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I luoghi di Charles Dickens

United Kingdom Londra

Casa museo

 

Targa commemorativa nella zona in cui visse

La targa indica che Dickens visse dal 1851 al 1860 in un edificio che si trovava in questo luogo. Durante questo periodo scrisse opere come Casa desolata, La piccola DorritTempi difficili, Storia di due città, e parte di Grandi speranze. Nel giardino della casa aveva fatto costruire un piccolo teatro prendendo parte agli spettacoli che vi venivano messi in scena. Durante l'allestimento di The Frozen Deep, che aveva scritto con Wilkie Collins, si innamorò di Ellen Ternan, giovane attrice che era stata ingaggiata per recitare nell'opera. Poco tempo dopo si separò dalla moglie Catherine e si trasferì a Gads Hill nel Kent.
Hans Christian Andersen fu ospite di Dickens in questa abitazione e scrisse: "Un grande giardino con un prato e alberi alti che si innalzano dietro la casa e che gli danno un'atmosfera campagnola nel mezzo dei fumi di gas e carbone di Londra".fonte14x14
La targa recita: "1851 - 60 / Charles Dickens / Novelist / lived in Tavistock / House near this / site".
Indirizzo: Tavistock Square, Londra

Targa commemorativa

Questa targa in marmo è un bassorilievo che ritrae il profilo dello scrittore e alcuni personaggi tratti dalle sue opere. L'iscrizione in alto recita: "While living in a house on this site / Charles Dickens / wrote six of his principal works, / characters from which appear / in this sculptured panel". 
I personaggi ritratti sono: nella fila in alto, Scrooge, Barnaby, Little Nell e Granddad. Nella fila in mezzo Dombey e la figlia, Mrs. Gamp; nella fila in basso, David Copperfield e Mr. Micawber. 
La targa è stata realizzata nel 1960 da Estcourt James Clack, come indica l'iscrizione nell'angolo in alto a destra.
Dickens aveva vissuto al numero 1 di Devonshire Terrace, edificio che si trovava in questa zona, tra il 1839 e il 1851. Negli anni Cinquanta del Novecento fu demolito e vi fu costruito l'attuale edificio.
Indirizzo: Ferguson House, Marylebone Road 15, Londra

Tomba nell'Abbazia di Westminster

 

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Antonio De Nino

Targa commemorativa

La targa recita: "Qui / dove sorgeva la sua piccola casa / visse / modesto e magnanimo / Antonio De Nino / che schiettamente narrò le tradizioni popolari d'Abruzzo / e dalla sua terra dischiuse testimonianze d'antica civiltà -- 1836-1907 / 18 aprile XXI e.f.".
Indirizzo: via Antonio De Nino, Sulmona


Leopoldo Dorrucci

Targa commemorativa

La targa recita: "In questa casa / nacque, visse e operò / Leopoldo Dorrucci / (1815-1888) / sacerdote, letterato e patriota / elegante traduttore / dei versi di Ovidio / a duecento anni dalla nascita / i sulmonesi posero".
Indirizzo: via Leopoldo Dorrucci, Sulmona


Gwyn Griffin

Targa commemorativa

Il romanziere inglese Gwyn Griffin scrisse molte opere ambientate nelle colonie inglesi. Dopo aver vissuto in Australia e nelle isole Canarie, si stabilì con la moglie a Introdacqua, in provincia dell'Aquila. La targa recita: "1842 / Francesco Tabassi accolse qui / Edward Lear / che per gli inglesi descrisse / l'industre costume sulmonese / 1960-1963 / tra la gente nostra scelse dimora / Gwin Griffin / romanziere illustre / 1975 / predilesse gli ospiti / Angelo Maria Scalzitti / unito a tutti / dall'amore per le lettere" (nella targa è indicato come "Gwin" ma la trascrizione corretta sarebbe "Gwyn").
Indirizzo: cortile di palazzo Tabassi, via Panfilo Mazara, Sulmona


Giacomo Leopardi


Ovidio

Il poeta romano nacque ne 43 a.C. a Sulmona, che in epoca romana si chiamava "Sulmo", da una famiglia facoltosa. Nel quarto libro dell'opera poetica Tristia ("Tristezze"): scrive: "Sulmo mihi patria est, gelidis uberrimus undis, milia qui novies distat ab Urbe decem." ("Sulmona è la mia patria, ricchissima di acque gelide, distante nove miglia dalla città di Roma").

Statua commemorativa

Una statua in bronzo fu realizzata dallo scultore romano Ettore Ferrari e installata in piazza XX settembre nel 1925. Sul basamento in marmo sono incisi due famosi tratti dall'opera Tristia: "Sulmo mihi patria est / Pelignae dicar gloria gentis ego" ovvero "Sulmona è la mia patria / io sarò chiamato gloria della gente peligna" (i Peligni erano un antico popolo che abitava parte dell'odierno Abruzzo).
Indirizzo: piazza XX settembre, Sulmona

Monumento commemorativo

Un blocco di pietra che riporta le parole tratte dal quarto libro di Tristia dove il poeta indica la città come la sua patria, "ricchissima di acque gelide": "Sulmo mihi / patria est / gelidis / uberrimus undis -- Ovidius, Tristia IV 10 -- Ass. Naz. Alpini".
Indirizzo: Corso Ovidio, Sulmona


Angelo Maria Scalzitti

Targa commemorativa

Lo scrittore e giornalista Angelo Maria Scalzitti (1932 – 1975) , nato a Sulmona, è ricordato in questa targa affissa sul palazzo Mazzara, famiglia nobile da cui discendeva la madre.
La targa recita: "1842 / Francesco Tabassi accolse qui / Edward Lear / che per gli inglesi descrisse / l'industre costume sulmonese / 1960-1963 / tra la gente nostra scelse dimora / Gwin Griffin / romanziere illustre / 1975 / predilesse gli ospiti / Angelo Maria Scalzitti / unito a tutti / dall'amore per le lettere".
La targa ricorda inoltre che il nobile Francesco Tabassi (1795-1877) ospitò nel suo palazzo di via Mazarra il viaggiatore inglese Edward Lear.
Indirizzo: cortile di palazzo Tabassi, via Panfilo Mazara, Sulmona

 

 

I luoghi di Alda Merini

Italy Milano

Spesso soprannominata "la poetessa dei Navigli" perché qui visse gran parte della sua vita, in particolare dal 1986 alla sua morte nel 2009, nella piccola e disordinata casetta in Ripa di Porta Ticinese 47. Questo, il quartiere bohémien di Milano, ritorna costante nei suoi versi ed è parte integrante della sua vita.
Tra i luoghi della zona che più amava c'era il bar Chimera in via Cicco Simonetta, gestito da Laura Alunno, che stava aperto oltre la mezzanotte ed era frequentato anche da alcuni scrittori.

