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I luoghi di J.K: Rowling

United Kingdom Londra

Binario 9 e 3/4

Alla stazione di King's Cross si trova il passaggio magico che raggiunge il binario 9 e 3/4 da cui parte l'espresso per Hogwarts.
Un tempo il binario 9 e 3/4 era stato posizionato esattamente tra il 9 e il 10 ma, in tempi recenti, è stato spostato alla testa dei binari, vicino al binario 1, dove si trova oggi anche il negozio ufficiale di Harry Potter.
Negli orari di apertura del negozio sono presenti degli addetti che vi scatteranno una foto mentre, aggrappati al carrello indossando la famosa sciarpa dei Grifondoro, attraversate il passaggio magico.
Indirizzo: King's Cross Station, Londra

 

Scotland Edimburgo

Le impronte delle mani

Nel cortile di fronte alle Edinburgh City Chambers (sede del Comune di Edimburgo) sono esposte le impronte delle mani dei personaggi legati a Edimburgo che sono stati insigniti dell'Edinburgh Award. J.K. Rowling ha vinto il premio nel 2008. Le sue impronte, di colore dorato su pietra scura, si trovano a fianco a quelle di un altro scrittore scozzese contemporaneo, Ian Rankin, che ha vinto il premio l'anno precedente.
Indirizzo: High Street, Edimburgo.

The Elephant House

Questa caffetteria era frequentata da J.K. Rowling prima ancora che acquistasse la fama e il successo con Harry Potter. Sembra infatti che venisse spesso a scrivere il primo romanzo della saga nella tranquillità di questo locale tanto che i proprietari espongono un cartello in vetrina fregiandosi del titolo "The Birthplace of Harry Potter". A pochi passi da qui si trovano il cimitero di Greyfriars e la George Heriot's School, due posti che sembrano aver in parte ispirato personaggi e luoghi della saga. 
Altri scrittori sono stati clienti di questa caffetteria, tra cui Ian Rankin e Alexander McCall Smith, come informa la targa commemorativa apposta all'esterno del locale: "Made famous as the place of inspiration to writers such as J.K. Rowling who sat writing much of her early novels in the back room overlooking Edinburgh Castle. -- Ian Rankin, author of the Rebus novels and Alexander McCall Smith have both also frequented The Elephant House, as well as many other writers".
Indirizzo: 21 George IV Bridge, Edimburgo

Targa commemorativa 

Nel luogo in cui si trovava il Nicholson’s Cafe, un altro locale frequentato dalla Rowling quando ancora non era famosa, è stata apposta una targa commemorativa che recita: “J.K Rowling / wrote some of the / early chapters of / HARRY POTTER / in the rooms on / the First Floor of / this building”.
Oggi nello stesso edificio si trova la caffetteria Spoon.
Indirizzo: 6A Nicholson Street, Edimburgo

Grassmarket

Grassmarket è un'area della parte vecchia di Edimburgo dove in passato si trovava il mercato. Oggi è una delle zone più frequentate dai giovani grazie ai numerosi locali ad essi destinati.
Le strade in questa zona sono caratterizzate da file di palazzi storici con i loro tipici mattoncini a vista, talvolta inframezzati da facciate intonacate e dipinte con colori pastello.
Alcune di queste vie sembrano aver ispirato J.K. Rowling nella descrizione di Hogsmeade, ma soprattutto di Diagon Alley, anche per il carattere commerciale che questa area aveva in passato.
All'inizio di Candlemaker Row si trova un'insegna e un murales che indicano questa via come probabile riferimento per la famosa strada dello shopping nell'universo di Harry Potter.
Al numero n°99 di West Bow, invece, si trova uno storico negozio di scherzi, “Aha Ha Ha Jokes & Novelties“, che sembra richiamare i “Tiri Vispi Weasley“.

Greyfriars Kirkyard

La chiesa di Greyfriars, attorno alla quale sorge il cimitero che porta lo stesso nome, prende il nome dal monastero dei frati francescani che si trovava in questo luogo (i frati indossavano un saio grigio) e che fu sciolto nel 1559. Il cimitero è sorto a partire dal 1561. Qui sono sepolte molte personalità note di Edimburgo e la sua atmosfera gotica e misteriosa ha dato origine a molte storie di fantasmi.
Questo cimitero è famoso inoltre per Greyfriars Bobby, il cane fedele che nel XIX secolo, alla morte del padrone, il poliziotto John Gray, fece la guardia alla sua tomba per 14 anni. Anche il cane, morto il 14 gennaio 1872, è stato sepolto in una zona sconsacrata del cimitero, ma non se ne conosce l'esatta posizione. Nel 1981 è stato realizzato un monumento funebre dalla Dog Aid Society ma non indica esattamente il luogo di sepoltura del cane. Di fronte all'entrata laterale del cimitero inoltre si trova una statua che lo rappresenta.
Il cimitero può essere stato in parte fonte di ispirazione per J.K. Rowling, che spesso si fermava a scrivere nella caffetteria The Elefant House, la cui sala posteriore si affaccia sul Greyfriars Kirkyard. Infatti tra le tombe del cimitero ci sono molti nomi che ricordano i personaggi di Harry Potter: da William McGonagall (Prof.ssa McGonagall?) a Elizabeth Moodie (Malocchio Moody?), ma soprattutto, accanto al muro di cinta nel West Yard, si trova la tomba di un aristocratico di nome Thomas Riddell e di suoi figlio, anch'esso Thomas Riddell. Ciò non può non ricordarci che anche il vero nome di Lord Voldemort è Tom Riddle, così come quello di suo padre, Tom Riddle a sua volta (i nomi sono scritti in modo simile ma non identico). Inoltre alla fine del quarto capitolo della saga, Harry Potter e il calice di fuoco, c'è una scena che viene ambientata proprio nel cimitero in cui è sepolto Tom Riddle senior. Troppi elementi che ci fanno pensare che non sia una semplice coincidenza.
Indirizzo: Candlemaker Row, Edimburgo

George Heriot's School

La George Heriot's School è una delle scuole private più antiche e prestigiose della Scozia. Nel 1628 fu istituita come George Heriot's Hospital (per "hospital" si intendeva una scuola per i bambini poveri e orfani) grazie al lascito dell'orafo reale George Heriot, ma venne aperto solo nel 1659.
Oggi è una scuola di primo e secondo grado molto dispendiosa. Così come altre scuole del Commonwealth inglese, anche alla George Heriot's School gli studenti sono divisi in quattro case: i verdi Lauriston, i bianchi Greyfriars, i rossi Raeburn e i blu Castle, un aspetto che sembra ricordare le quattro case della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts
L'edificio è inoltre caratterizzato da quattro torri agli angoli, un'architettura che lo rende simile a un castello fortificato, un altro aspetto che sembra aver ispirato la Rowling quando ha creato la scuola di Hogwarts che ha sede proprio in un castello (per il quale la scrittrice ha preso come riferimento anche il Castello di Edimburgo che, proprio come Hogwarts, sorge sulla sommità di una altura).
Indirizzo: Lauriston Place, Edimburgo

Stanza 552 al Balmoral Hotel

La stanza 552 del Balmoral Hotel è il luogo in cui J.K. Rowling terminò di scrivere l'ultimo capitolo della saga, Harry Potter e i doni della morte. Presa dall’entusiasmo immortalò questo momento lasciandosi andare a un piccolo atto di vandalismo che a pochi altri sarebbe stato concesso. Sul retro di un busto in marmo scrisse: "J.K. Rowling finished writing Harry Potter and the Deathly Hallows in this room (552) on 11th Jan 2007" (“J.K. Rowling ha finito di scrivere Harry Potter e i doni della morte in questa stanza [552] l’11 gennaio 2007").
Oggi questa stanza è diventata una suite che porta il nome della scrittrice e pernottarvi è molto costoso.
Indirizzo: 1 Princes Street, Edimburgo

 

I luoghi di Luigi Pirandello

Italy Roma

Studio di Pirandello

È l'ultima casa in cui ha vissuto lo scrittore, dal 1933 al 1936, e qui morì il 10 dicembre 1936.
L'appartamento si trova in un palazzo degli anni Dieci ed è costituito da due stanze, l'ampio studio e la camera da letto, che mantengono l'arredamento originario degli anni Trenta, di cui una parte proveniva dalle recedpenti abitazioni dello scrittore.
Qui lo scrittore premio Nobel riceveva alcuni illustri amici (tra cui Eduardo De Filippo, Silvio d'Amico, Lucio d'Ambra) e terminò di scrivere Così è (se vi pare) e Pensaci Giacomino!.
Nel museo sono conservati manoscritti e alcuni oggetti tra cui la sua macchina da scrivere, il suo bastone ed alcuni capi d'abbigliamento.
Oggi lo studio di Pirandello è aperto al pubblico e dal 1961 ospita l'Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo.
Indirizzo: via Antonio Bosio 13 B, Roma
sito Sito: http://www.studiodiluigipirandello.it/
orario Orari di apertura: da lunedì a giovedì, dalle 9.00 alle 15.30; venerdì dalle 11.00 alle 19.00.

