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Breve biografia

Elizabeth Barrett Browning nasce a Durham, Inghilterra, nel 1806. Figlia di un ricco proprietario terriero di piantagioni in Giamaica,  sin dall'infanzia riceve un'accurata educazione, leggendo classici come Milton, Shakespeare e Dante. Molto presto inizia ad avere gravi problemi di salute che costringeranno al letto per diversi anni; il male non fu mai ben diagnosticato: alcuni hanno ipotizzato che siano state le complicanze a seguito di una caduta da cavallo. Elizabeth fu curata con laudano e morfina per alleviare il dolore, ma ciò la rese dipendente da queste sostanze per molti anni.
Nel 1838 la famiglia Barrett si stabilisce a Londra. Qui Elizabeth pubblica la raccolta di poesie The Seraphim and Other Poems che la rendono molto popolare, ricevendo apprezzamenti da parte di illustri poeti tra cui Robert Browning, che le scrive e riesce ad ottenere un incontro privato con lei, segregata nella sua stanza a causa dei suoi pregressi problemi di salute. Con Robert Browning è colpo di fulmine: decidono di sposarsi in segreto nella chiesa di St. Marylebone Parish il 12 settembre 1846 e partono alla volta dell'Italia. Dopo aver cambiato diverse residenze in Toscana, si stabiliscono definitivamente a Firenze in Piazza San Felice, a pochi passi da Palazzo Pitti. Qui hanno un figlio, Pen, e seguono con interesse e trasporto gli eventi legati al Risorgimento italiano. Elizabeth pubblica altre raccolte poetiche: Sonnets from Portuguese (1850), Casa Guidi Windows (1851), Aurora Leigh (1856) e Poems before Congress (1860). Muore a Firenze nel 1861, all'età di 54 anni, e viene sepolta al Cimitero degli Inglesi.

I luoghi di Elizabeth Barrett Browning

United Kingdom Londra

Targa commemorativa sull'edificio in cui visse

La targa, di colore nero, recita: "Elizabeth Barrett Browning (1806-1861) poet lived here".
Indirizzo: 99 Gloucester Place, Londra

Casa londinese della famiglia Barrett

Elizabeth visse con la famiglia a Londra fino alla fuga con Robert Browning nel 1846. Qui due targhe la ricordano: quella più recente, posta in alto, recita: "Elizabeth Barrett Barrett, poetess, afterwards wife of Robert Browning, lived here, 1838 - 1846". Quella più in basso invece recita: "Elizabeth Barrett Browning /  1806-1861 / Poet / Lived in a house / on this site /1858-1846".
Indirizzo: 50 Wimpole Street, Londra

 

Chiesa St. Marylebone Parish

Qui Elizabeth Barrett e Robert Browning si sposarono in segreto il 12 settembre 1846 alla presenza della fedele governante di Elizabeth, Elizabeth Wilson, e del cugino di Robert, James Silverthorne.
Indirizzo: 17 Marylebone Road, Londra

Targa commemorativa nell'Abbazia di Westminster

 

United Kingdom Ledbury, Herefordshire

Barrett Browning Institute

Il Barrett Browning Institute aprì il 16 gennaio 1896 (alla cerimonia di apertura presenziò lo scrittore Henry Rider Haggard, autore del ciclo di Allan Quatermain) per celebrare la poetessa che trascorse gran parte della sua giovinezza presso la villa Hope End, nel distretto di Ledbury. Al padre Edward Moulton Barrett è stato dedicato un memoriale all'interno della chiesa di Ledbury.
L'istituto si trova all'interno di una torre con orologio progettata dall'architetto Brightwen Binyon. Oltre a svolgere la funzione di biblioteca pubblica, al suo interno sono raccolti una serie di opere della poetessa e altro materiale biografico.
Indirizzo: Bye Street, Ledbury, Herefordshire

Hope End

Hope End era la villa in cui Elizabeth visse con la famiglia dal 1809 al 1823. Edward Moulton-Barrett, padre della poetessa, acquistò la villa nel 1809 da Sir Henry Vane Tempest e fece apportare importanti modifiche alla struttura preesistente: i lavori furono progettati e seguiti dall'architetto  J.C. Loudon. All'epoca la villa aveva un enorme e pittoresco giardino. Quando i Barrett ebbero un tracollo finanziario, decisero di vendere la villa per trasferirsi altrove. Nel 1867 l'edificio fu demolito e in gran parte ricostruito tanto che del luogo in cui Elizabeth trascorse la sua infanzia non rimane che il paesaggio intorno, fonte di ispirazione per la poesia The Lost Bower:

[...] Dimpled close with hill and valley
Dappled very close with shade
Summer snow of apple blossom
Running up from glade to glade
Hills draw like heaven
And stronger sometimes, holding out their hands [...]

Indirizzo: Hope End, Welllington Heath, Ledbury, Herefordshire.

 

Italy Firenze

Casa di Elizabeth e Robert Browning

Tomba di Elizabeth Barrett Browning

 

Italy Vallombrosa, Firenze

Abbazia di Vallobrosa

 

Italy Roma 

Targa commemorativa sull'edificio in cui ha soggiornato

La targa, posta nel centenario della nascita di Robert Browning, il 7 maggio 1922, recita: "Questa casa ospitò / Roberto e Elisabetta Browning / che l'Italia ebbero patria ideale / e in carmi imperituri / ne profetarono i nuovi destini --- Compiendosi il primo centenario / dalla nascita del poeta / il Municipio di Roma / pose / VII maggio MCMXII -- «Le sue memorie eterne / attestano che l'Italia è immortale» / E. Barrett Browning --- «Aprendo il mio cuore / vi troverete inciso Italia» / R. Browning"

Indirizzo: Via Bocca di Leone 41, Roma 

 

Breve biografia

Henry James (1843-1916) nasce a New York in una famiglia benestante. Studia giurisprudenza presso la Harvard University, ma abbandona la carriera forense per assecondare la sua passione per la letteratura. Viaggia in Europa durante l'adolescenza, per poi tornarvi nel 1870, quando visitò per la prima volta l'Italia, dove ritornerà spesso in futuro. Si trasferisce a Boston per due anni, dal 1870 al 1872, ma ritorna in Europa, dove vive per la maggior parte del tempo in Italia, fino al 1874.

