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L'itinerario di Praga sulle orme di Kafka ripercorre alcuni luoghi molto cari allo scrittore, intimamente legato alla sua città natale. Per quanto più esauriente possibile, ci sono altre tappe interessanti che questo percorso non ricopre, segnalate sulla pagina dedicata a Franz Kafka.

Info
orario 3-4 ore
costo Gratuito
bus A piedi.

L'itinerario è disponibile sul blog.

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Luoghi correlati

Portugal Lisbona, Portogallo

Casa natale

La casa natale di Fernando Pessoa si trova al numero 4 di Largo de São Carlos, di fronte al Teatro de São Carlos, che il padre Joaquim Seabra, già funzionario ministeriale, frequentava come cri­tico musi­cale per il quotidiano Diário de Notícias. Sull'edificio è posta una targa: "No 4° andar desta casa / nasceu em 13 de junho de 1888 / o / poeta Fernando Pessoa" e di fronte si trova una statua in bronzo realizzata da Jean-Michel Folon e inaugurata per il 120° anniversario dalla nascita del poeta. Pessoa visse in questa casa fino all'età di 5 anni, quando la madre, Maria Magdalena, rimasta vedova, si trasferisce in rua de São Marcal 104.
Indirizzo: Largo de São Carlos 4, Lisbona, Portogallo.

Basílica dos Mártires

Pessoa, che era nato in una casa poco distante dalla chiesa, fu battezzato il 21 luglio del 1888. Al ricordo della sua infanzia dedicherà la poesia Campana del mio villaggio ("Campana del mio villaggio / dolente nell'imbrunire, / ogni rintocco tuo / dentro di me risuona... [...] Ad ogni rintocco tuo, / vibrante nel cielo aperto, / è più lontano il passato, / più urgente la nostalgia".)
Indirizzo: Basílica dos Mártires, Rua Serpa Pinto, Lisbona

Casa Fernando Pessoa

Aperta nel novembre 1993, questo centro culturale promosso dal comune di Lisbona come tributo al poeta lusitano sorge nell'area dove Pessoa trascorse gli ultimi quindici anni della sua vita, Campo de Ourique. Al primo piano si trova la stanza dove il poeta alloggiava, conservata al suo stato originario. Il centro culturale ha una biblioteca dedicata esclusivamente alla poesia, tra cui circa 1200 libri appartenuti a Pessoa, e organizza eventi culturali. Qui è conservato inoltre il ritratto di Fernando Pessoa (Retrato de Fernando Pessoa) dipinto da José de Almada Negreiros nel 1954 per il Cafè Os Irmãos Unidos.
Indirizzo: Rua Coelho da Rocha 16, Campo de Ourique
sito Sito: http://casafernandopessoa.cm-lisboa.pt
a-pagamento Ingresso a pagamento. Intero 3€, ridotto 2€.
orario Orari di apertura: da lunedì a sabato, dalle 10 alle 18. Chiuso 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre.

Café A Brasileira

Questo locale del Chiado, aperto da Adriano Telles nel 1905, è uno dei più antichi caffè di Lisbona. Pessoa ne era un frequente avventore, tanto che nel 1988 è stata installata tra i tavoli una statua in bronzo realizzata da Lagoa Henriques che raffigura il celebre scrittore lusitano proprio come ritratto da Almada Neigros in un dipinto del 1954, di cui è possibile vedere una delle due versioni nella "Casa Fernando Pessoa" in Campo de Ourique.

Indirizzo: Rua Garrett 120, Lisbona, Portogallo.

Café Martinho da Arcada

Fondato nel 1778 come "Café do Gelo" da Julião Pereira de Castro, già capo della fabbrica reale del ghiaccio (Real Fábrica do Gelo) di Montejunto, viene acquisito da un italiano, Domenico Mignan, per aprire ufficialmente il 7 gennaio 1782. Nel 1824 passa nelle mani di José de Melo e assume il nome "Café da Arcada do Terreiro do Paço", poi nel 1845 Martinho Bartolomeu Rodrigues lo rileva e gli dà il nome attuale, "Café Martinho da Arcada". Da questo momento diventa un locale molto popolare, tanto che vengono aperte alcune filiali in altre parti della città, e inizia ad essere frequentato da personalità importanti, tra cui Fernando Pessoa, che ne era un affezionato avventore soprattutto negli ultimi dieci anni della sua vita, e il premio Nobel José Saramago. Oggi il locale continua ad offrire piatti della cucina tradizionale portoghese.
Indirizzo: Praça do Comércio 3, Lisbona, Portogallo.
sito Sito: http://www.martinhodaarcada.pt

Rua da Assunção. Luogo di incontro con Ofélia Queiroz

Qui nel 1919, nel secondo piano di un ufficio al numero 42, Fernando Pessoa incontrò Ofélia Queiroz, allora diciannovenne, che divenne l'amore della sua vita e fu sua compagna nel 1920 e ancora dal 1929 al 1931.
Indirizzo: Rua da Assunção 42, Lisbona.

Hospital de São Luís

Ricoverato il 29 novembre 1935 per una colica epatica all'ospedale di São Luís, muore il giorno successivo, dopo aver scritto un suo ultimo appunto in inglese, "I know not what tomorrow will bring", come ricorda una targa apposta sulla parete esterna dell'edificio.
Indirizzo: Rua Luz Soriano 182, Lisbona

Tomba nel Monastero dos Jerónimos

Dopo la sua morte fu sepolto nel Cemi­té­rio dos Pra­ze­res, in rua Direita 4371, fino al 1985 quando le sue spoglie furono tra­sfe­rite al Mona­stero dos Jeró­ni­mos, nella cappella del chiostro. L'epigrafe sulla tomba riporta i versi della poesia Põe quanto És no Mínimo que Fazes scritta da Pessoa con l'eteronimo Ricardo Reis: "Para ser grande, sê inteiro: nada / Teu exagera ou exclui. / Sê todo em cada coisa. Põe quanto és / No mínimo que fazes. / Assim em cada lago a lua toda / Brilha, porque alta vive".
Indirizzo: Rua Jerónimos 3, Lisbona

 

 