Italy Agrigento

Casa museo Pirandello

Tra il confine del Comune di Agrigento e quello di Porto Empedocle si trova la contrada "Caos" dove sorge la casa natale di Luigi Pirandello, una casa di campagna costruita nel XVIII secolo.
L'edificio apparteneva alla famiglia materna dello scrittore; la famiglia Pirandello vi si trasferì nel 1867 allo scoppiare di un'epidemia di colera e poco dopo vi nacque Luigi, il 28 giugno 1867, che vi trascorse l'infanzia e l'adolescenza.
Dopo il tracollo economico della famiglia, la casa passò ad altri proprietari fino al 1949 quando divenne monumento nazionale. Acquisita poi dalla Regione Sicilia, venne ristrutturata (era stata in parte danneggiata durante la Seconda guerra mondiale) e aperta al pubblico. Al suo interno sono esposti cimeli, manoscritti e fotografie relative allo scrittore.
Fuori dalla casa, un viottolo conduce al monumento di pietra che custodisce le ceneri di Pirandello, all'ombra del grande pino che lo scrittore amava ma che una tromba d'aria ha irrimediabilmente danneggiato. Sulla lapide un'iscrizione recita: "28 giugno 1867 / Una notte di giugno / caddi come una lucciola / sotto un pino solitario / in una campagna / d'olivi saraceni / affacciata agli orli / d'un altipiano / d'argille azzurre / sul mare africano -- Luigi Pirandello".
Indirizzo: Contrada Caos Villaseta, Agrigento
Sito: http://www.lavalledeitempli.it/Casa_Museo_Pirandello
Orari di apertura: tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00. Chiuso il lunedì feriale e alcune domeniche.
Ingresso a pagamento. Intero: 4.00 €.

 

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Autori correlati

 

Dante Alighieri

George Byron

Giosuè Carducci

Renato Fucini

Luoghi correlati

Caffè dell'Ussero

Questo caffè storico pisano fu fondato i 1° settembre 1775 al piano terra di Palazzo Agostini Venerosi della Seta, conosciuto anche come Palazzo dell'Ussero, un edificio dalla splendida facciata costruito tra XIV e XV secolo sul lungarno Pacinotti.Dal caffè letterario sono passati numerosi personaggi importanti, tra cui i letterati Giosuè Carducci, Renato Fucini, Giuseppe Giusti (che ne parlò nella sua opere Memorie di Pisa).
Il romanziere Charles Didier vi ambientò in parte il suo romanzo Chavornay.
Nel 1905 vi aveva aperto inoltre il Cinema Lumière, uno dei primi cinema d'Italia. Oggi è sede dell'Accademia Nazionale dell'Ussero, nata ufficialmente nel settembre 1959.

I luoghi di Renato Fucini 

Italy Vinci

Casa Fucini Dianella Vinci

Edificata nel XVI secolo, era il casino di caccia dei Medici, motivo per cui venne chiamata "Dianella" da "Diana", dea della Caccia.
Nel Settecento passò ai marchesi Federighi e successivamente alla famiglia Fucini. Lo scrittore la eredità alla morte del padre e vi trascorse gli ultimi anni della sua vita, citandola anche in alcune sue opere, tra cui il racconto A Dianella nella raccolta Foglie al vento.
Nella cappella, sita nel parco, si trova la tomba dello scrittore.
Oggi la villa è gestita da un'azienda che produce vino e olio, oltre ad affittare gli spazi per ricevimenti e soggiorni.
Indirizzo: Via Dianella 48, Vinci (FI)

Targa commemorativa nella casa in cui ha vissuto

La targa recita: "In questa casa / abitò Renato Fucini / dal 1856 al 1861 / né più sciolse da lui / l'amore di questa terra toscana / onde il Comune di Vinci / nel centenario della nascita / qui ne vuol consacrati / il nome e la memoria -- 8 aprile 1943".
Indirizzo: piazza Guidi, Vinci (FI)

 

Italy Pisa

Targa commemorativa sull'edificio in cui ha soggiornato

Fucini si laureò nel 1863 in Agraria all'Università di Pisa. Una targa sull'edificio in cui ha vissuto negli anni 1859-60 recita: "In questa casa / dell'antica via cariola / nel 1859-60 / visse da goliardo / la sua pisanità / elevando a letteratura / la voce del popolo".
Indirizzo: via Giordano Bruno, Pisa

 

Italy Amalfi

Targa commemorativa

Dopo aver avuto un'impressione negati della città di Napoli che descrisse in Napoli ad occhio nudo, Fucini visitò Amalfi e ne rimase incantato, definendola "un paradiso". Una targa riporta una sua citazione del 1877: "Il giorno del giudizio, per / gli amalfitani / che andranno in paradiso / sarà un giorno / come tutti gli altri. -- Renato Fucini / XX sec."
Indirizzo: via Supportico Marina Piccola, Amalfi

 

Italy Monterotondo marittimo, Grosseto

Targa commemorativa sulla casa natale

Fucini nacque a Monterotondo nel 1843 da David e Giovanna Nardi. Il padre era un medico della Commissione Sanitaria governativa che per incarico ricevuto dal governo granducale si occupava in Maremma della cura delle febbri malariche.
Una targa sulla sua casa natale recita: "Renato Fucini / nacque in questa casa / il dì 8 aprile 1843 -- Il popolo di Monterotondo / per omaggio e ricordo / XV VIII MCMXXI".
Indirizzo: Via Roma, Monterotondo Marittimo, Grosseto.

Busto commemorativo

In una piazzetta di via Magenta, vicino al numero 109, si trova un busto che ritrae lo scrittore.
Indirizzo: via Magenta, Monterotondo Marittimo, Grosseto. 

 

Italy Campiglia Marittima, Livorno

Medaglione commemorativo

Lo scrittore visse da bambino, fino al 1849, nella via che porta oggi il suo nome. In Acqua passata, rivolgendosi a Giosuè Carducci, ricorda la sua infanzia: "Pochi anni addietro, in Firenze, seduti insieme a una mensa ospitale, percorrevamo col pensiero e col discorso quei luoghi superbi; egli, il Carducci, mi parlava di Bolgheri, di Castagneto e della Torre di Donoratico; io, di Monterotondo, di Massa e del Sasso d'Ombrone nei monti grossetani; e ricordando, venimmo, fra liete esclamazioni, ad osservare come molti punti di contatto avessero a quei tempi le nostre esistenze per l'origine delle nostre famiglie, per la condizione dei nostri babbi, ambedue medici nella Maremma, e per le nostre abitudini e per i nostri primi divertimenti infantili. — E fin qui va tutto bene — io gli dicevo — ma presto venimmo al punto di separarci a un biforcamento della via che fin lì avevamo battuto insieme. Tu, a Bolgheri, avevi addomesticato un giovine lupo; io, a Campiglia Marittima, avevo addomesticato un topo. Dandone segno con quel simbolo, il Destino aveva già vergato il proprio decreto, la via che avrebbero percorso i due ragazzacci maremmani era già tracciata: tu il fiero carnivoro, ululante pei monti e per le foreste a sfidare le schioppettate dei pastori e le zanne dei cani; io l'umile roditore delle dispense, tremante e fuggente di paura al più lieve miagolare d'un gatto."
Nella via si trova oggi un medaglione dipinto che ritrae lo scrittore realizzato dagli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Firenze.