Dopo una breve parentesi newyorkese nel 1875, capisce che la sua vita è nel Vecchio Continente: torna in Francia, ma è a Londra che si stabilirà a partire dal 1876, da cui si sposterà per visitare l'Italia numerose volte. Tornerà negli Stati Uniti soltanto nel 1881 a Boston e nel 1904 per un lungo giro di conferenze. Muore a Londra il 28 febbraio 1916 e le sue ceneri riposano presso il Poets' Corner nell'Abbazia di Westminister.

Henry James non si sposò mai e non assunse cariche nella vita pubblica o politica. Si dedicò quasi completamente alla sua arte, pubblicando una ventina di romanzi, oltre a racconti e saggi. Nelle sue opere affronta la condizione dell'artista, la rappresentazione della realtà, il confronto tra Europa e America, la psicologia dei personaggi e il loro rapporto con la società che ne condiziona le scelte. Traendo spunto dalla sua esperienza personale, i protagonisti delle sue opere sono spesso personaggi di origine americana che si stabiliscono e vivono in Europa. Tra le sue opere principali si ricordano: Ritratto di signora (1881), Il giro di vite (1897), Le ali della colomba (1902) e La coppa d'oro (1905).

 

I luoghi di Henry James

Italy Ravenna

In Italian Hours (Ore Italiane) Henry James dedica un intero capitolo alla città.

 

Italy Vallombrosa, Firenze

Abbazia di Vallombrosa

 

Italy Venezia

Palazzo Barbaro

Palazzo Barbaro Curtis fa parte di un complesso di due palazzi identificati come Palazzo Barbaro a San Vidal (Palazzo Barbaro Curtis e Palazzo Barbaro). Si trova nei pressi del Ponte dell'Accademia, accanto a Palazzo Franchetti e di fronte a Palazzo Balbi Valier.
La parte di sinistra è quella più antica e risale circa al 1420. Apparteneva alla famiglia Barbaro, ma quando si estinse fu acquistato nel 1885 da Daniel Sargent Curtis e Ariana Wormely Curtis, due mercanti di Boston, che vi abitavano già a partire dal 1881.
Si sviluppò così un circolo di intellettuali a cui prese parte anche Robert Browning, John Singer Sargent, James McNeil Wistler e Claude Monet. Loro ospite fu ovviamente anche Henry James che vi ambientò Le ali della colomba, cambiando il nome del palazzo in “Palazzo Leporelli”.
Attualmente Palazzo Barbaro è visitabile in occasioni particolari come la giornata del FAI di Primavera.
Indirizzo: Piazza San Marco 284, Venezia

 

Palazzo Soranzo Cappello

Fu costruito alla fine del XVI secolo per volontà della famiglia Soranzo, ma nel corso dei secoli passò ad altre famiglie, tra cui quella dei Cappello. Attualmente è sede della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio del Veneto Orientale.
Al suo interno presenta eccellenti opere pittoriche e di notevole pregio è il giardino, descritto da Gabriele D'Annunzio ne
Il fuoco e da Henry James ne Il carteggio Aspern. Nella stessa opera viene scelto da James come ispirazione per la residenza di Miss Bordereau e sua nipote Miss Tina. 
Indirizzo: Fondamenta Rio Marin 770, S. Croce, Venezia

Casa Alvisi

Conosciuto come Palazzo Michiel Alvisi o Palazzo Giustinian Micheli Alvisi, fu la dimora dell'americana KatharineBronson, dove negli anni intorno al 1875, si teneva un salotto letterario al quale partecipavano Henry James e Robert Browning. Henry James dedica a Casa Alvisi un saggio, pubblicato in Ore italiane (1909).
Indirizzo: Canal Grande 2207, Venezia

Hotel Wildner

Henry James vive qui alcuni mesi, da marzo a giugno 1881 e con queste parole descrive il suo alloggio:"I lodged on the Riva, 4161, quarto piano. The view from my window was 'una bellezza'...".
IndirizzoRiva degli Schiavoni 4161, Venezia

Caffè Quadri

Viene aperto nel 1638 con il nome Il Rimedio, ma alla fine del 1700 Giorgio Quadri acquistò il locale cambiandogli nome. Nel 1830 la gestione passò ai fratelli Vaerini che nel 1844 vi aprirono anche un ristorante. Nel 2011 viene acquisito dalla famiglia Alajmo, che ne gestisce attualmente gli spazi.
Il Caffè Quadri ritorna spesso negli scritti di Henry James: nel racconto
Compagni di viaggio è il luogo dove il protagonista vi cena con la ritrovata Charlotte e con Mr. Evans. Come testimonia l'amico di James, William Dean Howells, nel suo diario Vita veneziana, ormai aveva cessato di essere ritrovo esclusivo di austriaci ed era tornato ai veneziani.
Indirizzo
Piazza San Marco 121, Venezia
sito Sito: http://www.alajmo.it

Basilica di San Marco

Piazza San Marco, Venezia

Cattedrale principale della città che sovrasta l'omonima piazza, viene costruita nel 828 per ospitare le reliquie di San Marco trafugate da due mercanti veneziani. La basilica attuale risale ad una costruzione successiva iniziata nel 1603 e richiama la Basilica dei Santi Apostoli di Costantinopoli.
Pregevoli sono la decorazione a mosaico all'interno e i numerosi tesori come colonne, marmi, ori portati da Costantinopoli nel corso della Quarta Crociata (1204).
Henry James cita più volte la sontuosa basilica nelle sue opere. Descrive il suo interno, però, una sola volta, nel racconto Compagni di viaggio:
All'interno della chiesa, le masse di profonda ombra bruna, la pesante atmosfera dalla tinta intensa, la splendida oscurità composita, regnavano in una melanconia più ricca, più strana, più fantastica di quanto la mia debole penna possa render l'idea. [...] dall'oro cupo e dal delicato alabastro, dal pofido e dalla malachite, dal cristallo da tempo spento e dallo scintillio di lampade perennemente accese, procede una densa e ricca atmosfera di splendore e di santità che trasporta il viaggiatore semi-attonito in una età di fede più semplice e più ricca di sacrale suggestione. Mi aggirai per una mezz'ora sotto quelle coppe rovesciate di tenebra scintillante, inciampando sui gran rigonfiamenti del lastricato di pietra mentre fissavo lo sguardo in alto, verso i lunghi santi in mosaico che s'inchinano giganteschi con la curva della cupola e del soffitto. Avevo lasciato l'Europa; ero in Oriente.

