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Indirizzo: Pancras Road, Camden Town, Londra

Mary e Percy Bysshe Shelley

Nel cimitero della St. Pancras Old Church erano sepolti infatti i genitori di Mary, William Godwin e Mary Wollstonecraft. Mary aveva inoltre espresso il desiderio di essere sepolta assieme a loro, ma al figlio di lei, Percy Florence, e alla moglie Jane non piaceva il cimitero decadente di St. Pancras, così fecero seppellire i resti mortali della madre nel cimitero della chiesa di St Peter a Bournemouth, vicino alla loro residenza di Boscombe. In seguito, nel 1851, fecero anche traslare le salme dei nonni per rispettare il desiderio della madre di essere sepolta accanto a loro. Così oggi a Bournemouth riposano nella stessa tomba le spoglie di Mary Shelley, dei suoi genitori William Godwin e Mary Wollstonecraft, di suo figlio Percy e di sua nuora Jane e il cuore del marito, Percy Bysshe Shelley, morto in un naufragio in Italia.
Nel cimitero di St. Pancras rimane comunque una lapide che commemora William Godwin e Mary Wollstonecraft.
Un quadro realizzato nel 1877 dal pittore inglese William Powell Frith e intitolato "The lover's seat: Shelley and Mary Godwin in Old St. Pancras churchyard" (olio su tela, 52x39 cm, collezione privata) immagina l'incontro tra i due scrittori in questo luogo. 

The Hardy Tree

Nel cimitero si trova anche un albero particolare, chiamato "Hardy Tree", che è circondato da centinaia di vecchie lapidi, allineate e accatastate l'una sopra l'altra.
Quando nel 1865 si dovette costruire un nuovo binario ferroviario per l'ormai scomparsa società Midland Railway, molti resti furono inumati e sepolti in un altro luogo. Il lavoro fu affidato all'architetto Arthur Blomfield, che aveva lo studio in Covent Garden, il quale lo passò a un suo giovane sottoposto, l'architetto Thomas Hardy, proprio quello che qualche anno dopo sarebbe diventato famosissimo per i romanzi Tess dei D'Urberville e Via dalla pazza folla. Il futuro scrittore si trovò a dover decidere di che fare delle lapidi rimosse. Furono così disposte tutte intorno a un albero del cimitero, formando una curiosissima installazione che col tempo è andata ricoprendosi di muschi.

Charles Dickens

In Racconto di due città questo cimitero è menzionato come luogo in cui venivano disseppelliti i corpi poi usati per le scuole di medicina, una pratica comune all'epoca.

Indirizzo: 38 City Rd, Londra

Situato nel borgo londinese di Islington, nacque come luogo di sepoltura al tempo dei Sassoni, ma fu usato in modo intensivo a partire dal 1549 quando in seguito al diffondersi di alcune malattie come la peste, non furono più sufficienti i cimiteri adiacenti alle chiese. Qui si rifugiarono molti londinesi durante il Grande incendio di Londra nel 1666. 

Il nome deriva da Bone Hill, ovvero "collina delle ossa" e, trattandosi di un terreno non consacrato, furono sepolti qui in particolare i dissidenti, i non conformisti e chi non apparteneva alla Chiesa Anglicana.
Nel 1852 fu approvato il Burial Act che permetteva ai cimiteri di chiudere una volta che non avevano più spazio a disposizione. Così l'ultima sepoltura a Bunhill avvenne il 5 gennaio 1854, anche se continuarono gli interramenti nelle tombe già esistenti.
Il cimitero fu danneggiato pesantemente dai bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale ma venne ricostruito nel 1960 con l'intervento dell'architetto Peter Shepheard

Tra le sepolture famose ci sono il fondatore della setta dei Quaccheri, George Fox, e alcuni importanti scrittori vissuti tra Sei e Settecento.

Gli scrittori illustri qui sepolti sono:

  • William Blake e sua moglie Catherine;
  • John Bunyan, autore di The Pilgrim's Progress;
  • Daniel Defoe

William Blake

Il poeta morì nell'agosto 1827 e fu sepolto nella zona nord del cimitero. Sua moglie Catherine morì nell'ottobre 1831 e fu sepolta in una tomba separata nella zona sud. L'esatto luogo di sepoltura era andato perduto perché molte lapidi erano state rimosse, ma nel 1965 è stato ritrovato dagli studiosi Luis e Carol Garrido, anche se per il momento nel punto esatto non vi è stata ancora posta alcuna indicazione. Nel frattempo, nel 1927 era stata realizzata una nuova lapide per il centenario dalla morte del poeta, quella che possiamo vedere ancora oggi e che recita: "Near by lie the remains of / the poet-painter / William Blake / 1757-1827 / and of his wife / Catherine Sophia".

John Bunyan

Morì nell'agosto 1688 e fu sepolto in via provvisoria nel "Baptist corner", sempre all'interno del cimitero, per essere poi traslato nella tomba di famiglia dell'amico John Struwick, che morì nel 1695.
Il monumento, in stile barocco, versava in stato di abbandono quando nel 1862 il Conte di Shaftesbury finanziò un lavoro di ristrutturazione che fu realizzato dallo scultore Edgar George Papworth senior, il quale aggiunse una scultura che ritraeva lo scrittore e due pannelli che rappresentavano scene dalla sua opera Pilgrim's Progress.

Daniel Defoe

Lo scrittore morì nell'aprile 1731 e fu sepolto a Bunhill Fields. L'anno seguente, nel dicembre 1732, morì anche la moglie Mary, che fu sepolta con lui. Nell'inverno 1857-8 la tomba fu colpita da un fulmine che danneggiò la lapide, ma grazie a una raccolta fondi fu realizzato un nuovo monumento, un obelisco di marmo, inaugurato il 16 settembre 1870.

 

I luoghi di Dino Campana

Italy Marradi (Firenze)

Centro Studi Campaniani

Il Centro Studi Campaniani "Enrico Consolini" organizza eventi per preservare la memoria del poeta. Oltre ad essere ricco di materiale bibliografico e iconografico, ospita anche il Museo "Artisti per Dino Campana", una mostra di 57 opere dedicate al poeta organizzate secondo un filo conduttore, il colore rosso, una tinta spesso evocata nelle liriche campaniane.
Indirizzo: Via Castelnaudary 7, Marradi
sito Sito: http://www.dinocampana.it 
gratis Ingresso libero.
orario Orari di apertura: visitare il sito ufficiale

Casa in cui visse

Indirizzo: via Pescetti 1, Marradi

Targa commemorativa sull'edificio in cui si trovava la tipografia Ravagli

La targa è stata posta dal Centro Studi Campaniani nel giugno 2010 e recita: "In questo edificio ebbe sede la / tipografia Ravagli dove / nell'estate del 1914 furono / stampati i Canti Orfici di Dino / Campana con il contributo di 44/ sottoscrittori marradesi / a cui va la nostra gratitudine -- Marradi, 7 giugno 2010 -- Centro Studi Campaniani, Enrico Consolini -- L'Amministrazione Comunale".
Indirizzo: via Fabroni 16, Marradi

Sei leggii commemorativi

L'Amministrazione comunale di Marradi ha installato sei leggii per le vie del borgo dove sono riportate notizie, foto e versi poetici di Dino Campana, posizionate nei luoghi del paese a cui è legata la sua memoria. Il percorso contrassegnato dai sei leggii si snoda quasi interamente a Marradi con un proseguimento verso Campigno, frazione distante circa 7 chilometri, che è ricordata dal poeta nel diario di viaggio verso la Verna del 1910.
Sul sito del Centro Studi Campaniani (qui) si trova una mappa che indica le postazioni dei leggii.

  • Leggio di Via Casa Carloni: nella poesia poesia Sogno di prigione, Campana, recluso nella prigione di Saint Gilles, ricorda la stazione ferroviaria del suo paese.
  • Leggio di via Castelnaudary - Ponte sul Lamone: nella poesia L'invetrata fa riferimento al tabernacolo della Madonnina del ponte.
  • Leggio La Colombaia: nella poesia Marradi (Antica volta. Specchio velato) Campana parla del paesaggio marradese.
  • Leggio Ca' di Vignoli: nella poesia Immagini del viaggio e della montagna Campana parla di questo stretto vicolo.
  • Leggio sulla strada per Campigno: il leggio si trova presso la colonna che ricorda la battaglia delle Scalelle. Nella poesia Salgo (nello spazio, fuori del tempo), Campana 
  • Leggio a Campigno: presso la chiesa, un leggio ricorda il viaggio alla Verna compiuto da Campana e descritto nel suo diario. 

