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Luoghi correlati

Austria Klagenfurt am Wörthersee, Carinzia

Robert Musil Literatur Museum

Questo piccolo museo, aperto nel 1994, è dedicato agli scrittori della città di Klagenfurt, in particolar modo a Robert Musil, e ospita il Robert Musil Institute for Literary Research dell'Università di Klagenfurt. Presenta inoltre alcune mostre permanenti dedicate alle scrittrici Christine Lavant e Ingeborg Bachmann.
Indirizzo: Robert Musil Literatur Museum, Bahnhofstraße 50, 9020 Klagenfurt am Wörthersee, Austria
sito orario

Casa natale (Musil Haus)

Musil nacque in questa casa il 6 novembre 1880. Una targa apposta sull'edificio recita: "Am 6.XI. 1880 / wurde in diesem / hause der dichter / Robert Musil / geboren" ("Il 6 novembre 1880 nacque in questa casa il poeta Robert Musil").
Indirizzo: Bahnhofstraße 50, Klagenfurt am Wörthersee, Austria

 

Germany Berlino

Robert Musil soggiornò dal 1931 al 1933 in questo edificio che all'epoca era la Pensione Stern. Qui scrisse la seconda parte del suo famoso romanzo L'uomo senza qualità. Oggi una targa commemorativa lo ricorda così: "Hier schrieb / Robert Musil / von 1931 bis 1933 / an seinem Roman / Der Mann Ohne Eigenschaften" ("Qui Robert Musil dal 1931 al 1933 ha scritto il suo romanzo L'uomo senza qualità").
Nello stesso edificio soggiornò pochi anni prima, nel 1925, anche lo scrittore austriaco Joseph Roth.
Indirizzo: Kurfürstendamm 217, Charlottenburg, Berlino.

 

I luoghi di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Italy Palermo

Palermo è la città natale di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Qui visse gran parte della sua vita e a questa città è legata la storia della sua famiglia. Oltre ai luoghi ancora esistenti legati a questo scrittore, elencati qui di seguito, ve ne sono alcuni che sono scomparsi:
- il Bar Pasticceria Mazzara (chiuso recentemente), dove lo scrittore si era recato ogni mattina per anni, seduto a scrivere al solito tavolino;
- il Caffè Caflisch e la Pasticceria Del Massimo, anch'essi frequentati spesso dallo scrittore, come ci testimonia Francesco Orlando in Ricordo di Lampedusa (1962);
- la casa del critico musicale e giornalista del Giornale di Sicilia Bebbuzzo Sgadari di Lo Monaco in Corso Scinà 109, all'angolo di piazza Edoardo Alfano, (l'edificio dell'epoca non esiste più) dove Tomasi di Lampedusa frequentava le serate d'ascolto e conobbe molti intellettuali palermitani (Francesco Orlando, Francesco Agnello, Antonio Pasqualino e il suo futuro figlio adottivo Gioacchino Lanza Tomasi).

Palazzo Lampedusa

In via Lampedusa, alle spalle della prefettura, proprio di fronte palazzo Branciforte, si trova il palazzo dove lo scrittore nacque il 23 dicembre 1896. Ad esso ha sempre provato una forte affezione, come testimoniano le sue parole in Ricordi di infanzia (1955) "Anzitutto la nostra casa. La amavo con abbandono assoluto. E la amo adesso quando essa da dodici anni non è più che un ricordo. Fino a pochi mesi prima della sua distruzione dormivo nella stanza nella quale ero nato, a quattro metri di distanza da dove era stato posto il letto di mia madre durante il travaglio del parto. Ed in quella casa, in quella stessa stanza forse, ero lieto di essere sicuro di morire. Tutte le altre case (poche del resto, a parte gli alberghi) sono state dei tetti che hanno servito a ripararmi dalla pioggia e dal sole, ma non delle CASE nel senso arcaico e venerabile della parola".
Durante la Seconda Guerra Mondiale, esattamente il 22 marzo 1943, una nave nel porto fu colpita da una bomba e i frammenti dell'esplosione ricaddero sulla villa dei Lampedusa, scoperchiandone la libreria. Pochi giorni dopo, il 5 aprile, il palazzo venne colpito direttamente e, a causa degli ingenti danni, divenne completamente inagibile tanto che lo scrittore, con la moglie e la madre, furono costretti a trasferirsi in una casa a Ficarra fino alla data dell'armistizio. Successivamente la madre tornò in alcune stanze di Palazzo Lampedusa che erano rimaste in piedi mentre lo scrittore e la moglie andarono ad abitare in via Butera (con una parentesi in piazza Castelnuovo dal 1943 al 1945, in una camera in affitto) ma riuscirono a salvare e traslocare soltanto una minima parte degli oggetti e gli arredi di Palazzo Lampedusa.
Nel Gattopardo lo scrittore rievocherà spesso i fasti del tempo andato, descrivendo particolari e atmosfere dell'amata casa che serbava nei suoi ricordi.
Per molti anni l'edificio non è rimasto che un rudere. Nel 2014 è stato restaurato su iniziativa privata effettuando alcune ricerche fotografiche per renderlo più vicino possibile all’originale ed è stato poi frazionato in appartamenti ad uso residenziale.
Indirizzo: via Lampedusa 17, Palermo

Palazzo Lanza Tomasi

Il Palazzo Lanza Tomasi (un tempo Palazzo Lampedusa alla Marina), edificato nel XVI sec. dai Branciforte, fu acquistato dal Principe Giulio Fabrizio Tomasi di Lampedusa, nonno dello scrittore e modello per il protagonista del Gattopardo, con l'indennizzo ottenuto dalla Corona per l'esproprio dell'isola di Lampedusa.
Giuseppe riacquistò il palazzo appartenuto alla sua famiglia ora di proprietà dei De Pace, il cui ingresso si trova al numero 28, nel quale si trasferì definitivamente nel 1951. Vi vivrà fino alla morte, avvenuta nel 1957, ma non lo considererà mai la sua vera casa, come scrive in Ricordi d'infanzia:

"Tutte le altre case (poche del resto, a parte gli alberghi) sono state dei tetti che hanno servito a ripararmi dalla pioggia e dal sole, ma non delle CASE nel senso arcaico e venerabile della parola. Ed in ispecie quella che ho adesso, che non mi piace affatto, che ho comperato per far piacere a mia Moglie e che sono stato lieto di far intestare a lei, perché veramente essa non è la mia casa. "

Il palazzo, attualmente abitato dai discendenti di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, si trova nel quartiere Kalsa e conserva ancora intatta la biblioteca dello scrittore.
Indirizzo: via Butera 28, Palermo

 

Tomba nel Cimitero dei Cappuccini

La tomba dello scrittore si trova assieme a quella della moglie nella sezione XXV nel Cimitero dei Cappuccini. L'epigrafe recita: "Giuseppe Tomasi / Principe di Lampedusa / Morto a Roma il 26 luglio 1957 -- Alessandra Wolff Stommersee / Principessa di Lampedusa / Morta a Palermo il 22 giugno 1982".
Indirizzo: Cimitero dei Cappuccini, via dei Cappuccini 1, Palermo

