c8e8a390b130aff90998a34cea127459.jpg
ca18ec6f0a3b9426c99d8e96482c8752.jpg
  • Itinerari
  • Città
  • Autori
  • LUOGHI
tl

I luoghi di Jonathan Swift

Ireland Dublino

Targa commemorativa nella zona in cui nacque

La casa in cui nacque Jonathan Swift non esiste più, ma è stata posta una targa in una zona circostante, vicina al castello di Dublino, che ricorda il luogo così: "In N° 7 Hoey's Court (now demolished) about 100 feet NW of this spot it is reputed that Jonathan Swift, Dean of St Patrick's Cathedral, was born on the 30th day of Novr. 1667 He died on the 19th day of Octr. 1745 - MCMXII".
Indirizzo: Ship Street Little, vicino ad un cancello di ingresso al Dublin Castle, Dublino.
mappa

 

Cattedrale di San Patrizio

Jonathan Swift è stato nominato decano della St Patrick's Cathedral nel 1713. Alla morte è stato qui sepolto accanto a Esther Johnson, nota come Stella, la donna che gli era stata a fianco per molti anni della sua vita. Oggi nella cattedrale sono conservati in una teca degli oggetti a lui inerenti: alcuni manoscritti, la maschera mortuaria, un busto che lo ritrae, la pergamena che gli conferiva il Privilegio della città di Dublino e quella con la quale la Regina Anna lo nominava Decano. 
Indirizzo: St Patrick's Cathedral, St Patrick's Close, Dublino.

 

Scene tratte da I viaggi di Gulliver

Sull'edificio all'angolo tra Bride Street e Golden Lane si possono scorgere una serie di medaglioni di terracotta che raffigurano scene tratte da I viaggi di Gulliver. I medaglioni sono stati realizzati da Michael Charles Keane nel 1985 usando la terracotta trattata a 1160 gradi Fahrenheit (circa 627°). I soggetti si ispirano alle illustrazioni dell'edizione del 1899 ad opera di Arthur Rockman.
Indirizzo: Tra Bride Street e Golden Lane, Dublino

   

Busto commemorativo

All'interno del Dublin Castle si trova la Chapel Royal, progettata da Francis Johnston e costruita nel 1807. Ci sono più di 100 sculture di volti sulle pareti esterne dell'edificio, la maggior parte santi e martiri; sopra la porta nord si trova il busto di Jonathan Swift, posizionato sopra San Pietro (riconoscibile per la chiave che tiene in mano). 
Indirizzo: Chapel Royal, Dublin Castle, Dublino

Literary Parade, St. Patrick's Park 

 

 

Breve biografia

Nato a Tricarico nel 1923 da padre calzolaio e madre sarta, qui frequenta le scuole elementari. In seguito prosegue gli studi prima a Sicignano degli Alburni (SA) e dopo a Cava dei Tirreni (SA).
Nel 1942 si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Roma, ma a seguito della morte del padre è costretto a trasferirsi all'Università di Bari.
Nel 1944 fonda la sezione del partito socialista di Tricarico e viene eletto sindaco nel 1946. Prende parte assieme ai braccianti all'occupazione delle terre negli anni 1949-50 e viene incarcerato con l'accusa di peculato, poi prosciolto perché risultata falsa. Muore all'età di 30 anni a Portici.

 

I luoghi di Rocco Scotellaro

Italy Tricarico, Matera

Centro di documentazione "Rocco Scotellaro"

Istituito dal Comune di Tricarico e dalla Regione Basilicata nel 2003 in occasione del Cinquantenario della morte di Rocco Scotellaro, è un centro di documentazione che raccoglie e custodice ogni forma di documentazione connessa a Rocco Scotellaro e al contesto storico locale. Al suo interno è presente una biblioteca specialistica con opere connesse allo scrittore e un'esposizione fotografica sulla vita e i paesaggi della Lucania.
Indirizzo: Ex convento S. Francesco, Largo San Francesco, Tricarico (Matera)
sitoSito: http://www.centrodocumentazionescotellaro.org/

Casa di Rocco Scotellaro

In questa casa nel centro storico di Tricarico Scotellaro visse gran parte della sua vita.
Indirizzo: Via Rocco Scotellaro 37, Tricarico (MT)

   

 

Targa commemorativa

Sulla Casa comunale, nel centro storico di Tricarico, è affissa una targa con una poesia di Scotellaro, Pozzanghera nera il 18 aprile.
Indirizzo: Casa Comunale (via Rocco Scotellaro, all'altezza di Via de Boni), Tricarico (MT)

   

 

Targa commemorativa

All'inizio del piccolo Vico Tapera, nel centro storico di Tricarico, di fronte la casa del poeta, è affissa una targa con la poesia di Scotellaro che si intitola appunto Vico Tapera.
Indirizzo: Vico Tapera (via Rocco Scotellaro, di fronte la casa del poeta), Tricarico (MT)

Targa commemorativa

La targa in legno riporta la poesia di Scotellaro Fra me e te.
Indirizzo: indirizzo sconosciuto, Tricarico (MT)

Targa commemorativa

In piazza Garibaldi, si trova una targa commemorativa dedicata al poeta. La targa, citando una sua nota poesia recita: "È fatto giorno siamo entrati in giuoco anche noi / con i panni e le scarpe e le facce che avevamo -- A Rocco Scotellaro / nel quarantennale della morte del poeta / a testimonianza / della perenne validità del suo messaggio -- I concittadini -- Tricarico 15 dicembre 1993".
Indirizzo: Piazza Garibaldi, Tricarico (MT)

   

 

Tomba di Rocco Scotellaro

La tomba del poeta, scomparso nel 1953, si trova lungo il muro di cinta del cimitero di Tricarico. È sepolto assieme al padre Vincenzo, alla madre Francesca e al fratello Nicola. Il monumento funebre è stato realizzato nel 1957 dallo studio BBPR (Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers), su proposta di Carlo Levi e finanziamento di Adriano Olivetti. Su una pietra sono incisi i versi finali della poesia Sempre nuova è l’alba: Ma nei sentieri non si torna indietro / altre ali fuggiranno/ dalle paglie della cova, / perchè lungo il perire dei tempi / l'alba è nuova, è nuova.
Indirizzo: Cimitero di Tricarico, via Appia, Tricarico (MT).

   

 

 

Castello normanno. Mostra documentaria permanente

Il Castello normanno, uno dei monumenti più significativi di Tricarico, sorto nel IX-X secolo, ospita la mostra “Rocco Scotellaro (Tricarico, 1923 – Portici, 1953)”, allestita in modo permanente nel 2013, nella quale vengono esposti documenti e fotografie che illustrano la vita e le opere del poeta.
Indirizzo: Castello normanno, Tricarico (MT)

 

Italy Matera

Ex Carcere san Rocco. Mostra documentaria permanente

L'ex Carcere san Rocco è il luogo in cui il Scotellaro fu rinchiuso ingiustamente con l'accusa di concussione. Il poeta trascorse 45 giorni, dal 9 febbraio al 25 marzo 1950, nella camerata numero 7 dove il 25 marzo 2015 è stata allestita una mostra documentaria permanente dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Basilicata e dal Centro di documentazione “Rocco Scotellaro”. All’ingresso della cella è stata apposta una targa che recita: "In questa camerata numero sette dell’antico carcere / Rocco Scotellaro / poeta e scrittore / sindaco di Tricarico (Mt) a soli ventitrè anni / guida dei contadini nelle lotte per la distribuzione delle terre / colpito da un’accusa infame ordita dai suoi avversari politici / visse l’esperienza dolorosa della detenzione / dal 9 febbraio al 25 marzo 1950".
Indirizzo: via San Biagio, Matera

 

Italy Portici, Napoli

Targa commemorativa

A Portici, sulla facciata di Palazzo Bonelli, il luogo in cui è morto il poeta nel 1953, è stata apposta una targa che riporta gli ultimi due versi della poesia Il porto del granatello, composta a Portici il 13 marzo 1953: "Pescatore che ti muovi alla festa del vento la pesca non è ricca se povero è l'amore -- Qui / il 15 dicembre 1953 / la breve vita e l'opera incompiuta di / Rocco Scotellaro / diventarono mito -- L'Amministrazione comunale di Portici / il 15-12-1993 pose".
Indirizzo: via Università 72, Portici (NA)

 

 sito 

Il Parco letterario Francesco Petrarca e dei Colli Euganei comprende alcuni luoghi di interesse letterario dislocati prevalentemente nella provincia di Padova.

Il parco fa parte della rete I Parchi Letterari®, il cui coordinamento è passato dal 2009 alla società Paesaggio Culturale Italiano Srl e dal 2012 vede la partecipazione anche della Società Dantesca Italiana. La rete comprende diversi parchi letterari sparsi su tutto il territorio italiano e si pone come finalità quella di preservare e valorizzare i luoghi di vita e di ispirazione dei grandi scrittori italiani.

I Colli Euganei comprendono un gruppo di rilievi montuosi del Veneto. L'area è stata istituita come parco regionale nel 1989. I Comuni in questa zona appartengono in gran parte alla provincia di Padova, con l'eccezione di alcuni che rientrano nella provincia di Vicenza.

