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6ème arrondissement

Le Procope

Al numero 13 di Rue de l'Ancienne-Comédie si trova il più antico caffè di Parigi. Aperto nel 1686, prende il nome dal cuoco siciliano che aprì il locale, Francesco Procopio dei Coltelli, noto in Francia come "Le Procope", al quale spesso viene attribuita l'invenzione del gelato. Tra i suoi meriti c'è senz'altro quello di aver introdotto in Francia il caffè, all'epoca bevanda di origine orientale, che rese il luogo molto popolare. Sembra che qui si ritrovassero anche Diderot e D'Alembert per parlare di quel progetto che diventerà L'Encyclopédie.
Tra i clienti "letterari" che lo hanno affollato nell'Ottocento si menzionano Victor HugoHonorè de BalzacGeorge SandAlfred de Musset, Théophile Gautier, Émile ZolaJ. K. Huysmans, Guy de Maupassant
Il 10 luglio 1894 circa duecento uomini di lettere si radunarono qui per eleggere Paul Verlaine "principe dei poeti", preferendolo a Stéphane Mallarmé (che "ereditò" il titolo alla morte di Verlaine).
Nel Novecento Le Procope ha avuto una fase di declino ed è stato chiuso per un periodo. Nel 1988 ha riaperto come ristorante; l'arredamento è stato rinnovato con molti oggetti d'epoca, soprattutto ottocenteschi, conferendogli un'atmosfera un po' kitsch. 
Indirizzo: 13 rue de l'Ancienne Comédie, Parigi
Sitohttp://www.procope.com/

 

Café Les Deux Magots

Prende il nome dalle due statuette di fattura orientale ("magot") che caratterizzavano un negozio di tessuti aperto nel 1812 al 23 di Rue de Buci e trasferitosi a questo indirizzo nel 1873. 
Il negozio era piuttosto famoso all'epoca, tanto che lo scrittore Henri Murger lo menziona in Scene di vita della Bohème (il romanzo da cui è tratta la Bohème pucciniana), le cui vetrine sono oggetto di interesse per la protagonista Mimì.
Nel 1881 i locali lasciarono il posto a un caffè che ne mantenne il nome e che divenne presto popolare tra letterati e artisti. 
Alla fine dell'Ottocento tra i clienti abituali c'erano VerlaineRimbaud e MallarméOscar Wilde vi passò alcune serate nei suoi giorni parigini, mentre James Joyce e Ernest Hemingway lo frequentavano negli anni Venti del Novecento. Nello stesso periodo è stato punto di ritrovo per i surrealisti che qui fondarono, nel 1933, il loro premio letterario "Prix des Deux Magots" come forma di dissenso per l'assegnazione del premio Goncourt a André Malraux e alla sua opera La condizione umana, ritenuta troppo accademica. 
Negli anni Quaranta Le Deux Magots è diventato il quartier generale degli esistenzialisti: qui venivano spesso Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, la quale faceva da interprete a un altro avventore, lo scrittore afroamericano Richard Wright, prima che imparasse il francese. James Baldwin, anch'esso scrittore afroamericano, non appena arrivato a Parigi nel novembre 1948, si diresse direttamente dalla Gare du Nord a questo locale per incontrare proprio Richard Wright.
Tra gli altri clienti passati da questo celebre locale sono spesso menzionati Elsa TrioletLouis AragonAndré GideJean GiraudouxPicassoFernand LégerPrévert, Albert Camus e Jean Genet
Indirizzo: 6 Place Saint-Germain-des-Prés, Parigi
Sitohttp://www.lesdeuxmagots.fr/

 

Café de Flore

Nato nel 1865, prende il nome da una piccola scultura raffigurante la dea della primavera che all'epoca si trovava sull'altro lato del boulevard. Alla fine dell'Ottocento si riunirono ai suoi tavoli alcuni scrittori decadenti come Joris-Karl Huysmans e Remy de Gourmont, ma dagli anni Novanta del secolo prese una svolta politica: qui si ritrovavano gli scrittori ultranazionalisti come Charles Maurras, Maurice Barrès e Jacques Bainville che facevano parte della "Ligue de la patrie française".
Questo locale fu particolarmente importante per Guillame Apollinaire. Nel 1912 fondò con André Salmon la rivista letteraria "Les Soirées de Paris", facendo del locale una sorta di ufficio. Nel 1917, inoltre, Apollinaire presentò qui André Breton a Philippe Soupault, un'amicizia che getterà le basi per la nascita del movimento dadaista.
Per tutti gli anni Trenta si annoverano tra i clienti abituali scrittori come André MalrauxLéon-Paul FargueRaymond Queneau, ma il locale diventa soprattutto il quartier generale della "bande à Prévert", ovvero gli amici del poeta Jacques Prévert, detti "Gruppo Ottobre".
Nel 1939 il locale viene acquisito da Paul Boubal e diventa il principale punto di ritrovo per Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir durante gli anni dell'occupazione. Qui scrissero alcune delle loro opere come Le moscheL'essere e il nulla (Sartre) e L'invitata (Beauvoir). Quando i tedeschi occuparono il pian terreno e la terrazza, i clienti francesi furono fatti accomodare al piano superiore, dove potevano trascorrere il tempo in tranquillità.
A partire dal 1994 è diventato la sede del premio letterario "Prix de Flore" che premia i giovani scrittori di lingua francese.
Indirizzo: 172 Boulevard Saint-Germain, Parigi
Sitohttp://cafedeflore.fr/

 

Café Tournon

Quando negli anni Trenta gli scrittori tedeschi e austriaci furono costretti all'esilio dai nazisti, molti si rifugiarono a Parigi e presero stanza in Rue de Tournon, iniziando a frequentare i locali della zona. Uno di loro fu Joseph Roth che, come indica una targa in 18 Rue de Tournon, visse gli ultimi anni della sua vita in un hotel a pochi passi dal Café Tournon.
Dopo la Seconda guerra mondiale, il Café Tournon divenne un luogo di ritrovo per gli espatriati anglofoni, tra cui lo scrittore scozzese Alexander Trocchi che qui fondò la rivista letteraria di avanguardia "Merlin", pubblicando autori come Beckett, Miller, Neruda, Sartre e Svevo.
Nel 1953 qui nacque anche la rivista "The Paris Review", diretta da Harold L. Humes, Peter Matthiessen, e George Plimpton. L'editore francese La Table Rotonde aveva dato loro un ufficio in Rue Garancière, ma come tutti i letterati parigini, i redattori preferivano lavorare nel caffè. Tra gli autori pubblicati ci furono Kerouac, Calvino, Moravia, Beckett e Philip Roth; famose anche le interviste agli autori, tra cui Hemingway, T.S. Eliot, Faulkner, Neruda e Nabokov. Nel 1973 la sede della rivista si spostò da Parigi a New York, dove risiede tuttora. 
Il Café Tournon è stato un punto di ritrovo anche per gli scrittori afroamericani a partire dagli anni Cinquanta, tra cui Richard WrightChester Himes e l'illustratore Ollie Harrington; mentre negli Stati Uniti dovevano sottostare a delle regole stringenti e assurde, come ad esempio il tabù delle relazioni interrazziali, a Parigi la comunità afroamericana era molto più libera. Fu così che Himes potè sposare la giornalista anglo-irlandese Lesley Packard. Quando a metà degli anni Cinquanta si diffusero dicerie su presunte spie assoldate dalla CIA, il gruppo si dissolse e dal 1958 non frequentò più il caffè.
Indirizzo: 18 Rue de Tournon, Parigi

 

Café de la Mairie

Negli anni Venti è stato uno dei posti frequentati dai surrealisti e da scrittori come Hemingway, Scott Fitzgerald, Faulkner quando vivevano nella zona circostante. Il locale si legò in modo particolare alla scrittrice americana Djuna Barnes che visse nei pressi dal 1920 al 1933 e che nel suo romanzo Bosco di notte (Nightwood) ambienta alcune scene in questo cafè.
Indirizzo: 8 Place Saint-Sulpice, Parigi

 

9ème arrondissement

Café de la Paix

Aperto nel 1872, si trova a pochi passi dalla maestosa Opéra di Parigi, costruita nello stesso anno, il cui architetto, Charles Garnier, ha curato anche gli interni del locale dove trionfa la tecnica del trompe-l'œil, molto in voga durante la Belle Époque. 
È l'unico caffè rimasto dell'epoca dei "Grand Boulevards", i viali parigini costruiti dalla fine del XVII secolo a seguito della demolizione delle mura cittadine. Tra i locali scomparsi c'era il Café de la Régence, dove Napoleone una volta si fermò a giocare a scacchi, e il Café de Chartres, un tempo quartier generale dei rivoluzionari, in seguito diventato un ristorante, Le Grand Véfour, ai cui tavoli si sono seduti NapoleoneColette e Jean Cocteau. Lungo il Boulevard des Italiens sorgevano anche il Café de ParisTortoni's, Maison DoréeCafé Riche e Café Anglais; tutta questa zona rappresentava il cuore della società parigina del XIX secolo, frequentata da nomi quali BalzacMaupassant e Flaubertfonte14x14
Come ci si può aspettare, la lista della clientela famosa al Cafè de la Paix è molto lunga: si menzionano Oscar Wilde, André GidePaul Valéry e Ernest Hemingway. In riferimento a quest'ultimo, in uno dei suoi primi racconti, Il mio vecchio, il giovane protagonista spesso si reca nel locale con in padre: "Stavamo là seduti al Café de la Paix, io e il mio vecchio, e il cameriere ci portava, in palma di mano, perché il mio vecchio beveva whisky e il whisky costava cinque franchi, e questo significava una buona mancia quando si contavano i piattini" (da E. Hemingway, I quarantanove racconti, Mondadori 2011).
Indirizzo: 5 Place de l'Opéra, Parigi
Sitohttp://www.cafedelapaix.fr/ 

 

14ème arrondissement

La Closerie des Lilas

La Closerie des Lilas era sin dal 1903 un ritrovo di letterati e ha ospitato discussioni sull'arte e sulla letteratura. Qui, ad esempio, Paul Fort inaugurò gli incontri del martedì a cui partecipavano Guillame ApollinaireAndré Salmon, Max Jacob Maurice Maeterlinck.
Molto noto è l'aneddoto legato allo scrittore francese Alfred Jarry che un giorno sparò un colpo di revolver (scarico!) contro lo specchio dietro una signorina e le disse "Ora che il ghiaccio è rotto, parliamo!" ("Maintenant que le glace est rompue, causons"), giocando sul doppiosenso del "glace" francese, che significa sia ghiaccio che specchio.
In particolar modo però, la Closerie des Lilas deve la sua fama letteraria a Ernest Hemingway che la trasformò in una sorta di ufficio: sui suoi tavolini si fermava spesso a scrivere, visto che il caffè era poco distante dalla sua casa in Rue Notre-Dame-des-Champs. Qui terminò i due racconti Grande fiume dai due cuori e Il ritorno del soldato.
Dopo il primo incontro al Dingo, che si trovava in 10 rue Delambre, Hemingway spesso si incontrava qui con Francis Scott Fitzgerald, il quale, deluso dalla tiepida accoglienza che aveva ricevuto il suo romanzo, Il grande Gatsby, chiese a Hemingway di leggerlo. In Festa mobile scrive infatti: "Se era riuscito a scrivere un libro bello come Il Grande Gatsby, ero sicuro che poteva scriverne uno anche migliore. Ma non conoscevo ancora Zelda, e quindi non conoscevo i terribili fattori che giocavano contro di lui". In altri passi di Festa mobile, Hemingway rievoca le chiacchierate con l'amico ai tavoli di questo caffè: "Mi aveva raccontato alla Closerie des Lilas che scriveva quelli che riteneva dei buoni racconti, e che davvero erano buoni racconti per il «Post», e che poi li cambiava prima di presentarli sapendo esattamente quale era il taglio da dargli per farne dei vendibili racconti da rivista".
Oggi la Closerie des Lilas ha un piccolo spazio esterno tutto circondato da piante e fiori. All'interno i tavoli sono tutti contrassegnati con delle targhette di ottone sulle quali sono incisi i nomi dei clienti famosi.
Indirizzo: 171 Boulevard du Montparnasse, Parigi
Sitohttp://www.closeriedeslilas.fr/ 

 