Breve biografia

Antoine de Saint-Exupéry nasce il 29 giugno 1900 a Lione, ma all'età di quattro anni, rimasto orfano di padre, si trasferisce con la famiglia a Le Mans nel castello di Saint-Maurice-de-Rémens dove viene allevato dalla madre.
Frequenta le scuole superiori a Parigi, poi nel 1921 si sposta a Strasburgo per diventare aviatore. Il suo legame con l'aviazione contraddistinguerà tutta la sua vita, a partire dal suo primo racconto, pubblicato nel 1926, intitolato non a caso L'aviatore.
Dopo un breve periodo come agente di commercio per un'industria automobilistica, nel 1926 diventa pilota per il servizio postale dell'Aéropostale sulla rotta Tolosa-Dakar e in seguito, nel 1930, si trasferisce a Buenos Aires in qualità di direttore della linea aerea postale che collega l'Argentina con la Francia. Qui incontra l'artista Consuelo Suncín-Sandoval Zeceña de Gómez che sposerà nel 1931.
In questi anni si dedica anche all'attività di scrittore: pubblica il primo libro, Corriere del Sud (Courrier Sud) nel 1929, e Volo di notte (Vol de nuit) nel 1931.
Lasciata l'Aéropostale per la messa in liquidazione della compagnia, si trasferisce in Marocco. È di questo periodo l'incidente aereo che lo fa precipitare nel deserto libico del Sahara durante il tentativo di superare il record di volo nella rotta Parigi-Saigon,
Scoppiata la seconda guerra mondiale, inzialmente Antonie si arruola aeronautica militare di Francia ma nel 1942 si trasferisce per un periodo a New York e successivamente a Quebec City. Nel 1943 proprio negli Stati Uniti pubblica la sua opera più famosa, Il piccolo principe.
Tornerà in Europa nello stesso anno, dove gli verranno affidate alcune missioni di ricognizioni nel Mar Tirreno, tra Sardegna e Corsica. È proprio durante l'ultima missione, quella del 31 luglio 1944, che Antoine perderà la vita precipitando con il suo aereo il mare. Come si scoprirà in seguito, l'aereo era stato abbattuto da un caccia tedesco della Luftwaffe, il cui pilota, ironia della sorte, era un estimatore dello scrittore. Il relitto del veivolo verrà ritrovato soltanto nel 2004.

Luoghi correlati

France  Parigi

Targa commemorativa sulla casa natale

Il giardino pubblico Santiago-du-Chili, progettato nel 1865 da Jean-Charles Alphand, si trova nella Place Salvador Allende, nell'intersezione tra i boulevard de la Tour-Maubourg e de la rue de Grenelle, accanto all'Hôtel des Invalides. Al suo interno si trova il busto in bronzo raffigurante Saint-Exupery e realizzato da  Madeleine Tezenas du Montcel nel 1989. Ai piedi della scultura un'iscrizione recita: "Antoine de Saint-Exupéry / écrivain et pilote de guerre / mort pour la France en mission / le 31 juillet 1944"
Indirizzo: Square Santiago-du-Chili, Place Salvador Allende (7e arrondissement), Parigi

Targa commemorativa nel Panthéon di Parigi vai-alla-pag 18x18

France  Lione

Targa commemorativa sulla casa natale

Al numero 8 della via che prende il nome dello scrittore si trova un medaglione di pietra sopra il portone dell'edificio che recita: "Ici est né Antoine de Saint-Exupéry le 29 Juin 1900".
Indirizzo: Rue Antoine de Saint-Exupéry 8, Lione, Francia.

Statua dedicata allo scrittore

Nel centenario della nascita dello scrittore, il 29 giugno 2000 è stata inaugurata la statua realizzata dalla scultrice Christiane Guillaubey che raffigura Antoine de Saint-Exupéry assieme al Piccolo Principe. La statua di rame è posta su una colonna di marmo bianco alta circa cinque metri sulla quale sono incise alcune citazioni tratte dall'opera dello scrittore.
Indirizzo
: Place Bellecour, Lione, Francia

 

France  La Môle

Il castello di La Môle, risalente all'undicesimo secolo, apparteneva al re di Francia fino alla metà del Settecento, quando passò alla famiglia nobiliare dei Fonscolombes.
Antoine de Saint-Exupery a partire dai quattro anni si trasferisce nel castello con i fratelli e la madre che, rimasta vedova, si trasferisce dai genitori nella residenza di La Môle. In questi anni Antoine trascorre un'infanzia felice, circondato dall'affetto materno e dagli stimoli culturali che la madre gli forniva.
Oggi il castello è proprietà privata e non è possibile visitarlo all'interno.

Indirizzo: Château de La Môle, La Môle, dipartimento del Var, Francia.
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France  Saint-Maurice-de-Rémens

Il castello di Saint-Maurice-de-Rémens fu costruito nella metà del XVIII secolo da Claude Colabau Rignieux, passa nelle mani di vari proprietari come i De Tricaud nel Settecento e alla fine dell'Ottocento, ai Fonscolombe, ovvero ad una zia di Antoine de Saint-Exupéry. Durante l'infanzia, infatti, Antoine trascorrerà spesso le vacanze estive con i fratelli e le sorelle in questo castello.
La sontuosa residenza venne venduta nel 1932 alla città di Lione per diventare un sanatorio e poi un collegio, ma nel 2009 il comune di Saint-Maurice-de-Rémens ne entra in possesso e decide di destinare l'edificio ad un museo dedicato allo scrittore, "La Maison du Petit Prince", che dovrebbe aprire nel corso del 2014.
Indirizzo: Château de Saint-Maurice-de-Rémens, Saint-Maurice-de-Rémens , dipartimento dell'Ain, Francia.
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France  Tolosa

Statua commemorativa

La scultura rappresenta l'autore Antoine de Saint-Exupery, all'interno di una sorta di globo terreste, che tiene un libro sul quale si erge il Piccolo Principe; è stata realizzata nel 2000 dalla scultrice Madeleine Tezenas de Montcel, la stessa che ha realizzato il busto dello scrittore a Parigi nei pressi dell'Hôtel des Invalides.
Indirizzo: Rue Ozenne, Jardin Toyal, Tolosa

 

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Autori correlati

 

George Byron


Giorgio Caproni

Targa commemorativa

La targa commemorativa cita i primi versi della poesia L'ascensore facendo riferimento all'impianto di risalita sito in Piazza Portello a Genova. L'iscrizione recita: "Quando mi sarò deciso / d'andarci, in paradiso / ci andrò con l'ascensore / di Castelletto - Giorgio Caproni".
Indirizzo: piazza Portello (ingresso Ascensore di Castelletto Levante), Genova


