata da un bombardamento dei tedeschi nel 1940. Oggi rimane soltanto l'ala orientale e alcune parti del piano terra che per un periodo è stato adibito ad ostello ("Safestay Holland Park"). L'annesso che costituiva la sala da ballo estiva è oggi un ristorante ("The Belvedere") e la limonaia (orangery) è diventata uno spazio espositivo.
Ugo Foscolo fu introdotto nel salotto da Giuseppe Binda, un lucchese conosciuto a Firenze nel 1812, e iniziò a frequentare il luogo conversando con Lord e Lady Holland in italiano o francese. Conobbe molti esponenti del giornalismo e dell'editoria del tempo, tra cui l'editore John Murray che ripubblicò nel 1817 Ultime lettere di Jacopo Ortis.
Indirizzo: Holland Walk, London, Kensington e Chelsea, Londra.

 

Autori correlati

Scrittori e artisti a Sorrento

Targa commemorativa

La targa cita 51 personaggi illustri che hanno trascorso un periodo nella città ma non è completa perché mancano alcuni nomi tra cui quello di Alexandre Dumas, che fu nominato da Garibaldi soprintendente onorario alle Belle Arti di Napoli, di Paul Bourget, di Maksim Gor'kij e di numerosi pittori. Fu inaugurata il 24 giugno 1933 alla presenza delle delegazioni diplomatiche estere e dall'Italia ufficiale del tempo, rappresentata dalle altezze reali i Principi del Piemonte, dal Senato, dalla Camera, dall'Accademia d'Italia e altre autorità.
L'iscrizione recita: "I poeti letterati gli artisti / che dalle sue primavere odorate / trassero visioni di bellezza / gli eruditi che scrutarono / attraverso i veli del tempo / le sue nobili istorie / gli scienziati / che dalle sue naturali armonie / lessero le divine leggi / d'oltre alpe e d'oltre oceano venienti / Sorrento / ai figli suoi venturi / orgogliosa ricorda / Wolfgang Goethe 1787 / Henry Swinburne 1787 / Scipion Breislak 1798 / Karl Benkowitz 1803 / Anna Necher de Stael 1804 / Henri Beyle (Stendhal) 1811 / Alphonse de Lamartine 1811 / George Byron 1818 / Percy Shelley 1819 / August Graf von Platen 1827-30 / Friedrich W Waiblinger 1827 / August Kopisch 1827 / J Fenimore Cooper 1829 / Silvestre Schendrin1830 / Hector Berlioz 1830 / Walter Scott 1831 / J von Wessemberg 1834 / Alfred de Musset 1834 / Charles Dickens 1845 / Theodor Mommsen 1852 / Ivan Turghieneff 1852 / Paul Heyse 1853-77 / Thomas Read 1853 / Ferdinand Gregorovius 1854 / Christophe Puggaard 1855 / Julia Kavanagh 1857 / H.M. Sculz 1860 / Nikola Cermicewsky 1862 / I J Kraszewski 1864 / Hippolyte Taine 1864 / C A De Saint Beuve 1865 / Harnest B Stowe 1866 / Henrik Ibsen 1867-81 / J W Longfellow 1869 / Emilio Castelar 1875 / Friedrich Nietzsche 1876 / Richard Wagner 1876 / Julius Beloch 1879 / Fanny Lewald 1880 / Edward H Grieg 1872-81 / Sarmiento 1882 / Paul Oppenkeim 1890 / Edmond Rostand 1894 / Francis Marion Crawford 1895-1909 / Emil Bose 1896 / Anatole France 1897 / Leon Tolstoi 1898 / Sybil Fitzgerald 1904 / Friedrich Furgheim 1899-1916 / Pierre de Nolhac 1918 / Duiliu Zamfirescu 1891-1918 -- il Municipio pose - 24 giugno 1905"

Indirizzo: via Califano, Sorrento

 

Maksim Gor'kij

Targa commemorativa

Gor'kij che, in esilio dalla Russia, aveva vissuto dal 1906 al 1913 a Capri, soggiornò a Sorrento dalla primavera 1924 al 1932, dapprima nell'Hotel Cappuccini e poi nella Villa "Il Sorito" delle duchesse Matilde e Elena di Serracapriola, dove in seguito è stata affissa una targa che recita: "Qui dal 1924 al 1933 dimorò dedito / alle sue opere il grande scrittore / dall’unione delle Repubbliche / Sovietiche Socialiste / Massimo Gorki".
Indirizzo: Villa Il Sorito, Capo di Sorrento, Sorrento

