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Autori correlati

 

Sibilla Aleramo

Tomba nel Cimitero del Verano


Vittorio Alfieri


Hans Christian Andersen


Ludovico Ariosto


Ingebor Bachmann

Targa commemorativa sull'edificio in cui visse

La targa ricorda il soggiorno a Roma della scrittrice austriaca e recita: «Ho visto che dicendo Roma si evoca / ancora il mondo e che la chiave della forza / sono quattro lettere S.P.Q.R.» - Ingebor Bachmann -- Qui visse e lavorò dal 1966 al 1971 / la poetessa e scrittrice austriaca / Ingeborg Bachmann - Roma, 18-12-2000".
Indirizzo: via Bocca di Leone 60, Roma

Edificio in cui visse fino alla morte

Dopo aver vissuto in via Bocca di Leone 60, la scrittrice austriaca si trasferì in Via Giulia. Qui, la sera del 2 ottobre 1973, incendiò accidentalmente la propria vestaglia di nylon con una sigaretta e, anche a causa dello stato di torpore indotto dai tranquillanti che stava assumendo, si ustionò gravemente. Fu portata all'ospedale dove morì il 17 ottobre.
Indirizzo: via Giulia 66, Roma


George Gordon Lord Byron


Elizabeth Barrett Browning


Robert Browning


Giuseppe Gioachino Belli

Tomba nel Cimitero del Verano


Giorgio Caproni

Targa commemorativa sull'edificio in cui visse

La targa commemorativa indica il luogo in cui è vissuto il poeta dal 1949 al 1967 e recita: «Qui visse il poeta / Giorgio Caproni / dal 1949 al 1967 / ...perch’io, che nella notte abito solo, / anch’io, di notte, strusciando un cerino / sul muro, accendo cauto una candela / bianca nella mia mente – apro una vela...» / Il Municipio Roma XVI / a venti anni dalla morte / 22 gennaio 2010".
Indirizzo: via Oreste Regnoli 17, Roma


Emilio Cecchi

Tomba nel Cimitero del Verano


Sergio Corazzini

Tomba nel Cimitero del Verano


Pietro Cossa

Targa commemorativa

La targa recita: "S.P.Q.R. -- In questa casa / a di XXV gennaio MDCCCXXX / nasceva / Pietro Cossa / che / l'opera gloriosa / di Metastasio e d'Alfieri / rinnovellando / all'italiana letteratura / la teatrale corona / rinverdiva / con gli immortali suoi drammi -- MDCCCLXXXII".
Indirizzo: via Governo vecchio 14, Roma


Gabriele D'Annunzio


Grazia Deledda

Tomba nel Cimitero del Verano


Ferdowsi

Monumento commemorativo a Villa Borghese


Carlo Emilio Gadda


Nizami Ganjavi

Monumento commemorativo a Villa Borghese


Johann Wolfgang von Goethe


Leone Ginzburg

Tomba nel Cimitero del Verano


Natalia Ginzburg

Tomba nel Cimitero del Verano


Nikolaj Gogol'

Monumento commemorativo a Villa Borghese


Antonio Gramsci


Nathaniel Hawthorne

Hawthorne arrivò a Roma il 19 gennaio 1858 con la moglie, i tre figli e la governante, e si stabilì pochi giorni dopo (il 22) a Palazzo Lazarani in Via di Porta Pinciana, dove rimase fino a giugno dello stesso anno. All'epoca era già uno scrittore affermato (La lettera scarlatta era stata pubblicata nel 1850) e da questo soggiorno in Italia trasse ispirazione per il romanzo Il fauno di marmo (The Marble Faun).
Il primo impatto dello scrittore con Roma non fu positivo: oltre al fatto che appena arrivato prese subito l'influenza assieme a tutta la sua famiglia, rimase inoltre impressionato in negativo dallo stato in cui versava la città (le strade strette, la loro pavimentazione sconnessa, gli odori, i sapori del cibo), considerandola un cumulo di rovine che racconta storie di violenza e soprusi. Provava inoltre avversione per la Chiesa cattolica, considerandola contraddittoria per la corruzione e lo sfarzo ostentato mentre predica la modestia, e criticava l'allestimento dei riti del cattolicesimo, essendo lui stato educato secondo i precetti del Puritanesimo. 
Partì il 24 maggio per trasferirsi a Firenze per i mesi estivi. Tornò a Roma dall'ottobre 1858 al maggio 1859, soggiornando a Palazzo Poli, nei pressi di Piazza di Trevi.

Musei Capitolini

Nella Sala del Gladiatore dei Musei Capitolini è esposto il Satiro in riposo, una scultura di epoca imperiale (130 d.C. circa) che riproduce l'originale dello scultore greco Prassitele risalente al IV secolo a.C. Hawthorne visitò il museo durante la sua visita a Roma nel 1858 e ne trasse ispirazione per la stesura del suo romanzo Il fauno di marmo (The Marble Faun).
Indirizzo: Piazza del Campidoglio 1, Roma
sitoSito: www.museicapitolini.org
a-pagamento
 Ingresso a pagamento.
orario Orari di apertura: tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30. Il 24 e il 31 dicembre chiusura anticipata alle 14.00. Chiuso i giorni 1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre.


John Keats


Giacomo Leopardi


Alberto Moravia


Mario Praz

Casa Museo Mario Praz

Il celebre anglista visse in questo palazzo dal 1969 al 1982, anno della morte, dove si era trasferito da Palazzo Ricci in via Giulia. Il museo espone oltre 1200 oggetti d'arte: dipinti, sculture, mobili d'antiquariato e altri oggetti ricercati che lo studioso aveva collezionato nell'arco della sua vita.
Il museo è stato acquisito dallo Stato nel 1986 e aperto al pubblico.
Indirizzo: Palazzo Primoli, via Zanardelli 1, Roma
sito Sito: www.polomusealelazio.beniculturali.it/index.php?it/249/casa-museo-mario-praz 
gratis Ingresso gratuito.
orario Orari di apertura: Giovedì dalle 14.30 alle 19.00, venerdì dalle 14.30 alle 19.00, sabato dalle 9.00 alle 13.30

 

Aleksandr Puškin

Monumento commemorativo a Villa Borghese


Walter Scott


Percy Bysshe Shelley


Gianni Rodari

Tomba nel Cimitero del Verano


Amelia Rosselli

Tomba nel Cimitero del Verano


Ahmed Shawqi

Monumento commemorativo a Villa Borghese


Henryk Sienkiewicz

Monumento commemorativo a Villa Borghese


Ignazio Silone


Juliusz Słowacki

Targa commemorativa

La targa ricorda il soggiorno del poeta polacco a Roma nel 1836 e recita: "In questa casa / soggiornò nell'anno 1836 / Juliusz Słowacki / poeta romantico polacco / Polacchi e italiani celebrandone / il 150° anniversario della nascita / posero".
Indirizzo: Via del Babuino 164, Roma.


Stendhal


William Makepeace Thackeray

Thackeray soggiornò a Roma negli anni 1844-45 e in seguito, con la propria famiglia, nel 1853-54, quando era già diventato famoso come romanziere per aver pubblicato La fiera delle vanità. Durante il primo soggiorno, spinto dalla volontà di conoscere e frequentare i pittori che all'epoca soggiornavano a Roma, aveva alloggiato al famoso Hotel d’Allemagne di Ettore Franz, tra Via Condotti e Piazza di Spagna. in via Condotti.
La seconda volta arrivò a Roma il 3 dicembre 1853 accompagnato dalle due figlie, Anne Isabella e Jane, e un servitore, ma senza la moglie, malata di mente da anni, lasciata in Inghilterra. Alloggiarono nell'Hotel d'Allemagne in via Condotti, lo stesso dove Thackeray aveva soggiornato nella precedente visita a Roma. Poco dopo, su suggerimento dei poeti Robert e Elizabeth Browning che all'epoca vivevano in città, la famiglia Thackeray si trasferisce nel palazzo Poniatowski in via della Croce 81, un palazzo appartenuto a Stanislao Poniatowski, nipote del re di Polonia Stanislao Augusto. All'epoca il grande appartamento in questione si trovava proprio sopra la pasticceria Spillmann, tanto apprezzata dallo scrittore.
La figlia Anne descrive l'appartamento: "Salimmo una larga scala di pietra con una bella balaustrata in ferro battuto, suonammo un tintinnante campanello, ed una piccola donna anziana in corpetto, che portava l'imponente cognome di Ercole, venne ad aprirci la porta e ci guidò poi di stanza in stanza finché giungemmo in un salotto con sette finestre che ci strappò grida di ammirazione. Fra le altre stanze della casa vi era una specie di museo con oggetti cinesi, una biblioteca, una sala da pranzo con una stufa di ottone a carbone nel centro, ed inoltre una camera da letto, uno spogliatoio ed un camerino per il servitore di mio padre. [...] All'ora di colazione mio padre ci mandò abbasso al negozio di pasticceria, dove banchettammo con torte alla crema e "petits fours" e poi ordinammo la cena da una "trattoria" lì vicino."
Durante questo periodo Thackeray scrisse e realizzò le illustrazioni de La rosa e l'anello, un racconto concepito nel periodo natalizio del 1853 per divertire le figlie e i bambini degli amici, tra cui Pen Browning (figlio dei poeti Browning) e Edith Story (figlia dello storico William Wetmore Story).
Il ricordo di questo soggiorno ritorna anche in alcuni capitoli del romanzo I Nuovi Venuti (The Newcomes), alcuni dei quali scritti proprio a Roma. I riferimenti autobiografici sono molti, tra cui il giovane Clive Newcome che arriva a Roma per ispirarsi ai pittori che soggiornavano nella città, così come aveva scelto di fare Thackeray nel suo primo viaggio romano, e frequenta il "Caffè Greco", il popolare caffè di Via Condotti.
[FontiLuciana Frapiselli, Il soggiorno della famiglia Thackeray a Roma e sue influenze letterarie, in "Strenna dei Romanisti. Natale di Roma 1990". Editrice Roma Amor, 1990]

Palazzo Poniatowski

Qui Thackeray soggiornò con le figlie dal dicembre 1853 al febbraio 1854. Il palazzo, costruito nel 1794 da Giuseppe Valadier, apparteneva al principe Stanislao Poniatowski, nipote del re di Polonia Stanislao Augusto.
Indirizzo: via della Croce 78 (all'angolo con via Bocca di Leone), Roma


Federigo Tozzi

Targa commemorativa sulla casa in cui è deceduto

La targa recita: "In questa casa / mentre più fervido era il suo impegno / concluse i suoi giorni a trentasette anni / il 21 marzo 1920 lo scrittore senese / Federigo Tozzi -- Il Comune di Roma / e / l'Associazione senesi e grossetani / residenti in Roma / nell'anno 2005".
Indirizzo: Via del Gesù (Rione Pigna), Roma


Trilussa

Tomba nel Cimitero del Verano


Giuseppe Ungaretti

Tomba nel Cimitero del Verano


Garcilaso de la Vega

Monumento commemorativo a Villa Borghese


 

Luoghi correlati

Cimitero acattolico del Testaccio

Cimitero del Verano

Keats Shelley House

Villa Borghese


Leggere prima di partire per... Roma

Narrativa

Gabriele D'Annunzio, Il piacere
Carlo Emilio Gadda, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana
Nicolaj Vasil'evic Gogol', Roma
Elsa Morante, La storia
Alberto Moravia, Gli indifferenti
Pier Paolo Pasolini, Ragazzi di vita