Il trait d'union che accomuna le località incluse nel parco sono una serie di targhe letterarie con citazioni di scrittori che nelle loro opere hanno descritto e celebrato questi luoghi. Le targhe al momento sono 29 e si trovano a Abano Terme (dedicata a Claudio Claudiano), Arquà Petrarca (dedicate a Francesco Petrarca, Gabriele D'Annunzio, Margareth Symonds, Joseph V. Widmann, Andrea Zanzotto, George Byron), Battaglia Terme (Giovanni Comisso), Baone (Giuliano Scabia), Cinto Euganeo (Andrea Zanzotto), Este (Ludovico Ariosto, Percy Bysshe Shelley), Galzignano Terme (Giovanni Comisso), Monselice (Giorgio Bassani), Montegrotto Terme (Ugo Foscolo, Adriano Guerrini), Rovolon (Giuseppe Barbieri), Teolo (Diego Valeri, Antonio Fogazzaro), Torreglia (Dino Buzzati, Giuseppe Barbieri, Niccolò Tommaseo, Concetto Marchesi), Vo' (Giacomo Zanella, Aldo Pettenella e Adolfo Callegari).

Di seguito un elenco di luoghi letterari compresi nel parco.

Abano Terme

Una targa, dedicata a Claudio Claudiano, con una citazione dal Carme 26 Aponus, si trova all'ingresso della Sorgente Montirone, in via Pietro d’Abano.

Arquà Petrarca

Francesco Petrarca vi ha vissuto gli ultimi anni della sua vita. Qui si trova la casa museo e il monumento funebre che custodisce le sue spoglie. Una targa letteraria con una citazione dalla Canzone CXXIX del Canzoniere si trova di fronte la casa museo.
Presso la tomba del Petrarca invece si trovano due targhe letterarie con i versi tratti dal IV canto del Childe Harold's Pilgrimage (Il pellegrinaggio del giovane Aroldo) di Lord Byron.
Una targa con un passo dalle Ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo si trova nel centro del paese, all'incrocio tra la strada provinciale 21 e vicolo I. Conti.

In paese si trovano anche altre targhe letterarie: una di Margaret Symonds da Days spent on a doge's farm, in via Roma; una tratta da Notificazione di presenza sui Colli Euganei in IX Ecloghe di Andrea Zanzotto, apposta nel Borgo Alto, che  descrive il paesaggio dei Colli Euganei; una dedicata a Joseph V. Widmann, tratta da Sizilien und andere Gegenden Italiens. Reiseerinnerungen (Sicilia e altre regioni d'Italia. Ricordi di viaggio; 1898), apposta sull'arco d'ingresso al borgo, in lingua italiana e tedesca. Infine, Gabriele D'Annunzio venne in visita alla casa di Petrarca e rievocò il paese nel suo romanzo Il fuoco, come ricorda una targa apposta nella lungo la strada provinciale 21, di fronte all'arco da cui si accede all'Oratorio SS. Trinità.

 

Baone

Giuliano Scabia descrive il paesaggio dei Colli Euganei nel romanzo Lorenzo e Cecilia (2000). Una targa con citazione è apposta sul sentiero del Monte Cecilia.

Battaglia Terme

Il giardino di Villa Selvatico, oggi Sartori, fu progettato dall'architetto Giuseppe Jappelli seguendo alcuni scritti del poeta latino Virgilio. Presso il castello del Catajo si trova una targa dedicata a Giovanni Comisso.

Cinto Euganeo

Presso la Fattoria Monte Fasolo, una targa dedicata ad Andrea Zanzotto cita un passo del suo scritto Colli Euganei raccolto in Luoghi e paesaggi (1997). Un estratto: "Esistono davvero certi luoghi, anzi, certe concrezioni o arcipelaghi di luoghi in cui, per quanto ci si addentri, e per quanto li si pensi e ripensi, o li si colga tutti insieme come in un plastico fissato da una prospettiva dall’alto, mai si riuscirebbe a precisarne una vera “mappa”, a fissarvi itinerari...".

Este

Lo scrittore e mecenate Alvise Cornaro vi aveva alcune proprietà e vi si circondò di numerosi intellettuali tra cui il commediografo padovano Ruzante. George Byron, Percy Bysshe Shelley e Ugo Foscolo la visitano tra Sette e Ottocento. Bruce Chatwin soggiornò presso Villa Albrizzi nel 1961.
Una targa commemorativa dedicata a Ludovico Ariosto tratta dall'Orlando furioso si trova in via George Byron, mentre due targhe dedicate a Percy Bysshe Shelley si trovano rispettivamente sul Sentiero del Principe (con citazione tratta da Julian and Maddalo) e sul fossato esterno delle mura, nei pressi di Villa Kunkler-Piccioni (con citazione tratta da Lines Written Among The Euganean Hills).

Galzignano Terme

Sul muro di cinta della Villa Barbarigo di Valsanzibio si trova una targa dedicata a Giovanni Comisso che cita un passo di un suo scritto, Sorprese sui Colli Euganei.

Monselice

Sulla rotonda del Belvedere una targa cita i versi della poesia Monselice (1942), inclusa nella raccolta Primi versi, di Giorgio Bassani: " [...] Monselice, colle celeste, / fronte pura e lontana, / ricordo, di te, fra le meste casupole, / una fontana..."

Montegrotto Terme

Alla base della croce installata sulla cima al Monte Ceva si trova una targa dedicata a Ugo Foscolo che cita un passo dalle Ultime lettere di Jacopo Ortis: "Su la cima del monte indorato da’ pacifici raggi del Sole che va mancando, io mi vedo accerchiato da una catena di colli su’ quali ondeggiano le messi, e si scuotono le viti sostenute in ricchi festoni dagli ulivi e dagli olmi...".
Una targa installata presso Villa Draghi riporta inoltre un passo di Colli Euganei di Adriano Guerrini.

Rovolon

Giuseppe Barbieri si ispira al paesaggio nel poemetto I Colli Euganei, come ricorda una targa commemorativa posta nel prato delle Fiorine sul Monte Grande.

Teolo

Antonio Fogazzaro descrive l'Abbazia Benedettina di Praglia in Piccolo mondo moderno. Due targhe lo ricordano: una all'ingresso della sala dei visitatori, in via Abbazia di Praglia 16, e l'altra sulla Logetta del Belvedere; entrambe sono tratte da tratta da Piccolo Mondo Moderno (1901). 
Una targa che ricorda lo scrittore Diego Valeri si trova sul Sentiero S. Antonio Abate, Passo Fiorine, e riporta un passo dal suo scritto I Colli Euganei (1932).

Torreglia

La Villa dei Vescovi, nella frazione di Luvigliano, fu fatta costruire dallo scrittore e mecenate Alvise Cornaro e Dino Buzzati ne parla in Cronache Terrestri, come ricorda una targa commemorativa a lui dedicata posta sul muro di cinta della villa.
Villa Barbieri–Verson viene descritta in Veglie Tauriliane (1821) dell'abate Giuseppe Barbieri, come ricorda una targa apposta nel luogo.
Una targa dedicata a Concetto Marchesi si trova presso l'Eremo del Monte Rua e riporta un passo de Il libro di Tersite (1935).
Una targa dedicata a Niccolò Tommaseo si trova nei pressi del Castelletto: riporta un passo in latino, affiancato da traduzione, tratto da Tauriliae Descriptio (1821).

Vo'

All'ingresso del Museo del Vino (MuVi) si trova una targa dedicata a Adolfo Callegari, che oltre ad essere un appassionato cultore dei Colli Euganei fu primo custode della Casa del Petrarca, con un passo tratto da Il tesoro di Padova: itinerari e soste sugli Euganei (1942).
Sul Monte Venda sono state apposte due targhe: una è dedicata a Giacomo Zanella, poeta e traduttore vicentino che descrive nelle sue poesie questo luogo ( i versi incisi sulla targa sono tratti da Sulle ruine d'un antio convento ne' Colli Euganei, del 1869), l'altra ad Aldo Pettenella tratta da Colli Euganei. La memoria lunga del paesaggio (1995).

 

Autori correlati

Ludovico Ariosto

Dino Buzzati

George Byron

Gabriele D'Annunzio

Ugo Foscolo

Francesco Petrarca

Percy Bysshe Shelley

 

Articoli correlati sul blog

Arquà e i Colli Euganei: sulle tracce di Francesco Petrarca

Dino Buzzati a Villa dei Vescovi: reminiscenze letterarie nei Colli Euganei

 

autori-correlati-75px

Vicenza si affermò come municipio romano per poi passare sotto il dominio longobardo e successivamente sotto quello franco. Nel XII secolo, durante le lotte tra papato e impero, formò con Verona e Padova la Lega Lombarda ma nel 1236 fu conquistata da Federico II che la consegnò alla famiglia degli Ezzelini, i quali la governarono da tiranni. Passò poi ai Carrara, agli Scaligeri e ai Visconti ed infine, bisognosa di protezione, nel 1404 si consegnò a Venezia, il cui dominio si protrasse fino al 1797. Questo fu il periodo di maggiore splendore e prosperità per la città, soprattutto per il commercio e le arti, di cui il geniale architetto Andrea Palladio fu il massimo esponente lasciando una forte impronta sulla struttura urbana. Nel 1797 fu invasa da Napoleone e in seguito ceduta all'Austria sotto la quale rimase fino al 1866 quando la città fu liberata dal dominio asburgico entrando a far parte del Regno d'Italia.