Italy Bagheria, Palermo

Palazzo Cutò o Palazzo Aragona Cutò

Palazzo Cutò fu fatto costruire dal principe di Aragona, Luigi Onofrio Naselli, tra il 1712 e il 1716 come residenza estiva. Nel 1803 passò nelle mani del principe Alessandro Filangeri di Cutò, bisnonno dello scrittore, che morì nel 1854 lasciando una sola erede, la figlia Giovanna di 4 anni, la quale crebbe a Parigi e sposò Lucio Tasca di Almerita. Da questa unione nacque Beatrice, futura madre di Giuseppe. Il palazzo fu venduto dallo stesso scrittore nel 1923. Nel 1987 è stato acquistato dal Comune e oggi è sede della Biblioteca comunale e del Museo del Giocattolo
Secondo la testimonianza del figlio adottivo, Gioacchino Lanza Tomasi, nel saggio I luoghi del Gattopardo (Palermo, Sellerio, 2001, p. 19) lo scrittore talvolta ricordava questo palazzo ma non aveva una memoria così dettagliata come per le cose con le quali aveva avuto una più lunga convivenza.
Indirizzo: Via Consolare 105, Bagheria (Palermo)

 

Italy Santa Margherita di Belice, Agrigento

Parco letterario e museo del Gattopardo

Il parco letterario e museo del Gattopardo è incentrato interamente sulla figura e sulle opere di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Espone lettere, foto d'epoca e altri oggetti appartenuti allo scrittore, in particolar modo la copia autentica dell'originale manoscritto e del dattiloscritto de Il Gattopardo, donato dal figlio adottivo Gioacchino Lanza Tomasi. Sono presenti postazioni multimediali dedicate al film di Luchino Visconti del 1963 e un piccolo museo delle cere, in cui è ricreata una scena del film viscontiano. Il museo inoltre offre la possibilità di ascoltare una registrazione del 1956 in cui Tomasi di Lampedusa recita il suo racconto Lighea, unico documento audio che ci lascia testimonianza della sua voce.
L'edificio in cui ha sede il museo, Palazzo Filangeri-Cutò, costruito nel XVII secolo ma danneggiato dal terremoto del 1968, apparteneva alla famiglia della madre dello scrittore e qui nell'infanzia Tomasi di Lampedusa era solito trascorrere il periodo estivo. La struttura con i suoi spazi ampi ed eleganti sembra sia stato un modello per il palazzo di Donnafugata presente nelle pagine de Il Gattopardo.
Indirizzo: Palazzo Filangeri Cutò, Piazza Matteotti, Santa Margherita di Belice (AG)
 Ingresso a pagamento. Intero € 3,00
orario Orari di apertura: Aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.30. Chiuso mercoledì e domenica pomeriggio.
sito

 

Italy Palma di Montechiaro, Agrigento

La fondazione di Palma di Montechiaro risale al 3 maggio 1637 dopo che il barone Carlo Caro Tomasi ebbe ottenuto la "licentia populandi" dal re Filippo IV di Spagna. In questo modo l'emergente famiglia dei Tomasi di Lampedusa intendeva legittimare la propria posizione all'interno dell'aristocrazia siciliana. Infatti il capostipite, Mario Tomasi era giunto al seguito di Marcantonio Colonna (nominato nel 1577 Viceré di Sicilia da Filippo II di Spagna) che lo aveva fatto capitano d'armi a Licata. Mario aveva qui sposato Francesca Caro, figlia e ricchissima erede di Ferdinando Caro Barone di Montechiaro e Signore di Lampedusa, ottenendo il titolo baronale e dando inizio a un nuovo ramo aristocratico.
Alla morte di Carlo, il titolo fu ereditato dal fratello Giulio al quale fu dato l'appellativo di "Duca Santo" perché si era dedicato alla vita ascetica e all'assistenza ai poveri.
Nella metà del Seicento furono edificati il Monastero delle Benedettine, che inglobò il primo Palazzo ducale e accolse le figlie di Giulio Tomasi, e la Chiesa Madre, la più importante della cittadina ed esempio di barocco siciliano. Il Palazzo ducale, che si erge su una roccia a picco sul mare, fu costruito negli anni 1653-1659 ed è caratterizzato dai soffitti lignei a cassettoni e decorati con gli stemmi dei Tomasi e altre casate correlate.
Il feudo di Montechiaro rimase di proprietà della famiglia Tomasi di Lampedusa fino al 1812 quando divenne comune autonomo.
Giuseppe visitò Palma nell'estate e nell'autunno 1955. Ormai la sua famiglia non aveva più beni immobili ed erano lontani i tempi in cui i Tomasi erano stati i signori di queste terre, ma venivano ancora venerati i santi della famiglia, in particolare il Beato Giuseppe Tomasi che il nonno dello scrittore celebrava tutti gli anni, il 5 gennaio, con una messa privata. 
Lo scrittore ebbe un'accoglienza che lo impressionò moltissimo. In questo modo potè riscoprire le origini della sua famiglia e trarne nuova ispirazione per la stesura del suo romanzo dove Palma di Montechiaro viene assunta come modello per la Donnafugata, basti rileggere l'episodio della visita che il principe di Salina fa al monastero benedettino e la descrizione del Te Deum nel Duomo (Chiesa Madre).

Chiesa Madre

Nel romanzo viene citata più volte, in particolare all'arrivo della famiglia Salina a Donnafugata, quando tutti si recano in chiesa, come da tradizione, per assistere al Te Deum:

[...] come voleva un antichissimo uso, gli altri prima di mettere il piede in casa dovevano assistere a un Te Deum alla Chiesa Madre. [...] Il duomo era stipato di gente curiosa tra le sue tozze colonne di marmo rosse...

Il duomo, risalente alla seconda metà del Seicento, si trova sulla sommità di una lunga scalinata, anch'essa accennata nel romanzo.

Monastero delle Benedettine

Il monastero di clausura fu edificato negli anni 1653-1659 e inglobò il primo palazzo ducale. Qui si ritirarono in convento le figlie e la moglie di Giulio Tomasi di Lampedusa, tra cui Isabella, nota con il nome di Suor Maria Crocefissa della Concezione, a cui fa riferimento lo scrittore quando parla della Beata Corbèra e il relativo episodio della "lettera del diavolo", una missiva scritta in caratteri incomprensibili conservata all'interno del convento. Anche i pasticcini che vengono menzionati nelle pagine del Gattopardo, i mandorlati, sono ancora preparati e confezionati nel monastero.
Ecco la descrizione del Convento tratta dal romanzo:

"Abitudini secolari esigevano che il giorno seguente all'arrivo la famiglia Salina andasse al Monastero di Santo Spirito a pregare sulla tomba della beata Corbèra, antenata del Principe, che aveva fondato il convento, lo avea dotato, santamente vi era vissuta e santamente vi era morta. [...] In quel luogo tutto gli piaceva, cominciando dall’umiltà del parlatorio rozzo, con la sua volta a botte centrata dal Gattopardo, con le duplici grate per le conversazioni, con la piccola ruota di legno per fare entrare e uscire i messaggi, con la porta ben squadrata che il Re e lui, soli maschi nel mondo, potevano lecitamente varcare. Gli piaceva l’aspetto delle suore con la loro larga bavetta di candidissimo lino a piegoline minute, spiccante sulla ruvida tonaca nera; si edificava nel sentir raccontare per la ventesima volta dalla badessa gli ingenui miracoli della Beata, nel vedere com’essa gli additasse l’angolo del giardino malinconico dove la Santa monaca aveva sospeso nell’aria un grosso sasso che il Demonio, innervosito dalla di lei austerità, le aveva scagliato addosso; si stupiva sempre vedendo incorniciate sulla parete di una cella le due lettere famose e indecifrabili, quella che la Beata Corbèra aveva scritto al diavolo per convertirlo al bene e la risposta che esprimeva, pare, per il rammarico di non poter obbedirle; gli piacevano i mandorlati che le monache confezionavano su ricette centenarie, gli piaceva ascoltare l’Uffizio nel coro, ed era financo contento di versare a quella comunità una parte non trascurabile del proprio reddito, così come voleva l’atto di fondazione."