Eugenio Montale


Fernanda Pivano

Tomba nel cimitero monumentale di Staglieno


Edoardo Sanguineti

Tomba nel cimitero monumentale di Staglieno


Paul Valéry

Palazzo Montanaro

Alla fine dell'Ottocento Paul Valéry soggiornò a Palazzo Montanaro (che per questo motivo è detto anche Casa Valery), ospitato dalla zia materna, Vittoria Grassi.
La notte tra il 4 e il 5 ottobre 1892, mentre fuori imperversava un violento temporale, ebbe una crisi esistenziale che in seguito chiamò "la notte di Genova" ("nuit de Gênes"), un evento che lo portò ad allontanarsi dalla poesia per un lungo periodo. Nei Cahiers ("Quaderni") scrisse: "Temporale spaventoso questa notte. L’ho passata seduto sul mio letto. Abbagliante per ogni lampo, tutto il mio destino si giocava nella mia testa. Tra me e me ho sofferto enormemente. Ma io voglio disprezzare tutto ciò che passa dentro le tempie. Stato insopportabile. Stato critico. Stato di trasformazione. Può essere effetto di questa tensione e di questi scoppi improvvisi”.
Palazzo Montanaro sorge nel punto in cui si trovava il Convento di San Francesco e, accanto ad esso, la Chiesa di San Francesco, distrutta in epoca napoleonica.
I Montanaro erano una famiglia di commercianti nel settore dei tessuti. Alla fine dell'Ottocento avevano affittato il palazzo a Gaetano Cabella, un ambasciatore, e a sua moglie Vittoria Grassi, zia del poeta (era sorella della madre, Fanny Grassi).
Sulla facciata esterna dell'edificio si trova una targa commemorativa che recita: "In questa casa, nel corso della / tempestosa notte / del 5 ottobre 1892 / Paul Valéry / figlio di madre genovese, visse la sua più drammatica / vicenda interiore / che doveva perennemente / legarlo al nome di Genova / attraverso l'illuminante / esperienza della / "Nuit de Genes" -- "Nuit effroyable... / passèe assis sur mon lit... / et tout mon sort / se jouait dans ma tête...".
L'attuale proprietaria, Maria Enrica Crosio, organizza visite guidate al palazzo (ulteriori informazioni a questo indirizzo).
Indirizzo: Salita San Francesco 7, Genova

 

I luoghi di Gabriele D'Annunzio

 

Italy  Gardone Riviera, Brescia

Il Vittoriale degli Italiani

Eretto tra il 1921 e il 1938, il Vittoriale degli Italiani è un complesso monumentale realizzato da Gabriele D'Annunzio con la collaborazione dell'architetto Giancarlo Maroni.
Il primo nucleo si basa su Villa Cargnacco, la casa colonica settecentesca che Tom Antongini, segretario di D'Annunzio, aveva trovato per lui presso Gardone Riviera, su un'altura che dominava il lago di Garda. La villa era appartenuta a Heinrich Thode, uno storico dell'arte che era stato costretto a lasciare l'Italia alla fine della prima guerra mondiale, e conservava ancora al suo interno una grande biblioteca, oltre a molti manoscritti autografi di Wagner e il pianoforte di Franz Liszt.
Dopo l'acquisizione della villa, D'Annunzio assunse l'architetto Giancarlo Maroni, i pittori Adolfo De Carolis e Guido Cadorin, lo scultore Renato Brozzi, e assieme a loro ridecorò l'edificio originario, aggiungendo sulla facciata bassorilievi e stemmi. Anche le stanze interne furono ridistribuite, arrivando a creare 36 spazi decorati con una grande quantità di oggetti come gessi di statue famose e articoli di antiquariato, drappi, tende pesanti, arazzi. Ogni stanza fu rinominata con nomi in stile dannunziano, ad esempio "Corridoio della via Crucis", "il Bagno blu", "l'Oratorio dalmata", la "Sala delle reliquie". La villa inoltre venne ribattezzata poi "la Prioria".
Al nucleo principale in seguito venne aggiunto lo "Schifamondo", che sarebbe dovuta diventare la residenza del poeta ma ancora incompleta alla sua morte. Qui si trova il museo "D'Annunzio eroe" che fu pensato dallo scrittore dopo aver completato la Prioria. Intendeva realizzare un "Museo della guerra" per celebrare le imprese del popolo italiano nella guerra del 1915-1918, ma morì prima di vederlo realizzato. Nella stanza centrale si trova il letto sul quale è stata riposta la salma di D'Annunzio prima di celebrare le esequie e la sua maschera mortuaria. Di fronte si trova la riproduzione di due Giganti di Michelangelo. Nelle altre sale del museo sono esposti cimeli storici come armi, bandiere, medaglie e documenti autografi.
Nel 2010 è stato inaugurato il museo "D'Annunzio segreto" che espone molti oggetti appartenuti al poeta e finora conservati negli armadi e nei cassetti della Prioria, in particolar modo vestiti, gioielli, vasellame e gli abiti fatti realizzare per le sue donne.
Nel parco si trovano invece la nave militare Puglia, il MAS 96, ovvero il motoscafo con cui compì la "Beffa di Buccari", il Mausoleo degli Eroi, dove si trova la tomba di D'Annunzio, un anfiteatro, i giardini, dove si trova il Laghetto delle Danze, a forma di violino in onore del suo inventore, Gasparo da Salò.
Indirizzo: via Vittoriale 12, Gardone Riviera, Brescia
sito

 

Italy  Pescara

Casa natale

La casa natale di Gabriele D'Annunzio ospita al primo piano dell'edificio il museo dedicato allo scrittore. L'edificio, appartenuto alla famiglia del poeta dai primi dell'Ottocento, passò allo Stato nel 1957 e fu in seguito affidato alla Soprintendenza ai Beni Ambientali Architettonici Artistici e Storici della provincia dell'Aquila. Il museo nasce nel 1993 basandosi su una mostra allestita in precedenza dalla Fondazione D'Annunzio con oggetti provenienti dal Vittoriale degli Italiani.
L'attuale percorso museale attuale si snoda in nove stanze, di cui le prime cinque ripropongono ambienti con arredi e decorazioni dell'epoca, mentre le quattro stanze successive celebrano la memoria di D'Annunzio attraverso un'esposizione che propone foto, libri, cimeli e altri oggetti legati al poeta.
Indirizzo: Corso Manthonè 116, Pescara.
a-pagamento Ingresso a pagamento: Intero 2 €, ridotto 1 €.
orarioOrari di apertura: dalle 9.00 alle 14.00.
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Università degli Studi "G. D'Annunzio" Chieti e Pescara

Per celebrare i 150 anni dalla nascita del poeta, nell'aprile 2014 è stato inaugurato davanti al rettorato un medaglione di bronzo raffigurante il profilo di D'Annunzio realizzato dallo scultore Luciano Primavera.
Indirizzo: Via dei Vestini, Chieti

 

Italy  Prato

Collegio Cicognini

Qui D'Annunzio studiò dal 1874 al 1881.
Indirizzo: Piazza del Collegio 13, Prato
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Italy  Ronchi dei Legionari, Brescia

Monumento commemorativo

Eretto nel 1960 su progetto di Vincenzo Fasolo, il monumento commemorativo, che consiste in una colonna romana su piedistallo, è dedicato a Gabriele D'Annunzio e ai suoi Legionari e reca l'iscrizione: "Il 12 settembre 1919 / da qui mosse / Gabriele D'Annunzio / per la Libertà / delle genti Adriatiche. / Gli Italiani non immemori / questa colonna romana / consacrarono / XII Settembre MCMLX".
Il paese, un tempo Ronchi di Monfalcone, nel 1925 cambiò il suo nome in Ronchi dei Legionari per celebrare l'impresa di Fiume, guidata da Gabriele D'Annunzio, che da qui partì il 12 settembre 1919.
Indirizzo: Via Antonio Gramsci 1, Ronchi dei Legionari, Gorizia

 

Italy San Vito Chietino, Chieti

Targa commemorativa

A Sant'Apollinare, frazione di San Vito Chietino, si trova una targa che riporta un brano tratto dalla novella "La Vergine Anna", contenuto all'interno di "Novelle della Pescara" e ambientato in questa zona. La targa recita: "La strada volgeva per una collina solatia piantata d'olivi. DIscendeva per una terra irrigua messa a pasture, e risalendo tra i vigneti giungeva alle fattorie di SAnt'Apollinare. - Gabriele D'Annunzio - Novelle della Pescara - Nel centenario della nascita del poeta - E.M.P. 1963".
Indirizzo: Via Chieti, Sant'Apollinare (frazione di San Vito Chietino), Chieti.