 

Breve biografia

Vittorio Alfieri è considerato il più importante poeta tragico del Settecento italiano.
Nasce nel 1749 ad Asti, ma frequenta l'Accademia militare a Torino (che all'epoca sorgeva tra piazza Castello e via Verdi) per otto anni fino al 1766, per poi dare inizio ad una serie di viaggi per l'Italia e l'Europa, durante il quale conosce gli intellettuali di altri paesi e forma una coscienza politica.
Tornato a Torino nel 1772, inizia a scrivere tragedie. La prima, Cleopatra, viene portata in scena con successo al Teatro Carignano di Torino nel 1775. Fino al 1790 continuerà un prolifico periodo di scrittura: compone 19 tragedie, incentrate sul conflitto tra tirannia e libertà dell'individuo, fra cui Saul, Mirra, Antigone e Agamennone, una autobiografia ("Vita"), una raccolta di poesie (Rime) e trattati poltiici come Della tirannide e Del principe e delle lettere.
Dal 1777 vive in Toscana, a Pisa, Firenze e poi Siena. Inizia in questo periodo la relazione amorosa con al contessa d'Albany, moglie di Carlo Edoardo Stuart, pretendente al trono d'Inghilterra, un rapporto che durerà fino alla sua morte.
Tra 1783 e 1792 riprende a viaggiare per l'Europa, passando per Parigi dove assiste ai moti rivoluzionari di Parigi, rimanendo profondamente amareggiato lo sviluppo degli eventi e per la "la sacra e sublime causa della libertà in tal modo tradita".
Torna a Firenze dove scrive le Satire, alcune commedie e termina la sua autobiografia. Muore nel 1803 a 54 anni. Viene sepolto nella Basilica di Santa Croce, dove uno splendido monumento funebre di Antonio Canova ne celebra la memoria.

I luoghi di Vittorio Alfieri

Italy Asti

Casa natale

Alfieri nacque ad Asti il 16 febbraio 1749 (anche se lui scrisse "il 17 di gennaio dell'anno 1749"), figlio del conte di Cortemilia che morì lo stesso anno, e di Monica Marianna Maillard di Tournon. Il palazzo era proprietà degli Alfieri sin dalla metà del Seicento: all'epoca si affacciava sulla contrada Maestra di fronte al Monastero di Santa Chiara, laddove oggi sorge la Chiesa di San Giuseppe. Qui lo scrittore visse dal 1749 al 1754 per poi trasferirsi nella residenza del marito della madre, risposatasi dopo la morte del padre di Alfieri. L'edificio fu ceduto dallo stesso scrittore alla sorella Giulia nel 1778 in cambio di un vitalizio. Nel 1901 fu acquistato dal conte Leonetto Ottolenghi che per volontà testamentaria lo donò al Comune di Asti. Oggi nella casa natale si trova la sede della Fondazione "Centro di Studi Alfieriani".
Indirizzo: Corso Vittorio Alfieri 375, Asti.

Seconda residenza ad Asti

Quando la madre, rimasta vedova, si risposò ne 1754 con il cavalier Giacinto Alfieri di Magliano e Castagnole, anche Vittorio si trasferisce nella nuova abitazione dove vivrà dal 1754 al 1758. A questo periodo fanno riferimento alcuni episodi narrati nella prima parte della Vita. Lo scrittore vi ritornò nel giugno 1784 (ne parla sempre nella Vita) per fare visita alla madre, che qui morì nel 1792.
L'edificio in questione è stato demolito e ricostruito nel 1957, oggi ospita l'Istituto delle Suore Domenicane.
Indirizzo: Piazza Cagni Umberto, Asti

 

Italy Torino

Iscrizione sulla sua residenza

Nell'ultimo tratto dei portici prima della chiesa di San Carlo c'è una targa che recita: “Vittorio Alfieri in questa casa scrisse le prime sue tragedie dal 1774 al 1777”.
“...la più bella piazza di Torino e una delle più belle d'Italia per l'armonia delle sue proporzioni... dei palazzi e la felice scenografia delle due chiese...”
Indirizzo: Piazza San Carlo, Torino

Targa e busto commemorativo

La targa commemorativa, accompagnata da un busto di bronzo raffigurante l'Alfieri, così recita: “A Vittorio Alfieri / cittadino e poeta / dell'anima nazionale / risvegliatore. / I torinesi / 1903”.
Indirizzo: Piazza Carignano 6, Torino

Teatro Carignano

Costruito nel XVII secolo e ristrutturato nel 1752 su progetto di Benedetto Alfieri, era adibito alla rappresentazione di commedie per la famiglia dei Principi di Carignano e l'aristocrazia. Qui il 16 giugno 1775 si tenne la prima rappresentazione di Cleopatra di Vittorio Alfieri che fu un grande successo di critica. Dal 1977 è gestito dalla fondazione Teatro Stabile di Torino.
Indirizzo: Piazza Carignano 6, Torino.

Italy Firenze

Targa commemorativa sull'edificio dove visse e morì

Sull'edificio che ospita il consolato britannico, si staglia la targa che ricorda il luogo dove Alfieri visse e morì. La targa recita “Vittorio Alfieri principe della tragedia / per la gloria e rigenerazione dell'Italia / qui con magnanimo ardire molti anni dettò e morì”.
Indirizzo: Lungarno Corsini 2, Firenze

Sepolcro nella Basilica di Santa Croce

 

Italy Roma

Targa commemorativa

La targa, dedicata all'Alfieri, si trova sul lato del Teatro dell'Opera che dà in via Torino, dove si trovava il Villino degli Strozzi, e così recita: "A Vittorio Alfieri / che / a severità le lettere / a libertà le coscienze / ricondusse d'Italia / nel Villino degli Strozzi / che sorgeva in questo luogo / scrisse la "Merope" e il "Saul" --- Il Municipio di Roma / a perpetuo ricordo / pose --- IX febbraio MCMXXIII".
Indirizzo: via Torino, Rione Castro Pretorio, Roma

 

Il nostro itinerario parte dalla stazione ferroviaria centrale, Firenze Santa Maria Novella, e si snoda attraverso alcuni luoghi significativi che rappresentano il legame che molti scrittori attraverso i secoli hanno avuto con la città.

Info
orario Un'ora
costo Gratuito
bus A piedi.

Prima parte

Dalla stazione Santa Maria Novella alla Basilica di Santa Croce

1. Percy Bysshe Shelley e Mary Wollstonecraft Shelley

Prendendo l'uscita sinistra (dando le spalle ai binari) della stazione e attraversando la strada al semaforo e svoltando a destra, poco prima del McDonald's troverete sulla sinistra una targa commemorativa che ricorda quella che fu la residenza fiorentina del poeta inglese Percy Bysshe Shelley. Qui, tra il 1919 e il 1920, Shelley visse con la moglie Mary Wollstonecraft Shelley e vi compose la famosa Ode al vento occidentale (Ode to the West Wind) e scrisse parte del Prometeo Liberato (Prometheus Unbound).

2. John Milton

Proseguendo dritto e oltrepassando Piazza Unità d'Italia, arriverete in via Panzani. La prima traversa sulla sinistra è Via del Giglio. Qui, al numero 11, si trova la casa dove negli anni 1638 e 1639 soggiornò il poeta inglese John Milton, presso il palazzo dei Gaddi. Milton, giunto in Italia per studiare i classici, visse in città circa due mesi, durante i quali conobbe molti intellettuali, tra cui Galileo Galilei, all'epoca confinato nella sua casa di Arcetri, e i membri dell'Accademia della Crusca. Un resoconto del viaggio si può trovare nel trattato Defensio Secunda del 1654. Oggi, in via del Giglio si trova una targa commemorativa per ricordare il poeta.

3. Carlo Collodi

Ritornando su via Panzani e proseguendo verso l'incrocio con via dei Cerretani, via dei Banchi e via dei Rondinelli, proprio in quest'ultima al numero 7, sopra il negozio Richard Ginori, si trova una targa che ricorda il soggiorno di Carlo Lorenzini, in arte Collodi, il "padre" di Pinocchio, vissuto in età matura presso Palazzo Ginori.

4. George Eliot

Proseguendo drittoin Via dei Rondinelli, vi ritroverete all'inizio di via dei Tornabuoni. Qui, al numero 13, visse la scrittrice inglese Mary Ann Evans, nota con lo pseudonimo "George Eliot" e autrice di molti romanzi tra cui Il mulino sulla Floss (The Mill on the Floss) e Middlemarch. George Eliot soggiornò più volte in città presso un albergo che all'epoca si chiamava “Hotel Londres et Suisse”. Durante le sue due visite, la prima nel 1860, la seconda dal 1862 al 1863, scrisse un romanzo ambientato nella Firenze del Quattrocento dal titolo Romola. Oggi in via dei Tornabuoni si trova una targa sull'edificio in cui soggiornò.

5. Giovan Pietro Vieusseux, Ludovico Ariosto e Hermann Melville

Proseguendo per via dei Tornabuoni arriverete in Piazza Santa Trinita, sovrastata da tre importanti palazzi storici: Palazzo Bartolini Salimbeni, Palazzo Spini Feroni (oggi sede del Museo Salvatore Ferragamo) e Palazzo Buondelmonti. Proprio su quest'ultimo vi sono apposte due targhe che ne ricordano il legame con Ludovico Ariosto e Giovan Pietro Vieusseux. Ariosto vi soggiornò più volte come ospite di Zanobi Buondelmonti, Vieusseux invece vi visse fino alla morte nel 1863 e vi aprì nel 1819 il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux che dal 1873 al 1898 ebbe sede nell'adiacente Palazzo Spini Feroni (la sede attuale è Palazzo Strozzi). Le sale del Gabinetto Vieusseux videro numerosi intellettuali dell'epoca, come il Libro dei Soci testimonia, tra cui Giacomo Leopardi, Alessandro Manzoni, Arthur Schopenhauer, Stendhal, William Makepeace Thackeray, John Ruskin, Robert Browning, Théophile Gautier, Fëdor Dostoevskij, Michail Bakunin, Carlo Lorenzini (Collodi).
Palazzo Bartolini Salimbeni invece era un tempo la sede dell'Hotel du Nord, aperto nel 1839, dove nel 1857 vi soggiornò Herman Melville. Melville, come scrive sul suo diario, era solito frequentare il Caffè Doney (ne parliamo più ampiamente qui), sito sempre in via Tornabuoni, un caffè fiorentino molto popolare dalla fine dell'Ottocento, chiuso nel 1986, e ritrovo di intellettuali e aristocratici.

6. Caffè Letterario Le Giubbe Rosse

Da piazza Santa Trinita tornate un poco indietro per imboccare Via Strozzi in direzione Piazza della Repubblica, dove vi ritroverete Palazzo Strozzi sulla sinistra. Palazzo Strozzi è dal 1940 la sede principale del già citato Gabinetto G.P. Vieusseux con la sua biblioteca e i suoi preziosi archivi di documenti otto-novecenteschi.
Arrivati in Piazza della Repubblica troverete sul lato destro della piazza il famoso Caffè Letterario Le Giubbe Rosse. Fondato nel 1896 come Caffé-Birreria dai fratelli Reininghaus, prese il nome dalle giubbe di colore rosso che i camerieri indossavano secondo la moda viennese del tempo. Dal 1912 è stato fu il punto di riferimento degli esponenti del movimento futurista come Filippo Tommaso Marinetti, Aldo Palazzeschi, Carlo Carrà, Umberto Boccioni e Luigi Russolo e dopo la prima guerra mondiale divenne luogo di incontro per scrittori e poeti come Eugenio Montale, Umberto Saba, Carlo Emilio Gadda, Elio Vittorini, Salvatore Quasimodo, Dino Campana, Carlo Bo, Mario Luzi, Oreste Macrì, Tommaso Landolfi, Alfonso Gatto, Vasco Pratolini, Alessandro Parronchi, Pietro Bigongiari. All'interno del locale sono custodite numerose testimonianze storiche come fotografie e illustrazioni che ricostruiscono la storia del caffè letterario.