Indirizzo: Piazza Provenzani, Palma di Montechiaro
a-pagamento Ingresso a pagamento.
orario Orari di apertura: martedi e giovedi 15-19, lunedi e venerdi 9-13.

Italy Capo d'Orlando, Messina

Villa Piccolo

La villa risale ai primi anni del Novecento ed è stata la residenza di Teresa Mastrogiovanni Tasca Filangeri di Cutò che vi viveva con i tre figli Lucio, Casimiro e Agata Giovanna Piccolo, cugini di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Lo scrittore andava spesso in visita dai cugini, soprattutto grazie all'amicizia con Lucio Piccolo, con il quale condivideva molti interessi tra cui quello della letteratura (Lucio aveva soprannominato Giuseppe "Mostro" per la vasta conoscenza in materia). Inoltre il cugino stava spesso ad ascoltare e dava i consigli quando Giuseppe gli leggeva le pagine appena scritte del romanzo che diventerà poi Il Gattopardo.
Che questi luoghi fossero molto cari allo scrittore lo testimoniano le sue parole: "In questa villa del resto ritrovo non soltanto la «Sacra Famiglia» della mia infanzia, ma una traccia, affievolita, certo, ma indubitabile, della mia fanciullezza a Santa Margherita e perciò mi piace tanto andarvi" (dai Racconti). Inoltre nel Gattopardo ricorrono spesso alcuni riferimenti a questi luoghi e ai paesi circostanti (Naso, Ficarra, ...), come l’isola di Salina (feudo del Gattopardo del romanzo e isola che Giuseppe vedeva da Villa Piccolo), il "barone del Biscotto" (Saverio Biscotto, personaggio realmente vissuto nell’Ottocento a Naso), Don Ciccio Tumeo (compagno di caccia del principe del romanzo ispirato a un dipendente dei Piccolo), San Cono (paesino d'origine di Padre Pirrone non molto distante da Capo d'Orlando), etc.
Nel parco, realizzato dalla primogenita Agata Giovanna Piccolo e avvolto in un'atmosfera magica, si trova la cosiddetta "panchina di Lampedusa" dove Giuseppe Tomasi e Lucio Piccolo amavano sedersi durante il periodo estivo come testimonia una foto dell'epoca.
Inoltre, al confine occidentale fra il giardino e la campagna, si trova il "Cimitero dei cani" dove venivano sepolti i cani e i gatti di Casa Piccolo, tra cui Crab, il fedele cane di Giuseppe Tomasi, morto durante uno dei soggiorni dello scrittore a Villa Piccolo.
Villa Piccolo è una Casa Museo visitabile su prenotazione che ospita la Fondazione Piccolo nata nel 1970 su iniziativa del pittore Casimiro Piccolo per tutelare il patrimonio culturale, naturalistico e artistico della sua famiglia.
Indirizzo: SS113, Km 109, Capo d'Orlando ME
a-pagamento Ingresso a pagamento. Intero 7 €, ridotto 4 €. 
orario Orari di apertura: Su prenotazione.
sito

 

Italy Ficarra

Casa dove soggiornò

La casa del campiere Pietro Gullà dove Giuseppe Tomasi di Lampedusa soggiornò dalla fine di luglio agli inizi dell'ottobre 1943. Un pannello informativo indica l'edificio, rimasto identico come allora.
Indirizzo: via Salita Madre Chiesa 2, Ficarra

Statua commemorativa

La statua ritrae Giuseppe Tomasi di Lampedusa e il cugino Lucio Piccolo.
Indirizzo: Piazza Pier santi Mattarella, Ficarra

I luoghi del Gattopardo

L'impronta dei luoghi legati alla vita di Tomasi di Lampedusa sono più che mai legati ai luoghi in cui viene ambientata la vicenda del Gattopardo. Attraverso questo romanzo, lo scrittore ricostruisce la storia della sua famiglia e rievoca i ricordi dell'infanzia, un passato nostalgico che ormai è svanito per sempre. In una lettera al barone Enrico Merlo di Tagliavia datata 30 maggio 1957, alla quale è allegato il dattiloscritto del Gattopardo, scrive:

"È superfluo dirti che il "principe di Salina" è il principe di Lampedusa, Giulio Fabrizio mio bisnonno; ogni cosa è reale [...] Padre Pirrone è anche lui autentico, anche nel nome. [...] Tancredi è fisicamente e come maniere, Giò: moralmente una mistura del senatore Scalea e di Pietro, suo figlio. [...] Donnafugata come paese è Palma; come palazzo è Santa Margherita."

Su dichiarazione stessa dello scrittore, quindi, si evince che come modello per Donnafugata è stato assunto il borgo di Palma di Montechiaro, l'antico feudo dei Tomasi, mentre per il palazzo del Principe è stato preso come riferimento il Palazzo Filangeri-Cutò a Santa Margherita di Belice che apparteneva alla famiglia materna e dove Giuseppe aveva trascorso l'infanzia. [Per i luoghi nel dettaglio, vedi sopra]

 

I luoghi di John Steinbeck

USA Salinas, California

National Steinbeck Center

Il museo dedicato a John Steinbeck ccupa una superficie di 37.000 me ha aperto nel 1998. Offre una mostra permanente e interattiva che si focalizza sulla vita e sulle opere dello scrittore premio Nobel, conservando oggetti e lettere a lui appartenuti, tra cui il camper "Rocinante", con il quale ha viaggiato per gli Stati Uniti, dando alla luce l'opera Travels with Charley (Viaggi con Charley) e la registrazione audio del discorso di accettazione del premio Nobel. Periodicamente vengono organizzate anche esposizioni temporanee oltre allo Steinbeck Festival che si tiene ogni agosto.
Indirizzo: National Steinbeck Center, 1 S Main Street, Salinas
sito Sito: steinbeck.org
a-pagamento Ingresso a pagamento. Intero 14.95 $. Ridotto 8.95 $.
orario Orari di apertura: tutti i giorni, dalle 10 alle 17. Chiuso a Natale, Capodanno, Pasqua e nel giorno del Ringraziamento.

Casa natale

Costruita in stile Queen Anne statunitense nel 1897, fu acquistata dalla famiglia Steinbeck nel 1900. John nacque qui il 27 febbraio 1902 e crebbe con le sue tre sorelle. La famiglia era di buone condizioni economiche: il padre, John Ernst Steinbeck Sr. aveva svolto vari lavori, era stato il tesoriere della contea di Monterey, aveva diretto uno stabilimento per la produzione di farina e aveva gestito un negozio di mangimi, mentre la madre, Olive Hamilton Steinbeck, era un'insegnante.
John, che era un ragazzo timido ma molto intelligente, iniziò a scrivere quando ancora abitava a Salinas. Sembra che abbia deciso di diventare scrittore all'età di 14 anni, quando scriveva poesie e storie nella sua stanza. Nel 1919 si iscrisse alla Stanford University, ma non concluse mai gli studi.
Nel 1973 la villa è stata acquistata da The Valley Guild, una compagnia fondata da otto donne appassionate di cucina gourmet, e oggi è diventata un popolare ristorante poco distante dal National Steinbeck Center, un museo incentrato sullo scrittore.
Indirizzo: 132 Central Avenue, Salinas, California.