E ancora, ne Il carteggio Aspern,  riemerge il grande fascino suscitato dalla basilica:

La grande basilica, con le sue cupole basse e gli ispidi merletti, col mistero dei suoi mosaici e delle sue sculture, appariva spettrale nell'oscurità diffusa, e la brezza marina passava tra le colonne gemelle della Piazzetta, stipiti di una porta non più sorvegliata, con la dolcezza di una sontuosa tenda oscillante.

 

tratto da Il carteggio Aspern, trad. di N.Fusina, Roma, Gruppo edtoriale L'Espresso, 2011.

 

Caffè Florian

Canal Grande

Il Canal Grande è il canale principale di Venezia, assume una forma a "S" ed è lungo circa 3800 metri. E' attraversato da quattro ponti (Ponte della Costituzione, Ponte degli Scalzi, Ponte di Rialto, Ponte dell'Accademia) e costeggiato da magnifici edifici storici, costruiti prevalentemente tra il XII e XVIII secolo, quando Venezia era una potente repubblica marinara.
Henry James descrive il giro in gondola attraverso Canal Grande in un famoso passo de Il carteggio Aspern, dove descrive l'espressione estasiata di Miss Tina uscita in compagnia del protagonista:
Nel giro di cinque minuti sboccammo in Canal Grande; e a questo punto emise un mormorio d'estasi non meno spontaneo che se fosse stata una turista appena arrivata. S'era dimenticata di quanto apparisse splendida quella gran via d'acqua in una chiara sera d'estate, di come il senso di galleggiare tra i palazzi di marmo e luci riflesse disponesse la mente alla libertà, all'agio. Andammo a lungo e lontano sull'acqua, e benché la mia amica non esprimesse ad alta voce la propria contentezza, ero certo del suo pieno cedimento. Era più che contenta, era rapita; tutto l'insieme era per lei una liberazione immensa. La gondola si muoveva a colpi lenti, per darle il tempo di goderne, e lei ascoltava come fosse una rivelazione di Venezia il tonfo dei remi, che si faceva più forte e più musicalmente liquido quando entravamo nei canali stretti.

 

tratto da Il carteggio Aspern, trad. di N.Fusina, Roma, Gruppo edtoriale L'Espresso, 2011.

  

Monumento equestre a Bartolomeo Colleoni

Questa statua di bronzo è stata scolpita da Andrea del Verrocchio ed è stata realizzata tra il 1480 e il 1488. Si trova in Campo Santi Giovanni e Paolo (detto anche Campo San Zanipolo).
Raffigura Bartolomeo Colleoni, condottiero italiano del XV secolo, ed è la seconda statua equestre del Rinascimento (la prima è quella di Donatello che raffigura il condottiero Gattamelata, a Padova) Inoltre ha la particolarità di essere la prima statua di bronzo che riesce a raffigurare un cavallo in movimento che poggia su tre zampe soltanto.
Henry James la ricorda nell'ultimo capitolo de Il carteggio Aspern, quando il protagonista, assorto nei suoi pensieri, si rivolge al Colleoni in attesa di un oracolo o un consiglio, ma ne riceve solo un muto colloquio.
Ricordo soltanto che nel pomeriggio nell'aria dorata del tramonto, me ne stavo davanti alla chiesa di San Giovanni e Paolo osservando la mascella quadrata di Bartolomeo Colleoni il terribile condottiere tenacemente assiso sull'enorme cavallo di bronzo in cima all'alto piedistallo dove lo tiene la gratitudine dei veneziani. La statua è incomparabile, la più bella di tutte le sculture equestri salvo forse quella di Marco Aurelio in sella con benigno atteggiamento davanti al Campidoglio romano. Ma non pensavo a questo,mi limitavo a fissare il trionfante capitano quasi avesse un oracolo sulle labbra. A quell'ora la luce vespertina, splendendo sulla sua truce determinazione, lo rende straordinariamente vivo. Ma continuava a guardare in lontananza sopra la mia testa il rosso sprofondare di un altro giorno – nel corso dei secoli ne aveva visti tanti scendere nella laguna - e se pensava a battaglie e stratagemmi erano di una qualità diversa da quelli che potevo raccontargli io.

tratto da Il carteggio Aspern, trad. di N.Fusina, Roma, Gruppo edtoriale L'Espresso, 2011.

Indirizzo: Campo SS. Giovanni e Paolo, Sestriere Cannaregio, Venezia

 

Città di scrittori e editori, Torino è da sempre stata una città dal grande fervore intellettuale ed ancora oggi rappresenta un punto di riferimento importante con il Salone Internazionale del Libro che qui si tiene ogni anno nel mese di maggio.

Sin dal XVI secolo, molti intellettuali vi hanno soggiornato e ne hanno scritto nelle loro opere, diari e lettere: Erasmo da Rotterdam, Torquato Tasso, Jean-Jacques Rousseau, Lev Tolstoj, Emilio Salgari, Natalia Ginzburg, Italo Calvino, Cesare Pavese, Primo Levi... Tanti sono i nomi che le strade di Torino spesso omaggiano con iscrizioni e monumenti.

 

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Autori correlati

 

Vittorio Alfieri


Edmondo De Amicis

Visse a Torino alcuni periodi della sua vita sia da adolescente (vi frequentò il liceo), sia in età adulta. A Torino è anche ambientato il suo libro più famoso, Cuore, le cui vicende si svolgono tra il 1878 e il 1886, e il libro La carrozza di tutti (1899) dedicato proprio alla città.

Abitazione dove scrisse Cuore

De Amicis abitò a Palazzo Perini in Piazza XVIII dicembre (all'epoca Piazza San Martino 1), nell'edificio all'angolo con Corso San Martino.
Indirizzo: Piazza XVIII Dicembre, Torino

Abitazione di Via Pietro Micca

Dopo Piazza XVIII dicembre, De Amicis visse in Via Pietor Micca, all'ultimo piano in un appartamento di 25 metri quadri. Oggi è un ufficio ad uso privato.
Indirizzo: Via Pietro Micca 10, Torino

Abitazione dove scrisse La carrozza di tutti

De Amicis abitò in questa piazza, vi scrisse La carrozza di tutti e vi ambientò il racconto Primo maggio.