7. Chiesa di Dante Alighieri

Da Piazza della Repubblica proseguite dritto intersecando via dei Calzaiuoli e entrando in via del Corso. Quasi alla fine di Via del Corso troverete sulla destra Via Santa Margherita. In questa zona si trovano alcuni luoghi importanti legati alla vita di Dante Alighieri. Innanzitutto la piccola chiesa, Santa Margherita dei Cerchi, dove Dante vide per la prima volta Beatrice e dove lei si sposò con Simone de' Bardi. All'interno, oltre ad un quadro che raffigura Dante mentre osserva Beatrice che passeggia con la madre e la nutrice, si trova la tomba di Folco Portinari, padre di Beatrice, e secondo quanto indicato dalla lapide anche la tomba di Beatrice stessa, qui sepolta l'8 giugno 1291 (presumibilmente però Beatrice non fu sepolta qui ma nella tomba della famiglia del marito, nel chiostro di Santa Croce). Si è comunque diffusa l'usanza di lasciare biglietti (prevalentemente d'amore) in una cesta presso la lapide tombale di Beatrice.

8. Casa di Dante Alighieri

Proseguendo lungo via Santa Margherita sulla destra troverete la Casa Museo di Dante. In realtà non si tratta della vera casa di Dante Alighieri, ma di un edificio più recente all'interno del quale è stata allestita una mostra dedicata al poeta e alla vita della Firenze ai tempi di Dante. Sebbene non contenga cimeli o manoscritti danteschi, potrebbe essere particolarmente interessante per chi vuole approfondire l'argomento.
Quella che fu la vera casa di Dante Alighieri si trova invece poco più avanti, oltre nella piazzetta adiacente al sopracitato museo. Svoltando a destra in via Dante Alighieri vi ritroverete subito sulla sinistra Piazza San Martino e la Torre della Castagna, una torre edificata già nell'anno mille. Qui una targa indica l'edificio in cui visse Dante, una struttura che purtroppo non conserva più l'aspetto trecentesco.
Anche la chiesa che si trova di fronte alla torre, San Martino al Vescovo, è legata al poeta perché era patronata dalle famiglie degli Alighieri e dei Donati e presumibilmente Dante vi sposò Gemma Donati.

9. Vasco Pratolini

Da piazza San Martino proseguite in Via dei Magazzini dove al numero 1 troverete la casa in cui nel 1913 nacque Vasco Pratolini. Troverete una targa installata nel 1996 a indicare il luogo. Pratolini scrisse un racconto largamente autobiografico intitolato proprio Via de' Magazzini, dove rievoca gli anni d'infanzia vissuti assieme alla nonna in questa via a pochi passi da Piazza della Signoria.
Arrivate in fondo a Via dei Magazzini. Sbucherete in Piazza della Signoria. Da qui prendete sulla sinistra Via dei Gondi e proseguite attraversando l'incrocio con via dei Leoni e procedendo dritto lungo Borgo dei Greci, alla fine del quale vi ritroverete in Piazza Santa Croce.


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Henry James è stato un visitatore appassionato di Venezia. Quattordici visite tra il 1869 e il 1907, oltre a numerosi romanzi e racconti qui ambientati, da La principessa Casamassima a Il carteggio Aspern, e poi Le ali della colomba, Lo chaperon... Un amore che si consolida nel tempo e che traspira anche dalle pagine delle sue lettere e resoconti di viaggio dove l'autore osserva la vita e i bellissimi scorci di questa città.

Questo breve itinerario attraversa una parte di Venezia seguendo quelli che sono stati alcuni dei luoghi significativi per Henry James, collocati in un'area limitata per rendere l'itinerario il più lineare possibile.

Info
orario 2-3 ore
costo Gratuito
bus A piedi

1. Palazzo Soranzo Cappello

Palazzo di Juliana Bordereau e Miss Tina in Il carteggio Aspern.

 Partendo dalla Stazione FS Venezia Santa Lucia, la prima destinazione è il Palazzo Soranzo Cappello, celebre ambientazione del romanzo Il carteggio Aspern.
Attraversate il Ponte degli Scalzi, subito fuori dalla stazione, e proseguite dritto in Calle lunga per circa ottanta metri, poi svoltate a sinistra in Calle Bergami S. Croce. Attraversate il ponte e imboccate Fondamenta Garzotti sulla destra. Proseguite per circa 100 metri, durante i quali già potrete vedere il palazzo Soranzo Capello sull'altro lato del canale, e riattraversate il ponte all'altezza di Corte Canal. Subito riprendete la strada che costeggia il canale, Fondamenta Gradenigo e raggiungete il palazzo, di colore rosa, 50 metri più avanti rispetto al ponte appena attraversato, prima dell'arco che vi troverete sulla strada. Oggi il palazzo è sede della "Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso" ed è famoso per il giardino che ha ispirato anche Gabriele D'Annunzio per Il fuoco.
Henry James invece prende questo palazzo con relativo giardino come ispirazione per la residenza di Juliana Bordereau, donna amata da Aspern in vita e custode di alcuni suoi documenti, e sua nipote Tina.

 

2. Palazzo Barbaro Curtis e Casa Alvisi.

Residenza di Henry James (il primo) e salotto letterario di Katherine Bronson (la seconda).

Per proseguire è necessario prendere il vaporetto. Tornate alla Stazione Santa Lucia e prendete il Vaporetto ACTV linea 1 o 2, che percorre Canal Grande e che vi permetterà di raggiungere facilmente Piazza San Marco e di vedere esternamente due palazzi cari a Henry James: Palazzo Barbaro Curtis e Casa Alvisi. Entrambi i palazzi si trovano oltre il Ponte dell'Accademia, quindi godetevi il tragitto nello splendido Canal Grande fino al suddetto ponte, che riconoscerete per la sua struttura in legno (è l'ultimo dei quattro ponti che attraversano il Canal Grande ed è successivo al Ponte di Rialto). Subito dopo aver oltrepassato il Ponte dell'Accademia vi troverete sulla sinistra Palazzo Cavalli Franchetti, la cui facciata gialla è ornata da splendide decorazioni in stile neogotico. Il palazzo che subito viene a seguire è Palazzo Barbaro-Curtis. La parte di sinistra è quella più antica e risale al XV secolo. Il palazzo fu acquistato da due mercanti di Boston, i coniugi Curtis, nel 1885 e qui vi si sviluppò un circolo di intellettuali a cui partecipò Henry James e altri artisti come Robert Browning e Claude Monet. Henry James inoltre vi ambientò il romanzo Le ali della colomba rinominando il palazzo "Palazzo Leoporelli".

Poco più avanti, sullo stesso lato troverete Palazzo Michiel Alvisi, la cui facciata è piuttosto anonima, di colore rosa. L'edificio presenta al primo piano quattro finestre in fila e tre balconi, due piccoli e uno grande centrale).  Potete prendere come punto di riferimento il Westlin Europa & Regina Hotel, che lo segue poco dopo e che è ben riconoscibile per l'insegna "Regina" e la facciata color giallo pallido (tra Palazzo Michiel Alvisi e l'hotel ci sono le facciate di altri due edifici più stretti, tra cui uno riconoscibile per il colonnato che sorregge l'ampia terrazza al primo piano). Palazzo Michiel Alvisi viene indicato come "Casa Alvisi" nel saggio omonimo di Henry James, pubblicato in Ore italiane. All'epoca fu casa dell'amica Katherine Bronson e qui vi si teneva un salotto letterario.

3. Piazza San Marco. Caffè Florian e Caffè Quadri

Scendete dal vaporetto alla fermata San Marco e raggiungete l'omonima piazza, una delle attrazioni principali di Venezia.
Qui si staglia la meravigliosa basilica, descritta da Henry James con queste parole:

“All’interno della chiesa, le masse di profonda ombra bruna, la pesante atmosfera dalla tinta intensa, la splendida oscurità composita, regnavano in una melanconia più ricca, più strana, più fantastica di quanto la mia debole penna possa render l’idea. [...] dall’oro cupo e dal delicato alabastro, dal pofido e dalla malachite, dal cristallo da tempo spento e dallo scintillio di lampade perennemente accese, procede una densa e ricca atmosfera di splendore e di santità che trasporta il viaggiatore semi-attonito in una età di fede più semplice e più ricca di sacrale suggestione. Mi aggirai per una mezz’ora sotto quelle coppe rovesciate di tenebra scintillante, inciampando sui gran rigonfiamenti del lastricato di pietra mentre fissavo lo sguardo in alto, verso i lunghi santi in mosaico che s’inchinano giganteschi con la curva della cupola e del soffitto. Avevo lasciato l’Europa; ero in Oriente.”

Sempre in piazza San Marco, sotto i portici delle Procuratie Nuove, sul lato sinistro dando le spalle alla basilica, si trova il Caffè Florian, famosissimo caffè frequentati da artisti e intellettuali, tra cui appunto Henry James. Il Caffè Florian è stato aperto nel 1720 da Floriano Francesconi con il nome "Alla Venezia Trionfante" ed è più antico caffè italiano.

Sul lato opporto dei portici, sotto le Procuratie Vecchie (lato destro dando le spalle alla basilica) si trova un altro famosissimo caffè storico, il Caffè Quadri, anch'esso frequentatissimo da parsonaggi illustri la cui attività fu iniziata da Giorgio Quadri nel 1775.

4. Pensione Wildner

Soggiorno di Henry James nel 1881.

Ritornate indietro verso l'imbarcadero del vaporetto e percorrete Riva degli Schiavoni verso i giardini dell'Arsenale, ovvero in direzione opposta rispetto a quella da cui siete arrivati. Attraversate il ponte da cui è possibile vedere esternamente il Ponte dei Sospiri e proseguite dritto, oltrepassando il famosissimo Hotel Danieli, un secondo ponte, poi il monumento a Vittorio Emanuele II. Poco prima del terzo ponte troverete la Pensione Wildner, un hotel a tre stelle dove Henry James soggiornò da marzo a giugno 1881, di cui scrive nel suo carteggio:
"I lodged on the Riva, 4161, quarto piano. The view from my window was 'una bellezza'...".

 

Prima di terminare questo breve itinerario, potete soffermarvi ad osservare con gli occhi di Henry James le gondole che solcano le acque della laguna:

 

“Nulla può essere più bello del piglio ampio e fermo con cui, dalla loro posizione favorevole, si gettano sull’immenso remo. Ha una baldanza di un uccello che si tuffa e la regolarità di un pendolo”

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Puoi trovare l'itinerario sul blog

 

 

 

I luoghi di Hans Christian Andersen

 

 

Denmark Copenhagen

Museo di Hans Christian Andersen

Dal terzo piano del centro commerciale Magasin du Nord in Vingårdsstraede 6 (all'epoca 132) è possibile raggiungere l'attico dove Hans Christian Andersen visse un anno, dal 1827 al 1828, e successivamente dal 1838 al 1847. Aveva due stanze, una che dava sul giardino, l'altra sulla strada da cui si poteva vedere il Teatro Reale.
Qui è stato allestito un piccolo museo dove che ricrea l'atmosfera della piccola stanza dello scrittore, con una ricostruzione dell'arredamento dell'epoca.
Indirizzo: Magasin du Nord, Vingårdsstraede 6 , Copenhagen
gratis I
ngresso gratuito.