Targa commemorativa nella casa in cui ha vissuto

Sulla casa di Ripa di Porta Ticinese, accanto a un caratteristico balconcino che si affaccia sul Naviglio Grande, è stata affissa una targa commemorativa che recita: "Ad Alda Merini / nell'intimità dei misteri del mondo / Milano, 21/3/1931 - 1/11/2009". La targa è stata inaugurata l'anno dopo la sua scomparsa, nel giorno del suo compleanno, il 21 marzo 2010.
La sua eccentrica e disordinata camera da letto è stata ricostruita nell'attuale Spazio Alda Merini, in via Magolfa 32.
Indirizzo: Ripa di Porta Ticinese 47, Milano

Spazio Alda Merini

Alda Merini ha vissuto dal 1986 fino alla morte in via Ripa di Porta Ticinese 47. Dopo la sua scomparsa nel novembre del 2009, le figlie e un gruppo di amici hanno recuperato gli oggetti e il mobilio della sua abitazione per ricreare la sua stanza in un luogo che ne conservi la memoria. Lo spazio è stato inaugurato il 21 marzo 2011 nelle ex tabaccherie di via Magenta, divenute di proprietà comunale. Oggi lo Spazio Alda Merini è gestito dall'associazione La Casa delle Artiste che organizza inoltre eventi dedicati alla poetessa. Al piano terra si trova anche una caffetteria e una piccola libreria a tema.
La stanza di Alda, protetta da un vetro, è stata riallestita al primo piano dell'edificio esattamente com'era nella casa di Via Ripa di Porta Ticinese 47. Vi sono stati portati il suo tavolo, la sua macchina da scrivere, il suo amato pianoforte, il suo letto e molti oggetti personali. In particolare sono stati collocati nella stanza anche alcuni pezzi di muro, la cosidetta "parete degli angeli", originariamente posta dietro il letto della poetessa nella quale era solita segnare numeri di telefono, fare disegni, prendere appunti con un pennarello o con il rossetto.
Nel museo si trova anche l'originaria porta di via Ripa di Porta Ticinese e alcuni ritratti fotografici scattati da Giuliano Grittini.
Indirizzo: Via Magolfa 32, Milano
sito Sitohttps://spazioaldamerini.org/
gratis Ingresso gratuito.
orario Orari di apertura: Lunedì dalle 20,00 alle 23,00; martedì e mercoledì dalle 10,00 alle 13,00; da giovedì a domenica, dalle 17,00 alle 20,00.

Casa natale (andata distrutta)

Alda Merini nacque in viale Papiniano 57 il 21 marzo 1931, in una famiglia di modeste condizioni. Il padre, Nemo, era assicuratore, la madre, Emilia Painelli, era casalinga. La casa fu distrutta da una bomba durante la Seconda Guerra Mondiale, così la famiglia fu costretta a trasferirsi per un periodo in Ripa di Porta Ticinese.

Scuola "Laura Solera Mantegazza"

Dopo le elementari, Alda provò ad entrare al Liceo Manzoni, ma fallì la prova di italiano. Quindi si iscrisse alla scuola femminile di avviamento al lavoro "Laura Solera Mantegazza" che frequentò per tre anni.
Oggi l'istituto è ancora attivo: il nome ufficiale è "Fondazione Solera Mantegazza" e prepara all'avviamento professionale nel settore socio-sanitario.
Indirizzo: via Ariberto 11, Milano

Casa di Giacinto Spagnoletti

A partire dal 1947 Alda Merini inizia a frequentare la casa di Giacinto Spagnoletti, critico letterario che fu determinante per la scoperta della Merini come poetessa, la quale all'epoca non aveva ancora pubblicato niente.
La casa di Spagnoletti era frequentata inoltre da molti intellettuali dell'epoca come Giorgio Manganelli, Luciano Erba, Maria Corti, David Maria Turoldo, che furono importanti nel percorso di formazione della poetessa. I suoi esordi letterari si devono infatti proprio a Spagnoletti che la inserì con due liriche nell'Antologia della poesia italiana 1909-1949 pubblicata nel 1950.
Indirizzo: via del Torchio 16, Milano

Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio

Qui Alda Merini sposò Ettore Carniti, panettiere, il 9 agosto 1954.
Indirizzo: Alzaia Naviglio Grande 32, Milano

Tomba nel Cimitero Monumentale

 

Italy Taranto

Dopo la morte del marito nel 1983 e ormai sola, Alda decise di raggiungere a Taranto il poeta e medico Michele Pierri che aveva conosciuto quando frequentava il salotto di Giacinto Spagnoletti e con il quale era in contatto telefonico da quattro anni.
Nonostante la differenza di età (lui aveva 85 anni, lei 53) e la contrarietà dei figli di lui, i due si sposarono, anche se fu Alda a volere fortemente la cosa, riuscendo a persuadere Pierri che in un primo tempo si era opposto. Il periodo trascorso insieme fu breve ma intenso.
Bisognosa di cure psichiatriche, Alda fu ricoverata in una clinica psichiatrica di Taranto e poi tornò a Milano nel 1986 (alcune fonti indicano il 1987)fonte14x14; nel 1988, malato da tempo, Pierri morì.
Taranto è menzionata in alcune liriche della poetessa come Non vedrò mai Taranto bella nella raccolta Poesie per Charles.