Tomba nel Garden of Memories Cemetery

La tomba di Steinbeck si trova tra l'angolo 768 di Abbott Street e East Romie Lane Street, nel lotto "Hamilton", dove sono sepolti anche molti dei suoi parenti ritratti nel romanzo La valle dell'Eden.
Indirizzo: 850 Abbott St, Salinas, California

 

USA Monterey, California

Cannery Row

Cannery Row è una strada di Monterey che percorre la costa. Un tempo vi si trovavano numerosi conservifici di sardine, ma l'ultimo fu chiuso nel 1973. Originariamente la strada si chiamava "Ocean View Avenue" ma assunse il nome attuale nel gennaio 1958 in onore allo scrittore John Steinbeck che aveva ambientato qui il suo romanzo Vicolo Cannery (1945) e in seguito Sweet Thursday (1954). Nei romanzi dello scrittore, qui si trovavano il laboratorio del Dottore, ispirato al laboratorio di biologia marina dell'amico Ed Ricketts, e il negozio di alimentari di Lee Chong, basato sul negozio Wing Chong Co. che realmente esisteva all'epoca.
Cannery Row è divenuta oggi una via turistica con ristoranti e negozi, oltre al Monterey Bay Aquarium e all'area marina protetta "Edward F. Ricketts State Marine Conservation Area".
Indirizzo: Cannery Row, Monterey, California

Il laboratorio di Ed Ricketts

Al numero 800 Ocean View Avenue (oggi 800 Cannery Row) si trovava il laboratorio di biologia marina (Pacific Biological Laboratories) dove lavorava Edward F. Ricketts, amico di Steinbeck, e ispirazione per il dottore di Cannery Row e altri romanzi. Era stato fondato da Ricketts e il collega Albert Galigher nel 1923, inizialmente in 165 Fontain Avenue e in seguito spostato in Ocean View Avenue. Intorno al 1930 Ricketts divenne l'unico proprietario e quando nel 1936 ebbe problemi coniugali con la prima moglie Anna, si trasferì nel laboratorio adibendolo ad abitazione.
Il laboratorio divenne punto di incontro per alcuni intellettuali e scrittori come John Steinbeck, Henry Miller, Bruce Ariss, Joseph Campbell.
Quando il 25 novembre 1936 un incendio divampò nel Conservificio Del Mar adiacente al laboratorio (oggi sede del Monterey Bay Aquarium), gran parte delle attrezzature del laboratorio andarono perdute e fu Steinbeck che contribuì a fornire un contributo economico per far ripartire l'attività scientifica.
Dopo la morte di Ricketts nel 1948, il luogo continuò ad essere il punto di incontro dei vecchi amici che qui si ritrovavano il mercoledì, formando il gruppo Pacific Biological Laboratory (PBL), così soprannominato in onore dell'amico scomparso. L'edificio fu venduto alla città di Monterey nel 1993 e fu restaurato dalla Cannery Row Foundation. Il 14 maggio 1997, nel centenario dalla nascita di Ricketts, è stata apposta una targa commemorativa al numero 165 di Fountain Avenue.
Indirizzo: 800 Cannery Row, Monterery, California
sito Sito: monterey.org

 

Luoghi correlati

Germany Weimar

Monumento Goethe-Schiller

Il monumento Goethe-Schiller (in tedesco Goethe-Schiller-Denkmal) è costituito dalla scultura che rappresenta i due scrittori annoverati tra i principali esponenti della letteratura tedesca. Il monumento è uno dei più famosi di tutta la Germania e vanta numerose repliche sparse in tutto il mondo.
Entrambi Goethe e Schiller, che avevano un legame di amicizia, hanno vissuto a Weimar e hanno fatto parte del movimento Weimarer Klassik o Classicismo di Weimar, durato 33 anni, dal 1772 al 1805.
Le due sculture, in bronzo, sono installate su un grande piedistallo di pietra di fronte al Teatro di Corte che fu diretto da Goethe e che vide la messa in scena di numerose opere di Schiller. Goethe, sulla sinistra, tiene una corona di alloro e stringe una mano di Schiller. Le due statue hanno una dimensione poco più grande di quella naturale; inoltre i due scrittori hanno la stessa altezza quando in realtà Goethe era più basso di Schiller di circa 20 centimetri.
Quattro repliche di questo monumento si trovano negli Stati Uniti, precisamente a San Francisco, Cleveland, Milwaukee e Syracuse, mentre una copia si trova ad Anting, in Cina, ed è stata installata nel 2006.
Indirizzo: Theaterplatz, Weimar


Italy Roma

Casa di Goethe

La Casa di Goethe, inaugurata nel 1997, sorge dove lo scrittore visse dal 1786 al 1788 assieme ad artisti tedeschi come Johann Heinrich Wilhelm Tischbein. Ospita una mostra permanente dedicato al viaggio che Goethe intraprese in Italia, focalizzandosi sulla sua vita a Roma. Nelle stanze sono custoditi oggetti e lettere dello scrittore, ma anche disegni che lo ritraggono ad opera del pittore Tischbein. Tra gli altri preziosi oggetti c'è il quadro realizzato da Andy Warhol nel 1982 che ritrae lo scrittore ispirandosi al dipinto di Tischbein dal titolo Goethe nella campagna di Roma. La Casa Museo, inoltre, ospita periodicamente delle mostre temporanee e mette a disposizione una biblioteca donata dall'editore Richard W. Dorn.
Indirizzo: Via del Corso (Piazza del Popolo) 18
sito Sitowww.casadigoethe.it
a-pagamento  Ingresso a pagamento.
orario Orari: aperto dalle 10 alle 18, chiuso lunedì.

Monumento commemorativo a Villa Borghese


Italy Napoli

Parco della tomba di Virgilio vai-alla-pag 18x18

Targa commemorativa sul sito in cui soggiornò

La targa recita: "Qui / tra vie scomparse / volta al Vesuvio / fu la casa / che nell'anno 1787 / abitò / Volfango Goethe".
Indirizzo: galleria Umberto I (all'angolo con via Verdi), Napoli

Targa commemorativa su Palazzo Filangieri

Goethe visitò Napoli tra il 1786 e il 1788 intrattenendosi con l'aristocratico Gaetano Filangieri e discutendo con lui del pensiero di Giambattista Vico. La targa recita: "In questa casa / Volfango Goethe / conobbe e pregiò Gaetano Filangieri / Nessuna grandezza / sfuggiva al suo olimpico sguardo / nessuna vinse la sua -- NAPOLI nel maggio del MCMIII POSE".
Indirizzo: Palazzo Filangieri d'Arianello, via Atri 23, Napoli


USA New York City

Statua commemorativa

Il busto in bronzo che ritrae lo scrittore tedesco Johann Wolfgang von Goethe è una replica dell'opera dello scultore Karl Fischer, realizzata intorno al 1832. La Goethe Society of America acquistò il pezzo nel 1876 per esporlo al Metropolitan Museum of Art, dove rimase sino al 1932 per poi essere spostato nel Bryant Park.
Indirizzo: Bryant Park,  Sixth Ave e 40th Street, New York City

 

 Indirizzo: da 59th a 110th Street e da Central Park West a 5th Ave., New York City, New York

sitoSito: href="http://www.centralparknyc.org
gratis Ingresso gratuito
orario Orari di apertura: Aperto ogni giorno dalle 6 del mattino all'1 di notte.