Primo alloggio di Andersen a Copenhagen

In Vestergade 18, dove oggi c'è il pub Heidi's Beir Hus, un tempo si trovava il Garderngården Inn, dove il 5 settembre 1819 Hans Christian Andersen alloggiò arrivando per la prima volta a Copenhagen. Secondo alcuni fonti, risiedette qui solo un paio di settimane, ma nella sua biografia "La fiaba della mia vita" (Mit Livs Eventyr, 1855) ne parla come un luogo al quale rimase affezionato.
Indirizzo: Vestergade 18, Copenhagen

La casa delle fiabe di Hans Christian Andersen (H.C. Andersen Eventyrhuset)

Il percorso si snoda in una decina di stanze, tra cui il suo studio e alcune stanze dedicate alle sue fiabe. Contiene alcune memorabilia, tra cui scritti autografi. Forse un po' costoso rispetto a quanto offre effettivamente il museo, ma gli orari di apertura sono prolungati fino a sera.
Indirizzo: Rådhuspladsen 57, Copenhagen.
a-pagamento Ingresso a pagamento.

Rundetårn, la Torre Rotonda

Voluta da Re Cristiano IV e costruita tra il 1637 e il 1642, originariamente era usata come osservatorio astronomico dell'Università. La torre è alta 34,8 metri ed è possibile visitarla all'interno, fino a raggiungere la cima da cui è possibile avere una bella veduta a 360° della città. Percorrendo la scala elicoidale interna (un percorso di 209 metri nonostante la torre sia alta solo una trentina di metri) si raggiunge anche la Sala della ex biblioteca, dove Hans Christian Andersen era solito venire e dove probabilmente ebbe l'ispirazione per alcune sue opere, tra cui L'acciarino magico, che cita proprio questo luogo. La biblioteca fu istituita nel 1657 ed è rimasta in fuzione fino al 1861, quando fu spostata per mancanza di spazio; oggi la sala della ex biblioteca è dedicata a mostre temporanee. La torre è collegata inoltre alla Trinitatis Kirke (Chiesa della Trinità), dove fu battezzato il filosofo Soren Kierkegaard. Sulla sommità della torre è possibile vedere il grande telescopio che veniva usato per le osservazioni del cielo. Qui l'astronomo danese Tycho Brahe condusse i suoi studi finché a causa di alcuni contrasti con il re Cristiano IV fu costretto a lasciare la città e rifugiarsi a Praga dove morì nel 1601.
Indirizzo: Købmagergade 52a, Copenhagen.
a-pagamento Ingresso a pagamento.

Statua della Sirenetta

Ormai ritenuta il simbolo di Copenhagen, ha avuto una storia travagliata ed è stata spesso vittima di atti vandalici.
La statua è stata inaugurata il 23 agosto 1913, realizzata dello scultore Edward Eriksen su commissione di Cark Jacobsen, un filantropo figlio del fondatore del birrificio Carlsberg.
Jacobsen era rimasto affascinato dal balletto musicato da Fini Henriques ispirato alla fiaba La Sirenetta di Hans Christian Andersen portato in scena al Royal Theatre di Copenhagen e aveva chiesto allo scultore di prendere a modello la prima ballerina, Ellen Price, del quale la statua porta solo il volto perché la ballerina non acconsentì a posare come modella per il corpo nudo.
Indirizzo: Langelinie, Copenhagen.

Statua di Hans Christian Andersen

Nei giardini del castello di Rosenborg si trova una delle due statue di Copenhagen che rappresenta Hans Christian Andersen. Seduto con un libro in mano.
Indirizzo: Giardini del castello di Rosenborg, Copenhagen.

Statua di Hans Christian Andersen

La Rådhuspladsen, piazza pubblica nel centro di Copenhagen di fronte al municipio, si incrocia con l'Hans Christian Andersen Boulevard. Qui, proprio di fronte all'ingresso dei Giardini di Tivoli, si trova una statua dello scrittore, con tanto di tuba e bastone, seduto e rivolto verso il più famoso parco divertimenti di Copenhagen.
Indirizzo: Rådhuspladsen, Copenhagen.

Nyhaven, la strada dove visse Andersen

Andersen visse in Nyhaven in tre edifici differenti, dove vi tornò a più riprese. La prima è al secondo piano del numero 20, dove visse dal 1934 e dove oggi una piccola targa commemorativa lo ricorda; la seconda al numero 67 dal 1848 al settembre 1865, ed infine la terza al numero 18 negli anni 1871-74.
Indirizzo: Nyhaven 18, 20 e 67, Copenhagen.

 

Denmark Odense, Danimarca

Hans Christian Andersen Museum

Il museo dedicato a H.C. Andersen è stato aperto nel 1908, uno dei primi musei dedicati ad uno scrittore.
La mostra espositiva illustra la vita dello scrittore, dall'infanzia a Odense fino al suo debutto come scrittore, passando attraverso le sue opere e le sue fiabe più famose. Sono esposti oggetti, come il suo kit da viaggio, il suo cappello, le lettere e i manoscritti, e sono riprodotte alcune stanze come quelle in cui viveva lo scrittore.
Ogni anno da fine luglio a metà agosto nel parco si tiene un festival con rappresentazioni teatrali dedicato allo scrittore. Nell'ampia area del museo inoltre si trova la sua casa natale che è possibile visitare assieme al resto della struttura.
Indirizzo: Bangs Boder 29, Odense.
sito Sitohttp://museum.odense.dk/
a-pagamento Ingresso a pagamento
orario Orari di apertura. Apertura dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 16.

The Tinderbox

Questo centro culturale, vicino al museo dedicato allo scrittore è il posto ideale per i più piccoli. Con le sue ricostruzioni di scenari fiabeschi, vi si respira un'atmosfera magica e i bambini possono traverstirsi da personaggi delle fiabe o trascorrere il tempo con giochi e rappresentazioni teatrali.
Indirizzo: Hans Jensens Stræde 21, Odense
sito Sitohttp://museum.odense.dk/
a-pagamento Ingresso a pagamento.

Statua di Hans Christian Andersen

La statua di bronzo dedicata allo scrittore è stata realizzata nel 1888 da Louis Hasselriis e inizialmente venne posizionata nel King's Garden. Nel 1905 fu spostata in Graabroedre Plads e nel 1949 viene sistemata definitivamente nella sua posizione attuale.
Il primo modello viene elaborato dallo scultore a Roma, ma la famosa attrice Johanne Luise Heiberg gli fece notare che il retro della statua era un po' monotono. Per questo motivo Hasserlriis decise di aggiungere il cappotto su una spalla, per rendere un po' meno piatto ed uniforme il lato posteriore della statua.
Il 2 aprile di ogni anno vi si tiene una manifestazione che commemora l'anniversario della nascita dello scrittore.
Indirizzo: H.C. Andersen Haven, Odense.

H.C. Andersen's Childhood Home

La casa dove lo scrittore ha vissuto dai 2 ai 14 anni è stata adibita a museo nel 1930. Le sue stanze sono ricostruite con un arredamento povero, così come era la condizione economica della famiglia di Andersen all'epoca.
Indirizzo: Munkemøllestræde 3 - 5, Odense.
sito Sitohttp://museum.odense.dk
a-pagamento Ingresso a pagamento.
orario Orari di apertura: Apertura da settembre a giugno: dal martedì alla domenica, ore 11-15. Luglio e agosto: dal lunedì alla domenica, ore 10-16.

Funen Village

Questo museo all'aperto cerca di ricreare l'atmosfera all'epoca di Andersen, con 25 edifici risalenti fino al XVI secolo. Ci sono case tradizionali danesi, fattorie, mulini a vento, animali e figuranti vestiti con costumi d'epoca.
Ogni anno da metà luglio a metà agosto vi si tiene un festival dedicato allo scrittore, con rappresentazioni teatrali delle sue più celebri fiabe.
Si può raggiungere con l'autobus (n°111 e 110), con il treno fermandosi alla stazione Fruens Bøge o con il traghetto in partenza al centro di Odense (stazione Fruens Bøge).
Indirizzo: The Funen Village, Sejerskovvej 20, Odense.
sito Sitohttp://museum.odense.dk/en/museums/funen-village/
a-pagamento Ingresso a pagamento
orario Orari di apertura

Chiesa di Sct. Han

Qui Andersen fu battezzato nel lunedì di Pasqua del 1805. È stata costruita nel XIII secolo in stile gotico e rinascimentale.
Indirizzo: Sankt Hans Plads 2, Odense.

Le 11 sculture dedicate alle fiabe di Andersen

"Il soldatino di piombo/stagno" in Overgade 19.
"Il baule volante" in Jernbanegade 8.
"I cigni selvatici" in Munke Mose.
"La pastorella e lo spazzacamino" in Kongensgade 1.
"La sirenetta" in Ansgars Anlæg.
"Il rospo" in Vintapperstræde 6.
"L'ago da rammendo" in Klaregade 1.
"I vestiti nuovi dell'imperatore" in Brandts Passage 10.
"Pollicina" in Sortebrødre Torv 1.
La barchetta di carta da "Il soldatino di piombo" in H.C. Andersen Haven.
Il cavalluccio marino da "La sirenetta" in Ved slusebroen.

 

Denmark Helsingør (Elsinore), Danimarca

Castello di Kronborg

Vi è ambientata la fiaba Oggieri il Danese scritta da Andersen nel 1845.

 

Italy Firenze

Targa commemorativa

Poco sopra la celebre statua del Porcellino, è stata posta nel 2005 una targa che ricorda la fiaba “Il porcellino di bronzo di Porta Rossa” di Hans Christian Andersen che spesso aveva visitato Firenze.
La targa lo ricorda così: “Qui ebbe origine la fiaba / “Il porcellino” / scritto dal noto novelliere danese / Hans Christian Andersen (1805-1875) / che amò Firenze dove più volte soggiornò / definendo la nostra città / “Un intero libro illustrato”. / Il Comune pose / a memoria dei 200 anni dalla nascita”.
Indirizzo: Piazza del Mercato Nuovo, Firenze.

