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I luoghi di Umberto Saba

Italy Trieste

Statua

La statua che raffigura Saba a passeggio con un bastone porta la seguente iscrizione: "Avevo una città bella tra i monti / rocciosi e il mare luminoso" / "Avevo" in "1944" / Umberto Saba / 1883 - 1957 / Fondazione CrTrieste / AIAT Agenzia di Informazione e di Accoglienza Turistica Trieste / Comune di Trieste - Assessorato alla cultura / Opera di Nino Spagnoli 2004".
Indirizzo: via Dante (angolo via San Nicolò), Trieste

Targa commemorativa

Una targa dedicata al poeta recita: "Una strana bottega d'antiquario / s'apre, a Trieste/ in una via secreta" / (Umberto Saba - XV Sonetto dell'autobiografia" --- Qui / Umberto Saba / operò / tra gli uomini / poeta".
Indirizzo: via San Nicolò, Trieste

Targa commemorativa sulla casa in cui visse

Qui il poeta vive dal 1919 fino alla morte, prima al secondo piano, successivamente al quarto. Una targa ricorda: "In questa casa / dove passò con la luna / gli anni della maturità / Umberto Saba / scopriva / nella sua alta poesia / per tutti gli uomini / l'amicizia / e l'amore".
Indirizzo: via Crispi 56 (già via Chiozza 56), Trieste

Targa commemorativa

Una targa commemorativa cita un verso di Saba: "A Trieste ove son tristezze molte, / e bellezze di cielo e di contrada / c'è un'erta che si chiama Via del Monte". Al numero 15 della stessa via si trovava la casa in cui Saba era cresciuto fino ai 3 anni, dove viveva la balia alle cui cure era affidato, Peppa Gabrovich di origine slovena, ricordata in alcune poesie della raccolta Il piccolo Berto.
Indirizzo: via del Monte 1, Trieste

Targa commemorativa

Una targa dedicata al poeta recita: "C'è a Trieste una via dove mi specchio / nei lunghi giorni di chiusa tristezza / si chiama via del Lazzaretto Vecchio".
Indirizzo: via Lazzaretto vecchio 26, Trieste

Targa commemorativa

Una targa dedicata al poeta recita: "Via del Monte è la via dei santi affetti / ma la via della gioia e dell'amore / è sempre via Domenico Rossetti".
Indirizzo: via Rossetti 2, Trieste

Libreria Antiquaria "Umberto Saba"

Nel settembre 1919 Umberto Saba e Giorgio Fano acquistano la libreria di libri usati dell'editore Giorgio Mayländer. Abbandonando il progetto iniziale di rivendere il fondo a prezzo maggiorato, i due decidono di tenere aperta la libreria antiquaria, un'attività che terrà impegnato il poeta per più di trentacinque anni e che citerà nelle liriche Primavera d'Antiquario e Avevo. Quando le leggi razziali entreranno in vigore nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, Saba, che aveva rilevato la parte del coproprietario Fano, opererà una finta cessione al suo dipendente Carlo Cerne, col quale continuerà l'attività nel dopoguerra, cedendogli metà della società. Alla morte del poeta, il socio in affari continua a tenere in vita la libreria, oggi proprietà del figlio Mario.
Indirizzo
: Via San Nicolò 30, Trieste

Cinema Teatro "Italia"

Nel 1919, prima di iniziare l'attività della libreria antiquaria, Saba lavora alcuni mesi in questo cinema-teatro gestito dal cognato Enrico Wölfler dove scrive  alcuni testi pubblicitari per la Leoni Films.
Come indica una targa apposta sull'edificio, qui si trovava anche la sede del giornale irredentista "L'indipendente", pubblicato dal 1877 al 1923, a cui collaborò Italo Svevo pubblicando sulle sue pagine L'assassinio di via Belpoggio (1890) e Senilità (1898).
Indirizzo: via Dante Alighieri 3, Trieste

Salotto di Anita Pittoni

Saba frequentava spesso il salotto dell'intellettuale e artista triestina Anita Pittoni, sulla cui abitazione il comune di Trieste ha posto nel 2014 la seguente targa: "«la mia patria è il mio tavolo di lavoro». In questa casa Anita Pittoni (Trieste 1901-1982) realizzò le sue creazioni artistiche e editoriali e tra il 1941 e il 1974 promosse l'incontro di tanti artisti e intellettuali nelle riunioni del martedì."
Indirizzo: via Cassa di Risparmio 1, Trieste

Busto in bronzo nel Giardino pubblico "Muzio de Tommasini" vai-alla-pag 18x18

Caffè Latteria da Walter vai-alla-pag 18x18

Caffè Tommaseo vai-alla-pag 18x18

Caffè Tergesteo vai-alla-pag 18x18

 

Indirizzo: tra via Giulia, via Marconi e via Volta, Trieste
orario

 Il giardino è stato realizzato dal 1854 al 1864 su alcuni terreni che appartenevano alle monache benedettine. Prende il nome da Muzio de Tommasini, all'epoca podestà di Trieste, e appassionato di botanica, che curò il primo catalogo di quello che sarebbe diventato l'Orto botanico di Trieste.
Nell'area del parco sono disposte una serie di sculture per omaggiare i cittadini illustri della città. La zona degli scrittori si trova sul lato di via Volta.

Tra gli scrittori omaggiati troviamo: James Joyce, Italo Svevo, Umberto Saba, Pasquale Besenghi, Giulio Camber Barni, Silvio Enea Benco, Giuseppe Caprin, Pietro Kandler, Srečko Kosovel, Virgilio Giotti, Biagio Marin, Riccardo Pitteri, Anita Pittoni, Pier Antonio Quarantotti Gambini, Scipio Slataper, Giani Stuparich.

 

 

James Joyce

Il busto in bronzo dello scrittore è stato realizzato dallo scultore Marcello Mascherini ed è stato installato nel centenario della nascita dello scrittore, il 2 febbraio 1982.

Italo Svevo

Alcune scene de La coscienza di Zeno sono ambientate qui. Il busto dello scrittore porta un'incisione che recita: "Italo Svevo / romanziere / 1861 - 1928" ed è stato realizzato nel 1931 da Giovanni Mayer.

Umberto Saba

La scultura porta la seguente iscrizione: "Trieste / a / Umberto Saba / Nel centenario della nascita 1883 - 1983" ed è stata realizzata nel 1983 da Ugo Carà.

Pasquale Besenghi

Un busto in bronzo realizzato nel 1970 da Romano Zumin ricorda il poeta romantico nato a Isola d'Istria.

