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I luoghi di Ugo Foscolo

 

Italy Firenze

Basilica di Santa Croce

Villa dell'Ombrellino, Bellosguardo

Fu edificata nel 1372 sulla collina di Bellosguardo, a sud-ovest di Firenze, da cui si gode una splendida vista sulla città. Appartenne alla famiglia Segni per quattro secoli fino al 1815, quando passò alla contessa Teresa Spinelli Albizi che, oltre a farla ristrutturare, fece installare una struttura in ferro a forma di ombrello cinese da cui ha origine il nome attuale, "Villa dell'Ombrellino". In seguito passò alla famiglia russa Zubov nel 1874 che la congiunse con l'adiacente Villa della Torricella, mentre all'inizio del Novecento fu acquisita dal colonnello inglese George Keppel e da sua moglie Alice,  ereditata poi alla loro morte dalla figlia Violet Trefusis. Oggi è ancora proprietà privata ed è chiusa al pubblico.
Nei secoli ebbe ospiti illustri: dal 1617 al 1631, nella Villa della Torricella, soggiornò Galileo Galilei che scrisse il Dialogo sui massimi sistemi. Ugo Foscolo vi soggiornò nel 1812-13 menzionandola ne L'inno a Vesta, il secondo inno del poemetto Le Grazie.
Negli anni Settanta dell'Ottocento vi soggiornò lo scrittore americano Charles Eliot Norton.
Sul muro di cinta della villa è stata apposta una targa, oggi in uno stato di abbandono che la rende quasi illeggibile, sulla quale sono incisi i nomi dei molti personaggi illustri stranieri legati a Bellosguardo. La targa recita: "Qui dove la grazia del colle e del cielo / esalta la qualità del pensiero e dell'arte / soggiornarono ed operarono / Galileo Galilei Ugo Foscolo / James Fenimore Cooper / Nathaniel Hawthorne / Elizabeth e Robert Browning / Henry James / Robert Lytton / Alfred Austin / Hans von Bulow / Hans von Marées / Adolf Hildebrand / Franz Brentano / Ilsa Blagden / Clara Shumann / Ouida / Jesse White Mario / Walburga Paget / Florence Nightingale / Violet Trefusis".
Indirizzo: Piazza Bellosguardo 11, Firenze. 

 

Italy Venezia

Targa commemorativa sull'edificio in cui visse

In Campo de la Gate una lapide ricorda gli anni che Foscolo trascorse a Venezia durante l'adolescenza. La targa recita: "Dal 1792 al 1797 / tra liberi studi / qui maturò la triste e ardente giovinezza / di / Ugo Foscolo / vissuto per le lettere per le armi per l'Italia / serbato dal fiero animo / alla povertà e all'esilio / assunto alla gloria / tra i grandi poeti della patria".
Indirizzo: Campo de la Gate, Sestriere Castello, Venezia

Targa commemorativa

Isabella Teotochi Albrizzi, nobile di origini greco-veneziane che in seconde nozze aveva sposato il conte Albrizzi, teneva un salotto letterario a Venezia e uno nella villa Albrizzi Franchetti nell'attuale provincia di Treviso. Foscolo era uno degli assidui frequentatori, ma anche altri intellettuali e artisti dell'epoca sono passati dal salotto della Albrizzi. Tra questi: Vincenzo Monti, Vittorio Alfieri, Ippolito Pindemonte, Melchiorre Cesarotti, il poeta dialettale Anton Maria Lamberti, lo scultore Antonio Canova; tra gli stranieri Madame de Staël, Johann Wolfgang von Goethe Lord Byron e Sir Walter Scott.
La targa recita: "In questa casa tenne dimora / Isabella Teotochi Albrizzi / 1760 - 1836 / il cui cenacolo venne / frequentato da artisti / e letterati d'epoca / tra i quali / Ugo Foscolo e Lord Byron"
Indirizzo: Corte di Calle Michiel (oggi San Marco 2407), Venezia

 

Italy Treviso

Villa Albrizzi Franchetti

Costruita tra il 1680 e il 1700 lungo la strada Terraglio, era la residenza della famiglia Albrizzi, ricchi mercanti di tessuti. Isabella Teotochi Albrizzi, amante delle arti, vi istituì il proprio salotto letterario tra cui uno degli ospiti più famosi fu Ugo Foscolo che qui trovò ispirazione per comporre I sepolcri, oltre ad avere una relazione sentimentale con la padrona di casa, anch'essa di origini greco-veneziane come lui.
La Albrizzi teneva anche un salotto a Venezia, in Calle Michiel, che fu frequentato da numerosi intellettuali e artisti.
La villa fu danneggiata pesantemente durante la Prima guerra mondiale. Nel 1973 fu venduta alla provincia di Treviso che l'ha recentemente concessa alla Fondazione Cassamarca.
Indirizzo: via Terraglio 203, Preganziol (Treviso)

 