 

Italy Roma

Targa sull'edificio dove visse

Lo scrittore abitò due anni nel palazzo all'angolo tra via Sistina e via Francesco Crispi.
"In questa casa / visse negli anni 1833-1834 / lo scrittore danese / Hans Christian Andersen / Il soggiorno romano / gli ispirò il romanzo / "L'improvvisatore" / SPQR / MCMLXXIII".
Indirizzo: Via Sistina 104, Roma

 

Austria Vienna

Targa commemorativa

Presso il Café Dommayer una targa indica che durante le sue visite a Vienna tra il 1831 e il 1847 lo scrittore danese era un cliente regolare di questo locale e qui ascoltò con entusiasmo la musica di Johann Strauss padre. L'iscrizione recita: "Hans Christian Andersen / 1805 - 1875 / Der dänische Märchendichter war zwischen / 1831 und 1847 bei seinen Besuchen in Wien Stammgast im Café Dommayer. / Hier hörte er mit Begeisterung die Musik / von Johann Strauss Vater. / Gestiftet vom Kulturforum DanAustria 2011".
Indirizzo: Dommayergasse 1, Vienna

Targa commemorativa

La targa è stata inaugurata dalla società Danese-Austriaca (Österreichisch Dänischen Gesellschaft) il 24 novembre 2010 in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione (nata il 24 novembre 1960). La targa indica il luogo in cui si trovava Haus Bognergasse 315, ovvero la casa in cui Hans Christian Andersen visse al secondo piano dal 9 giugno al 9 luglio 1834.
L'iscrizione recita: "Hans Christian Andersen / 2. April 1805 in Odense - 4. August 1875 in Kopenhagen / An dieser Stelle stand bis zum Ende des 19. Jahrhunderts / das Haus Bognergasse 315.
/ Vom 9. Juni 1834 bis 9. Juli 1834 / wohnte der dänische Märchendichter Hans Christian Andersen / im zweiten Stock dieses Hauses. -- Gewidmet von der Österreichisch Dänischen Gesellschaft aus Anlass des 50jährigen Bestehens. 24.11.1960 - 24.11.2010"
Indirizzo: Naglergasse 8, Vienna

Spain Barcellona

Targa commemorativa del suo soggiorno 

Lo scrittore danese visitò Barcellona tre volte. Il 15 settembre 1862 stava alloggiando all'Hotel Oriente quando, a causa di violenti temporali, un'alluvione colpì il quartiere della Rambla facendo molti danni.
La targa è scritta in catalano e recita: "Hans Christian Andersen / (Odense 1805 - Copenhaguen 1875) / Escriptor Danès / Va viure des d'aquest hotel la inundacio de la rambla el 15 Setembre de 1862.
Indirizzo: Hotel Oriente, Ramblas 45, Barcellona.

 

USA New York City

Statua commemorativa in Central Park

Australia Sydney

Busto commemorativo

Commissionato dalla comunità australiana danese, è una copia del busto realizzato dallo scultore danese Herman Wilhelm Bissen nel 1865 e conservato nel museo Andersen di Odense. È stato inaugurato nel 2005 per il bicentenario dalla nascita di Andersen dal principe Frederik di Danimarca e dalla consorte Mary. L'iscrizione recita: "This bust was unveiled on the 7th of March 2005 / by HRH Crown Prince Frederik of Denmark / and HRH Crown Princess Mary of Denmark / in the presence of / The Lord Mayor of Sydney Clover Moore MP / to celebrate the bicentenary / of Hans Christian Andersen’s birth".
Indirizzo: Observatory Hill Park, Millers Point, Sydney.
mappa Coordinate: -33.859364, 151.204942

 

Breve biografia

Elizabeth Barrett Browning nasce a Durham, Inghilterra, nel 1806. Figlia di un ricco proprietario terriero di piantagioni in Giamaica,  sin dall'infanzia riceve un'accurata educazione, leggendo classici come Milton, Shakespeare e Dante. Molto presto inizia ad avere gravi problemi di salute che costringeranno al letto per diversi anni; il male non fu mai ben diagnosticato: alcuni hanno ipotizzato che siano state le complicanze a seguito di una caduta da cavallo. Elizabeth fu curata con laudano e morfina per alleviare il dolore, ma ciò la rese dipendente da queste sostanze per molti anni.
Nel 1838 la famiglia Barrett si stabilisce a Londra. Qui Elizabeth pubblica la raccolta di poesie The Seraphim and Other Poems che la rendono molto popolare, ricevendo apprezzamenti da parte di illustri poeti tra cui Robert Browning, che le scrive e riesce ad ottenere un incontro privato con lei, segregata nella sua stanza a causa dei suoi pregressi problemi di salute. Con Robert Browning è colpo di fulmine: decidono di sposarsi in segreto nella chiesa di St. Marylebone Parish il 12 settembre 1846 e partono alla volta dell'Italia. Dopo aver cambiato diverse residenze in Toscana, si stabiliscono definitivamente a Firenze in Piazza San Felice, a pochi passi da Palazzo Pitti. Qui hanno un figlio, Pen, e seguono con interesse e trasporto gli eventi legati al Risorgimento italiano. Elizabeth pubblica altre raccolte poetiche: Sonnets from Portuguese (1850), Casa Guidi Windows (1851), Aurora Leigh (1856) e Poems before Congress (1860). Muore a Firenze nel 1861, all'età di 54 anni, e viene sepolta al Cimitero degli Inglesi.

I luoghi di Elizabeth Barrett Browning

United Kingdom Londra

Targa commemorativa sull'edificio in cui visse

La targa, di colore nero, recita: "Elizabeth Barrett Browning (1806-1861) poet lived here".
Indirizzo: 99 Gloucester Place, Londra

Casa londinese della famiglia Barrett

Elizabeth visse con la famiglia a Londra fino alla fuga con Robert Browning nel 1846. Qui due targhe la ricordano: quella più recente, posta in alto, recita: "Elizabeth Barrett Barrett, poetess, afterwards wife of Robert Browning, lived here, 1838 - 1846". Quella più in basso invece recita: "Elizabeth Barrett Browning /  1806-1861 / Poet / Lived in a house / on this site /1858-1846".
Indirizzo: 50 Wimpole Street, Londra

 

Chiesa St. Marylebone Parish

Qui Elizabeth Barrett e Robert Browning si sposarono in segreto il 12 settembre 1846 alla presenza della fedele governante di Elizabeth, Elizabeth Wilson, e del cugino di Robert, James Silverthorne.
Indirizzo: 17 Marylebone Road, Londra

Targa commemorativa nell'Abbazia di Westminster

 

United Kingdom Ledbury, Herefordshire

Barrett Browning Institute

Il Barrett Browning Institute aprì il 16 gennaio 1896 (alla cerimonia di apertura presenziò lo scrittore Henry Rider Haggard, autore del ciclo di Allan Quatermain) per celebrare la poetessa che trascorse gran parte della sua giovinezza presso la villa Hope End, nel distretto di Ledbury. Al padre Edward Moulton Barrett è stato dedicato un memoriale all'interno della chiesa di Ledbury.
L'istituto si trova all'interno di una torre con orologio progettata dall'architetto Brightwen Binyon. Oltre a svolgere la funzione di biblioteca pubblica, al suo interno sono raccolti una serie di opere della poetessa e altro materiale biografico.
Indirizzo: Bye Street, Ledbury, Herefordshire

Hope End

Hope End era la villa in cui Elizabeth visse con la famiglia dal 1809 al 1823. Edward Moulton-Barrett, padre della poetessa, acquistò la villa nel 1809 da Sir Henry Vane Tempest e fece apportare importanti modifiche alla struttura preesistente: i lavori furono progettati e seguiti dall'architetto  J.C. Loudon. All'epoca la villa aveva un enorme e pittoresco giardino. Quando i Barrett ebbero un tracollo finanziario, decisero di vendere la villa per trasferirsi altrove. Nel 1867 l'edificio fu demolito e in gran parte ricostruito tanto che del luogo in cui Elizabeth trascorse la sua infanzia non rimane che il paesaggio intorno, fonte di ispirazione per la poesia The Lost Bower:

[...] Dimpled close with hill and valley
Dappled very close with shade
Summer snow of apple blossom
Running up from glade to glade
Hills draw like heaven
And stronger sometimes, holding out their hands [...]

Indirizzo: Hope End, Welllington Heath, Ledbury, Herefordshire.

 

Italy Firenze

Casa di Elizabeth e Robert Browning

Tomba di Elizabeth Barrett Browning

 

Italy Vallombrosa, Firenze

Abbazia di Vallobrosa

 

Italy Roma 

Targa commemorativa sull'edificio in cui ha soggiornato

La targa, posta nel centenario della nascita di Robert Browning, il 7 maggio 1922, recita: "Questa casa ospitò / Roberto e Elisabetta Browning / che l'Italia ebbero patria ideale / e in carmi imperituri / ne profetarono i nuovi destini --- Compiendosi il primo centenario / dalla nascita del poeta / il Municipio di Roma / pose / VII maggio MCMXII -- «Le sue memorie eterne / attestano che l'Italia è immortale» / E. Barrett Browning --- «Aprendo il mio cuore / vi troverete inciso Italia» / R. Browning"

Indirizzo: Via Bocca di Leone 41, Roma 

 

Breve biografia

Henry James (1843-1916) nasce a New York in una famiglia benestante. Studia giurisprudenza presso la Harvard University, ma abbandona la carriera forense per assecondare la sua passione per la letteratura. Viaggia in Europa durante l'adolescenza, per poi tornarvi nel 1870, quando visitò per la prima volta l'Italia, dove ritornerà spesso in futuro. Si trasferisce a Boston per due anni, dal 1870 al 1872, ma ritorna in Europa, dove vive per la maggior parte del tempo in Italia, fino al 1874.

Dopo una breve parentesi newyorkese nel 1875, capisce che la sua vita è nel Vecchio Continente: torna in Francia, ma è a Londra che si stabilirà a partire dal 1876, da cui si sposterà per visitare l'Italia numerose volte. Tornerà negli Stati Uniti soltanto nel 1881 a Boston e nel 1904 per un lungo giro di conferenze. Muore a Londra il 28 febbraio 1916 e le sue ceneri riposano presso il Poets' Corner nell'Abbazia di Westminister.

Henry James non si sposò mai e non assunse cariche nella vita pubblica o politica. Si dedicò quasi completamente alla sua arte, pubblicando una ventina di romanzi, oltre a racconti e saggi. Nelle sue opere affronta la condizione dell'artista, la rappresentazione della realtà, il confronto tra Europa e America, la psicologia dei personaggi e il loro rapporto con la società che ne condiziona le scelte. Traendo spunto dalla sua esperienza personale, i protagonisti delle sue opere sono spesso personaggi di origine americana che si stabiliscono e vivono in Europa. Tra le sue opere principali si ricordano: Ritratto di signora (1881), Il giro di vite (1897), Le ali della colomba (1902) e La coppa d'oro (1905).

 

I luoghi di Henry James

United Kingdom Londra

Ritratto nella National Portrait Gallery

Italy Ravenna

In Italian Hours (Ore Italiane) Henry James dedica un intero capitolo alla città.