Italy Lastra a Signa (Firenze)

Targa commemorativa sull'edificio in cui visse

Dall'aprile 1916 al gennaio 1918 Campana vive prevalentemente a Lastra a Signa, dove il padre svolge l'incarico di Direttore Didattico, e abita con i genitori presso l'albergo Sanesi. L'edificio fu distrutto durante la Seconda guerra mondiale e ricostruito successivamente. Il 5 ottobre 1969 fu apposta sulla facciata una targa commemorativa. Alla cerimonia di inaugurazione parteciparono Piero Bargellini, Piero Bigongiari e Silvio Ramat.
La targa recita: "Qui abitò dal 1916 al 1918 / Dino Campana / poeta dei Canti Orfici".
Indirizzo: via Arione 33, Lastra a Signa

 

Italy Scandicci (Firenze)

Ex manicomio di Castel Pulci

Qui Dino Campana fu ricoverato nel 1918 e vi rimase fino alla morte, nel 1932.
L'edificio risale almeno al XIII secolo: nel Trecento fu di proprietà dei Pulci e qui visse il poeta Luigi Pulci, famoso autore del Morgante. Nel Cinquecento la villa passò alla famiglia Soderini e poi nel Seicento ai Riccardi che ne mantennerò la proprietà fino al 1854, quando la famiglia si estinse e la villa divenne di proprietà pubblica. Fu così trasformata in un ospedale psichiatrico e mantenne questa funzione fino al 1973. La villa è stata chiusa per molti decenni fino al 2012 quando è diventata la sede della Scuola Superiore della Magistratura.
Indirizzo: via di Castel Pulci 43, Scandicci

 

I luoghi di Roald Dahl

 

United Kingdom Great Missenden, Buckinghamshire

Roald Dahl si era trasferito a Great Missenden da Manhattan nel 1954 con la prima moglie, l'attrice hollywoodiana Patricia Neal, e qui è rimasto fino alla morte nel 1990. È quindi in questo piccolo paese del Buckinghamshire che sono nati tutti i suoi libri per bambini, molti dei quali ambientati proprio qui. Lo scrittore amava sedersi nella sua Writing Hut (Capanna della scrittura), in giardino, il cui interno è stato ricreato nel museo.

Roald Dahl Museum

Il museo di Roald Dahl sorge nel villaggio in cui lo scrittore ha vissuto per 36 anni fino alla morte nel 1990.
Dopo la sua morte, la seconda moglie Felicity Crosland si era messa alla ricerca di una sede per conservare l'archivio del marito e tutti i suoi manoscritti. Così, dopo nove anni di raccolta fondi, il museo è stato finalmente inaugurato il 10 giugno 2005. 
L'edificio è stato progettato dallo studio HawkinsBrown e le gallerie espositive dai designer Bremner & Orr. Il tema del museo sono ovviamente le storie di Roald Dahl.

Dal 2012 la Writing Hut dove lo scrittore si rifugiava per creare le sue storie è stata spostata e fedelmente ricostruita all'interno del museo. Per questo rifugio Dahl si era ispirato alla Boat House, a Laugharne nel Galles, dove era solito ritirarsi il poeta Dylan Thomas. La struttura fu fatta costruire dall'amico Wally Saunders nel giardino della casa ma lo scrittore la personalizzò secondo il suo gusto eccentrico. Lo scrittoio era una tavola di legno rivestita di panno verde per rilassare la vista, poggiata sui braccioli della poltrona. Intorno c'era una scrivania e delle mensole piene di oggetti e ricordi bislacchi: un'opale regalatagli da un piccolo lettore americano, un modellino dell'aereoplano "Hurricane", una palla fatta con le carte di alluminio che rivestivano sua cioccolata preferita e persino la testa dell'osso del suo femore, rimossa e sostituita da una protesi in seguito a un'operazione.

Il museo è rivolto in particolare ai bambini tra i 6 e i 12 anni per i quali organizza laboratori manuali e letture ad alta voce, ma ci sono anche eventi per la fascia 0-3 anni. Offre anche tre gallerie interattive: Boy Gallery, Solo Gallery e The Story Centre:

  • Boy Gallery: si incentra sull'infanzia di Roald Dahl, l'amore per il cioccolato e gli scherzi da bambino. Si può esplorare l'archivio in formato digitale e vedere le foto di famiglia dello scrittore. Ci sono alcuni giochi come cercare il topo nel barattolo di caramelle o annusare le porte giganti di cioccolato.
  • Solo gallery: si incentra sulla vita avventurosa di Roald Dahl, come il viaggio in Africa e la carriera come pilota nella Royal Air Force, oltre all'inizio della carriera di scrittore. In questa sezione si trova la ricostruzione della sua Writing Hut.
  • The Story Centre: Oltre a esporre il bastone di Willy Wonka impiegato nel film La fabbrica di cioccolato (2005), si focalizza sul processo dell'invenzione di storie come uno schermo sul quale creare un cartone animato. Un'altra installazione interattiva è lo "Sparkometer", un gioco per verificare quanto conoscete le opere di Roald Dahl. Qui si trova inoltre una riproduzione della cucina di George dalla storia La magica medicina dove i bambini possono fermarsi a disegnare.

Il 13 settembre di ogni anno vengono organizzati eventi speciali per la ricorrenza della nascita dello scrittore.
Indirizzo: 81-83 High Street, Great Missenden, Buckinghamshire
sitoSitohttp://www.roalddahl.com/
a-pagamento Ingresso a pagamento.

Tomba dello scrittore

Road Dahl è sepolto nel cimitero della chiesa di St. Peter and Paul and Great Missenden. La sua tomba si trova facilmente anche grazie alle grandi impronte di gigante che vi conducono.
Indirizzo: St. Peter and Paul Church, Church Lane, Great Missenden, Buckinghamshire

Garage di Danny il campione del mondo

La pompa di benzina che ha ispirato la descrizione del garage in Danny il campione del mondo si trova al numero 64 di High Street: è riconoscibilissima per il suo rosso sgargiante e lo stile anni Cinquanta.
Indirizzo: 64 High Street, Great Missenden, Buckinghamshire

Edificio di ispirazione per Il GGG

La Crown House, un vecchio edificio di legno, è stato l'ispirazione per l'orfanotrofio di Sophie nel GGG.
Indirizzo: Crown House, 70 High Street, Great Missenden, Buckinghamshire

 

Wales Cardiff

Targa sulla casa natale

La targa indica la casa in cui è nato lo scrittore e recita: "Roald Dahl storyteller was born here when it was 'Villa Marie' 13.09.1916"
Indirizzo: Ty Gwyn, Fairwater Road, Cardiff

Targa commemorativa

La targa indica il luogo in cui si trovava il negozio di dolci di Mrs Pratchett che lo scrittore ricorda nella sua autobiografia, Boy. Nel racconto viene infatti narrato di quando il piccolo Roald Dahl aveva fatto uno scherzo alla
signora mettendole un topo in un barattolo di caramelle. Il testo in inglese, seguito da quello in lingua gallese, recita: "Roald Dahl Author Born 1916 - Died 1990. Site of 'Mrs Pratchett's' sweetshop during his time at Cathedral School as recalled in his autobiography 'Boy'."
Indirizzo: 11 High Street, Llandaff, Cardiff

Targa commemorativa nella piazza intitolata allo scrittore

La piazza, famosa anche per essere apparsa in alcune puntate della serie tv Doctor Who, è stata intitolata allo scrittore nato a Cardiff nel 1916. Il testo recita: "Roald Dahl Plass This plaque was unveiled 13 July 2002 by The Rt Hon The Lord Mayor of Cardiff Councillor Russell Goodway in the presence of His Excellency Tarald Brautaset, Norwegian Ambassador to Britain and Mrs Felicity Dahl to commemorate the renaming of the Oval Basin and to celebrate the life and works of Roald Dahl (1916-1990) who was born in Cardiff and christened at the Norwegian Church". Segue il testo tradotto in lingua gallese.
Indirizzo: Roald Dahl Plass, Cardiff Bay, Cardiff

 

Wales Tenby

Targa commemorativa

La targa indica il luogo in cui Roald Dahl aveva trascorso tutte le vacanze pasquali tra gli anni 1920-36 con la madre e i fratelli. Il testo recita: "Roald Dahl children's author stayed here in The Cabin every Easter Holiday between 1920-36 with his mother and siblings".
Indirizzo: Castle Square, Tenby

 

Norway Sarpsborg

Statua ispirata a Il ragazzo che parlava con gli animali

Il padre dello scrittore, Harald Dahl, era originario di Sarpsborg, un paese in Norvegia a sud di Oslo, di fronte all'isola di Tjöme dove Roald Dahl aveva trascorso le estati della sua infanzia.
Il 3 giugno 2006 è stata inaugurata una statua dedicata allo scrittore all'interno delle celebrazioni per la millenaria storia del paese, fondata nel 1016 da re Olaf, ma anche per i 100 anni dalla nascita dello scrittore.
La statua, realizzata da Fredrick Raddum, è ispirata al racconto Il ragazzo che parlava con gli animali, tratta dalla raccolta Un gioco da ragazzi e altre storie (The Wonderful Story of Henry Sugar and Six More) e rappresenta un bambino in piedi sopra il guscio di una grossa targaruga.
Indirizzo: St. Marie Street, Sarpsborg.