La Coupole

La Coupole, a pochi passi da altri celebri caffè letterari che sorgono su Place Pablo Picasso, aprì il 20 dicembre 1927.
Tra i clienti abituali c'erano Georges Simenon e la famosa cantante e ballerina Josephine Baker, con la quale lo scrittore aveva avuto una relazione, interrotta quello stesso anno perché, stando alle sue parole, non voleva diventare famoso come "Monsieur Baker". Uno dei suoi gialli con protagonista l'investigatore Maigret, La testa di un uomo (La tête d'un homme), La Coupole è uno degli scenari chiave della vicenda.
La Coupole era uno dei locali preferiti degli emigrati russi prima della rivoluzione bolscevica, tra cui Lev Trotsky e Igor Stravinsky. 
Ma il locale è passato alla storia per aver dato l'avvio alla relazione tra la scrittrice Elsa Triolet e il poeta Louis Aragon, che si incontrarono qui il 6 novembre 1928. Lei voleva conoscerlo per una serie di ragioni: amava la sua opera surrealista Il paesano di Parigi (Le Paysan de Paris), avevano le stesse idee politiche, lui era un uomo molto attraente, poco più che trentenne, e per di più scapolo. Alla fine la serata si spostò all'Hôtel Istria e da qui ebbe inizio la loro lunga vita assieme. 
Tra gli altri avventori sono menzionati Samuel BeckettGabriel García Márquez e Antonin Artaud.
Molto affezionati al posto erano inoltre Henry Miller e Anaïs Nin. Il loro amico Lawrence Durrell, autore del Quartetto di Alessandria, aveva soprannominato il loro gruppo "i tre moschettieri della Coupole". fonte14x14
Il locale fu demolito e ricostruito nel 1988 ma le colonne, dipinte in stile Art Decò dagli studenti di Matisse, Léger e Friesz, furono conservate e reinstallate. Oggi sopra la Coupole ci sono alcuni uffici, ma un tempo vi si trovava la sala da ballo sovrastata da una cupola che dava il nome al locale.
Indirizzo: 102 Boulevard du Montparnasse, Parigi
Sitohttp://www.lacoupole-paris.com/ 

 

Café du Dôme

Il Café du Dôme è stato il primo dei grandi cafè ad aprire, nel 1898. Inizialmente era frequentato da bohemién, ma l'atmosfera cambiò dopo la Prima guerra mondiale quando divenne punto di ritrovo per scrittori, artisti e giornalisti, molti dei quali americani.
Uno dei suoi primi frequentatori fu Robert McAlmon, scrittore americano non molto noto che, grazie ai soldi del ricco suocero, aveva fondato la casa editrice "Contact Editions", con la quale pubblicava anche i libri scritti di suo pugno. La sua attività non ebbe un grande successo: l'opera più famosa che dette alle stampe fu Dieci storie e dieci poesie di Hemingway (1923).
Alla fine degli anni Trenta una cliente abituale fu Simone de Beauvoir: ai tavoli del Cafè du Dôme finì di scrivere L'invitata, che è anche parzialmente ambientato qui. Dopo l'occupazione nazista della città, amareggiata dalla presenza degli ufficiali tedeschi seduti nel suo stesso caffè, la scrittrice preferì spostarsi al Café de Flore.
Indirizzo: 108 Boulevard du Montparnasse, Parigi



 

La Rotonde

Quando La Rotonde aprì nel 1904, era poco più che un locale per lavoratori. Nel 1911 Victor Libion lo acquistò e lo ampliò, creando una larga terrazza soprannominata poi "Raspail plage" e iniziando a fare concorrenza al vicino Cafè du Dome.
Diversi scrittori sono legati alla fama del locale. Hemingway, ad esempio, ne parla in un articolo scritto come corrispondente da Parigi per il "Toronto Star". Henry Miller, due anni dopo essere arrivato in Francia, dette qui un appuntamento il 2 marzo 1932 ad Anaïs Nin, della quale si era perdutamente innamorato. Si dichiarò proprio alla Rotonde e cercò di portarla nel suo albergo. 
Simone de Beauvoir, invece, era nata al piano superiore del cafè nel 1908 e aveva trascorso l'infanzia in questo palazzo, descritto in Memorie di una ragazza perbene. Nonostante il padre fosse di origine aristocratica, la famiglia non versava in buone condizioni economiche. Così quando Simone aveva 11 anni, si dovettero trasferire in un appartamento più piccolo ed economico in Rue de Rennes.
Indirizzo: 105 Boulevard du Montparnasse, Parigi
Sitohttp://www.rotondemuette.paris/

 

Le Select

Le Select è uno dei caffè letterari parigini ad aver conservato maggiormente l'aspetto originale. Quando aprì nel 1925 fu il primo locale del Quartiere Latino a rimanere aperto tutta la notte.
Tra i suoi clienti ci furono in particolare Ernest Hemingway, Henry Miller, Simone de Beauvoir
In Fiesta (The Sun Also Rises) di Hemingway, il locale fa una sua apparizione più volte perché è una delle mete preferite del giornalista Jake Barnes. Nel romanzo Quartet di Jean Rhys la fragile protagonista Marya assiste qui a una scenata tra Heidler, il suo amante, e la sua irascibile moglie, Lois. Sembra che il modello per Heidler e la moglie fossero Ford Madox Ford e la compagna Stella Bowen, mentre dietro Marya si celasse la scrittrice stessa.
Il poeta statunitense Hart Crane una sera si ubriacò, tirò pugni a un cameriere e a un poliziotto, attaccò briga con altri uomini presenti finché non fu tramortito dai colpi di risposta e fu portato nel carcere de La Santé. Gide, Cocteau e altri ammiratori si schierarono dalla parte di Crane ma non fu sufficente per farlo rilasciare. Fu l'editore dello scrittore, Harry Crosby, che stava per pubblicare la sua opera The Bridge, a pagare la cauzione per farlo uscire, imbarcandolo poi nel primo volo per New York. Crosby non vedrà la pubblicazione dell'opera di Crane, The Bridge, perché si ucciderà con la compagna a 31 anni l'anno seguente. Anche Crane si ucciderà tuffandosi da una nave e annegando nel Golfo del Messico.
Indirizzo: 99 Boulevard du Montparnasse, Parigi
Sito: http://www.leselectmontparnasse.fr/

 

Bibliografia

  • David Burke, Writers in Paris. Literary Lives in the City of Lights, New York, Paris Writers Press, 2016.
  • Noel Riley Fitch, The Grand Literary Cafés of Europe, New Holland Publishers, 2006.

 

Luoghi correlati

Scotland Edimburgo

The Scott Monument

Lo Scott Monument venne progettato da George Meikle Kemp che aveva vinto un concorso indetto nel 1836. La posizione del monumento fu però decisa soltanto nel 1840 e i lavori di costruzione iniziarono il 14 agosto dello stesso anno. Purtroppo il suo ideatore non vide mai la realizzazione dell'opera: Kemp morì nel marzo 1844 annegando nell'Union Canal di Edimburgo, dove era caduto a causa della fitta nebbia.
Il monumento fu completato alla fine del 1844, arrivando a un'altezza di quasi 68 metri. La statua di Walter Scott, realizzat da Sir John Steell, fu installata nel 1846. All'epoca era la prima statua di marmo della Scozia e fu ricavata da un blocco di marmo di Carrara. Oltre a quella dello scrittore e del suo cane, sono presenti 68 sculture distribuite nelle nicchie del monumento che ritraggono alcuni personaggi tratti delle opere di Walter Scott.
Tuttavia non tutti furono entusiasti dell'opera. Una delle critiche più famose fu quella di Charles Dickens che, giunto in città nel 1847, mostrò disappunto scrivendo: "Sembra la guglia di una chiesa gotica staccata e conficcata nel terreno". Oggi lo Scott Monument è il più grande monumento dedicato a uno scrittore.
È possibile accedere all'interno e salire i 287 scalini che portano alla cima da cui si gode una bella vista della città.
Indirizzo: East Princes Street Gardens, Edimburgo
sitoSitohttp://www.edinburghmuseums.org.uk/
a-pagamento Ingresso a pagamento: £5.
orario Orari di apertura: da aprile a settembre, da lunedì a sabato, 10-19, domenica 12-17. Da ottobre a marzo, da lunedì a sabato, 10-15, chiuso la domenica.

The Writers' Museum

Scottish National Portrait Gallery

 

Scotland Melrose

Abbotsford, casa di Walter Scott

Quando fu nominato giudice capo della contea di Selkirk (in inglese "sheriff depute"), Scott aveva bisogno di una residenza nella zona per poter raggiungere facilmente la corte. Dopo aver affittato per un periodo una casa a Ashestiel, decise di acquistare nel 1811 una modesta villa di campagna vicino al fiume Tweed, nota col nome di Newarthaugh o, tra i locali, Cartleyhole, che decise subito di rinominare "Abbotsford".
Con gli introiti delle sue prime opere Scott acquistò i terreni circostanti raggiungendo oltre i 500 ettari in pochi anni. L'edificio fu ampliato a poco a poco trasformando quello preesistente: lo scrittore fece costruire un nuovo salone di ingresso, un nuovo studio, una nuova libreria e coinvolse artigiani e professionisti, tra cui l'architetto William Atkinson. Alla sua morte, anche i discendenti continuarono a vivere nell'oramai enorme residenza aprendo alcune stanze al pubblico sin dal 1833.
Oggi è possibile visitarne alcune sale storiche tra cui lo studio in cui Scott scrisse i suoi ultimi romanzi (i primi furono scritti nelle stanze prima della ristrutturazione). In particolare lo scrittore era affezionato alla scrivania qui esposta che aveva portato con sé sin dalla casa temporanea a Ashestiel. 
Anche la libreria è di grande interesse: tutti i libri custoditi qui appartenevano allo scrittore. Alcuni gli furono donati dai familiari, altri invece erano testi su cui aveva studiato giurisprudenza e che ancora portano le sue annotazioni. 
Tra gli altri ambienti si può visitare la sala da pranzo, dove Scott morì il 21 settembre 1832, l'armeria, dove è custodito il suo equipaggiamento militare e sportivo, il soggiorno in stile cinese, con una splendida carta da parati dipinta a mano regalatagli dal cugino Hugh Scott che lavorava per la Compagnia delle Indie Orientali, la stanza delle esposizioni, studio di Scott fino al 1824 e oggi adibito a mostre temporanee.
Indirizzo: Abbotsford, Melrose, Roxburghshire
sitoSitohttp://www.scottsabbotsford.com/
a-pagamento Ingresso a pagamento. Adulti £9.60.
orario Orari di apertura: Dal 1° al 31 marzo, dalle 10 alle 16. Dal 1° aprile al 31 ottobre, dalle 10 alle 17. Dal 1° al 30 novembre, dalle 10 alle 16. Chiuso dal 1° dicembre al 28 febbraio.

 

 

 

Luoghi correlati

Scotland Edimburgo

Scottish National Portrait Gallery

 

Scotland Ettrick, Selkirk

James Hogg Exhibition

La James Hogg Exhibition è stata inaugurata nel 1994 nella Aikwood Tower e solo nel 2013 è stata trasferita nella sede attuale, vicino a Ettrickhall, dove lo scrittore nacque nel 1770 e visse fino ai quindici anni. Oltre a documenti e oggetti appartenuti allo scrittore, la mostra ricostruisce lo studio di Hogg, dove sono esposti manoscritti, un mantello a lui appartenuto, alcuni arredi dell'epoca.
Indirizzo: Ettrick School, Ettrick Valley, Selkirk
sito Sitohttp://www.jameshoggexhibition.com/
orario Orari di apertura: Aperto da giugno a settembre. Controllare sul sito gli orari giornalieri.

Tomba di James Hogg nella Ettrick Kirk

L'edificio attuale risale al 1824 ma le origini della parrocchia sono molto più antiche. La tomba di James Hogg si trova nel cimitero attorno alla chiesa.
Coordinate55.418875, -3.170810 (circa)

Obelisco commemorativo

Un obelisco commemorativo è stato eretto nel 1898 per segnare il luogo in cui si trovava il cottage dove Hogg nacque nel 1770. L'iscrizione recita: "Erected on the site of the cottage in which James Hogg the Ettrick Shepherd was born 1770 - died 1835 The Edinburgh & Border Counties Association 1898".
Indirizzo: 4 Crudens Houses, Ettrick, Selkirk (circa)
Coordinate: 55.418041, -3.165022 (circa)

 

Scotland Tibbie Shiels, Selkirk

Monumento commemorativo

Lungo la A708 diretta verso Moffat, presso Tibbie Shiels Inn, si trova un monumento che ritrae James Hogg, seduto su un masso con un bastone e un mantello da pastore, mentre guarda il paesaggio scozzese che amava. La mano destra tiene una pergamena sulla quale è scritto un suo verso: "He taught the wandering winds to sing" e sotto di essa giace accucciato il suo fedele cane.
La statua fu inaugurata il 28 giugno 1860. L'iscrizione alla base recita: "James Hogg / The Ettrick Shepherd / Born 1770 - Died 1835".  
Indirizzo: Lungo la A708, presso Tibbie Shiels Inn, Selkirk
Coordinate: 55.472512, -3.207446

 

 

Indirizzo: 1 Queen Street, Edimburgo
sito Sitohttps://www.nationalgalleries.org/visit/scottish-national-portrait-gallery 
gratis Ingresso gratuito.
orario Orari di apertura: Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 17, il giovedì fino alle 19.

 

La Scottish National Portrait Gallery è un museo che espone i ritratti di molti importanti personaggi scozzesi. È stata inaugurata nel 1889 ed è stata la prima galleria d'arte dedicata interamente al ritratto. Il nucleo originario della sua collezione proviene dal lascito di David Erskine, 11° Conte di Buchan, che aveva raccolto sul finire del diciottesimo secolo. 