Tra le principali figure letterarie legate a Vicenza ci sono gli scrittori Antonio Fogazzaro, Guido Piovene, Goffredo Parise e l'editore Neri Pozza.

Autori correlati

 

Antonio Fogazzaro

Monumento a Fogazzaro

Il monumento fu inaugurato nel 1932 ed è stato realizzato dallo scultore Giuseppe Zanetti.
Indirizzo: viale Roma, Vicenza

Busto nei Giardini Salvi

Una targa posta sotto il busto recita: "Ad Antonio Fogazzaro -- Il Comitato vicentino della Dante Alighieri".
Indirizzo: Giardini Salvi, piazzale de Gasperi, Vicenza

 

Guido Piovene

Targa commemorativa sulla casa natale

La targa recita: "In questo palazzo che fu già / dei suoi avi nacque / Guido Piovene / romanziere e saggista / la cui fama varcò / i confini d'Italia / Vicenza 27-7-1907 - Londra 12-11-1974 --- L'amministrazione comunale di Vicenza nel quinto anniversario della sua morte ricorda lo scrittore tra i più insigni nella storia della città"
Indirizzo: corso Palladio 76, Vicenza

 

Neri Pozza

Targa commemorativa sulla casa in cui visse

La targa recita: "All'ultimo piano di questa casa / Neri Pozza / incideva sulle lastre / l'amata visione della città / e ne tramandava le memorie / nei suoi versi e nei suoi racconti -- 6 novembre 2000 / Circoscrizione 1 "Centro Storico" del Comune di Vicenza".
Indirizzo: contrà Ponte S.Michele 13, Vicenza

 

Virgilio Scapin

La targa è posta sul luogo in cui sorgeva la libreria storica "Due Ruote" in cui Scapin svolgeva l'attività di libraio. La stele in marmo bianco greco è stata realizzata dalla ditta Masiero di Chiampo e comprende inoltre un bronzo dello scultore Nereo Quagliato del 1971. L'iscrizione, dettata da Sergio Perosa, recita: ""Qui nella Libreria Due Ruote / dal 1962 al 2002 / fece casa e bottega d'arte / incontro di amici e di scrittori / Virgilio Scapin / autore di rara e radicata vicentinità / 1932-2006 -- Il comune di Vicenza 2011".
Indirizzo: Contrà Do Rode 29, Vicenza

 

Giangiorgio Trissino

Monumento a Trissino

Una targa posta sotto il busto recita: "Giangiorgio Trissino / Poeta / Vicenza - Roma / 8 luglio 1478 – 8 dicembre 1550".
Indirizzo: Giardini Salvi, piazzale de Gasperi, Vicenza

autori-correlati-75px

Autori correlati

Angelo Beolco (Ruzante o Ruzzante)

Targa commemorativa sulla casa natale

La targa recita: "Questa fu la casa / della famiglia Beolco / onde uscì all'Italia il Ruzzante / il più geniale comico / prima del Goldoni -- 27 aprile 1824".
Indirizzo: via Umberto I 100, Padova

Busto commemorativo

Un busto ritrae il celebre commediografo padovano Ruzante. Sotto un'inscrizione recita: "Angelo Beolco / detto il Ruzzante / attore e autore comico / padovano / 1502 - 1542".
Indirizzo: Giardini dell'arena, viale Perlasca, Padova

 

Francesco Petrarca

 

Luigi Pulci

Targa commemorativa 

La targa dedicata al poeta fiorentino recita: "Luigi Pulci / 1432 - 1484 / fiorentino / poeta del Morgante maggiore / morì in Padova / in un viaggio / da Verona a Venezia / al seguito / di / Roberto Sanseverino / e accanto al cimitero / che era qui presso / oscuramente sepolto".
Indirizzo: via San Tomaso, Padova

 

William Shakespeare

 

Sperone Speroni

Targa commemorativa

La targa recita: "Sperone Speroni / qui nacque / nel 12 aprile 1500".
Indirizzo: via Speroni, Padova (PD)

 

 

I luoghi di Francesco Petrarca

Italy Arezzo

Casa natale

Secondo un'accreditata tradizione qui si trovava la casa in cui il poeta nacque il 20 luglio 1304, figlio di Eletta Canigiani e Ser Petracco, bandito da Firenze per la sua appartenenza politica. 
La casa attuale è una ricostruzione postbellica di un edificio risalente al XV secolo e, dal 1810, ospita la sede dell'Accademia Petrarca di Lettere Arti e Scienze. Al suo interno non ci sono reperti appartenuti al Petrarca ma un documentario su lui incentrato, una ricca biblioteca (in parte costituita dai libri appartenuti al medico e naturalista Francesco Redi) e la collezione numismatica dell'Accademia.
Indirizzo: via dell'Orto 28, Arezzo.
sito http://www.arezzoturismo.it/ 
a-pagamento Ingresso a pagamento. Intero 4€. Ridotto 2€/3€.
orario Orari di apertura: sabato, domenica e festivi dalle 10.30 alle 17.30 (possibilità di apertura su prenotazione)

Statua commemorativa

Il monumento a Francesco Petrarca fu inaugurato nel 1928 alla presenza del Re Vittorio Emanuele. Il progetto, finanziato dal Comune di Arezzo, con il contributo dello Stato e di enti pubblici e privati, era di Alessandro Lazzerini, che aveva vinto un concorso nel 1907, iniziando il lavoro di questa enorme scultura in marmo di Carrara 1925.
L'opera rappresenta Petrarca posto su un piedistallo, rivolto verso il duomo di Arezzo. Il basamento è poi ornato da altre figure simboliche, come la lupa che richiama la classicità, alcune allegorie dei trionfi, tra cui l'incoronazione del poeta, una madre che allontana il figlio da una lotta, simbolo della pace. C'è anche un medaglione che rappresenta Laura e altre immagini che alludono al Canzoniere.
L'opera è stata oggetto di atti vandalici nel 2010, ma è stata in seguito restaurata.
Indirizzo: Parco del Prato, Arezzo

 

Italy Padova

Duomo di Padova

La Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta in piazza Duomo è sede vescovile dal IV secolo ma l'edificio attuale risale al XVI secolo.
Qui per un breve periodo nel 1349 Francesco Petrarca svolse l'attività di canonico su nomina di Jacopo II da Colonna. Oggi nell'atrio si trova il "Monumento al canonico Francesco Petrarca" ad opera di Rinaldo Rinadi mentre nella Sacrestia dei Canonici si trova un ritratto del poeta.
Indirizzo: Piazza del Duomo, Padova

Affresco nella Sala dei Giganti

Quella che oggi fa parte dell'Università degli Studi di Padova, un tempo era uno delle stanze di rappresentanza del palazzo dei Carraresi.
L'affresco originario che decora la Sala dei Giganti, oggi andato perduto, era stato ispirato dall'opera De viris illustribus di Petrarca che all'epoca era ospite di Francesco I da Carrara, ma fu completato soltanto nel 1374, dopo la morte del poeta. L'unica testimonianza di quel ciclo originario è proprio un ritratto del poeta, seduto alla sua scrivania, con la fedele gatta (forse la stessa imbalsamata custodita in una teca nella casa di Arquà).
In seguito la sala fu riaffrescata nel 1540 ad opera di Domenico Campagnola, pur mantenendo un legame con il tema originale. Dal 1631 al 1912 la Sala dei Giganti è stata sede della biblioteca universitaria.
La sala è visitabile durante le visite guidate del sabato mattina.
Sitohttp://www.unipd.it/universita/patrimonio-artistico-culturale/palazzo-liviano-sala-giganti/sala-giganti
sito Indirizzo: Palazzo Liviano (Università degli Studi di Padova, entrata dallo scalone in corte Arco Vallaresso), piazza Capitaniato, Padova
a-pagamento Ingresso a pagamento. Intero 3,5€; ridotto 2€.
orario Orario di apertura: ogni sabato mattina, durante i due turni di visite guidate, alle 10.30 e alle 11.30. Chiuso nei giorni di chiusura dell'Ateneo, il 26 dicembre e il 2 gennaio.