 

Central Park è il polmone verde di Manhattan e fa da spartiacque tra l'Upper West Side e l'Upper East Side. Progettato dagli architetti Frederick Law Olmsted e Calvert Vaux, fu creato artificialmente nella metà dell'Ottocento, quando furono espropriati circa 340 ettari di terreno (con conseguente sfratto di 1600 persone) per creare quello che sarà il più grande parco di questo distretto della città.
I lavori iniziarono nel 1857, per essere poi completati definitivamente nel 1873, quando il parco fu esteso ulteriormente. Sin dall'inizio si era pensato di creare un paesaggio naturalistico e idilliaco, sull'esempio di Mount Auburn a Cambridge (Massachusetts) e Green-Wood a Brooklyn; furono inoltre realizzati dei laghi artificiali e dei corsi d'acqua che richiesero la costruzione di una serie di ponti, progettati da Vaux, ognuno in stile diverso.
Nei primi del Novecento il parco subì un forte declino per una serie di ragioni, tra cui disinteresse politico dell'amministrazione dell'epoca. Le cose cambiarono con l'elezione a sindaco di New York del repubblicano Fiorello La Guardia, che dette un nuovo impulso allo sviluppo e mantenimento del parco.
Dagli anni Sessanta furono organizzati una serie di eventi, tra cui il festival teatrale "Shakespeare in the park", incentivato dalla costruzione nel 1962 del Delacorte Theater.


Numerose attrazioni sono state costruite negli anni all'interno del parco:
- il Belvedere Castle, progettato nel 1865 da Calvert Vaux e Jacob Wrey Mould, oggi una stazione meteorologica;
- il Central Park Carousel, una giostra costruita nel 1871;
- il Delacorte Theater, un anfiteatro costruito nel 1962;
- il Conservatory garden, l'orto botanico progettato da Gilmore D. Clarke e aperto nel 1937;
- il Central Park Zoo, il cui primo nucleo fu costituito negli anni intorno al 1860;
- due piste di pattinaggio sul ghiaccio, il Wollman Rink e il Lasker Rink;
- lo Swedish Cottage Marionette Theater, struttura in legno importata negli Stati Uniti dalla Svezia nel 1876 per l'esposizione di Philadelphia e usato tuttora come teatro per le marionette;
- The Ramble, un'area in cui è possibile fare birdwatching;
- Strawberry Fields, il memoriale dedicato a John Lennon;
- numerose statue e fontane, tra cui la fontana neoclassica Bethesda Fountain, conosciuta come l'"Angelo delle acque" (Angel of Waters).

The Mall

Un viale alberato dove, sotto le chiome degli olmi, è possibile percorrere la passeggiata nota col nome di "Literary Walk" per le statue di poeti e scrittori che fiancheggiano il percorso. Tra i personaggi celebrati ci sono due autori scozzesi, il poeta Robert Burns e il romanziere Walter Scott, il grande drammaturgo inglese William Shakespeare, il poeta tedesco Friedrich Schiller e il poeta americano Fitz-Greene Halleck. Tra loro si trova anche la statua di Cristoforo Colombo, soprannominato "the odd man out" (l'intruso) dal momento che è l'unico a non essere legato al mondo letterario.

Autori correlati: statue e altri monumenti

Hans Christian Andersen, statua

La statua in bronzo di Andersen è stata scolpita nel 1956 da Georg John Lober e ritrae lo scrittore danese intento a leggere Il brutto anatroccolo affiancato da una papera che sembra ascoltarlo.
Indirizzo: 74th Street, vicino Fifth Avenue, ad ovest di Conservatory Water.

Robert Burns, statua

Il noto poeta scozzese, autore della canzone tradizionale Auld Lang Syne, raffigurato in questa statua realizzata da John Steell, stesso scultore della statua che ritrae Sir Walter Scott. La concezione della scultura è molto drammatica: il poeta è seduto sul tronco di un albero con una penna in mano, assumendo una posa pensierosa in cerca di ispirazione. Ai suoi piedi è incisa una poesia dedicata al suo amore, Mary Campbell, e si trova una zolla che allude alle sue origini contadine. La statua è stata installata il 3 ottobre 1880 con una cerimonia alla quale parteciparono 5000 persone. Il piedistallo è stato ricostruito nel 1940, poi ristrutturato nel 1993, così come la penna in mano al poeta, andata perduta e poi reinstallata. Il 26 ottobre 1996 ai piedi della statua si è tenuto un raduno per celebrare i 200 anni dalla morte di Burns supportata dalla Burns Society di New York e altre associazioni di origine scozzese.
Indirizzo: Lato est, 65th Street nel The Mall/Literary Walk.

Lewis Carroll e Alice, statua

La statua di bronzo ispirata ad Alice nel paese delle meraviglie è stata commissionata dal filantropo George Delacorte sia come regalo ai bambini di New York, sia come tributo alla moglie Margarita, che era solita leggere il romanzo di Lewis Carroll ai figli.
La scultura è stata realizzata nel 1959 da José de Creeft e ritrae Alice seduta sopra un fungo, affiancata dal Coniglio Bianco e dal Cappellaio Matto, il cui volto è una caricatura di George Delacorte. Sulla statua è scolpita inoltre la poesia nonsense Jabberwocky.
Indirizzo: East Side, 75th Street, vicino il Conservatory Water

Fitz-Greene Halleck, statua

Lo scrittore americano è tra i personaggi raffigurati nel parco forse il meno conosciuto. La statua in bronzo è stata commissionata nel 1867 dopo la sua morte dall'editore William Cullen Bryant e dal Generale James Grant Wilson. È stata realizzata da James MacDonald e installata nel parco nel 1877.
Indirizzo: Lato est della Literary Walk/The Mall, 66th Street.

Thomas Moore, statua

Il busto del poeta irlandese, sovvenzionato dall'associazione di cittadini con origini irlandesi "The Friendly Sons of St. Patrick", è stata realizzato da Dennis B. Sheahan e installato in Central Park nel 1880. Si trova sul lato est del laghetto (The Pond).
Indirizzo: East Side, at 61st Street.

Friedrich Schiller, statua

Il busto che ritrae Schiller è stata la prima scultura ad essere stata installata nel parco, nel 1859, e rappresenta un regalo della comunità tedesca di New York per celebrare il centennale della nascita del poeta. Realizzato da C.L. Richter, si basa su un precedente marmo scolpito dal tedesco Heinrich Dannecker nel 1805. Inizialmente il busto era stato posizionato nel The Ramble, un'area verde nei pressi del lago, forse cercando un nesso con l'aspetto romantico del poeta, ma è stato poi spostato nel sito attuale nel 1955.
Indirizzo: Mid-Park, 72nd Street, sul lato ovest del Concert Ground/Mall.

Sir Walter Scott, statua

La statua del romanziere scozzese è una replica dell'originale del 1845 realizzata da Sir John Steell, che si trova a Edimburgo. Quella installata il 2 novembre 1872 in Central Park è un dono di un gruppo di cittadini americani di origini scozzesi.
Indirizzo: Lato est, 65th Street, nel The Mall/Literary Walk.

William Shakespeare, statua

La statua in bronzo di Shakespeare, installata nel parco nel 1872, è stata realizzata grazie ai fondi raccolti dalla rappresentazione del Julius Caesar andato in scena il 25 novembre 1864 al The Winter Garden Theatre, a 300 anni dalla nascita del drammaturgo inglese. Lo scultore, John Quincy Adams Ward, era uno dei più noti artisti americani all'epoca e sono opera sua molte delle sculture che hanno decorato la città in quegli anni, tra cui il "Seventh Regiment Memorial", il "Pilgrim" e l'"Indian Hunter", tutte in Central Park.
Indirizzo: a sud di Mall/Literary Walk, East 66th Street.