L'edificio è un'imponente struttura in pietra arenaria rossa, realizzata in stile neo gotico dall'architetto Sir Robert Roward Anderson. La sala di ingresso, detta "Great Hall", ospita numerose sculture, tra le quali torreggia al centro quella scolpita da John Flaxman che ritrae il poeta Robert Burns. Nel fregio posto sotto la balaustra del primo piano sono ritratte tutte le principali figure della storia scozzese in ordine cronologico, disposte in processione. Oltre ai vari monarchi della casa Stuart, ai filosofi David Hume e Adam Smith, al leggendario Robert the Bruce, ci sono anche il poeta Robert Burns, il romanziere Walter Scott e James Boswell, noto per la sua biografia di Samuel Johnson.  L'artista che ha realizzato l'affresco è William Hole, lo stesso che ha anche decorato le pareti del corridoio ("The Ambulatory") al primo piano, dove sono raffigurate alcune scene della storia scozzese.

I ritratti e le sculture raffiguranti degli scrittori scozzesi si concentrano al secondo piano, in particolare nella galleria n° 7, "The Age of Improvement".

 

Robert Burns

- Great Hall: statua in marmo realizzata da John Flaxman nel 1824. Inizialmente fu posta nel Burns Monument a Calton Hill ma in seguito fu portata in questo museo per conservarla meglio.

- Sala 7ritratto realizzato da Alexander Nasmyth, olio su tela, 1787. Il pittore, amico di Burns, decise di ritrarlo in un'atmosfera rurale che richiamasse la sua provenienza dalla campestre regione di Ayrshire. Da questo ritratto fu inoltre tratta un'incisione che fu poi riprodotta nella versione edimburghese delle sue poesie (quella pubblicata da William Creech nel 1787).

 

James Boswell

- Sala 7: ritratto realizzato da George Willison, olio su tela, 1765. Questo ritratto fu realizzato mentre Boswell si trovava a Roma. Il gufo in alto a sinistra potrebbe essere un simbolo di saggezza, oppure suggerire l'interesse di Boswell per i divertimenti notturni. Quando tornò in Inghilterra, fece la conoscenza di Samuel Johnson del quale divenne amico per il resto della vita, scrivendo in seguito la sua famosa biografia, Life of Samuel Johnson.

 

Allan Cunningham

- Sala 7: busto realizzato da Henry Weekes nel 1842. Dopo aver pubblicato le sue prime poesie, Cunningham si trasferì a Londra dove per sopravvivere dovette portare avanti l'attività di scalpellino, che aveva imparato in giovane età, con quella più ambita di giornalista. Divenne poi segretario dello scultore Sir Francis Chantrey, il cui principale assistente era Henry Weekes, autore del presente busto.

 

James Hogg

- Sala 7: ritratto realizzato da Sir John Watson Gordon, olio su tela, 1830. Il ritratto dello scrittore fu realizzato per Robert Cadell, un editore scozzese che, tra gli altri, aveva pubblicato alcune opere di Walter Scott. Mostra James Hogg vestito secondo la moda del tempo ma con un drappo e un bastone da pastore che richiamano le sue origini campestri.

- Sala 7: "James Hogg: The Ettrick Shepherd's House Heating or the Celebration of his Birthday" di Sir William Allan, olio su tela, 1823 (o 1825). Il dipinto mostra lo scrittore che sta festeggiando il compleanno con un gruppo di amici. James Hogg è il personaggio all'estrema sinistra, mentre accanto a lui si trova Sir Walter Scott. Tra i presenti anche il professore di filosofia morale John Wilson (al centro, mentre sta facendo un brindisi) e il pittore Alexander Nasmyth (nella posizione opposta a Wilson).

 

Ian Rankin

- Ritratto realizzato da Guy Kinder, olio su tela, 2013.

 

Walter Scott 

- Great HallBusto dello scrittore realizzato da Sir Francis Chantrey. Quando Scott ricevette il titolo di baronetto a Londra nel 1820, colse l'occasione per posare per Chantrey, scultore che all'epoca era al picco del suo successo. Il busto, completato nel 1828, fu regalato allo scrittore e ancora oggi si trova esposto nella sua casa di Abbotsford. Quella mostrata qui, invece, è una copia realizzata lo stesso anno.

- Sala 7: ritratto realizzato da Sir Henry Raeburn, olio su tela, 1822. È uno dei ritratti più famosi di Walter Scott, dipinto quando lo scrittore era all'apice del suo successo.

- Sala 7: busto di Walter Scott realizzato da Bertel Thorvaldsen negli anni 1833-34. Nel 1832 Scott incontrò a Roma lo scultore danese Thorvaldsen, il quale realizzò questa scultura conferendo un senso di stoico eroismo nella sua espressione, pur essendo lo scrittore malato e provato dalle difficili condizioni economiche a causa della bancarotta. Thorvaldsen completò il busto nel 1834, due anni dopo la morte di Scott.

- Sala 7: "John Gibson Lockhart and Charlotte Sophia Scott, Mrs Lockhart", realizzato da Robert Scott Lauder, olio su tela, dipinto dopo il 1838. John Gibson Lockhart era un famoso critico noto col nome di "Scorpione" per la sua tagliente e talvolta crudele arguzia. È stato inoltre il biografo di Walter Scott, che incontrò per la prima volta nel 1818. Due anni dopo sposò la sua figlia maggiore, Sophia, anch'essa ritratta nel quadro. Con i profitti dell'opera The Life of Sir Walter Scott, pubblicato tra il 1836 e il 1838, John Lockhart riuscì a pagare tutti i debiti che Walter Scott, già deceduto da qualche anno, aveva contratto dopo la bancarotta.

- Sala 7: "Landscape with Tourists at Loch Katrine" di John Knox, olio su tela, dipinto dopo il 1815. Questo quadro ritrae uno degli scenari del romanzo La donna del lago di Walter Scott (1810). La popolarità che ebbe quest'opera incrementò notevolmente il turismo nell'area dei Trossachs. Nel quadro si vede in lontananza l'isoletta Ellen's Isle, chiamata come l'eroina del romanzo di Scott.

- Sala 7: Walter Scott compare inoltre nel quadro "James Hogg: The Ettrick Shepherd's House Heating or the Celebration of his Birthday" realizzato da Sir William Allan.

 

Muriel Spark

Ritratto realizzato da Alexander Moffat, olio su tela, 1984.

 

Robert Louis Stevenson

- Great Hall: busto realizzato da David W. Stenvenson negli anni 1894/95.

- Ritratto realizzato dal conte Girolamo Nerli, olio su tela, 1892. Nerli era un pittore italiano di origine aristocratica che amava viaggiare e dipingere nuovi scenari. Dopo aver vissuto in Australia e in Nuova Zelanda, fece visita alle isole Samoa dove, oltre a ritrarre i volti e i paesaggi locali, non si lasciò scappare l'occasione di fare un ritratto anche al personaggio più illustre delle isole: lo scrittore Robert Louis Stevenson. In seguito Nerli fece altre versioni di quest'opera anche ad acquerello e pastello destinate alla vendita nel tentativo di risollevarsi da una precaria situazione economica.

 

 

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Aleardo Aleardi

Statua commemorativa

La statua è stata posta dal Comune di Verona il 16 ottobre 1883 come indicato nel basamento che sui quattro lati porta le seguenti iscrizioni: "Ad Aleardo Aleardi / n. 4 novembre 1812 / m. 17 luglio 1878 -- Prigione dello straniero / a Mantova e Josephstadt / mai cedendo / ebbe l'invita costanza / per la libertà -- I suoi canti / avvivarono nei giovani / l'amore d'Italia / che li trasse alla gloria / delle patrie battaglie -- Ammiratori ed amici / con largo concorso / del Comune di Verona / posero / 16 ottobre 1883".
Indirizzo: Piazza SS. Apostoli, Verona


Dante Alighieri


Berto Barbarani

Targa commemorativa sulla casa natale

La targa commemorativa riporta le prime due strofe di Quà, dove l’Adese (1900) e recita: "Quà, dove l’Adese, sensa fermarse / rompe nei ponti la so canson, / stao atento ai versi che pol negarse, / li tiro a riva, col me baston... -- Li tegno al suto, li meto al caldo / parchè i renvegna, che i ciapa fià, / li mando a spasso sul Montebaldo / che li fa degni de sta çità. -- Berto Barbarani / in questa casa nato il 5 dicembre 1872 / alla vita mortale / alla poesia immortale -- 27 gennaio 1932".
Indirizzo: via Ponte Nuovo 10, Verona

Statua commemorativa

La statua in bronzo del poeta è stata realizzata da Novello Finotti nella Fonderia O. Brustolin di Verona e si trova in piazza delle Erbe, nel lato di via Cappello.
Indirizzo: piazza delle Erbe, Verona


Francesco Petrarca


Ippolito Pindemonte

Targa commemorativa

La targa recita: "Ippolito Pindemonte poeta mesto / e gentile a' 18 novembre 1828 / finì tra queste mura la vita che / il Foscolo disse virilmente / modesta".


William Shakespeare


Giuseppe Spandri

Targa commemorativa

La targa recita: "In questa casa / nacquero e morirono / Gaetano Spandri fisico astronomo / 30 luglio 1736 - 30 settembre 1859 / ed il figlio / Giuseppe Spandri poeta filosofo / 1 ottobre 1819 - 6 maggio 1881 -- 30 settembre 1969".

 

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Nella Verona di William Shakespeare

 

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Limerick è una delle città irlandesi meno battute dai turisti, tuttavia negli ultimi anni alcune iniziative culturali stanno cercando di valorizzare il patrimonio artistico della città per renderla più interessante ai visitatori. Tra queste iniziative c'è quella del Limerick Writers' Centre, il quale ha realizzato un percorso, il "Limerick Literary Trail", per incoraggiare cittadini e turisti a scoprire il patrimonio letterario della città. Il progetto consiste nell'apporre targhe commemorative in alcuni luoghi significativi per gli scrittori legati a Limerick ed è appena agli inizi, ma destinato ad arricchirsi nel tempo.
Le prime targhe commemorative sono state dedicate agli scrittori Robert Graves, Desmond O’Grady e Frank McCourt.

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Robert Graves

La targa dedicata a Robert Graves è stata inaugurata nel luglio 2014 ed è la prima targa del progetto "Limerick Literary Trail". Indica il pub che lo scrittore frequentava quando era arruolato nei Fucilieri reali gallesi durante la Guerra di Indipendenza irlandese (1919-1921). L'iscrizione recita: "The Limerick Writers Centre -- Robert Graves / (1896-1985) / Poet and author / Frequented The Locke Bar while / stationed in Limerick during the / War of Independence (1919-1921) / serving as an officer in the / Royal Welsh Fusiliers -- Limerick Literary Trail".
Indirizzo: The Locke Bar, 3 George's Quay, Limerick


Frank McCourt

Frank McCourt, scrittore statunitense di origini irlandesi, è nato e vissuto a New York, ma ha trascorso l'infanzia a Limerick, un'esperienza narrata nel romanzo Le ceneri di Angela, che gli ha valso il Premio Pulizter nel 1997. Sebbene nell'opera siano menzionati molti luoghi che ancora sono rintracciabili nella topografia cittadina, l'aspetto di molte strade è notevolmente cambiato perché nel corso degli anni gli edifici sono stati distrutti e ricostruiti. 

The Frank McCourt Museum

Il museo dedicato all'autore delle Ceneri di Angela è attualmente allestito all'interno di quella che un tempo era la scuola Leamy, frequentata dallo stesso autore da bambino e descritta nelle pagine del suddetto romanzo autobiografico.
L'edificio in stile Tudor, con i caratteristici mattoncini rossi, le torrette e alcuni camini e sculture ornamentali, fu costruito nel 1843 grazie alla donazione del filantropo William Leamy che era morto qualche anno prima lasciando i suoi averi alla comunità affinché fosse costruita una scuola per educare i poveri. Nel 1880 era diventata una scuola cattolica per ragazzi (solo maschi) e così continuò fino al 1953 (altre fonti indicano il 1952), quando l'edificio fu acquistato dalla Crescent Clothing Company che lo impiegò per la sua produzione di vestiti da uomo fino al 1993.
Nel 2009 l'artista Una Heaton vi aprì una galleria d'arte in una stanze (lei stessa commissionò il busto dello scrittore che si trova lungo il vialetto di ingresso), avviando quella trasformazione che nell'arco di poco tempo ha portato all'apertura del Frank McCourt Museum.
La scuola venne frequentata da Frank McCourt negli anni Trenta il quale raccontò molte delle sue vicende che qui si sono svolte nel romanzo Le ceneri di Angela. 
Il museo oggi è strutturato su due piani. Al piano superiore c'è un allestimento che ricrea le ambientazioni del romanzo, nello specifico le stanze della casa dei McCourt (quella di Barrack Hill), tra cui la camera a cui i bambini danno il nome "Little Italy", facendo uso anche di alcuni oggetti impiegati nella produzione del film tratto dal romanzo, quello diretto dal regista Alan Parker nel 1999. Un'altra stanza ricrea la cucina, caratterizzata da un mobilio molto scarno e usurato, sulla cui tavola salta subito all'occhio una riproduzione della testa di porco in attesa di essere preparata per il pranzo di Natale.
Al piano terra invece si trova l'ampia classe in cui si svolgevano le lezioni. Oltre ai banchi e altri oggetti della scuola dell'epoca, si trovano numerosi cimeli appartenuti allo scrittore, alla sua famiglia e ad altri alunni che hanno frequentato la Leamy's School. In una teca si trova anche una piuma di corvo nero che è stata ritrovata in quest'aula, che a detta del custode era completamente chiusa, la mattina che Frank McCourt è deceduto nel 2009.
Nel museo è possibile acquistare una piccola mappa, disegnata dalla già menzionata Una Heaton, che conduce alla scoperta di alcuni luoghi di Limerick menzionati nel romanzo.
Indirizzo: Leamy House, Hartstonge Street, Limerick
sitoSito: http://www.frankmccourtmuseum.com/
a-pagamento Ingresso a pagamento. Intero 4 €. Ridotto 3€/2€.
orario Orari di apertura: dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 16.30. Sabato e domenica su appuntamento.