 

Italy Anversa degli Abruzzi, L'Aquila

Parco letterario D'Annunzio

D'Annunzio scelse Anversa degli Abruzzi come ambientazione per la sua opera teatrale La fiaccola sotto il moggio., un territorio che lo affascinava non solo per i paesaggi maestosi, selvaggi e impervi, ma anche per il folklore locale che fa da sfondo anche alla Fiaccola. Per alcuni aspetti storici aveva chiesto consulenza all'amico Antonio De Nino, antropologo e grande studioso di queste terre, ma aveva anche visitato questi luoghi in più occasioni, come l'escursione a cavallo attraverso le adiacenti Gole del Sagittario nel 1881, all'età di 18 anni, e la sosta durante la gita a Scanno il 19 settembre 1896 della quale scrive nei suoi Taccuini: "Anversa: avanzi di un castello (..) il Sagittario, il fiume spumoso (...)".
Oggi il paese è sede di un parco letterario diffuso dedicato allo scrittore: non c'è una sede con un'esposizione permanente, ma vengono organizzate attività legate ai luoghi e all'opera di D'Annunzio.
sitoSitohttp://www.parchiletterari.com/parchi/dannunzio/

Castello normanno

Nel dramma teatrale La fiaccola sotto il moggio, questa è la residenza dei De Sangro, la cui tragica vicenda familiare è al centro della vicenda, ambientata all'epoca di Ferdinando I di Borbone (quindi tra il 1814 e il 1825). L'atmosfera spettrale che evoca il castello rappresenta anche la decadenza morale della famiglia.
Fu costruita nel XV secolo da Antonio di Sangro su una struttura preesistente del XII secolo, ma oggi non resta che un rudere. 

Riserva naturale Gole del Sagittario

La riserva naturale delle Gole del Sagittario inizia dalla diga di San Domenico, dove sorge anche l'eremo di San Domenico, e arriva fino a Cocullo. Si tratta di un canyon scavato dal fiume Sagittario, un paesaggio molto suggestivo immerso nel verde dei boschi circostanti.
Gabriele D'Annunzio, nel corso della sua vita, visitò queste zone più volte, come l'escursione a cavallo che fece nel 1881, a 18 anni, e nel 1896, durante una gita a Scanno. Questi scenari gli ispirarono il dramma teatrale La fiaccola sotto il moggio, in cui le Gole del Sagittario ricorrono come sfondo alle vicende.
Alcuni sentieri permettono di esplorare la riserva naturale. Sotto il centro abitato di Anversa degli Abruzzi, da dove parte il "Sentiero del fiume", ci sono le sorgenti di Cavuto e un centro visite con alcuni pannelli e diorami sulla flora e la fauna della zona. A pochi passi, vicino al ruscello che sgorga dalle sorgenti di Cavuto, è stato installato un pannello con una citazione dannunziana ("È bello il Sagittario, sai? Si rompe e si schiuma, giù per i macigni, mugghia, trascina tronchi, tetti di capanne, zagole (...). È bello sai?...") e due tubi metallici presso i quali ci si può sedere e ascoltare il rumore amplificato del fiume.

 

Italy Scanno

Edificio dove soggiornò lo scrittore

A Scanno, nella Piazza Santa Maria della Valle, dietro la statua della donna in abiti tradizionali, si trova il luogo in cui D'Annunzio soggiornò nell'estate 1884 e nel 1888. Oggi è diventato un bed & breakfast che, non casualmente, si chiama "La dimora di d'Annunzio".
Indirizzo: "La dimora di D'Annunzio", Piazza Santa Maria della Valle - Angolo Vico de Angelis, 2

 

Italy  Venezia

Casetta Rossa

Nell'ottobre 1915 D'Annunzio affittò la Casetta Rossa sul Canal Grande, di fronte all'attuale Peggy Gugenheim, dove visse per circa tre anni.
Da Venezia D'Annunzio poteva raggiungere facilmente il campo di volo da cui partivano le missioni aeree come quella del 15 gennaio 1916 dove, dopo aver provato a volare invano su Trieste, è costretto a fare un ammarraggio di emergenza, manovra durante la quale si ferisce all'occhio destro.
Questo episodio lo costringerà ad una convalescenza di sette mesi, trascorsi nella Casetta Rossa, dove scrive il Notturno in condizioni di totale cecità (teneva gli occhi bendati per non compromettere il solo occhio buono che gli era rimasto), aiutato dalla figlia Renata che si trasferisce nella residenza del padre per prendersi cura di lui. Da qui inoltre organizzò alcune famose imprese belliche come le incursioni su Cattaro e su Pola (1917), il volo su Vienna e la Beffa di Buccari (1918).
La casa si estendeva su tre piani: al piano terra c'erano i salotti, la sala da pranzo e il giardino; al primo piano la camera del poeta, affacciata sul Canal Grande, e il suo studio; all'ultimo piano le stanze della servitù.
In seguito D'Annunzio affittò la casa al nobile austriaco Fritz Hahenlohe. In tempi recenti era appartenuta a Evelina Schapira Levi Broglio, scomparsa nel 2007; adesso è in attesa di essere acquisita da un nuovo proprietario.
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Targa commemorativa

Inaugurata il 14 settembre 2013 presso l'aeroporto civile "Nicelli" per commemorare il 150° anninversario dalla nascita di Gabriele D'Annunzio, la targa ricorda la presenza del poeta al Lido durante la prima guerra mondiale. Qui assunse la carica di comandante della Squadra di San Marco che egli stesso rinominò "Siluranti Aeree" con il motto "Sufficit Animus". La targa recita: "Nel 150° anniversario della nascita / di Gabriele D'Annunzio  a ricordo della sua presenza al Lido di Venezia / a fianco dei piloti dell'idroscalo di S. Andrea / e al comando della squadra di S. Marco / con base su questo campo - Amici del Nicelli, 14 settembre 2013".
Indirizzo: Aeroporto civile "Nicelli", Lido di Venezia, Venezia.