Shakespeare Garden

Il giardino che prende il nome dal drammaturgo inglese è un'area di circa 1,6 ettari che si estende all'interno di Central Park. Fu concepito per la prima volta negli anni 80 dell'Ottocento e fu dedicato a Shakespeare nel 1913, ma negli anni cadde in rovina fino al completo restauro nel 1987, quando sono state realizzate panchine e targhe commemorative con citazioni tratte dalle opere del Bardo.
Indirizzo: Lato ovest, 79th e 80th Streets, vicino il Delacorte Theater

Giulietta e Romeo, statua

La statua di bronzo che ritrae i due protagonisti dell'omonima tragedia di Shakespeare si trova di fronte al Delacorte Theater ed è stata scolpita nel 1966 dall'americano Milton Hebald e donata dal filantropo George T. Delacorte perché venisse installata nel parco nel 1978.
Indirizzo: Mid-park, 80th Street, vicino il Delacorte Theater

La Tempesta, statua

Posizionata di fronte al Delacorte Theater, questa statua ritrae Prospero e Miranda dall'opera teatrale "La Tempesta" di Shakespeare. È stata realizzata nel 1966 dallo scultore Milton Hebald, autore anche della statua "Giulietta e Romeo", e donata dal filantropo George T. Delacorte.
Indirizzo: Mid-park, 80th Street, vicino il Delacorte Theater

 

Autori correlati: opere letterarie

Jerome D. Salinger e Il giovane Holden

In Il giovane Holden, titolo con cui è nota l'opera di Salinger The catcher in the rye, vengono menzionati molti luoghi di New York, ma uno dei più significativi è sicuramente la giostra di Central Park. Qui è ambientata la scena finale, un momento di rivelazione per il protagonista, Holden Caulfield, che incurante della pioggia battente, osserva la sorella Phoebe girare sulla giostra, provando una piacevole sensazione di felicità.
- Vai, allora io mi siedo su questa panchina. Sto a guardarti -. Andai a sedermi sulla panchina e lei salì sulla giostra. Ne fece tutto il giro. Voglio dire che ne fece proprio tutto il giro, una volta sola. Poi si sedette su quel vecchio stallone scuro dall'aria malandata. Allora la giostra si mise in moto e io guardai Phoebe che girava, girava. [...] Tutti i bambini si sforzavano di afferrare l'anello d'oro, anche la vecchia Phoebe, e io avevo un po' di paura che cadesse da quel maledetto cavallo, però non dissi e non feci niente. Il fatto, coi bambini, è che se vogliono afferrare l'anello d'oro, uno deve lasciarli fare senza dire niente. Se cadono, amen, ma è un guaio se gli dici qualcosa. [...] Ero bagnato fradicio, soprattutto il collo e i calzoni. Il berretto da cacciatore mi riparava davvero, e molto, in un certo senso, ma ero fradicio lo stesso. Me ne infischiavo però. Mi sentivo così maledettamente felice, tutt'a un tratto, per come la vecchia Phoebe continuava a girare intorno intorno... (J.D. Salinger, Il giovane Holden, trad. Adriana Motti, Torino, Einaudi, 1961).
Il carosello di Central Park, con i suoi 57 cavalli, è una delle attrazioni preferite del parco. La prima giostra fu realizzata nel 1871. All'epoca sembra che ci fosse un cavallo o un mulo che, nascosto sotto la piattaforma della giostra, la faceva ruotare. Un incendio la distrusse nel 1924 e di nuovo accadde lo stesso incidente nel 1950 alla giostra che era stata ricostruita. Così fu rimpiazzata da una abbandonata che si trovava precedentemente a Coney Island e che era stata costruita nel 1908 da Stein & Goldstein. Nel 1990 l'attuale giostra e i suoi cavalli sono stati ristrutturati.
Indirizzo: Central Park Carousel, Mid-Park, 64th Street
sito orario a-pagamento mappa 

Un altro luogo che viene menzionato da Holden nel romanzo è il laghetto delle anatre, nella parte sud di Central Park, per cui il ragazzo si chiede la famosa domanda: "Dove vanno le anatre in inverno quando la superficie dell'acqua diventa ghiacciata?"
- Be', sa le anitre che ci nuotano dentro? In primavera eccetera eccetera? Che per caso sa dove vanno d'inverno?
- Dove vanno chi?
- Le anitre. Lei lo sa, per caso? Voglio dire, vanno a prenderle con un camion o vattelappesca e le portano via, oppure volano via da sole, verso sud o vattelappesca?fonte14x14

Tony Kushner, Angels in America

Nell'opera teatrale di Tony Kushner Angels in America - Fantasia gay su temi nazionali, scritta tra gli anni 1992 e 1995, e soggetto della miniserie televisiva della HBO "Angels in America", c'è una scena in cui uno dei personaggi principali, Prior Walter, dopo la morte del suo compagno, cammina in Central Park arrivando nel suo posto preferito, presso la Bethesda Fountain, dove vede un angelo apparire davanti ai suoi occhi.
Indirizzo: The Bethesda Fountain, 14 e 60th Streets

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Luoghi correlati

USA New York City

Appartamento della famiglia Salinger a Manhattan

Secondo il censimento del 1930, l'adolescente J.D. Salinger viveva con i suoi genitori e la sorella maggiore nell'appartamento 10G di questo complesso a 200 dollari al mese. 
Indirizzo: 215 West 82nd Street, New York City fonte14x14

Secondo appartamento della famiglia Salinger a Manhattan

Intorno al 1932 la famiglia Salinger si trasferì in 1133 Park Avenue e da questo momento Salinger iniziò a frequentare la McBurney School, gestita dall'associazione YMCA. 
Indirizzo: 1133 Park Avenue, New York City fonte14x14

McBurney School

Menzionata da Holden nel romanzo eponimo, era una scuola privata esclusiva, gestita dall'associazione YMCA., frequentata nel 1932-33 da Salinger quando viveva al numero 1133 di Park Avenue. Ha chiuso i battenti nel 1988 (articolo sul NY Times).
Indirizzo: 5 West 63rd Street, Manhattan, New York City

Ultimo appartamento a New York

Il 300 East 57th Street è l'ultimo appartamento newyorkese di J.D. Salinger, prima che si trasferisse, vivendo quasi da recluso, a Cornish nel New Hampshire nel 1953.
Costruito nel 1947 su progetto dell'architetto Emery Roth, è un palazzo di lusso, nel quale sono vissute anche altre personalità famose, tra cui Liza Minnelli.
Indirizzo: 300 East 57th Street at 2nd Avenue, SE Corner, New York City.