“Il Bianchini rimontò verso piazza Statuto. La gente era raffittita ancora, i bottegai erano sugli usci, molti curiosi alle finestre, senza che nulla giustificasse la cosa. Tutti si guardavano a vicenda, e intorno. C'erano crocchi di donne e ragazzi alla cantonata. Si sentiva come un ronzio diffuso. Circolava la vita ordinaria, ma rallentata e come distratta da un'aspettazione. Ogni più piccolo rumore, come il grido d'un ragazzo, una persiana sbattuta con violenza, faceva voltare cento visi...” fonte14x14

Indirizzo: Piazza Statuto, Torino

Monumento a De Amicis

Realizzato da Eduardo Rubino 1914 e inaugurato 9 anni dopo in piazza Carlo Felice, nel giardino Sambuy, si intitola  “Seminatrice delle buone parole” ed è posizionato simbolicamente di fronte ad un altorilievo raffigurante dei bambini.
Indirizzo: Piazza Carlo Felice 55, Torino

Tomba nel Cimitero Monumentale


Alexandre Dumas padre


Erasmo da Rotterdam

Iscrizione nel Palazzo dell'Università

Nel Palazzo dell'Università, oggi sede del Rettorato dell'Università degli Studi di Torino, il 4 settembre 1506 Erasmo da Rotterdam discusse la tesi di laurea in Teologia.
Sotto il portico nel cortile d'onore, dove si trovano i busti di personaggi famosi che hanno dato il loro contributo allo sviluppo dell'università, è posta una targa in suo ricordo.
Indirizzo: Via Po 17, Torino


Natalia Ginzburg

Nacque a Palermo nel 1916 ma trascorse infanzia e adolescenza a Torino, dove si sposerà con Leone Ginzburg (il suo cognome da nubile è "Levi") e frequenterà i maggiori intellettuali antifascisti.
Nel 1940 segue il marito in Abruzzo, mandato al confino per motivi politici, e scrive il suo primo romanzo, La strada che va in città, ma dopo la morte di lui, ucciso a Roma nel 1944 nel carcere di Regina Coeli, dopo un breve periodo nella capitale, tornerà a Torino. A partire dagli anni Cinquanta inizia un periodo di grande produzione letteraria, con opere come Tutti i nostri ieri, Valentino, Sagittario, fino al premio Strega del 1963, vinto con la sua opera più famosa, Lessico famigliare,  in cui rievoca la sua giovinezza trascorsa a Torino.
Nei primi anni Settanta, gli anni della strategia della tensione,  decide di dedicarsi alla politica. Nel 1983 viene eletta in Parlamento nelle liste del Partito Comunista Italiano.
Muore a Roma nel 1991 e viene sepolta nel Cimitero del Verano, dove riposa anche il primo marito Leone Ginzburg.

Residenza torinese di Natalia Ginzburg

La casa di Natalia Ginzburg si trova in quella che un tempo era via Pallamaglio, oggi al numero 11 di via Morgari. Il 24 ottobre 2014 sull'edificio è stata inaugurata una targa che recita: "In questa casa ha vissuto la scrittrice / Natalia Levi Ginzburg / (Palermo, 1916 - Roma 1991) / In occasione del XXIII anniversario della sua scomparsa / il comune pose il 14-X-2014". L'antistante "aiuola Donatello", all'angolo tra via Belfiore e via Morgari, è stata intitolata alla scrittrice.
Indirizzo: Via Morgari 11, Torino


Guido Gozzano

Casa dove nacque

Indirizzo: Via Confienza 11, Torino

Caffè Baratti & Milano

Viene fondato nel 1858 da Ferdinando Baratti e Edoardo Milano in via Dora Grossa (angolo via Fabro), trasferendosi nel 1875 nella Galleria dell'Industria Subalpina e ampliandosi ulteriormente in Piazza Castello nel 1909.
Specialità del locale sono i gianduiotti, i cremini, le praline alla nocciola, i confetti, le paste "Barattina" e "Reale".
Gozzano dedica la poesia "Le golose" proprio alle specialità dolciarie e alle avventrici di questo caffè.

Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.
Signore e signorine-
le dita senza guanto-
scelgon la pasta. Quanto
ritornano bambine!
Perché niun le veda,
volgon le spalle, in fretta,
sollevan la veletta,
divorano la preda. [...]

Indirizzo: Piazza Castello 27, Torino

Casa dove morì

La lapide recita: “In questa casa / il 9 agosto 1916 coll'animo rivolto a Dio / moriva Guido Gozzano --- La città di Torino / che egli cantò coll'affettuosa tenerezza / della sua poesia crepuscolare / volle che le mura di questo edificio / ne serbassero il ricordo --- 9 agosto 1966".
Indirizzo: Via Cibrario 65, Torino


Antonio Gramsci


Carlo Levi


Primo Levi

Nato a Torino nel 1919, qui compie gli studi fino alla laurea in Chimica presso l'Università di Torino nel 1941, con non poche difficoltà a causa delle leggi razziali che erano entrate in vigore quegli anni.
Viene catturato da una milizia fascista nel 1943 e inviato l'anno dopo nel campo di sterminio di Auschwitz dove rimase fino alla liberazione nel gennaio 1945.
L'esperienza nel campo di concentramento lo sconvolse profondamente per tutta la vita. Tornò a Torino dove scrisse Se questo è un uomo, testimonianza di quell'esperienza tragica. Negli anni successivi scriverà La tregua e altre opere ispirate soprattutto alla sua esperienza come chimico, fino all'ultimo saggio, dove tornò sul tema dell'olocausto, dal titolo I sommersi e i salvati. L'11 aprile del 1987 Primo Levi morì cadendo dalla tromba delle scale. Le circostanze portarono a credere che si sia trattato di un suicidio.

Casa dove nacque e visse fino alla morte

In questa stessa casa si erano trasferiti i genitori da Bene Vagienna. Primo Levi vi nacque e vi tornò a vivere dopo l'esperienza dei campi di concentramento fino alla morte nel 1987.
Indirizzo: Corso Re Umberto 75, Torino

Tomba nel Cimitero Monumentale


Cesare Pavese

Nato in provincia di Cuneo nel 1908, si trasferisce a Torino dove frequenta l'università. Si appassiona alla letteratura americana, di cui traduce molti testi, collabora con la casa editrice Einaudi dal 1934 e inizia a pubblicare poesie. Per motivi politici viene mandato in esilio in Calabria, ma torna a Torino nel 1936 dove continua a scrivere. Durante la Seconda guerra mondiale lascerà la città e trasferendosi prima a Roma e poi rifugiandosi presso Serralunga di Crea. Tornerà a Torino dopo la guerra, dove scriverà La casa in collina, Il diavolo sulle colline, La luna e i falò. Nel 1950 vince il premio Strega con La bella estate.
La fine del rapporto sentimentale con l'attrice americana Constance Dowling contribuirà al peggioramento del suo stato depressivo che lo indurrà al suicidio il 27 agosto 1950.