 

Henrik Ibsen

Targa commemorativa

La targa recita: "Qui / nel sole / Enrico Ibsen / piangendo sui destini oscuri / dell’uomo / scrisse / Gli spettri / l’anno 1881"
Indirizzo: via Vittorio Veneto (facciata dell'Hotel Imperial Tramontano), Sorrento

 

Bernardo Tasso

Targa commemorativa

La targa, apposta sulla facciata dell'Hotel Imperial Tramontano che dà su piazza Vittoria, recita: "Or mi giova da quest'altero scoglio / delle sirene, udire / gli augelli gai languire, / e il lor dolce cordoglio / sfogar con vario e con canoro stile / chiamando il lieto e dilettoso aprile. -- Sorrento 1543 / Bernardo Tasso - Ode 20° Vol. 2° Rime -- Proposta Università Tassiana 1925 -- a cura di G. Tramontano".
Indirizzo: piazza Vittoria 6 (facciata dell'Hotel Imperial Tramontano), Sorrento

 

Torquato Tasso

I mesi che Tasso trascorse a Sorrento nel 1577 furono i più sereni della sua vita, negli agi della sua casa mentre la sorella Cornelia si prendeva cura di lui, e anche in futuro anelò spesso di tornare a Sorrento, come si legge nelle lettere inviate alla sorella nel 1587.
Vi tornò, malato, nell'aprile 1588 quando la sorella era oramai morta. In questa occasione alloggiò presso il Monastero di Monteoliveto dove, nell'agosto 1588, compose il primo libro di Monteoliveto su richiesta dei suoi ospiti, poi pubblicato nel 1605.

Targa commemorativa

La targa fu installata il 25 aprile 1895 e recita: "In questa casa già dei Sersale / Torquato Tasso / fuggendo "sdegno di principi e di fortuna" / per alcuni mesi dell'anno MDLXXVII / dimorò / confortato dall'affetto della sorella / Cornelia -- La famiglia Fasulo ai Sersale succeduta / questa memoria / nel III centenario della morte / del poeta / auspice il comune / P.".
Indirizzo: via San Nicola 11, Sorrento

Targa commemorativa

La targa recita: "Torquato Tasso a Sorrento nel 1577 -- In un bel mattino di luglio dell'anno 1577 / una barca sorrentina perveniente da Gaeta / approdava al molo della marina di Capo di Cervo / (ora Marina Piccola). Un passeggiero vestito da / pastore scendeva dalla medesima. Alto e / ben complesso nella persona, di aspetto nobile e / dignitoso, egli... - Bartolomeo Capasso: "Il Tasso e la sua famiglia a Sorrento". / Università Tassiana Sorrento / (a cura di Saltovar)".
Indirizzo: piazzale Marina Piccola 31, Sorrento

Statua commemorativa

La statua, installata nel 1870, raffigura Torquato Tasso e poggia su un piedistallo che reca la seguente iscrizione: "A Torquato Tasso / che agli 11 di marzo nel MDXLIV / nacque in questa città / il municipio / memore di tanta fortuna / con pubblico e privato sussidio / nel MDCCCLXX / P."
Indirizzo: Piazza Torquato Tasso, Sorrento

Cattedrale dei Santissimi Filippo e Giacomo

Il primo nucleo della cattedrale fu costruito nel X secolo e consacrata nel 1113. Qui fu battezzato Torquato Tasso nel 1544 e il fonte battesimale che venne impiegato per l'occasione è conservato tuttora nella prima cappella a destra, decorata con bassorilievi marmorei di Andrea Pisano.
Sulla facciata esterna della cattedrale, in stile neogotico, è stata apposta una targa in latino che ricorda il battesimo del poeta e recita: "VII Kal Maias A.R.S. MDCCCXCV / Trecentesimo vertente anno / Ex quo / Torquatus Tasso / decretam triumphi laurum / immortalitatis corona commutavit / heic / ubi baptisma suscepit fidei / cuius afflatu / italas musas ad novum decus evexit / epici christiani carminis parens / Ioseph Giustiniani Archiepus / unanimo cleri populique plausu / qui tanto cive gloriantur / memoriam nullo aetatum flexu interituram / marmori concredidit".
Indirizzo: via Santa Maria della Pietà, Sorrento