Epitaffio sulla tomba di Jacopo da Carrara

Jacopo II da Carrara fu un mecenate che dette lustro alla città di Padova raccogliendo attorno a sé molti artisti e intellettuali dell'epoca tra cui Francesco Petrarca, che nominò canonico della cattedrale nel 1349.
Il nobile padovano fu assassinato il 19 dicembre 1350 da Guglielmo da Carrara e fu sepolto nella chiesa di Sant'Agostino di Padova. Quando nel 1820 la chiesa fu abbattuta dagli austriaci, il monumento funebre venne traslato nell'attuale Chiesa degli Eremitani.
L'epitaffio su marmo nero posto sotto il monumento fu scritto dall'amico Francesco Petrarca.
Indirizzo: Chiesa degli Eremitani, Piazza Eremitani, Padova

Targa commemorativa sulla canonica in cui abitò

Petrarca arrivò a Padova nel 1349 su invito di Jacopo II da Carrara il quale lo fece canonico della cattedrale. Oggi una targa in latino ricorda il luogo in cui sorgeva la canonica del poeta: "Hic proxime / Francisci Petrarchae / domus canonica fuit -- Antenorei Lares MCMXXVII Anno V" ("In queste vicinanze sorgeva la canonica di Francesco Petrarca").
Durante questo periodo Petrarca ricevette Giovanni Boccaccio che era giunto a Padova in qualità di messo ufficiale del governo per proporgli una cattedra nello Studio fiorentino.
Indirizzo: Via dietro Duomo 28, Padova

Statua di Francesco Petrarca

La statua è stata realizzata da Luigi Ceccon nel 1874. Nel basamento è collocata un'iscrizione ("A Petrarca / Cinque secoli dopo la sua morte / Padova -- XVIII LUGLIO MDCCCLXXIV") e tre medaglioni che raffigurano Cola di Rienzo, Iacopo da Carrara e Laura di Noves.
Indirizzo: Piazza Petrarca, Padova

Statua di Francesco Petrarca

La statua scolpita in pietra di Vicenza, si trova lungo l'anello esterno ed è la numero 35.
Indirizzo: piazza Prato della Valle, Padova

 

Italy Arquà Petrarca, Padova

Casa del Petrarca

Francesco Petrarca visse ad Arquà gli ultimi anni della sua vita.
Aveva ricevuto in dono dal Signore di Padova Francesco il Vecchio da Carrara una casetta di origine duecentesca che il poeta fece restaurare nel 1369. Vi visse fino alla morte, occorsa nella notte tra il 18 e il 19 luglio 1374. Fu sepolto nella Pieve di Santa Maria Assunta e in seguito traslato nell’arca fatta erigere dal genero Francescuolo da Brossano.
Nel Cinquecento l'edificio fu acquisito dal nobile padovano Pietro Paolo Valdezocco il quale fece costruire la scala esterna e la loggia in stile rinascimentale, affrescata con delle immagini che si ispirano al Canzoniere, ai Trionfi e all'Africa.
Nel 1875 il cardinale Pietro Silvestri, allora proprietario della casa, la donò al Comune di Padova che la adibì a museo e la fece restaurare tra 1919 e 1923, riportandola a un aspetto più vicino alla sua forma originaria.
La casa museo è dislocata su due piani. Al piano terra si trovano alcuni pannelli espositivi che ripercorrono le tappe del poeta nel Veneto. In una teca è custodita la gatta imbalsamata ritenuta del Petrarca, ritratta anche nell'affresco dedicato al poeta nella Sala dei Giganti di Padova: in realtà è un falso storico fatto realizzare nel Seicento da Girolamo Gabrielli, che fu proprietario della casa. Tra le opere custodite c'è anche un modello in gesso raffigurante il Petrarca ad opera di Luigi Ceccon, sulla base del quale nel 1874 fu eretta la statua che si trova a Padova in piazza Petrarca.
Al piano superiore si trovano:
- la Sala Centrale o "delle Metamorfosi", dove si trova una raffigurazione cinquecentesca della prima canzone del Canzoniere e una scultura in bronzo della testa del poeta che fu collocata sulla sua tomba nel 1547 (in seguito sostituita da una copia);
- la stanza di Venere, la camera da letto del poeta dove si trova un ritratto di Petrarca dipinto da o da Morosini Venier (1879), una statua di autore ignoto e un camino sul quale sono dipinti Venere e Vulcano;
- lo Studiolo, dove si trova una sedia e una libreria che dicono essere appartenuti al poeta;
- la Stanza dell'Africa, di Cleopatra o di Lucrezia, dove sono presenti alcuni affreschi che illustrano alcuni episodi tratti dall'Africa.
- la Stanza delle Visioni., dove si trova un affresco ispirato alla canzone "Standomi un giorno solo a la fenestra" e un ritratto del poeta.
Sul retro della casa si trova l'orto, al quale il poeta aveva dedicato molto tempo e attenzioni. Con l'aiuto dell'amico Lombardo della Seta vi piantò l'alloro, la vite e altre piante aromatiche e officinali.
Sul cancello di ingresso si trova una targa letteraria con alcuni versi tratti dalla Canzone XXIX del Canzoniere (1344) in cui il poeta descrive questi luoghi.
Indirizzo: via Valleselle 4, Arquà Petrarca (PD)
sito Sito: http://www.arquapetrarca.com/
a-pagamento Ingresso a pagamento. Intero € 4, ridotto € 2 
orario Orari di apertura: da marzo a ottobre 9.00-12.30 e 15.00-19.00. Da novembre a febbraio 9.00-12.30 e 14.30-17.30. Chiuso i lunedì feriali (aperto i lunedì festivi), Natale, S. Stefano, Capodanno, 8 dicembre.

 

 

Tomba di Petrarca

La tomba di Petrarca fu costruita nel 1370, sei anni dopo la morte del poeta, in marmo rosso di Verona. La struttura, a cui ci si riferisce anche come "arca", ricalca il modello in uso tra gli antichi Romani e porta la seguente iscrizione: "Frigida Francisci Lapis hic tegid ossa Petrarce; suscipe virgo parens animam; sate virgine pace. Fessaq(ue) iam terris celi requiescat in arce" (trad. "Questa pietra ricopre le fredde ossa di Francesco Petrarca, accogli, o Vergine Madre, l'anima sua, e tu, figlio della Vergine, perdona. Possa essa, stanca della terra, riposare nella rocca celeste").

Chiesa di Santa Maria Assunta

Attestata sin dal 1026, nel Trecento aveva un porticato oggi scomparso. Seguirono altre trasformazioni, come un riguardevole ampliamento in lunghezza ed altezza nel 1677 e la facciata, che ha assunto l'attuale aspetto in stile romanico nel 1926. L'interno, a navata unica e travi a vista, conserva alcuni frammenti di affreschi dell'XI e del XV secolo. Qui si tennero i funerali del poeta nel 1374: inizialmente fu sepolto nella chiesa come da volontà testamentaria, ma sei anni dopo le spoglie furono traslate in un arca di marmo nella piazza di fronte l'edificio, per volere del genero Francescuolo.

Fontana del Petrarca

Lungo la strada che dalla chiesa di S. Maria conduce a valle, si trova un lavatoio di epoca duecentesca conosciuto anche come la "fontana del Petrarca". Secondo la tradizione il poeta era solito utilizzarla poiché non vi erano altre sorgenti nel centro del paese. Sull'arco frontale è stata incisa un'iscrizione in latino, probabilmente dettata da Antonio Quarenghi (1547-1633), lo stesso dei versi della gatta imbalsamata (conservata nella casa di Petrarca di Arquà): "Fonti numen inest , hospes: venerare liquorem, unde bibens cecinit digna Petrarcha deis (Un nume abita in questa fonte, o straniero: venera quest'acqua, bevendo la quale il Petrarca poté cantare versi divini)
Indirizzo: via Fontana, Arquà Petrarca (PD)

 

Italy Monselice, Padova

Pieve di Santa Giustina

Costruita nel 1256 in stile romanico, ha un'unica navata, abside quadrangolare con affreschi trecentescchi e due cappelle laterali. Era la collegiata di Monselice quando nel 1365 Petrarca ne divenne canonico fino a quattro anni dopo, quando Francesco il Vecchio gli donò un appezzamento di terreno ad Arquà.
Indirizzo: via del Santuario, Monselice 

 

Italy Parma

Targa commemorativa

La targa in marmo, nella quale è incastonato un bassorilievo che ritrae il poeta, recita: "Francesco Petrarca / questa casa possedette e abitò".
Petrarca aveva soggiornato a Parma dal maggio 1941 al gennaio 1942 e vi tornò alla fine di dicembre del 1343, acquistando la casa in cui aveva trascorso il suo precedente soggiorno, facendola ristrutturare e applicando alcuni marmi decorativi. All'epoca la città era governata dai Correggio, anche se il loro governo non era destinato a durare molto perché Parma si trovò presto al centro delle lotte tra i signori lombardi. 
In questo periodo lavorò all'Africa e ai Rerum memorandarum libri e scrisse un notevole numero di liriche in volgare, tra cui I' vo' pensando, et nel penser m'assale (RVF, CCLXIV).
Nel febbraio 1345, preoccupato per il degenerare della situazione politica, lascia Parma e chiede ospitalità a Verona.
Indirizzo: strada Petrarca 7, Parma

 

Italy Verona

Targa commemorativa

La targa recita: "Guglielmo Guarienti detto da Pastrengo / legista e letterato preclaro ebbe la / gloria di accogliere più volte in questa / sua casa ospite ed amico Francesco / Petrarca -- Sec. 14 e.v.".