Giuseppe Caprin

Il busto raffigurante lo scrittore è stato realizzato da Giovanni Mayer nel 1905.

Riccardo Pitteri

Il busto raffigurante il poeta Riccardo Pitteri è stato realizzato da Giovanni Mayer nel 1925.

Giani Stuparich

Il busto dello scrittore e patriota, originariamente installato al Museo del Risorgimento di Trieste, è stato realizzato nel 1962 da Ruggero Rovan.

 

 

Indirizzo: II piano, Via Madonna del Mare 13, Trieste
gratis  orario  sito

All'interno della Biblioteca civica "Attilio Hortis" di Trieste sono stati allestiti alcuni spazi dedicati agli scrittori che hanno avuto un legame con la città: nascono così il Museo joyciano e il Museo sveviano. Ad essi va ad aggiungersi il Museo petrarchesco-piccolomineo, uno spazio dedicato a libri antichi a stampa e opere d’arte relative a Francesco Petrarca ed Enea Silvio Piccolomini.

   

 

Museo joyciano

Il museo nasce nel 2004 e racconta il legame tra James Joyce e Trieste. Inoltre ogni anno, nel Bloomsday, il 16 giugno, organizza eventi per celebrare lo scrittore irlandese e il suo romanzo più famoso, l'Ulysses. Al suo interno potete trovare delle lettere autografe, alcuni libri appartenuti allo scrittore, un video e del materiale per approfondire la vita di Joyce a Trieste.

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Museo sveviano

 Il museo è stato inaugurato il 19 dicembre 1997 (nel giorno della nascita di Svevo) ed è stato costituito grazie alla donazione della figlia dello scrittore Letizia Svevo Fonda Savio.
Vi sono conservati molti oggetti, dal mobile-libreria che compare anche in alcune foto dello scrittore, il suo violino, la penna d'oro che la futura moglie Livia gli regala per il fidanzamento, alcune carte e libri di sua proprietà preziosamente annotati.
Purtroppo molti beni appartenuti a Svevo sono andati distrutti a seguito del bombardamento aereo della città, il 20 febbraio 1945 che distrusse la casa dei Veneziani, la famiglia della moglie dello scrittore, dove vivevano.

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Museo petrarchesco-piccolomineo

Il museo si basa sulla collezione di Domenico Rossetti de' Scander, avvocato e membro dell’Accademia d’Arcadia tergestina, il quale possedeva una biblioteca molto vasta comprendente anche libri e opere d’arte relative a Francesco Petrarca ed Enea Silvio Piccolomini (papa Pio II dal 1458).
Alla morte di Rossetti nel 1842, la Biblioteca Civica ereditò il suo patrimonio dedicandogli una sala per la conservazione fin dal 1847. Oggi la sala è a disposizione sia di studiosi che visitatori e vi vengono organizzate mostre espositive temporanee.

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Indirizzo: II piano, Via Madonna del Mare 13, Trieste
gratis  orario  sito

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Autori correlati

Anna Frank

Casa di Anna Frank

La parte principale del museo consiste nel nascondiglio in cui Anna, la sua famiglia, la famiglia Van Pels e il medico Fritz Pfeffer si rifugiarono per due anni, dal 1942 al 1944, per sfuggire alla persecuzione nazista contro gli ebrei. Durante questo periodo Anna scrisse il famoso Diario prima di venire arrestata assieme a tutti gli altri inquilini il 4 agosto 1944, quando fu portata nel campo di concentramento di Bergen-Belsen da cui non fece più ritorno.
Nelle altre stanze sono allestite mostre temporanee e permanenti che permettono di approfondire la storia di Anna e i tragici eventi storici che l'hanno vista coinvolta. Tra gli oggetti conservati si trova la versione riscritta del diario che comprende 215 fogli sciolti esposti in alternanza a gruppi di venti.
Indirizzo: Prinsengracht 267, Amsterdam
sito Sitohttp://www.annefrank.org
a-pagamento  Ingresso a pagamento. Adulti: 9 €. Previste riduzioni per ragazzi.
orario  Orario di apertura: Aperto tutti i giorni. Dal 1 novembre al 31 marzo, dalle 9 alle 19, il sabato fino alle 21. Dal 1 aprile al 31 ottobre, dalle 9 alle 21, il sabato fino alle ore 22. In luglio e agosto l'orario è prorograto tutti i giorni fino alle 22. Segue un orario ridotto in giorni festivi particolari. Controllare il sito per ulteriori informazioni.

Leggere prima di partire per... Amsterdam

Narrativa

Cees Nooteboom, Rituali, Milano, Iperborea, 2003
Hans M. van den Brink, Sull'acqua, Venezia, Marsilio, 2000

 

 

Indirizzo: Lady Stair's Close, Lawnmarket, Edimburgo, Regno Unito

sito Sitohttp://www.edinburghmuseums.org.uk/
gratis Ingresso gratuito.
orario Orari di apertura: dal lunedì al sabato, dalle 10.00 alle 17.00. La domenica, solo in agosto, dalle 12.00 alle 17.00.

Il museo celebra i tre grandi scrittori scozzesi Walter Scott, Robert Burns e Robert Louis Stevenson esponendo libri, manoscritti e oggetti personali a loro appartenuti.
Si trova in un affascinante edificio storico, la Lady Stair's House, costruita nel 1622 da un mercante edimburghese, Sir William Gray di Pittendrum, ma il nome del vicolo in cui si trova si riferisce a Elizabeth, la vedova Contessa di Stair, proprietaria dell'edificio nei primi del Settecento. Questo palazzo infatti è stato posseduto da molti proprietari fino al 1895 quando il Conte di Rosebery lo acquistò e, dopo averlo fatto restaurare, lo donò alla città nel 1907.
Nessuno degli scrittori edimburghesi ha avuto un legame particolare con questo edificio, anche se Robert Burns visse un periodo qui vicino, in Baxter's Close. 

 

Autori correlati

Robert Burns

Di Robert Burns sono conservati in particolare:

- il manoscritto di Scots wha hae con tanto di annotazioni;
- la sua scrivania personale degli anni in cui ha vissuto a Dumfries;
- lo sgabello su cui era solito sedersi nel 1878 mentre correggeva le bozze dell'Edimburgh Edition delle sue poesie nella stamperia di William Smellies;
- un "bastone animato", ovvero un bastone da passeggio che cela al suo interno una lama, che Burns portava con sé negli anni in cui svolgeva la professione di esattore delle tasse.