Italy Pavia

Lapide commemorativa presso l'Università di Pavia

Fu nominato professore di eloquenza, cattedra che si era liberata per la morte del titolare, Luigi Cerretti, e accettò l'incarico nel marzo 1808 ma nell'autunno successivo  una riforma degli studi universitari soppresse alcuni insegnamenti, tra cui il corso di eloquenza. Foscolo tuttavia riuscì a tenere un ciclo di lezioni: la prolusione (lezione introduttiva) si tenne il 22 gennaio 1809 e fu seguita da un folto pubblico. Ad essa seguirono 5 lezioni che si conclusero nel giugno dello stesso anno ponendo fine all'esperienza pavese del poeta. Nel Cortile delle Statue dell'Università di Pavia c'è una lapide a lui dedicata: "Ad Ugo Foscolo / ingegno per esuberanza irrequieto / letterato filologo poeta / chiamato nel MDCCCVIII alla cattedra / d'eloquenza italiana e latina / in questa università / vi trattò e chiarì con ispirato dire / le più riposte bellezze / de' sommi maestri del sublime eloquio / per tenerissimo amor di patria / morì esule e povero in terra straniera / Il municipio pavese / al genio sventurato / P. Q. M."
Indirizzo: Università di Pavia (Cortile delle Statue), Corso Strada Nuova 65, Pavia

Targa commemorativa  sull'edificio in cui visse

Foscolo aveva soggiornato in quella che all'epoca era casa Bonfico in borgo Oleario (così scrive in una lettera), oggi diventata via Ugo Foscolo. L'illustre poeta, infatti, nel 1809 era stato per pochi mesi professore di eloquenza presso l'Università di Pavia prima di trasferirsi a Londra. Nel 1909 è stata installata una targa che recita: "Ugo Foscolo / dato agli italiani il liberale carme fatidico / qui l'anno MDCCCIX posando / dopo i tumulti della giovinezza / alla patria nuove forme di eloquenza e di critica / a sé nuova gloria e l'esilio apprestava -- Cento anni dopo l'Ateneo e la cittadinanza posero".
Indirizzo: via Ugo Foscolo 11, Pavia

 

Italy Montegrotto Terme

Targa dedicata a Le ultime lettere di Jacopo Ortis

Sulla base della croce in cima al Monte Ceva, alto 255 metri, una targa ricorda il soggiorno effettuato dallo scrittore sui Colli Euganei.
Indirizzo: base della croce in cima al Monte Ceva, Località Turri, Montegrotto Terme

Italy Arquà Petrarca

Targa dedicata a Le ultime lettere di Jacopo Ortis

Nella parte antica del borgo di Arquà una targa apposta nel maggio 2019 cita un passo delle Ultime lettere di Jacopo Ortis in cui, nella lettera datata 20 novembre 1797, Jacopo racconta la gita alla Casa del Petrarca con Teresa, Odoardo e la famiglia di Teresa.
Indirizzo: All'incrocio tra la strada provinciale 21 e vicolo I. Conti, Arquà Petrarca

 

Greece Zante

Ugo Foscolo nacque nell'isola greca Zacinto, oggi Zante, il 6 febbraio 1778 da padre veneziano e madre greca. All'isola natale Foscolo dedica uno dei suoi più celebri sonetti, A Zacinto, composto tra l'ottobre del 1802 e l'aprile del 1803, incentrato sul tema dell'esilio e della nostalgia per la patria perduta: "Né più mai toccherò le sacre sponde / ove il mio corpo fanciulletto giacque, / Zacinto mia, che te specchi nell'onde / del greco mar da cui vergine nacque...".
La casa natale è stata distrutta in parte nei bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale ed è stata definitivamente rasa al suolo da un terremoto nel 1953.

Busto commemorativo

Indirizzo: piazza Solomos, Zante

Cenotafio

In via Foscolo (Foskolou) si trova un monumento commemorativo su cui è posta una scultura raffigurante un angelo piangente. La lastra di marmo riporta il nome "Ugo Foscolo" scritto in greco e gli ultimi tre versi della poesia A Zacinto.
Indirizzo: Foskolou 54, Zante

 

United Kingdom Londra

Dopo aver rifiutato di prestare giuramento di fedeltà agli austriaci che avevano preso possesso di Milano e istituito il Regno Lombardo-Veneto, lasciò l'Italia come esule volontario il 31 marzo 1815 fuggendo prima in Svizzera e poi trovando rifugio a Londra nel settembre 1816 dove per vivere iniziò a scrivere per alcuni giornali. 

All'arrivo Foscolo soggiorna al Sablonniere Hotel, un albergo in Leicester Square (demolito nel 1870) gestito dall'italiano Pagliano che aveva ospitato anche Giuseppe Mazzini ed era un ritrovo molto frequentato da stranieri (l'edificio fu distrutto nel 1870). fonte14x14

Dal settembre 1817 all'aprile 1818 visse in Edwardes Square (dove oggi si trova una targa commemorativa) e nel giugno 1818 affittò un cottage a East Moulsey, vicino alla residenza della sua amica Pamela Fitzgerald. Nel 1819 si trasferì in un piccolo appartamento sopra un negozio di tessuti al numero 154 di New Bond Street e nel 1822 prende in affitto un cottage vicino Regent's Park a cui dette il nome "Digamma Cottage".
In questo periodo ritrova la figlia Floriana, rimasta orfana e sola, oltre che erede di un buon patrimonio che Foscolo dilapida nel mantenimento del nuovo cottage dalle 13 stanze e dagli arredi sfarzosi. Questo stile di vita lussuoso che non poteva permettersi lo fece sprofondare presto in ristrettezze. Perseguitato dai creditori e costretto a vendere molti dei suoi beni, si trasferì in una zona della città più povera, dapprima in 15 Russell Place, Fitzroy Square, e infine nella sua ultima casa in Turnham Green, parte di un vecchio albergo, "The King of Bohemia", poi diviso in vari appartamenti. L'edificio si trovava all'inizio di Chiswick Lane ma fu demolito nel 1901. Qui Foscolo morì il 10 settembre 1827, assistito dalla figlia. Il funerale si tenne il 18 settembre e fu seppellito nel cimitero di Chiswick.