Casa in cui ha vissuto

Dopo il matrimonio, Alda Merini visse con Pierri al numero 2 di via Pupino fino al 1986 (o 1987), quando tornò a Milano, in Ripa di Porta Ticinese 47.
Sull'edificio non è presente alcuna targa commemorativa.
Indirizzo: via Pupino 2, Taranto

Chiesa del SS. Crocifisso di Taranto

Alda Merini e Michele Pierri si sposarono in questa chiesa il 6 ottobre 1984.
Indirizzo: via Giuseppe de Cesare 37, Taranto

I luoghi di Robert Burns

 

Scotland Edimburgo

Targa commemorativa dell'incontro con Walter Scott

La targa indica il luogo in cui i due pilastri della letteratura scozzese, Walter Scott e Robert Burns, si sono incontrati nell'inverno tra il 1786 e il 1787. L'iscrizione recita: "This tablet commemorates / the meeting / of Robert Burns and / sir Walter Scott / which took place here / in the winter of 1786-87".
Indirizzo: Sciennes House Place, Edimburgo

Targa commemorativa

La targa indica il luogo dove si trovava la casa in cui Burns ha vissuto durante il suo primo soggiorno a Edimburgo. L'iscrizione recita: "In a house / on the East side of this close, / Robert Burns / lived during his first visit / to Edinburgh, 1786".
Indirizzo: Lady Stair’s Close, Edimburgo

White Hart Inn

Il White Hart Inn ha una storia secolare: aprì i battenti nel Cinquecento ma il presente edificio risale al 1740 ed è la più antica locanda ancora in attività. Tra i suoi ospiti illustri ci fu William Wordsworth.
Robert Burns soggiornò qui nel novembre 1791. Era venuto a Edimburgo per incontrare Jenny Clow, ex domestica in casa di Agnes McLehose (la Clarinda delle sue poesie) che aveva consegnato la corrispondenza tra i due, i quali usavano gli pseudonimi di Sylvander e Clarinda. Il poeta aveva poi sedotto la domestica che era rimasta incinta e aveva dato alla luce Robert Burns Clow nel 1788. 
Nel 1791 Burns viveva a Dumfries quando ricevette una lettera da Agnes McLehose che lo informò delle condizioni di salute critiche di Jenny Clow. Il 29 novembre il poeta arrivò a Edimburgo e pernottò al White Hart Inn per circa una settimana. Durante questo periodo incontrò la ragazza, madre di suo figlio, alla quale lasciò un'imprecisata somma di denaro. Jenny morirà due mesi dopo. Nel frattempo, la sua vecchia fiamma, Agnes detta "Clarinda", aveva deciso di partire con suo marito per la Giamaica. Si incontrò con il poeta il 6 dicembre 1791 e i due si scambiarono reciprocamente una ciocca di capelli. Non si rividero più. Da Dumfries Burns le inviò Ae Fond Kiss, una delle più belle poesie d'amore, il 27 dicembre 1791. 
La targa affissa sull'edificio recita: "In the White Hart Inn Robert Burns stayed during his last visit to Edinburgh 1791". 
Indirizzo: 32 Grassmarket, Edimburgo

The Writers' Museum

Ritratto nella Scottish National Portrait Gallery

Targa commemorativa dove abitò Clarinda

Clarinda, pseudonimo di Agnes Maclehose (1758-1841)ebbe una relazione con Robert Burns negli anni 1787-88. A lei è dedicata la canzone Ae fond kiss (1791). Negli scambi epistolari Burns si riferiva a lei come "Clarinda" e si firmava "Sylvander""Near this spot / resided / "Clarinda" / 1787 - 1791 Friend / of Robert Burns -- 1937 Erected by Clarinda Burns Club".
Indirizzo: Potterrow, Edimburgo

Tomba di Clarinda nella Canongate Kirk

Clarindapseudonimo per Agnes Maclehose e destinataria di alcune delle più belle canzoni di Robert Burns, morì il 23 ottobre 1841 e fu sepolta nella Canongate Kirk di Edimburgo, la chiesa che frequentava. La tomba di Clarinda è facilmente riconoscibile: la lapide è affissa sul muro di cinta, lungo il lato destro del cimitero. C'è un'unica iscrizione, "Clarinda" e un medaglione con il profilo della donna, che si basa sulla famosa silhouette realizzata da John Miers nel 1788 su commissione di Robert Burns (il medaglione è esposto alla National Portrait Gallery di Edimburgo). 
Nella cimitero della chiesa, all'entrata, sul lato sinistro, è sepolto anche il poeta Robert Fergusson, contemporaneo di Robert Burns e da lui molto stimato. La carriera poetica di Fergusson durò solo 3 anni perché morì giovanissimo, a 24 anni. Quando Burns, che si era ispirato alle sue poesie, giunse a Edimburgo, scoprì che Fergusson era stato sepolto in una tomba senza lapide, così pagò affinché ne fosse realizzata una, della quale scrisse l'epitaffio, quello che vediamo ancora oggi. L'iscrizione scritta da Burns recita: "Robert Fergusson / Born September 5th 1730 / Died October 16th 1774 / No sculpturd Marbel here nor pompous lay / No stoned Urn nor animated Bust / This simple Stone directs Pale Scotia's way / To pour her Sorrows oer her Poets Dust". 
Sul retro della chiesa si trova anche la tomba dell'economista Adam Smith, autore de La ricchezza delle nazioni.
Indirizzo: Canongate Kirk, 153 Canongate, Edinburgh.

 

Scotland Alloway, Ayrshire

Robert Burns' Birthplace Museum

Il museo dedicato al bardo scozzese Robert Burns è stato fondato nel 2010 grazie a un investimento di 21 milioni di sterline ed espone nella sua ricca collezione molti oggetti e manoscritti appartenuti al poeta.
L'allestimento, moderno e ben strutturato, offre un'incursione nella vita di Burns attraverso vari percorsi tematici, tra cui uno delineato seguendo le sue poesie, di cui vengono mostrati alcuni preziosi manoscritti.
Tra le poesie messe in risalto ci sono A un topo (To a mouse), Tam O’ Shanter, Un bacio appassionato (Ae fond kiss), Auld Lang Syne. Viene data un'attenzione particolare al vernacolo scozzese impiegato dal poeta che viene insegnato a poco a poco al visitatore attraverso i pannelli dell'esposizione.
Tra gli altri temi affrontati ci sono le passioni amorose del poeta, l'attenzione per la vita agreste, il rapido e perdurante successo, le cause dibattute della sua morte.
Al museo è collegato un percorso da fare a piedi per il piccolo borgo di Alloway che conduce alla scoperta degli altri luoghi legati al poeta: il Poet’s path, il Burns Cottage, l'Alloway Auld Kirk, il Burns Monument & Gardens e il Brig O’ Doon.
Indirizzo: Murdoch's Lone, Alloway, Ayrshire
sito Sitohttp://www.burnsmuseum.org.uk/
a-pagamento Ingresso a pagamento. Il biglietto comprende anche il Burns Cottage.
orario Orari di apertura: aperto tutti i giorni dalle 10 alle 17 (potrebbe chiudere nel periodo natalizio, controllare il sito web ufficiale per ulteriori informazioni)