 

I luoghi di Niccolò Machiavelli

 

Italy Firenze

Casa dove visse e morì

“A Niccolò Macchiavelli / dell'unità nazionale / precorritore audace e indovino / e d'armi proprie e non avventizie / primo istitutore e maestro / l'Italia una ed armata / pose / il 3 maggio 1869 / quarto di lui centenario --- Casa ove visse Niccolò Macchiavelli / e ivi morì il 22 giugno 1527 / di anni 58 mesi 8 e giorno 19 --- Trascorse i suoi giorni / Niccolò Machiavelli meditando / sulle umane vicende / e compose pagine immortali / di storia fiorentina”.
Indirizzo: Via Guicciardini 16, Firenze

 

Sepolcro nella Basilica di Santa Croce

 

Italy San Casciano Val di Pesa, Firenze

Villa Machiavelli

È la villa in cui Machiavelli si ritirò dopo essere stato esiliato da Firenze nel 1512 dopo il ritorno dei Medici in città. La casa e i terreni appartenevano alla famiglia dello scrittore che qui scrisse De Principatibus, ovvero Il Principe.
In una delle sue lettere più famose, quella del 10 dicembre 1513 indirizzata a Francesco Vettori, ambasciatore fiorentino presso il Papa, lo scrittore racconta i suoi giorni di ozio forzato presso la villa, le passeggiate nel bosco con qualche lettura sotto il braccio, le serate all'osteria a giocare a "tric-trac" con l'oste e gli altri avventori, i contatti disdegnati col volgo e poi finalmente la sera, nella sua biblioteca, a leggere i classici che gli ispirarono appunto Il Principe
"Partitomi del bosco, io me ne vo ad una fonte, e di quivi in un mio uccellare. Ho un libro sotto, o Dante o Petrarca, o uno di questi poeti minori, come Tibullo, Ovidio e simili: leggo quelle loro amorose passioni, e quelli loro amori ricordomi de' mia: gòdomi un pezzo in questo pensiero. Transferiscomi poi in sulla strada, nell'hosteria; parlo con quelli che passono, dimando delle nuove de' paesi loro; intendo varie cose, e noto varii gusti e diverse fantasie d'huomini. Viene in questo mentre l'hora del desinare, dove con la mia brigata mi mangio di quelli cibi che questa povera villa e paululo patrimonio comporta. Mangiato che ho, ritorno nell'hosteria: quivi è l'hoste, per l'ordinario, un beccaio, un mugnaio, dua fornaciai. Con questi io m'ingaglioffo per tutto dí giuocando a cricca, a trich-trach, e poi dove nascono mille contese e infiniti dispetti di parole iniuriose; e il più delle volte si combatte un quattrino, e siamo sentiti non di manco gridare da San Casciano. Cosí, rinvolto in tra questi pidocchi, traggo el cervello di muffa, e sfogo questa malignità di questa mia sorta, sendo contento mi calpesti per questa via, per vedere se la se ne vergognassi."
Alla morte dello scrittore la casa passò agli eredi, la famiglia Serristori. Recentemente è stata acquisita dal Gruppo italiano vini che gestisce i vigneti e il ristorante Albergaccio, l'osteria che frequentava il Machiavelli oggi riportata alla struttura originale dopo un attento restauro.
Gli ambienti della Villa-Museo sono liberamente visitabili.
Una targa apposta sull'edificio recita: "A Niccolò Machiavelli / che qui meditò e propugnò la liberazione d'Italia / scrivendo le sue opere immortali / sull'arte di reggere e difendere con armi proprie gli stati -- Il Comune di S. Casciano / pose questa memoria / nel quarto centenario dalla nascita / del grande statista italiano".
Indirizzo: Via Scopeti 157, Loc. S.Andrea in Percussina, San Casciano (FI)
sito Sito: http://www.villamachiavelli.it/

Castello di Bibbione

In località Montefiridolfi si trova questo castello acquistato il 30 giugno 1511 da un tale Niccolò d'Alessandro Machiavelli. Una lapide posta all'ingresso infatti recita: "Fattoria Castello di Bibbione / nel XVI sec. di Niccolò Machiavelli". Secondo alcune fonti però non si tratta dello scrittore ma di un omonimo che apparteneva ad un altro ramo dei Machiavelli.
Indirizzo: Via Collina 66, San Casciano Val di Pesa (FI)

 

 

Italy Palazzuolo sul Senio, Firenze

Targa commemorativa

La targa ricorda il passaggio di Papa Giulio II accompagnato da Machiavelli il 29 ottobre 1506.
"In questo palazzo / la mattina del XIX ottobre MDVI / alle ore XV sostò / S.S. Papa Giulio II / accompagnato / da Ser Niccolò Macchiavelli / segretario della / Signoria di Firenze / P R S -- F. Galeotti".
Indirizzo: piazza Podestà, Palazzuolo sul Senio (FI)

 

Italy San Gimignano, Siena

Targa commemorativa

La targa, apposta sul bastione San Francesco che sorge nei pressi della porta San Giovanni, recita: "Qui presso la via de' Fossi / e il torrione di S. Francesco / Niccolò Machiavelli / segretario della Repubblica Fiorentina / nel maggio MDVII / esercitò primo le milizie nazionali / alla nuova disciplina delle armi / quando cessato il mercimonio degli stipendi / e delle infauste compagnie di ventura / rivendicossi all'Italia il proprio diritto / di combattere e spargere il sangue / per la patria".
Indirizzo: Bastione San Francesco, piazza Martiri di Montemaggio, San Gimignano (SI)

 

 

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Ludovico Ariosto


Graziolo Bambagiglioli

Targa commemorativa

La targa recita: "In questa via anticamente deno-/ minata Borgetto dei Bamba-/ giglioli, furono le case di quella / cospicua famiglia alla quale / appartenne Graziolo, cancel-/ liere del Comune e primo commen-/ tatore della Divina Commedia".
Indirizzo: via De' Marchi 31, Bologna


Giosuè Carducci


Guido Guinizelli

Targa commemorativa

La targa recita: "Qui nel rione di Portanova / furono le case di Guido Guinizelli / il poeta dalle rime d'amore / «dolci e leggiadre» / e le scuole di Giovanni del Virgilio / che invitò Dante / a cingere l'alloro in Bologna / e di Benvenuto Rambaldi da Imola / che lesse per la prima volta / pubblicamente la Divina Commedia. -- Distrutta nel 1943 per bombardamento aereo / è stata ripristinata nel giugno 1961 a cura del / comitato per Bologna storia e artistica e / del Genio Civile".
Indirizzo: via Volto Santo, Bologna


Giovanni Pascoli


Pier Paolo Pasolini

Targa commemorativa sulla casa natale

La targa recita: "In questa casa il 5 marzo 1922 / nacque / Pier Paolo Pasolini / poeta scrittore regista -- Il Comune di Bologna / giugno 2004".
Indirizzo: via Borgonuovo 2, Bologna


Lorenzo Ruggi

Targa commemorativa

Nell'androne dell'edificio si trova una targa che recita: "Dal 1925 al 1972 / visse in questa sua casa / lo scrittore Lorenzo Ruggi -- Una vita intensa di opere creative / un quotidiano impegno ideale / in difesa del teatro italiano / che ha tanto amato".
Indirizzo: via Barberia 16, Bologna


Alfredo Testoni

Targa commemorativa

La targa recita: "In questa casa / lunghi anni dimorò e morì / Alfredo Testoni / commediografo insigne / gaio interprete dell'anima petroniana -- Il Comune di Bologna / amici ed estimatori / nel primo decennale della morte -- XVII dic. MCMXLI XX E.F.".
Indirizzo: via Alfredo Testoni 9, Bologna