 

Virgilio

Targa commemorativa

La targa recita: "Adsis, o Cytherea! tuus te Caesar Olympo / Et surrentini litoris ora vocat -- P. Virgilii Maronis / Catalecta . VI Ad Venerem. -- Università tassiana / ricordo della commemorazione virgiliana / 14 giugno 1925 / a cura di Saltovar".
Indirizzo: piazza Vittoria (facciata dell'Hotel Bellevue Syrene)

Villa Borghese è uno dei più grandi parchi pubblici della città di Roma e si estende su quella che era la tenuta dei Borghese nel 1580, oggi nel quartiere Pinciano e in minima parte nel rione Campo Marzio. Il complesso, composto da numerosi edifici, fu acquistato dallo Stato italiano nel 1901 e ceduto al Comune di Roma nel 1903, destinandolo a uso pubblico. La Villa Borghese Pinciana fu adibita a museo nel 1902 prendendo il nome di "Galleria Borghese". Ospita al suo interno importanti tele di Caravaggio e sculture di Bernini.

Nel parco di Villa Borghese si trovano numerosi monumenti e busti che ritraggono scrittori italiani e stranieri.

I busti del Pincio

All'interno del Parco del Pincio sono collocati 229 busti commemorativi realizzati in quattro serie dal 1851 al 1952.
La prima serie fu voluta della Repubblica Romana nel 1949 ma la collocazione ebbe inizio per volere del papa Pio IX solo a partire dal 1952. La seconda serie fu realizzata dal 1971 al 1978, dopo che Roma era diventata capitale d'Italia: le figure rappresentate sono così prevalentemente legate al sentimento risorgimentale. La terza serie, dal 1917 al 1922, venne realizzata dopo la Prima guerra mondiale e si incentra sugli eroi di guerra. La quarta serie, quella conclusiva, fu realizzata dal 1947 al 1952.
Purtroppo queste sculture sono spesso soggette ad atti vandalici che comportano massicci interventi di restauro.
Tra i personaggi raffigurati ci sono molti scrittori e poeti italiani e latini: Orazio, Virgilio, Cicerone, Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Ludovico Ariosto, Giovanni Boccaccio, Niccolò Machiavelli, Carlo Goldoni, Torquato Tasso, Vittorio Alfieri, Vincenzo Monti, Pietro Metastasio, Giuseppe Parini, Ludovico Antonio Muratori, Giambattista Vico, Giacomo Leopardi, Silvio Pellico, Francesco Domenico Guerrazzi, Giuseppe Gioachino Belli, Aleardo Aleardi, Alessandro Manzoni, Ugo Foscolo, Grazia Deledda.

Monumento a George Gordon Lord Byron

La statua di Byron si trova in Via della Pineta ed è una copia di quella realizzata da Bertel Thorwaldsen che si trova oggi al Trinity College di Cambridge. È stata installata nel 1959.
Sul piedistallo di marmo su cui poggia la scultura sono riportati alcuni versi tratti da Childe Harold:
- "«But I have lived, and have not lived in vain; / My mind may lose its force, my blood its fire, / And my frame perish even in conquering pain; / But there is that within me which shall tire / Torture and Time, and breathe when I expire.» / Childe Harold, IV, CXXXVII."
- "«Oh Rome! my country! city of the soul! / The orphans of the heart must turn to thee, / Lone mother of dead empires! and control / In their shut breasts their petty misery. / What are our woes and sufferance? Come and see / The cypress hear the owl, and plod your way / O er steps of broken thrones and temples. Ye! / Whose agonies are evils of a day / A world is at our feet as fragile as our clay.» / Childe Harold, IV. LXXVIII".
- «Fair Italy! / Thou art the garden of the world, the home / Of all Art yelds, and Nature can decree.» / Childe Harold, IV. XXVI --- Questo monumento / replica dell'opera di Thorvaldsen / al Trinity College di Cambridge / fu qui voluto / da ammiratori italiani inglesi e americani / per ricordare il Poeta / che amo' l'Italia e la libertà / 1959".
Indirizzo: via della Pineta, Villa Borghese