 

South's Bar - Targa commemorativa

Inaugurata il 17 luglio 2015, la targa indica il pub dove lo scrittore racconta di aver bevuto la sua prima pinta di birra e dove era solito ritornare negli anni, durante le sue ricorrenti visite a Limerick.
Questo pub è menzionato spesso anche nel romanzo Le ceneri di Angela: è frequentato da molti personaggi (tutti rigorosamente uomini) ed è qui che il padre di Frank viene letteralmente a bersi tutta la sua paga.
"Il barista del pub South si ricorda di me dalla volta che ci sono stato con il signor Hannon, Bill Galvin e zio Pa Keating, nero bianco nero. E si ricorda pure di mio padre che ci andava a bersi la paga e il sussidio cantando canzoni patriottiche e tenendo discorsi come un ribelle condannato dal banco degli imputati." fonte14x14
Indirizzo: South's Bar, Quinlan Street, Limerick

Saint Joseph's Church

Questa chiesa viene menzionata più volte nel romanzo ed è il luogo in cui Frank riceve la cresima: "Ho dieci anni e sono pronto per andare alla chiesa di San Giuseppe a fare la cresima. A scuola il maestro O'Dea ci prepara. Dobbiamo sapere tutto della grazia santificante, una perla di gran valore comprata per noi da Gesù con la sua morte."fonte14x14

Windmill Street

La prima casa in cui si stabilisce la famiglia McCourt a Limerick, dopo aver lasciato l'abitazione della madre di Angela. Qui vivono fino alla morte del fratellino di Frank, Oliver.
"Mamma dice che lei a Windmill Street non può restarci un minuto di più. Il ricordo di Oliver in quella stanza, Oliver a letto, Oliver che gioca per terra, Oliver seduto sulle ginocchia di Papà accanto al fuoco, non la fa dormire." fonte14x14
Indirizzo: Windmill Street, Limerick

Barrack Hill

Una delle case in cui ha abitato lo scrittore, nonché il Frank del romanzo, si trovava in Barrack Hill. Nonostante rimanga la caratteristica collinetta su cui sorge il quartiere, la zona ha cambiato aspetto perché da allora è stata riedificata.
"Ci trasferiamo a Roden Lane, in cima a un colle che si chiama Barrack Hill. Da un lato del vicolo ci sono sei case e dall'altro una. Le case si chiamano due su, due giù: due stanze sopra, due stanze sotto. La nostra sta in fondo e è l'ultima delle sei. Accanto c'è una baracca, il gabinetto, e poi una stalla".fonte14x14
Questa è l'abitazione nella quale vivono i McCourt per la maggior parte del tempo narrato dal romanzo: qui si svolge la famosa scena del pranzo di Natale a base di testa di maiale, e qui si trova "Little Italy", ovvero la stanza al secondo piano che è stata ribattezzata "l'Italia" perché quando piove e si allaga il piano terra, tutta la famiglia si trasferisce al secondo piano che è un po' come "fare una vacanza in Italia":
"Mamma ci dice che c'è stato un allagamento tremendo, che la pioggia è scesa giù dal vicolo e si è riversata in casa da sotto la porta. Loro hanno tentato di fermarla con gli stracci ma gli stracci si sono inzuppati e hanno fatto passare la pioggia. Come se non bastasse la cucina si è riempita di una puzza nauseabonda per via della gente che andava a svuotare i secchi. Secondo Mamma dovremmo restare al piano di sopra finché non smette di piovere. D'inverno staremo al caldo e a primavera quando vedremo che i muri o il pavimento si sono asciugati potremo riscendere di sotto. Papà dice che è come andare in vacanza all'estero in un posto caldo tipo l'Italia. Così chiameremo d'ora in avanti il piano di sopra: l'Italia.fonte14x14
La cucina e "Little Italy" sono riprodotte secondo la descrizione dello scrittore nel Frank McCourt Museum.

Little Barrington Street

Little Barrington Street, oggi come allora, è un vicolo, come dice il signor McCaffrey a Frank: "Little Barrington Street. Questo qua è un vicolo. Perché lo chiami via? Tu abiti in un vicolo, non in una via."
In questa zona, che ha mutato notevolmente aspetto dagli anni in cui vi viveva lo scrittore, sono state messe in atto una serie di iniziative volte a riqualificarla, come la tinteggiatura degli edifici con colori vivaci.
Indirizzo: Little Barrington Street, Limerick

St Vincent de Paul

L'edificio dell'associazione San Vincenzo dei Paoli che aiutava i poveri, spesso menzionata nel romanzo Le ceneri di Angela si trova accanto alla ex Leamy's School, oggi Frank McCourt museum.
"Io e Malachy accompagniamo Mamma alla San Vincenzo e ci mettiamo in fila per vedere se si riesce a rimediare qualcosa per il pranzo di Natale, magari un'oca o un prosciutto, ma il signore dice che questo Natale a Limerick sono tutti disperati. Poi le dà una tessera per la bottega della McGrath e un'altra per andare dal macellaio.fonte14x14 
Indirizzo: Hartstonge street, Limerick


Desmond O'Grady

Targa commemorativa

La targa è stata inaugurata il 24 febbraio 2015 nel luogo in cui il poeta e traduttore O'Grady iniziò a leggere le sue poesie nel circolo di lettura locale. L'iscrizione recita: "The Limerick Writers' Centre / Desmond O'Grady / (1935-2014) / Poet - Teacher - Translator / Began reading his poetry at The White House / Bar in 1954 as part of The Poetry Circle -- Plaque unveiled by / President of Ireland, / Michael D. Higgins / 24th Feb. 2015 / Limerick literary trail".
Indirizzo: The White House 52, O'Connell Street, Limerick

 

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Narrativa

Frank McCourt, Le ceneri di Angela, Milano, Adelphi

 

I luoghi di Charles Dickens

United Kingdom Londra

Casa museo

 

Targa commemorativa nella zona in cui visse

La targa indica che Dickens visse dal 1851 al 1860 in un edificio che si trovava in questo luogo. Durante questo periodo scrisse opere come Casa desolata, La piccola DorritTempi difficili, Storia di due città, e parte di Grandi speranze. Nel giardino della casa aveva fatto costruire un piccolo teatro prendendo parte agli spettacoli che vi venivano messi in scena. Durante l'allestimento di The Frozen Deep, che aveva scritto con Wilkie Collins, si innamorò di Ellen Ternan, giovane attrice che era stata ingaggiata per recitare nell'opera. Poco tempo dopo si separò dalla moglie Catherine e si trasferì a Gads Hill nel Kent.
Hans Christian Andersen fu ospite di Dickens in questa abitazione e scrisse: "Un grande giardino con un prato e alberi alti che si innalzano dietro la casa e che gli danno un'atmosfera campagnola nel mezzo dei fumi di gas e carbone di Londra".fonte14x14
La targa recita: "1851 - 60 / Charles Dickens / Novelist / lived in Tavistock / House near this / site".
Indirizzo: Tavistock Square, Londra

Targa commemorativa

Questa targa in marmo è un bassorilievo che ritrae il profilo dello scrittore e alcuni personaggi tratti dalle sue opere. L'iscrizione in alto recita: "While living in a house on this site / Charles Dickens / wrote six of his principal works, / characters from which appear / in this sculptured panel". 
I personaggi ritratti sono: nella fila in alto, Scrooge, Barnaby, Little Nell e Granddad. Nella fila in mezzo Dombey e la figlia, Mrs. Gamp; nella fila in basso, David Copperfield e Mr. Micawber. 
La targa è stata realizzata nel 1960 da Estcourt James Clack, come indica l'iscrizione nell'angolo in alto a destra.
Dickens aveva vissuto al numero 1 di Devonshire Terrace, edificio che si trovava in questa zona, tra il 1839 e il 1851. Negli anni Cinquanta del Novecento fu demolito e vi fu costruito l'attuale edificio.
Indirizzo: Ferguson House, Marylebone Road 15, Londra

Tomba nell'Abbazia di Westminster

 

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Antonio De Nino

Targa commemorativa

La targa recita: "Qui / dove sorgeva la sua piccola casa / visse / modesto e magnanimo / Antonio De Nino / che schiettamente narrò le tradizioni popolari d'Abruzzo / e dalla sua terra dischiuse testimonianze d'antica civiltà -- 1836-1907 / 18 aprile XXI e.f.".
Indirizzo: via Antonio De Nino, Sulmona


Leopoldo Dorrucci

Targa commemorativa

La targa recita: "In questa casa / nacque, visse e operò / Leopoldo Dorrucci / (1815-1888) / sacerdote, letterato e patriota / elegante traduttore / dei versi di Ovidio / a duecento anni dalla nascita / i sulmonesi posero".
Indirizzo: via Leopoldo Dorrucci, Sulmona


Gwyn Griffin

Targa commemorativa

Il romanziere inglese Gwyn Griffin scrisse molte opere ambientate nelle colonie inglesi. Dopo aver vissuto in Australia e nelle isole Canarie, si stabilì con la moglie a Introdacqua, in provincia dell'Aquila. La targa recita: "1842 / Francesco Tabassi accolse qui / Edward Lear / che per gli inglesi descrisse / l'industre costume sulmonese / 1960-1963 / tra la gente nostra scelse dimora / Gwin Griffin / romanziere illustre / 1975 / predilesse gli ospiti / Angelo Maria Scalzitti / unito a tutti / dall'amore per le lettere" (nella targa è indicato come "Gwin" ma la trascrizione corretta sarebbe "Gwyn").
Indirizzo: cortile di palazzo Tabassi, via Panfilo Mazara, Sulmona


Ovidio

Il poeta romano nacque ne 43 a.C. a Sulmona, che in epoca romana si chiamava "Sulmo", da una famiglia facoltosa. Nel quarto libro dell'opera poetica Tristia ("Tristezze"): scrive: "Sulmo mihi patria est, gelidis uberrimus undis, milia qui novies distat ab Urbe decem." ("Sulmona è la mia patria, ricchissima di acque gelide, distante nove miglia dalla città di Roma").

Statua commemorativa

Una statua in bronzo fu realizzata dallo scultore romano Ettore Ferrari e installata in piazza XX settembre nel 1925. Sul basamento in marmo sono incisi due famosi tratti dall'opera Tristia: "Sulmo mihi patria est / Pelignae dicar gloria gentis ego" ovvero "Sulmona è la mia patria / io sarò chiamato gloria della gente peligna" (i Peligni erano un antico popolo che abitava parte dell'odierno Abruzzo).
Indirizzo: piazza XX settembre, Sulmona

Monumento commemorativo

Un blocco di pietra che riporta le parole tratte dal quarto libro di Tristia dove il poeta indica la città come la sua patria, "ricchissima di acque gelide": "Sulmo mihi / patria est / gelidis / uberrimus undis -- Ovidius, Tristia IV 10 -- Ass. Naz. Alpini".
Indirizzo: Corso Ovidio, Sulmona


Angelo Maria Scalzitti

Targa commemorativa

Lo scrittore e giornalista Angelo Maria Scalzitti (1932 – 1975) , nato a Sulmona, è ricordato in questa targa affissa sul palazzo Mazzara, famiglia nobile da cui discendeva la madre.
La targa recita: "1842 / Francesco Tabassi accolse qui / Edward Lear / che per gli inglesi descrisse / l'industre costume sulmonese / 1960-1963 / tra la gente nostra scelse dimora / Gwin Griffin / romanziere illustre / 1975 / predilesse gli ospiti / Angelo Maria Scalzitti / unito a tutti / dall'amore per le lettere".
La targa ricorda inoltre che il nobile Francesco Tabassi (1795-1877) ospitò nel suo palazzo di via Mazarra il viaggiatore inglese Edward Lear.
Indirizzo: cortile di palazzo Tabassi, via Panfilo Mazara, Sulmona


Ignazio Silone

Fondazione Silone

La fondazione, trasferita a Sulmona dopo il sisma dell'Aquila nel 2009 (si trovava in via Sallustio 62), ha istituito il "Premio Internazionale Silone" per premiare le opere e i saggi incentrati sullo scrittore abruzzese.
Indirizzo: Piazza SS. Annunziata, Sulmona

I luoghi di Alda Merini

Italy Milano

Spesso soprannominata "la poetessa dei Navigli" perché qui visse gran parte della sua vita, in particolare dal 1986 alla sua morte nel 2009, nella piccola e disordinata casetta in Ripa di Porta Ticinese 47. Questo, il quartiere bohémien di Milano, ritorna costante nei suoi versi ed è parte integrante della sua vita.
Tra i luoghi della zona che più amava c'era il bar Chimera in via Cicco Simonetta, gestito da Laura Alunno, che stava aperto oltre la mezzanotte ed era frequentato anche da alcuni scrittori.