Targa commemorativa nell'edificio in cui ha vissuto

La targa, rotonda di colore azzurro, recita: "English Heritage / Ugo Foscolo / 1778-1827 / Italian poet / and patriot / lived here / 1817-1818".
Indirizzo: 19 Edwardes Square, Kensington, Londra

Chiswick Old Cemetery

Foscolo morì il 10 settembre 1827 e fu seppellito nel cimitero di Chiswick. Nel 1871 le sue ceneri furono traslate nella chiesa di Santa Croce a Firenze che il poeta aveva celebrato nel carme Dei sepolcri. Nel cimitero di Chiswick si trova tuttora la tomba di granito che ha ospitato le sue spoglie dal 1827 al 1871, conservata per commemorare il poeta. Sulla superficie del cenotafio è incisa l'iscrizione: "This spot where for forty-four years the Relics of Ugo Foscolo Reposed in honoured Custody will be for ever held in grateful Remembrance by the Italian Nation. / From the sacred guardianship of Chiswick to the honours of Santa Croce in Florence the Government and People of Italy have transported the remains of the wearied Citizen Poet 7th June 1871".
Indirizzo: Church Street/Corney Road/Powell's Walk, Chiswick.

Holland House

Holland House era una villa nel quartiere Kensington di Londra. Costruita nel 1605 dal diplomatico Sir Walter Cope (il nome originario dell'edificio era appunto "Cope Castle"), passò in seguito alle potenti famiglie Rich e Fox. Assunse il nome attuale quando Henry Rich, nel XVII secolo, ereditò il titolo di Conte di Holland dal re Giacomo I.
Sotto il terzo barone di Holland e sua moglie Elizabeth, questa casa divenne un centro culturale molto attivo richiamando soprattutto gli esponenti del partito whigs. Tra gli ospiti in visita alla Holland House si annoverano i romanzieri Walter Scott e Charles Dickens, i poeti Thomas Campbell e Samuel Rogers, ma anche lo storico John Allen che divenne consigliere e segretario di Lord Holland e venne soprannominato "Holland House Allen".
Nel XIX secolo fu gravemente danneggiata da un bombardamento dei tedeschi nel 1940. Oggi rimane soltanto l'ala orientale e alcune parti del piano terra che per un periodo è stato adibito ad ostello ("Safestay Holland Park"). L'annesso che costituiva la sala da ballo estiva è oggi un ristorante ("The Belvedere") e la limonaia (orangery) è diventata uno spazio espositivo.
Ugo Foscolo fu introdotto nel salotto da Giuseppe Binda, un lucchese conosciuto a Firenze nel 1812, e iniziò a frequentare il luogo conversando con Lord e Lady Holland in italiano o francese. Conobbe molti esponenti del giornalismo e dell'editoria del tempo, tra cui l'editore John Murray che ripubblicò nel 1817 Ultime lettere di Jacopo Ortis.
Indirizzo: Holland Walk, London, Kensington e Chelsea, Londra.

 

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Scrittori e artisti a Sorrento

Targa commemorativa

La targa cita 51 personaggi illustri che hanno trascorso un periodo nella città ma non è completa perché mancano alcuni nomi tra cui quello di Alexandre Dumas, che fu nominato da Garibaldi soprintendente onorario alle Belle Arti di Napoli, di Paul Bourget, di Maksim Gor'kij e di numerosi pittori. Fu inaugurata il 24 giugno 1933 alla presenza delle delegazioni diplomatiche estere e dall'Italia ufficiale del tempo, rappresentata dalle altezze reali i Principi del Piemonte, dal Senato, dalla Camera, dall'Accademia d'Italia e altre autorità.
L'iscrizione recita: "I poeti letterati gli artisti / che dalle sue primavere odorate / trassero visioni di bellezza / gli eruditi che scrutarono / attraverso i veli del tempo / le sue nobili istorie / gli scienziati / che dalle sue naturali armonie / lessero le divine leggi / d'oltre alpe e d'oltre oceano venienti / Sorrento / ai figli suoi venturi / orgogliosa ricorda / Wolfgang Goethe 1787 / Henry Swinburne 1787 / Scipion Breislak 1798 / Karl Benkowitz 1803 / Anna Necher de Stael 1804 / Henri Beyle (Stendhal) 1811 / Alphonse de Lamartine 1811 / George Byron 1818 / Percy Shelley 1819 / August Graf von Platen 1827-30 / Friedrich W Waiblinger 1827 / August Kopisch 1827 / J Fenimore Cooper 1829 / Silvestre Schendrin1830 / Hector Berlioz 1830 / Walter Scott 1831 / J von Wessemberg 1834 / Alfred de Musset 1834 / Charles Dickens 1845 / Theodor Mommsen 1852 / Ivan Turghieneff 1852 / Paul Heyse 1853-77 / Thomas Read 1853 / Ferdinand Gregorovius 1854 / Christophe Puggaard 1855 / Julia Kavanagh 1857 / H.M. Sculz 1860 / Nikola Cermicewsky 1862 / I J Kraszewski 1864 / Hippolyte Taine 1864 / C A De Saint Beuve 1865 / Harnest B Stowe 1866 / Henrik Ibsen 1867-81 / J W Longfellow 1869 / Emilio Castelar 1875 / Friedrich Nietzsche 1876 / Richard Wagner 1876 / Julius Beloch 1879 / Fanny Lewald 1880 / Edward H Grieg 1872-81 / Sarmiento 1882 / Paul Oppenkeim 1890 / Edmond Rostand 1894 / Francis Marion Crawford 1895-1909 / Emil Bose 1896 / Anatole France 1897 / Leon Tolstoi 1898 / Sybil Fitzgerald 1904 / Friedrich Furgheim 1899-1916 / Pierre de Nolhac 1918 / Duiliu Zamfirescu 1891-1918 -- il Municipio pose - 24 giugno 1905"