Targa commemorativa

La targa recita: "L'11 ottobre 1856 / nacque in questa casa / Alfredo Testoni / che nella poesia e nel teatro / profuse la giocondità e l'arguzia / della sua cara Bologna -- "La famèja bulgnèisa" - P. 11 - 10 - 1956".
Indirizzo: via San Felice 48, Bologna

I luoghi di Giovanni Pascoli

Italy Castelvecchio, Barga (Lucca)

Casa museo di Giovanni Pascoli

A Castelvecchio, frazione di Barga, in località Caprona, sorge la villa settecentesca, appartenuta ai Cardosi-Carrara, che Giovanni Pascoli elesse come residenza dal 1895 al 1912, anno della sua morte. Qui viveva con la sorella Maria e il cane Gulì. VI si trasferì il 15 ottobre 1985 ma solo nel 1902 riuscì ad acquistare la villa grazie ai proventi dei premi ottenuti vincendo i certami di poesia latina.
Immerso in questo scenario bucolico che gli riportava alla mente l'amato Virgilio, compose le sue raccolte più note, come Myricae, Canti di Castelvecchio e Poemi Conviviali. Alla sua morte la sorella Maria continuò a vivere nella villa (gli sopravvisse di 41 anni) mantenendo intatta la disposizione della casa. Quando morì nel 1953, lasciò da testamento la villa al Comune di Barga che la riaprì ufficialmente il 1° novembre 1960 come museo dedicato alla memoria del poeta.

Oggi il museo si presenta così come vi aveva vissuto Giovanni Pascoli. Si sviluppa su tre piani, ma soltanto due sono aperti ai visitatori.

Al piano terra, si visitano la cucina e la sala da pranzo; inoltre, nella stanza che era stato lo studio di Maria, si trova l'archivio contenente le carte del poeta e della sorella (circa 61.000 manoscritti), molte fotografie e la rassegna stampa che riguardava Pascoli conservata con cura da Maria. 

Al secondo piano si trova lo studio del poeta, con tre scrivanie, una dove scriveva i suoi componimenti, una per gli studi danteschi e una per quelli latini. Si trovano inoltre le camere da letto del poeta e della sorella; e anche la stanza da letto che Pascoli aveva a Bologna, dove morì il 6 aprile 1912, che fu trasportata e fedelmente ricostruita a Castelvecchio. Infine la biblioteca, di grande importanza per ricostruire i suoi interessi e le sue influenze letterarie.

All'esterno della villa si trova il giardino, che ospita vari alberi e arbusti, oltre alla tomba del cane Gulì sotto una piccola colonna e quella del merlo Merlino, un altro affezionato animale del poeta.

Adiacente alla casa si trova la cappella dove sono sepolti il poeta e la sorella all'interno di un sepolcro in marmo realizzato da Leonardo Bistolfi su cui è inciso il dittico composto dallo stesso poeta per la sorella: "Quae nihil optasti nisi pacem pace fruaris / una cum maesto candida fratre soror" ("Tu che nien’altro desiderasti che la pace, di pace godrai, virginale sorella, insieme al tuo mesto fratello"). La scelta del luogo in cui deporre la salma del poeta causò non pochi problemi alla sorella Maria che con convinzione lo volle nella cappella della casa di Castelvecchio. Infatti alla morte del poeta, occorsa a Bologna il 6 aprile 1912, dopo i funerali nella Basilica di San Petronio, la salma partì alla volta di Barga, dove fu custodita nel cimitero comunale per 6 mesi con il pericolo che venisse trafugata perché i cittadini di San Mauro di Romagna, paese natale del poeta, rivendicavano la sepoltura nella loro terra. Alla fine la spuntò la sorella Maria, facendo valere anche la volontà del Pascoli che aveva scritto in una delle sue ultime liriche: "Ch’io ritorni al campanile \ del mio bel San Niccolò \ dove l’anima gentile \ finalmente adagerò". Ogni anno, sempre per volontà della sorella, si tiene una messa commemorativa nell'anniversario della morte del poeta.
Gli affreschi nella cappella sono ad opera di Adolfo Balduini. Sulla parete esterna dell'edificio si trova una lapide che riporta alcuni versi della lirica Il sepolcro, dalle Odi: "Lasciate quell'edera! Ha i capi / fioriti. Fiorisce, fedele, / d'ottobre, e vi vengono l'api / per l'ultimo miele".
L'edificio adiacente alla casa, costruito nel 1934 per ospitare un asilo infantile è oggi la sede della Fondazione Giovanni Pascoli.
Indirizzo: Via Caprona 4, Castelvecchio Pascoli, Barga (LU)
sito Sito: fondazionepascoli.it
a-pagamento Ingresso a pagamento. Adulti: 3.00 €.
orario Orari di apertura: dal 1° ottobre al 31 marzo, il martedì dalle 14 alle 17.15 e dal mercoledì alla domenica dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.15; dal 1° aprile al 30 settembre, il martedì dalle 15.30 alle 18.45 e dal mercoledì alla domenica dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.45. Chiuso il lunedì e il martedì mattina.

 

Italy Barga (Lucca)

Targa presso il Duomo

Sulla salita che porta al duomo di Barga, poco prima di arrivare sul piazzale antistante la chiesa, si trova una targa che ricorda la lirica L'ora di Barga, tratta da I canti di Castelvecchio, ispirata ai rintocchi del campanile che il poeta sentiva dalla sua casa di Castelvecchio. La targa recita: Il suono dell'orologio della torre campanaria / di questo tempio romanico / ispirò al poeta / Giovanni Pascoli / 1855 - 1912 / figlio adottivo della terra barghigiana / i versi sublimi della lirica / "L'ora di Barga" -- S. Pia / Barga 15 ottobre 2006 / A cura dell'Ist. Stor. Lucchese sez. di Barga".
La lirica, intensa e velata di malinconia, si apre con questi versi: "Al mio cantuccio, donde non sento / se non le reste brusir del grano, / il suon dell’ore viene col vento / dal non veduto borgo montano: / suono che uguale, che blando cade, / come una voce che persuade."
La chiesa, in stile romanico, iniziata nel X secolo e completata nel XV, ha una facciata con pregevoli bassorilievi e un arco scolpito a foglie d'acanto. Nell'interno, a tre navate, spicca un pulpito sorretto da quattro colonne, due rappresentano leoni, una un uomo, l'altra un drago.

Targa nel Teatro dei Differenti

Il teatro originario fu costruito nel 1689 e ospitava l'Accademia degli Indifferenti (poi diventata "dei Differenti") che già esisteva dal 1668. Il teatro fu abbattuto e ricostruito nel 1795: l'inaugurazione fu celebrata con la rappresentazione di due opere di Cimarosa, Il matrimonio segreto e Giannina e Bernardone.
Il 26 novembre 1911 Giovanni Pascoli vi pronunciò il discorso La grande proletaria si è mossa. Per questo motivo all'ingresso è stata apposta una targa che recita: "In questo teatro Giovanni Pascoli / il 26 novembre 1911 / diceva / La grande proletaria / ultima strofe del suo canto di vita / primo battito d'ala / per le nuove glorie d'Italia".
Indirizzo: Vicolo del Teatro, Barga (LU)

Caffè Capretz

In questo storico caffè, ritrovo ottocentesco dell'alta società barghigiana, è stata apposta una targa dettata da Giovanni Pascoli che elogia Antonio Mordini e Renato Imbriani. Inoltre il 28 ottobre 1905 vi si tennero i festeggiamenti per celebrare la cattedra di Letteratura Italiana presso l'Università di Bologna, che il poeta aveva appena ricevuto, succedendo a Giosuè Carducci. La targa recita: "Da questa terrazza / il 3 d'agosto del 1897 / Antonio Mordini e Renato Imbriani / contemplarono il tramonto / e il sole illuminando le fronti severe e serene / dei due apostoli dell'ideale / sembrava recingere d'un fulgor di gloria / le due forti generazioni che fecero l'Italia / Sole che quando tramonti, non fai che promettere l'alba, / sia l'italica idea, sia della gloria così".
Indirizzo: Piazza Salvo Salvi 1, Barga (LU)