 

6ème arrondissement

Le Procope

Al numero 13 di Rue de l'Ancienne-Comédie si trova il più antico caffè di Parigi. Aperto nel 1686, prende il nome dal cuoco siciliano che aprì il locale, Francesco Procopio dei Coltelli, noto in Francia come "Le Procope", al quale spesso viene attribuita l'invenzione del gelato. Tra i suoi meriti c'è senz'altro quello di aver introdotto in Francia il caffè, all'epoca bevanda di origine orientale, che rese il luogo molto popolare. Sembra che qui si ritrovassero anche Diderot e D'Alembert per parlare di quel progetto che diventerà L'Encyclopédie.
Tra i clienti "letterari" che lo hanno affollato nell'Ottocento si menzionano Victor HugoHonorè de BalzacGeorge SandAlfred de Musset, Théophile Gautier, Émile ZolaJ. K. Huysmans, Guy de Maupassant
Il 10 luglio 1894 circa duecento uomini di lettere si radunarono qui per eleggere Paul Verlaine "principe dei poeti", preferendolo a Stéphane Mallarmé (che "ereditò" il titolo alla morte di Verlaine).
Nel Novecento Le Procope ha avuto una fase di declino ed è stato chiuso per un periodo. Nel 1988 ha riaperto come ristorante; l'arredamento è stato rinnovato con molti oggetti d'epoca, soprattutto ottocenteschi, conferendogli un'atmosfera un po' kitsch. 
Indirizzo: 13 rue de l'Ancienne Comédie, Parigi
Sitohttp://www.procope.com/

 

Café Les Deux Magots

Prende il nome dalle due statuette di fattura orientale ("magot") che caratterizzavano un negozio di tessuti aperto nel 1812 al 23 di Rue de Buci e trasferitosi a questo indirizzo nel 1873. 
Il negozio era piuttosto famoso all'epoca, tanto che lo scrittore Henri Murger lo menziona in Scene di vita della Bohème (il romanzo da cui è tratta la Bohème pucciniana), le cui vetrine sono oggetto di interesse per la protagonista Mimì.
Nel 1881 i locali lasciarono il posto a un caffè che ne mantenne il nome e che divenne presto popolare tra letterati e artisti. 
Alla fine dell'Ottocento tra i clienti abituali c'erano VerlaineRimbaud e MallarméOscar Wilde vi passò alcune serate nei suoi giorni parigini, mentre James Joyce e Ernest Hemingway lo frequentavano negli anni Venti del Novecento. Nello stesso periodo è stato punto di ritrovo per i surrealisti che qui fondarono, nel 1933, il loro premio letterario "Prix des Deux Magots" come forma di dissenso per l'assegnazione del premio Goncourt a André Malraux e alla sua opera La condizione umana, ritenuta troppo accademica. 
Negli anni Quaranta Le Deux Magots è diventato il quartier generale degli esistenzialisti: qui venivano spesso Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, la quale faceva da interprete a un altro avventore, lo scrittore afroamericano Richard Wright, prima che imparasse il francese. James Baldwin, anch'esso scrittore afroamericano, non appena arrivato a Parigi nel novembre 1948, si diresse direttamente dalla Gare du Nord a questo locale per incontrare proprio Richard Wright.
Tra gli altri clienti passati da questo celebre locale sono spesso menzionati Elsa TrioletLouis AragonAndré GideJean GiraudouxPicassoFernand LégerPrévert, Albert Camus e Jean Genet
Indirizzo: 6 Place Saint-Germain-des-Prés, Parigi
Sitohttp://www.lesdeuxmagots.fr/

 

Café de Flore

Nato nel 1865, prende il nome da una piccola scultura raffigurante la dea della primavera che all'epoca si trovava sull'altro lato del boulevard. Alla fine dell'Ottocento si riunirono ai suoi tavoli alcuni scrittori decadenti come Joris-Karl Huysmans e Remy de Gourmont, ma dagli anni Novanta del secolo prese una svolta politica: qui si ritrovavano gli scrittori ultranazionalisti come Charles Maurras, Maurice Barrès e Jacques Bainville che facevano parte della "Ligue de la patrie française".
Questo locale fu particolarmente importante per Guillame Apollinaire. Nel 1912 fondò con André Salmon la rivista letteraria "Les Soirées de Paris", facendo del locale una sorta di ufficio. Nel 1917, inoltre, Apollinaire presentò qui André Breton a Philippe Soupault, un'amicizia che getterà le basi per la nascita del movimento dadaista.
Per tutti gli anni Trenta si annoverano tra i clienti abituali scrittori come André MalrauxLéon-Paul FargueRaymond Queneau, ma il locale diventa soprattutto il quartier generale della "bande à Prévert", ovvero gli amici del poeta Jacques Prévert, detti "Gruppo Ottobre".
Nel 1939 il locale viene acquisito da Paul Boubal e diventa il principale punto di ritrovo per Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir durante gli anni dell'occupazione. Qui scrissero alcune delle loro opere come Le moscheL'essere e il nulla (Sartre) e L'invitata (Beauvoir). Quando i tedeschi occuparono il pian terreno e la terrazza, i clienti francesi furono fatti accomodare al piano superiore, dove potevano trascorrere il tempo in tranquillità.
A partire dal 1994 è diventato la sede del premio letterario "Prix de Flore" che premia i giovani scrittori di lingua francese.
Indirizzo: 172 Boulevard Saint-Germain, Parigi
Sitohttp://cafedeflore.fr/

 

Café Tournon

Quando negli anni Trenta gli scrittori tedeschi e austriaci furono costretti all'esilio dai nazisti, molti si rifugiarono a Parigi e presero stanza in Rue de Tournon, iniziando a frequentare i locali della zona. Uno di loro fu Joseph Roth che, come indica una targa in 18 Rue de Tournon, visse gli ultimi anni della sua vita in un hotel a pochi passi dal Café Tournon.
Dopo la Seconda guerra mondiale, il Café Tournon divenne un luogo di ritrovo per gli espatriati anglofoni, tra cui lo scrittore scozzese Alexander Trocchi che qui fondò la rivista letteraria di avanguardia "Merlin", pubblicando autori come Beckett, Miller, Neruda, Sartre e Svevo.
Nel 1953 qui nacque anche la rivista "The Paris Review", diretta da Harold L. Humes, Peter Matthiessen, e George Plimpton. L'editore francese La Table Rotonde aveva dato loro un ufficio in Rue Garancière, ma come tutti i letterati parigini, i redattori preferivano lavorare nel caffè. Tra gli autori pubblicati ci furono Kerouac, Calvino, Moravia, Beckett e Philip Roth; famose anche le interviste agli autori, tra cui Hemingway, T.S. Eliot, Faulkner, Neruda e Nabokov. Nel 1973 la sede della rivista si spostò da Parigi a New York, dove risiede tuttora. 
Il Café Tournon è stato un punto di ritrovo anche per gli scrittori afroamericani a partire dagli anni Cinquanta, tra cui Richard WrightChester Himes e l'illustratore Ollie Harrington; mentre negli Stati Uniti dovevano sottostare a delle regole stringenti e assurde, come ad esempio il tabù delle relazioni interrazziali, a Parigi la comunità afroamericana era molto più libera. Fu così che Himes potè sposare la giornalista anglo-irlandese Lesley Packard. Quando a metà degli anni Cinquanta si diffusero dicerie su presunte spie assoldate dalla CIA, il gruppo si dissolse e dal 1958 non frequentò più il caffè.
Indirizzo: 18 Rue de Tournon, Parigi

 

Café de la Mairie

Negli anni Venti è stato uno dei posti frequentati dai surrealisti e da scrittori come Hemingway, Scott Fitzgerald, Faulkner quando vivevano nella zona circostante. Il locale si legò in modo particolare alla scrittrice americana Djuna Barnes che visse nei pressi dal 1920 al 1933 e che nel suo romanzo Bosco di notte (Nightwood) ambienta alcune scene in questo caffè.
Indirizzo: 8 Place Saint-Sulpice, Parigi

 

9ème arrondissement

Café de la Paix

Aperto nel 1872, si trova a pochi passi dalla maestosa Opéra di Parigi, costruita nello stesso anno, il cui architetto, Charles Garnier, ha curato anche gli interni del locale dove trionfa la tecnica del trompe-l'œil, molto in voga durante la Belle Époque. 
È l'unico caffè rimasto dell'epoca dei "Grand Boulevards", i viali parigini costruiti dalla fine del XVII secolo a seguito della demolizione delle mura cittadine. Tra i locali scomparsi c'era il Café de la Régence, dove Napoleone una volta si fermò a giocare a scacchi, e il Café de Chartres, un tempo quartier generale dei rivoluzionari, in seguito diventato un ristorante, Le Grand Véfour, ai cui tavoli si sono seduti NapoleoneColette e Jean Cocteau. Lungo il Boulevard des Italiens sorgevano anche il Café de ParisTortoni's, Maison DoréeCafé Riche e Café Anglais; tutta questa zona rappresentava il cuore della società parigina del XIX secolo, frequentata da nomi quali BalzacMaupassant e Flaubertfonte14x14
Come ci si può aspettare, la lista della clientela famosa al Café de la Paix è molto lunga: si menzionano Oscar Wilde, André GidePaul Valéry e Ernest Hemingway. In riferimento a quest'ultimo, in uno dei suoi primi racconti, Il mio vecchio, il giovane protagonista spesso si reca nel locale con in padre: "Stavamo là seduti al Café de la Paix, io e il mio vecchio, e il cameriere ci portava, in palma di mano, perché il mio vecchio beveva whisky e il whisky costava cinque franchi, e questo significava una buona mancia quando si contavano i piattini" (da E. Hemingway, I quarantanove racconti, Mondadori 2011).
Indirizzo: 5 Place de l'Opéra, Parigi
Sitohttp://www.cafedelapaix.fr/ 