 

 

Italy Milano

Targa commemorativa

La targa indica dove si trovava la casa in cui abitò Petrarca dal 1350 al 1358. L'iscrizione recita: "Qui era la casa / abitata da Francesco Petrarca / dall'anno MCCCLIII al MCCCLVIII". 
Petrarca arrivò a Milano da Avignone nell'aprile del 1353 su invito dell'arcivescovo Giovanni Visconti, l'allora signore della città. Qui si mise al suo servizio collaborando con missioni e ambascerie, pur destando molte critiche da parte degli amici fiorentini che lo biasimavano per l'essersi messo al servizio di un acerrimo nemico di Firenze. 
Indirizzo: via Lanzone 53, Milano

 

Italy Trieste

Museo petrarchesco-piccolomineo

 

Luoghi correlati

Parco letterario Francesco Petrarca e dei Colli Euganei

 

Breve biografia

David Herbert Lawrence nasce a Eastwood (contea di Nottingham) l'11 settembre 1885, da padre minatore, Arthur John Lawrence, e madre maestra, Lydia Beardsall, la quale provava un affetto quasi morboso nei confronti del figlio che si ritroverà nel romanzo Figli e amanti.
Il futuro scrittore frequenta la scuola primaria Greasley Beauvale Board School a Eastwood e poi proseguirà gli studi a Nottingham. Nel 1902 inizia a insegnare come tirocinante presso la British School di Eastwood fino al 1905. L'anno successivo consegue il diploma magistrale e ottiene un posto da insegnante presso la Davidson Royal School di Croydon. Muore la madre nel 1910. Nel 1911 pubblica il suo primo romanzo, Il pavone bianco, a cui seguono Il trasgressore (1912) e Figli e amanti (1913). Nel 1912 conosce Frieda von Richthofen, figlia di un barone e già sposata con due figli. Nonostante tutto i due fuggono insieme e si sposano due anni dopo, nel 1914, una volta ottenuto il divorzio di lei. Iniziano una vita girovaga: dall'Italia alla Germania, dalla Svizzera alla Francia, dal Nuovo Messico all'Australia.
Lo scrittore soffre di tubercolosi, quindi privilegerà luoghi dal clima mite per cercare sollievo dalla malattia. Per questo motivo trascorre molto tempo in Italia: dopo la prima visita nel 1913 vi torna nel 1919. Soggiornerà a Capri, Ravello, Taormina, Firenze, Forte dei Marmi, Spotorno, in Sardegna. Durante il periodo fiorentino pubblica L'amante di Lady Chatterley, un'opera ritenuta scandalosa all'epoca per le sue scene audaci e il modello di donna anticonformista.
Con l'aggravarsi della malattia, viene ricoverato a Vence, nella Francia del sud, agli inizi del 1930. Il 2 marzo dello stesso anno muore. Sepolto inzialmente nel cimitero del paese, le sue ceneri verranno portate da Angelo Ravagli, allora compagno della moglie dello scrittore, nel Nuovo Messico, dove Frieda ha voluto erigere un monumento alla memoria del marito.

 

Italy Scandicci, Firenze

Villa Mirenda

Lo scrittore e la moglie Frieda vi soggiornarono dal 13 maggio 1926 al 7 giugno 1928. In questo periodo Lawrence si dedicò alla stesura del celebre romanzo L'amante di Lady Chatterley traendo ispirazioni dalle avventure amorose della moglie.
Le tematiche affrontate da Lawrence erano provocatorie e scandalose per la mentalità puritana dell'epoca, soprattutto quella inglese. Per questo motivo il suo editore, Martin Secker, ritenette impossibile la pubblicazione dell'opera in Inghilterra. Così lo scrittore si rivolse a Pino Orioli, un libraio antiquario in Lungarno Corsini, che gli indicò la Tipografia Giuntina, la quale, senza scandalizzarsi troppo sui dettagli scabrosi, stampò il libro nel 1928 in 1000 copie numerate che cominciarono a circolare segretamente. In Inghilterra fu pubblicato soltanto nel 1960, trent'anni dopo la morte dell'autore.
Secondo la tesi dei biografi H.T. Moore e W. Roberts, lo scrittore avrebbe tratto ispirazione per il personaggio del guardiacaccia Mellors dai cacciatori toscani che Lawrence amava osservare durante il suo soggiorno a Villa Merenda. Questa ipotesi sembra supportata dal fatto che la seconda versione del romanzo dal titolo John Thomas and Lady Jeane, molto meno famosa rispetto all'originale, è ambientata proprio in Toscana.
Villa Mirenda (o Villa l'Arcipresso) è stata costruita almeno nel XVII secolo; le sue prime notizie infatti risalgono  al 1688.
IndirizzoVia di San Polo a Mosciano, Loc. San Polo a Mosciano, Scandicci (FI). 43°43'43.0"N 11°10'18.0"E

 

Italy Spotorno, Savona

Villa Bernarda

Nella speranza che il clima mite giovasse alle sue condizioni di salute minate dalla tubercolosi, Lawrence arrivò a Spotorno nel novembre 1925 con la moglie Frieda von Richtofen prendendo alloggio presso la Villa Maria (al Miramare) su consiglio di Rina Secker, di origini italiane e moglie del suo editore. Poco dopo si trasferì a Villa Bernarda, una residenza che lo scrittore descriveva come "una costruzione rosa, a tre piani, che gli ricordava un vascello a tre ponti", dove rimase fino al 1926. Durante questo periodo, scoppia la passione amorosa tra la moglie dello scrittore, nota per il suo temperamento focoso e le sue numerose storie d'amore, e l'ex tenente dei bersaglieri Angelo Ravagli, un giovane aitante originario di Tredozio (Forlì) che all'epoca aveva 34 anni ed era sposato con tre figli. Si dice che fu Lawrence stesso a gettare la moglie nelle braccia del tenente; sicuramente questo fu l'episodio che ispirò lo scrittore per la trama de L'amante di Lady Chatterley, il suo romanzo più famoso, che parla proprio della relazione tra Constance, moglie dell'invalido Charles Chatterley (che per la sua condizione di salute ricorda lo scrittore stesso, reso impotente dalla malattia), e il guardiacaccia della tenuta Oliver Mellors. Secondo altre fonti, invece, le scene piccanti del romanzo furono ispirate dalla storia di passione che vide coinvolta sempre la moglie dello scrittore con un mulattiere siciliano di Taormina (vedi alla voce Taormina).
In seguito, il libro, profondamente immorale per la mentalità puritana dell'epoca, fu stampato privatamente a Firenze presso la Tipografia Giuntina, nel 1928, in sole 1000 copie numerate. Proprio per il suo contenuto scandaloso, in Inghilterra fu pubblicato soltanto nel 1960.
Lawrence morì nel febbraio 1930 a Vence, in Francia, e il giovane amante Angelo Ravagli venne fortuitamente a conoscenza della notizia. Scrisse un telegramma di condoglianze a Frieda, la quale fuggì insieme a lui in New Mexico, dove si sposarono nel 1950, proprio il futuro che Lawrence aveva immaginato per i due amanti del romanzo. Alla morte di Frieda, Ravagli tornò a Spotorno dove si riappacificò con la sua ex moglie e i figli.
Dal 2001 il complesso di Villa Bernarda è stato completamente trasformato e adibito ad alloggi di civile abitazione. Rimane solo una targa che ricorda il soggiorno dello scrittore inglese: "Il Mediterraneo, «eterno di gioventù», la luna splendente, le luci del villaggio, portarono pace al cuore inquieto di D. H. Lawrence che qui soggiornò con Frieda nell'inverno 1925-1926".
Indirizzo: via Lawrence, Spotorno (SV).

Targa commemorativa

La targa commemorativa, in versione inglese e italiana, recita: "«It's lovely and sunny, with a blue sea, / and I'am sitting out on the balcony / just above the sand, to write». -- 16 November 1925 / from Hotel Miramare / D.H.Lawrence --- «È un amabile giorno di sole, / c'è un mare turchino ed io siedo a scrivere / fuori sul balcone, giusto sopra la spiaggia». -- 16 Novembre 1925 / dall'Hotel Miramare / D.H.Lawrence". fonte14x14
Indirizzo: Hotel Miramare, via Aurelia 70, Spotorno (SV).

   

 

Italy Taormina (Messina)

Casa in cui soggiornò e targa commemorativa

Dal marzo 1920 al 1922 Lawrence, malato di tubercolosi, trascorse alcuni periodi a Taormina sperando di trarre giovamento dal mite clima siciliano. Accompagnato dalla moglie Frieda, lo scrittore alloggiava in via Fontana Vecchia, allora periferia di Taormina (dove in seguito soggiornò anche Truman Capote).
Durante questo periodo, la moglie Frieda conobbe il giovane mulattiere Peppino D'Allura che la veniva a prendere per accompagnarla dall'amica Betty, che abitava in collina, oltre Castelmola. Secondo alcune fonti, fu proprio durante uno di questi tragitti, per lo scoppio di un temporale improvviso, che i due si rifugiarono in un casolare per ripararsi dalla pioggia, creando l'occasione per l'inizio di una intensa relazione amorosa, un episodio che ricorda quello simile descritto nel romanzo del marito. La storia tra i due durò un anno e mezzo, finché i coniugi Lawrence non lasciarono definitivamente Taormina. Pare che la storia fosse nota a molti in paese perché il giovane mulattiere era solito raccontare in osteria, tra un sorso e l'altro, i dettagli della vicenda.
In seguito Peppino D'Allura si trasferì a Pittsburg, dove morì nel 1990. La vicenda del periodo taorminese di Lawrence è stata ampiamente ricostruita dal giornalista Gaetano Saglimbeni. fonte14x14
La targa commemorativa apposta sull'edificio, scolpita nel marmo, recita: "D.H. Lawrence / English author / 11.9.1885 - 2.3.1930 / lived here / 1920-1923".
Indirizzo: nei pressi di via D.H. Lawrence (indirizzo sconosciuto), Taormina (ME).