Casa di residenza

La lapide nel luogo dove visse per 20 anni recita: “Cesare Pavese / 1908  1950 / abitò in questa casa dal 1930 al 1950 / gli anni fecondi della / sua vita civile / e della sua operosità letteraria. / La città di Torino pose / per iniziativa del Centro Studi Piemontesi”.
Indirizzo: Via Alfonso Lamarmora 35, Torino

Caffè Platti

Cesare Pavese era un abituale cliente del Caffè Platti, a pochi passi dal Liceo D'Azeglio, la scuola che lo scrittore aveva frequentato.
Indirizzo: Corso Vittorio Emanuele II 72, Torino.

Hotel dove morì

Cesare Pavese, affetto da crisi depressive acuite da una recente delusione amorosa, morì suicida il 27 agosto 1950 nella stanza 346 di questo albergo, ingurgitando più di dieci bustine di sonnifero a base di barbiturici. La stanza conserva l'arredamento dell'epoca.
Indirizzo: Hotel Roma, Piazza Carlo Felice 60, Torino


Friedrich Nietzsche

Nietzsche amava la città di Torino, dove visse sei mesi da aprile a giugno 1888, e ne ha sempre scritto elogi entusiasti: "Torino, amico mio, è una scoperta capitale… sono di buon umore e lavoro dal mattino alla sera - un piccolo pamphlet di argomento musicale mi tiene occupate le mani. Mangio come un dio, riesco a dormire nonostante il rumore delle carrozze che passano di notte. E l'aria: secca, energizzante, allegra... il primo luogo in cui è possibile!
Fu proprio a Torino, il 3 gennaio del 1889 che dette i primi segni di squilibrio mentale. Secondo una versione dei fatti, Nietzsche vide un cocchiere frustare un cavallo e si convinse che l'animale fosse il compositore Richard Wagner, di cui era stato grande estimatore. Iniziò quindi a prendere a schiaffi il cocchiere, accusandolo di aver maltrattato quel grande musicista. L'altra versione, forse più accreditata, racconta che Nietzsche, vedendo il cavallo frustato, si avvicinò, abbracciò l'animale, pianse e iniziò a baciarlo, per poi cadere al suolo in preda a spasmi. Le condizioni di Nietzsche continuano a peggiorare, tanto che l'amico Overbeck arrivò a Torino per ricondurlo in Germania. Alcune fonti riportano che Nietzsche lasciò la stazione Porta Nuova cantando canzoni napoletane e proclamandosi Re d'Italia. fonte14x14fonte14x14

Luogo di residenza e targa commemorativa

Nietzsche abitò in un appartamento di via Carlo Alberto e qui scrisse Ecce homo (secondo altre fonti, lo scrisse prevalentemente al caffè Fiorio - Fonte: Maurizio Ferraris racconta Nietzsche e la volontà di potenza, a cura di Maurizio Ferraris, Roma, Gruppo Editoriale L'Espresso, 2011). Una lapide realizzata nel centenario della nascita e scritta da Rubino, ne porta il ricordo: “In questa casa Federico Nietzsche conobbe la pienezza dello spirito che tenta l'ignoto, la volontà di dominio che suscita l'eroe. Qui ad attestare l'alto destino e il genio, scrisse Ecce homo, il libro della sua vita. A ricordo delle ore creatrici, primavera-autunno 1888, nel I centenario della nascita la città di Torino pose, 15 ottobre 1944, a.XXII a.f.” (la sigla finale sta per "era fascista", poiché la targa fu installata nel 1944).
Indirizzo: Via Carlo Alberto 6, Torino

 


Silvio Pellico

Iscrizione nel luogo in cui soggiornò e morì nel 1854

La targa, posta sulla facciata del palazzo nel 1865 recita: “Silvio Pellico abitò in questo palazzo molti anni e vi morì il 31 gennaio 1854”.
Silvio Pellico, dopo il periodo trascorso in carcere, si trasferì a Torino, prima nella casa dei genitori in via Barbaroux e successivamente, a seguito della morte dei genitori, a Palazzo Barolo, dove faceva il bibliotecario e dove scrisse una biografia sulla marchesa uscita postuma dal titolo La Marchesa di Barolo nata Colbert.
Dal 1865 il Palazzo è sede dell'Opera Pia Barolo, un'istituzione di pubblica assistenza e beneficenza legata alla religione cattolica e rivolta in particolare a donne indigenti, anziani, tossicodipendenti e senzatetto.
È possibile visitare gli appartamenti storici del Palazzo tra cui quelli dove ha vissuto Silvio Pellico, ovvero quella che oggi viene considerata l'“Ala Vecchia” del Palazzo.
Indirizzo: Palazzo dei Marchesi Falletti di Barolo, Via delle Orfane 7, Torino
sito Sito: http://www.palazzobarolo.it/
a-pagamento Ingresso a pagamento.

Iscrizione sulla residenza dove scrisse Le mie prigioni

L'iscrizione, posta nel 1932, ricorda il luogo in cui Pellico scrisse la sua famosa opera. Quando uscì dalla Fortezza dello Spielberg, il carcere di Brno, nel 1930 tornò a Torino nella casa dei genitori nel Palazzo Giriodi di Panissera e vi scrisse il libro Le mie prigioni, testo simbolo del Risorgimento pubblicato nel 1832.
La lapide recita: “In questa casa Silvio Pellico reduce dallo Spielberg nel 1832 lanciò "Le mie prigioni", pio volumetto vibrante di italianità subalpina, arma formidabile ad affrettare i destini della patria. Nella prima ricorrenza centenaria del memorando evento, il Comune. Giugno MXMXXXII”.
Il palazzo oggi è di proprietà di privati.
Indirizzo: Via Barbaroux 20, Torino

Tomba nel Cimitero Monumentale 


Jean-Jacques Rousseau

Nell'aprile 1728, all'età di 16 anni entrò nell'Ospizio dei Catecumeni di Santo Spirito in via Porta Palatina per abiurare il calvinismo e abbracciare il cattolicesimo. Si stabilì in via Po, in una soffitta in affitto. Lavorò come incisore di vasellame nella bottega di Madama Basile, ma fu cacciato perché, invaghitosi di lei, le aveva baciato la mano. 
Trovò successivamente lavoro come valletto presso il conte Solaro della Chiusa e di Govone (oggi Palazzo Mazzonis).
Nell'Emilio, trattato pedagogico del 1762, parla del Po così: "Mi condussero fuori dalla città, sopra una collina molto alta, ai piedi della quale passava il Po, il cui corso freme attraverso le fertili rive che bagna", e della collina di Superga: “io ho dinanzi il più bello spettacolo che possa colpire l’occhio umano". (fonte: Mauro Silvio Ainardi, Le fabbriche da cioccolata, Allemandi, Torino, 2008).