 

14ème arrondissement

La Closerie des Lilas

La Closerie des Lilas era sin dal 1903 un ritrovo di letterati e ha ospitato discussioni sull'arte e sulla letteratura. Qui, ad esempio, Paul Fort inaugurò gli incontri del martedì a cui partecipavano Guillame ApollinaireAndré Salmon, Max Jacob Maurice Maeterlinck.
Molto noto è l'aneddoto legato allo scrittore francese Alfred Jarry che un giorno sparò un colpo di revolver (scarico!) contro lo specchio dietro una signorina e le disse "Ora che il ghiaccio è rotto, parliamo!" ("Maintenant que le glace est rompue, causons"), giocando sul doppiosenso del "glace" francese, che significa sia ghiaccio che specchio.
In particolar modo però, la Closerie des Lilas deve la sua fama letteraria a Ernest Hemingway che la trasformò in una sorta di ufficio: sui suoi tavolini si fermava spesso a scrivere, visto che il caffè era poco distante dalla sua casa in Rue Notre-Dame-des-Champs. Qui terminò i due racconti Grande fiume dai due cuori e Il ritorno del soldato.
Dopo il primo incontro al Dingo, che si trovava in 10 rue Delambre, Hemingway spesso si incontrava qui con Francis Scott Fitzgerald, il quale, deluso dalla tiepida accoglienza che aveva ricevuto il suo romanzo, Il grande Gatsby, chiese a Hemingway di leggerlo. In Festa mobile scrive infatti: "Se era riuscito a scrivere un libro bello come Il Grande Gatsby, ero sicuro che poteva scriverne uno anche migliore. Ma non conoscevo ancora Zelda, e quindi non conoscevo i terribili fattori che giocavano contro di lui". In altri passi di Festa mobile, Hemingway rievoca le chiacchierate con l'amico ai tavoli di questo caffè: "Mi aveva raccontato alla Closerie des Lilas che scriveva quelli che riteneva dei buoni racconti, e che davvero erano buoni racconti per il «Post», e che poi li cambiava prima di presentarli sapendo esattamente quale era il taglio da dargli per farne dei vendibili racconti da rivista".
Oggi la Closerie des Lilas ha un piccolo spazio esterno tutto circondato da piante e fiori. All'interno i tavoli sono tutti contrassegnati con delle targhette di ottone sulle quali sono incisi i nomi dei clienti famosi.
Indirizzo: 171 Boulevard du Montparnasse, Parigi
Sitohttp://www.closeriedeslilas.fr/ 

 

La Coupole

La Coupole, a pochi passi da altri celebri caffè letterari che sorgono su Place Pablo Picasso, aprì il 20 dicembre 1927.
Tra i clienti abituali c'erano Georges Simenon e la famosa cantante e ballerina Josephine Baker, con la quale lo scrittore aveva avuto una relazione, interrotta quello stesso anno perché, stando alle sue parole, non voleva diventare famoso come "Monsieur Baker". In uno dei suoi gialli con protagonista l'investigatore Maigret, La testa di un uomo (La tête d'un homme), La Coupole è uno degli scenari chiave della vicenda.
La Coupole era uno dei locali preferiti degli emigrati russi prima della rivoluzione bolscevica, tra cui Lev Trotsky e Igor Stravinsky. 
Ma il locale è passato alla storia per aver dato l'avvio alla relazione tra la scrittrice Elsa Triolet e il poeta Louis Aragon, che si incontrarono qui il 6 novembre 1928. Lei voleva conoscerlo per una serie di ragioni: amava la sua opera surrealista Il paesano di Parigi (Le Paysan de Paris), avevano le stesse idee politiche, lui era un uomo molto attraente, poco più che trentenne, e per di più scapolo. Alla fine la serata si spostò all'Hôtel Istria e da qui ebbe inizio la loro lunga vita assieme. 
Tra gli altri avventori sono menzionati Samuel BeckettGabriel García Márquez e Antonin Artaud.
Molto affezionati al posto erano inoltre Henry Miller e Anaïs Nin. Il loro amico Lawrence Durrell, autore del Quartetto di Alessandria, aveva soprannominato il loro gruppo "i tre moschettieri della Coupole". fonte14x14
Il locale fu demolito e ricostruito nel 1988 ma le colonne, dipinte in stile Art Decò dagli studenti di Matisse, Léger e Friesz, furono conservate e reinstallate. Oggi sopra la Coupole ci sono alcuni uffici, ma un tempo vi si trovava la sala da ballo sovrastata da una cupola che dava il nome al locale.
Indirizzo: 102 Boulevard du Montparnasse, Parigi
Sitohttp://www.lacoupole-paris.com/ 

 

Café du Dôme

Il Café du Dôme è stato il primo dei grandi caffè ad aprire, nel 1898. Inizialmente era frequentato da bohemién, ma l'atmosfera cambiò dopo la Prima guerra mondiale quando divenne punto di ritrovo per scrittori, artisti e giornalisti, molti dei quali americani.
Uno dei suoi primi frequentatori fu Robert McAlmon, scrittore americano non molto noto che, grazie ai soldi del ricco suocero, aveva fondato la casa editrice "Contact Editions", con la quale pubblicava anche i libri scritti di suo pugno. La sua attività non ebbe un grande successo: l'opera più famosa che dette alle stampe fu Dieci storie e dieci poesie di Hemingway (1923).
Alla fine degli anni Trenta una cliente abituale fu Simone de Beauvoir: ai tavoli del Café du Dôme finì di scrivere L'invitata, che è anche parzialmente ambientato qui. Dopo l'occupazione nazista della città, amareggiata dalla presenza degli ufficiali tedeschi seduti nel suo stesso caffè, la scrittrice preferì spostarsi al Café de Flore.
Indirizzo: 108 Boulevard du Montparnasse, Parigi



La Rotonde

Quando La Rotonde aprì nel 1904, era poco più che un locale per lavoratori. Nel 1911 Victor Libion lo acquistò e lo ampliò, creando una larga terrazza soprannominata poi "Raspail plage" e iniziando a fare concorrenza al vicino Café du Dome.
Diversi scrittori sono legati alla fama del locale. Hemingway, ad esempio, ne parla in un articolo scritto come corrispondente da Parigi per il "Toronto Star". Henry Miller, due anni dopo essere arrivato in Francia, dette qui un appuntamento il 2 marzo 1932 ad Anaïs Nin, della quale si era perdutamente innamorato. Si dichiarò proprio alla Rotonde e cercò di portarla nel suo albergo. 
Simone de Beauvoir, invece, era nata al piano superiore del caffè nel 1908 e aveva trascorso l'infanzia in questo palazzo, descritto in Memorie di una ragazza perbene. Nonostante il padre fosse di origine aristocratica, la famiglia non versava in buone condizioni economiche. Così quando Simone aveva 11 anni, si dovettero trasferire in un appartamento più piccolo ed economico in Rue de Rennes.
Indirizzo: 105 Boulevard du Montparnasse, Parigi
Sitohttp://www.rotondemuette.paris/

 

Le Select

Le Select è uno dei caffè letterari parigini ad aver conservato maggiormente l'aspetto originale. Quando aprì nel 1925 fu il primo locale del Quartiere Latino a rimanere aperto tutta la notte.
Tra i suoi clienti ci furono in particolare Ernest Hemingway, Henry Miller, Simone de Beauvoir
In Fiesta (The Sun Also Rises) di Hemingway, il locale fa una sua apparizione più volte perché è una delle mete preferite del giornalista Jake Barnes. Nel romanzo Quartet di Jean Rhys la fragile protagonista Marya assiste qui a una scenata tra Heidler, il suo amante, e la sua irascibile moglie, Lois. Sembra che il modello per Heidler e la moglie fossero Ford Madox Ford e la compagna Stella Bowen, mentre dietro Marya si celasse la scrittrice stessa.
Il poeta statunitense Hart Crane una sera si ubriacò, tirò pugni a un cameriere e a un poliziotto, attaccò briga con altri uomini presenti finché non fu tramortito dai colpi di risposta e fu portato nel carcere de La Santé. Gide, Cocteau e altri ammiratori si schierarono dalla parte di Crane ma non fu sufficente per farlo rilasciare. Fu l'editore dello scrittore, Harry Crosby, che stava per pubblicare la sua opera The Bridge, a pagare la cauzione per farlo uscire, imbarcandolo poi nel primo volo per New York. Crosby non vedrà la pubblicazione dell'opera di Crane, The Bridge, perché si ucciderà con la compagna a 31 anni l'anno seguente. Anche Crane si ucciderà tuffandosi da una nave e annegando nel Golfo del Messico.
Indirizzo: 99 Boulevard du Montparnasse, Parigi
Sito: http://www.leselectmontparnasse.fr/

 

Fonti

  • David Burke, Writers in Paris. Literary Lives in the City of Lights, New York, Paris Writers Press, 2016.
  • Noel Riley Fitch, The Grand Literary Cafés of Europe, New Holland Publishers, 2006.