Poet's path

Si tratta di un breve percorso che, parallelamente a Alloway Street, conduce dal Burns' Birthplace Museum nei pressi del Burns Cottage. Nel prato che costeggia il vialetto si trovano quattro sculture che rappresentano altrettante poesie del poeta:
- il topo di To a Mouse, scultura alta 2 metri e realizzata nel 2010 da Kenny Hunter;
- una scena da Tam o'Shanter;
- una volpe da On Glenriddell's Fox Breaking His Chain, una scultura intitolata "Liberty Regain’d" e realizzata nel 2011 da Kenny Hunter;
- la riproduzione di un grosso haggis (un insaccato tradizionale della cucina scozzese) dalla poesia Ode to a Haggis, ad opera di Jake Harvey.
Indirizzo: di fronte al Burns' Birthplace Museum, Alloway, Ayrshire
gratis Ingresso gratuito.

Burns Cottage

Il Burns Cottage è la casa in cui il poeta nacque nel 1759. Sono tre stanze di cui una è la stalla: gli animali vivevano accanto agli uomini perché tra le due parti vi era un legame stretto e interdipendente.
La famiglia Burnes (questo il cognome prima che il poeta lo cambiasse in "Burns") aveva a disposizione una stanza che fungeva da salotto, probabilmente dove Robert e il fratello Gilbert ricevevano le lezioni impartitite da un maestro e dove la sera il padre leggeva ad alta voce al resto della famiglia.
L'altra stanza era la cucina dove si trovava il caminetto e i letti in cui i Burnes dormivano.
Indirizzo: Alloway Street, Alloway, Ayrshire
a-pagamento Ingresso a pagamento. Il biglietto comprende anche il Burns' Birthplace Museum.

Alloway Auld Kirk

Questa antica chiesa fu costruita nel XVI secolo ed era già un rudere all'epoca in cui al piccolo Robert Burns venivano raccontate le storie di paura e mistero ambientate tra questi ruderi. Questi racconti rimasero impressi nel suo immaginario e in seguito ispirarono il poema Tam o'Shanter, i cui versi sono oggi incisi sulle pietre che circoscrivono le mura restanti della chiesa. 
Nel piccolo cimitero di fronte alla chiesa è sepolto il padre del poeta, William Burnes, il cui epitaffio è stato scritto dal figlio (la madre invece è sepolta nel cimitero della chiesa di Bolton, East Lothian). La lapide tuttavia non è quella originale perché è stata danneggiata da alcuni visitatori che ne hanno staccato pezzi da prendere come suvenir.
Indirizzo: Alloway Street, Alloway, Ayrshire
gratis Ingresso gratuito.

Burns Monument & Gardens

Il monumento dedicato al poeta fu costruito sulla riva del fiume Don, a pochi passi dalla sua casa natale. Il progetto fu affidato all'architetto scozzese Thomas Hamilton Junior e fu finanziato pubblicamente. I lavori iniziarono il 25 gennaio 1820 e si conclusero tre anni dopo: il monumento fu infatti inaugurato il 4 luglio 1823. Si tratta di un piccolo tempietto in stile greco posto sopra un piccolo edificio che custodisce una busto in marmo del poeta realizzato da Patric Park nel 1847.
Il monumento è circondato da un giardino molto curato che rinsalda ancora una volta il legame tra il poeta e la natura.
gratis Ingresso gratuito.

Brig O’ Doon

È un ponte del XV secolo sul fiume Don che è legato soprattutto all'infanzia del poeta, il quale lo menzionerà
nelle sue poesie The Banks o'Doon e Tam o'Shanter.

 

Scotland Ayr, Ayrshire

Statua commemorativa

Realizzata dallo scultore George A. Lawson nel 1891, è stata il modello per numerose altre statue installate a Melbourne, Detroit, Vancouver, Montreal e Winnipeg.
Indiririzzo: Robert Burns Square, Ayr, Ayrshire


 

Scotland Glasgow

Targa commemorativa dove si trovava il Black Bull Inn

All'angolo tra Grassford Street e Argyle Street, dove oggi si trova una targa commemorativa, esisteva dal 1785 al 1849 un albergo in cui Robert Burns aveva alloggiato in più di un'occasione, precisamente nel giugno 1787 e nel febbraio e marzo 1788, cogliendo l'occasione per scrivere da qui alcune lettere appassionate alla sua amata, Agnes McIehose, una donna sposata a cui si riferiva come "Clorinda" firmandosi a sua volta con uno pseudonimo, "Sylvander".
L'albergo, abbastanza spazioso da ospitare circa 40 ospiti e 38 cavalli, era stato fondato dalla Highland Gaelic Society ed era gestito all'eoca da tal George Durie.
Alla chiusura dell'albergo nel 1849, gli spazi vennero adibiti a magazzino, ma l'edificio fu poi demolito definitvamente nel 1858, cosicché oggi non ne rimane traccia se non questa targa che ce ne ricorda la passata esistenza.
Indirizzo: angolo tra Grassford Street e Argyle Street, Glasgow

Statua commemorativa 

Nella piazza principale di Glasgow si trovano 12 statue dedicate ad altrettanti personaggi scozzesi illustri.
Quella dedicata a Robert Burns si trova nell'angolo della piazza tra Queen Street e Vincent Place.
Inaugurata il 25 gennaio 1877, è stata scolpita da George Edwin Ewing. I tre bassorilievi apposti sul basamento sono stati realizzati da James Alexander Ewing, fratello minore dello scultore, e illustrano tre componimenti del poeta:  The Cottar's Saturday Night, Tam O' Shanter e The Vision.
Indirizzo: George Square, Glasgow

 

United Kingdom Londra

Busto commemorativo nell'Abbazia di Westminster

 

USA New York

Statua commemorativa nel Central Park

 