 

Sir Walter Scott

Di Sir Walter Scott sono conservati in particolare:

- la macchina da stampa che fu usata per stampare nel 1814 Waverley, considerato il primo romanzo storico, e la prima edizione dell'opera;
- un ritratto ad opera di Sir Francis Grant;
- il tavolo del salotto dello scrittore che si trovava nella casa edimburghese, posizionato in una sala che ricrea l'ambiente della sua abitazione;
- il set da scacchi;
- il cavallo a dondolo che usò da bambino;
- una collezione di lettere private.

Robert Louis Stevenson

Di Robert Louis Stevenson sono conservati in particolare:

- una copia originale del suo primo saggio storico, scritto a 17 anni, The Pentland Rising;
- la prima edizione del libro amato dallo scrittore, A Child's Garden of Verses;
- le illustrazioni originali di Kidnapped (Il ragazzo rapito) ad opera dell'artista William Boucher;
- la sua canna da pesca e parte dell'attrezzatura;
- alcuni oggetti originari delle Isole Samoa collezionati dallo scrittore;
- un anello di guscio di tartaruga e argento su cui è incisa la scritta "Tusitala" (narratore di storie), che fu dato a Stevenson da un capotribù samoano e che lo scrittore indossava nel momento in cui morì all'età di 44 anni.

 

Makar's Court

Di fronte al Writers' Museum, si trovano alcune iscrizioni nella pavimentazione che celebrano gli scrittori scozzesi a partire dal XIV secolo, realizzate nel 2002 dalla città di Edimburgo.
Si tratta di una serie di lastre di pietra su cui sono incise alcune citazioni tratte dalle opere scozzesi, una collezione che viene ancora costantemente ampliata attraverso una serie di proposte passate al vaglio delle associazioni Scottish Poetry Library, Scottish PEN, The Saltire Society, City of Literature Trust e il Comune di Edimburgo. Ovviamente i candidati ad essere inseriti nel Makar's Court devono essere originari o fortemente legati alla città. 
"Makar" in scozzese significa "colui che costruisce, produce, prepara, etc" e in letteratura il ruolo dello scrittore è visto proprio come un abile e versatile artigiano della scrittura.

Un elenco degli scrittori qui omaggiati:

John Barbour (c.1320 -1395)
Lachlan Mor MacMhuirich (c1370 -1438)
Robert Henryson (c.1425 - c.l490)
Robert Henryson (c.1425 - c.l490)
Sir David Lyndsay (c. 1486 - 1555)
George Buchanan (1506 -1582)
Robert Fergusson (1750 -1774)
Robert Burns (1759 -1796)
Sir Walter Scott (1771 -1832)
John Galt (1779 - 1839)
Robert Louis Stevenson (1850 -1894)
Violet Jacob (1863 -1946)
Neil Munro (1863 -1930)
John Buchan (1875 -1940)
Helen Cruickshank (1886 -1975)
James Bridie (1888 -1951)
Neil Gunn (1891 -1973)
Hugh MacDiarmid (1892 -1978)
Nan Shepherd (1893 - 1981)
Naomi Mitchison (1897 -1999)
Fiona MacColIa (1906 -1975)
Robert McLellan (1907 -1985)
J K Annand (1908 - 1993)
Robert Garioch (1909 -1981)
Nigel Tranter (1909 - 2000)
Somhairle MacGill-Eain (1911 - 1996)
David Daiches (1912 - 2005)
Douglas Young (1913 - 1973)
Sydney Goodsir Smith (1915 - 1975)
Muriel Spark (1918 - 2006)
Tom Scott (1918 - 1995)
James Allan Ford CB, MC (1920 - 2009)
George Mackay Brown (1921 - 1996)
Dorothy Dunnett (1923 - 2001)
Iain Crichton Smith (1928 - 1998)

Circondata da verdi colline, la capitale della Scozia ha origine nel XII secolo e conserva ancora oggi un nucleo di edifici storici di epoca medievale (Old Town) e georgiana (New Town), dichiarato patrimonio dell'Unesco.
Tra i principali punti di interesse culturale e artistico ci sono il Castello di Edimburgo, un'antica fortezza situata su un cono vulcanico che domina il panorama della città, la National Gallery of Scotland, una delle più importanti gallerie d'arte britanniche ospitata in un edificio in stile neoclassico, la Cattedrale di Sant'Egidio, principale chiesa presbiteriana della città e punto di riferimento per la Chiesa di Scozia, il Holyrood Palace, dal XVI secolo residenza dei sovrani di Scozia adiacente alle rovine della Holyrood Abbey, il National Museum of Scotland, creato nel 1985, che racconta la storia del paese.

Edimburgo è una delle "Città della Letteratura UNESCO".

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Autori correlati

 

James Boswell

Ritratto nella Scottish National Portrait Gallery

Targa commemorativa dell'incontro con Samuel Johnson


Robert Burns


Allan Cunningham

Busto nella Scottish National Portrait Gallery


Artur Conan Doyle


Susan Edmonstone Ferrier

Targa commemorativa

La targa, installata nel 2016, celebra questa scrittrice vissuta a cavallo tra Sette e Ottocento ed è considerata la Jane Austen della Scozia. I suoi romanzi di maggior successo sono Marriage (1818), The Inheritance (1824) e Destiny (1831). La scrittrice visse con il padre a questo indirizzo e qui scrisse le sue opere, ancora inedite in Italia.
Indirizzo: East Morningside House, Edimburgo


Robert Fergusson

Tomba nel cimitero di Canongate Kirk

Nel cimitero di Canongate Kirk è sepolto il poeta Robert Fergusson, vissuto nel Settecento e molto ammirato tra i suoi contemporanei, tra cui Robert Burns che lo prese come riferimento quando iniziò a scrivere poesie. La sua carriera di poeta durò solo tre anni perché morì all'età di 24 anni, lasciando delle poesie intense che furono amate dagli scozzesi. Robert Burns non lo incontrò mai, ma quando giunse a Edimburgo e venne a sapere che Fergusson era stato sepolto in una tomba senza lapide (la famiglia di Fergusson era molto povera), pagò le spese affinché ne fosse realizzata una, della quale scrisse l'epitaffio.
La tomba si trova subito all'ingresso del cimitero, sulla sinistra. L'epitaffio, firmato da Burns, recita: "Robert Fergusson / Born September 5th 1730 / Died October 16th 1774 / No sculpturd Marbel here nor pompous lay / No stoned Urn nor animated Bust / This simple Stone directs Pale Scotia's way / To pour her Sorrows oer her Poets Dust".
Anche Robert Louis Stevenson ammirava il poeta e aveva pensato di rinnovare la lapide della sua tomba ma morì prima di portare a termine il progetto. Una targa all'interno della recinzione che protegge la tomba racconta questo aneddoto: "R.L. Stevenson planned to renovate Robert Fergusson's tombstone with the following inscription, but died before he could do so: /  This stone, originally erected by Robert Burns, has been repaired at the charges of Robert Louis Stevenson and is by him re-dedicated to the memory of Robert Fergusson as the gift of one Edinburgh lad to another -- The Saltire Society, on its 50th Anniversary, with support of Edinburgh District Council, commemorates the three Roberts by inscribing Stevenson's words".
Indirizzo: Canongate Kirk, 153 Canongate, Edimburgo