Indirizzo: via Califano, Sorrento


Maksim Gor'kij

Targa commemorativa

Gor'kij che, in esilio dalla Russia, aveva vissuto dal 1906 al 1913 a Capri, soggiornò a Sorrento dalla primavera 1924 al 1932, dapprima nell'Hotel Cappuccini e poi nella Villa "Il Sorito" delle duchesse Matilde e Elena di Serracapriola, dove in seguito è stata affissa una targa che recita: "Qui dal 1924 al 1933 dimorò dedito / alle sue opere il grande scrittore / dall’unione delle Repubbliche / Sovietiche Socialiste / Massimo Gorki".
Indirizzo: Villa Il Sorito, Capo di Sorrento, Sorrento


Henrik Ibsen

Targa commemorativa

La targa recita: "Qui / nel sole / Enrico Ibsen / piangendo sui destini oscuri / dell’uomo / scrisse / Gli spettri / l’anno 1881"
Indirizzo: via Vittorio Veneto (facciata dell'Hotel Imperial Tramontano), Sorrento


Bernardo Tasso

Targa commemorativa

La targa, apposta sulla facciata dell'Hotel Imperial Tramontano che dà su piazza Vittoria, recita: "Or mi giova da quest'altero scoglio / delle sirene, udire / gli augelli gai languire, / e il lor dolce cordoglio / sfogar con vario e con canoro stile / chiamando il lieto e dilettoso aprile. -- Sorrento 1543 / Bernardo Tasso - Ode 20° Vol. 2° Rime -- Proposta Università Tassiana 1925 -- a cura di G. Tramontano".
Indirizzo: piazza Vittoria 6 (facciata dell'Hotel Imperial Tramontano), Sorrento


Torquato Tasso


Virgilio

Targa commemorativa

La targa recita: "Adsis, o Cytherea! tuus te Caesar Olympo / Et surrentini litoris ora vocat -- P. Virgilii Maronis / Catalecta . VI Ad Venerem. -- Università tassiana / ricordo della commemorazione virgiliana / 14 giugno 1925 / a cura di Saltovar".
Indirizzo: piazza Vittoria (facciata dell'Hotel Bellevue Syrene)

Villa Borghese è uno dei più grandi parchi pubblici della città di Roma e si estende su quella che era la tenuta dei Borghese nel 1580, oggi nel quartiere Pinciano e in minima parte nel rione Campo Marzio. Il complesso, composto da numerosi edifici, fu acquistato dallo Stato italiano nel 1901 e ceduto al Comune di Roma nel 1903, destinandolo a uso pubblico. La Villa Borghese Pinciana fu adibita a museo nel 1902 prendendo il nome di "Galleria Borghese". Ospita al suo interno importanti tele di Caravaggio e sculture di Bernini.

Nel parco di Villa Borghese si trovano numerosi monumenti e busti che ritraggono scrittori italiani e stranieri.

I busti del Pincio

All'interno del Parco del Pincio sono collocati 229 busti commemorativi realizzati in quattro serie dal 1851 al 1952.
La prima serie fu voluta della Repubblica Romana nel 1949 ma la collocazione ebbe inizio per volere del papa Pio IX solo a partire dal 1952. La seconda serie fu realizzata dal 1971 al 1978, dopo che Roma era diventata capitale d'Italia: le figure rappresentate sono così prevalentemente legate al sentimento risorgimentale. La terza serie, dal 1917 al 1922, venne realizzata dopo la Prima guerra mondiale e si incentra sugli eroi di guerra. La quarta serie, quella conclusiva, fu realizzata dal 1947 al 1952.
Purtroppo queste sculture sono spesso soggette ad atti vandalici che comportano massicci interventi di restauro.
Tra i personaggi raffigurati ci sono molti scrittori e poeti italiani e latini: Orazio, Virgilio, Cicerone, Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Ludovico Ariosto, Giovanni Boccaccio, Niccolò Machiavelli, Carlo Goldoni, Torquato Tasso, Vittorio Alfieri, Vincenzo Monti, Pietro Metastasio, Giuseppe Parini, Ludovico Antonio Muratori, Giambattista Vico, Giacomo Leopardi, Silvio Pellico, Francesco Domenico Guerrazzi, Giuseppe Gioachino Belli, Aleardo Aleardi, Alessandro Manzoni, Ugo Foscolo, Grazia Deledda.