 

I luoghi di Walter Scott

 

Scotland Edimburgo

The Scott Monument

Lo Scott Monument venne progettato da George Meikle Kemp che aveva vinto un concorso indetto nel 1836. La posizione del monumento fu però decisa soltanto nel 1840 e i lavori di costruzione iniziarono il 14 agosto dello stesso anno. Purtroppo il suo ideatore non vide mai la realizzazione dell'opera: Kemp morì nel marzo 1844 annegando nell'Union Canal di Edimburgo, dove era caduto a causa della fitta nebbia.
Il monumento fu completato alla fine del 1844, arrivando a un'altezza di quasi 68 metri. La statua di Walter Scott, realizzat da Sir John Steell, fu installata nel 1846. All'epoca era la prima statua di marmo della Scozia e fu ricavata da un blocco di marmo di Carrara. Oltre a quella dello scrittore e del suo cane, sono presenti 68 sculture distribuite nelle nicchie del monumento che ritraggono alcuni personaggi tratti delle opere di Walter Scott.
Tuttavia non tutti furono entusiasti dell'opera. Una delle critiche più famose fu quella di Charles Dickens che, giunto in città nel 1847, mostrò disappunto scrivendo: "Sembra la guglia di una chiesa gotica staccata e conficcata nel terreno". Oggi lo Scott Monument è il più grande monumento dedicato a uno scrittore.
È possibile accedere all'interno e salire i 287 scalini che portano alla cima da cui si gode una bella vista della città.
Indirizzo: East Princes Street Gardens, Edimburgo
sitoSitohttp://www.edinburghmuseums.org.uk/
a-pagamento Ingresso a pagamento: £5.
orario Orari di apertura: da aprile a settembre, da lunedì a sabato, 10-19, domenica 12-17. Da ottobre a marzo, da lunedì a sabato, 10-15, chiuso la domenica.

Targa nel luogo in cui si trovava la casa natale

Una sfarzosa targa in pietra, riccamente decorata, è affissa su un edificio che oggi sorge dove un tempo si trovava la casa natale di Walter Scott. La targa recita: "Near this / spot stood / the house / in which / Sir / Walter Scott / was born / 15th August / 1771 -- Memorial tablet erected by / the Town Council 1887 -- Sir Tho. Clark Bar. Lord Provost / James Lessels Archt".
Indirizzo: 8 Chambers Street, Edimburgo.

Targa nel luogo in cui si trovava la casa in cui ha vissuto

Quando nel 1772 si ammalò di poliomelite, il piccolo Walter fu mandato a Sandyknowe, fattoria del padre nota col nome di " Smailholm Tower", al confine tra Scozia e Inghilterra. Tornati a Edimburgo, la famiglia si spostò in un altro appartamento al numero 25 di George Square, edificio rimasto ancora in piedi nonostante i numerosi rifacimenti della piazza. Qui visse dai 4 ai 26 anni.
Oggi sulla facciata è stata apposta una targa di bronzo che recita: "Sir Walter Scott / Lived Here 1774-1797".
Indirizzo: 25 George Square, Edimburgo.

Targa commemorativa nella scuola frequentata dal 1779

Dall'ottobre 1779, Walter Scott frequentò la High School of Edinburgh, oggi nota come Royal High School, che all'epoca si trovava in Infirmary Street. L'edificio ospita oggi parte del dipartimento di archeologia dell'Università di Edimburgo. 
Una targa commemorativa si trova sulla facciata ovest vicino al portico principale all'interno dell'ex Royal High School. L'iscrizione recita: "In honour of Sir Walter Scott / 1771-1832 / Novelist, poet, historian, father of the historical novel, alumnus of the University".
Indirizzo: 12 Infirmary Street, Edimburgo

Casa in cui ha vissuto dopo il matrimonio

Il 24 dicembre 1797 Walter Scott sposò Charlotte Carpenter e insieme si trasferirono in una casa in affitto al numero 50 di George Street, per poi spostarsi, nell'autunno 1798, al 10 di South Castle Street.
Qui Charlotte dette luce a due bambini, Charlotte Sophia nel 1799 e Walter nel 1801.
Poco dopo la nascita dei bambini, la famiglia si trasferì al 39 di North Castle Street (non ci sono targhe commemorative a indicarla), in un'abitazione spaziosa a tre piani dove rimasero fino al disastro finanziario che colpì lo scrittore nel 1826. Da una sua lettera sappiamo che a malincuore lasciò la casa la mattina del 15 marzo 1826.
Nel frattempo aveva costruito Abbotsford House, una grande villa vicino Melrose, che aveva intestato al figlio nel 1825, così quando andò in bancarotta per il fallimento della sua azienda, i creditori non poterono sottrargli quella proprietà.
Indirizzo: 39 North Castle Street, Edimburgo

Targa commemorativa dell'incontro con Robert Burns

La targa indica il luogo in cui i due pilastri della letteratura scozzese, Walter Scott e Robert Burns, si sono incontrati nell'inverno tra il 1786 e il 1787. L'iscrizione recita: "This tablet commemorates / the meeting / of Robert Burns and / sir Walter Scott / which took place here / in the winter of 1786-87".
Indirizzo: Sciennes House Place, Edimburgo

The Writers' Museum

Scottish National Portrait Gallery

 

Scotland Melrose

Abbotsford, casa di Walter Scott

Quando fu nominato giudice capo della contea di Selkirk (in inglese "sheriff depute"), Scott aveva bisogno di una residenza nella zona per poter raggiungere facilmente la corte. Dopo aver affittato per un periodo una casa a Ashestiel, decise di acquistare nel 1811 una modesta villa di campagna vicino al fiume Tweed, nota col nome di Newarthaugh o, tra i locali, Cartleyhole, che decise subito di rinominare "Abbotsford".
Con gli introiti delle sue prime opere Scott acquistò i terreni circostanti raggiungendo oltre i 500 ettari in pochi anni. L'edificio fu ampliato a poco a poco trasformando quello preesistente: lo scrittore fece costruire un nuovo salone di ingresso, un nuovo studio, una nuova libreria e coinvolse artigiani e professionisti, tra cui l'architetto William Atkinson. Alla sua morte, anche i discendenti continuarono a vivere nell'oramai enorme residenza aprendo alcune stanze al pubblico sin dal 1833.
Oggi è possibile visitarne alcune sale storiche tra cui lo studio in cui Scott scrisse i suoi ultimi romanzi (i primi furono scritti nelle stanze prima della ristrutturazione). In particolare lo scrittore era affezionato alla scrivania qui esposta che aveva portato con sé sin dalla casa temporanea a Ashestiel. 
Anche la libreria è di grande interesse: tutti i libri custoditi qui appartenevano allo scrittore. Alcuni gli furono donati dai familiari, altri invece erano testi su cui aveva studiato giurisprudenza e che ancora portano le sue annotazioni. 
Tra gli altri ambienti si può visitare la sala da pranzo, dove Scott morì il 21 settembre 1832, l'armeria, dove è custodito il suo equipaggiamento militare e sportivo, il soggiorno in stile cinese, con una splendida carta da parati dipinta a mano regalatagli dal cugino Hugh Scott che lavorava per la Compagnia delle Indie Orientali, la stanza delle esposizioni, studio di Scott fino al 1824 e oggi adibito a mostre temporanee.
Indirizzo: Abbotsford, Melrose, Roxburghshire
sitoSitohttp://www.scottsabbotsford.com/
a-pagamento Ingresso a pagamento. Adulti £9.60.
orario Orari di apertura: Dal 1° al 31 marzo, dalle 10 alle 16. Dal 1° aprile al 31 ottobre, dalle 10 alle 17. Dal 1° al 30 novembre, dalle 10 alle 16. Chiuso dal 1° dicembre al 28 febbraio.