 

Italy  Saltino-Vallombrosa, Firenze

Soggiorno al Grand Hotel Vallombrosa


Italy Settignano, Firenze

Villa "La Capponcina" e "La Porziuncola"

La Capponcina è una villa quattrocentesca sulla collina di Settignano appartenuta alla storica famiglia dei Capponi. Apparteneva al marchese Giacinto Vivani della Robbia quando fu presa in affitto da Gabriele D'Annunzio che vi visse dal 1898 al 1909. Secondo quanto racconta Benigno Palmerio, un medico veterinario che divenne per D'Annunzio il segretario e amministratore della villa, l'eccentrico scrittore fece liberare la casa dal mobilio precedente, pretendendo di pagare un affitto maggiore del previsto, 1200 lire anziché 1000. Fece arrivare squadre di artigiani per ritoccare tuta la struttura dove intendeva vivere quasi come un principe rinascimentale, fece portare del mobilio molto ricercato come drappi, statue, arazzi, mobili, quadri, tappeti, libri rari, armi strane e antiche, curando tutto nel dettaglio.
Fece installare inoltre delle vetrate al centro delle quali si trovava un tondo con una scritta in rosso "Per non dormire", un motto che ricorreva ovunque, dagli architravi ai fregi, e che richiamava l'analoga iscrizione posta sopra un portone del palazzo Bartolini Salimbeni in Piazza Santa Trinita a Firenze (la porta in via delle Terme). Inoltre, sostituì il papavero che adornava l'iscrizione originale con l'alloro, simbolo di gloria e di sapienza.
La villa era così strutturata: al piano terra si trovava un'ampia sala d'ingresso e la sala da pranzo, con una lunga tavola di legno come quella dei refettori dei monasteri. Nell'ala sinistra si trovavano l'appartamento del poeta con lo studio, la camera da letto, la stanza da bagno, lo spogliatoio e la biblioteca, dove si trovava un leggio in noce del XVI secolo del quale parla anche in Faville del maglio ("sorge nel mezzo uno stupendo leggio da coro, trovato nel Senese a miracolo: veramente il più sensuale piacere ch'io m'abbia nella mia casa composta a mia simiglianza, la più saporosa delle dovizie simoniache ancor calde di officio divino: materia abigua tra il legno dell'Occidente cattolico e il bronzo dell'Oriente estremo, d'un indicibile color nocciuola rosseggiante, con i rilievi dell'intaglio più lisci e lustri che la più liscia e lustra pelle d'una susina claudia").
Passando al primo piano, si trovavano da una parte le stanze per i domestici e dall'altra due camere per gli ospiti, oltre a un'ampia sala molto luminosa adibita all'allenamento di scherma e altri esercizi fisici.
D'Annunzio rimase in questa villa dal 1898 al 1909, ovvero durante il periodo in cui scrisse La Gioconda, La Gloria, Francesca da Rimini, Figlia di Iorio, La fiaccola sotto il moggio, Più che l'amore, La nave, Fedra e compone le Laudi. fonte14x14
A pochi passi dalla villa La Capponcina, sull'altro lato della strada, al numero 75, si trova La Porziuncola, una villetta che Eleonora Duse aveva preso in affitto dal marchese Poltri-Tanucci e che Gabriele D'Annunzio aveva ribattezzato con questo nome che rievoca la piccola chiesa di San Francesco. La vicinanza delle residenze permetteva ai due amanti di incontrarsi spesso.
Indirizzo: via della Capponcina 32, Settignano, Firenze

 

Italy  Firenze

Palazzo Bartolini Salimbeni

Sopra il portone nel lato del palazzo che si affaccia su via delle Terme si trova la scritta "Per non dormire". Quando D'Annunzio la vide, ne rimase colpito tanto da volerla riprodurre su architravi, fregi e oggetti della Villa La Capponcina. Tuttavia, al papavero che adornava l'iscrizione originale, sostituì l'alloro, simbolo di gloria e di sapienza.fonte14x14 Anche su una porta nella sua casa del Vittoriale a Gardone Riviera troviamo la stessa iscrizione.
Indirizzo: Palazzo Bartolini Salimbeni, Piazza Santa Trinita, Firenze

 

Italy  Pratovecchio, Arezzo

Castello di Romena

Targa commemorativa del soggiorno di Eleonora Duse

La targa ricorda il soggiorno di Eleonora Duse nell'estate 1902 mentre Gabriele D'Annunzio si trovava, dal giugno all'ottobre del 1902, nel castello di Romena dei conti Goretti de' Flamini. L'iscrizione ha un errore nel nome della Duse ("Eleanora") e recita: "In questa casa / nell'estate del 1902 / mentre D'Annunzio era alle torri / abitò / Eleanora Duse".
Indirizzo: Strada Provinciale 73, in prossimità dell'incrocio per la pieve di Romena, Pratovecchio (AR)
Coordinate43.773883, 11.714341

 

Italy Roma

Palazzetto Zuccari

Il palazzo fu progettato da Federico Zuccari, originario di Urbino, all'inizio del XVII secolo. L'artista aveva acquistato il terreno vicino Trinità dei Monti, da cui si godeva una vista splendida sulla città, con l'intento di realizzare un palazzo più bello del Palazzo Zuccari che aveva progettato a Firenze. Il palazzo è conosciuto anche come "la casa dei mostri" perché il portone che dà su via Gregoriana è a forma di una bocca gigantesca spalancata, un'eccentrica decorazione realizzata dallo Zuccari nel 1592. Alla morte dell'artista il palazzo passò nelle mani di un certo Marcantonio Toscanella che dette incarico a Girolamo Rainaldi di ingrandirlo e alzarlo di due piani.
Il caratteristico portico con le colonne fu costruito nel 1771, periodo in cui la dimora divenne una locanda per artisti: vi soggiornarono infatti Joshua Reynolds, Johann Joachim Winckelmann, Jacques-Louis David (che vi dipinse Il giuramento degli Orazi). Dopo alcuni passaggi di proprietà, nel 1904 fu acquistato da Enrichetta Hertz, la quale raccolse molte opere d'arte e una grande biblioteca. Alla morte donò i quadri al governo italiano, che confluirono nel Museo di Palazzo Venezia, e l'edificio con la biblioteca al governo tedesco che vi istitutì la Biblioteca Hertziana, dedicata alla storia dell'arte.
Gabriele D'Annunzio frequentò il salotto di Enrichetta Hertz e scelse questo palazzo come dimora di Andrea Sperelli, protagonista del Piacere: "Rientrando nel suo appartamento della casa Zuccari, nel prezioso e delizioso ben retiro, provò un piacere straordinario. Gli parve di ritrovare in quelle stanze qualche parte di sé, qualche cosa che gli mancava. Il luogo non era quasi in nulla mutato. Tutto, intorno, conservava ancora, per lui, quella inesprimibile apparenza di vita che acquistano gli oggetti materiali tra mezzo a cui l'uomo ha lungamente amato, sognato, goduto e sofferto." (da Il piacere)
Indirizzo: angolo tra Via Sistina e Via Gregoriana, Roma