Luogo di residenza e servizio di Rousseau

Lavorò come valletto presso palazzo Solaro della Chiusa e di Govone, oggi Palazzo Mazzonis, sede del MAO (Museo d'Arte Orientale).
Indirizzo: Palazzo Mazzonis, in via San Domenico 11


Emilio Salgari

Visse gli ultimi anni della sua vita a Torino e qui, affetto da stress, depressione e problemi familiari, si suicidò il 22 aprile 1911, nel bosco di Val San Martino, la zona collinare non molto distante dalla sua casa, dove attualmente si trova il parco di Villa Rey.

Residenza degli ultimi anni di vita

La targa posta sul muro dell'edificio recita: “Fra queste mura / Emilio Salgari / visse in onorata povertà / popolando il mondo di personaggi / fedeli ad un cavalleresco ideale / di lealtà e coraggio. / Perché gli italiani non dimentichino / la sua genialità avventurosa / il suo doloroso calvario / La rivista "Italia sul mare" / questo ricordo pose. Torino 30 aprile 1959”.
Indirizzo: Corso Casale 205, Torino


Torquato Tasso

Soggiornò a Torino dal settembre 1578 a febbraio 1579, ospite del marchese Filippo D'Este.

Iscrizione sulla sua residenza

Qui risiedette per alcuni mesi Torquato Tasso durante la sua permanenza a Torino. La targa che ne indica il luogo recita: “Torquato Tasso sul cadere dell’anno MDLXXVII abitò questa casa pochi mesi e la consacrò per tutti i secoli.”
Indirizzo: Via Pietro Egidi 6, Torino

Iscrizione nella Real Chiesa di San Lorenzo

Tasso assistette alla prima ostensione della Sacra Sindone, che fu portata da Chambery a Torino, alla presenza del Cardinale Borromeo, e per l'occasione compose anche una poesia celebrativa.
All'interno della chiesa è posta un'iscrizione che lo ricorda.
Indirizzo: Via Palazzo di Città 4, Torino


Luoghi correlati

Cimitero Monumentale

Caffè Fiorio

Aperto nel 1780, è uno dei più antichi caffè di Torino. Nelle sue sale furono organizzati i moti studenteschi del 1821 e nel 1841 Camillo Cavour vi fondò il Circolo del Whist, a cui si affiliarono i rappresentanti dell'aristocrazia. Rinnovato nel 1845, con divani in velluto rosso, specchi e affreschi, tra i frequentatori del periodo risorgimentale ci furono personaggi politici e viaggiatori illustri fra cui gli scrittori Herman Melville e Mark Twain.


Leggere prima di partire per... Torino

Narrativa

Italo Calvino, La giornata di uno scrutatore
Natalia GInzburg, Lessico famigliare
Cesare Pavese, Tra donne sole
Mario Soldati, Le due città
Giuseppe Culicchia, Tutti giù per terra

Letteratura di viaggio

Dario Capello, Torino. Da Nietzche a Gozzano, Unicopli, Torino 2003

 

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Autori correlati

Hans Christian Andersen


Søren Kierkegaard

A causa di incendi e demolizioni, alcuni luoghi della vita di Kierkegaard non esistono più. È il caso della residenza in Østerbro (all'epoca al numero 108A) e la casa dove viveva Regina Olsen, la sua fidanzata, in Slotsholmsgade.

Museo di Copenaghen

La mostra dal titolo "Søren Kierkegaard: objects of love, works of love" mette in esposizione alcuni oggetti personali appartenuti al filosofo.
Indirizzo: Vesterbrogade 59, Copenaghen
sitoSitohttp://www.copenhagen.dk
a-pagamento Ingresso a pagamento.

Parco Frederiksberg (Frederiksberg Have)

Frequentato dal filosofo, ne scrive nell'opera Postilla conclusiva non scientifica alle briciole filosofiche descrivendolo come il giardino che per i bambini era "la terra incantata dove il re viveva con la regina" e per i giovani "un piacevole svago nella felicità". Kierkegaard era solito fermarsi al caffè Josty, tuttora esistente (è un albergo).
Indirizzo: Frederiksberg, Copenaghen

Helligaandskirken

La "Chiesa dello Spirito Santo", con l'adiacente monastero, è la più antica della città, anche se in parte fu distrutta da un incendio nel 1728 e ricostruita 4 anni dopo. Qui Kierkegaard è stato battezzato ed ha continuato a frequentarla anche in seguito.
Indirizzo: Niels Hemmingsens Gade 5, Copenaghen
sito Sito: http://www.helligaandskirken.dk/

Hotel D'Angleterre

Aperto nel 1755, è uno degli alberghi più antichi e lussuosi di Copenaghen. Kierkegaard era solito venire qui per un tè e per parlare. Anche Hans Hans Christian Andersen (nel 1860) e Karen Blixen hanno soggiornato qui.
Indirizzo: Kongens Nytorv 34, Copenaghen
sitoSito: nbsp;http://www.dangleterre.dk/

Royal Library e statua di Kierkegaard

Situata nella piazza rinominata in onore di Kierkegaard, si divide in due strutture, la parte antica e l'edificio costruito nel 1999 e noto col nome "Il diamante nero" (Den Sorte Diamant). Contiene al suo interno molti documenti appartenuti al filosofo, ma sono consultabili solo con speciali permessi. È comunque possibile visitare la biblioteca grazie ai tour guidati e la statua di Kierkegaard nel giardino della biblioteca.
Indirizzo: Søren Kierkegaards Plads 1, Copenaghen
sitoSito: http://www.kb.dk/