Statua commemorativa

Di fronte alla Canongate Kirk si trova una scultura che rappresenta il poeta mentre cammina con un libro in mano. La statua è stata commissionata dall'associazione "Friends of Robert Fergusson" nel 2001 all'artista David Annand ed è stata inaugurata il 17 ottobre 2004.
Ai piedi della statua sono incise le seguenti parole: "Auld reekie wale o ilka toun that Scotland kens beneath the moon / Whare couthy chiels at e'ening meet their bizzing craigs and mous to weet / And blythly gar auld care cae by / wi blinkit and wi bleering eye -- Robert Fergusson Scots Poet / Born in Edinburgh 1730 / Died in Bedlam 1774".
Indirizzo: Canongate Kirk, 153 Canongate, Edimburgo


William McGonagall

(1825-1902) McGonagall è stato un poeta scozzese che raggiunse la notorietà soprattutto con The Tay Bridge Disaster, ma i suoi versi non convinsero i critici che lo definirono il "peggior poeta in lingua inglese".

Targa sull'edificio in cui morì

La targa, ovale con un'immagine del poeta, recita: "William McGonagall / poet and tragedian / died here / 29th September 1902".
Indirizzo: 5 South College Street, Edimburgo

Tomba nel cimitero di Greyfriars Kirk

 

La lapide indica il luogo in prossimità del quale fu sepolto il poeta. L'iscrizione recita: "William McGonagall / Poet and tragedian / Died 2nd September 1902 / Buried near this spot / I am your Gracious Majesty / ever faithful to Thee / William McGonagall, The Poor Poet / That lives in Dundee / W. McG.. 6th Sept. 1887".

 


James Hogg


Samuel Johnson

Targa commemorativa sul suo primo soggiorno in città

La targa ricorda il luogo in cui si trovava la locanda dove Samuel Johnson si fermò al suo primo arrivo a Edimburgo, il 14 agosto 1773. Johnson soggiornò al Boyd's Inn e poco dopo partì con James Boswell per un viaggio nei selvaggi paesaggi scozzesi.
L'iscrizione recita: "Boyds Inn at which D. Samuel Johnson arrived in Edinburgh 14th August 1773 on his memorable tour to the Hebrides occupied the larger part of the site of this building."
Indirizzo: Bodys Entry, Edimburgo

Targa commemorativa dell'incontro con Boswell

La targa, affissa sull'edificio dove oggi si trova un ristorante, a pochi passi dal castello di Edimburgo, ricorda il primo incontro tra Samuel Johnson, celebre autore del Dictionary of the English Language (1755), e James Boswell, suo biografo, noto per aver scritto la sua Life of Johnson (1791), quella che probabilmente è la più famosa biografia della letteratura inglese e che ha come soggetto appunto Samuel Johnson.
La targa in ottone recita: "James Boswell (1740-1795) / and / Dr Samuel Johnson (1709-1784) / are reputed to have met and / dined in this building / Circa 1770 / James Boswell the Scot's writer was acclaimed for his literary classic "Life of Johnson" a biography of his illustrious friend Dr Samuel Johnson the learned scholar, philosopher and critic".
Indirizzo: Witchery Restaurant, Castlehill


Ian Rankin

Ritratto nella Scottish National Portrait Gallery

Impronte delle mani

Nel cortile di fronte alle Edinburgh City Chambers (sede del Comune di Edimburgo) sono esposte le impronte delle mani dei personaggi legati a Edimburgo che sono stati insigniti dell'Edinburgh Award. Ian Rankin è stato insignito del premio alla sua prima edizione, nel 2007. Le sue impronte, di colore dorato su pietra scura, si trovano a fianco a quelle di J.K. Rowling, autrice di Harry Potter, che è stata insignita del premio l'anno successivo (2008).
Indirizzo: High Street, Edimburgo.


J.K. Rowling


Walter Scott


Sarah Siddons Mair

Targa commemorativa sulla casa natale

Una targa, installata nel 2016, celebra la casa in cui è nata la scrittrice che ha fondato la rivista "Ladies’ Edinburgh Magazine" e ha istituito, sempre a questo indirizzo, la prima associazione in Scozia formata da sole donne per discutere del ruolo femminile nella società, "Edinburgh Essay Society". Oggi l'edificio ospita The Royal Scots Club, fondato nel 1919 per rendere un tributo a tutti i caduti della Prima guerra mondiale. 
Indirizzo: 29 Abercromby Place, Edimburgo


Muriel Spark

Ritratto nella Scottish National Portrait Gallery


Dorothy Emily Stevenson

Targa commemorativa sulla casa in cui è vissuta

Una targa, inaugurata il 24 maggio 2017, ricorda il luogo in cui ha trascorso l'infanzia la scrittrice Dorothy Emily Stevenson, cugina del ben più noto Robert Louis Stevenson, autrice di opere come Il libro di Miss Buncle e Peter West.
L'iscrizione, apposta sull'edificio noto come "Victorian Townhouse", recita: "Dorothy Emily Stevenson / 1892-1972 / prolific popular novelist / spent her childhood here"
Indirizzo: 14 Eglinton Crescent, Edimburgo


Robert Louis Stevenson

Targa sulla casa in cui ha vissuto

Sulla casa in cui ha vissuto dal 1857 al 1880 è stata affissa una targa che recita: "The home of Robert Louis Stevenson - 1857-1880".
Indirizzo: 17 Heriot Row, Edimburgo

Targa commemorativa

Lo scrittore studiò legge all'Università di Edimburgo. Un'iscrizione sulla facciata dell'edificio al numero 7 di George Square lo ricorda così: "In honour of Robert Louis Stevenson / 1850-1894 / Poet, author of Treasure Island, Kidnapped, Dr Jekyll & Mr Hyde, alumnus of the University".
Indirizzo: 7 George Square, Edimburgo