I luoghi de Il giovane Holden

La giostra de Il giovane Holden in Central Park vai-alla-pag 18x18

Grand Central Terminal

È la stazione ferroviaria di Midtown Manhattan, la più grande per numero di banchine e binari.
Qui Holden lascia le valigie negli armadietti per poi andare a riprenderle in seguito, decidendo di riposarsi nella sala d'aspetto che nel giro di un'ora diventa affollatissima di persone:
"Non sapevo dove diavolo andare. Non volevo andare in un altro albergo per non spendere tutti i soldi di Phoebe. Così andò a finire che mi feci tutta la strada a piedi fino a Lexington e presi la metropolitana fino alla  stazione centrale. Là c'erano le mie valigie e compagnia bella e pensai di dormire in quell'idiotissima sala d'aspetto dove ci sono tutte le panche. E feci proprio così." fonte14x14
Indirizzo: 89 e 42° Street New York
sito

Rockefeller Center Ice Rink

Sally chiede a Holden se ha voglia di andare a pattinare sul ghiaccio al "Radio City", intendendo la Radio City Music Hall che è parte del Rockefeller Center, dove si trova una pista di pattinaggio su ghiaccio costruita nel Natale del 1936, diventando così una delle più popolari attrazioni della città durante il periodo invernale.
"- Andiamo a pattinare sul ghiaccio a Radio City.
Ecco che razza di idee si faceva venire.
- A pattinare sul ghiaccio a Radio City? Adesso, vuoi dire?
[...] Cosí andammo, e dopo che ci avevano dato i pattini, diedero a Sally quel pezzettino di vestito azzurro per scodinzolarci dentro." fonte14x14
Indirizzo:  Rockefeller Center, 47th and 50th Streets / 5th and 7th Avenues
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Metropolitan Museum of Art

Nella parte finale del romanzo, Holden attende la sorella Phoebe davanti al Metropolitan Museum of Art, dove due ragazzini gli si avvicinano chiedendogli di mostrare loro dove si trovano le mummie:
"Per arrivare dove sono le mummie  bisogna passare per quella specie  di  corridoio strettissimo dove sulla parete ci sono le pietre che sono state prese proprio dalla tomba di quel faraone e via  discorrendo. Era alquanto  spaventoso  e  si vedeva lontano un miglio che i due bulletti che mi accompagnavano non si divertivano molto. Mi stavano attaccati alle costole, e quello che non apriva  mai bocca mi teneva  addirittura  per la manica. -Andiamo, - disse al fratello. - Le ho già viste. Ehi, forza! - Fece dietro front e via di corsa." fonte14x14
Indirizzo: 1000 5th Ave, Manhattan New York
sito

Central Park Zoo

Nella parte finale del romanzo, Holden e la sorella Phoebe vanno insieme a fare un giro nel Central Park Zoo, fermandosi ad osservare gli orsi e le otarie:
"Allo zoo la gente non era molta perché era una giornata un po' schifa, ma c'era un crocchio intorno allo stagno delle otarie e compagnía bella. Io feci  per passare oltre, ma la vecchia Phoebe si fermò e fece finta di guardare le otarie che mangiavano - un tizio gli stava buttando dei pesci - cosí tornai indietro." fonte14x14
Indirizzo: 64th St and 5th Avenue, Manhattan, New York
sito

American Museum of Natural History

Holden visita il museo e ricorda delle gite che faceva alle scuole elementari, soffermandosi in particolare sulla sezione degli indiani che amava particolarmente.
"Con tutto che era domenica e Phoebe non poteva  essere  là  con  la  sua  classe  e  via discorrendo, e che il tempo era cosí brutto e umido, mi feci tutto il  parco a piedi fino al Museo  di  Storia  Naturale.  [...] Avevamo quella maestra, la signorina Aigletinger, che ci portava là tutti i maledetti sabati o quasi. Certe volte ci portava a vedere gli animali, certe volte gli oggetti che gli indiani avevano fatto secoli prima. Stoviglie, cestini di paglia e tutta roba cosí. Mi sento molto felice quando ci ripenso. [...] Mi piaceva, quel  maledetto  museo. Mi ricordo che per andare all'auditorium bisognava passare per la Sala degli indiani. Era una sala lunga lunga, e bisognava parlare bisbigliando." fonte14x14
Indirizzo: Central Park West at 79th Street, Manhattan, New York
sito

Pennsylvania Station

La Pennsylvania (Penn) Station in cui Holden arriva dopo essere stato cacciato da scuola, fu demolita nel 1963. L'attuale stazione quindi non conserva più l'aspetto originario, né tantomeno sono presenti le vecchie cabine telefoniche come quelle usate da Holden:
Quando scesi alla Penn Station, la prima cosa che feci fu di infílarmi nella cabina telefonica. Avevo voglia di chiamare. Lasciai le valige proprio  davanti alla cabina, cosí potevo tenerle  d'occhio, ma appena fui dentro non mi venne in mente nessuno a cui poter telefonare. (Cap. IX) fonte14x14

Biltmore Hotel

Il Biltmore Hotel venne costruito nel 1913 tra la 43rd Street e Madison Avenue: aveva una particolare architettura a due torri e permetteva l'accesso diretto al Grand Central Terminal. Fu demolito nel 1981 per costruire un edificio della Bank of America Plaza. Nel romanzo l'hotel viene mezionato spesso e qui Holden si mette ad osservare le ragazze che passano:
Cosí andò a finire che proprio davanti al museo, presi un tassì e mi feci portare al Biltmore. Non avevo tanta voglia di andarci. Però avevo preso quel maledetto appuntamento con Sally.
Quando arrivai era ancora un po' presto, sicché mi sedetti su uno di quei divani di cuoio vicino all'orologio nell'atrio e mi misi a guardare le ragazze. Un sacco di scuole erano già chiuse per le vacanze, e c'erano almeno un milione di ragazze sedute e in piedi che aspettavano di veder comparire i loro belli. [...] Era  proprio un gran bello spettacolo, se capite quel che voglio dire. (Cap. XVI-XVII) fonte14x14
Indirizzo: 43rd Street e Madison Avenue, Manhattan, New York City

La casa della famiglia di Holden

L'appartamento fittizio della famiglia di Holden si trova tra la 71st e Fifth Avenue, vicino al Central Park, indicativamente al 12° o al 13° piano.
Indirizzo: 71st and Fifth Avenue, Manhattan, New York City

The Wicker Bar al Seton Hotel

Nel romanzo di Salinger viene menzionato questo bar all'interno del Seton Hotel. L'hotel in questione, sebbene esista realmente, non ha al suo interno alcun bar.
"Caso mai non foste di New York, il Wicker Bar sta in quella specie di albergo chic, il Seton. Un tempo ci andavo spessissimo, ma ora non ci vado più. Ho smesso un po' alla volta. È uno di quei posti che passano per sofisticatissimi e via di scorrendo, e i palloni gonfiati ci si· buttano all'arrembaggio." fonte14x14
Indirizzo: Seton Hotel, 144 E 40th St, Manhattan, New York

Edmont Hotel

L'Edmont Hotel, in cui Holden ha un incontro con la prostituta Sunny, in realtà non esiste ma è un'invenzione di Salinger.