Chiesa della Trinità (Trinitatis Kirke), dove fu cresimato

Inaugurata nel 1656 e consacrata come chiesa di professori e studenti dell'Università, fa parte di un complesso che include anche la Torre Rotonda (Rundetårn) e la biblioteca universitaria. L'interno fu danneggiato da un incendio nel 1728 ma fu ricostruito nel 1731.
Qui Kierkegaard fu cresimato nel 1829 perché la Chiesa di Nostra Signora era stata distrutta dai bombardamenti inglesi del 1807.
Indirizzo: Landemærket 12, Copenaghen

Università di Copenhagen

Fondata nel 1479, Kierkegaard vi studiò teologia e vi conseguì il dottorato nel 20 ottobre 1841 con tesi di laurea dal titolo Sul concetto dell'ironia in costante riferimento a Socrate.
Indirizzo: Frue Plads 4, Copenhagen

Statua di Kierkegaard di fronte la Frederiks Kirke

Sul lato opposto rispetto all'ingresso principale della Frederiks Kirke o Marmorkirken (chiesa di Frederiks o chiesa marmorea), si trova la statua di Kierkegaard, in mezzo ad una serie di sculture dedicate a teologi e altre figure ecclesiastiche.
Indirizzo: Frederiksgade 4, Copenaghen

Targa commemorativa sulla scuola frequentata da Kierkegaard

Dal 1821 al 1830 frequentò la scuola Borgerdydskole, al secondo piano dell'edificio dove oggi si trova l'editore Gyldendals Publishers. La targa, che si trova all'interno dell'edificio, recita: "I denne bygning har / Søren Kierkegaard / haft sin daglige gang / som elev i borgerdydskolen / 1821 - 1830" (In questo edificio Søren Kierkegaard è stato studente di Borgerdydskole 1821-30).
Indirizzo: Klareboderne 3, Copenaghen

Luogo dove nacque e visse con la famiglia (1813-1848)

In questp luogo Kierkegaard nacque e visse con la famiglia fino al 1848. L'edificio originale tuttavia è stato demolito nel 1908 ed è stato costruito quello attuale, che appartiene alla Danske Bank. Due targhe, una all'altezza della prima fila di finestre e l'altra più in basso, recitano: "I det Hus som laa her indtil 1908 boede Søren Kierkegaard fra sin Fødsel 5. Maj 1813 til 27. April 1848" ("Nella casa che si trovava qui fino al 1908 visse Søren Kierkegaard dalla nascita il 5 maggio 1813 all'aprile 1848").
Indirizzo: Nytorv 2, Copenaghen

Edificio in cui abitò (1837)

Fino al 1837 Kierkegaard aveva vissuto con la famiglia in Nytorv 2, ma nel luglio 1837 si trasferì in Løvestræde 7, dove visse solo un anno, per poi ritornare nella sua casa natale e rimanervi fino alla fine del 1839 (fino a febbraio 1840, secondo altre fonti). Dall'autobiografia di Hans Christian Andersen sappiamo che si incontrarono proprio in questa strada nel 1838, mentre Kierkegaard stava lavorando alla recensione del lavoro di Andersen Soltanto violinista (Kun en Spillemand). (Fonte: Kierkegaard and His Danish Contemporaries: Tome III, a cura di Jon Bartley Stewart, Copenaghen, Reitzel, 1840. Pag 9)
Indirizzo: Løvestræde 7, Copenaghen

Edificio in cui abitò (1839)

Kierkegaard abitò in Kultorvet 11 (all'epoca 132) dalla fine del 1839 per qualche mese, dove oggi si trova il Cafè Klæptraet.
Indirizzo: Kultorvet 11, Copenaghen

Via in cui abitò (1840-44)

Kierkegaard abitò in Nørregade al numero 38 (all'epoca 230A) dall'ottobre 1840 all'ottobre 1844, e al numero 35 (all'epoca 43) dall'aprile 1850 al 1851.
Indirizzo: Nørregade 35 e 38, Copenaghen.

Via in cui abitò (1848-1850)

Kierkegaard abitò in Rosenborggade all'attuale numero 7 (all'epoca 156A) per due anni, dall'aprile 1848 all'aprile 1850 (per poi trasferirsi in Nørregade). Il suo appartamento era la primo piano all'angolo con Tornebuskegade. Con lui vivevano (stando al censimento del 1 febbraio 1850) il falegname islandese Frederik Christian Strube, la moglie, le figlie e A.C. Westergaard (il domestico di Kierkegaard che aveva vissuto con lui anche nella casa di Nytorv). (Fonte: Søren Kierkegaard, La malattia per la morte, a cura di E.Rocca, Editore Donzelli, 2011).
Sull'edificio oggi è posta una targa che in danese indica il luogo dove furono scritte le opere La malattia mortale e Esercizio di Cristianesimo ("Fra 1848 til 1850 boede / Søren Kierkegaard / på 1. sal i dette hus. --- Her skrev han værkerne / Sygdommen til Døden og / Indøvelse i Christendom")
Indirizzo: Rosenborggade 7, Copenaghen

Edificio in cui abitò (1852-55)

Kierkegaard visse in Skindergade 38/Dyrkøb 5, in una stanza sul lato Dyrkøb con vista sulla Cattedrale di Nostra Signora (Vor Frue Domkirke), all'epoca Klareboderne 5-6, nel periodo dall'aprile 1852 all'ottobre 1855. Fu la sua ultima casa.
Indirizzo: Dyrkøb 5, Copenaghen

Targa commemorativa nel luogo dove morì

Dove oggi sorge il Museo Danese di Arte & Design, in questo edificio dal 1926, fino al 1910 si trovava il King Frederik's Hospital (Rigshospitalet) dove Kierkegaard morì l'11 novembre 1855 all'età di 42 anni. Una targa lo ricorda così: "I dette hus døde / Søren Kierkegaard / 11 november 1855" ("In questa casa morì Søren Kierkegaard").
Indirizzo: Bredgade 68, Copenaghen
sito Sitohttp://designmuseum.dk

Leggere prima di partire per... Copenaghen

Narrativa storica 

Per Olov Enquist, Il medico di corte, Milano, Iperborea, 2001

 

 

 

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Autori correlati

Giorgio Baffo

Targa commemorativa sull'edificio in cui visse

La targa recita: "Qui visse Giorgio Baffo / 1694-1765 / «Poeta dell'amore che ha / cantato con la massima libertà / e con grandiosità di linguaggio» / Guillame Apollinaire 1910 -- Gli amici del Baffo - 1987"


Josif Aleksandrovič Brodskij

Poeta russo naturalizzato statunitense, è stato premio Nobel per la Letteratura nel 1987. È morto a New York per un attacco di cuore il 28 gennaio 1996, ma per sua volontà è stato seppellito a Venezia, da lui considerata sua città d'elezione a cui ha dedicato l'opera Fondamenta degli Incurabili.