The Writers' Museum

Scottish National Portrait Gallery

 

 


Luoghi correlati

The Writers' Museum

Scottish National Portrait Gallery

 

 

Libri correlati

Narrativa

James Hogg, Confessioni di un peccatore impeccabile
Robert Louis Stevenson, Il ragazzo rapito (Kidnapped)
Muriel Spark, Gli anni fulgenti di Miss Brodie
Irvine Welsh, Trainpotting
Ian Rankin, Morte grezza (Black and Blue)

Letteratura di viaggio

Robert Louis Stevenson, Edimburgo. Note pittoresche, Ibis, Como-Pavia, 2015

 

L'itinerario seguente ripercorre le orme di alcuni scrittori del periodo Meiji si svolge prevalentemente nel quartiere Bunkyō di Tokyo.
Il periodo Meiji è un momento di grande fervore culturale: con uno sguardo rivolto all'Occidente, al quale il Giappone si apre dopo due secoli di auto-isolamento alcuni autori come Natsume Sōseki, Mori Ōgai, Tanizaki Jun'ichirō, rivoluzionano lo stagnante panorama letterario dell'epoca, determinando tra l'altro la nascita del romanzo giapponese moderno.

Info
orario 2-3 ore
costo Costo basso (mezzi di trasporto, musei)
bus Prevalentemente a piedi. Connessioni tramite Tokyo Metro / Japan Railways

L'itinerario è disponibile sul blog.

Scarica la mappa in formato KML

 

L'esperienza di Joyce a Trieste durò poco più di 11 anni, dal 1904 al 1915 con qualche interruzione, e successivamente nel biennio 1919-20.
All'epoca la città faceva ancora parte dell'Impero austro-ungarico, ma era popolata da svariate comunità che la rendevano un crocevia di culture e religioni, grazie anche alla sua posizione di frontiera.

Durante il periodo triestino Joyce cambiò abitazione molte volte (nove sono le case in cui abitò) e in alcune visse per brevissimo tempo. Lavorava come insegnante di inglese, dapprima alla Berlitz School, poi alla Scuola superiore di commercio "Revoltella". Non mancava di impartire lezioni private per arrotondare un po' il modesto salario. La sua mancanza di capacità nel gestire le finanze familiari tuttavia lo portava ad essere quasi sempre pieno di debiti che talvolta saldava grazie ai generosi contributi di allievi facoltosi, tra cui lo scrittore Italo Svevo.
Nel 1915 Joyce dovrà lasciare Trieste a causa dello scoppio della Prima guerra mondiale, rifugiandosi a Zurigo. Vi tornerà nel 1919, ma si tratterrà soltanto due anni, per poi ripartire e non farvi più ritorno.

Info
orario 3-4 ore
costo Gratuito
bus A piedi.

Prima parte

Dalla Stazione Centrale alla Casa di via della Barriera Vecchia

1. Stazione Centrale di Trieste

Chi viene da fuori città, probabilmente raggiungerà la città in treno: è qui che Joyce e Nora arrivano il 20 ottobre 1904, da qui partiranno in seguito per Roma, Zurigo e Dublino. Anche Stanislaus Joyce, invitato dal fratello a Trieste per ricoprire il posto vacante di insegnante di inglese alla Berlitz School, arriverà con il treno a questa stazione nel 1905.

Lasciandovi la stazione alle spalle, proseguite dritto per via Miramare, che confluirà in via Carlo Ghega. Imboccate poi sulla destra via Roma e percorretela fino ad arrivare al ponte sul Canal Grande.

 

2. Statua di Joyce sul Ponterosso

Realizzata nel 2004 da Nino Spagnoli, rappresenta il legame tra James Joyce e questa città che lo ospitò dal 1904 al 1920. Alla base della scultura, una citazione tratta da una lettera alla moglie Nora che testimonia questo forte legame: “...la mia anima è a Trieste”.
Indirizzo: Ponterosso - Via Roma 16, Trieste

 

3. Prima casa di Joyce a Trieste

Proseguendo dritto arriverete in Piazza del Ponterosso dove al terzo piano del numero 3 si trova il primo appartamento triestino dei Joyce. James e Nora alloggiarono qui nel mese di marzo 1905, finché la padrona di casa non scoprirà la gravidanza della donna e, non volendo grane con neonati urlanti, decide di sfrattarli. fonte14x14
Indirizzo
: Piazza del Ponterosso 3, 3° piano, Trieste

 

4. Berlitz School, casa di James e Stanislaus Joyce

Circa 100 metri più avanti incrocerete via San Nicolò. Svoltate a sinistra per raggiungere il numero 32. In questo palazzo si trovava la sede storica della Berlitz School, fondata nel 1901 da Almidano Artifoni (personaggio che compare come maestro di musica di Stephen Dedalus nel decimo capitolo dell'Ulisse), ma che aprirà nel 1903. Fino al 1905 ha sede in via San Nicolò 32, ma dal 1906 si trasferisce al terzo piano del numero 33, dal 1909 al 1911 si sposta in via della Cassa di Risparmio 1 (già via del Canal Grande), dal 1912 alla temporanea chiusura nel 1914 per lo scoppio della guerra avrà sede in via della Sanità 10 (oggi via Diaz).
Joyce insegnerà qui dal 1905 al 1907, escluso il breve soggiorno a Roma, e farà entrare anche il fratello Stanislaus che vi lavorò più a lungo.
Quando Joyce tornerà da Roma nel 1907, si stabilirà provvisoriamente nell'appartamento del fratello, al terzo piano dello stesso edificio che ospitava la Berlitz (ora al numero 33).
Indirizzo: via San Nicolò 32, 1° piano/3° piano, Trieste

 

5. Casa di Joyce, anni 1905-1906

Sempre in via San Nicolò, al secondo piano del numero 30, lo scrittore vivrà dal 1 maggio 1905 al 24 febbraio 1906 in una stanza dell'appartamento della signora Canarutto. L'edificio di allora è stato poi abbattuto per far posto alla costruzione tuttora esistente.
Indirizzo: via San Nicolò 30, 2° piano, Trieste

 