Monumento a George Gordon Lord Byron

La statua di Byron si trova in Via della Pineta ed è una copia di quella realizzata da Bertel Thorwaldsen che si trova oggi al Trinity College di Cambridge. È stata installata nel 1959.
Sul piedistallo di marmo su cui poggia la scultura sono riportati alcuni versi tratti da Childe Harold:
- "«But I have lived, and have not lived in vain; / My mind may lose its force, my blood its fire, / And my frame perish even in conquering pain; / But there is that within me which shall tire / Torture and Time, and breathe when I expire.» / Childe Harold, IV, CXXXVII."
- "«Oh Rome! my country! city of the soul! / The orphans of the heart must turn to thee, / Lone mother of dead empires! and control / In their shut breasts their petty misery. / What are our woes and sufferance? Come and see / The cypress hear the owl, and plod your way / O er steps of broken thrones and temples. Ye! / Whose agonies are evils of a day / A world is at our feet as fragile as our clay.» / Childe Harold, IV. LXXVIII".
- «Fair Italy! / Thou art the garden of the world, the home / Of all Art yelds, and Nature can decree.» / Childe Harold, IV. XXVI --- Questo monumento / replica dell'opera di Thorvaldsen / al Trinity College di Cambridge / fu qui voluto / da ammiratori italiani inglesi e americani / per ricordare il Poeta / che amo' l'Italia e la libertà / 1959".
Indirizzo: via della Pineta, Villa Borghese

Monumento a Ferdowsi

La statua che raffigura il maggior poeta epico della letteratura persiana medievale, autore di Shāh-Nāmeh ("Libro dei re"), è stata realizzata dallo scultore iraniano Abolhassan Sadighi e donata dalla città di Teheran.
Indirizzo: piazzale Ferdowsi, Villa Borghese

Monumento a Nizami Ganjavi

La scultura del poeta azerbaigiano è stata realizzata da Salhab Mammadov e Ali Ibadullayev. La cerimonia di inaugurazione si è tenuta il 20 aprile 2012.
L'iscrizione sul basamento recita: "Poeta azerbaigiano Nizami Ganjavi 1141 – 1209 / Dono della Repubblica dell'Azerbaigian alla città di Roma, 20 aprile 2012".
Indirizzo: Viale Madama Letizia, Villa Borghese

Monumento a Johann Wolfgang von Goethe

Quello che ritrae Goethe è il primo monumento dedicato a uno scrittore ad essere installato nel parco e fu scelto per il profondo legame che lo univa alla città di Roma. L'imponente scultura è stata realizzato da Valentino Casali e donata da Guglielmo II di Germania. Fu inaugurata nel giugno 1904 alla presenza del re Vittorio Emanuele III.
Le sculture sul piedistallo raffigurano le fasi della poesia del grande scrittore tedesco: Ifigenia e Oreste (che rappresentano la poesia drammatica), Faust e Mefistofele (poesia didascalica) e Mignon e Lotario (poesia lirica).
Indirizzo: viale Goethe, Villa Borghese

Monumento a Nicolaj Gogol

La statua in bronzo, realizzata dallo scultore russo Zurab Cereteli, è stata installata nel 2002.
Indirizzo: Viale Bernadotte, Villa Borghese

Monumento a Victor Hugo

È stato realizzato da Lucien Pallez e installato nel 1905.
Indirizzo: Piazzale Victor Hugo, Villa Borghese

Monumento a Aleksandr Puškin

Realizzato da Yuri Orekow, è stato donato dalla città di Mosca e installato nel 2000.
Indirizzo: Viale Madama Letizia, Villa Borghese

Monumento a Henryk Sienkiewicz

Realizzato da Czeslaw Dźwigaj e installato nel 1950 su commissione dell'Arciconfraternita degli arcieri di Cracovia. Lo scrittore è particolarmente legato alla città per la sua opera Quo vadis?, ambientata nella Roma imperiale durante il governo di Nerone.
Indirizzo: Piazzale Ferdowsi, Villa Borghese

Monumento a Ahmed Shawqi

È stato realizzato dallo scultore egiziano Gamai el Sagimi e stato donato dal Consiglio superiore di letteratura, arti e scienze del Cairo. La statua è stata installata nel 1962.
Indirizzo: Piazzale Paolina Borghese, Villa Borghese

Monumento a Garcilaso de la Vega

Il monumento che rappresenta lo scultore peruviano è stato installato nel 1967 ed è a opera di Joaquin Roca Rey.
Indirizzo: Piazzale Paolina Borghese

 

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Giovanni Marradi

Targa commemorativa

La targa recita: "La quotidiana visione delle / cuspidi del duomo e della torre / repubblicana / diede al verso di / Giovanni Marradi qui ospite / dal 1897 al 1898 accenti di alata / poesia e palpiti di libertà".
Indirizzo: via La Lizza 11, Siena


Federigo Tozzi

Targa commemorativa sulla casa natale

La targa recita: "Federigo Tozzi / romanziere tra i maggiori d’Italia / qui nacque il 1 gennaio 1883 / nel cuore della sua città -- Il Consiglio comunale / cinquant'anni dopo la morte / 1970".
Indirizzo: via Banchi di Sopra, Siena