Targa commemorativa nella casa in cui ha vissuto

Sulla casa di Ripa di Porta Ticinese, accanto a un caratteristico balconcino che si affaccia sul Naviglio Grande, è stata affissa una targa commemorativa che recita: "Ad Alda Merini / nell'intimità dei misteri del mondo / Milano, 21/3/1931 - 1/11/2009". La targa è stata inaugurata l'anno dopo la sua scomparsa, nel giorno del suo compleanno, il 21 marzo 2010.
La sua eccentrica e disordinata camera da letto è stata ricostruita nell'attuale Spazio Alda Merini, in via Magolfa 32.
Indirizzo: Ripa di Porta Ticinese 47, Milano

Spazio Alda Merini

Alda Merini ha vissuto dal 1986 fino alla morte in via Ripa di Porta Ticinese 47. Dopo la sua scomparsa nel novembre del 2009, le figlie e un gruppo di amici hanno recuperato gli oggetti e il mobilio della sua abitazione per ricreare la sua stanza in un luogo che ne conservi la memoria. Lo spazio è stato inaugurato il 21 marzo 2011 nelle ex tabaccherie di via Magenta, divenute di proprietà comunale. Oggi lo Spazio Alda Merini è gestito dall'associazione La Casa delle Artiste che organizza inoltre eventi dedicati alla poetessa. Al piano terra si trova anche una caffetteria e una piccola libreria a tema.
La stanza di Alda, protetta da un vetro, è stata riallestita al primo piano dell'edificio esattamente com'era nella casa di Via Ripa di Porta Ticinese 47. Vi sono stati portati il suo tavolo, la sua macchina da scrivere, il suo amato pianoforte, il suo letto e molti oggetti personali. In particolare sono stati collocati nella stanza anche alcuni pezzi di muro, la cosidetta "parete degli angeli", originariamente posta dietro il letto della poetessa nella quale era solita segnare numeri di telefono, fare disegni, prendere appunti con un pennarello o con il rossetto.
Nel museo si trova anche l'originaria porta di via Ripa di Porta Ticinese e alcuni ritratti fotografici scattati da Giuliano Grittini.
Indirizzo: Via Magolfa 32, Milano
sito Sitohttps://spazioaldamerini.org/
gratis Ingresso gratuito.
orario Orari di apertura: Lunedì dalle 20,00 alle 23,00; martedì e mercoledì dalle 10,00 alle 13,00; da giovedì a domenica, dalle 17,00 alle 20,00.

Casa natale (andata distrutta)

Alda Merini nacque in viale Papiniano 57 il 21 marzo 1931, in una famiglia di modeste condizioni. Il padre, Nemo, era assicuratore, la madre, Emilia Painelli, era casalinga. La casa fu distrutta da una bomba durante la Seconda Guerra Mondiale, così la famiglia fu costretta a trasferirsi per un periodo in Ripa di Porta Ticinese.

Scuola "Laura Solera Mantegazza"

Dopo le elementari, Alda provò ad entrare al Liceo Manzoni, ma fallì la prova di italiano. Quindi si iscrisse alla scuola femminile di avviamento al lavoro "Laura Solera Mantegazza" che frequentò per tre anni.
Oggi l'istituto è ancora attivo: il nome ufficiale è "Fondazione Solera Mantegazza" e prepara all'avviamento professionale nel settore socio-sanitario.
Indirizzo: via Ariberto 11, Milano

Casa di Giacinto Spagnoletti

A partire dal 1947 Alda Merini inizia a frequentare la casa di Giacinto Spagnoletti, critico letterario che fu determinante per la scoperta della Merini come poetessa, la quale all'epoca non aveva ancora pubblicato niente.
La casa di Spagnoletti era frequentata inoltre da molti intellettuali dell'epoca come Giorgio Manganelli, Luciano Erba, Maria Corti, David Maria Turoldo, che furono importanti nel percorso di formazione della poetessa. I suoi esordi letterari si devono infatti proprio a Spagnoletti che la inserì con due liriche nell'Antologia della poesia italiana 1909-1949 pubblicata nel 1950.
Indirizzo: via del Torchio 16, Milano

Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio

Qui Alda Merini sposò Ettore Carniti, panettiere, il 9 agosto 1954.
Indirizzo: Alzaia Naviglio Grande 32, Milano

Tomba nel Cimitero Monumentale

 

Italy Taranto

Dopo la morte del marito nel 1983 e ormai sola, Alda decise di raggiungere a Taranto il poeta e medico Michele Pierri che aveva conosciuto quando frequentava il salotto di Giacinto Spagnoletti e con il quale era in contatto telefonico da quattro anni.
Nonostante la differenza di età (lui aveva 85 anni, lei 53) e la contrarietà dei figli di lui, i due si sposarono, anche se fu Alda a volere fortemente la cosa, riuscendo a persuadere Pierri che in un primo tempo si era opposto. Il periodo trascorso insieme fu breve ma intenso.
Bisognosa di cure psichiatriche, Alda fu ricoverata in una clinica psichiatrica di Taranto e poi tornò a Milano nel 1986 (alcune fonti indicano il 1987)fonte14x14; nel 1988, malato da tempo, Pierri morì.
Taranto è menzionata in alcune liriche della poetessa come Non vedrò mai Taranto bella nella raccolta Poesie per Charles.

Casa in cui ha vissuto

Dopo il matrimonio, Alda Merini visse con Pierri al numero 2 di via Pupino fino al 1986 (o 1987), quando tornò a Milano, in Ripa di Porta Ticinese 47.
Sull'edificio non è presente alcuna targa commemorativa.
Indirizzo: via Pupino 2, Taranto

Chiesa del SS. Crocifisso di Taranto

Alda Merini e Michele Pierri si sposarono in questa chiesa il 6 ottobre 1984.
Indirizzo: via Giuseppe de Cesare 37, Taranto

I luoghi di Robert Burns

 

Scotland Edimburgo

The Writers' Museum

Ritratto nella National Portrait Gallery of Scotland


Scotland Alloway, Ayrshire

Robert Burns' Birthplace Museum

Il museo dedicato al bardo scozzese Robert Burns è stato fondato nel 2010 grazie a un investimento di 21 milioni di sterline ed espone nella sua ricca collezione molti oggetti e manoscritti appartenuti al poeta.
L'allestimento, moderno e ben strutturato, offre un'incursione nella vita di Burns attraverso vari percorsi tematici, tra cui uno delineato seguendo le sue poesie, di cui vengono mostrati alcuni preziosi manoscritti.
Tra le poesie messe in risalto ci sono A un topo (To a mouse), Tam O’ Shanter, Un bacio appassionato (Ae fond kiss), Auld Lang Syne. Viene data un'attenzione particolare al vernacolo scozzese impiegato dal poeta che viene insegnato a poco a poco al visitatore attraverso i pannelli dell'esposizione.
Tra gli altri temi affrontati ci sono le passioni amorose del poeta, l'attenzione per la vita agreste, il rapido e perdurante successo, le cause dibattute della sua morte.
Al museo è collegato un percorso da fare a piedi per il piccolo borgo di Alloway che conduce alla scoperta degli altri luoghi legati al poeta: il Poet’s path, il Burns Cottage, l'Alloway Auld Kirk, il Burns Monument & Gardens e il Brig O’ Doon.
Indirizzo: Murdoch's Lone, Alloway, Ayrshire
sito Sitohttp://www.burnsmuseum.org.uk/
a-pagamento Ingresso a pagamento. Il biglietto comprende anche il Burns Cottage.
orario Orari di apertura: aperto tutti i giorni dalle 10 alle 17 (potrebbe chiudere nel periodo natalizio, controllare il sito web ufficiale per ulteriori informazioni)

Poet's path

Si tratta di un breve percorso che, parallelamente a Alloway Street, conduce dal Burns' Birthplace Museum nei pressi del Burns Cottage. Nel prato che costeggia il vialetto si trovano quattro sculture che rappresentano altrettante poesie del poeta:
- il topo di To a Mouse, scultura alta 2 metri e realizzata nel 2010 da Kenny Hunter;
- una scena da Tam o'Shanter;
- una volpe da On Glenriddell's Fox Breaking His Chain, una scultura intitolata "Liberty Regain’d" e realizzata nel 2011 da Kenny Hunter;
- la riproduzione di un grosso haggis (un insaccato tradizionale della cucina scozzese) dalla poesia Ode to a Haggis, ad opera di Jake Harvey.
Indirizzo: di fronte al Burns' Birthplace Museum, Alloway, Ayrshire
gratis Ingresso gratuito.

Burns Cottage

Il Burns Cottage è la casa in cui il poeta nacque nel 1759. Sono tre stanze di cui una è la stalla: gli animali vivevano accanto agli uomini perché tra le due parti vi era un legame stretto e interdipendente.
La famiglia Burnes (questo il cognome prima che il poeta lo cambiasse in "Burns") aveva a disposizione una stanza che fungeva da salotto, probabilmente dove Robert e il fratello Gilbert ricevevano le lezioni impartitite da un maestro e dove la sera il padre leggeva ad alta voce al resto della famiglia.
L'altra stanza era la cucina dove si trovava il caminetto e i letti in cui i Burnes dormivano.
Indirizzo: Alloway Street, Alloway, Ayrshire
a-pagamento Ingresso a pagamento. Il biglietto comprende anche il Burns' Birthplace Museum.

Alloway Auld Kirk

Questa antica chiesa fu costruita nel XVI secolo ed era già un rudere all'epoca in cui al piccolo Robert Burns venivano raccontate le storie di paura e mistero ambientate tra questi ruderi. Questi racconti rimasero impressi nel suo immaginario e in seguito ispirarono il poema Tam o'Shanter, i cui versi sono oggi incisi sulle pietre che circoscrivono le mura restanti della chiesa. 
Nel piccolo cimitero di fronte alla chiesa è sepolto il padre del poeta, William Burnes, il cui epitaffio è stato scritto dal figlio (la madre invece è sepolta nel cimitero della chiesa di Bolton, East Lothian). La lapide tuttavia non è quella originale perché è stata danneggiata da alcuni visitatori che ne hanno staccato pezzi da prendere come suvenir.
Indirizzo: Alloway Street, Alloway, Ayrshire
gratis Ingresso gratuito.

Burns Monument & Gardens

Il monumento dedicato al poeta fu costruito sulla riva del fiume Don, a pochi passi dalla sua casa natale. Il progetto fu affidato all'architetto scozzese Thomas Hamilton Junior e fu finanziato pubblicamente. I lavori iniziarono il 25 gennaio 1820 e si conclusero tre anni dopo: il monumento fu infatti inaugurato il 4 luglio 1823. Si tratta di un piccolo tempietto in stile greco posto sopra un piccolo edificio che custodisce una busto in marmo del poeta realizzato da Patric Park nel 1847.
Il monumento è circondato da un giardino molto curato che rinsalda ancora una volta il legame tra il poeta e la natura.
gratis Ingresso gratuito.

Brig O’ Doon

È un ponte del XV secolo sul fiume Don che è legato soprattutto all'infanzia del poeta, il quale lo menzionerà
nelle sue poesie The Banks o'Doon e Tam o'Shanter.