 

United Kingdom Londra

Targa commemorativa nel luogo in cui ha vissuto

La targa, rotonda e di colore azzurro, indica il luogo in cui ha vissuto lo scrittore. È stata installata il 1 gennaio 1969 e recita: "D. H. Lawrence 1885-1930 novelist and poet lived here in 1915".
Indirizzo: 1 Byron Villas, Vale of Health, Hampstead, Camden, Londra.

 

United Kingdom Addiscombe, Croydon

Targa commemorativa nel luogo in cui ha vissuto

Lawrence visse qui dal 1908 al 1911 e vi scrisse Figli e amanti. La targa, rotonda e di colore nero, è stata eretta l'11 ottobre 2008 e recita "D. H. Lawrence / Lived and wrote / 'Sons & Lovers' / here at number 16 / 1908-1911 / Writer and artist".
Indirizzo: 16 Colworth Road, Addiscombe, Croydon (borgo di Londra)

 

United Kingdom Eastwood

Eastwood è il paese natale di D.H. Lawrence e qui visse i primi 23 anni della sua vita.
È possibile seguire le orme di Lawrence attraverso un itinerario detto "Blue Line Trail" che si snoda attraverso le seguenti tappe, tutte indicate da alcuni cartelli azzurri in loco: Durban House, Princes Street, The Mechanic's Institute, D.H. Lawrence Birthplace Museum, Congregational Chapel & British School, The Breach House, Lynncrot House, The Canyons, View from Walker Street, Walker Street House, Three Tuns Pub. Il pdf è scaricabile dal sito ufficiale, mentre la versione cartacea può essere acquistata presso il Lawrence Heritage Centre (nella mappa vi sono indicate anche altre tappe di minor rilevanza ma sempre connesse allo scrittore e alla sua famiglia). In alcune di questi luoghi inoltre sono state installate alcune targhe che citano i romanzi dello scrittore qui ambientati. 

Durban House - D.H. Lawrence Heritage Centre (Blue Line Trail tappa 1)

L'edificio in questione fu costruito nel 1876 come ufficio per la principale compagnia mineraria di Eastwood, la Barber Walker & Co. Da ragazzo, Lawrence veniva qui a ritirare la paga del padre, un'esperienza descritta anche in Figli e amanti.
Oggi è un centro dedicato allo scrittore e punto di partenza dell'itinerario "Blue Line Trail". Ospita una mostra su Lawrence con un ulteriore approfondimento sulla storia dell'attività mineraria del Nottinghamshire, considerato appunto che il padre, Arthur John Lawrence, era un minatore.

Indirizzo: Mansfield Road, Eastwood, Nottinghamshire.
a-pagamento Ingresso a pagamento: Adulti 5£ (include anche l'ingresso al D.H. Lawrence Heritage Centre).
orario Orario di apertura: dal martedì alla domenica (chiuso il lunedì, dal 23 dicembre al 2 gennaio e per le festività (Bank Holidays). Da aprile a settembre, dalle 10.00 alle 17.00. Da ottobre a marzo, dalle 10.00 alle 16.00.

Princes Street  (Blue Line Trail tappa 2)

È un esempio della tipica strada costruita dalla compagnia mineraria Barber Walker & Co. destinata ad alloggiare le famiglie dei minatori che lavoravano nelle sue proprietà. Lawrence descrive questi luoghi nei suoi romanzi.
Indirizzo: Princes street, Eastwood, Nottinghamshire.

The Mechanics Institute (Blue Line Trail tappa 3) e targa commemorativa

Al tempo di Lawrence questo edificio era un istituto tecnico ed era finanziato dai ricchi industriali locali. Il primo presidente fu infatti Thomas Barber, proprietario della locale compagnia mineraria.
Al suo interno c'era una biblioteca che era aperta soltanto due ore a settimana il giovedì pomeriggio e conteneva approssimativamente quindicimila volumi. Il giovane Lawrence con Jessie Chambers, la ragazza con cui ebbe la sua prima travagliata storia d'amore, vi si recavano spesso. Si può affermare che qui il futuro scrittore ebbe il suo primo contatto col mondo della letteratura.
Una targa commemorativa riporta un passo di Figli e amanti dove il personaggio di Miriam Leivers è chiaramente ispirato a Jessie Chambers: "The library was open in the two rooms in the Mechanics Hall, on Thursday evenings from 7.0 till 9.0. Paul always fetched the books for his mother, who read a considerable amount, and Miriam trudged down with five or six volumes, for her family. It became the custom for the two to meet in the library. Sons and Lovers".
Indirizzo: Mechanics Hall, Mansfield Road, Eastwood, Nottinghamshire.

D.H. Lawrence Birthplace Museum (Blue Line Trail tappa 4)

Questa è la casa natale dello scrittore, la prima di quattro in cui visse a Eastwood. All'interno il percorso espositivo attraverso le stanze in cui abitava la famiglia Lawrence, ricrea l'ambiente in cui è cresciuto lo scrittore ed espone oggetti personali ed alcuni suoi acquerelli.
Indirizzo: 8a Victoria Street, Eastwood, Nottinghamshire.
sito Sito web
a-pagamento Ingresso a pagamento: Adulti 5£ (include anche l'ingresso al D.H. Lawrence Heritage Centre).
orario Orario di apertura: Aperto dal martedì alla domenica. Da aprile a settembre, dalle 11 alle 17. Da ottobre a marzo, dalle 11 alle 16. Ingresso limitato ad alcune fasce orarie; è consigliata la prenotazione.

   

 

 

Congregational Chapel e British School (Blue Line Trail tappa 5)

Il luogo in cui si trovava la cappella frequentata dalla famiglia Lawrence in cui il futuro scrittore conobbe Jessie
Chambers. Alla fine dell'Ottocento Eastwood aveva molte chiese e cappelle che offrivano un supporto religioso, sociale e educativo alla comunità, come eventi, lezioni e la scuola domenicale. La cappella fu demolita nel 1971.
Dietro la cappella si trovava la British School dove Lawrence spesso incontrava la società letteraria del luogo e dove ha insegnato dal 1902 al 1905. Oggi qui si trova un supermercato ma una targa ricorda lo scrittore riportando una citazione dal saggio Hymns in a Man's Life (1928): "I liked our chapel, which was tall and full of light, and yet still; and colourwashed pale green and blue, with a bit of a lotus pattern. And over the organ-loft, 'O worship the Lord in the beauty of holiness', in big letters."
Indirizzo: 55/57 Nottingham Road (di fronte al supermercato Iceland), Eastwood

The Breach House (Blue Line Trail tappa 6)

Questa è la casa che Lawrence prende come modello per The Bottoms di Figli e amanti, il quartiere in cui vivono i Morel. Nel romanzo viene descritta dettagliatamente la vita e le difficoltà quotidiane dei minatori di Eastwood. Nel 1887 la famiglia Lawrence si trasferì qui dalla residenza di Victoria Street e vi rimase fino al 1891. Una piccola targa sul luogo riporta la scritta "D. H. Lawrence lived here 1887–1891".
Indirizzo: 28 Garden Road, Eastwood

Lynncroft House (Blue Line Trail tappa 7)

Quarta casa dei Lawrence, in cui vissero dal 1905 al 1911, e che rappresentò un importante miglioramento della qualità della vita. Era infatti una villetta bifamiliare e aveva un giardino sul retro. Durante questo periodo David Herbert fece pratica di insegnamento alla British School in Albert Street (oggi non esiste più).
Qui la madre Lydia morì nel 1910.
Indirizzo: 97 Lynncroft road, Eastwood

The Canyons (Blue Line Trail tappa 8)

È la zona che si estende tra due strade in cui ha vissuto Lawrence, da Walker Street a The Breach. Lo scrittore si è ispirato a quest'area per il racconto You Touched Me.

View from Walker Street (Blue Line Trail tappa 9)

La campagna intorno a Eastwood rivive in molte opere dello scrittore e, come scrive ad un amico in una lettera, la vista da Walker Street gli era molto cara: "Go to Walker Street - and stand in front of the third house - and look across at Crich on the left, Underwood in front - High Park Woods and Annesley on the right. I lived in that house from the age of 6 to 18, and I know that view better than any in the world... That's the country of my heart".