Targa commemorativa sulla casa in cui visse

Lo scrittore visse in questa casa dal 1908 al 1914 e qui scrisse Con gli occhi chiusi, in cui questa località, Poggio al Vento, compare come "Poggio a' Meli", e il podere qui descritto nelle prime pagine è quello di Castagneto, proprietà del padre dello scrittore.
"Poggio a' Meli si trovava fuori di Porta Camollia per quella strada piuttosto solitaria che dal Palazzo dei Diavoli va a finire poco piu in là del convento di Poggio al Vento. C'era una vecchia casetta rintonacata di rosso, a un piano solo; e congiunta al tinaio e alle abitazioni degli assalariati fatte sopra le stalle [...] Il podere era di qualche ettaro, con la siepe di marrucche e di biancospini su la strada: un piccolissimo appezzamento pianeggiante e coltivato bene; il resto a pendice, fino al fosso di un'altra collinetta che regge le mura della Porta Camollia. (Federigo Tozzi, Con gli occhi chiusi ; Ricordi di un impiegato, Feltrinelli, 1994, p. 6)
Indirizzo: Poggio al Vento, Strada dei Cappuccini, Siena

Procida è la più piccola delle tre principali isole dell'arcipelago campano, dopo Capri e Ischia per grandezza. La sua costa frastagliata è inframezzata da golfi e scogliere sulle quali spuntano edifici pittoreschi, piccoli porticcioli e sprazzi di verde. La città vecchia è arroccata su un colle ed è chiamata "Terra Murata", un borgo medievale a picco sul mare raggiungibile tramite una salita pittosto ripida. L'affascinante atmosfera dell'isola fa da sfondo a libri e film. In particolare, in letteratura è nota per essere l'ambientazione de L'isola di Arturo di Elsa Morante e Graziella di Alphonse de Lamartine.

 

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Ferdinando Ferrajoli

Targa commemorativa

Nato nel 1901 a Sant’Egidio del Monte Albino da una famiglia aristocratica, si dedicò agli studi di arte, scoprendo in seguito un grande interesse per l'archeologia a cui dedicò molti dei suoi studi, pubblicando i saggi I castelli di Napoli (1964) e Napoli monumentale (1968). La targa recita: "Procida a ricordo di / Ferdinando Ferrajoli / Archeologo scrittore / che elesse questa verde e fantastica isola / dagli accoglienti invitanti / e irraggiungibili paradisiaci sogni / come egli amò definirla / a suo soggiorno preferito / e a sua seconda patria -- Il Comune di Procida / pose il 9-X-1977".
Indirizzo: via Scotti 22, Procida


Alphonse de Lamartine

Vi ambienta una parte del suo romanzo breve, Graziella.


Elsa Morante

Il romanzo che valse a Elsa Morante il Premio Strega nel 1967, L'Isola di Arturo, è interamente ambientato sull'isola. 

Il giardino di limoni

Elsa Morante alloggiava all'albergo Eldorado, una struttura con splendida vista sul mare costruita alla fine dell'Ottocento che era diventata popolare soprattutto negli anni Cinquanta. Sotto il fresco giardino di limoni dell'albergo la scrittrice iniziò la stesura de L'isola di Arturo, pubblicato poi nel 1957. L'attività chiuse i battenti nel 1998 e il Comune prese in affitto la struttura dalla famiglia Mazzella di Bosco, tuttora proprietaria, per aprirvi il “Parco Letterario Elsa Morante“; tuttavia, a causa di alcuni problemi economici sorti tra le due parti, il giardino è oggi chiuso e non è più accessibile in alcun modo (ma è ancora possibile sbirciare all'interno dai cancelli di ingresso).
Indirizzo: via Vittorio Emanuele 225 (dove si trova il ristorante Mimante), Procida

 

Leggere prima di partire per... Procida

Narrativa

Elsa Morante, L'isola di Arturo, Einaudi
Alphonse de Lamartine, Graziella, varie edizioni

 

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Dante Alighieri


Vittorio Bodini

Nasce nel 1914 a Bari da genitori di origine leccese. Quando a tre anni perde il padre, torna a Lecce con la madre dove vivrà fino al 1933, quando, dopo aver conseguito la maturità classica presso il Ginnasio-Liceo “G. Palmieri”, si trasferisce prima a Roma e poi a Firenze per frequentare l'università. Dopo la laurea conseguita nel 1940, torna a Lecce dove ebbe un incarico per un anno presso il Liceo classico "Pietro Colonna" di Galatina e successivamente presso il Liceo scientifico "Cosimo De Giorgi". Dopo un'esperienza a Roma e in Spagna, torna a Lecce nel 1949, e vivrà in via Carlo Russi, che all'epoca si chiamava via De Angelis. Nel 1960 tornerà a Roma dove muore nel 1970.
Oltre a numerose poesie, a Lecce è ambientato anche il suo unico romanzo, mai portato a termine, Il fiore dell'amicizia.