6. Caffè "Stella Polare"

Imboccando via Dante Alighieri, che si incrocia con via San Nicolò, troverete al numero 14 (con un lato su Piazza Sant'Antonio Nuovo) lo storico Caffè "Stella Polare", frequentato dalla borghesia e dagli intellettuali triestini e stranieri. La sua apertura risale al 1865 ma l'edificio originario fu demolito e il locale si trasferì nella sede attuale. Originariamente era arredato secondo la foggia dei locali austro-ungarici, ovvero con specchi e decorazioni di stucchi. Joyce era solito frequentare il locale tra il 1907 e il 1908: testimonianza è il diario del fratello Stanislaus che ricorda il fratello in questo caffè, mentre gli leggeva brani tratti da Portrait of the Artist as a Young Man.
Indirizzo: Via Dante Alighieri 14 (già via Sant'Antonio), Trieste

 

7. Casa di Joyce, anni 1907-1909

Raggiungete via Santa Caterina da Siena, ovvero la strada parallela a via Dante Alighieri (dove si trova il Caffè "Stella Polare"). Al primo piano del civico 1 troverete la quinta casa in cui ha vissuto Joyce a Trieste, dal 1° dicembre 1907 ai primi di marzo 1909. L'edificio odierno ha un aspetto differente rispetto a quello dell'epoca.
A testimonianza del disagio che provavano vivendo in questo appartamento è il fatto che lo scrittore e Nora, per andare in camera, dovevano passare dalla stanza del fratello Stanislaus, cosa che provocava alcune liti, soprattutto quando James rientrava tardi dopo essere andato per osterie a bere. La difficoltà di vivere in uno spazio ristretto tutti assieme andava ad aggiungersi ai litigi dovuti ai ripetuti problemi finanziari di James di cui spesso Stanislaus si faceva carico, una situazione che spinse quest'ultimo ad andare a vivere da solo in una stanza in via Mazzini 27 (già via Nuova). fonte14x14
Indirizzo
: via Santa Caterina 1, 1° piano, Trieste

 

8. Vecchia sede del "Il Piccolo" e "Il Piccolo della Sera"

Proseguite a diritto lungo via Santa Caterina fino ad incrociare Corso Italia. Svoltate a sinistra e proseguite fino a raggiungere Piazza Goldoni. Qui, al numero 1, si trova Palazzo Tonello, quella che un tempo era la sede dei giornali Il Piccolo e Il Piccolo della Sera. Nel 1907 Joyce fu invitato a scrivere per Il Piccolo della Sera una serie di articoli sull'Irlanda, nove in totale, che apparvero tra gli anni 1907 e 1912 (i due articoli del 1909 erano incentrati su George Bernard Shaw e su Oscar Wilde). I rapporti con il prodirettore del giornale, Roberto Prezioso, si incrinarono quando nel 1911 Joyce notò che l'amico aveva un atteggiamento troppo intimo con la moglie Nora arrivando persino a farle dei complimenti audaci ("Il sole si è levato per lei..."). fonte14x14
Indirizzo: Palazzo Tonello, Piazza Goldoni 1, Trieste

 

9. Pasticceria "Pirona"

Proseguite lungo tutto Corso Umberto Saba, fino a quando diventerà Largo della Barriera Vecchia. Qui troverete la famosa Pasticceria "Pirona", la cui origine risale al 1900, quando fu fondata da Alberto Pirona. Era frequentata da letterati e scrittori, tra cui lo stesso Joyce che per due anni, dal 1910 al 1912, visse nella stessa via al numero 32 (oggi via Oriani 2). Dalla fine degli anni '80 non appartiene più alla famiglia Pirona, ma la nuova gestione ha mantenuto intatta la tradizione, tra cui il tipico dolce “presnitz”, un morbido tortiglione di pasta sfoglia ripieno di frutta secca che Joyce amava particolarmente.
Indirizzo: Largo della Barriera Vecchia 12, Trieste

 

10. Casa in via della Barriera Vecchia

Dall'agosto 1910 al settembre 1912 la famiglia Joyce si trasferisce in via della Barriera Vecchia 32 (ora via Oriani 2), un appartamento spazioso ma modesto, al terzo piano di uno stabile dove c'è la farmacia del dott. Giovanni Picciola, il proprietario di casa dei Joyce. In questo appartamento, oltre allo scrittore vivevano la moglie Nora, i due bambini Giorgio e Lucia, le sorelle Eileen e Eva. A pochi passi da casa c'erano la pasticceria Pirona, frequentata assiduamente da Joyce che amava i presnitz, dolci tipici triestini, e la casa di tolleranza “La chiave d'oro”, un'altra delle probabili mete dello scrittore. fonte14x14

Indirizzo: via Oriani 2 (già via della Barriera Vecchia 32), 3° piano, Trieste

 

Seconda parte

Prendete via della Madonnina (quando Largo della Barriera confluisce in via Oriani) e percorretela fino ad arrivare in Piazza del Sansovino. Attraversate anche l'adiacente Piazza Gian Battista Vico (o costeggiatela percorrendo via Capitolina) per incrociare in via Donato Bramante. Svoltando a destra, dopo pochi metri troverete il civico 4.

 

11. Casa di Joyce, anni 1912-1915

Dopo il lungo peregrinare “immobiliare” di Joyce, da una residenza temporanea all'altra, quella al secondo piano di via Bramante 4 può considerarsi la più definitiva: Joyce si trasferì nel settembre 1912 fino al giugno 1915 e qui iniziò a scrivere l'Ulisse, come ricorda una targa apposta sulla facciata dell'edificio, e completò Esuli. In questo periodo lavora alla Scuola superiore di Commercio “Revoltella”, grazie all'amico Ettore Schmitz (lo scrittore Italo Svevo) che gli fa ottenere il posto. Nella casa in via Bramante inoltre tiene alcune lezioni private nella stanza riservata agli ospiti, dove si trova inoltre il pianoforte acquistato a rate con cui James si esercita al canto. Un allievo di Joyce, Dario de Tuoni, ci descrive alcune particolarità della casa, come ad esempio l'assenza di libri nella sala: «Quando si rendeva necessaria la presenza di un libro, Joyce si infilava nella camera da letto, affrettandosi a chiudere la porta alle sue spalle. Dopo un po' ricompariva con il libro desiderato […] Ogni vano con le porte costantemente chiuse costituiva una specie di compartimento stagno, in cui la vita scorreva per conto proprio indipendentemente da quanto accadeva nell'ambiente vicino».fonte14x14
Indirizzo: Via Donato Bramante 4, 2° piano, Trieste

 

12. Cattedrale di San Giusto

Continuando su via Donato Bramante arriverete in via San Giusto. Qui potete svoltare a destra e salire verso la Cattedrale di San Giusto, dove il 12 aprile 1915 si sposa la sorella dello scrittore, Eileen Joyce, con Frantisek Schaurek, cassiere in una banca triestina. Joyce, indossando un vestito elegante che si era fatto prestare per l'occasione, accompagna la sorella all'altare.
Tornando all'incrocio tra via Bramante e Via San Giusto, svoltate a sinistra e raggiungete la vicina via San Michele. Percorretela tutta fino in fondo, quando troverete sulla sinistra via della Rotonda. Prendiamo questa strada e al prossimo incrocio giriamo a destra in via della Madonna del Mare, dove al numero 13 troviamo il Museo Joyce.