 

Scotland Ayr, Ayrshire

Statua commemorativa

Realizzata dallo scultore George A. Lawson nel 1891, è stata il modello per numerose altre statue installate a Melbourne, Detroit, Vancouver, Montreal e Winnipeg.
Indiririzzo: Robert Burns Square, Ayr, Ayrshire


 

Scotland Glasgow

Targa commemorativa dove si trovava il Black Bull Inn

All'angolo tra Grassford Street e Argyle Street, dove oggi si trova una targa commemorativa, esisteva dal 1785 al 1849 un albergo in cui Robert Burns aveva alloggiato in più di un'occasione, precisamente nel giugno 1787 e nel febbraio e marzo 1788, cogliendo l'occasione per scrivere da qui alcune lettere appassionate alla sua amata, Agnes McIehose, una donna sposata a cui si riferiva come "Clorinda" firmandosi a sua volta con uno pseudonimo, "Sylvander".
L'albergo, abbastanza spazioso da ospitare circa 40 ospiti e 38 cavalli, era stato fondato dalla Highland Gaelic Society ed era gestito all'eoca da tal George Durie.
Alla chiusura dell'albergo nel 1849, gli spazi vennero adibiti a magazzino, ma l'edificio fu poi demolito definitvamente nel 1858, cosicché oggi non ne rimane traccia se non questa targa che ce ne ricorda la passata esistenza.
Indirizzo: angolo tra Grassford Street e Argyle Street, Glasgow

Statua commemorativa 

Inaugurata il 25 gennaio 1877, è stata scolpita da George Edwin Ewing. I tre bassorilievi apposti sul basamento sono stati realizzati da James Alexander Ewing, fratello minore dello scultore, e illustrano tre componimenti del poeta:  The Cottar's Saturday Night, Tam O' Shanter e The Vision.
Indirizzo: George Square, Glasgow

 

United Kingdom Londra

Busto commemorativo nell'Abbazia di Westminster

 

USA New York

Statua commemorativa nel Central Park

 

 

6ème arrondissement

Le Procope

Al numero 13 di Rue de l'Ancienne-Comédie si trova il più antico caffè di Parigi. Aperto nel 1686, prende il nome dal cuoco siciliano che aprì il locale, Francesco Procopio dei Coltelli, noto in Francia come "Le Procope", al quale spesso viene attribuita l'invenzione del gelato. Tra i suoi meriti c'è senz'altro quello di aver introdotto in Francia il caffè, all'epoca bevanda di origine orientale, che rese il luogo molto popolare. Sembra che qui si ritrovassero anche Diderot e D'Alembert per parlare di quel progetto che diventerà L'Encyclopédie.
Tra i clienti "letterari" che lo hanno affollato nell'Ottocento si menzionano Victor HugoHonorè de BalzacGeorge SandAlfred de Musset, Théophile Gautier, Émile ZolaJ. K. Huysmans, Guy de Maupassant
Il 10 luglio 1894 circa duecento uomini di lettere si radunarono qui per eleggere Paul Verlaine "principe dei poeti", preferendolo a Stéphane Mallarmé (che "ereditò" il titolo alla morte di Verlaine).
Nel Novecento Le Procope ha avuto una fase di declino ed è stato chiuso per un periodo. Nel 1988 ha riaperto come ristorante; l'arredamento è stato rinnovato con molti oggetti d'epoca, soprattutto ottocenteschi, conferendogli un'atmosfera un po' kitsch. 
Indirizzo: 13 rue de l'Ancienne Comédie, Parigi
Sitohttp://www.procope.com/

 

Café Les Deux Magots

Prende il nome dalle due statuette di fattura orientale ("magot") che caratterizzavano un negozio di tessuti aperto nel 1812 al 23 di Rue de Buci e trasferitosi a questo indirizzo nel 1873. 
Il negozio era piuttosto famoso all'epoca, tanto che lo scrittore Henri Murger lo menziona in Scene di vita della Bohème (il romanzo da cui è tratta la Bohème pucciniana), le cui vetrine sono oggetto di interesse per la protagonista Mimì.
Nel 1881 i locali lasciarono il posto a un caffè che ne mantenne il nome e che divenne presto popolare tra letterati e artisti. 
Alla fine dell'Ottocento tra i clienti abituali c'erano VerlaineRimbaud e MallarméOscar Wilde vi passò alcune serate nei suoi giorni parigini, mentre James Joyce e Ernest Hemingway lo frequentavano negli anni Venti del Novecento. Nello stesso periodo è stato punto di ritrovo per i surrealisti che qui fondarono, nel 1933, il loro premio letterario "Prix des Deux Magots" come forma di dissenso per l'assegnazione del premio Goncourt a André Malraux e alla sua opera La condizione umana, ritenuta troppo accademica. 
Negli anni Quaranta Le Deux Magots è diventato il quartier generale degli esistenzialisti: qui venivano spesso Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, la quale faceva da interprete a un altro avventore, lo scrittore afroamericano Richard Wright, prima che imparasse il francese. James Baldwin, anch'esso scrittore afroamericano, non appena arrivato a Parigi nel novembre 1948, si diresse direttamente dalla Gare du Nord a questo locale per incontrare proprio Richard Wright.
Tra gli altri clienti passati da questo celebre locale sono spesso menzionati Elsa TrioletLouis AragonAndré GideJean GiraudouxPicassoFernand LégerPrévert, Albert Camus e Jean Genet
Indirizzo: 6 Place Saint-Germain-des-Prés, Parigi
Sitohttp://www.lesdeuxmagots.fr/

 

Café de Flore

Nato nel 1865, prende il nome da una piccola scultura raffigurante la dea della primavera che all'epoca si trovava sull'altro lato del boulevard. Alla fine dell'Ottocento si riunirono ai suoi tavoli alcuni scrittori decadenti come Joris-Karl Huysmans e Remy de Gourmont, ma dagli anni Novanta del secolo prese una svolta politica: qui si ritrovavano gli scrittori ultranazionalisti come Charles Maurras, Maurice Barrès e Jacques Bainville che facevano parte della "Ligue de la patrie française".
Questo locale fu particolarmente importante per Guillame Apollinaire. Nel 1912 fondò con André Salmon la rivista letteraria "Les Soirées de Paris", facendo del locale una sorta di ufficio. Nel 1917, inoltre, Apollinaire presentò qui André Breton a Philippe Soupault, un'amicizia che getterà le basi per la nascita del movimento dadaista.
Per tutti gli anni Trenta si annoverano tra i clienti abituali scrittori come André MalrauxLéon-Paul FargueRaymond Queneau, ma il locale diventa soprattutto il quartier generale della "bande à Prévert", ovvero gli amici del poeta Jacques Prévert, detti "Gruppo Ottobre".
Nel 1939 il locale viene acquisito da Paul Boubal e diventa il principale punto di ritrovo per Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir durante gli anni dell'occupazione. Qui scrissero alcune delle loro opere come Le moscheL'essere e il nulla (Sartre) e L'invitata (Beauvoir). Quando i tedeschi occuparono il pian terreno e la terrazza, i clienti francesi furono fatti accomodare al piano superiore, dove potevano trascorrere il tempo in tranquillità.
A partire dal 1994 è diventato la sede del premio letterario "Prix de Flore" che premia i giovani scrittori di lingua francese.
Indirizzo: 172 Boulevard Saint-Germain, Parigi
Sitohttp://cafedeflore.fr/

 

Café Tournon

Quando negli anni Trenta gli scrittori tedeschi e austriaci furono costretti all'esilio dai nazisti, molti si rifugiarono a Parigi e presero stanza in Rue de Tournon, iniziando a frequentare i locali della zona. Uno di loro fu Joseph Roth che, come indica una targa in 18 Rue de Tournon, visse gli ultimi anni della sua vita in un hotel a pochi passi dal Café Tournon.
Dopo la Seconda guerra mondiale, il Café Tournon divenne un luogo di ritrovo per gli espatriati anglofoni, tra cui lo scrittore scozzese Alexander Trocchi che qui fondò la rivista letteraria di avanguardia "Merlin", pubblicando autori come Beckett, Miller, Neruda, Sartre e Svevo.
Nel 1953 qui nacque anche la rivista "The Paris Review", diretta da Harold L. Humes, Peter Matthiessen, e George Plimpton. L'editore francese La Table Rotonde aveva dato loro un ufficio in Rue Garancière, ma come tutti i letterati parigini, i redattori preferivano lavorare nel caffè. Tra gli autori pubblicati ci furono Kerouac, Calvino, Moravia, Beckett e Philip Roth; famose anche le interviste agli autori, tra cui Hemingway, T.S. Eliot, Faulkner, Neruda e Nabokov. Nel 1973 la sede della rivista si spostò da Parigi a New York, dove risiede tuttora. 
Il Café Tournon è stato un punto di ritrovo anche per gli scrittori afroamericani a partire dagli anni Cinquanta, tra cui Richard WrightChester Himes e l'illustratore Ollie Harrington; mentre negli Stati Uniti dovevano sottostare a delle regole stringenti e assurde, come ad esempio il tabù delle relazioni interrazziali, a Parigi la comunità afroamericana era molto più libera. Fu così che Himes potè sposare la giornalista anglo-irlandese Lesley Packard. Quando a metà degli anni Cinquanta si diffusero dicerie su presunte spie assoldate dalla CIA, il gruppo si dissolse e dal 1958 non frequentò più il caffè.
Indirizzo: 18 Rue de Tournon, Parigi

 

Café de la Mairie

Negli anni Venti è stato uno dei posti frequentati dai surrealisti e da scrittori come Hemingway, Scott Fitzgerald, Faulkner quando vivevano nella zona circostante. Il locale si legò in modo particolare alla scrittrice americana Djuna Barnes che visse nei pressi dal 1920 al 1933 e che nel suo romanzo Bosco di notte (Nightwood) ambienta alcune scene in questo cafè.
Indirizzo: 8 Place Saint-Sulpice, Parigi

 

9ème arrondissement

Café de la Paix

Aperto nel 1872, si trova a pochi passi dalla maestosa Opéra di Parigi, costruita nello stesso anno, il cui architetto, Charles Garnier, ha curato anche gli interni del locale dove trionfa la tecnica del trompe-l'œil, molto in voga durante la Belle Époque. 
È l'unico caffè rimasto dell'epoca dei "Grand Boulevards", i viali parigini costruiti dalla fine del XVII secolo a seguito della demolizione delle mura cittadine. Tra i locali scomparsi c'era il Café de la Régence, dove Napoleone una volta si fermò a giocare a scacchi, e il Café de Chartres, un tempo quartier generale dei rivoluzionari, in seguito diventato un ristorante, Le Grand Véfour, ai cui tavoli si sono seduti NapoleoneColette e Jean Cocteau. Lungo il Boulevard des Italiens sorgevano anche il Café de ParisTortoni's, Maison DoréeCafé Riche e Café Anglais; tutta questa zona rappresentava il cuore della società parigina del XIX secolo, frequentata da nomi quali BalzacMaupassant e Flaubertfonte14x14
Come ci si può aspettare, la lista della clientela famosa al Cafè de la Paix è molto lunga: si menzionano Oscar Wilde, André GidePaul Valéry e Ernest Hemingway. In riferimento a quest'ultimo, in uno dei suoi primi racconti, Il mio vecchio, il giovane protagonista spesso si reca nel locale con in padre: "Stavamo là seduti al Café de la Paix, io e il mio vecchio, e il cameriere ci portava, in palma di mano, perché il mio vecchio beveva whisky e il whisky costava cinque franchi, e questo significava una buona mancia quando si contavano i piattini" (da E. Hemingway, I quarantanove racconti, Mondadori 2011).
Indirizzo: 5 Place de l'Opéra, Parigi
Sitohttp://www.cafedelapaix.fr/ 

 

14ème arrondissement

La Closerie des Lilas

La Closerie des Lilas era sin dal 1903 un ritrovo di letterati e ha ospitato discussioni sull'arte e sulla letteratura. Qui, ad esempio, Paul Fort inaugurò gli incontri del martedì a cui partecipavano Guillame ApollinaireAndré Salmon, Max Jacob Maurice Maeterlinck.
Molto noto è l'aneddoto legato allo scrittore francese Alfred Jarry che un giorno sparò un colpo di revolver (scarico!) contro lo specchio dietro una signorina e le disse "Ora che il ghiaccio è rotto, parliamo!" ("Maintenant que le glace est rompue, causons"), giocando sul doppiosenso del "glace" francese, che significa sia ghiaccio che specchio.
In particolar modo però, la Closerie des Lilas deve la sua fama letteraria a Ernest Hemingway che la trasformò in una sorta di ufficio: sui suoi tavolini si fermava spesso a scrivere, visto che il caffè era poco distante dalla sua casa in Rue Notre-Dame-des-Champs. Qui terminò i due racconti Grande fiume dai due cuori e Il ritorno del soldato.
Dopo il primo incontro al Dingo, che si trovava in 10 rue Delambre, Hemingway spesso si incontrava qui con Francis Scott Fitzgerald, il quale, deluso dalla tiepida accoglienza che aveva ricevuto il suo romanzo, Il grande Gatsby, chiese a Hemingway di leggerlo. In Festa mobile scrive infatti: "Se era riuscito a scrivere un libro bello come Il Grande Gatsby, ero sicuro che poteva scriverne uno anche migliore. Ma non conoscevo ancora Zelda, e quindi non conoscevo i terribili fattori che giocavano contro di lui". In altri passi di Festa mobile, Hemingway rievoca le chiacchierate con l'amico ai tavoli di questo caffè: "Mi aveva raccontato alla Closerie des Lilas che scriveva quelli che riteneva dei buoni racconti, e che davvero erano buoni racconti per il «Post», e che poi li cambiava prima di presentarli sapendo esattamente quale era il taglio da dargli per farne dei vendibili racconti da rivista".
Oggi la Closerie des Lilas ha un piccolo spazio esterno tutto circondato da piante e fiori. All'interno i tavoli sono tutti contrassegnati con delle targhette di ottone sulle quali sono incisi i nomi dei clienti famosi.
Indirizzo: 171 Boulevard du Montparnasse, Parigi
Sitohttp://www.closeriedeslilas.fr/ 

 