Paul Bourget

Targa commemorativa

Lo scrittore francese, visitando la città, fu colpito dalla bellezza del barocco leccese che, come scrisse nella sua opera Sensations d'Italie, aveva dapprima ritenuto pretenzioso e antipatico: "Avant d'être venu ici, je n'attachais aux termes de baroque et de rococo qu'un sens de déplaisance et de prétention. Lecce m'aura révélé qu'ils peuvent aussi être synonymes de fantasie légère, d'élégance folle et de grâce heurese".
La targa in bronzo è apposta sulla facciata di Palazzo Carafa che dà sulla piazza Sant'Oronzo e recita: "La città di Lecce / volle ricordato in questa lapide / il nome di / Paul Bourget / che nel suo libro "Sensations d'Italie" / scrivendone con fervida parola / le crebbe rinomanza / ovunque suona / il dolce idioma della nazione sorella / Maggio MCMX".
Indirizzo: palazzo Carafa, via Francesco Rubichi (facciata che dà sulla piazza S.Oronzo), Lecce


Pietro Marti

Busto commemorativo

Maestro, giornalista e scrittore di saggi di interesse locale, dal 1928 fu anche direttore della Biblioteca provinciale di Lecce che conserva oggi le sue opere. Un busto commemorativo che lo raffigura si trova nei giardini pubblici della Villa Comunale.
Indirizzo: Giardini pubblici della Villa Comunale, viale 25 luglio, Lecce.


Giuseppe Petraglione

Busto commemorativo

Studioso del Mezzogiorno, negli anni Quaranta del Novecento guidò la Società di Storia Patria per la Puglia. Tra i numerosi saggi scrisse Gabriele D'Annunzio e la Puglia (1938) e Giosuè Carducci e la Puglia (1935), indagando sulla presenza dei due autori nella regione. Un busto commemorativo che lo raffigura si trova nei giardini pubblici della Villa Comunale.
Indirizzo: Giardini pubblici della Villa Comunale, viale 25 luglio, Lecce.

 

Leggere prima di partire per... Lecce

Narrativa italiana

Vittorio Bodini, Il fiore dell'amicizia, Salento Books, Nardò (LE).

 

È il cimitero monumentale più importante di Dublino. Qui sono sepolti i patrioti irlandesi tra cui Charles Stewart Parnell, Michael Collins, Daniel O'Connell, Éamon de Valera e Arthur Griffith.
La prima sepoltura nel cimitero di Glasnevin risale al 1832 ed è tuttora in funzione. È stato ristrutturato recentemente, in occasione della celebrazione del centenario della rivolta di Pasqua (1916-2016).
È caratterizzato da una torre che svetta all'ingresso (O'Connell Tower), che era stata danneggiata nel 1971 da un attacco dinamitardo di un gruppo paramilitare lealista, in risposta alla demolizione del Nelson Pillar in O'Connoll Street, probabilmente ad opera dell'IRA.
La torre è stata ristrutturata nel 2014: oggi è aperta al pubblico e offre una vista su Dublino da un altezza di 33,5 metri.
Sulla destra rispetto al principale cancello d'ingresso si trova anche un museo, aperto nel 2010, che ripercorre la storia del cimitero, intrecciata con la quella della città.

Le personalità legate al mondo della letteratura qui sepolte sono:

- Brendan Behan;
- James Clarence Mangan;
- Maud Gonne, musa di William Butler Yeats;
- Stanislaus Joyce e Mary Jane Murray, genitori di James Joyce.

Brendan Behan

Temperamento focoso e fervente sostenitore della causa repubblicana, è scomparso il 20 marzo 1964 all'età di 41 anni. La sua tomba è riconoscibile per la forma insolita, caratterizzata da una cavità in cui è posta una piccola scultura che lo ritrae. La scultura è stata rubata due volte in passato ma nel 2014 è stata riprodotta e rimessa al suo posto.

James Clarence Mangan

Nato a Dublino nel 1803, condusse una vita di povertà e solitudine. Considerato da Yeats e Joyce uno dei più grandi poeti irlandesi, divenne noto soprattutto per la poesia Dark Rosaleen, i cui versi sono incisi sulla sua tomba: "O my Dark Rosaleen, / Do not sigh, do not weep!"

Maud Gonne

La musa di William Butler Yeats è sepolta poco distante dalla O'Connel Tower, sul lato destro rispetto ad essa. Maud Gonne rifiutò più volte la mano del poeta irlandese, preferendogli John Mac Bride, il militare e rivoluzionario che fu giustiziato dagli inglesi nei giorni successivi alla rivolta di Pasqua.

John Stanislaus e Mary Jane Joyce

Prendendo il viottolo a sinistra poco dopo la O'Connell Tower, dopo un centinaio di metri si trova, sul lato sinistro del sentiero, la tomba dei genitori di James Joyce.
In particolare il padre ha ispirato molti personaggi dei romanzi del figlio, tra cui Simon Dedalus in Ulisse e Humphrey Chimpden Earwicker in Finnegans Wake.

Il cimitero di Glasnevin nell'Ulysses

Il nono capitolo dell'Ulysses si intitola "Ade", come il dio degli Inferi nella mitologia greca, ed è ambientato nel cimitero dove il protagonista Leopold Bloom si reca al funerale di Paddy Dignam, un suo conoscente vittima dell'alcol, assieme al padre, e altri due personaggi, Martin Cuuningham e Jack Power.