 

Italy Vallombrosa, Firenze

Abbazia di Vallombrosa

 

Italy Venezia

Palazzo Barbaro

Palazzo Barbaro Curtis fa parte di un complesso di due palazzi identificati come Palazzo Barbaro a San Vidal (Palazzo Barbaro Curtis e Palazzo Barbaro). Si trova nei pressi del Ponte dell'Accademia, accanto a Palazzo Franchetti e di fronte a Palazzo Balbi Valier.
La parte di sinistra è quella più antica e risale circa al 1420. Apparteneva alla famiglia Barbaro, ma quando si estinse fu acquistato nel 1885 da Daniel Sargent Curtis e Ariana Wormely Curtis, due mercanti di Boston, che vi abitavano già a partire dal 1881.
Si sviluppò così un circolo di intellettuali a cui prese parte anche Robert Browning, John Singer Sargent, James McNeil Wistler e Claude Monet. Loro ospite fu ovviamente anche Henry James che vi ambientò Le ali della colomba, cambiando il nome del palazzo in “Palazzo Leporelli”.
Attualmente Palazzo Barbaro è visitabile in occasioni particolari come la giornata del FAI di Primavera.
Indirizzo: Piazza San Marco 284, Venezia

 

Palazzo Soranzo Cappello

Fu costruito alla fine del XVI secolo per volontà della famiglia Soranzo, ma nel corso dei secoli passò ad altre famiglie, tra cui quella dei Cappello. Attualmente è sede della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio del Veneto Orientale.
Al suo interno presenta eccellenti opere pittoriche e di notevole pregio è il giardino, descritto da Gabriele D'Annunzio ne
Il fuoco e da Henry James ne Il carteggio Aspern. Nella stessa opera viene scelto da James come ispirazione per la residenza di Miss Bordereau e sua nipote Miss Tina. 
Indirizzo: Fondamenta Rio Marin 770, S. Croce, Venezia

Casa Alvisi

Conosciuto come Palazzo Michiel Alvisi o Palazzo Giustinian Micheli Alvisi, fu la dimora dell'americana KatharineBronson, dove negli anni intorno al 1875, si teneva un salotto letterario al quale partecipavano Henry James e Robert Browning. Henry James dedica a Casa Alvisi un saggio, pubblicato in Ore italiane (1909).
Indirizzo: Canal Grande 2207, Venezia

Hotel Wildner

Henry James vive qui alcuni mesi, da marzo a giugno 1881 e con queste parole descrive il suo alloggio:"I lodged on the Riva, 4161, quarto piano. The view from my window was 'una bellezza'...".
IndirizzoRiva degli Schiavoni 4161, Venezia

Caffè Quadri

Viene aperto nel 1638 con il nome Il Rimedio, ma alla fine del 1700 Giorgio Quadri acquistò il locale cambiandogli nome. Nel 1830 la gestione passò ai fratelli Vaerini che nel 1844 vi aprirono anche un ristorante. Nel 2011 viene acquisito dalla famiglia Alajmo, che ne gestisce attualmente gli spazi.
Il Caffè Quadri ritorna spesso negli scritti di Henry James: nel racconto
Compagni di viaggio è il luogo dove il protagonista vi cena con la ritrovata Charlotte e con Mr. Evans. Come testimonia l'amico di James, William Dean Howells, nel suo diario Vita veneziana, ormai aveva cessato di essere ritrovo esclusivo di austriaci ed era tornato ai veneziani.
Indirizzo
Piazza San Marco 121, Venezia
sito Sito: http://www.alajmo.it

Basilica di San Marco

Piazza San Marco, Venezia

Cattedrale principale della città che sovrasta l'omonima piazza, viene costruita nel 828 per ospitare le reliquie di San Marco trafugate da due mercanti veneziani. La basilica attuale risale ad una costruzione successiva iniziata nel 1603 e richiama la Basilica dei Santi Apostoli di Costantinopoli.
Pregevoli sono la decorazione a mosaico all'interno e i numerosi tesori come colonne, marmi, ori portati da Costantinopoli nel corso della Quarta Crociata (1204).
Henry James cita più volte la sontuosa basilica nelle sue opere. Descrive il suo interno, però, una sola volta, nel racconto Compagni di viaggio:
All'interno della chiesa, le masse di profonda ombra bruna, la pesante atmosfera dalla tinta intensa, la splendida oscurità composita, regnavano in una melanconia più ricca, più strana, più fantastica di quanto la mia debole penna possa render l'idea. [...] dall'oro cupo e dal delicato alabastro, dal pofido e dalla malachite, dal cristallo da tempo spento e dallo scintillio di lampade perennemente accese, procede una densa e ricca atmosfera di splendore e di santità che trasporta il viaggiatore semi-attonito in una età di fede più semplice e più ricca di sacrale suggestione. Mi aggirai per una mezz'ora sotto quelle coppe rovesciate di tenebra scintillante, inciampando sui gran rigonfiamenti del lastricato di pietra mentre fissavo lo sguardo in alto, verso i lunghi santi in mosaico che s'inchinano giganteschi con la curva della cupola e del soffitto. Avevo lasciato l'Europa; ero in Oriente.

E ancora, ne Il carteggio Aspern,  riemerge il grande fascino suscitato dalla basilica:

La grande basilica, con le sue cupole basse e gli ispidi merletti, col mistero dei suoi mosaici e delle sue sculture, appariva spettrale nell'oscurità diffusa, e la brezza marina passava tra le colonne gemelle della Piazzetta, stipiti di una porta non più sorvegliata, con la dolcezza di una sontuosa tenda oscillante.

 

tratto da Il carteggio Aspern, trad. di N.Fusina, Roma, Gruppo edtoriale L'Espresso, 2011.

 

Caffè Florian

Canal Grande

Il Canal Grande è il canale principale di Venezia, assume una forma a "S" ed è lungo circa 3800 metri. E' attraversato da quattro ponti (Ponte della Costituzione, Ponte degli Scalzi, Ponte di Rialto, Ponte dell'Accademia) e costeggiato da magnifici edifici storici, costruiti prevalentemente tra il XII e XVIII secolo, quando Venezia era una potente repubblica marinara.
Henry James descrive il giro in gondola attraverso Canal Grande in un famoso passo de Il carteggio Aspern, dove descrive l'espressione estasiata di Miss Tina uscita in compagnia del protagonista:
Nel giro di cinque minuti sboccammo in Canal Grande; e a questo punto emise un mormorio d'estasi non meno spontaneo che se fosse stata una turista appena arrivata. S'era dimenticata di quanto apparisse splendida quella gran via d'acqua in una chiara sera d'estate, di come il senso di galleggiare tra i palazzi di marmo e luci riflesse disponesse la mente alla libertà, all'agio. Andammo a lungo e lontano sull'acqua, e benché la mia amica non esprimesse ad alta voce la propria contentezza, ero certo del suo pieno cedimento. Era più che contenta, era rapita; tutto l'insieme era per lei una liberazione immensa. La gondola si muoveva a colpi lenti, per darle il tempo di goderne, e lei ascoltava come fosse una rivelazione di Venezia il tonfo dei remi, che si faceva più forte e più musicalmente liquido quando entravamo nei canali stretti.

 

tratto da Il carteggio Aspern, trad. di N.Fusina, Roma, Gruppo edtoriale L'Espresso, 2011.

  

Monumento equestre a Bartolomeo Colleoni

Questa statua di bronzo è stata scolpita da Andrea del Verrocchio ed è stata realizzata tra il 1480 e il 1488. Si trova in Campo Santi Giovanni e Paolo (detto anche Campo San Zanipolo).
Raffigura Bartolomeo Colleoni, condottiero italiano del XV secolo, ed è la seconda statua equestre del Rinascimento (la prima è quella di Donatello che raffigura il condottiero Gattamelata, a Padova) Inoltre ha la particolarità di essere la prima statua di bronzo che riesce a raffigurare un cavallo in movimento che poggia su tre zampe soltanto.
Henry James la ricorda nell'ultimo capitolo de Il carteggio Aspern, quando il protagonista, assorto nei suoi pensieri, si rivolge al Colleoni in attesa di un oracolo o un consiglio, ma ne riceve solo un muto colloquio.
Ricordo soltanto che nel pomeriggio nell'aria dorata del tramonto, me ne stavo davanti alla chiesa di San Giovanni e Paolo osservando la mascella quadrata di Bartolomeo Colleoni il terribile condottiere tenacemente assiso sull'enorme cavallo di bronzo in cima all'alto piedistallo dove lo tiene la gratitudine dei veneziani. La statua è incomparabile, la più bella di tutte le sculture equestri salvo forse quella di Marco Aurelio in sella con benigno atteggiamento davanti al Campidoglio romano. Ma non pensavo a questo,mi limitavo a fissare il trionfante capitano quasi avesse un oracolo sulle labbra. A quell'ora la luce vespertina, splendendo sulla sua truce determinazione, lo rende straordinariamente vivo. Ma continuava a guardare in lontananza sopra la mia testa il rosso sprofondare di un altro giorno – nel corso dei secoli ne aveva visti tanti scendere nella laguna - e se pensava a battaglie e stratagemmi erano di una qualità diversa da quelli che potevo raccontargli io.

tratto da Il carteggio Aspern, trad. di N.Fusina, Roma, Gruppo edtoriale L'Espresso, 2011.

Indirizzo: Campo SS. Giovanni e Paolo, Sestriere Cannaregio, Venezia

 

Città di scrittori e editori, Torino è da sempre stata una città dal grande fervore intellettuale ed ancora oggi rappresenta un punto di riferimento importante con il Salone Internazionale del Libro che qui si tiene ogni anno nel mese di maggio.

Sin dal XVI secolo, molti intellettuali vi hanno soggiornato e ne hanno scritto nelle loro opere, diari e lettere: Erasmo da Rotterdam, Torquato Tasso, Jean-Jacques Rousseau, Lev Tolstoj, Emilio Salgari, Natalia Ginzburg, Italo Calvino, Cesare Pavese, Primo Levi... Tanti sono i nomi che le strade di Torino spesso omaggiano con iscrizioni e monumenti.

 

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Autori correlati

 

Vittorio Alfieri


Edmondo De Amicis

Visse a Torino alcuni periodi della sua vita sia da adolescente (vi frequentò il liceo), sia in età adulta. A Torino è anche ambientato il suo libro più famoso, Cuore, le cui vicende si svolgono tra il 1878 e il 1886, e il libro La carrozza di tutti (1899) dedicato proprio alla città.

Abitazione dove scrisse Cuore

De Amicis abitò a Palazzo Perini in Piazza XVIII dicembre (all'epoca Piazza San Martino 1), nell'edificio all'angolo con Corso San Martino.
Indirizzo: Piazza XVIII Dicembre, Torino

Abitazione di Via Pietro Micca

Dopo Piazza XVIII dicembre, De Amicis visse in Via Pietor Micca, all'ultimo piano in un appartamento di 25 metri quadri. Oggi è un ufficio ad uso privato.
Indirizzo: Via Pietro Micca 10, Torino

Abitazione dove scrisse La carrozza di tutti

De Amicis abitò in questa piazza, vi scrisse La carrozza di tutti e vi ambientò il racconto Primo maggio.

“Il Bianchini rimontò verso piazza Statuto. La gente era raffittita ancora, i bottegai erano sugli usci, molti curiosi alle finestre, senza che nulla giustificasse la cosa. Tutti si guardavano a vicenda, e intorno. C'erano crocchi di donne e ragazzi alla cantonata. Si sentiva come un ronzio diffuso. Circolava la vita ordinaria, ma rallentata e come distratta da un'aspettazione. Ogni più piccolo rumore, come il grido d'un ragazzo, una persiana sbattuta con violenza, faceva voltare cento visi...” fonte14x14

Indirizzo: Piazza Statuto, Torino

Monumento a De Amicis

Realizzato da Eduardo Rubino 1914 e inaugurato 9 anni dopo in piazza Carlo Felice, nel giardino Sambuy, si intitola  “Seminatrice delle buone parole” ed è posizionato simbolicamente di fronte ad un altorilievo raffigurante dei bambini.
Indirizzo: Piazza Carlo Felice 55, Torino

Tomba nel Cimitero Monumentale


Alexandre Dumas padre


Erasmo da Rotterdam

Iscrizione nel Palazzo dell'Università

Nel Palazzo dell'Università, oggi sede del Rettorato dell'Università degli Studi di Torino, il 4 settembre 1506 Erasmo da Rotterdam discusse la tesi di laurea in Teologia.
Sotto il portico nel cortile d'onore, dove si trovano i busti di personaggi famosi che hanno dato il loro contributo allo sviluppo dell'università, è posta una targa in suo ricordo.
Indirizzo: Via Po 17, Torino


Natalia Ginzburg

Nacque a Palermo nel 1916 ma trascorse infanzia e adolescenza a Torino, dove si sposerà con Leone Ginzburg (il suo cognome da nubile è "Levi") e frequenterà i maggiori intellettuali antifascisti.
Nel 1940 segue il marito in Abruzzo, mandato al confino per motivi politici, e scrive il suo primo romanzo, La strada che va in città, ma dopo la morte di lui, ucciso a Roma nel 1944 nel carcere di Regina Coeli, dopo un breve periodo nella capitale, tornerà a Torino. A partire dagli anni Cinquanta inizia un periodo di grande produzione letteraria, con opere come Tutti i nostri ieri, Valentino, Sagittario, fino al premio Strega del 1963, vinto con la sua opera più famosa, Lessico famigliare,  in cui rievoca la sua giovinezza trascorsa a Torino.
Nei primi anni Settanta, gli anni della strategia della tensione,  decide di dedicarsi alla politica. Nel 1983 viene eletta in Parlamento nelle liste del Partito Comunista Italiano.
Muore a Roma nel 1991 e viene sepolta nel Cimitero del Verano, dove riposa anche il primo marito Leone Ginzburg.