Australia Sydney

Statua commemorativa nel The District

Il monumento dedicato a Robert Burns si trova nel The Domain, uno spazio aperto al confine orientale del Distretto affaristico di Sydney (Sydney Central Business District, CBD) ed è stato realizzato nel 1905 dallo scultore inglese Frederick Pomeroy grazie ai finanziamenti raccolti dalle associazioni scozzesi in Australia, presiedute da Sir Normand MacLaurin.
Indirizzo: The Domain, Sydney
mappa Coordinate: -33.869648, 151.214672

 

 

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I luoghi di J.K: Rowling

United Kingdom Londra

Binario 9 e 3/4

Alla stazione di King's Cross si trova il passaggio magico che raggiunge il binario 9 e 3/4 da cui parte l'espresso per Hogwarts.
Un tempo il binario 9 e 3/4 era stato posizionato esattamente tra il 9 e il 10 ma, in tempi recenti, è stato spostato alla testa dei binari, vicino al binario 1, dove si trova oggi anche il negozio ufficiale di Harry Potter.
Negli orari di apertura del negozio sono presenti degli addetti che vi scatteranno una foto mentre, aggrappati al carrello indossando la famosa sciarpa dei Grifondoro, attraversate il passaggio magico.
Indirizzo: King's Cross Station, Londra

 

Scotland Edimburgo

Le impronte delle mani

Nel cortile di fronte alle Edinburgh City Chambers (sede del Comune di Edimburgo) sono esposte le impronte delle mani dei personaggi legati a Edimburgo che sono stati insigniti dell'Edinburgh Award. J.K. Rowling ha vinto il premio nel 2008. Le sue impronte, di colore dorato su pietra scura, si trovano a fianco a quelle di un altro scrittore scozzese contemporaneo, Ian Rankin, che ha vinto il premio l'anno precedente.
Indirizzo: High Street, Edimburgo.

The Elephant House

Questa caffetteria era frequentata da J.K. Rowling prima ancora che acquistasse la fama e il successo con Harry Potter. Sembra infatti che venisse spesso a scrivere il primo romanzo della saga nella tranquillità di questo locale tanto che i proprietari espongono un cartello in vetrina fregiandosi del titolo "The Birthplace of Harry Potter". A pochi passi da qui si trovano il cimitero di Greyfriars e la George Heriot's School, due posti che sembrano aver in parte ispirato personaggi e luoghi della saga. 
Altri scrittori sono stati clienti di questa caffetteria, tra cui Ian Rankin e Alexander McCall Smith, come informa la targa commemorativa apposta all'esterno del locale: "Made famous as the place of inspiration to writers such as J.K. Rowling who sat writing much of her early novels in the back room overlooking Edinburgh Castle. -- Ian Rankin, author of the Rebus novels and Alexander McCall Smith have both also frequented The Elephant House, as well as many other writers".
Indirizzo: 21 George IV Bridge, Edimburgo

Targa commemorativa 

Nel luogo in cui si trovava il Nicholson’s Cafe, un altro locale frequentato dalla Rowling quando ancora non era famosa, è stata apposta una targa commemorativa che recita: “J.K Rowling / wrote some of the / early chapters of / HARRY POTTER / in the rooms on / the First Floor of / this building”.
Oggi nello stesso edificio si trova la caffetteria Spoon.
Indirizzo: 6A Nicholson Street, Edimburgo

Grassmarket

Grassmarket è un'area della parte vecchia di Edimburgo dove in passato si trovava il mercato. Oggi è una delle zone più frequentate dai giovani grazie ai numerosi locali ad essi destinati.
Le strade in questa zona sono caratterizzate da file di palazzi storici con i loro tipici mattoncini a vista, talvolta inframezzati da facciate intonacate e dipinte con colori pastello.
Alcune di queste vie sembrano aver ispirato J.K. Rowling nella descrizione di Hogsmeade, ma soprattutto di Diagon Alley, anche per il carattere commerciale che questa area aveva in passato.
All'inizio di Candlemaker Row si trova un'insegna e un murales che indicano questa via come probabile riferimento per la famosa strada dello shopping nell'universo di Harry Potter.
Al numero n°99 di West Bow, invece, si trova uno storico negozio di scherzi, “Aha Ha Ha Jokes & Novelties“, che sembra richiamare i “Tiri Vispi Weasley“.

Greyfriars Kirkyard

La chiesa di Greyfriars, attorno alla quale sorge il cimitero che porta lo stesso nome, prende il nome dal monastero dei frati francescani che si trovava in questo luogo (i frati indossavano un saio grigio) e che fu sciolto nel 1559. Il cimitero è sorto a partire dal 1561. Qui sono sepolte molte personalità note di Edimburgo e la sua atmosfera gotica e misteriosa ha dato origine a molte storie di fantasmi.
Questo cimitero è famoso inoltre per Greyfriars Bobby, il cane fedele che nel XIX secolo, alla morte del padrone, il poliziotto John Gray, fece la guardia alla sua tomba per 14 anni. Anche il cane, morto il 14 gennaio 1872, è stato sepolto in una zona sconsacrata del cimitero, ma non se ne conosce l'esatta posizione. Nel 1981 è stato realizzato un monumento funebre dalla Dog Aid Society ma non indica esattamente il luogo di sepoltura del cane. Di fronte all'entrata laterale del cimitero inoltre si trova una statua che lo rappresenta.
Il cimitero può essere stato in parte fonte di ispirazione per J.K. Rowling, che spesso si fermava a scrivere nella caffetteria The Elefant House, la cui sala posteriore si affaccia sul Greyfriars Kirkyard. Infatti tra le tombe del cimitero ci sono molti nomi che ricordano i personaggi di Harry Potter: da William McGonagall (Prof.ssa McGonagall?) a Elizabeth Moodie (Malocchio Moody?), ma soprattutto, accanto al muro di cinta nel West Yard, si trova la tomba di un aristocratico di nome Thomas Riddell e di suoi figlio, anch'esso Thomas Riddell. Ciò non può non ricordarci che anche il vero nome di Lord Voldemort è Tom Riddle, così come quello di suo padre, Tom Riddle a sua volta (i nomi sono scritti in modo simile ma non identico). Inoltre alla fine del quarto capitolo della saga, Harry Potter e il calice di fuoco, c'è una scena che viene ambientata proprio nel cimitero in cui è sepolto Tom Riddle senior. Troppi elementi che ci fanno pensare che non sia una semplice coincidenza.
Indirizzo: Candlemaker Row, Edimburgo