 

Italy Napoli

Targa commemorativa

La targa recita: "La terra irrigata moltiplica il pane / la città si disseta si terge / s'illumina si abbellisce si arma / beneficiata dalla dispensatrice / che senza stanchezza / propaga e trasforma / di congegno in congegno il suo potere / G. D'Annunzio".
Indirizzo: via Salvator Rosa 117, Napoli

 

Italy Arquà Petrarca, Padova

Targa commemorativa

La targa, dedicata a Gabriele D'Annunzio, riporta una citazione da Il fuoco (1900): "Guardate laggiù i Colli Euganei, Foscarina. Se il vento si leva, andranno vagando per l'aria come veli, ci passeranno sul capo. Non li ho mai veduti così trasparenti.... Un giorno vorrei andare con voi ad Arquà. I villaggi sono rosei laggiù come le conchiglie che si trovano nella terra a miriadi. Quando arriveremo, le prime gocce d'una pioggerella improvvisa toglieranno qualche petalo ai fiori dei peschi. Ci fermeremo sotto un arco del Palladio, per non bagnarci. Poi cercheremo la fontana del Petrarca, senza domandare a nessuno la via. Porteremo con noi le Rime nella piccola stampa del Missirini, quel libretto che tenete presso il capezzale e che omai non si può più chiudere perché s'è gonfiato di erbe come un erbario da bambola... Volete che andiamo, un giorno di primavera, ad Arquà? Ella non rispondeva ma gli guardava le labbra che dicevano quelle gentili cose; e, senza speranza, si piaceva del suono e dell'atto e non d'altro, fuggevolmente. In quelle imagini di primavera e in una sestina del Petrarca era per lei il medesimo incanto lontano. [...] E prese per le mani la donna, la scosse un poco, la guardò in fondo agli occhi, tentò di sorridere; poi la trasse verso il sole su l'erba del prato. "Che tepore Senti? Com'è buona l'erba" Egli socchiuse gli occhi per ricevere i raggi sulle palpebre, subitamente ripreso dalla voluttà di vivere. Ella lo imitò, sedotta dal piacere del suo amico; e di tra i cigli guardava la bocca di lui fresca e sensuale. Rimasero così per qualche attimo sotto la carezza del sole, con i piedi nell'erba, con le mani nelle mani, sentendo nel silenzio palpitare le loro vene come ruscelli che si fanno più rapidi quando il gelo si discioglie a primavera. Ella ripensò i Colli Euganei, i villaggi rosei come le conchiglie fossili, le prime gocce della pioggia su le foglie nuove, la fontana del Petrarca, tutte le gentili cose. -- Gabriele D'Annunzio --- da Il fuoco 1900 - Comune di Arquà Petrarca".
Indirizzo: via Roma a lato dell'Oratorio della SS Trinità, Arquà Petrarca (PD)

 

Piazza Santa Maria della Valle - Angolo Vico de Angelis, 2

Thornton è un piccolo paese che fa parte della circoscrizione metropolitana di Bradford. È famoso per essere stato il paese natale delle sorelle Brontë e del fratello Branwell.

Autori correlati

Sorelle Brontë

Casa natale delle sorelle Brontë

Nel 1815 il reverendo Brontë si trasferì a Thornton con la moglie e le prime due figlie, Maria e Elizabeth, dopo aver trascorso cinque anni a Hartshead in qualità di pastore della parrocchia di Dewsbury. A Thornton nacque Charlotte nel 1816, Patrick Branwell nel 1817, Emily Jane nel 1818 e Anne nel 1820. Dopo la nascita di quest'ultima la salute della signora Brontë iniziò a peggiorare fino alla morte l'anno successivo, quando già la famiglia si era trasferita a Haworth, il 25 febbraio 1820, dove il reverendo Brontë aveva ottenuto l'incarico di curato della parrocchia locale.
Oggi la casa natale delle sorelle Brontë è un edificio privato dove recentemente è stata aperta una caffetteria. Sulla facciata è stata apposta una targa che recita: "In this house were born the following members of the Bronte family: Charlotte (1816), Patrick Branwell (1817), Emily Jane (1818) e Anne (1820)".
Indirizzo: Market Street, Thornton, Bradford, West Yorkshire, Inghilterra.

   

 

 

I luoghi di Charlotte Brontë

 

United Kingdom Haworth, West Yorkshire, Inghilterra


United Kingdom Thornton (Bradford), West Yorkshire, Inghilterra


Belgium Bruxelles

Targa commemorativa sul luogo in cui si trovava il Collegio Hegér

Nel 1842 Charlotte e Emily si recarono a Bruxelles per studiare al Collegio Hegér, una scuola per signorine che si trovava in Rue Isabelle, a pochi passi da Rue Royale. Il professore delle due sorelle, Costantin Héger, riconobbe subito il talento di Charlotte per la scrittura e la incoraggiò a continuare a scrivere. Charlotte tuttavia fraintese questo attenzioni nei suoi confronti e si innamorò appassionatamente di lui, come testimoniano alcune delle poche lettere che ci sono rimaste. Héger è ritenuto anche l'ispirazione per il personaggio di Rochester in Jane Eyre.
Dopo il primo soggiorno insieme a Emily, Charlotte ritornò da sola a Bruxelles nel gennaio 1843, dove iniziò a lavorare come insegnante di inglese, ma l'assenza di sua sorella non fece che acuire il suo attaccamento, non ricambiato, nei confronti di Héger. Tornata in Inghilterra nel gennaio 1844, rielaborò questa sua esperienza belga nei romanzi The Professor e Villette, parzialmente ambientati a Bruxelles.
Oggi il Collegio Heger non esiste più poiché fu demolito nel 1909. Dove una volta sorgeva l'edificio si trova una targa commemorativa che recita: "Near this site formerly stood the / pensionnat Heger where the writers / Charlotte and Emily Brontë / studied in 1842-43. This commemorative plaque was placed here by the Brontë Society / with the kind permission of the / Palais des Beaux-Arts / Paleis voor / Schone Kunsten 28-9-79".
Indirizzo: Rue Baron Horta/Baron Hortastraat (a sinistra dell'entrata del Bozar), Bruxelles 