Casa Salvi

Sulla casa della famiglia Salvi, di cui Giovanni Pascoli fu amico, è stata apposta una targa in bronzo dettata dal poeta: "MDCCCXLIV-MXMIII / A Salvo Salvi milite dell'esercito rosso che combattendo giunse in vista di Trento e ne ritornò ubbidendo, i conterranei di Barga e Coreglia, da lui ben amati, consigliati, amministrati PP nel MCMV - G. Pascoli".
Indirizzo: via del Pretorio, Barga (LU)

Lapide nel cimitero

Nel cimitero di Barga si trova una lapide apposta sul loculo che ospitò per sei mesi le spoglie del poeta. L'iscrizione recita: "Qui trovò il suo primo riposo / Giovanni Pascoli / dal 9 aprile al 6 ottobre / del 1912".
Nel cimitero di Barga inoltre si trova la tomba di Isabella Caproni, la Molly del poemetto Italy, figlia di Enrico Caproni, un emigrato a Cincinnati, negli Stati Uniti, figlio a sua volta di Bartolomeo Caproni, fattore e amico di Pascoli. La ragazza, ormai malata, fu riportata in Italia con la speranza di guarigione, ma morì nel gennaio 1906. Pascoli firmò l'epitaffio: "“O Isabella / Fiore nostro nato sull’Ohio / Gracile fiore portato al sole d’Italia / Che ti guarisse! / O fanciulla Soave / Mente di luce e cuore d’amore / Così rassegnata al tuo precoce martirio! / Yes dicevi quando ti allontanasti dai tuoi / Sì dicesti quando partisti per sempre / A dodici anni!”.
Un'altra iscrizione su una tomba del cimitero è firmata da Pascoli e recita: "Ermella Gonnella / santamente visse la sua vita / e mentre riposava accanto alla dolce figlia / l’anima le si tolse nel silenzio notturno / per guardare vegliare amare / dal più alto del cielo – Giovanni Pascoli". fonte14x14
Indirizzo:  Cimitero Comunale, Località Diversi, Barga (LU)

 

Italy San Mauro Pascoli (Forlì Cesena)

Casa natale

È la casa in cui Giovanni Pascoli è nato il 31 dicembre 1855 ed è vissuto fino all'età di 7 anni.
Dal 1924 è monumento nazionale di proprietà dello Stato ma l'edificio ha subito numerosi danni durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale che hanno comportato una massiccia ricostruzione per ripristinare la casa come era originariamente. La cucina è l'unico ambiente che si è conservato senza subire danni. Oltre alla cucina, al piano terra si trova anche la stanza che ospitava la sala da pranzo dove oggi vi è stata allestita un'esposizione fotografica che illustra la vita del poeta e della sua famiglia.
Al piano superiore della casa si trova la camera da letto e lo studio che il poeta aveva a Bologna quando teneva la cattedra di Letteratura Italiana all'Università. Oggi vi sono esposti il manoscritto originale di Romagna (che porta il titolo della prima stesura, Colascionata Prima a Severino Ferrari Ridiverde), alcune prime edizioni delle sue opere e alcuni vocabolari a lui appartenuti.
Nel giardino, oltre a un busto bronzeo che raffigura il poeta, sono coltivate alcune specie che menziona nelle sue poesie, tra cui l'erba cedrina, il giaggiolo, la mimosa rosa, il gelsomino. Annessa al giardino è la piccola cappella, forse di costruzione seicentesca, detta anche Chiesetta della Madonna dell’Acqua, dove la madre era solita raccogliersi in preghiera.
Sulla parete esterna della casa sono apposte alcune targhe commemorative. Prima targa: "San Mauro vuole sia ricordato / che qui nacque / il 31 dicembre 1855 / Giovanni Pascoli / il grande poeta della bontà"; seconda targa: "6 aprile 1912 - 6 aprile 1962 / A / Zvanì / nel cinquantenario della morte / Il «nido di lodola tra il grano»"; terza targa: "«M'era la casa avanti / tacita al vespro puro, / tutta fiorita al muro / di rose rampicanti» -- G. Pascoli / 21 settembre 1924".
Indirizzo: Via Giovanni Pascoli 46, San Mauro Pascoli (Fc)
sito Sito: http://www.casapascoli.it
a-pagamento Ingresso a pagamento. Adulti 2.00 €.
orario Orari di apertura: dal martedì alla domenica, dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 16.00 alle ore 18.00. Chiuso il lunedì, il 1° gennaio e il 25 dicembre.

Villa Torlonia

Era la villa dei Torlonia di cui il padre del poeta, Ruggero Pascoli, era amministratore. La famiglia del poeta vi visse dal 1862 al 1867, fino all'anno in cui morì il padre, assassinato il 10 agosto 1867 di ritorno da Cesena, episodio reso famoso dalla straziante lirica La cavallina storna.
La Villa rimase di proprietà dei Torlonia fino agli anni Cinquanta, poi passò al Comune nel 1983 che provvide a restaurarla e aprirla ai visitatori.
Oggi fa parte del progetto "Parco Poesia Pascoli" assieme alla casa natale del poeta.
Indirizzo: via Due Martiri 2, San Mauro Pascoli

 

Italy Bologna

Targa commemorativa sulla casa in cui è deceduto

Pascoli morì il 6 aprile 1912 nella sua casa di Bologna, in via dell'Osservanza, probabilmente di cirrosi epatica. I funerali si svolsero nella Basilica di San Petronio e successivamente la salma partì alla volta di Barga, dove fu custodita per 6 mesi, prima di essere traslata nella cappella della casa di Castelvecchio, non senza polemiche da parte dei cittadini di San Mauro, paese natale del poeta, che rivendicavano la sepoltura nella loro terra delle sue spoglie.
Una targa sulla casa bolognese, apposta in epoca fascista, ricorda che il poeta ha soggiornato per alcuni periodi in questa casa dal 1906 al 1912 (la sua residenza era a Castelvecchio, nel comune di Barga). L'iscrizione recita: "Qui ebbe dimora / dal MXMVI al MXMXII / e qui chiuse la sua giornata mortale / Giovanni Pascoli / nel latino nuovo ed antico / poeta e profeta dell'Italia giovane / e dei risorti fasci di Roma -- Il fascio di combattimento di Bologna / nell'anno XI E.F."
Indirizzo: via dell'Osservanza 4, Bologna

 

Italy Lucca

Targa commemorativa

A Lucca "Perché in questa casa / fu solito dimorare / Giovanni Pascoli / ospite del mercante lucchese / Alfredo Caselli / i cittadini memori / vollero qui per sempre congiunto / il nome del grande poeta / e dell'umile amico fedele -- XII ottobre MCMXXIV".
Indirizzo: Via Fillungo, Lucca

 

Italy Matera

Targa commemorativa

La targa apposta a 50 anni dalla morte del poeta nel 1972, recita: "A / Giovanni Pascoli / nel cinquantesimo / anniversario / della sua morte / qui / dove dimorò in Matera il poeta / di San Mauro di Romagna / Iniziando la lunga opera sua / di maestro / con essa affiancando e integrando / l'esercizio della divina poesia -- Celebrazioni pascoliane in Lucania / MCMLXII".
Indirizzo: piazza Vittorio Veneto, Matera

 

Italy Massa Carrara

Targa commemorativa

Presso il Liceo "Pellegrino Rossi" è apposta una targa che ricorda il periodo di insegnamento del poeta in questa scuola. L'iscrizione recita: "A Giovanni Pascoli / poeta delle prime Myricae / sotto l'ospite cielo di Massa / ed in questo liceo dal 1884 al 1887 / maestro dotto e geniale / di lettere antiche -- Scolari e cittadini / con memore affetto -- Massa, 12.X.1988".
Indirizzo: Via Democrazia 26, Massa

 

Italy Livorno

Targa commemorativa sul liceo in cui insegnò

Come illustrato dalla targa, Pascoli insegnò latino e greco dal 1887 al 1895 nel Liceo "Niccolini Guerrazzi" di Livorno. Il testo recita: "In questo liceo / auguralmente intitolato a G.B. Niccolini / insegnò latino e greco / dal 1887 al 1895 / Giovanni Pascoli / anima fervida di libertà e di umanità / che espresse nel suo canto / le voci della natura e della vita / la serenità nel dolore / le fraterne consolatrici speranze nei cuori / e illuminò poesia e magistero / con senso e intelletto d'arte / di classiche bellezze -- La Civica Amministrazione / nel centeneario della nascita del poeta / 31 dicembre 1955".
Indirizzo: via Maggi 50, Livorno.