George Heriot's School

La George Heriot's School è una delle scuole private più antiche e prestigiose della Scozia. Nel 1628 fu istituita come George Heriot's Hospital (per "hospital" si intendeva una scuola per i bambini poveri e orfani) grazie al lascito dell'orafo reale George Heriot, ma venne aperto solo nel 1659.
Oggi è una scuola di primo e secondo grado molto dispendiosa. Così come altre scuole del Commonwealth inglese, anche alla George Heriot's School gli studenti sono divisi in quattro case: i verdi Lauriston, i bianchi Greyfriars, i rossi Raeburn e i blu Castle, un aspetto che sembra ricordare le quattro case della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts
L'edificio è inoltre caratterizzato da quattro torri agli angoli, un'architettura che lo rende simile a un castello fortificato, un altro aspetto che sembra aver ispirato la Rowling quando ha creato la scuola di Hogwarts che ha sede proprio in un castello (per il quale la scrittrice ha preso come riferimento anche il Castello di Edimburgo che, proprio come Hogwarts, sorge sulla sommità di una altura).
Indirizzo: Lauriston Place, Edimburgo

Stanza 552 al Balmoral Hotel

La stanza 552 del Balmoral Hotel è il luogo in cui J.K. Rowling terminò di scrivere l'ultimo capitolo della saga, Harry Potter e i doni della morte. Presa dall’entusiasmo immortalò questo momento lasciandosi andare a un piccolo atto di vandalismo che a pochi altri sarebbe stato concesso. Sul retro di un busto in marmo scrisse: "J.K. Rowling finished writing Harry Potter and the Deathly Hallows in this room (552) on 11th Jan 2007" (“J.K. Rowling ha finito di scrivere Harry Potter e i doni della morte in questa stanza [552] l’11 gennaio 2007").
Oggi questa stanza è diventata una suite che porta il nome della scrittrice e pernottarvi è molto costoso.
Indirizzo: 1 Princes Street, Edimburgo

 

I luoghi di Luigi Pirandello

Italy Roma

Studio di Pirandello

È l'ultima casa in cui ha vissuto lo scrittore, dal 1933 al 1936, e qui morì il 10 dicembre 1936.
L'appartamento si trova in un palazzo degli anni Dieci ed è costituito da due stanze, l'ampio studio e la camera da letto, che mantengono l'arredamento originario degli anni Trenta, di cui una parte proveniva dalle recedpenti abitazioni dello scrittore.
Qui lo scrittore premio Nobel riceveva alcuni illustri amici (tra cui Eduardo De Filippo, Silvio d'Amico, Lucio d'Ambra) e terminò di scrivere Così è (se vi pare) e Pensaci Giacomino!.
Nel museo sono conservati manoscritti e alcuni oggetti tra cui la sua macchina da scrivere, il suo bastone ed alcuni capi d'abbigliamento.
Oggi lo studio di Pirandello è aperto al pubblico e dal 1961 ospita l'Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo.
Indirizzo: via Antonio Bosio 13 B, Roma
sito Sito: http://www.studiodiluigipirandello.it/
orario Orari di apertura: da lunedì a giovedì, dalle 9.00 alle 15.30; venerdì dalle 11.00 alle 19.00.

Italy Agrigento

Casa museo Pirandello

Tra il confine del Comune di Agrigento e quello di Porto Empedocle si trova la contrada "Caos" dove sorge la casa natale di Luigi Pirandello, una casa di campagna costruita nel XVIII secolo.
L'edificio apparteneva alla famiglia materna dello scrittore; la famiglia Pirandello vi si trasferì nel 1867 allo scoppiare di un'epidemia di colera e poco dopo vi nacque Luigi, il 28 giugno 1867, che vi trascorse l'infanzia e l'adolescenza.
Dopo il tracollo economico della famiglia, la casa passò ad altri proprietari fino al 1949 quando divenne monumento nazionale. Acquisita poi dalla Regione Sicilia, venne ristrutturata (era stata in parte danneggiata durante la Seconda guerra mondiale) e aperta al pubblico. Al suo interno sono esposti cimeli, manoscritti e fotografie relative allo scrittore.
Fuori dalla casa, un viottolo conduce al monumento di pietra che custodisce le ceneri di Pirandello, all'ombra del grande pino che lo scrittore amava ma che una tromba d'aria ha irrimediabilmente danneggiato. Sulla lapide un'iscrizione recita: "28 giugno 1867 / Una notte di giugno / caddi come una lucciola / sotto un pino solitario / in una campagna / d'olivi saraceni / affacciata agli orli / d'un altipiano / d'argille azzurre / sul mare africano -- Luigi Pirandello".
Indirizzo: Contrada Caos Villaseta, Agrigento
Sito: http://www.lavalledeitempli.it/Casa_Museo_Pirandello
Orari di apertura: tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00. Chiuso il lunedì feriale e alcune domeniche.
Ingresso a pagamento. Intero: 4.00 €.

 

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Autori correlati

 

Dante Alighieri

George Byron

Giosuè Carducci

Renato Fucini

Luoghi correlati

Caffè dell'Ussero

Questo caffè storico pisano fu fondato i 1° settembre 1775 al piano terra di Palazzo Agostini Venerosi della Seta, conosciuto anche come Palazzo dell'Ussero, un edificio dalla splendida facciata costruito tra XIV e XV secolo sul lungarno Pacinotti.Dal caffè letterario sono passati numerosi personaggi importanti, tra cui i letterati Giosuè Carducci, Renato Fucini, Giuseppe Giusti (che ne parlò nella sua opere Memorie di Pisa).
Il romanziere Charles Didier vi ambientò in parte il suo romanzo Chavornay.
Nel 1905 vi aveva aperto inoltre il Cinema Lumière, uno dei primi cinema d'Italia. Oggi è sede dell'Accademia Nazionale dell'Ussero, nata ufficialmente nel settembre 1959.