La Coupole

La Coupole, a pochi passi da altri celebri caffè letterari che sorgono su Place Pablo Picasso, aprì il 20 dicembre 1927.
Tra i clienti abituali c'erano Georges Simenon e la famosa cantante e ballerina Josephine Baker, con la quale lo scrittore aveva avuto una relazione, interrotta quello stesso anno perché, stando alle sue parole, non voleva diventare famoso come "Monsieur Baker". Uno dei suoi gialli con protagonista l'investigatore Maigret, La testa di un uomo (La tête d'un homme), La Coupole è uno degli scenari chiave della vicenda.
La Coupole era uno dei locali preferiti degli emigrati russi prima della rivoluzione bolscevica, tra cui Lev Trotsky e Igor Stravinsky. 
Ma il locale è passato alla storia per aver dato l'avvio alla relazione tra la scrittrice Elsa Triolet e il poeta Louis Aragon, che si incontrarono qui il 6 novembre 1928. Lei voleva conoscerlo per una serie di ragioni: amava la sua opera surrealista Il paesano di Parigi (Le Paysan de Paris), avevano le stesse idee politiche, lui era un uomo molto attraente, poco più che trentenne, e per di più scapolo. Alla fine la serata si spostò all'Hôtel Istria e da qui ebbe inizio la loro lunga vita assieme. 
Tra gli altri avventori sono menzionati Samuel BeckettGabriel García Márquez e Antonin Artaud.
Molto affezionati al posto erano inoltre Henry Miller e Anaïs Nin. Il loro amico Lawrence Durrell, autore del Quartetto di Alessandria, aveva soprannominato il loro gruppo "i tre moschettieri della Coupole". fonte14x14
Il locale fu demolito e ricostruito nel 1988 ma le colonne, dipinte in stile Art Decò dagli studenti di Matisse, Léger e Friesz, furono conservate e reinstallate. Oggi sopra la Coupole ci sono alcuni uffici, ma un tempo vi si trovava la sala da ballo sovrastata da una cupola che dava il nome al locale.
Indirizzo: 102 Boulevard du Montparnasse, Parigi
Sitohttp://www.lacoupole-paris.com/ 

 

Café du Dôme

Il Café du Dôme è stato il primo dei grandi cafè ad aprire, nel 1898. Inizialmente era frequentato da bohemién, ma l'atmosfera cambiò dopo la Prima guerra mondiale quando divenne punto di ritrovo per scrittori, artisti e giornalisti, molti dei quali americani.
Uno dei suoi primi frequentatori fu Robert McAlmon, scrittore americano non molto noto che, grazie ai soldi del ricco suocero, aveva fondato la casa editrice "Contact Editions", con la quale pubblicava anche i libri scritti di suo pugno. La sua attività non ebbe un grande successo: l'opera più famosa che dette alle stampe fu Dieci storie e dieci poesie di Hemingway (1923).
Alla fine degli anni Trenta una cliente abituale fu Simone de Beauvoir: ai tavoli del Cafè du Dôme finì di scrivere L'invitata, che è anche parzialmente ambientato qui. Dopo l'occupazione nazista della città, amareggiata dalla presenza degli ufficiali tedeschi seduti nel suo stesso caffè, la scrittrice preferì spostarsi al Café de Flore.
Indirizzo: 108 Boulevard du Montparnasse, Parigi



 

La Rotonde

Quando La Rotonde aprì nel 1904, era poco più che un locale per lavoratori. Nel 1911 Victor Libion lo acquistò e lo ampliò, creando una larga terrazza soprannominata poi "Raspail plage" e iniziando a fare concorrenza al vicino Cafè du Dome.
Diversi scrittori sono legati alla fama del locale. Hemingway, ad esempio, ne parla in un articolo scritto come corrispondente da Parigi per il "Toronto Star". Henry Miller, due anni dopo essere arrivato in Francia, dette qui un appuntamento il 2 marzo 1932 ad Anaïs Nin, della quale si era perdutamente innamorato. Si dichiarò proprio alla Rotonde e cercò di portarla nel suo albergo. 
Simone de Beauvoir, invece, era nata al piano superiore del cafè nel 1908 e aveva trascorso l'infanzia in questo palazzo, descritto in Memorie di una ragazza perbene. Nonostante il padre fosse di origine aristocratica, la famiglia non versava in buone condizioni economiche. Così quando Simone aveva 11 anni, si dovettero trasferire in un appartamento più piccolo ed economico in Rue de Rennes.
Indirizzo: 105 Boulevard du Montparnasse, Parigi
Sitohttp://www.rotondemuette.paris/

 

Le Select

Le Select è uno dei caffè letterari parigini ad aver conservato maggiormente l'aspetto originale. Quando aprì nel 1925 fu il primo locale del Quartiere Latino a rimanere aperto tutta la notte.
Tra i suoi clienti ci furono in particolare Ernest Hemingway, Henry Miller, Simone de Beauvoir
In Fiesta (The Sun Also Rises) di Hemingway, il locale fa una sua apparizione più volte perché è una delle mete preferite del giornalista Jake Barnes. Nel romanzo Quartet di Jean Rhys la fragile protagonista Marya assiste qui a una scenata tra Heidler, il suo amante, e la sua irascibile moglie, Lois. Sembra che il modello per Heidler e la moglie fossero Ford Madox Ford e la compagna Stella Bowen, mentre dietro Marya si celasse la scrittrice stessa.
Il poeta statunitense Hart Crane una sera si ubriacò, tirò pugni a un cameriere e a un poliziotto, attaccò briga con altri uomini presenti finché non fu tramortito dai colpi di risposta e fu portato nel carcere de La Santé. Gide, Cocteau e altri ammiratori si schierarono dalla parte di Crane ma non fu sufficente per farlo rilasciare. Fu l'editore dello scrittore, Harry Crosby, che stava per pubblicare la sua opera The Bridge, a pagare la cauzione per farlo uscire, imbarcandolo poi nel primo volo per New York. Crosby non vedrà la pubblicazione dell'opera di Crane, The Bridge, perché si ucciderà con la compagna a 31 anni l'anno seguente. Anche Crane si ucciderà tuffandosi da una nave e annegando nel Golfo del Messico.
Indirizzo: 99 Boulevard du Montparnasse, Parigi
Sito: http://www.leselectmontparnasse.fr/

 

Bibliografia

  • David Burke, Writers in Paris. Literary Lives in the City of Lights, New York, Paris Writers Press, 2016.
  • Noel Riley Fitch, The Grand Literary Cafés of Europe, New Holland Publishers, 2006.

 

Luoghi correlati

Scotland Edimburgo

The Scott Monument

Lo Scott Monument venne progettato da George Meikle Kemp che aveva vinto un concorso indetto nel 1836. La posizione del monumento fu però decisa soltanto nel 1840 e i lavori di costruzione iniziarono il 14 agosto dello stesso anno. Purtroppo il suo ideatore non vide mai la realizzazione dell'opera: Kemp morì nel marzo 1844 annegando nell'Union Canal di Edimburgo, dove era caduto a causa della fitta nebbia.
Il monumento fu completato alla fine del 1844, arrivando a un'altezza di quasi 68 metri. La statua di Walter Scott, realizzat da Sir John Steell, fu installata nel 1846. All'epoca era la prima statua di marmo della Scozia e fu ricavata da un blocco di marmo di Carrara. Oltre a quella dello scrittore e del suo cane, sono presenti 68 sculture distribuite nelle nicchie del monumento che ritraggono alcuni personaggi tratti delle opere di Walter Scott.
Tuttavia non tutti furono entusiasti dell'opera. Una delle critiche più famose fu quella di Charles Dickens che, giunto in città nel 1847, mostrò disappunto scrivendo: "Sembra la guglia di una chiesa gotica staccata e conficcata nel terreno". Oggi lo Scott Monument è il più grande monumento dedicato a uno scrittore.
È possibile accedere all'interno e salire i 287 scalini che portano alla cima da cui si gode una bella vista della città.
Indirizzo: East Princes Street Gardens, Edimburgo
sitoSitohttp://www.edinburghmuseums.org.uk/
a-pagamento Ingresso a pagamento: £5.
orario Orari di apertura: da aprile a settembre, da lunedì a sabato, 10-19, domenica 12-17. Da ottobre a marzo, da lunedì a sabato, 10-15, chiuso la domenica.

The Writers' Museum

Scottish National Portrait Gallery

 

Scotland Melrose

Abbotsford, casa di Walter Scott

Quando fu nominato giudice capo della contea di Selkirk (in inglese "sheriff depute"), Scott aveva bisogno di una residenza nella zona per poter raggiungere facilmente la corte. Dopo aver affittato per un periodo una casa a Ashestiel, decise di acquistare nel 1811 una modesta villa di campagna vicino al fiume Tweed, nota col nome di Newarthaugh o, tra i locali, Cartleyhole, che decise subito di rinominare "Abbotsford".
Con gli introiti delle sue prime opere Scott acquistò i terreni circostanti raggiungendo oltre i 500 ettari in pochi anni. L'edificio fu ampliato a poco a poco trasformando quello preesistente: lo scrittore fece costruire un nuovo salone di ingresso, un nuovo studio, una nuova libreria e coinvolse artigiani e professionisti, tra cui l'architetto William Atkinson. Alla sua morte, anche i discendenti continuarono a vivere nell'oramai enorme residenza aprendo alcune stanze al pubblico sin dal 1833.
Oggi è possibile visitarne alcune sale storiche tra cui lo studio in cui Scott scrisse i suoi ultimi romanzi (i primi furono scritti nelle stanze prima della ristrutturazione). In particolare lo scrittore era affezionato alla scrivania qui esposta che aveva portato con sé sin dalla casa temporanea a Ashestiel. 
Anche la libreria è di grande interesse: tutti i libri custoditi qui appartenevano allo scrittore. Alcuni gli furono donati dai familiari, altri invece erano testi su cui aveva studiato giurisprudenza e che ancora portano le sue annotazioni. 
Tra gli altri ambienti si può visitare la sala da pranzo, dove Scott morì il 21 settembre 1832, l'armeria, dove è custodito il suo equipaggiamento militare e sportivo, il soggiorno in stile cinese, con una splendida carta da parati dipinta a mano regalatagli dal cugino Hugh Scott che lavorava per la Compagnia delle Indie Orientali, la stanza delle esposizioni, studio di Scott fino al 1824 e oggi adibito a mostre temporanee.
Indirizzo: Abbotsford, Melrose, Roxburghshire
sitoSitohttp://www.scottsabbotsford.com/
a-pagamento Ingresso a pagamento. Adulti £9.60.
orario Orari di apertura: Dal 1° al 31 marzo, dalle 10 alle 16. Dal 1° aprile al 31 ottobre, dalle 10 alle 17. Dal 1° al 30 novembre, dalle 10 alle 16. Chiuso dal 1° dicembre al 28 febbraio.

 

 

 

Luoghi correlati

Scotland Edimburgo

Scottish National Portrait Gallery

 

Scotland Ettrick, Selkirk

James Hogg Exhibition

La James Hogg Exhibition è stata inaugurata nel 1994 nella Aikwood Tower e solo nel 2013 è stata trasferita nella sede attuale, vicino a Ettrickhall, dove lo scrittore nacque nel 1770 e visse fino ai quindici anni. Oltre a documenti e oggetti appartenuti allo scrittore, la mostra ricostruisce lo studio di Hogg, dove sono esposti manoscritti, un mantello a lui appartenuto, alcuni arredi dell'epoca.
Indirizzo: Ettrick School, Ettrick Valley, Selkirk
sito Sitohttp://www.jameshoggexhibition.com/
orario Orari di apertura: Aperto da giugno a settembre. Controllare sul sito gli orari giornalieri.

Tomba di James Hogg nella Ettrick Kirk

L'edificio attuale risale al 1824 ma le origini della parrocchia sono molto più antiche. La tomba di James Hogg si trova nel cimitero attorno alla chiesa.
Coordinate55.418875, -3.170810 (circa)

Obelisco commemorativo

Un obelisco commemorativo è stato eretto nel 1898 per segnare il luogo in cui si trovava il cottage dove Hogg nacque nel 1770. L'iscrizione recita: "Erected on the site of the cottage in which James Hogg the Ettrick Shepherd was born 1770 - died 1835 The Edinburgh & Border Counties Association 1898".
Indirizzo: 4 Crudens Houses, Ettrick, Selkirk (circa)
Coordinate: 55.418041, -3.165022 (circa)

 

Scotland Tibbie Shiels, Selkirk

Monumento commemorativo

Lungo la A708 diretta verso Moffat, presso Tibbie Shiels Inn, si trova un monumento che ritrae James Hogg, seduto su un masso con un bastone e un mantello da pastore, mentre guarda il paesaggio scozzese che amava. La mano destra tiene una pergamena sulla quale è scritto un suo verso: "He taught the wandering winds to sing" e sotto di essa giace accucciato il suo fedele cane.
La statua fu inaugurata il 28 giugno 1860. L'iscrizione alla base recita: "James Hogg / The Ettrick Shepherd / Born 1770 - Died 1835".  
Indirizzo: Lungo la A708, presso Tibbie Shiels Inn, Selkirk
Coordinate: 55.472512, -3.207446

 

 

Indirizzo: 1 Queen Street, Edimburgo
sito Sitohttps://www.nationalgalleries.org/visit/scottish-national-portrait-gallery 
gratis Ingresso gratuito.
orario Orari di apertura: Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 17, il giovedì fino alle 19.