Walker Street House (Blue Line Trail tappa 10)

La famiglia Lawrence visse in questo blocco di sei case, all'epoca nuove di zecca, dal 1891 al 1905. Nel 1901 vi morì il fratello Ernest. Da qui si godeva una splendida vista sulla campagna. Lawrence scrisse che viveva
nella "terza casa" ma non sappiamo con precisione da quale blocco iniziare a contare (alcune fonti indicano la terza da sinistra e la targa è posizionata al numero 10, ma potrebbe anche essere stata la casa al numero 8).
Indirizzo: 10 Walker Street, Eastwood

Three Tuns Pub (Blue Line Trail tappa 11)

"Moon and Stars" è il nome che Lawrence dà a questo pub nel romanzo Figli e amanti. Era il pub preferito dal padre dello scrittore, presso il quale si fermava rincasando dalla miniera (la Brinsley Colliery).
Indirizzo: Three Tuns Road, Eastwood

Brinsley Colliery

La miniera di carbone "Brinsley", dove lavorava Arthur John Lawrence, padre dello scrittore, aprì nel 1842 e ha cessato la sua attività nel 1928. Profonda originariamente 137 metri, fu ulteriormente ampliata fino a 238 metri nel 1872.
Avendo cessato di essere operativa da lungo tempo, oggi la zona circostante è stata trasformata in un parco e un'area picnic.
Lawrence ne parla nel romanzo Figli e amanti riferendosi ad essa con il nome "Beggarlee".
Indirizzo: A608 verso Brinsley, Eastwood.
mappa

Scultura commemorativa

La scultura di Neale Andrew, realizzata nel 1989, si trova fuori dalla Eastwood Library e si intitola "D.H. Lawrence 1885–1930". Mostra una coppia che si abbraccia sullo sfondo di una miniera e di una chiesa, mentre alcuni minatori lavorano nel sottosuolo.
Indirizzo: Eastwood Library, Wellington Place, Eastwood.

Omaggio a D.H. Lawrence

Consiste in una sorta di gazebo di metallo, di colore verde scuro, sotto il quale è stata posizionata una panchina semi-circolare. È ben riconoscibile perché sul tetto è stata dipinta una fenice stilizzata color oro, un
simbolo ricorrente a Eastwood, diretto rimando allo scrittore.
Indirizzo: Strada A608, poco distante da The Sun Inn, Eastwood.

Greasley Beauvale Board School

Lo scrittore frequentò questa scuola dal 1891 al 1898, ovvero dai 4 agli 11 anni. I ragazzi avevano lezione nell'ala che si affaccia su Mill Road, mentre le raazze in quella su Dovecote road. In seguito fu rinominata "Greasley Beauvale D. H. Lawrence Infant School" in onore dello scrittore. Oggi la
scuola si è trasferita in un edificio costruito nel 2008.
Indirizzo: Mill Road, Eastwood.

Tomba di famiglia

Nel cimitero di Eastwood, immersa nel prato e contornata dagli alberi, si trova la tomba della famiglia Lawrence. Qui sono sepolti i genitori e il fratello dello scrittore. Nonostante vi sia un riferimento allo scrittore stesso, le sue ceneri furono sepolte a Vence, nella Francia del sud, e in seguito traslate a Taos, nel Nuovo Messico.
Indirizzo: Eastwood Cemetery, Church street, Eastwood.

 

United Kingdom Nottingham

Targa commemorativa nel luogo in cui ha lavorato

La targa di colore verde indica il luogo in cui si trovava la ditta di strumenti ortopedici Haywood's Surgical Goods factory, nella quale Lawrence svolse il suo primo lavoro come impiegato nel 1901.
La targa recita: "Site of Haywood's factory where D. H. Lawrence worked in 1901".
Indirizzo: Haywood's factory, New Look, Castle Gate, Nottingham.

Busto commemorativo

Un busto di Lawrence, realizzato dalla scultrice Diana Thomson, si trova sotto il colonnato all'interno del Nottingham Castle Museum and Art Gallery assieme ai busti di altri scrittori legati a questa città come Byron, Henry Kirke White e Philip James Bailey.
Indirizzo: Nottingham Castle Museum, Lenton Rd, Nottingham.

Statua commemorativa

La statua, inaugurata nel 1994 alla presenza dei membri della famiglia Lawrence, è stata realizzata da Diana Thomson, la stessa che ha realizzato un busto dello scrittore esposto sotto il colonnato del Nottingham Castle Museum. La statua raffigura l'autore con un fiore azzurro di genziana tra le mani facendo riferimento alla sua poesia Bavarian Gentians (Genziane bavaresi, scritta a Bandol, in Francia, nel 1929) che dà il nome a una delle sue ultime raccolte poetiche. Si trova nel campus dell'università, nei pressi della Hallward Library della Nottingham University.
Indirizzo: Campus, Nottingham University, Nottingham.

Tomba di famiglia

Nel cimitero di Easwood si trova la tomba in cui sono sepolti i genitori e il fratello dello scrittore.
Indirizzo: Eastwood Cemetery, Church street, Eastwood.

 

France Vence (Provenza-Alpi-Costa Azzurra)

Cimitero in cui fu sepolto (in seguito traslato)

Lawrence arrivò a Vence nel febbraio 1930 dopo che a Bandol il dottor Moreland, uno specialista in malattie polmonari che si trovava in vacanza in questa località, gli consigliò di spostarsi ad una maggior altitudine, lontano dalla costa. Lawrence, giunto a Vence, si sistemò nel sanatorio "Ad Astra", dove poteva essere monitorato dal dottor Moreland. Qui ricevette la visita dell'amico H.G. Wells che all'epoca viveva nella vicina Grasse. Visto che lo scrittore non si trovava affatto bene nel sanatorio, il 28 febbraio la moglie Frieda andò a prenderlo per trasferirlo nella casa che aveva appena preso in affitto, Villa Rochermond (in seguito Villa Aurelia), ma il giorno successivo, il 1° marzo, Lawrence morì.
Fu sepolto nel vecchio cimitero di Vence. Nel 1935 i suoi resti vennero riesumati e cremati per poi essere consegnati in un'urna nelle mani del tenente Angelo Ravagli, all'epoca compagno della vedova Lawrence. Ravagli portò le ceneri nel New Mexico, a Taos, dove su richiesta della moglie, gli costruì un piccolo mausoleo.
C'è un curioso aneddoto legato alle ceneri dello scrittore di cui non si può stabilire l'attendibilità visto che pare sia stato confessato da Ravagli in stato di ebrezza anni dopo la morte di Frieda. Ravagli disse che avendo riscontrato molti problemi nell'esportare le ceneri dalla Francia in America, le aveva gettate a Vence e una volta arrivato negli Stati Uniti le aveva sostituite con delle semplici ceneri di legname. Questo tuttavia rimane un aneddoto di cui non si può assicurare la veridicità.
La villa dove morì Lawrence, villa Rochermond, poi in seguito villa Aurelia (in zona Chemin de Clairefontaine, Le Saint Martin a Vence), fu demolita alcuni anni dopo e sostitutita con un altro edificio che del precedente mantiene solo il cancello di ingresso con un arco di metallo. Sul muro di cinta del giardino nel 1985 è stata inaugurata una targa commemorativa inviata dal distretto di Broxtowe. 
Indirizzo: Cimitero vecchio (Vieux Cimetière), Avenue de Verdun, Vence

 

USA Taos, New Mexico

D.H. Lawrence Ranch

Conosciuto anche con il nome Kiowa Ranch e situato circa 30 chilometri più a nord della città di Taos, occupa una vasta area di 65 ettari raggiungendo i 2600 metri di altitudine. Dal 1955 per volontà testamentaria della moglie di Lawrence, il ranch è di proprietà dell'Università del Nex Mexico che ha lo scopo di preservare la memoria dello scrittore. Chiuso ai visitatori dal 2008 al 2014, è stato riaperto al pubblico dal marzo 2015. È incluso nel National Register of Historic Places e nel New Mexico State Register of Cultural Properties.
Lawrence e la moglie Frieda arrivarono a Taos nella metà del settembre 1922 su invito di Mabel Dodge Luhan, una ricca appassionata d'arte e letteratura che aveva letto i romanzi di Lawrence. Dopo un viaggio in Messico e il ritorno in Inghilterra, lo scrittore e la moglie decisero di tornare a Taos nel marzo 1924, accompagnati questa volta da Dorothy Brett, una pittrice inglese figlia di un Lord. Si stabilirono nel Kiowa Ranch, un dono di Mabel Dodge Luhan e del marito, con i quali erano tuttavia sorti dei contrasti, che Lawrence era riluttante ad accettare.
Lo scrittore trascorse in questa tenuta cinque mesi durante i quali termina il racconto St. Mawr (in cui celebra i paesaggi e l'atmosfera della sua attuale residenza). Nel soggiorno dell'anno successivo, da aprile a settembre 1925, vi scrive il dramma biblico David e parti del Serpente piumato. Il New Mexico compare inoltre in altri saggi e storie come The Woman Who Rode Away.
Durante questo periodo un altro noto scritto, Aldous Huxley, viene a trovare l'amico che lo aveva qui invitato.
Lawrence lascia il New Mexico l'11 settembre 1925 per stabilirsi in Italia e non farà più ritorno nel Kiowa Ranch perché morirà in Francia nel 1930
Morto lo scrittore, la moglie Frieda ritorna nel loro ranch accompagnata dal tenente Ravagli che aveva conosciuto durante il soggiorno a Spotorno nel 1928 e chiede al nuovo compagno di costruire un memoriale per l'illustre marito deceduto.
Nel 1934 Ravagli costruisce nel parco del ranch una struttura lineare e moderna, fatta di cemento, mattoni di argilla e legno. Al suo interno si trova una copia del documento che attestano la cremazione dello scrittore a Marsiglia e un registro per i visitatori. Sopra il blocco di cemento al cui interno riposano le ceneri di Lawrence è esposta una statuetta di una fenice, simbolo di rinascita e spesso associato allo scrittore, e alle decorazioni ha contribuito l'amica di famiglia Dorothy Brett.
Quando Frieda muore nel 1956, viene anch'essa sepolta nella proprietà del ranch, sul lato sinistro rispetto al memoriale dello scrittore.
Indirizzo: San Cristobal, Contea di Taos, New Mexico
sito Sito: http://www.dhlawrencetaos.org/
mappa
 Coordinate: 36°34′55″N 105°35′37″W