I luoghi di Renato Fucini 

Italy Vinci

Casa Fucini Dianella Vinci

Edificata nel XVI secolo, era il casino di caccia dei Medici, motivo per cui venne chiamata "Dianella" da "Diana", dea della Caccia.
Nel Settecento passò ai marchesi Federighi e successivamente alla famiglia Fucini. Lo scrittore la eredità alla morte del padre e vi trascorse gli ultimi anni della sua vita, citandola anche in alcune sue opere, tra cui il racconto A Dianella nella raccolta Foglie al vento.
Nella cappella, sita nel parco, si trova la tomba dello scrittore.
Oggi la villa è gestita da un'azienda che produce vino e olio, oltre ad affittare gli spazi per ricevimenti e soggiorni.
Indirizzo: Via Dianella 48, Vinci (FI)

Targa commemorativa nella casa in cui ha vissuto

La targa recita: "In questa casa / abitò Renato Fucini / dal 1856 al 1861 / né più sciolse da lui / l'amore di questa terra toscana / onde il Comune di Vinci / nel centenario della nascita / qui ne vuol consacrati / il nome e la memoria -- 8 aprile 1943".
Indirizzo: piazza Guidi, Vinci (FI)

 

Italy Pisa

Targa commemorativa sull'edificio in cui ha soggiornato

Fucini si laureò nel 1863 in Agraria all'Università di Pisa. Una targa sull'edificio in cui ha vissuto negli anni 1859-60 recita: "In questa casa / dell'antica via cariola / nel 1859-60 / visse da goliardo / la sua pisanità / elevando a letteratura / la voce del popolo".
Indirizzo: via Giordano Bruno, Pisa

 

Italy Amalfi

Targa commemorativa

Dopo aver avuto un'impressione negati della città di Napoli che descrisse in Napoli ad occhio nudo, Fucini visitò Amalfi e ne rimase incantato, definendola "un paradiso". Una targa riporta una sua citazione del 1877: "Il giorno del giudizio, per / gli amalfitani / che andranno in paradiso / sarà un giorno / come tutti gli altri. -- Renato Fucini / XX sec."
Indirizzo: via Supportico Marina Piccola, Amalfi

 

Italy Monterotondo marittimo, Grosseto

Targa commemorativa sulla casa natale

Fucini nacque a Monterotondo nel 1843 da David e Giovanna Nardi. Il padre era un medico della Commissione Sanitaria governativa che per incarico ricevuto dal governo granducale si occupava in Maremma della cura delle febbri malariche.
Una targa sulla sua casa natale recita: "Renato Fucini / nacque in questa casa / il dì 8 aprile 1843 -- Il popolo di Monterotondo / per omaggio e ricordo / XV VIII MCMXXI".
Indirizzo: Via Roma, Monterotondo Marittimo, Grosseto.

Busto commemorativo

In una piazzetta di via Magenta, vicino al numero 109, si trova un busto che ritrae lo scrittore.
Indirizzo: via Magenta, Monterotondo Marittimo, Grosseto. 

 

Italy Campiglia Marittima, Livorno

Medaglione commemorativo

Lo scrittore visse da bambino, fino al 1849, nella via che porta oggi il suo nome. In Acqua passata, rivolgendosi a Giosuè Carducci, ricorda la sua infanzia: "Pochi anni addietro, in Firenze, seduti insieme a una mensa ospitale, percorrevamo col pensiero e col discorso quei luoghi superbi; egli, il Carducci, mi parlava di Bolgheri, di Castagneto e della Torre di Donoratico; io, di Monterotondo, di Massa e del Sasso d'Ombrone nei monti grossetani; e ricordando, venimmo, fra liete esclamazioni, ad osservare come molti punti di contatto avessero a quei tempi le nostre esistenze per l'origine delle nostre famiglie, per la condizione dei nostri babbi, ambedue medici nella Maremma, e per le nostre abitudini e per i nostri primi divertimenti infantili. — E fin qui va tutto bene — io gli dicevo — ma presto venimmo al punto di separarci a un biforcamento della via che fin lì avevamo battuto insieme. Tu, a Bolgheri, avevi addomesticato un giovine lupo; io, a Campiglia Marittima, avevo addomesticato un topo. Dandone segno con quel simbolo, il Destino aveva già vergato il proprio decreto, la via che avrebbero percorso i due ragazzacci maremmani era già tracciata: tu il fiero carnivoro, ululante pei monti e per le foreste a sfidare le schioppettate dei pastori e le zanne dei cani; io l'umile roditore delle dispense, tremante e fuggente di paura al più lieve miagolare d'un gatto."
Nella via si trova oggi un medaglione dipinto che ritrae lo scrittore realizzato dagli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Firenze.

 

I luoghi di Niccolò Machiavelli

 

Italy Firenze

Casa dove visse e morì

“A Niccolò Macchiavelli / dell'unità nazionale / precorritore audace e indovino / e d'armi proprie e non avventizie / primo istitutore e maestro / l'Italia una ed armata / pose / il 3 maggio 1869 / quarto di lui centenario --- Casa ove visse Niccolò Macchiavelli / e ivi morì il 22 giugno 1527 / di anni 58 mesi 8 e giorno 19 --- Trascorse i suoi giorni / Niccolò Machiavelli meditando / sulle umane vicende / e compose pagine immortali / di storia fiorentina”.
Indirizzo: Via Guicciardini 16, Firenze

 

Sepolcro nella Basilica di Santa Croce

 