Residenza torinese di Natalia Ginzburg

La casa di Natalia Ginzburg si trova in quella che un tempo era via Pallamaglio, oggi al numero 11 di via Morgari. Il 24 ottobre 2014 sull'edificio è stata inaugurata una targa che recita: "In questa casa ha vissuto la scrittrice / Natalia Levi Ginzburg / (Palermo, 1916 - Roma 1991) / In occasione del XXIII anniversario della sua scomparsa / il comune pose il 14-X-2014". L'antistante "aiuola Donatello", all'angolo tra via Belfiore e via Morgari, è stata intitolata alla scrittrice.
Indirizzo: Via Morgari 11, Torino


Guido Gozzano

Casa dove nacque

Indirizzo: Via Confienza 11, Torino

Caffè Baratti & Milano

Viene fondato nel 1858 da Ferdinando Baratti e Edoardo Milano in via Dora Grossa (angolo via Fabro), trasferendosi nel 1875 nella Galleria dell'Industria Subalpina e ampliandosi ulteriormente in Piazza Castello nel 1909.
Specialità del locale sono i gianduiotti, i cremini, le praline alla nocciola, i confetti, le paste "Barattina" e "Reale".
Gozzano dedica la poesia "Le golose" proprio alle specialità dolciarie e alle avventrici di questo caffè.

Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.
Signore e signorine-
le dita senza guanto-
scelgon la pasta. Quanto
ritornano bambine!
Perché niun le veda,
volgon le spalle, in fretta,
sollevan la veletta,
divorano la preda. [...]

Indirizzo: Piazza Castello 27, Torino

Casa dove morì

La lapide recita: “In questa casa / il 9 agosto 1916 coll'animo rivolto a Dio / moriva Guido Gozzano --- La città di Torino / che egli cantò coll'affettuosa tenerezza / della sua poesia crepuscolare / volle che le mura di questo edificio / ne serbassero il ricordo --- 9 agosto 1966".
Indirizzo: Via Cibrario 65, Torino


Antonio Gramsci


Carlo Levi


Primo Levi

Nato a Torino nel 1919, qui compie gli studi fino alla laurea in Chimica presso l'Università di Torino nel 1941, con non poche difficoltà a causa delle leggi razziali che erano entrate in vigore quegli anni.
Viene catturato da una milizia fascista nel 1943 e inviato l'anno dopo nel campo di sterminio di Auschwitz dove rimase fino alla liberazione nel gennaio 1945.
L'esperienza nel campo di concentramento lo sconvolse profondamente per tutta la vita. Tornò a Torino dove scrisse Se questo è un uomo, testimonianza di quell'esperienza tragica. Negli anni successivi scriverà La tregua e altre opere ispirate soprattutto alla sua esperienza come chimico, fino all'ultimo saggio, dove tornò sul tema dell'olocausto, dal titolo I sommersi e i salvati. L'11 aprile del 1987 Primo Levi morì cadendo dalla tromba delle scale. Le circostanze portarono a credere che si sia trattato di un suicidio.

Casa dove nacque e visse fino alla morte

In questa stessa casa si erano trasferiti i genitori da Bene Vagienna. Primo Levi vi nacque e vi tornò a vivere dopo l'esperienza dei campi di concentramento fino alla morte nel 1987.
Indirizzo: Corso Re Umberto 75, Torino

Tomba nel Cimitero Monumentale


Cesare Pavese

Nato in provincia di Cuneo nel 1908, si trasferisce a Torino dove frequenta l'università. Si appassiona alla letteratura americana, di cui traduce molti testi, collabora con la casa editrice Einaudi dal 1934 e inizia a pubblicare poesie. Per motivi politici viene mandato in esilio in Calabria, ma torna a Torino nel 1936 dove continua a scrivere. Durante la Seconda guerra mondiale lascerà la città e trasferendosi prima a Roma e poi rifugiandosi presso Serralunga di Crea. Tornerà a Torino dopo la guerra, dove scriverà La casa in collina, Il diavolo sulle colline, La luna e i falò. Nel 1950 vince il premio Strega con La bella estate.
La fine del rapporto sentimentale con l'attrice americana Constance Dowling contribuirà al peggioramento del suo stato depressivo che lo indurrà al suicidio il 27 agosto 1950.

Casa di residenza

La lapide nel luogo dove visse per 20 anni recita: “Cesare Pavese / 1908  1950 / abitò in questa casa dal 1930 al 1950 / gli anni fecondi della / sua vita civile / e della sua operosità letteraria. / La città di Torino pose / per iniziativa del Centro Studi Piemontesi”.
Indirizzo: Via Alfonso Lamarmora 35, Torino

Caffè Platti

Cesare Pavese era un abituale cliente del Caffè Platti, a pochi passi dal Liceo D'Azeglio, la scuola che lo scrittore aveva frequentato.
Indirizzo: Corso Vittorio Emanuele II 72, Torino.

Hotel dove morì

Cesare Pavese, affetto da crisi depressive acuite da una recente delusione amorosa, morì suicida il 27 agosto 1950 nella stanza 346 di questo albergo, ingurgitando più di dieci bustine di sonnifero a base di barbiturici. La stanza conserva l'arredamento dell'epoca.
Indirizzo: Hotel Roma, Piazza Carlo Felice 60, Torino


Friedrich Nietzsche

Nietzsche amava la città di Torino, dove visse sei mesi da aprile a giugno 1888, e ne ha sempre scritto elogi entusiasti: "Torino, amico mio, è una scoperta capitale… sono di buon umore e lavoro dal mattino alla sera - un piccolo pamphlet di argomento musicale mi tiene occupate le mani. Mangio come un dio, riesco a dormire nonostante il rumore delle carrozze che passano di notte. E l'aria: secca, energizzante, allegra... il primo luogo in cui è possibile!
Fu proprio a Torino, il 3 gennaio del 1889 che dette i primi segni di squilibrio mentale. Secondo una versione dei fatti, Nietzsche vide un cocchiere frustare un cavallo e si convinse che l'animale fosse il compositore Richard Wagner, di cui era stato grande estimatore. Iniziò quindi a prendere a schiaffi il cocchiere, accusandolo di aver maltrattato quel grande musicista. L'altra versione, forse più accreditata, racconta che Nietzsche, vedendo il cavallo frustato, si avvicinò, abbracciò l'animale, pianse e iniziò a baciarlo, per poi cadere al suolo in preda a spasmi. Le condizioni di Nietzsche continuano a peggiorare, tanto che l'amico Overbeck arrivò a Torino per ricondurlo in Germania. Alcune fonti riportano che Nietzsche lasciò la stazione Porta Nuova cantando canzoni napoletane e proclamandosi Re d'Italia. fonte14x14fonte14x14

Luogo di residenza e targa commemorativa

Nietzsche abitò in un appartamento di via Carlo Alberto e qui scrisse Ecce homo (secondo altre fonti, lo scrisse prevalentemente al caffè Fiorio - Fonte: Maurizio Ferraris racconta Nietzsche e la volontà di potenza, a cura di Maurizio Ferraris, Roma, Gruppo Editoriale L'Espresso, 2011). Una lapide realizzata nel centenario della nascita e scritta da Rubino, ne porta il ricordo: “In questa casa Federico Nietzsche conobbe la pienezza dello spirito che tenta l'ignoto, la volontà di dominio che suscita l'eroe. Qui ad attestare l'alto destino e il genio, scrisse Ecce homo, il libro della sua vita. A ricordo delle ore creatrici, primavera-autunno 1888, nel I centenario della nascita la città di Torino pose, 15 ottobre 1944, a.XXII a.f.” (la sigla finale sta per "era fascista", poiché la targa fu installata nel 1944).
Indirizzo: Via Carlo Alberto 6, Torino

 


Silvio Pellico

Iscrizione nel luogo in cui soggiornò e morì nel 1854

La targa, posta sulla facciata del palazzo nel 1865 recita: “Silvio Pellico abitò in questo palazzo molti anni e vi morì il 31 gennaio 1854”.
Silvio Pellico, dopo il periodo trascorso in carcere, si trasferì a Torino, prima nella casa dei genitori in via Barbaroux e successivamente, a seguito della morte dei genitori, a Palazzo Barolo, dove faceva il bibliotecario e dove scrisse una biografia sulla marchesa uscita postuma dal titolo La Marchesa di Barolo nata Colbert.
Dal 1865 il Palazzo è sede dell'Opera Pia Barolo, un'istituzione di pubblica assistenza e beneficenza legata alla religione cattolica e rivolta in particolare a donne indigenti, anziani, tossicodipendenti e senzatetto.
È possibile visitare gli appartamenti storici del Palazzo tra cui quelli dove ha vissuto Silvio Pellico, ovvero quella che oggi viene considerata l'“Ala Vecchia” del Palazzo.
Indirizzo: Palazzo dei Marchesi Falletti di Barolo, Via delle Orfane 7, Torino
sito Sito: http://www.palazzobarolo.it/
a-pagamento Ingresso a pagamento.

Iscrizione sulla residenza dove scrisse Le mie prigioni

L'iscrizione, posta nel 1932, ricorda il luogo in cui Pellico scrisse la sua famosa opera. Quando uscì dalla Fortezza dello Spielberg, il carcere di Brno, nel 1930 tornò a Torino nella casa dei genitori nel Palazzo Giriodi di Panissera e vi scrisse il libro Le mie prigioni, testo simbolo del Risorgimento pubblicato nel 1832.
La lapide recita: “In questa casa Silvio Pellico reduce dallo Spielberg nel 1832 lanciò "Le mie prigioni", pio volumetto vibrante di italianità subalpina, arma formidabile ad affrettare i destini della patria. Nella prima ricorrenza centenaria del memorando evento, il Comune. Giugno MXMXXXII”.
Il palazzo oggi è di proprietà di privati.
Indirizzo: Via Barbaroux 20, Torino

Tomba nel Cimitero Monumentale 


Jean-Jacques Rousseau

Nell'aprile 1728, all'età di 16 anni entrò nell'Ospizio dei Catecumeni di Santo Spirito in via Porta Palatina per abiurare il calvinismo e abbracciare il cattolicesimo. Si stabilì in via Po, in una soffitta in affitto. Lavorò come incisore di vasellame nella bottega di Madama Basile, ma fu cacciato perché, invaghitosi di lei, le aveva baciato la mano. 
Trovò successivamente lavoro come valletto presso il conte Solaro della Chiusa e di Govone (oggi Palazzo Mazzonis).
Nell'Emilio, trattato pedagogico del 1762, parla del Po così: "Mi condussero fuori dalla città, sopra una collina molto alta, ai piedi della quale passava il Po, il cui corso freme attraverso le fertili rive che bagna", e della collina di Superga: “io ho dinanzi il più bello spettacolo che possa colpire l’occhio umano". (fonte: Mauro Silvio Ainardi, Le fabbriche da cioccolata, Allemandi, Torino, 2008).