Galleria d'arte "D.H. Lawrence Forbidden Art"

All'Hotel La Fonda è presente una piccola esposizione permanente dal titolo "D.H. Lawrence Forbidden Art". E' costituita da 9 quadri che all'epoca furono confiscati per il soggetto osceno. I quadri, realizzati dallo scrittore, erano conservati dalla moglie Frida ma alla sua morte, il nuovo marito, Angelo Ravagli, li vedette a Saki Karavas, proprietario dell'hotel, il quale dapprima li espose nel proprio ufficio, poi in epoca più recente furono spostati in una stanza adibita a galleria d'arte.
Indirizzo: Hotel la Fonda de Taos, 108 S Plaza, Taos, New Mexico
sito Sito: http://www.lafondataos.com/

 

Spain Maiorca

Lawrence visitò l'isola di Maiorca con la moglie Frieda dal 17 aprile al 18 giugno 1929. Durante questo periodo soggiornò prima presso l’Hotel Royal, poi presso l’Hotel Principe Alfonso a Palma. Nelle lettere che invia dall'isola racconta della sua visita alla Certosa di Valldemossa, seguendo le tracce di Chopin e George Sand: "Ieri siamo stati in auto a Valldemossa, dove Chopin fu così felice e che George Sand detestò – era bello guardare dal monastero, nell’oscurità della piana sottostante, e le grandi rose dei giardini del monastero così brillanti e sparse – poi l’interno, i chiostri così bianchi e silenziosi. Facemmo un picnic sulla costa nord alta sul mare, montagnosa, e il mare blu, il più blu che io abbia mai visto, non il blu duro dei pavoni e dei gioielli, ma tenero come le piume blu della cinciallegra – davvero bellissimo..."

 

Australia Sydney

Targa commemorativa lungo la Sydney Writers Walk

Lawrence visse nella New South Wales South Coast nel 1922 e qui scrisse il romanzo semi autobiografico Kangaroo. Una targa sulla Sydney Writers Walk lo ricorda così: "D.H. Lawrence / 1885 - 1930 / Australia has a marvellous sky and air and blue clarity and a hoary sort of land beneath it, like a Sleeping Princess on whom the dust of ages has settled. Wonder if she'll ever get up. / Letter from D.H. Lawrence (1922) / D.H. Lawrence came to Australia in 1922 and spent several months at Thirroul, on the NSW South Coast, where he wrote his semi-autobiographical novel Kangaroo, reflecting his thoughts and impressions of Australia -- NSW Ministry for the Arts / Writers Walk".
Indirizzo: dal West Circular Quay alla Opera House Forecourt, Sydney

 

Spotorno è un paese della provincia di Savona le cui prime attestazioni risalgono al XII secolo. Storicamente conteso tra Noli e Savona, passa sotto la dominazione genovese nel tardo XIV secolo. Con la caduta Repubblica di Genova (1797), passa poi alla Repubblica Ligure ed infine nel 1815 al Regno di Sardegna. Il paese si è sviluppato grazie ad un'economia basata sulla pesca e sul commercio marittimo, in particolare trasportando merci importanti verso Francia, Sicilia e Sardegna.
La realizzazione nel 1872 della linea ferroviaria Genova-Nizza dà l'opportunità al paese di sviluppare il turismo balneare, un'attività che assiste ad una rapida espansione nel periodo antecedente i conflitti bellici del Novecento e che è documentata dal Museo del Turismo, allestito in una piccola stanza adiacente la biblioteca civica. Grazie alla sua fama come meta di villeggiatura e alla presenza su alcune importanti guide turistiche, Spotorno attrae numerosi visitatori stranieri, anche molto noti, come lo scrittore inglese David Herbert Lawrence, che ne elogiò il paesaggio, e il pittore espressionista Max Beckmann, che qui dipinse due tele (tra cui il celebre Quappi in blu dedicato alla moglie).
Spotorno ospita inoltre la pinacoteca Villa Carlina, che espone opere di artisti locali quali Gigetto Novaro ed Eugenio Canepa ed è stata ambientazione del film La Spiaggia di Alberto Lattuada.
Dal punto di vista letterario, è nota per essere il paese in cui visse il poeta Camillo Sbarbaro.

 

Autori correlati

David Herbert Lawrence


Camillo Sbarbaro

Targa commemorativa sulla casa in cui visse

Poeta dai toni crepuscolari, autore delle raccolte Pianissimo e Trucioli, Sbarbaro era nato a Santa Margherita Ligure nel 1888 ma a Spotorno aveva i nonni materni, presso i quali trascorse l'estate del 1908. Torna a Spotorno nel 1941 per rifugiarsi dal rischio dei bombardamenti a cui è esposta la sua casa di Genova, ma nel 1944 per lo stesso motivo sarà costretto a lasciare anche questa residenza (che verrà bombardata nell'agosto di quell'anno), spostandosi in un edificio in rovina sui monti presso Borsana. Nel 1951 Sbarbaro ritorna a Spotorno e si stabilisce in via Finale con la sorella Lina (detta "Clelia") e la zia Benedetta. Vi rimarrà fino alla morte nel 1967.fonte14x14
La targa apposta sull'edificio recita: "Accanto a Benedetta che gli fece da madre, e a Lina, fiera e dolce sorella, il poeta Camillo Sbarbaro, "estroso fanciullo", guardò da questa casa tanto amata il cuore della terra. --- Nel I centenario della nascita, il Comune di Spotorno pose, 1988".
La stradina in cui si trova la targa non è segnalata su Google Maps: è una traversa di Via Demaestri, parallela a via Savona. 
Indirizzo: via Finale Ligure 9, Spotorno, Savona

   

France Parigi

Albergo in cui ha soggiornato

Durante i suoi soggiorni parigini tra il 1977 e il 1984 Borges scelse di soggiornare presso l'albergo "L'Hotel", in Rue des Beaux Arts, nel sesto arrondissement, più noto per essere stata l'ultima residenza di Oscar Wilde, il luogo in cui morì il 30 novembre 1900.Sulla facciata esterna due targhe ricordano entrambi gli scrittori. Quella dedicata a Borges recita: "Ici vecut / Jorge Luis Borges / 1899 - 1986 / Écrivain Argentin / Lors de ses frequents séjours / À Paris de 1977 à 1984".
Indirizzo: 13 Rue Des Beaux-Arts (6ème arrondissement), Parigi
sito Sitowww.l-hotel.com

Argentina Buenos Aires

Borges nacque a Buenos Aires nel 1899 nella casa di famiglia in calle Tucumán 840. Pochi anni dopo la famiglia si trasferì nel barrio Palermo, dove Jorge Louis trascorse l'infanzia. In questo periodo viveva nella casa dei genitori (attuale via Borges 2147) e della nonna (Borges 2135), dove ricevette un'educazione privata fino all'età di 11 anni.
Escuela Superior de Varones N° 1, che si trovava nell'attuale indirizzo Thames 2321. Nonostante questi edifici non esistano più, si può respirare ancora l'atmosfera dell'epoca nella zona di Palermo Viejo, dove si ritrovano ancora le stradine descritte spesso da Borges nelle sue opere.

 

Twitter

TurismoLett 📚 Nella #NationalPortraitGallery di #Londra c'è anche questo famoso ritratto di #HenryJames che è stato... squarcia… https://t.co/J6Cs5vKH7i
TurismoLett 📚 Alla National Portrait di #Londra c'è anche il quadro delle sorelle #Brontë: è l'unico ritratto collettivo delle… https://t.co/6e5p5do8jU

Cerca


Ultimi articoli dal blog

Amore, morte e altre storie nel cimitero della St. Pancras Old Church a Londra

di A.M. Se pensate che i cimiteri siano posti pieni di storie sepolte con coloro che giacciono sottoterra; se pensate siano...Read More

Avevo una casa sulla costa della Danimarca. Il Karen Blixen Museum a Rungsted

di A.M. Ci sono due parole che vengono subito alla mente entrando nella casa danese di Karen Blixen a Rungsted: luce e...Read More

Facebook LikeBox