Italy San Casciano Val di Pesa, Firenze

Villa Machiavelli

È la villa in cui Machiavelli si ritirò dopo essere stato esiliato da Firenze nel 1512 dopo il ritorno dei Medici in città. La casa e i terreni appartenevano alla famiglia dello scrittore che qui scrisse De Principatibus, ovvero Il Principe.
In una delle sue lettere più famose, quella del 10 dicembre 1513 indirizzata a Francesco Vettori, ambasciatore fiorentino presso il Papa, lo scrittore racconta i suoi giorni di ozio forzato presso la villa, le passeggiate nel bosco con qualche lettura sotto il braccio, le serate all'osteria a giocare a "tric-trac" con l'oste e gli altri avventori, i contatti disdegnati col volgo e poi finalmente la sera, nella sua biblioteca, a leggere i classici che gli ispirarono appunto Il Principe
"Partitomi del bosco, io me ne vo ad una fonte, e di quivi in un mio uccellare. Ho un libro sotto, o Dante o Petrarca, o uno di questi poeti minori, come Tibullo, Ovidio e simili: leggo quelle loro amorose passioni, e quelli loro amori ricordomi de' mia: gòdomi un pezzo in questo pensiero. Transferiscomi poi in sulla strada, nell'hosteria; parlo con quelli che passono, dimando delle nuove de' paesi loro; intendo varie cose, e noto varii gusti e diverse fantasie d'huomini. Viene in questo mentre l'hora del desinare, dove con la mia brigata mi mangio di quelli cibi che questa povera villa e paululo patrimonio comporta. Mangiato che ho, ritorno nell'hosteria: quivi è l'hoste, per l'ordinario, un beccaio, un mugnaio, dua fornaciai. Con questi io m'ingaglioffo per tutto dí giuocando a cricca, a trich-trach, e poi dove nascono mille contese e infiniti dispetti di parole iniuriose; e il più delle volte si combatte un quattrino, e siamo sentiti non di manco gridare da San Casciano. Cosí, rinvolto in tra questi pidocchi, traggo el cervello di muffa, e sfogo questa malignità di questa mia sorta, sendo contento mi calpesti per questa via, per vedere se la se ne vergognassi."
Alla morte dello scrittore la casa passò agli eredi, la famiglia Serristori. Recentemente è stata acquisita dal Gruppo italiano vini che gestisce i vigneti e il ristorante Albergaccio, l'osteria che frequentava il Machiavelli oggi riportata alla struttura originale dopo un attento restauro.
Gli ambienti della Villa-Museo sono liberamente visitabili.
Una targa apposta sull'edificio recita: "A Niccolò Machiavelli / che qui meditò e propugnò la liberazione d'Italia / scrivendo le sue opere immortali / sull'arte di reggere e difendere con armi proprie gli stati -- Il Comune di S. Casciano / pose questa memoria / nel quarto centenario dalla nascita / del grande statista italiano".
Indirizzo: Via Scopeti 157, Loc. S.Andrea in Percussina, San Casciano (FI)
sito Sito: http://www.villamachiavelli.it/

Castello di Bibbione

In località Montefiridolfi si trova questo castello acquistato il 30 giugno 1511 da un tale Niccolò d'Alessandro Machiavelli. Una lapide posta all'ingresso infatti recita: "Fattoria Castello di Bibbione / nel XVI sec. di Niccolò Machiavelli". Secondo alcune fonti però non si tratta dello scrittore ma di un omonimo che apparteneva ad un altro ramo dei Machiavelli.
Indirizzo: Via Collina 66, San Casciano Val di Pesa (FI)

 

 

Italy Palazzuolo sul Senio, Firenze

Targa commemorativa

La targa ricorda il passaggio di Papa Giulio II accompagnato da Machiavelli il 29 ottobre 1506.
"In questo palazzo / la mattina del XIX ottobre MDVI / alle ore XV sostò / S.S. Papa Giulio II / accompagnato / da Ser Niccolò Macchiavelli / segretario della / Signoria di Firenze / P R S -- F. Galeotti".
Indirizzo: piazza Podestà, Palazzuolo sul Senio (FI)

 

Italy San Gimignano, Siena

Targa commemorativa

La targa, apposta sul bastione San Francesco che sorge nei pressi della porta San Giovanni, recita: "Qui presso la via de' Fossi / e il torrione di S. Francesco / Niccolò Machiavelli / segretario della Repubblica Fiorentina / nel maggio MDVII / esercitò primo le milizie nazionali / alla nuova disciplina delle armi / quando cessato il mercimonio degli stipendi / e delle infauste compagnie di ventura / rivendicossi all'Italia il proprio diritto / di combattere e spargere il sangue / per la patria".
Indirizzo: Bastione San Francesco, piazza Martiri di Montemaggio, San Gimignano (SI)

 

 

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Ludovico Ariosto


Graziolo Bambagiglioli

Targa commemorativa

La targa recita: "In questa via anticamente deno-/ minata Borgetto dei Bamba-/ giglioli, furono le case di quella / cospicua famiglia alla quale / appartenne Graziolo, cancel-/ liere del Comune e primo commen-/ tatore della Divina Commedia".
Indirizzo: via De' Marchi 31, Bologna


Giosuè Carducci


Guido Guinizelli

Targa commemorativa

La targa recita: "Qui nel rione di Portanova / furono le case di Guido Guinizelli / il poeta dalle rime d'amore / «dolci e leggiadre» / e le scuole di Giovanni del Virgilio / che invitò Dante / a cingere l'alloro in Bologna / e di Benvenuto Rambaldi da Imola / che lesse per la prima volta / pubblicamente la Divina Commedia. -- Distrutta nel 1943 per bombardamento aereo / è stata ripristinata nel giugno 1961 a cura del / comitato per Bologna storia e artistica e / del Genio Civile".
Indirizzo: via Volto Santo, Bologna


Giovanni Pascoli


Pier Paolo Pasolini

Targa commemorativa sulla casa natale

La targa recita: "In questa casa il 5 marzo 1922 / nacque / Pier Paolo Pasolini / poeta scrittore regista -- Il Comune di Bologna / giugno 2004".
Indirizzo: via Borgonuovo 2, Bologna


Lorenzo Ruggi

Targa commemorativa

Nell'androne dell'edificio si trova una targa che recita: "Dal 1925 al 1972 / visse in questa sua casa / lo scrittore Lorenzo Ruggi -- Una vita intensa di opere creative / un quotidiano impegno ideale / in difesa del teatro italiano / che ha tanto amato".
Indirizzo: via Barberia 16, Bologna


Alfredo Testoni

Targa commemorativa

La targa recita: "In questa casa / lunghi anni dimorò e morì / Alfredo Testoni / commediografo insigne / gaio interprete dell'anima petroniana -- Il Comune di Bologna / amici ed estimatori / nel primo decennale della morte -- XVII dic. MCMXLI XX E.F.".
Indirizzo: via Alfredo Testoni 9, Bologna

Targa commemorativa

La targa recita: "L'11 ottobre 1856 / nacque in questa casa / Alfredo Testoni / che nella poesia e nel teatro / profuse la giocondità e l'arguzia / della sua cara Bologna -- "La famèja bulgnèisa" - P. 11 - 10 - 1956".
Indirizzo: via San Felice 48, Bologna

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