Seconda targa commemorativa

Un'altra targa, non ufficialmente autorizzata, si trova a pochi passi da quella ufficiale. Per trovarla bisogna percorrere una stradina chiusa, rue Terarken, alla fine della quale sono rimasti anche alcuni edifici storici che ci possono dare un'idea dell'aspetto che aveva la Bruxelles al tempo delle Brontë. Proprio nel muro che chiude la via, si trova una piccola targa rotonda di colore azzurro che recita: "Commemorate the old / Quartier Isabelle / of which the Rue Terarcken" / is a lucky survival -- Charlotte & Emily Brontë / would have passed this street when / going to the Pensionnat Heger in the / Rue d'Isabelle / where they stayed in 1842 / 43 -- The memory of this area lives on / the vivid image Charlotte portrays in her novel / Villette".
Indirizzo: rue Terarken, Bruxelles

 

I luoghi di Anne Brontë

 

United Kingdom Haworth, West Yorkshire, Inghilterra vai-alla-pag 18x18

 

United Kingdom Thornton (Bradford), West Yorkshire, Inghilterra vai-alla-pag 18x18

 

United Kingdom Scaraborough, North Yorkshire, Inghilterra

Targa commemorativa nel luogo in cui morì

Una targa commemorativa, rotonda di colore azzurro, ricorda il luogo in cui morì Anne: "Anne Brontë 1820-1849 writer died in a house on this site on May 28th 1849". Anne era giunta in questa località, dove in passato aveva già svolto servizio come governante, accompagnata da Charlotte e l'amica Ellen Nussey, nella speranza che il clima più mite potesse giovare alla sua salute. Pernottarono ai "Wood's lodgings, No.2 the Cliff", dove oggi si trova il Grand Hotel, l'edificio sul quale è posta la targa commemorativa. Giunta il 24 maggio 1849, le condizioni di Anne erano ormai troppo gravi: quattro giorni dopo il suo arrivo, muore all'età di 29 anni.
Indirizzo: Grand Hotel, St Nicholas Cliff, Scarborough, Regno Unito

Tomba di Anne nel cimitero della Saint Mary's Church

La tomba di Anne si trova nel cimitero della chiesa Saint Mary's Church. Sulla lapide sono incise le seguenti parole: "Here / Lie the remains of / Anne Brontë / daughter of the Revd. P. Bronte / Incumbent of Haworth Yorkshire / She died Aged 28 / May 28th 1949". Sulla lapide c'è un errore circa l'età di Anne che non morì a 28 anni, ma a 29 (era nata il 17 gennaio).
Indirizzo: 669 Albany Post Road, Scarborough, North Yorkshire, Regno Unito.
sito

I luoghi di Emily Brontë

 

United Kingdom Haworth, West Yorkshire, Inghilterra


United Kingdom Thornton (Bradford), West Yorkshire, Inghilterra


Belgium Bruxelles

Targa commemorativa sul luogo in cui si trovava il Collegio Hegér

Nel 1842 Charlotte e Emily si recarono a Bruxelles per studiare al Collegio Hegér, una scuola per signorine che si trovava in Rue Isabelle, a pochi passi da Rue Royale. Emily, che odiava vivere lontano dal suo paese, tornò con Charlotte a Haworth nell'autunno dello stesso anno dopo la morte della zia Elizabeth. Nel gennaio 1943 Charlotte decise di tornare a Bruxelles, ma stavolta Emily non la seguì. Nel Collegio Hegér, Charlotte insegnava inglese e l'assenza della sorella fece aumentare l'attaccamento verso il suo professore, Costantin Hegér, per il quale provava un amore non ricambiato, e che fu probabilmente il modello per il personaggio di Rochester in Jane Eyre. Il soggiorno belga sarà in seguito ispirazione per i due romanzi di Charlotte Villette e The Professor.
Oggi il Collegio Heger non esiste più poiché fu demolito nel 1909. Dove una volta sorgeva l'edificio si trova una targa commemorativa che recita: "Near this site formerly stood the / pensionnat Heger where the writers / Charlotte and Emily Brontë / studied in 1842-43. This commemorative plaque was placed here by the Brontë Society / with the kind permission of the / Palais des Beaux-Arts / Paleis voor / Schone Kunsten 28-9-79".
Indirizzo: Rue Baron Horta/Baron Hortastraat (a sinistra dell'entrata del Bozar), Bruxelles

Seconda targa commemorativa

Un'altra targa, non ufficialmente autorizzata, si trova a pochi passi da quella ufficiale. Per trovarla bisogna percorrere una stradina chiusa, rue Terarken, alla fine della quale sono rimasti anche alcuni edifici storici che ci possono dare un'idea dell'aspetto che aveva la Bruxelles al tempo delle Brontë. Proprio nel muro che chiude la via, si trova una piccola targa rotonda di colore azzurro che recita: "Commemorate the old / Quartier Isabelle / of which the Rue Terarcken / is a lucky survival -- Charlotte & Emily Brontë / would have passed this street when / going to the Pensionnat Heger in the / Rue d'Isabelle / where they stayed in 1842 / 43 -- The memory of this area lives on / the vivid image Charlotte portrays in her novel / Villette".
Indirizzo: rue Terarken, Bruxelles

 

Haworth, un piccolo villaggio della contea West Yorkshire, è soprattutto noto per essere il luogo dove vissero le sorelle Brontë, tanto che la zona circostante ha preso ufficiosamente il nome di "Contea Brontë" (Brontë County). I luoghi legati alla famiglia delle tre sorelle scrittrici sono molti, sia in paese sia nella campagna circostante dove è possibile respirare l'atmosfera dei romanzi che le hanno rese note.

Brontë Parsonage Museum

Il Brontë Parsonage Museum è stato istituito dalla Brontë Society per preservare la memoria delle tre scrittrici. Il museo è stato allestito all'interno di una casa in stile georgiano dove la famiglia si trasferì nel 1820. Qui Anne, Charlotte ed Emily scrissero le loro opere più famose e il museo cerca proprio di ricreare l'atmosfera dell'epoca conservando arredi e oggetti appartenuti alla famiglia. Eccetto la biblioteca, la cui visita è possibile solo su appuntamento, è possibile visitare liberamente ambienti tra cui:
- lo studio del reverendo Patrick Brontë, dove si trova il pianoforte che i figli avevano imparato a suonare, in particolar modo Branwell che suonava l'organo nella chiesa di Haworth.
- il soggiorno, dove le tre ragazze solevano trascorrere il tempo e comporre i loro scritti. Qui si trova il sofà dove si dice sia spirata Emily e il ritratto di Charlotte realizzato da George Richmond posto sopra il camino;
- la cucina, nel retro della casa;
- lo studio del marito di Charlotte, Arthur Bell Nicholls, che qui si trasferì nel 1854. Charlotte prima del matrimonio aveva allestito la stanza per accogliere il futuro marito. Morì un anno dopo le nozze e Arthur Bell Nicholls rimase a prendersi cura dell'anziano Patrick Brontë, finché alla morte del suocero non decise di fare ritorno in Irlanda, sua terra d'origine;
- la camera da letto del reverendo Brontë, al secondo piano, dove si spostò alla morte della moglie. Qui morì il 7 giugno 1861. Anche Branwell spirò in questa stanza, nel settembre 1848;
- la stanza di Charlotte, al secondo piano. Originariamente questa era la stanza dei genitori, Patrick e Maria; alla morte della madre è diventata la stanza della zia Elizabeth fino al 1844 circa quando Charlotte prese possesso della stanza assieme al marito Arthur Bell Nicholls. Qui Charlotte morì il 31 marzo 1855; 
- la stanza dei bambini, che originariamente era più ampia ma fu ridotta con la necessità di creare nuove stanze. Per un periodo fu la stanza di Emily;
- la stanza della servitù, assegnata alla domestica Tabby Aykroyd, sepolta nel cimitero di Haworth;
- lo studio di Branwell;
- la stanza della mostra espositiva, un'area creata dal reverendo John Wade, subentrato a Patrick Brontë, dove all'apertura della casa museo è stata allestita una mostra permanente sul mondo delle sorelle Brontë.
Indirizzo: Church Street, Haworth, Keighley, West Yorkshire.
sito Sito: http://www.bronte.org.uk
a-pagamento  Ingresso a pagamento. Adulti: £7.50.
orario Orari di apertura: da aprile a ottobre, dalle 10.00 alle 17.30; da novembre a marzo dalle 10.00 alle 17. Chiuso dal 24 al 27 dicembre, dal 31 dicembre al 5 gennaio. Aperto il giorno di Capodanno dalle 12 alle 17. Consultare il sito ufficiale per eventuali variazioni.