 

13. Museo Joyce

Compreso nella stessa struttura del Museo Sveviano (dedicato a Italo Svevo), il museo nasce nel 2004 e racconta il legame tra James Joyce e Trieste. Inoltre ogni anno, nel Bloomsday, il 16 giugno, organizza eventi per celebrare lo scrittore irlandese e il suo romanzo più famoso, l'Ulysses. Al suo interno troviamo delle lettere autografe, un video e del materiale per approfondire la vita di Joyce a Trieste.
Indirizzo: II piano, Via Madonna del Mare 13, Trieste
gratis  orario  sito

 

14. Casa di Joyce, anni 1919-20

Dopo la Prima guerra mondiale, Joyce torna a Trieste, che aveva lasciato per rifugiarsi a Zurigo. La sua ultima residenza triestina, quella in cui visse dall'ottobre 1919 al luglio dell'anno successivo, fu l'appartamento della sorella Eileen, al terzo piano di via della Sanità (oggi via Diaz), che seppur molto spazioso, arrivò ad accogliere ben undici persone: James e Nora con i due figli, il fratello Stanislaus, la sorella Eileen con il marito Frantisek Schaurek e due figlie, la cuoca Ivanka e la bambinaia Loiska.
Indirizzo: via Armando Diaz 2 (già via della Sanità 2), 3° piano, Trieste

 

15. Teatro comunale "G. Verdi"

Poco più avanti, oltre Piazza Unità d'Italia, in Riva 3 Novembre, si trova un bell'edificio che si ispira al Teatro Alla Scala: è il Teatro comunale "G. Verdi". Nonostante fosse costantemente squattrinato, quando poteva permetterselo Joyce andava all’opera. Era un appassionato del melodramma e lui stesso aveva preso lezioni di canto, esercitandosi col pianoforte che aveva acquistato a rate. Frequentava il loggione che in Giacomo Joyce ci descrive come un posto non proprio gradevole: “Loggione. Le pareti impregnate trasudano un vapore umido. Una sinfonia di odori fonde la massa di accalcate forme umane: puzzo stantio di ascelle, annusamento di aranci, petti sudaticci di unguenti, acqua di resina, fiato di cene all’aglio solforoso, fetide scorregge fosforescenti, gaggia, lo schietto sudore delle donne maritate e maritabili, la puzza saponosa degli uomini…” fonte14x14
Indirizzo: Riva 3 Novembre, 1, Trieste

 

 

16. Chiesa greco-ortodossa di San Nicolò

Poco più avanti, si trova la Chiesa greco-ortodossa di San Nicolò (Riva 3 Novembre). Joyce non era credente ma a volte si recava in questa chiesa per assistere alla messa secondo il rito greco-ortodosso, affascinato dalla funzione che poi descrive in una lettera del 4 aprile 1905 al fratello Stanislaus: "La messa greca è strana. L'altare non è visibile, ma ogni tanto il prete apre i cancelli e si fa vedere. Li apre e li richiude circa sei volte [...]".  fonte14x14

 

Il nostro itinerario termina qui. Ci sono altri luoghi joyciani a Trieste, alcuni purtroppo scomparsi, distrutti dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale (la casa di Italo Svevo in cui Joyce andava a insegnare inglese) e altri destinati ad altro uso (come il Ristorante Dreher in piazza della Borsa). Ulteriori punti di interesse non compresi in questo itinerario sono presenti nella pagina dedicata allo scrittore e indicati sulla mappa.

 

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Jane Austen nasce nel 1755 a Steventon, un paesino dello Hampshire, dove vive fino all'età di 25 anni. Quando nel 1801 il padre, che qui esercitava l'attività di ecclesiastico, decide di ritirarsi, la scrittrice si trasferisce con i genitori e la sorella Cassandra a Bath, città molto popolare e in voga nell'Inghilterra dell'Ottocento. Qui gli Austen cambieranno abitazione più volte, ma il soggiorno più lungo, e forse il più apprezzato, sarà quello in Sydney Place, una zona periferica della città, vicina alla campagna che Jane amava esplorare nelle sue lunghe passeggiate.
Gli anni a Bath saranno determinanti per la vita e le opere della scrittrice: qui frequenterà i balli nelle Assembly Rooms (le "sale di riunione"), morirà il padre, sepolto poi nella chiesa St Swithin’s, e riceverà molti stimoli che la porteranno ad ambientare due dei suoi romanzi, L'Abbazia di Northanger e Persuasione, proprio a Bath.

[Articolo già apparso sul blog in data 28 dicembre 2014]

Info
orario Mezza giornata
costo Costo basso (<25 euro)
bus A piedi

Il nostro punto di partenza sarà la stazione ferroviaria di Bath. Percorreremo un itinerario a piedi di circa 2,8 chilometri per poi ritornare vicino al punto di partenza, alla Bath Abbey.

1. The Pump Room

La prima tappa è la Pump Room, raggiungibile dalla stazione ferroviaria in 5 minuti a piedi. Questo edificio della fine del XVIII secolo, progettato da Thomas Baldwin, era un tempo una sala in cui l’alta società inglese si ritrovava per trascorrere le serate tra balli e musica. Nei romanzi di Jane Austen è un luogo che ricorre spesso, soprattutto in Persuasione e L’Abbazia di Northanger. Proprio qui Catherine Morland attendeva il signor Tilney…

“Con premura maggiore del solito, il giorno seguente Catherine si affrettò verso la Pump Room, certa, in cuor suo, che avrebbe rivisto, prima che la mattinata fosse finita, il signor Tilney, e preparata a incontrarlo con un sorriso”.