Luoghi correlati

Japan Yamadera, prefettura di Yamagata

Tempio Yamadera 山寺

Yamadera (山寺), il "tempio della montagna", noto anche come Ryūshaku-ji (立石寺), è un complesso templare che si trova nella prefettura di Yamagata. Il nucleo originario fu fondato nell'860 dal monaco Ennin della setta buddista Tendai, quando vi fu accesa la fiamma sacra prveniente dall'Enryaku-ji, il tempio sul monte Hiei vicino Kyoto. Il complesso, arroccato sulla montagna, è formato da numerosi edifici e il sentiero che si inerpica verso la cima è fatto di 1100 scalini attraverso il bosco. Il tempio è legato alla figura del poeta Matsuo Bashō che, durante il suo viaggio nel nord del Giappone, qui si fermò nel 1689 componendo il seguente haiku: "Silenzio: / graffia la pietra / la voce delle cicale" ("Shizukesa ya / Iwa ni shimiiru / Semi no koe").
Indirizzo: 4495-15 Yamadera, Città di Yamagata, Prefettura di Yamagata (山形県山形市山寺4495-15)
sito a-pagamento orario

Yamadera Bashō Memorial Museum (芭蕉記念館)

A meno di 10 minuti a piedi dalla stazione di Yamadera si trova il museo incentrato su Bashō, fondato nel 1989 per celebrare i 300 anni dal viaggio intrapreso dal poeta nel nord del Giappone. Al suo interno, nelle stanze in stile tradizionale giapponese, sono conservati rotoli e calligrafie inerenti il famoso viaggio e l'opera che ha ispirato,  Lo stretto sentiero per il profondo nord (Oku no Hosomichi). Sono presenti spiegazioni in lingua inglese.
Indirizzo: 4223 Yamadera Nanin, Città di Yamagata, Prefettura di Yamagata (山形県山形市大字山寺字南院4223)
sito a-pagamento orario

 

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USA Port Angeles, WA

Tomba nel Ocean View Cemetery

Raymond Carver è sepolto nel Ocean View Cemetery di Port Angeles. Sulla sua tomba è inciso un passo della poesia Late Fragment, che è anche il suo epitaffio: "And did you get what / you wanted from this life, even so? / I did. / And what did you want? / To call myself beloved, to feel myself / beloved on the earth".
A fianco si trova quella che sarà la lapide della moglie, Tess Gallagher, ancora vivente, mentre nel mezzo, tra i due, è stato inciso un altro frammento di poesia di Carver, Gravy: "No other word will do. For that's what it was. Gravy. / Gravy, these past ten years. / Alive, sober, working, loving and / being loved by a good woman. / Eleven years / ago he was told he had six months to live / at the rate he was going. And he was going / nowhere but down. So he changed / his ways / somehow. He quit drinking! And the rest? / After that it was all gravy, every minute / of it, up to and including when he was told about, / well, some things that were breaking down and / building up inside his head...".
Indirizzo: Ocean View Cemetery, Port Angeles, WA, Stati Uniti
sito gratis orario

Residenza di Carver

La casa in cui Carver ha abitato nell'ultima parte della sua vita assieme alla moglie Tess Gallagher, che attualmente vi risiede ancora, si chiama "Sky House" e si trova a pochi passi da Morse Creek, un'area boschiva dove i Carver erano soliti passeggiare, ambientazione della poesia Where Water Comes Together With Other Water.
Indirizzo: Sky House, 119 Vista Lane, Port Angeles, Washington 98363, U.S.A.

Luoghi correlati

Japan Tokyo

Mori Ōgai Memorial Museum

Il museo ha aperto nel 2012 per il 150esimo anniversario dalla nascita di Mori Ōgai nel luogo dove sorgeva la residenza ("Kancho-ro") in cui ha vissuto dal 1892 fino alla sua morte.
La casa dove Ōgai viveva fu distrutta da un incendio, ma gli eredi ne ereditarono il lotto e nel 1950 fu aperto un parco in ricordo dello scrittore. Nel 2012 è stata costruita questa nuova struttura che raccoglie tutto il materiale inerente a Mori Ōgai, tra cui la collezione libraria, un tempo ospitata nella biblioteca Hongo Library Ōgai Museum.
Indirizzo: 1-23-4 Sendagi, Bunkyo-ku, Tokyo (東京都文京区千駄木1-23-4)
sito Sito: http://moriogai-kinenkan.jp
a-pagamento Ingresso a pagamento. Adulti: 300 yen.
orario Orari di apertura: Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18 (la sala da tè chiude alle 17). Chiuso il 4° martedì del mese (in caso di giorno festivo è aperto e la chiusura è rimandata al giorno successivo) e dal 29 dicembre al 3 gennaio.

Tomba nel cimitero del tempio Zenrinji

 

Japan Tsuwano

Casa natale e museo

La casa di Mori Ōgai è stata riconosciuta bene culturale nazionale. A fianco della residenza in cui è vissuto il celebre scrittore, si trova una struttura museale su due piani che offre un piccolo museo e una sala per conferenze.
Indirizzo: 238 Machida, Tsuwano, distretto di Kanoashi, prefettura di Shimane (島根県津和野町町田イ238)
sito Sito: http://www.tsuwano.net
a-pagamento Ingresso a pagamento.
orario Orari di apertura: dalle 9 alle 17. Chiuso il lunedì dei mesi da dicembre a metà marzo (se festivo, chiuso il giorno successivo) e dal 29 al 31 dicembre.

 

 

Germany Berlino

Targa commemorativa e memoriale

Il Mori Ōgai Gedenkstätte (Memoriale di Mori Ōgai) è stato realizzato nel 1984 sotto la direzione di Charlotte von Mahlsdorf. L'edificio è il luogo che ospitava la prima pensione in cui Mori Ōgai ha alloggiato a Berlino e conserva al suo interno alcuni oggetti che erano stati nella stanza dello scrittore, oltre a documentazione fotografica e materiale bibliografico sullo scrittore giapponese. Il memoriale afferisce al dipartimento di studi giapponesi dell'università Humboldt.
La targa commemorativa apposta all'esterno dell'edificio presenta un'iscrizione in lingua tedesca che recita: "Dal 1887 al 1888 qui visse MORI ŌGAI, il cofondatore della moderna letteratura giapponese, scrittore e critico, primo traduttore giapponese del Faust e dei lavori di Lessing, Kleist e E.T.A. Hoffmann".
Indirizzo: Luisenstraße 39, Mitte, Berlino, Germania
sito Sito: http://www.museumsportal-berlin.de/it/musei/mori-ogai-gedenkstatte/
orario Ingresso a pagamento. Adulti 3€. Ridotto 2€.
orario Orari di apertura: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18. Chiuso il sabato e la domenica.

 

Germany Monaco di Baviera

È l'ambientazione del racconto Ricordi di vite effimere (Utakata no ki) compreso nella cosiddetta "trilogia tedesca". Ogai cita l'ambiente artistico della città, in particolare del quartiere Schwabing dove si trova l'Accademia delle Belle Arti.

 

Germany Gritte, Lipsia

Il castello di Döben compare nel racconto Il messaggero (Fumizukai). Nella sua descrizione Ogai crea un mix tra quello di Döben e quello di Machern (dove soggiornò il 27 agosto 1885).

 

Germany Dresda

Palazzo Reale

Vi è ambientata una scena del racconto Il messaggero (Fumizukai). Ogai attinge dal materiale raccolto nel Diario tedesco (Doitsu nikki), scritto durante gli anni trascorsi in Germania (1884-88).

 

I luoghi di Alberto Moravia

Italy Roma

Casa museo Alberto Moravia

La casa in cui Alberto Moravia ha vissuto dal 1963 fino alla sua morte nel 1990 è diventata un museo civico dal 2010, nel ventennale dalla scomparsa dello scrittore. Il percorso espositivo si articola in cinque ambienti (l'ingresso, il corridoio, il soggiorno, lo studio e lo studiolo), oltre a comprendere un ricco archivio, consultabile dagli studiosi, e numerose opere pittoriche, tra cui alcuni ritratti dello scrittore ad opera della sorella Adriana Pincherle, di Domenico Colantoni e di Renato Guttuso.
Qui si trova inoltre la sede dell’Associazione Fondo Alberto Moravia che organizza periodicamente iniziative, mostre e convegni.
Indirizzo: Lungotevere della Vittoria 1, Roma
sito a-pagamento  orario

Tomba nel Cimitero del Verano

 

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