 

Scotland Glasgow

Statua commemorativa in George Square

La statua è stata la prima ad essere dedicata allo scrittore. Fu realizzata nel 1837 da David Rhind (colonna), Hohn Greenshields e Alexander Handyside Ritchie (statua). La scultura che ritrae Walter Scott poggia sopra un'imponente colonna in stile dorico. Nella piazza ci sono altre undici statue che ritraggono personaggi illustri legati alla Scozia: quella di Walter Scott è posizionata proprio al centro.
Indirizzo: George Square, Glasgow

Fontana ispirata alla Donna del lago

In Kelvingrove Park si trova una fontana progettata dall'architetto James Sellars nel 1872 e dedicata a Robert Stewart, Lord Provost di Glasgow (una sorta di sindaco) dal 1851 al 1854, che aveva promosso un piano per portare l'acqua in città dal vicino Loch Katrine.
Realizzata in stile vittoriano, la fontana è sovrastata da una scultura che rappresenta la protagonista da La donna del lago di Walter Scott, opera ambientata nell'area del Trossachs. Lo scrittore compose il poema durante una vacanza con la famiglia sul Loch Katrine nel 1810.
Indirizzo: Kelvingrove Park, Glasgow

 

Italy Roma 

Targa commemorativa sul luogo dove soggiornò

In questo palazzo seicentesco visse e morì lo scultore Gian Lorenzo Bernini che aveva lo studio al piano terra (una lapide al numero 12 lo ricorda). All'interno le stanze sono affrescate con episodi della vita dell'artista, come la visita che Bernini ricevette da papa Urbano VIII e il viaggio a Lione quando gli furono consegnate come omaggio le chiavi della città. Nell'Ottocento l'edificio passò alle Assicurazioni Generali di Venezia (che vi apposero il Leone di San Marco sulla facciata) e nel 1882 vi fu installata anche una lapida che ricorda il soggiorno romano di Walter Scott nel 1832. La targa recita: "L'anno MDCCCXXXII / ultimo di sua vita / questa casa abitò / l'illustre romanziere scozzese / Walter Scott / da Edimburgo". Scott era giunto a Roma il 16 aprile del 1832 e vi rimase fino all'11 maggio dello stesso anno; le sue condizioni di salute erano già precarie (morirà pochi mesi più tardi) ma nonostante questo si concesse un'intensa vita mondana con incontri ed escursioni nella campagna circostante, come quella a Frascati, accompagnato da Michelangelo Caetani che proprio in quell'occasione, in visita a Villa Muti, realizza un ritratto ad acquerello del romanziere.
Indirizzo: Via della Mercede 11, Roma

 

USA New York City

Statua commemorativa in Central Park

 

 

Luoghi correlati

Scotland Edimburgo

Scottish National Portrait Gallery

 

Scotland Ettrick, Selkirk

James Hogg Exhibition

La James Hogg Exhibition è stata inaugurata nel 1994 nella Aikwood Tower e solo nel 2013 è stata trasferita nella sede attuale, vicino a Ettrickhall, dove lo scrittore nacque nel 1770 e visse fino ai quindici anni. Oltre a documenti e oggetti appartenuti allo scrittore, la mostra ricostruisce lo studio di Hogg, dove sono esposti manoscritti, un mantello a lui appartenuto, alcuni arredi dell'epoca.
Indirizzo: Ettrick School, Ettrick Valley, Selkirk
sito Sitohttp://www.jameshoggexhibition.com/
orario Orari di apertura: Aperto da giugno a settembre. Controllare sul sito gli orari giornalieri.

Tomba di James Hogg nella Ettrick Kirk

L'edificio attuale risale al 1824 ma le origini della parrocchia sono molto più antiche. La tomba di James Hogg si trova nel cimitero attorno alla chiesa.
Coordinate55.418875, -3.170810 (circa)

Obelisco commemorativo

Un obelisco commemorativo è stato eretto nel 1898 per segnare il luogo in cui si trovava il cottage dove Hogg nacque nel 1770. L'iscrizione recita: "Erected on the site of the cottage in which James Hogg the Ettrick Shepherd was born 1770 - died 1835 The Edinburgh & Border Counties Association 1898".
Indirizzo: 4 Crudens Houses, Ettrick, Selkirk (circa)
Coordinate: 55.418041, -3.165022 (circa)

 

Scotland Tibbie Shiels, Selkirk

Monumento commemorativo

Lungo la A708 diretta verso Moffat, presso Tibbie Shiels Inn, si trova un monumento che ritrae James Hogg, seduto su un masso con un bastone e un mantello da pastore, mentre guarda il paesaggio scozzese che amava. La mano destra tiene una pergamena sulla quale è scritto un suo verso: "He taught the wandering winds to sing" e sotto di essa giace accucciato il suo fedele cane.
La statua fu inaugurata il 28 giugno 1860. L'iscrizione alla base recita: "James Hogg / The Ettrick Shepherd / Born 1770 - Died 1835".  
Indirizzo: Lungo la A708, presso Tibbie Shiels Inn, Selkirk
Coordinate: 55.472512, -3.207446

 

 

Indirizzo: 1 Queen Street, Edimburgo
sito Sitohttps://www.nationalgalleries.org/visit/scottish-national-portrait-gallery 
gratis Ingresso gratuito.
orario Orari di apertura: Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 17, il giovedì fino alle 19.

 

La Scottish National Portrait Gallery è un museo che espone i ritratti di molti importanti personaggi scozzesi. È stata inaugurata nel 1889 ed è stata la prima galleria d'arte dedicata interamente al ritratto. Il nucleo originario della sua collezione proviene dal lascito di David Erskine, 11° Conte di Buchan, che aveva raccolto sul finire del diciottesimo secolo. 

L'edificio è un'imponente struttura in pietra arenaria rossa, realizzata in stile neo gotico dall'architetto Sir Robert Roward Anderson. La sala di ingresso, detta "Great Hall", ospita numerose sculture, tra le quali torreggia al centro quella scolpita da John Flaxman che ritrae il poeta Robert Burns. Nel fregio posto sotto la balaustra del primo piano sono ritratte tutte le principali figure della storia scozzese in ordine cronologico, disposte in processione. Oltre ai vari monarchi della casa Stuart, ai filosofi David Hume e Adam Smith, al leggendario Robert the Bruce, ci sono anche il poeta Robert Burns, il romanziere Walter Scott e James Boswell, noto per la sua biografia di Samuel Johnson.  L'artista che ha realizzato l'affresco è William Hole, lo stesso che ha anche decorato le pareti del corridoio ("The Ambulatory") al primo piano, dove sono raffigurate alcune scene della storia scozzese.

I ritratti e le sculture raffiguranti degli scrittori scozzesi si concentrano al secondo piano, in particolare nella galleria n° 7, "The Age of Improvement".

 

Robert Burns

La collezione del museo custodisce alcuni importanti ritratti del poeta, tra cui l'iconico ritratto realizzato da Alexander Nasmyth esposto nella Sala 7. I due ritratti realizzati da Peter Taylor sono invece in prestito ad altre istituzioni (al momento uno al Writers' Museum, l'altro alla St. Cecilia's Hall).  

- Great Hall: statua in marmo realizzata da John Flaxman nel 1824. Inizialmente era stata posta nel Burns Monument a Calton Hill ma nel 1846 fu rimossa per una migliore conservazione e fu portata prima nella biblioteca dell'università di Edimburgo e poi, dal 1889, in questo museo.

- Al primo piano, tra la collezione di medaglioni intitolata "Portrait Medallions" di James Tassie, aprendo uno dei cassetti si può trovare la "Reid Miniature" che ritrae Burns e la "Miers Silhouette" che ritrae Agnes McLehose, la Clarinda delle poesie del poeta.La prima fu realizzata da Alexander Reid nel 1795, dopo che Burns si era stabilito a Dumfries; la seconda fu realizzata da John Miers nel febbraio 1788 su richiesta di Robert Burns che la conservò fino alla morte.  

- Sala 7ritratto realizzato da Alexander Nasmyth, olio su tela, 1787. Il pittore, amico di Burns, decise di ritrarlo in un'atmosfera rurale che richiamasse la sua provenienza dalla campestre regione di Ayrshire. Per permettergli di realizzare il quadro, Burns andò a fargli visita più volte al numero 47 di York Place, dove Nasmyth abitava.
Da questo ritratto fu inoltre tratta un'incisione che fu poi riprodotta nella versione edimburghese delle sue poesie (quella pubblicata da William Creech nel 1787).
Esistono tre ulteriori copie che Nasmyth realizzò di questo ritratto: una si trova alla National Portrait Gallery di Londra, una alla Kelvingrove Art Gallery di Glasgow, la terza appartiene a una collezione privata.

 

James Boswell

- Sala 7: ritratto realizzato da George Willison, olio su tela, 1765. Questo ritratto fu realizzato mentre Boswell si trovava a Roma. Il gufo in alto a sinistra potrebbe essere un simbolo di saggezza, oppure suggerire l'interesse di Boswell per i divertimenti notturni. Quando tornò in Inghilterra, fece la conoscenza di Samuel Johnson del quale divenne amico per il resto della vita, scrivendo in seguito la sua famosa biografia, Life of Samuel Johnson.