Monumento a Ferdowsi

La statua che raffigura il maggior poeta epico della letteratura persiana medievale, autore di Shāh-Nāmeh ("Libro dei re"), è stata realizzata dallo scultore iraniano Abolhassan Sadighi e donata dalla città di Teheran.
Indirizzo: piazzale Ferdowsi, Villa Borghese

Monumento a Nizami Ganjavi

La scultura del poeta azerbaigiano è stata realizzata da Salhab Mammadov e Ali Ibadullayev. La cerimonia di inaugurazione si è tenuta il 20 aprile 2012.
L'iscrizione sul basamento recita: "Poeta azerbaigiano Nizami Ganjavi 1141 – 1209 / Dono della Repubblica dell'Azerbaigian alla città di Roma, 20 aprile 2012".
Indirizzo: Viale Madama Letizia, Villa Borghese

Monumento a Johann Wolfgang von Goethe

Quello che ritrae Goethe è il primo monumento dedicato a uno scrittore ad essere installato nel parco e fu scelto per il profondo legame che lo univa alla città di Roma. L'imponente scultura è stata realizzato da Valentino Casali e donata da Guglielmo II di Germania. Fu inaugurata nel giugno 1904 alla presenza del re Vittorio Emanuele III.
Le sculture sul piedistallo raffigurano le fasi della poesia del grande scrittore tedesco: Ifigenia e Oreste (che rappresentano la poesia drammatica), Faust e Mefistofele (poesia didascalica) e Mignon e Lotario (poesia lirica).
Indirizzo: viale Goethe, Villa Borghese

Monumento a Nicolaj Gogol

La statua in bronzo, realizzata dallo scultore russo Zurab Cereteli, è stata installata nel 2002.
Indirizzo: Viale Bernadotte, Villa Borghese

Monumento a Victor Hugo

È stato realizzato da Lucien Pallez e installato nel 1905.
Indirizzo: Piazzale Victor Hugo, Villa Borghese

Monumento a Aleksandr Puškin

Realizzato da Yuri Orekow, è stato donato dalla città di Mosca e installato nel 2000.
Indirizzo: Viale Madama Letizia, Villa Borghese

Monumento a Henryk Sienkiewicz

Realizzato da Czeslaw Dźwigaj e installato nel 1950 su commissione dell'Arciconfraternita degli arcieri di Cracovia. Lo scrittore è particolarmente legato alla città per la sua opera Quo vadis?, ambientata nella Roma imperiale durante il governo di Nerone.
Indirizzo: Piazzale Ferdowsi, Villa Borghese

Monumento a Ahmed Shawqi

È stato realizzato dallo scultore egiziano Gamai el Sagimi e stato donato dal Consiglio superiore di letteratura, arti e scienze del Cairo. La statua è stata installata nel 1962.
Indirizzo: Piazzale Paolina Borghese, Villa Borghese

Monumento a Garcilaso de la Vega

Il monumento che rappresenta lo scultore peruviano è stato installato nel 1967 ed è a opera di Joaquin Roca Rey.
Indirizzo: Piazzale Paolina Borghese

 

autori-correlati-75px

Autori correlati

 

Giovanni Marradi

Targa commemorativa

La targa recita: "La quotidiana visione delle / cuspidi del duomo e della torre / repubblicana / diede al verso di / Giovanni Marradi qui ospite / dal 1897 al 1898 accenti di alata / poesia e palpiti di libertà".
Indirizzo: via La Lizza 11, Siena


Federigo Tozzi

Targa commemorativa sulla casa natale

La targa recita: "Federigo Tozzi / romanziere tra i maggiori d’Italia / qui nacque il 1 gennaio 1883 / nel cuore della sua città -- Il Consiglio comunale / cinquant'anni dopo la morte / 1970".
Indirizzo: via Banchi di Sopra, Siena

Targa commemorativa sulla casa in cui visse

Lo scrittore visse in questa casa dal 1908 al 1914 e qui scrisse Con gli occhi chiusi, in cui questa località, Poggio al Vento, compare come "Poggio a' Meli", e il podere qui descritto nelle prime pagine è quello di Castagneto, proprietà del padre dello scrittore.
"Poggio a' Meli si trovava fuori di Porta Camollia per quella strada piuttosto solitaria che dal Palazzo dei Diavoli va a finire poco piu in là del convento di Poggio al Vento. C'era una vecchia casetta rintonacata di rosso, a un piano solo; e congiunta al tinaio e alle abitazioni degli assalariati fatte sopra le stalle [...] Il podere era di qualche ettaro, con la siepe di marrucche e di biancospini su la strada: un piccolissimo appezzamento pianeggiante e coltivato bene; il resto a pendice, fino al fosso di un'altra collinetta che regge le mura della Porta Camollia. (Federigo Tozzi, Con gli occhi chiusi ; Ricordi di un impiegato, Feltrinelli, 1994, p. 6)
Indirizzo: Poggio al Vento, Strada dei Cappuccini, Siena