Luogo di residenza e servizio di Rousseau

Lavorò come valletto presso palazzo Solaro della Chiusa e di Govone, oggi Palazzo Mazzonis, sede del MAO (Museo d'Arte Orientale).
Indirizzo: Palazzo Mazzonis, in via San Domenico 11


Emilio Salgari

Visse gli ultimi anni della sua vita a Torino e qui, affetto da stress, depressione e problemi familiari, si suicidò il 22 aprile 1911, nel bosco di Val San Martino, la zona collinare non molto distante dalla sua casa, dove attualmente si trova il parco di Villa Rey.

Residenza degli ultimi anni di vita

La targa posta sul muro dell'edificio recita: “Fra queste mura / Emilio Salgari / visse in onorata povertà / popolando il mondo di personaggi / fedeli ad un cavalleresco ideale / di lealtà e coraggio. / Perché gli italiani non dimentichino / la sua genialità avventurosa / il suo doloroso calvario / La rivista "Italia sul mare" / questo ricordo pose. Torino 30 aprile 1959”.
Indirizzo: Corso Casale 205, Torino


Torquato Tasso

 


Luoghi correlati

Cimitero Monumentale

Caffè Fiorio

Aperto nel 1780, è uno dei più antichi caffè di Torino. Nelle sue sale furono organizzati i moti studenteschi del 1821 e nel 1841 Camillo Cavour vi fondò il Circolo del Whist, a cui si affiliarono i rappresentanti dell'aristocrazia. Rinnovato nel 1845, con divani in velluto rosso, specchi e affreschi, tra i frequentatori del periodo risorgimentale ci furono personaggi politici e viaggiatori illustri fra cui gli scrittori Herman Melville e Mark Twain.


Leggere prima di partire per... Torino

Narrativa

Italo Calvino, La giornata di uno scrutatore
Natalia GInzburg, Lessico famigliare
Cesare Pavese, Tra donne sole
Mario Soldati, Le due città
Giuseppe Culicchia, Tutti giù per terra

Letteratura di viaggio

Dario Capello, Torino. Da Nietzche a Gozzano, Unicopli, Torino 2003

 

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Autori correlati

Hans Christian Andersen


Søren Kierkegaard

A causa di incendi e demolizioni, alcuni luoghi della vita di Kierkegaard non esistono più. È il caso della residenza in Østerbro (all'epoca al numero 108A) e la casa dove viveva Regina Olsen, la sua fidanzata, in Slotsholmsgade.

Museo di Copenaghen

La mostra dal titolo "Søren Kierkegaard: objects of love, works of love" mette in esposizione alcuni oggetti personali appartenuti al filosofo.
Indirizzo: Vesterbrogade 59, Copenaghen
sitoSitohttp://www.copenhagen.dk
a-pagamento Ingresso a pagamento.

Parco Frederiksberg (Frederiksberg Have)

Frequentato dal filosofo, ne scrive nell'opera Postilla conclusiva non scientifica alle briciole filosofiche descrivendolo come il giardino che per i bambini era "la terra incantata dove il re viveva con la regina" e per i giovani "un piacevole svago nella felicità". Kierkegaard era solito fermarsi al caffè Josty, tuttora esistente (è un albergo).
Indirizzo: Frederiksberg, Copenaghen

Helligaandskirken

La "Chiesa dello Spirito Santo", con l'adiacente monastero, è la più antica della città, anche se in parte fu distrutta da un incendio nel 1728 e ricostruita 4 anni dopo. Qui Kierkegaard è stato battezzato ed ha continuato a frequentarla anche in seguito.
Indirizzo: Niels Hemmingsens Gade 5, Copenaghen
sito Sito: http://www.helligaandskirken.dk/

Hotel D'Angleterre

Aperto nel 1755, è uno degli alberghi più antichi e lussuosi di Copenaghen. Kierkegaard era solito venire qui per un tè e per parlare. Anche Hans Hans Christian Andersen (nel 1860) e Karen Blixen hanno soggiornato qui.
Indirizzo: Kongens Nytorv 34, Copenaghen
sitoSito: nbsp;http://www.dangleterre.dk/

Royal Library e statua di Kierkegaard

Situata nella piazza rinominata in onore di Kierkegaard, si divide in due strutture, la parte antica e l'edificio costruito nel 1999 e noto col nome "Il diamante nero" (Den Sorte Diamant). Contiene al suo interno molti documenti appartenuti al filosofo, ma sono consultabili solo con speciali permessi. È comunque possibile visitare la biblioteca grazie ai tour guidati e la statua di Kierkegaard nel giardino della biblioteca.
Indirizzo: Søren Kierkegaards Plads 1, Copenaghen
sitoSito: http://www.kb.dk/

Chiesa della Trinità (Trinitatis Kirke), dove fu cresimato

Inaugurata nel 1656 e consacrata come chiesa di professori e studenti dell'Università, fa parte di un complesso che include anche la Torre Rotonda (Rundetårn) e la biblioteca universitaria. L'interno fu danneggiato da un incendio nel 1728 ma fu ricostruito nel 1731.
Qui Kierkegaard fu cresimato nel 1829 perché la Chiesa di Nostra Signora era stata distrutta dai bombardamenti inglesi del 1807.
Indirizzo: Landemærket 12, Copenaghen

Università di Copenhagen

Fondata nel 1479, Kierkegaard vi studiò teologia e vi conseguì il dottorato nel 20 ottobre 1841 con tesi di laurea dal titolo Sul concetto dell'ironia in costante riferimento a Socrate.
Indirizzo: Frue Plads 4, Copenhagen

Statua di Kierkegaard di fronte la Frederiks Kirke

Sul lato opposto rispetto all'ingresso principale della Frederiks Kirke o Marmorkirken (chiesa di Frederiks o chiesa marmorea), si trova la statua di Kierkegaard, in mezzo ad una serie di sculture dedicate a teologi e altre figure ecclesiastiche.
Indirizzo: Frederiksgade 4, Copenaghen

Targa commemorativa sulla scuola frequentata da Kierkegaard

Dal 1821 al 1830 frequentò la scuola Borgerdydskole, al secondo piano dell'edificio dove oggi si trova l'editore Gyldendals Publishers. La targa, che si trova all'interno dell'edificio, recita: "I denne bygning har / Søren Kierkegaard / haft sin daglige gang / som elev i borgerdydskolen / 1821 - 1830" (In questo edificio Søren Kierkegaard è stato studente di Borgerdydskole 1821-30).
Indirizzo: Klareboderne 3, Copenaghen

Luogo dove nacque e visse con la famiglia (1813-1848)

In questp luogo Kierkegaard nacque e visse con la famiglia fino al 1848. L'edificio originale tuttavia è stato demolito nel 1908 ed è stato costruito quello attuale, che appartiene alla Danske Bank. Due targhe, una all'altezza della prima fila di finestre e l'altra più in basso, recitano: "I det Hus som laa her indtil 1908 boede Søren Kierkegaard fra sin Fødsel 5. Maj 1813 til 27. April 1848" ("Nella casa che si trovava qui fino al 1908 visse Søren Kierkegaard dalla nascita il 5 maggio 1813 all'aprile 1848").
Indirizzo: Nytorv 2, Copenaghen

Edificio in cui abitò (1837)

Fino al 1837 Kierkegaard aveva vissuto con la famiglia in Nytorv 2, ma nel luglio 1837 si trasferì in Løvestræde 7, dove visse solo un anno, per poi ritornare nella sua casa natale e rimanervi fino alla fine del 1839 (fino a febbraio 1840, secondo altre fonti). Dall'autobiografia di Hans Christian Andersen sappiamo che si incontrarono proprio in questa strada nel 1838, mentre Kierkegaard stava lavorando alla recensione del lavoro di Andersen Soltanto violinista (Kun en Spillemand). (Fonte: Kierkegaard and His Danish Contemporaries: Tome III, a cura di Jon Bartley Stewart, Copenaghen, Reitzel, 1840. Pag 9)
Indirizzo: Løvestræde 7, Copenaghen

Edificio in cui abitò (1839)

Kierkegaard abitò in Kultorvet 11 (all'epoca 132) dalla fine del 1839 per qualche mese, dove oggi si trova il Cafè Klæptraet.
Indirizzo: Kultorvet 11, Copenaghen

Via in cui abitò (1840-44)

Kierkegaard abitò in Nørregade al numero 38 (all'epoca 230A) dall'ottobre 1840 all'ottobre 1844, e al numero 35 (all'epoca 43) dall'aprile 1850 al 1851.
Indirizzo: Nørregade 35 e 38, Copenaghen.

Via in cui abitò (1848-1850)

Kierkegaard abitò in Rosenborggade all'attuale numero 7 (all'epoca 156A) per due anni, dall'aprile 1848 all'aprile 1850 (per poi trasferirsi in Nørregade). Il suo appartamento era la primo piano all'angolo con Tornebuskegade. Con lui vivevano (stando al censimento del 1 febbraio 1850) il falegname islandese Frederik Christian Strube, la moglie, le figlie e A.C. Westergaard (il domestico di Kierkegaard che aveva vissuto con lui anche nella casa di Nytorv). (Fonte: Søren Kierkegaard, La malattia per la morte, a cura di E.Rocca, Editore Donzelli, 2011).
Sull'edificio oggi è posta una targa che in danese indica il luogo dove furono scritte le opere La malattia mortale e Esercizio di Cristianesimo ("Fra 1848 til 1850 boede / Søren Kierkegaard / på 1. sal i dette hus. --- Her skrev han værkerne / Sygdommen til Døden og / Indøvelse i Christendom")
Indirizzo: Rosenborggade 7, Copenaghen

Edificio in cui abitò (1852-55)

Kierkegaard visse in Skindergade 38/Dyrkøb 5, in una stanza sul lato Dyrkøb con vista sulla Cattedrale di Nostra Signora (Vor Frue Domkirke), all'epoca Klareboderne 5-6, nel periodo dall'aprile 1852 all'ottobre 1855. Fu la sua ultima casa.
Indirizzo: Dyrkøb 5, Copenaghen

Targa commemorativa nel luogo dove morì

Dove oggi sorge il Museo Danese di Arte & Design, in questo edificio dal 1926, fino al 1910 si trovava il King Frederik's Hospital (Rigshospitalet) dove Kierkegaard morì l'11 novembre 1855 all'età di 42 anni. Una targa lo ricorda così: "I dette hus døde / Søren Kierkegaard / 11 november 1855" ("In questa casa morì Søren Kierkegaard").
Indirizzo: Bredgade 68, Copenaghen
sito Sitohttp://designmuseum.dk

Leggere prima di partire per... Copenaghen

Narrativa storica 

Per Olov Enquist, Il medico di corte, Milano, Iperborea, 2001

 

 

 

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