 

Allan Cunningham

- Sala 7: busto realizzato da Henry Weekes nel 1842. Dopo aver pubblicato le sue prime poesie, Cunningham si trasferì a Londra dove per sopravvivere dovette portare avanti l'attività di scalpellino, che aveva imparato in giovane età, con quella più ambita di giornalista. Divenne poi segretario dello scultore Sir Francis Chantrey, il cui principale assistente era Henry Weekes, autore del presente busto.

 

James Hogg

- Sala 7: ritratto realizzato da Sir John Watson Gordon, olio su tela, 1830. Il ritratto dello scrittore fu realizzato per Robert Cadell, un editore scozzese che, tra gli altri, aveva pubblicato alcune opere di Walter Scott. Mostra James Hogg vestito secondo la moda del tempo ma con un drappo e un bastone da pastore che richiamano le sue origini campestri.

- Sala 7: "James Hogg: The Ettrick Shepherd's House Heating or the Celebration of his Birthday" di Sir William Allan, olio su tela, 1823 (o 1825). Il dipinto mostra lo scrittore che sta festeggiando il compleanno con un gruppo di amici. James Hogg è il personaggio all'estrema sinistra, mentre accanto a lui si trova Sir Walter Scott. Tra i presenti anche il professore di filosofia morale John Wilson (al centro, mentre sta facendo un brindisi) e il pittore Alexander Nasmyth (nella posizione opposta a Wilson).

 

Ian Rankin

- Ritratto realizzato da Guy Kinder, olio su tela, 2013.

 

Walter Scott 

- Great HallBusto dello scrittore realizzato da Sir Francis Chantrey. Quando Scott ricevette il titolo di baronetto a Londra nel 1820, colse l'occasione per posare per Chantrey, scultore che all'epoca era al picco del suo successo. Il busto, completato nel 1828, fu regalato allo scrittore e ancora oggi si trova esposto nella sua casa di Abbotsford. Quella mostrata qui, invece, è una copia realizzata lo stesso anno.

- Sala 7: ritratto realizzato da Sir Henry Raeburn, olio su tela, 1822. È uno dei ritratti più famosi di Walter Scott, dipinto quando lo scrittore era all'apice del suo successo.

- Sala 7: busto di Walter Scott realizzato da Bertel Thorvaldsen negli anni 1833-34. Nel 1832 Scott incontrò a Roma lo scultore danese Thorvaldsen, il quale realizzò questa scultura conferendo un senso di stoico eroismo nella sua espressione, pur essendo lo scrittore malato e provato dalle difficili condizioni economiche a causa della bancarotta. Thorvaldsen completò il busto nel 1834, due anni dopo la morte di Scott.

- Sala 7: "John Gibson Lockhart and Charlotte Sophia Scott, Mrs Lockhart", realizzato da Robert Scott Lauder, olio su tela, dipinto dopo il 1838. John Gibson Lockhart era un famoso critico noto col nome di "Scorpione" per la sua tagliente e talvolta crudele arguzia. È stato inoltre il biografo di Walter Scott, che incontrò per la prima volta nel 1818. Due anni dopo sposò la sua figlia maggiore, Sophia, anch'essa ritratta nel quadro. Con i profitti dell'opera The Life of Sir Walter Scott, pubblicato tra il 1836 e il 1838, John Lockhart riuscì a pagare tutti i debiti che Walter Scott, già deceduto da qualche anno, aveva contratto dopo la bancarotta.

- Sala 7: "Landscape with Tourists at Loch Katrine" di John Knox, olio su tela, dipinto dopo il 1815. Questo quadro ritrae uno degli scenari del romanzo La donna del lago di Walter Scott (1810). La popolarità che ebbe quest'opera incrementò notevolmente il turismo nell'area dei Trossachs. Nel quadro si vede in lontananza l'isoletta Ellen's Isle, chiamata come l'eroina del romanzo di Scott.

- Sala 7: Walter Scott compare inoltre nel quadro "James Hogg: The Ettrick Shepherd's House Heating or the Celebration of his Birthday" realizzato da Sir William Allan.

 

Muriel Spark

Ritratto realizzato da Alexander Moffat, olio su tela, 1984.

 

Robert Louis Stevenson

- Great Hall: busto realizzato da David W. Stenvenson negli anni 1894/95.

- Ritratto realizzato dal conte Girolamo Nerli, olio su tela, 1892. Nerli era un pittore italiano di origine aristocratica che amava viaggiare e dipingere nuovi scenari. Dopo aver vissuto in Australia e in Nuova Zelanda, fece visita alle isole Samoa dove, oltre a ritrarre i volti e i paesaggi locali, non si lasciò scappare l'occasione di fare un ritratto anche al personaggio più illustre delle isole: lo scrittore Robert Louis Stevenson. In seguito Nerli fece altre versioni di quest'opera anche ad acquerello e pastello destinate alla vendita nel tentativo di risollevarsi da una precaria situazione economica.

 

 

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Aleardo Aleardi

Statua commemorativa

La statua è stata posta dal Comune di Verona il 16 ottobre 1883 come indicato nel basamento che sui quattro lati porta le seguenti iscrizioni: "Ad Aleardo Aleardi / n. 4 novembre 1812 / m. 17 luglio 1878 -- Prigione dello straniero / a Mantova e Josephstadt / mai cedendo / ebbe l'invita costanza / per la libertà -- I suoi canti / avvivarono nei giovani / l'amore d'Italia / che li trasse alla gloria / delle patrie battaglie -- Ammiratori ed amici / con largo concorso / del Comune di Verona / posero / 16 ottobre 1883".
Indirizzo: Piazza SS. Apostoli, Verona


Dante Alighieri


Berto Barbarani

Targa commemorativa sulla casa natale

La targa commemorativa riporta le prime due strofe di Quà, dove l’Adese (1900) e recita: "Quà, dove l’Adese, sensa fermarse / rompe nei ponti la so canson, / stao atento ai versi che pol negarse, / li tiro a riva, col me baston... -- Li tegno al suto, li meto al caldo / parchè i renvegna, che i ciapa fià, / li mando a spasso sul Montebaldo / che li fa degni de sta çità. -- Berto Barbarani / in questa casa nato il 5 dicembre 1872 / alla vita mortale / alla poesia immortale -- 27 gennaio 1932".
Indirizzo: via Ponte Nuovo 10, Verona

Statua commemorativa

La statua in bronzo del poeta è stata realizzata da Novello Finotti nella Fonderia O. Brustolin di Verona e si trova in piazza delle Erbe, nel lato di via Cappello.
Indirizzo: piazza delle Erbe, Verona


Francesco Petrarca


Ippolito Pindemonte

Targa commemorativa

La targa recita: "Ippolito Pindemonte poeta mesto / e gentile a' 18 novembre 1828 / finì tra queste mura la vita che / il Foscolo disse virilmente / modesta".


William Shakespeare


Giuseppe Spandri

Targa commemorativa

La targa recita: "In questa casa / nacquero e morirono / Gaetano Spandri fisico astronomo / 30 luglio 1736 - 30 settembre 1859 / ed il figlio / Giuseppe Spandri poeta filosofo / 1 ottobre 1819 - 6 maggio 1881 -- 30 settembre 1969".

 

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Nella Verona di William Shakespeare

 

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Limerick è una delle città irlandesi meno battute dai turisti, tuttavia negli ultimi anni alcune iniziative culturali stanno cercando di valorizzare il patrimonio artistico della città per renderla più interessante ai visitatori. Tra queste iniziative c'è quella del Limerick Writers' Centre, il quale ha realizzato un percorso, il "Limerick Literary Trail", per incoraggiare cittadini e turisti a scoprire il patrimonio letterario della città. Il progetto consiste nell'apporre targhe commemorative in alcuni luoghi significativi per gli scrittori legati a Limerick ed è appena agli inizi, ma destinato ad arricchirsi nel tempo.
Le prime targhe commemorative sono state dedicate agli scrittori Robert Graves, Desmond O’Grady e Frank McCourt.

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Robert Graves

La targa dedicata a Robert Graves è stata inaugurata nel luglio 2014 ed è la prima targa del progetto "Limerick Literary Trail". Indica il pub che lo scrittore frequentava quando era arruolato nei Fucilieri reali gallesi durante la Guerra di Indipendenza irlandese (1919-1921). L'iscrizione recita: "The Limerick Writers Centre -- Robert Graves / (1896-1985) / Poet and author / Frequented The Locke Bar while / stationed in Limerick during the / War of Independence (1919-1921) / serving as an officer in the / Royal Welsh Fusiliers -- Limerick Literary Trail".
Indirizzo: The Locke Bar, 3 George's Quay, Limerick


Frank McCourt

Frank McCourt, scrittore statunitense di origini irlandesi, è nato e vissuto a New York, ma ha trascorso l'infanzia a Limerick, un'esperienza narrata nel romanzo Le ceneri di Angela, che gli ha valso il Premio Pulizter nel 1997. Sebbene nell'opera siano menzionati molti luoghi che ancora sono rintracciabili nella topografia cittadina, l'aspetto di molte strade è notevolmente cambiato perché nel corso degli anni gli edifici sono stati distrutti e ricostruiti. 