Procida è la più piccola delle tre principali isole dell'arcipelago campano, dopo Capri e Ischia per grandezza. La sua costa frastagliata è inframezzata da golfi e scogliere sulle quali spuntano edifici pittoreschi, piccoli porticcioli e sprazzi di verde. La città vecchia è arroccata su un colle ed è chiamata "Terra Murata", un borgo medievale a picco sul mare raggiungibile tramite una salita pittosto ripida. L'affascinante atmosfera dell'isola fa da sfondo a libri e film. In particolare, in letteratura è nota per essere l'ambientazione de L'isola di Arturo di Elsa Morante e Graziella di Alphonse de Lamartine.

 

autori-correlati-75px  libri-correlati-75px articoli-sul-blog-75px

 

Autori correlati

Ferdinando Ferrajoli

Targa commemorativa

Nato nel 1901 a Sant’Egidio del Monte Albino da una famiglia aristocratica, si dedicò agli studi di arte, scoprendo in seguito un grande interesse per l'archeologia a cui dedicò molti dei suoi studi, pubblicando i saggi I castelli di Napoli (1964) e Napoli monumentale (1968). La targa recita: "Procida a ricordo di / Ferdinando Ferrajoli / Archeologo scrittore / che elesse questa verde e fantastica isola / dagli accoglienti invitanti / e irraggiungibili paradisiaci sogni / come egli amò definirla / a suo soggiorno preferito / e a sua seconda patria -- Il Comune di Procida / pose il 9-X-1977".
Indirizzo: via Scotti 22, Procida


Alphonse de Lamartine

Vi ambienta una parte del suo romanzo breve, Graziella.


Elsa Morante

Il romanzo che valse a Elsa Morante il Premio Strega nel 1967, L'Isola di Arturo, è interamente ambientato sull'isola. 

Il giardino di limoni

Elsa Morante alloggiava all'albergo Eldorado, una struttura con splendida vista sul mare costruita alla fine dell'Ottocento che era diventata popolare soprattutto negli anni Cinquanta. Sotto il fresco giardino di limoni dell'albergo la scrittrice iniziò la stesura de L'isola di Arturo, pubblicato poi nel 1957. L'attività chiuse i battenti nel 1998 e il Comune prese in affitto la struttura dalla famiglia Mazzella di Bosco, tuttora proprietaria, per aprirvi il “Parco Letterario Elsa Morante“; tuttavia, a causa di alcuni problemi economici sorti tra le due parti, il giardino è oggi chiuso e non è più accessibile in alcun modo (ma è ancora possibile sbirciare all'interno dai cancelli di ingresso).
Indirizzo: via Vittorio Emanuele 225 (dove si trova il ristorante Mimante), Procida

 

Leggere prima di partire per... Procida

Narrativa

Elsa Morante, L'isola di Arturo, Einaudi
Alphonse de Lamartine, Graziella, varie edizioni

Twitter

TurismoLett Oggi è il #BurnsDay! E questo è il museo a lui dedicato nel paese natale, #Alloway, in #Scozia! #burnssupperhttps://t.co/F0eg7XTiAF
TurismoLett 📚 Conoscete Foyles, storica libreria londinese nonché una delle più grandi della città?? Fondata nel 1903, questa… https://t.co/DJ3BjRDawF

Cerca


Ultimi articoli dal blog

Roma, il fascino delle contraddizioni. La città nelle parole degli scrittori

di Frasicelebri.it Roma, città eterna. Visitarla risveglia spesso sentimenti contrastanti, tra l’incanto della storia e...Read More

Il "nido" ricostruito: la casa museo di Giovanni Pascoli a Castelvecchio

di A.M. Abbarbicata su un colle, avvolta da boschi, pascoli e dalle Apuane che si scorgono in lontananza: la casa di Giovanni...Read More

Facebook LikeBox