Targa commemorativa sulla casa in cui è vissuto

Nel 1887 Pascoli viene trasferito da Massa a Livorno, dove gli viene assegnato l'incarico di docente di latino e greco presso il Liceo "Niccolini Guerrazzi". Con le sorelle Ida e Maria, l'unica famiglia che gli è rimasta (i genitori e i due fratelli maschi erano morti nell'arco di pochi anni), si trasferisce a Livorno e prende alloggio al quarto piano di un edificio in via Micali. La sorella Maria scrive a riguardo: "...dal ridente soggiorno di Massa, tutto profumo d’aranci e di limoni, ci trovammo in uno squallido appartamento a un quarto piano di via Micali". Poco tempo dopo si trasferiscono in un'altra casa, sempre in via Micali, ma più ampia e gradevole con un bel giardino, dove oggi è apposta la targa commemorativa. Durante questo periodo inizia la collaborazione con la rivista Vita nuova su cui escono le prime poesie della raccolta Myricae, poi pubblicata nel 1891.
La targa recita: "Qui negli anni MDCCCLXXXVII _ LXXXVIII / fiorirono le strofe delle sempre verdi "Myricae" / dalla mente sovrana / dall'anima virgiliana e francescana / di Giovanni Pascoli / che cantando i suoi morti / ascoltando le voci delle cose / degli uccelli dei bimbi / nel vario piccioletto verso / cesellava immagini grandi e immortali -- G.T.T.".
Indirizzo: via Micali 11, Livorno.

 

Italy Urbino

Busto commemorativo

Nel giardino di Piazzale Roma, vicino al noto monumento dedicato a Raffaello, si trova un busto commemorativo che ritrae il poeta che a Urbino aveva studiato presso i padri Scolopi dal 1862 al 1871.
A quel periodo dedica la lirica L'aquilone: "[...] Or siamo fermi: abbiamo in faccia Urbino / ventoso: ognuno manda da una balza / la sua cometa per il ciel turchino [...]".
Indirizzo: piazzale Roma, Urbino

 

Italy Ravenna

Busto commemorativo

L'incisione sulla colonna su cui poggia il busto recita: "A G. Pascoli il Comune di Ravenna".
Indirizzo: piazza Anita Garibaldi, Ravenna

 

I luoghi di Giovanni Boccaccio

Italy Certaldo

Certaldo si contende con Firenze il titolo di città natale di Boccaccio. Non si sa tuttora quale sia l'esatta città natale: il futuro poeta nacque da una relazione extraconiugale che il padre, Boccaccino di Chellino, ebbe con una donna di umili origini. Di per certo sappiamo che la famiglia era originaria di Certaldo, motivo per cui Boccaccio si firmava "Iohannes de Certaldo".
Certaldo è inoltre l'ambientazione della novella VI, 10 del Decameron, il cui protagonista, Frate Cipolla, richiama anche nel nome lo stemma del paese di Certaldo sin dal XIII secolo: uno scudo diviso verticalmente in due sezioni, una bianca e l'altra rossa, sulla cui metà sinistra è raffigurata una cipolla.

Casa museo

È la casa in cui si ritiene che Giovanni Boccaccio visse gli ultimi anni della sua vita, dal 1361-62 al 1375, anno della morte. L'edificio fu acquistato nel 1821 da Carlotta Lenzoni de' Medici forse a seguito della denuncia che Lord Byron scrive in versi nel suo Childe Harold's Pilgrimage sulla distruzione della tomba del poeta.
Nel 1826, dopo alcuni lavori di ristrutturazione, fu commissionato a Pietro Benvenuti, un pittore fiorentino in voga all'epoca, un affresco raffigurante il poeta ed ebbe inizio un costante flusso di visitatori come testimoniato dal ricco registro. Dopo la scomparsa di Carlotta Lenzoni, gli eredi donarono l'immobile allo Stato che a sua volta lo affidò all'Associazione Pro Loco Certaldo nel 1940.
Il 15 gennaio 1944, la casa venne gravemente danneggiata a causa di un bombardamento aereo, ma si salvò miracolosamente la parete con l'affresco di Benvenuti. Al termine della Seconda guerra mondiale iniziarono i lavori di ricostruzione, poi conclusisi nel 1954. Due anni dopo, nel 1956, la Soprintendenza ai Monumenti di Firenze affidò l'immobile a Giuseppe Fontanelli, un maresciallo dei carabinieri in congedo nonché appassionato di studi letterari, che cominciò a raccogliere testi e cimeli relativi al Boccaccio formando una ricca biblioteca specializzata. fonte14x14
Al primo piano dell'edificio si trova "la stanza del Poeta" dove si trova l'affresco di Pietro Benvenuti commissionato nel 1826 da Carlotta Lenzoni de' Medici che raccolse anche alcuni mobili e oggetti d'epoca, molti dei quali andati distrutti durante il bombardamento del 1944.
Tra gli oggetti di interesse ci sono 9 scarpe da donna spaiate che risalgono al Trecento, ritrovate dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale e, al piano terra, il bozzetto della lastra tombale che fu commissionata dalla Società Storica della Valdelsa allo scultore Mario Moschi nel 1949, quando fu riconosciuta ufficialmente la locazione della tomba del Boccaccio, nella Chiesa dei SS. Michele e Jacopo, dove attualmente si trova l'originale scolpito da Moschi.
Tra gli altri oggetti esposti ci sono una collezione di medaglie che rappresentano alcune novelle del Decameron, create per l'Ente Nazionale Boccaccio dal 1957 in occasione del VI centenario della morte del poeta, e una collezione di costumi indossati dalle attrici del laboratorio teatrale "Oranona" che hanno portato in scena alcune novelle del Decameron.
Oggi la casa è anche sede dell'Ente Nazionale Boccaccio e di una biblioteca specializzata che nasce grazie all'impegno dello studioso Giuseppe Fontanelli. Oltre ad alcuni testi antichi donati da Domenico Tordi scampati alla distruzione della Seconda guerra mondiale, la biblioteca conserva circa 3500 tomi incentrati sul poeta, tra cui testi di critica in lingue straniere.
La casa museo si trova nella parte medievale della cittadina che sorge su un colle raggiungibile a piedi oppure tramite la funicolare che parte da piazza Boccaccio.
Indirizzo: via Boccaccio 18, Certaldo Alta (FI)
sito Sito: http://www.casaboccaccio.it/
a-pagamento Ingresso a pagamento. Adulti 4 €.
orario Orari di apertura
: da aprile a ottobre, tutti i giorni dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 19.00. Da novembre a marzo, tutti i giorni dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 16.30. Chiuso il martedì.