L’Abbazia di Northanger, trad. Elena Grillo, Roma, Newton Compton, 1994, p. 34

Situata proprio a fianco delle terme romane (Roman Bath) da cui la città prende il nome, oggi The Pump Room è un ristorante elegante.
sito

2. Cheap Street

Proseguendo lungo Stall Street verso Union Street, incrociamo Cheap Street che proprio in questo punto Jane descrive così:

“Tutti coloro che hanno familiarità con Bath, ricorderanno la difficoltà di attraversare Cheap Street in quel punto [all’altezza di Union Street]: è infatti una strada di natura così dispettosa, così disgraziatamente collegata con le grandi strade di Londra e di Oxford e con la principale locanda della città che non passa giorno che gruppi di signore, per quanto importanti siano i loro affarsi, sia che si tratti di andare in cerca di pasticcini, di modiste o perfino (come nel caso presente) di giovani uomini, non siano bloccati da un lato o dall’altro da carrozze, cavalieri o carri da trasporto.”

L’Abbazia di Northanger, trad. Elena Grillo, Roma, Newton Compton, 1994, p.p 43-4

3.Trim Street

Proseguendo a nord e deviando leggermente a sinistra una volta arrivati all’incrocio con Upper Borough Walls, ci troveremo ad intersecare Trim Street.
Qui Jane visse per pochi mesi, dal gennaio 1806 all’estate dello stesso anno, con la madre e la sorella subito dopo la morte del padre. Probabilmente, nonostante la posizione centralissima, la scrittrice non apprezzava molto questo posto, lei che, abituata agli ampi spazi della campagna, si era ritrovata in questa stretta strada con gli edifici alti che concedevano poche ore di luce a chi risiedeva ai piani inferiori. Il numero civico in cui visse è purtroppo sconosciuto.

4. Queen Square e Gay Street

Proseguendo a nord per John Street e svoltando in Old King Street ci troviamo a incrociare Gay Street. La piazza che ci troviamo di fronte, Queen Square, è stata progettata da John Wood il Vecchio, che viveva proprio in queste case dallo stile georgiano. Anche Jane ha soggiornato in una di queste abitazioni assieme alla madre e al fratello Edward nel 1799.
Svoltiamo in Gay Street: qui al numero 40 si trova il Jane Austen Centre e al numero 25 l’edificio in cui Jane visse per brevissimo tempo nel 1805 dopo la morte del padre.

5. Jane Austen Centre

 Oltre ad organizzare numerosi eventi dedicati alla scrittrice, tra cui il festival che si tiene ogni anno a settembre, offre una mostra incentrata sugli anni in cui Jane visse a Bath, dal 1801 al 1806, soffermandosi in particolar modo sui suoi romanzi ambientati nella città come Persuasione e L’Abbazia di Northanger.

Indirizzo: 40 Gay Street, Bath, Somerset, Inghilterra
sito a-pagamento

6. The Assembly Rooms

Proseguiamo a nord per arrivare al Circus, un altro tipico esemplare di architettura georgiana completato nel 1761 su progetto del già citato John Wood il Vecchio. Da qui, prendendo Bennett Street arriviamo alle Assembly Rooms e al Museo del costume (Fashion museum).
Le Assembly Rooms, ovvero “sale di riunione”, erano un punto di ritrovo molto importante durante gli anni in cui Jane visse a Bath.

Inaugurate nel 1771 su progetto di John Wood il Giovane, sono composte da quattro sale:  Ball Room, Tea Room, Octagon Room e Card Room. Al suo interno l’alta società inglese si riuniva per ballare, ascoltare musica e giocare a carte. Più volte vengono menzionate nei romanzi della scrittrice inglese, come ad esempio in Persuasione:

“Quella sera Sir Walter, le sue due figlie e Mrs Clay furono i primi della loro compagnia a entrare nella sala, e dato che era necessario aspettare Lady Dalrymple, si sistemarono vicino a uno dei caminetti nella Sala Ottagonale”

tratto da Jane Austen, Romanzi,  Milano, BUR, 2007, p. 1650

Oggi al loro interno ospitano il Museo del Costume (Fashion Museum) che può essere interessante per scoprire la moda inglese ai tempi di Jane Austen.
Indirizzo: Bennett Street, Bath, Somerset, Inghilterra
sito a-pagamento

 

Proseguite a dritto, svoltate a sinistra in Lansdown Road e poi a destra in Guinea Lane. Fiancheggiando il parco (Hedgemead Park) arriverete a The Paragon.

7. The Paragon e St Swithin’s Walcot Church

In questa strada residenziale Jane soggiornò ospitata in casa degli zii James e Jane Leigh-Perrot al numero 1 nel 1797 e nel 1801 quando, assieme alla madre, era alla ricerca di un’abitazione in cui trasferirsi con tutta la famiglia.
Sulla stessa strada si trova la St Swithin’s Walcot Church, dove i genitori di Jane si erano sposati il 26 aprile 1764 (la chiesa è stata ricostruita in seguito su progetto dell’architetto John Palmer) e dove si trova la tomba del padre della scrittrice, George Austen.

 

Dirigiamoci verso la nostra ultima tappa, Sydney Place, un tragitto di 10 minuti a piedi attraverso Bathwick Street.

8. Sydney Place

Proprio di fronte ai giardini (Sydney Gardens) si trova questa schiera di palazzi in stile georgiano costruiti tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento. Jane abitò al numero 4, come una targa in bronzo ricorda, dal 1801 al 1805. Praticamente fu la casa di Bath in cui soggiornò più a lungo e  probabilmente era anche quella che apprezzava di più, infatti nel 1801, mentre era alla ricerca di un alloggio per la famiglia, scrisse alla sorella Cassandra:

    “Sarebbe molto piacevole essere vicino ai Sydney Gardens! – potremmo andare tutti i giorni nel Labirinto”

Il labirinto di cui si fa cenno si trovava nel parco, ma purtroppo non esiste più.
Oggi la casa in cui ha vissuto la scrittrice è stata acquisita dalla Bath Boutique Stays, che ne ricavato alcuni appartamenti di lusso nei quali è possibile soggiornare per brevi periodi.

Potete tornare al punto di partenza percorrendo Great Pultney Street che attraversa il fiume Avon grazie al Pulteney Bridge, un ponte in stile palladiano ad opera di Robert Adam. Completata nel 1789 e progettata da Thomas Baldwin (degli edifici progettò solo facciate, rendendole uniformi), è la più ampia strada di Bath. Jane la menziona spesso nei suoi romanzi: in L’Abbazia di Northanger è qui che soggiornano gli Allen (capitolo 2) al loro arrivo a Bath.

Scopri ulteriori luoghi legati a Jane Austen

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