Targa commemorativa

La targa, in russo e in italiano, recita: "Brodskij Iosif (1940-1996) / grande poeta russo / premio Nobel, amò e cantò / questo luogo. -- Иосиф Бродский, великий русский поэт, лауреат Нобелевской премии, воспел 'Набережную неисцелимых".
Indirizzo: Fondamenta Zattere allo Spirito Santo, Venezia

 

Tomba nel cimitero di San Michele


Robert Browning


Gabriele D'Annunzio


Ugo Foscolo


Carlo Goldoni


Ernest Hemingway


Henry James


Alessandro Manzoni


Marco Polo

Casa dove nacque e visse

A pochi passi dal Ponte di Rialto, si trova quella che fu la casa del celebre mercante veneziano, autore de Il Milione, Marco Polo.
Situata vicino alla chiesa di S. Giovanni Crisostomo, nella Corte del Milion, una targa commemorativa lo ricorda così: "Qui furono le case / di / Marco Polo / che viaggiò le più lontane regioni dell'Asia e le descrisse --- Per decreto del Comune / MDCCCLXXXI".
Bisogna però menzionare gli studi archeologici sotto l'adiacente Teatro Malibran a partire dal 1998, grazie ai quali sono stati ritrovati dei resti di un edificio privato del Duecento, che pare essere proprio il resto di quella che fu la casa dei Polo (distrutta da un incendio nel 1597) e che quindi ne designerebbe l'esatta posizione.
Indirizzo: Corte del Milion, Cannaregio, Venezia


Ezra Pound

Soggiorno in Rio San Trovaso

Per alcuni mesi del 1907 Ezra Pound ha vissuto in un edificio all'angolo di Rio San Trovaso. Nei Cantos ricorda quel periodo così: “Well, my window…looked out on the Squero where Ogni Santi…meets San Trovaso…things have ends and beginnings”.

Soggiorno in Calle Querini

Pound tornò a Venezia nel 1958 e visse con la compagna Olga Rudge in un edificio nei pressi di Rio della Fornace dove oggi una targa lo ricorda così: "In un mai spento amore per Venezia / Ezra Pound / titano della poesia / questa casa abitò per mezzo secolo --- Comune di Venezia".
Indirizzo: Calle Querini, Dorsoduro 252, Venezia

Soggiorno all'Hotel alla Salute

Negli anni Sessanta, per due anni, Ezra Pound ha soggiornato in questo hotel.

Indirizzo: Dorsoduro 222, Venezia

Tomba nel Cimitero di San Michele


Giustina Renier Michiel

(1755-1832) Oltre ad aver scritto l'opera Origine delle feste veneziane a partire dal 1817, è particolarmente nota per essere stata la prima traduttrice italiana delle opere di Shakespeare, probabilmente aiutata da Melchiorre Cesarotti.
Tenne anche un famoso salotto letterario in corte Contarina a San Moisè, frequentato da molti intellettuali dell'epoca tra cui Lord Byron, Ugo Foscolo, Antonio Canova, Ippolito Pindemonte, Madame de Stael, Vincenzo Monti.
Muore a Venezia nel proprio palazzo delle Procuratie Vecchie, presso le Mercerie.

Tomba nel Cimitero di San Michele


Frederick Rolfe

Più conosciuto con lo pseudonimo di Baron Corvo, datogli da una contessa italiana, visse a Venezia l'ultimo periodo della sua vita. È stato autore di romanzi come Il desiderio e la ricerca del Tutto e Cronache dei Borgia ed è citato nell'opera Favola di Venezia, una delle avventure di Corto Maltese realizzate da Hugo Pratt. Muore a Venezia il 25 ottobre 1913 e viene sepolto nel cimitero dell'Isola di San Michele, nella laguna veneta.

Tomba nel Cimitero di San Michele


John Ruskin

Ruskin visitò l'Italia per la prima volta nel 1840 seguendo il classico itinerario del Grand Tour e vi tornò più volte in seguito fino a concepire nel 1853 il famoso saggio Le pietre di Venezia (The Stones of Venice) in cui espone i principi dell'architettura ed elogia lo stile gotico perché coniuga espressione artistica e ideali religiosi.

Targa commemorativa sull'edificio in cui soggiornò

L'edificio che oggi ospita l'Hotel La Calcina è sempre stato una una locanda sin dal XVIII secolo prendendo questo nome dai magazzino dei "calcineri" (venditori di calce) che nel Seicento si trovava all'interno delle sue mura. Qui Ruskin soggiornò nel 1877 come ricorda la lapide commemorativa affissa sulla facciata: "John Ruskin / abitò questa casa (1877) -- Sacerdoto dell'arte / nelle nostre pietre nel nostro S. Marco / quasi in ogni monumento d'Itlia / cercò insieme / l'anima dell'artefice e l'anima del popolo -- Ogni marmo ogni bronzo ogni tela / ogni cosa gli gridò / che bellezza è religione / se virtù d'uomo la susciti / e riverenza di popolo l'accolga -- Il Comune di Venezia riconoscente / P. (pose) / XXVI gennaio MDCCC"

 


André Suarès

Targa commemorativa sull'edificio in cui soggiornò

La targa recita: "André Suarès / scrittore, saggista, critico / e uomo di lettere / soggiornò in questa casa / nel novembre 1902 -- Il Comune di Venezia - Aprile 2006".

 


Luoghi correlati

Cimitero di San Michele

Caffè Florian


Leggere prima di partire per... Venezia

Narrativa

Josif Brodskij, Fondamenta degli incurabili

Henry James, Il carteggio Aspern

Thomas Mann, Morte a Venezia

Letteratura di viaggio

Pasquale di Palmo, Venezia, Unicopli, 2017

 

Articoli sul blog

Nella Venezia di Henry James

Nella Venezia del Settecento con Carlo Goldoni

 

 

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