Tomba di Giovanni Boccaccio

La chiesa in stile romanico custodisce al suo interno le spoglie di Giovanni Boccaccio. Il sepolcro è incastonato nel pavimento al centro della navata, riconoscibile per la lastra marmorea commissionata dalla Società Storica della Valdelsa allo scultore Mario Moschi nel 1969. 
L'attuale locazione non è quella originaria perché la tomba del Boccaccio ha avuto una storia travagliata iniziata nell'Ottocento con il decreto del duca Leopoldo nel 1783 che proibiva le sepolture nelle chiese. Sembra che il sepolcro fu aperto e le ossa sparse nel cimitero della chiesa. Nel 1818, Lord Byron denunciò la distruzione della tomba del poeta nei versi del suo Childe Harold's Pilgrimage.
Nel 1913 il preposto di Certaldo don Alessandro Pieratti annunciò il ritrovamento della vera tomba del poeta all'interno della chiesa, nei pressi dell'antico ingresso, perché l'edificio era stato modificato più volte negli anni. Dopo alcuni studi, nel 1949 fu riconosciuta ufficialmente la tomba del poeta anche se tra gli studiosi persistono molti dubbi sull'effettiva appartenza al poeta dei resti qui custoditi (alcuni ritengono che si tratti di resti ritrovati nella zona archeologica di Certaldo). fonte14x14
Indirizzo: Chiesa dei Santi Jacopo e Filippo, Certaldo Alta (FI)

Statua di Giovanni Boccaccio

La statua fu commissionata dal Comune di Certaldo nel 1875, in occasione della commemorazione per il V centenario dalla morte del poeta alla quale partecipò e tenne un discorso Giosuè Carducci. L'opera fu completata dallo scultore Augusto Passaglia nel 1879. La cerimonia di inaugurazione avvenne il 22 giugno 1879 con una festa che vide la partecipazione delle autorità, delle bande cittadine di Certaldo e dei paesi limitrofi, dello studioso Attilio Hortis che pronunciò un discorso; furono organizzati inoltre altri festeggiamenti come corse di cavalli e la rappresentazione dell'opera Il Boccaccio a Napolifonte14x14
Il piedistallo su cui fu posta la statua doveva accogliere una serie di lamelle in bronzo che illustravano la vita del Boccaccio commissionate allo stesso Augusto Passaglia che ne realizzò i calchi in gesso. Le lamelle non furono però mai prodotte per motivi economici. La lapide sul basamento riporta l'iscrizione: "A Giovanni Boccacci / la patria / XXII giugno / MDXXXLXXIX". 
La statua è stata restaurata nel 2011.
Indirizzo: Piazza Boccaccio, Certaldo (FI)

 

Italy Firenze

Targa sull'edificio dove si trovava la casa natale

Nel luogo dove presumibilmente nacque Giovanni Boccaccio è stata posta una targa con una citazione da Giovanni Gherardo da Prato: "Chiamato fui messer Giovan Boccaccio, / nacqui in Firenze al Pozzo Toscanelli / di fuor sepolto a Certaldo giaccio. --- Giovanni Gherardi da Prato 1367 - 1445 / Sonetto per Giovanni Boccaccio".

Indirizzo: via Toscanella, Firenze.

Affresco nel palazzo dell'Arte dei Giudici e Notai

Nel palazzo dell'Arte dei Giudici e Notai, al primo piano di quello che oggi è un ristorante, si trova un antico ritratto di Boccaccio inserito in un ciclo di affreschi dedicato ai poeti fiorentini. Oltre a Boccaccio è ancora visibile il ritratto di Dante Alighieri (sulla sinistra), mentre sono andati perdute le raffigurazioni degli altri due letterati, probabilmente Francesco Petrarca e Zanobi da Strada
Indirizzo: Via del Proconsolo 16r, Firenze

   

 

Italy Arezzo

Targa commemorativa

Arezzo è l'ambientazione della IV novella della VII giornata del Decameron: "Fu adunque già in Arezzo un ricco uomo, il qual fu Tofano nominato [...]". La targa recita: "Pozzo di Tofano -- Giovanni Boccaccio / ricordava / nel "Decamerone" / Giornata VII Novella IV -- A cura della Brigata Aretina / Amici dei Monumenti - 1958".
Indirizzo: Via Orto 15, Arezzo

I luoghi di Seamus Heaney

 

United Kingdom Bellaghy, Irlanda del Nord

Museo "Seamus Heaney Homeplace"

Il museo è stato inaugurato nel settembre 2016 riconvertendo una vecchia caserma della RUC (Royal Ulster Constabulary, la polizia federale dell'Irlanda del Nord fino al 2001), un lugubre ricordo del conflitto nordirlandese. Il piccolo paese di Bellaghy nell'Irlanda del Nord è il luogo in cui il Premio Nobel è cresciuto ed è stato sepolto alla morte nel 2013. La mostra è collocata su due piani: la sezione al piano terra, "People & Place" si incentra sul periodo dell'infanzia del poeta, soffermandosi sul paesaggio e sulle persone che hanno ispirato i suoi versi. Sono esposti alcuni oggetti originali a lui appartenuti, come il suo banco alla scuola elementare, un cappotto, una borsa e la penna Conway Stewart che i genitori gli regalarono quando vinse la borsa di studio nel 1951 per il St. Columb's College di Derry. Oltre a una cronologia sulla sua vita e una mappa che raffigura la terra intorno al Lough Beg, fonte d'ispirazione per la sua poesia, si trova un video con i contributi di personaggi più o meno famosi che raccontano il loro rapporto con la poesia di Heaney. Al primo piano si trova la sezione "Imagination and Inspiration" che raccoglie immagini e riproduzioni di oggetti fonte di ispirazione per il poeta. "An Attic Study" è invece una sezione dove è ricreato lo studio di Heaney, con un video incentrato sulla vittoria del premio Nobel e una teca che espone alcune bozze per capire il processo creativo e di riscrittura del poeta. Al suo interno si trova inoltre un centro polivalente, con caffetteria, biblioteca e area ragazzi, progettato per incoraggiare non solo alla letteratura, ma anche alle arti visive e al teatro.
Indirizzo
: 45 Main Street, Bellaghy, County Londonderry
sito Sito
seamusheaneyhome.com
a-pagamento Ingresso a pagamento. Adulti £7.
orario Orari di apertura: aperto tutti i giorni; dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 17, la domenica dalle 13 alle 17.

 

 

Tomba nel cimitero di Bellaghy

Il poeta è sepolto nel cimitero del piccolo paese di campagna in cui è cresciuto, presso la St Mary's Parish Church. Sulla lapide, installata nell'agosto del 2014, è inciso un verso tratto dalla poesia The Gravel Walks che ha declamato nel discorso di accettazione del Nobel nel 1995: "Walk on air against your better judgement" ("Cammina nell'aria contro le tue convinzioni").
Indirizzo: Bellaghy Cemetery, Bellaghy, County Londonderry

 

Bellaghy Bawn

In questo maniero si trova la scultura "Turf Man" realizzata da David Annand e ispirata alla poesia Digging, commissionata per il settantesimo compleanno del poeta.

Moyola River

Lungo poco più di 43 km, dalle Sperrin Mountains al Lough Neagh, il fiume Moyola è menzionato nelle poesie Gifts of Rain, A New Song, Whitby-sur-MoyolaMoyulla.

Mossbawn

La fattoria tra Castledawson and Toomebridge in cui Seamus Heaney nacque nel 1939, il più piccolo di 9 figli. Mossbawn è anche menzionata nel titolo di due poesie incluse nella raccolta North.

 

United Kingdom Derry, Irlanda del Nord

St Columb's College

Il St Columb's College è una grammar school (scuola secondaria propedeutica all'università) cattolica a Derry. Qui il poeta fu ammesso con borsa di studio nel 1951.
Indirizzo: 23 Buncrana Road, Derry.


I luoghi di Virginia Woolf

United Kingdom Londra

Dopo la morte del padre, Leslie Stephen, nell'autunno del 1904, Virginia si trasferì con i fratelli Thoby, Adrian e Vanessa dalla casa di famiglia in Hyde Park Gate 22 al numero 46 di Gordon Square, dove iniziarono a organizzare incontri con gli amici di Thoby, studenti di Cambridge, tra cui Edward Morgan Forster, Roger Fry e Lytton Strachey, con cui formarono il Bloosmbury Group.
Alla morte di Thoby e in seguito al matrimonio di Vanessa con Clive Bell, nell'agosto 1907 Virginia si trasferì in una casa precedentemente appartenuta a George Bernard Shaw in Fitzroy Square con il fratello Adrian con il quale spesso aveva dei contrasti. Quando l'affitto giunse alla scadenza, nel novembre 1911, si trasferirono al numero 38 di Brunswick Square, in appartamento con altri giovani: lei al terzo piano, Adrian al secondoil futuro marito di Virginia, Leonard Woolf al quarto, Duncan Grant e John Maynard Keynes  entrambi al piano terra. Oggi questo edificio non esiste più perché la piazza ha cambiato volto nel corso degli anni. fonte14x14
I coniugi Woolf si trasferirono inizialmente in Fleet Street, dove per i pasti frequentavano spesso Ye Olde Cock Tavern, un locale che aveva visto tra i suoi avventori anche Charles Dickens, Samuel Pepys e Alfred Tennyson, e successivamente presero dimora a Richmond, nella Hogarth House, dove abitarono fino al 1924. Dal 1924 al 1939 si trasferirono in Tavistock Square, un'edificio che oggi non esiste più, e dal 1939 al numero 37 di Mecklenburgh Square (anche questo edificio non esiste più). Nel 1919 Virginia e Leonard acquistarono Monk's House, una villetta nel Sussex, dove iniziarono a trascorrere sempre più tempo nella tranquillità della campagna.
Londra compare spesso nei romanzi della Woolf, in particolare in La signora Dalloway e La stanza di Jacob.