 

sito Sitowww.coolepark.ie
gratis Ingresso gratuito
orario Orari di apertura:
Visitor Centre aperto dalle 10 alle 17 nei mesi di aprile, maggio e settembre; dalle 10 alle 18 nei mesi di giugno, luglio e agosto. Riserva naturale aperta tutti i giorni dalle 8 alle 19.30.
mappa Coordinate53°05'32.0"N 8°50'13.0"W

 

Quella che oggi è la riserva naturale di Coole Park, è stata la residenza della famiglia Gregory. Sir William Gregory, un ricco proprietario terriero di Galway, aveva sposato nel 1879 Augusta Pearse, più nota con il nome che assunse da coniugata, Lady Augusta Gregory. Quando nel 1889 Sir William morì, Lady Gregory ereditò tutti i beni del marito tra cui la residenza di Coole Park che trasformò in un ritrovo per gli intellettuali irlandesi dell'epoca, assumendo un ruolo di primo piano all'interno dell'Irish Literary Revival, il movimento di rinascita culturale irlandese nato a cavallo tra Otto e Novecento. 
Nel salotto di Lady Gregory iniziarono così a riunirsi tutti i più eminenti 
intellettuali irlandesi dell'epoca, tra cui William Butler Yeats, il quale fu incoraggiato nell'attività poetica proprio da Lady Gregory. La sua poesia The Wild Swans at Coole (I cigni selvatici a Coole) è stata ispirata dai cigni che d'autunno popolano il lago del parco. Un'altra poesia che descrive questi luoghi è Coole Park, 1929.

Tra gli ospiti illustri che frequentavano Coole Park c'erano inoltre George Bernard ShawJohn Millington Synge, Sean O'CaseyEdward Martyn, George Russell.

Oggi la villa originaria non esiste più, ma sono ancora visibili le fondamenta. Il parco è diventato una riserva naturale protetta e all'ingresso è stato allestito un Visitor Centre che ospita un piccolo museo sulla storia della tenuta. 
È possibile percorrere a piedi due itinerari nel bosco (la mappa si può ritirare all'ingresso del Visitor Centre), uno dei quali conduce direttamente al lago di Coole, dove Yeats scrisse la poesia I cigni selvatici a Coole.

Autograph Tree

Dietro il luogo in cui si sorgeva la villa originaria, si trova ancora il cosiddetto Walled Garden, un giardino di arbusti e alberi liberamente accessibile in cui si trova il famoso Autograph Tree, un faggio sulla cui corteccia sono incise le firme di tutti gli intellettuali che frequentavano il salotto di Lady Gregory.
Oggi l'albero è recintato da un cancello ma è ancora possibile avvicinarsi e riconoscere, anche grazie al pannello esplicativo adiacente, le firme di scrittori e altri artisti tra cui: Lady Augusta Gregory, William Butler Yeats, George Bernard Shaw, Sean O'Casey, John Millington Synge, Jack Butler Yeats (pittore, fratello del poeta), Theodore Spicer Simpson (pittore), Augustus John (pittore gallese), Elinor Monsell (ritrattista e incisora), Douglas Hyde (accademico e studioso di lingua irlandese), Ethel Smyth (attivista per i diritti femminili).

 

William Butler Yeats

Yeats e Lady Gregory si incontrarono per la prima volta a Londra nell'aprile 1894 ma la loro solida e complice amicizia iniziò soltanto nell'agosto 1896 mentre Yeats stava trascorrendo l'estate con Edward Martyn ospitato nel Tulira Castle, a pochi chilometri da Coole Park. Questo secondo incontro con Lady Gregory avvenne precisamente in un cottage lungo la costa vicino Kinvarra, nella residenza del Conte Florimond de Basterot, cugino di Edward Martyn. Yeats fu quindi invitato a Coole Park e vi passò un breve periodo nel settembre dello stesso anno. L'anno successivo, nel 1897, vi trascorse il suo primo dei tanti lunghi soggiorni.
Nel 1897 Yeats aveva 32 anni e Lady Gregory 45 : secondo la musa di Yeats, Maud Gonne, Lady Gregory inizialmente si era innamorata del giovane poeta (lo chiamava "Willie", mentre lui manteneva una certa formale distanza continuando a chiamarla "Lady Gregory"), ma molti biografi sostengono che, anche se ci fosse stata un'attrazione da parte di lei, ben presto la loro relazione si stabilizzò in un rapporto di mentore e artista.
Lady Gregory accudì e incoraggiò il giovane poeta assicurandosi che tenesse uno stile di vita sano, con pasti regolari e un rapporto equilibrato tra lavoro e riposo; lo ospitò nella stanza riservata al padrone della tenuta (Lady Gregory era vedova, il marito era morto nel 1892) e continuò a farlo anche quando il figlio, Robert Gregory, divenne adulto. 
L'ultima estate che trascorse a Coole fu quella del 1917, quando Yeats sposò Georgie Hyde-Lee. Continuò però a frequentare Lady Gregory e a mantenere un forte legame con quei luoghi grazie all'acquisto di un'antica torre normanna, Thoor Ballylee, nella quale visse per alcuni periodi.
Su Coole e la famiglia Gregory Yeats scrisse molte liriche tra cui la già citata I cigni selvatici a Coole (The Wild Swans at Coole), ma anche Coole Park 1929In memoria del maggiore Robert Gregory (In Memory of Robert Gregory) e Un aviatore inglese prevede la sua morte (An Irish Airman Forsees His Death).

 

Paesi bassi

Scritto da on 01/07/2016

 

Amsterdam

 

Austria

Scritto da on 01/07/2016

 

Vienna

 

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