Haworth Parish Church

Quella che oggi è la chiesa anglicana "St Michael and All Angels' Church" fu la parrocchia dove il reverendo Patrick Brontë, padre delle tre scrittrici, svolse i suoi uffici di pastore. Della chiesa dell'epoca non rimane che la torre, già presente nel nucleo originario del XV secolo, perché il successore del reverendo Brontë, il reverendo Nicholls, fece demolire la vecchia chiesa per costruire un nuovo edificio, inaugurato il giorno di Natale del 1879.
Il padre delle sorelle scrittrici, Patrick Brontë, arriva a Haworth il 25 febbraio 1820, iniziando il servizio di curato. Il suo operato è contraddistinto da zelo e amore per la professione e, oltre ai suoi impegni ecclesiali, si dedica alla direzione della scuola del paese. Nel maggio 1845 arriva a Haworth Arthur Bell Nicholls, in seguito sposo di Charlotte, come supporto al reverendo Brontë che aveva difficoltà nell'adempimento del suo lavoro a causa della drastica perdita della vista. Il 7 giugno 1861 Patrick Brontë muore. Lo succede il reverendo Nicholls che nel 1879 ottiene il permesso di demolire la vecchia chiesa per costruirne una nuova così come la vediamo oggi. Una lastra di marmo all'interno attesta l'inaugurazione della nuova chiesa nella notte di Natale del 1879.
All'interno della chiesa si trova una cripta, indicata da una iscrizione, dove sono stati sepolti i membri della famiglia Brontë, eccetto Anne, la cui tomba si trova a Scarborough. L'iscrizione recita: "The Brontë family vault is situated below this pillar, near to the place where the Brontë's pew stood in the old church. The following members of the family were buried here: Maria and Patrick, Maria, Elizabeth, Branwell, Emily Jane, Charlotte".
Oltre alla suddetta iscrizione, si trova anche la Brontë Memorial Chapel, una cappella che è stata dedicata alla memoria della famiglia Brontë il 4 luglio 1964, i cui lavori di carpenteria all'interno sono stati interamente realizzati dagli abitanti della zona. fonte14x14
Adiacente alla chiesa si trova l'antico cimitero, immerso nel verde, dove è stimata la sepoltura di 40.000 persone sin dal 1645.
Indirizzo: 66 Main Street, Haworth, West Yorkshire Inghilterra
sito

 

Old School Room, la scuola della parrocchia di Haworth

A fianco della chiesa si trova un cottage, la cosiddetta "Old School Room", dove nel 1844 il reverendo Brontë aprì una scuola per i bambini poveri grazie ad alcuni fondi che era riuscito ad ottenere. La scuola fu un successo, con 160 alunni a settimana segnati nei registri. Il primo maestro fu Ebenezer Rand, ma anche Emily, Charlotte, AnneBranwell insegnarono nella scuola. Una targa ricorda in particolar modo l'attività di insegnante di Charlotte, che qui tra le altre cose organizzò nel 1854 anche il ricevimento di matrimonio: "Charlotte Brontë (1816-1855) taught at this school built in 1832 and restored by the church in 1966 with help from the Brontë Society".
Quando il marito di Charlotte, Arthur Bell Nichols, divenne curato nel 1895, si prese carico della scuola con grande impegno, fino ad espandere la scuola con ulteriori spazi nel 1853.
Il progetto fu portato avanti anche dal successore, il reverendo Wade, fino al 1906, quando pur rimanendo un edificio a beneficio della comunità, mutò le sue funzioni.
Lo stabile è stato recuperato nel 1966 dalla chiesa di Haworth col supporto della Brontë Society e viene utilizzato per attività di vario tipo.
sitoSitohttp://www.hawortholdschoolroom.org.uk/

The Black Bull

The Black Bull è il pub più famoso del paese ed è legato alla famiglia Brontë perché il fratello delle scrittrici, Branwell, ne era un assiduo avventore prima di ammalarsi di tubercolosi, che lo portò alla morte nel 1848, all'età di 31 anni. All'interno del pub è conservata la "Branwell's Chair", ovvero la sedia dove si dice era solito sedersi.
Indirizzo: 119 Main Street, Haworth, West Yorkshire, Inghilterra.

 

La brughiera

La brughiera attorno a Haworth è estremamente suggestiva tanto d'essere stata fonte di ispirazione per i romanzi scritti dalle sorelle Brontë. In particolar modo, è l'opera principale di Emily, Wuthering Heights (Cime tempestose), a rendere quasi protagonista tra le sue pagine l'atmosfera magica che si respira in questo paesaggio dalla bassa vegetazione, dove cresce selvaggia l'erica.
È possibile percorrere a piedi un itinerario segnalato da indicazioni che attraversa i principali luoghi di interesse nella brughiera attorno Haworth. Tra i punti di interesse ci sono:
- Brontë Falls (Le cascate Brontë);
- Brontë Bridge (Il ponte Brontë);
- Brontë Stone Chair (La sedia di pietra Brontë);
- Top Withens, il rudere che sembra sia stato d'ispirazione per la residenza di Wuthering Heights in Cime Tempestose;
- Ponden Hall, il casale che si pensa sia stato d'ispirazione per Thrushcross Grange, la residenza dei Linton in Cime Tempestose, e probabilmente anche per Wildfell Hall, la vecchia villa dove è ambientato il romanzo di Anne Brontë The Tenant of Wildfell Hall.

   

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