Targa commemorativa sull'edificio in cui visse

La targa menziona soltanto il padre di Virginia Woolf, Leslie Stephen. La scrittrice visse fino alla morte di lui, occorsa nel 1904, per poi trasferirsi al numero 46 di Gordon Square.
La targa, rotonda di colore azzurro, recita: "Sir Leslie Stephen / 1832-1904 / scholar / and writer / lived here".
Indirizzo: 22 Hyde Park Gate, Londra

Targa commemorativa sull'edificio dove visse

La targa, rotonda e di colore blu, recita: "Virginia Stephen / (VIRGINIA WOOLF) / 1882 - 1941 / Novelist and critic / lived here 1907-1911". Nello stesso edificio è vissuto per un periodo anche George Bernard Shaw, come ricorda una targa apposta più in alto.
Indirizzo: 29 Fitzroy Square, Londra

Targa commemorativa

La targa recita: "Here and / in neighbouring / houses during / the first half of / the 20th Century / there lived several / members of the / Bloomsbury Group / including / Virginia Woolf / Clive Bell and / the Stracheys". 
Indirizzo: 50 Gordon Square, Camden, Londra

Targa commemorativa sull'edificio dove visse

Visse col marito Leonard in questo edificio dal 1915 al 1924 dove una targa la commemora così: "In this house / Leonard and / Virginia Woolf / lived / 1915-1924 / and founded Hogarth Press / 1917".
Indirizzo: Hogarth House, 34 Paradise Road, Richmond Upon Thames, Londra

Statua commemorativa

Il busto di Virginia Woolf, realizzato da Stephen Tomlin nel 1931, si trova in Tavistock Square, vicino alla statua di Gandhi, a pochi passi dalla casa in cui visse tra il 1924 e il 1939 scrivendo parte dei suoi romanzi e stampando libri con il proprio piccolo marchio indipendente Hogarth House. L'edificio in cui visse con il marito Leopold oggi non esiste più ma si trovava dove oggi sorge il Tavistock Hotel.fonte14x14
Indirizzo: Tavistock Square, Londra

 

United Kingdom Rodmell, Lewes, Sussex

Monk's House

Nel pacifico villaggio di Rodmell sorge questa villetta del XVII secolo che Virginia e il marito Leonard acquistarono nel 1919. Qui i coniugi amavano ritirarsi e ricevere altri importanti visitatori come Edward Morgan Forster, Thomas Stearns Eliot, Roger Fry, Lytton Strachey.
Gli interni sono arredati con oggetti realizzati dalla sorella di Virginia, Vanessa Bell, e il compagno pittore Duncan Grant. I due vivevano a circa 15 chilometri da Rodmell nella Charleston Farmhouse, una villa di campagna anch'essa un luogo di ritrovo per intellettuali e artisti che orbitavano intorno al Bloomsbury Group.
I coniugi Woolf trascorrevano periodi sempre più prolungati a Monk's House, soprattutto a partire dagli anni Quaranta quando il loro appartamento londinese in Mecklenburgh Square fu danneggiato dai bombardamenti aerei. 
Qui Virginia scrisse molti dei suoi romanzi, da La stanza di Jacob a La signora Dalloway, da Gita al faro a Orlando. Anche la sua ultima opera incompiuta, Between the Acts, è ricca di riferimenti alla vita di Rodmell. 
Di particolare fascino era il giardino in cui Virginia si rifugiava per scrivere: preferiva la capanna in fondo al giardino destinata agli attrezzi piuttosto che la sua accogliente stanzetta con ingresso autonomo e vista sul verde circostante. Il giardino era una fonte di ispirazione e procurava serenità e pace alla scrittrice che talvolta soffriva di depressione. Sebbene fosse il marito Leonard quello che, con l'aiuto del giardiniere, si dedicava alla cura delle piante e degli alberi da frutto, anche Virginia prese parte alla sua realizzazione.
Nel marzo 1941 Virginia si uccise annegandosi nel vicino fiume Ouse e il marito Leonard continuò a vivere a Monk's House fino alla sua morte nel 1969.
Nel 1980 la casa è stata acquisita dall'ente inglese per la valorizzazione del patrimonio artistico National Trust che l'ha resa aperta al pubblico.
Indirizzo: Monk's House, Rodmell, Lewes, Sussex
sito Sito web: https://www.nationaltrust.org.uk/monks-house
a-pagamento Ingresso a pagamento: Adulti £5.50.
orario Orari: Aperto da aprile a ottore, dal mercoledì alla domenica.

 

 

United Kingdom Firle, Lewes, Sussex

Charleston Farmhouse

Charleston Farmhouse era la residenza della sorella di Virginia Woolf, Vanessa Bell, e del suo compagno Duncan Grant, pittore scozzese. I due vi si trasferirono nel 1916 e ben presto divenne un punto di incontro per tutti gli artisti e intellettuali che orbitavano intorno al Bloomsbury Group. La casa fu decorata in modo del tutto originale ispirandosi agli affreschi italiani e allo stile post impressionista, con oggetti e mobili di Omega Workshop, una compagnia fondata da Vanessa Bell, Duncan Grant e Roger Fry nel 1913.
Anche il giardino fu creato dai due su progetto di Roger Fry mescolando influenze dello stile mediterraneo con i giardini dei cottage inglesi. Oltre ad una ricca varietà di specie floreali, vi si trovano alcune statue realizzate da Quentin Bell.
Indirizzo: Charleston Trust, Firle, Lewes, Sussex
sito Sito web: http://www.charleston.org.uk/
a-pagamento Ingresso a pagamento: Adulti £12.00
orario Orari di apertura: da aprile a inizio novembre (cambia ogni anno, controllare il sito ufficiale), dal mercoledì alla domenica. L'accesso è consentito solo ai tour guidati (si può prenotare online o direttamente sul posto in base alla disponibilità)

 

United Kingdom St Ives, Cornovaglia

Talland House

Virginia Woolf era solita trascorrere l'estate in questa elegante villa in stile vittoriano che il padre, Leslie Stephen, aveva deciso di affittare dal 1881 al 1895. Virginia vi trascorse ogni estate fino all'età di 13 anni (dal 1882 al 1894) e questi ricordi rimasero così impressi nel suo immaginario che in seguitò li rievocò nei propri romanzi.
Alla morte della madre nel 1895, la famiglia Stephen smise di trascorrervi le vacanze ma la scrittrice vi tornò anche da adulta, tanto era rimasta incantata da questo splendido paesaggio a pochi passi dalla spiaggia Porthminster Beach. Nei suoi scritti ricorda: "Anche ora mi fa sentire accolta, come se ogni cosa fosse matura; sussurrante, soleggiata... Dai giardini si alzava un mormorio di api... Il ronzio, il canto, l'odore... mi aveva stregato". 
Il faro sull'isola di Godrevy che si vede da Talland House è stato l'ispirazione per Gita al faro (To the Lighthouse), e anche se la scrittrice ha ambientato la scena a Skye, il paesaggio è chiaramente quello di St Ives. Echi di questi luoghi si ritrovano anche nei romanzi La stanza di Jacob (Jacob's Room) e Le onde (The Waves).
Oggi la casa è proprietà privata e viene talvolta affittata per lunghi e brevi soggiorni.
Indirizzo: Tregenna Hill, St. Ives, Cornovaglia

 

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