The Frank McCourt Museum

Il museo dedicato all'autore delle Ceneri di Angela è attualmente allestito all'interno di quella che un tempo era la scuola Leamy, frequentata dallo stesso autore da bambino e descritta nelle pagine del suddetto romanzo autobiografico.
L'edificio in stile Tudor, con i caratteristici mattoncini rossi, le torrette e alcuni camini e sculture ornamentali, fu costruito nel 1843 grazie alla donazione del filantropo William Leamy che era morto qualche anno prima lasciando i suoi averi alla comunità affinché fosse costruita una scuola per educare i poveri. Nel 1880 era diventata una scuola cattolica per ragazzi (solo maschi) e così continuò fino al 1953 (altre fonti indicano il 1952), quando l'edificio fu acquistato dalla Crescent Clothing Company che lo impiegò per la sua produzione di vestiti da uomo fino al 1993.
Nel 2009 l'artista Una Heaton vi aprì una galleria d'arte in una stanza (lei stessa commissionò il busto dello scrittore che si trova lungo il vialetto di ingresso), avviando quella trasformazione che nell'arco di poco tempo ha portato all'apertura del Frank McCourt Museum.
La scuola venne frequentata da Frank McCourt negli anni Trenta il quale raccontò molte delle sue vicende che qui si sono svolte nel romanzo Le ceneri di Angela
Il museo oggi è strutturato su due piani. Al piano superiore c'è un allestimento che ricrea le ambientazioni del romanzo, nello specifico le stanze della casa dei McCourt (quella di Barrack Hill), tra cui la camera a cui i bambini danno il nome "Little Italy", facendo uso anche di alcuni oggetti impiegati nella produzione del film tratto dal romanzo, quello diretto dal regista Alan Parker nel 1999. Un'altra stanza ricrea la cucina, caratterizzata da un mobilio molto scarno e usurato, sulla cui tavola salta subito all'occhio una riproduzione della testa di porco in attesa di essere preparata per il pranzo di Natale.
Al piano terra invece si trova l'ampia classe in cui si svolgevano le lezioni. Oltre ai banchi e altri oggetti della scuola dell'epoca, si trovano numerosi cimeli appartenuti allo scrittore, alla sua famiglia e ad altri alunni che hanno frequentato la Leamy's School. In una teca si trova anche una piuma di corvo nero che è stata ritrovata in quest'aula, che a detta del custode era completamente chiusa, la mattina che Frank McCourt è deceduto nel 2009.
Nel museo è possibile acquistare una piccola mappa, disegnata dalla già menzionata Una Heaton, che conduce alla scoperta di alcuni luoghi di Limerick menzionati nel romanzo.
Indirizzo: Leamy House, Hartstonge Street, Limerick
sitoSito: frankmccmuseum.wixsite.com/frankmccourtmuseum 
a-pagamento Ingresso a pagamento. Intero 4 €. Ridotto 3€/2€.
orario Orari di apertura: dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 16.30. Sabato e domenica su appuntamento.

 

South's Bar - Targa commemorativa

Inaugurata il 17 luglio 2015, la targa indica il pub dove lo scrittore racconta di aver bevuto la sua prima pinta di birra e dove era solito ritornare negli anni, durante le sue ricorrenti visite a Limerick.
Questo pub è menzionato spesso anche nel romanzo Le ceneri di Angela: è frequentato da molti personaggi (tutti rigorosamente uomini) ed è qui che il padre di Frank viene letteralmente a bersi tutta la sua paga.
"Il barista del pub South si ricorda di me dalla volta che ci sono stato con il signor Hannon, Bill Galvin e zio Pa Keating, nero bianco nero. E si ricorda pure di mio padre che ci andava a bersi la paga e il sussidio cantando canzoni patriottiche e tenendo discorsi come un ribelle condannato dal banco degli imputati." fonte14x14
Indirizzo: South's Bar, Quinlan Street, Limerick

Saint Joseph's Church

Questa chiesa viene menzionata più volte nel romanzo ed è il luogo in cui Frank riceve la cresima: "Ho dieci anni e sono pronto per andare alla chiesa di San Giuseppe a fare la cresima. A scuola il maestro O'Dea ci prepara. Dobbiamo sapere tutto della grazia santificante, una perla di gran valore comprata per noi da Gesù con la sua morte."fonte14x14

Windmill Street

La prima casa in cui si stabilisce la famiglia McCourt a Limerick, dopo aver lasciato l'abitazione della madre di Angela. Qui vivono fino alla morte del fratellino di Frank, Oliver.
"Mamma dice che lei a Windmill Street non può restarci un minuto di più. Il ricordo di Oliver in quella stanza, Oliver a letto, Oliver che gioca per terra, Oliver seduto sulle ginocchia di Papà accanto al fuoco, non la fa dormire." fonte14x14
Indirizzo: Windmill Street, Limerick

Barrack Hill

Una delle case in cui ha abitato lo scrittore, nonché il Frank del romanzo, si trovava in Barrack Hill. Nonostante rimanga la caratteristica collinetta su cui sorge il quartiere, la zona ha cambiato aspetto perché da allora è stata riedificata.
"Ci trasferiamo a Roden Lane, in cima a un colle che si chiama Barrack Hill. Da un lato del vicolo ci sono sei case e dall'altro una. Le case si chiamano due su, due giù: due stanze sopra, due stanze sotto. La nostra sta in fondo e è l'ultima delle sei. Accanto c'è una baracca, il gabinetto, e poi una stalla".fonte14x14
Questa è l'abitazione nella quale vivono i McCourt per la maggior parte del tempo narrato dal romanzo: qui si svolge la famosa scena del pranzo di Natale a base di testa di maiale, e qui si trova "Little Italy", ovvero la stanza al secondo piano che è stata ribattezzata "l'Italia" perché quando piove e si allaga il piano terra, tutta la famiglia si trasferisce al secondo piano che è un po' come "fare una vacanza in Italia":
"Mamma ci dice che c'è stato un allagamento tremendo, che la pioggia è scesa giù dal vicolo e si è riversata in casa da sotto la porta. Loro hanno tentato di fermarla con gli stracci ma gli stracci si sono inzuppati e hanno fatto passare la pioggia. Come se non bastasse la cucina si è riempita di una puzza nauseabonda per via della gente che andava a svuotare i secchi. Secondo Mamma dovremmo restare al piano di sopra finché non smette di piovere. D'inverno staremo al caldo e a primavera quando vedremo che i muri o il pavimento si sono asciugati potremo riscendere di sotto. Papà dice che è come andare in vacanza all'estero in un posto caldo tipo l'Italia. Così chiameremo d'ora in avanti il piano di sopra: l'Italia.fonte14x14
La cucina e "Little Italy" sono riprodotte secondo la descrizione dello scrittore nel Frank McCourt Museum.

Little Barrington Street

Little Barrington Street, oggi come allora, è un vicolo, come dice il signor McCaffrey a Frank: "Little Barrington Street. Questo qua è un vicolo. Perché lo chiami via? Tu abiti in un vicolo, non in una via."
In questa zona, che ha mutato notevolmente aspetto dagli anni in cui vi viveva lo scrittore, sono state messe in atto una serie di iniziative volte a riqualificarla, come la tinteggiatura degli edifici con colori vivaci.
Indirizzo: Little Barrington Street, Limerick

St Vincent de Paul

L'edificio dell'associazione San Vincenzo dei Paoli che aiutava i poveri, spesso menzionata nel romanzo Le ceneri di Angela si trova accanto alla ex Leamy's School, oggi Frank McCourt museum.
"Io e Malachy accompagniamo Mamma alla San Vincenzo e ci mettiamo in fila per vedere se si riesce a rimediare qualcosa per il pranzo di Natale, magari un'oca o un prosciutto, ma il signore dice che questo Natale a Limerick sono tutti disperati. Poi le dà una tessera per la bottega della McGrath e un'altra per andare dal macellaio.fonte14x14 
Indirizzo: Hartstonge street, Limerick


Desmond O'Grady

Targa commemorativa

La targa è stata inaugurata il 24 febbraio 2015 nel luogo in cui il poeta e traduttore O'Grady iniziò a leggere le sue poesie nel circolo di lettura locale. L'iscrizione recita: "The Limerick Writers' Centre / Desmond O'Grady / (1935-2014) / Poet - Teacher - Translator / Began reading his poetry at The White House / Bar in 1954 as part of The Poetry Circle -- Plaque unveiled by / President of Ireland, / Michael D. Higgins / 24th Feb. 2015 / Limerick literary trail".
Indirizzo: The White House 52, O'Connell Street, Limerick

 

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Leggere prima di partire per... Limerick

Narrativa

Frank McCourt, Le ceneri di Angela, Milano, Adelphi

 

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