 

La Scottish National Portrait Gallery è un museo che espone i ritratti di molti importanti personaggi scozzesi. È stata inaugurata nel 1889 ed è stata la prima galleria d'arte dedicata interamente al ritratto. Il nucleo originario della sua collezione proviene dal lascito di David Erskine, 11° Conte di Buchan, che aveva raccolto sul finire del diciottesimo secolo. 

L'edificio è un'imponente struttura in pietra arenaria rossa, realizzata in stile neo gotico dall'architetto Sir Robert Roward Anderson. La sala di ingresso, detta "Great Hall", ospita numerose sculture, tra le quali torreggia al centro quella scolpita da John Flaxman che ritrae il poeta Robert Burns. Nel fregio posto sotto la balaustra del primo piano sono ritratte tutte le principali figure della storia scozzese in ordine cronologico, disposte in processione. Oltre ai vari monarchi della casa Stuart, ai filosofi David Hume e Adam Smith, al leggendario Robert the Bruce, ci sono anche il poeta Robert Burns, il romanziere Walter Scott e James Boswell, noto per la sua biografia di Samuel Johnson.  L'artista che ha realizzato l'affresco è William Hole, lo stesso che ha anche decorato le pareti del corridoio ("The Ambulatory") al primo piano, dove sono raffigurate alcune scene della storia scozzese.

I ritratti e le sculture raffiguranti degli scrittori scozzesi si concentrano al secondo piano, in particolare nella galleria n° 7, "The Age of Improvement".

 

Robert Burns

- Great Hall: statua in marmo realizzata da John Flaxman nel 1824. Inizialmente fu posta nel Burns Monument a Calton Hill ma in seguito fu portata in questo museo per conservarla meglio.

- Sala 7ritratto realizzato da Alexander Nasmyth, olio su tela, 1787. Il pittore, amico di Burns, decise di ritrarlo in un'atmosfera rurale che richiamasse la sua provenienza dalla campestre regione di Ayrshire. Da questo ritratto fu inoltre tratta un'incisione che fu poi riprodotta nella versione edimburghese delle sue poesie (quella pubblicata da William Creech nel 1787).

 

James Boswell

- Sala 7: ritratto realizzato da George Willison, olio su tela, 1765. Questo ritratto fu realizzato mentre Boswell si trovava a Roma. Il gufo in alto a sinistra potrebbe essere un simbolo di saggezza, oppure suggerire l'interesse di Boswell per i divertimenti notturni. Quando tornò in Inghilterra, fece la conoscenza di Samuel Johnson del quale divenne amico per il resto della vita, scrivendo in seguito la sua famosa biografia, Life of Samuel Johnson.

 

Allan Cunningham

- Sala 7: busto realizzato da Henry Weekes nel 1842. Dopo aver pubblicato le sue prime poesie, Cunningham si trasferì a Londra dove per sopravvivere dovette portare avanti l'attività di scalpellino, che aveva imparato in giovane età, con quella più ambita di giornalista. Divenne poi segretario dello scultore Sir Francis Chantrey, il cui principale assistente era Henry Weekes, autore del presente busto.

 

James Hogg

- Sala 7: ritratto realizzato da Sir John Watson Gordon, olio su tela, 1830. Il ritratto dello scrittore fu realizzato per Robert Cadell, un editore scozzese che, tra gli altri, aveva pubblicato alcune opere di Walter Scott. Mostra James Hogg vestito secondo la moda del tempo ma con un drappo e un bastone da pastore che richiamano le sue origini campestri.

- Sala 7: "James Hogg: The Ettrick Shepherd's House Heating or the Celebration of his Birthday" di Sir William Allan, olio su tela, 1823 (o 1825). Il dipinto mostra lo scrittore che sta festeggiando il compleanno con un gruppo di amici. James Hogg è il personaggio all'estrema sinistra, mentre accanto a lui si trova Sir Walter Scott. Tra i presenti anche il professore di filosofia morale John Wilson (al centro, mentre sta facendo un brindisi) e il pittore Alexander Nasmyth (nella posizione opposta a Wilson).

 

Ian Rankin

- Ritratto realizzato da Guy Kinder, olio su tela, 2013.

 

Walter Scott 

- Great HallBusto dello scrittore realizzato da Sir Francis Chantrey. Quando Scott ricevette il titolo di baronetto a Londra nel 1820, colse l'occasione per posare per Chantrey, scultore che all'epoca era al picco del suo successo. Il busto, completato nel 1828, fu regalato allo scrittore e ancora oggi si trova esposto nella sua casa di Abbotsford. Quella mostrata qui, invece, è una copia realizzata lo stesso anno.

- Sala 7: ritratto realizzato da Sir Henry Raeburn, olio su tela, 1822. È uno dei ritratti più famosi di Walter Scott, dipinto quando lo scrittore era all'apice del suo successo.

- Sala 7: busto di Walter Scott realizzato da Bertel Thorvaldsen negli anni 1833-34. Nel 1832 Scott incontrò a Roma lo scultore danese Thorvaldsen, il quale realizzò questa scultura conferendo un senso di stoico eroismo nella sua espressione, pur essendo lo scrittore malato e provato dalle difficili condizioni economiche a causa della bancarotta. Thorvaldsen completò il busto nel 1834, due anni dopo la morte di Scott.

- Sala 7: "John Gibson Lockhart and Charlotte Sophia Scott, Mrs Lockhart", realizzato da Robert Scott Lauder, olio su tela, dipinto dopo il 1838. John Gibson Lockhart era un famoso critico noto col nome di "Scorpione" per la sua tagliente e talvolta crudele arguzia. È stato inoltre il biografo di Walter Scott, che incontrò per la prima volta nel 1818. Due anni dopo sposò la sua figlia maggiore, Sophia, anch'essa ritratta nel quadro. Con i profitti dell'opera The Life of Sir Walter Scott, pubblicato tra il 1836 e il 1838, John Lockhart riuscì a pagare tutti i debiti che Walter Scott, già deceduto da qualche anno, aveva contratto dopo la bancarotta.

- Sala 7: "Landscape with Tourists at Loch Katrine" di John Knox, olio su tela, dipinto dopo il 1815. Questo quadro ritrae uno degli scenari del romanzo La donna del lago di Walter Scott (1810). La popolarità che ebbe quest'opera incrementò notevolmente il turismo nell'area dei Trossachs. Nel quadro si vede in lontananza l'isoletta Ellen's Isle, chiamata come l'eroina del romanzo di Scott.

- Sala 7: Walter Scott compare inoltre nel quadro "James Hogg: The Ettrick Shepherd's House Heating or the Celebration of his Birthday" realizzato da Sir William Allan.

 

Muriel Spark

Ritratto realizzato da Alexander Moffat, olio su tela, 1984.

 

Robert Louis Stevenson

- Great Hall: busto realizzato da David W. Stenvenson negli anni 1894/95.

- Ritratto realizzato dal conte Girolamo Nerli, olio su tela, 1892. Nerli era un pittore italiano di origine aristocratica che amava viaggiare e dipingere nuovi scenari. Dopo aver vissuto in Australia e in Nuova Zelanda, fece visita alle isole Samoa dove, oltre a ritrarre i volti e i paesaggi locali, non si lasciò scappare l'occasione di fare un ritratto anche al personaggio più illustre delle isole: lo scrittore Robert Louis Stevenson. In seguito Nerli fece altre versioni di quest'opera anche ad acquerello e pastello destinate alla vendita nel tentativo di risollevarsi da una precaria situazione economica.

 

 

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Aleardo Aleardi

Statua commemorativa

La statua è stata posta dal Comune di Verona il 16 ottobre 1883 come indicato nel basamento che sui quattro lati porta le seguenti iscrizioni: "Ad Aleardo Aleardi / n. 4 novembre 1812 / m. 17 luglio 1878 -- Prigione dello straniero / a Mantova e Josephstadt / mai cedendo / ebbe l'invita costanza / per la libertà -- I suoi canti / avvivarono nei giovani / l'amore d'Italia / che li trasse alla gloria / delle patrie battaglie -- Ammiratori ed amici / con largo concorso / del Comune di Verona / posero / 16 ottobre 1883".
Indirizzo: Piazza SS. Apostoli, Verona


Dante Alighieri


Berto Barbarani

Targa commemorativa sulla casa natale

La targa commemorativa riporta le prime due strofe di Quà, dove l’Adese (1900) e recita: "Quà, dove l’Adese, sensa fermarse / rompe nei ponti la so canson, / stao atento ai versi che pol negarse, / li tiro a riva, col me baston... -- Li tegno al suto, li meto al caldo / parchè i renvegna, che i ciapa fià, / li mando a spasso sul Montebaldo / che li fa degni de sta çità. -- Berto Barbarani / in questa casa nato il 5 dicembre 1872 / alla vita mortale / alla poesia immortale -- 27 gennaio 1932".
Indirizzo: via Ponte Nuovo 10, Verona

Statua commemorativa

La statua in bronzo del poeta è stata realizzata da Novello Finotti nella Fonderia O. Brustolin di Verona e si trova in piazza delle Erbe, nel lato di via Cappello.
Indirizzo: piazza delle Erbe, Verona


Francesco Petrarca


Ippolito Pindemonte

Targa commemorativa

La targa recita: "Ippolito Pindemonte poeta mesto / e gentile a' 18 novembre 1828 / finì tra queste mura la vita che / il Foscolo disse virilmente / modesta".


William Shakespeare


Giuseppe Spandri

Targa commemorativa

La targa recita: "In questa casa / nacquero e morirono / Gaetano Spandri fisico astronomo / 30 luglio 1736 - 30 settembre 1859 / ed il figlio / Giuseppe Spandri poeta filosofo / 1 ottobre 1819 - 6 maggio 1881 -- 30 settembre 1969".

 

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Nella Verona di William Shakespeare

 

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Limerick è una delle città irlandesi meno battute dai turisti, tuttavia negli ultimi anni alcune iniziative culturali stanno cercando di valorizzare il patrimonio artistico della città per renderla più interessante ai visitatori. Tra queste iniziative c'è quella del Limerick Writers' Centre, il quale ha realizzato un percorso, il "Limerick Literary Trail", per incoraggiare cittadini e turisti a scoprire il patrimonio letterario della città. Il progetto consiste nell'apporre targhe commemorative in alcuni luoghi significativi per gli scrittori legati a Limerick ed è appena agli inizi, ma destinato ad arricchirsi nel tempo.
Le prime targhe commemorative sono state dedicate agli scrittori Robert Graves, Desmond O’Grady e Frank McCourt.

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Robert Graves

La targa dedicata a Robert Graves è stata inaugurata nel luglio 2014 ed è la prima targa del progetto "Limerick Literary Trail". Indica il pub che lo scrittore frequentava quando era arruolato nei Fucilieri reali gallesi durante la Guerra di Indipendenza irlandese (1919-1921). L'iscrizione recita: "The Limerick Writers Centre -- Robert Graves / (1896-1985) / Poet and author / Frequented The Locke Bar while / stationed in Limerick during the / War of Independence (1919-1921) / serving as an officer in the / Royal Welsh Fusiliers -- Limerick Literary Trail".
Indirizzo: The Locke Bar, 3 George's Quay, Limerick


Frank McCourt

Frank McCourt, scrittore statunitense di origini irlandesi, è nato e vissuto a New York, ma ha trascorso l'infanzia a Limerick, un'esperienza narrata nel romanzo Le ceneri di Angela, che gli ha valso il Premio Pulizter nel 1997. Sebbene nell'opera siano menzionati molti luoghi che ancora sono rintracciabili nella topografia cittadina, l'aspetto di molte strade è notevolmente cambiato perché nel corso degli anni gli edifici sono stati distrutti e ricostruiti. 

The Frank McCourt Museum

Il museo dedicato all'autore delle Ceneri di Angela è attualmente allestito all'interno di quella che un tempo era la scuola Leamy, frequentata dallo stesso autore da bambino e descritta nelle pagine del suddetto romanzo autobiografico.
L'edificio in stile Tudor, con i caratteristici mattoncini rossi, le torrette e alcuni camini e sculture ornamentali, fu costruito nel 1843 grazie alla donazione del filantropo William Leamy che era morto qualche anno prima lasciando i suoi averi alla comunità affinché fosse costruita una scuola per educare i poveri. Nel 1880 era diventata una scuola cattolica per ragazzi (solo maschi) e così continuò fino al 1953 (altre fonti indicano il 1952), quando l'edificio fu acquistato dalla Crescent Clothing Company che lo impiegò per la sua produzione di vestiti da uomo fino al 1993.
Nel 2009 l'artista Una Heaton vi aprì una galleria d'arte in una stanze (lei stessa commissionò il busto dello scrittore che si trova lungo il vialetto di ingresso), avviando quella trasformazione che nell'arco di poco tempo ha portato all'apertura del Frank McCourt Museum.
La scuola venne frequentata da Frank McCourt negli anni Trenta il quale raccontò molte delle sue vicende che qui si sono svolte nel romanzo Le ceneri di Angela. 
Il museo oggi è strutturato su due piani. Al piano superiore c'è un allestimento che ricrea le ambientazioni del romanzo, nello specifico le stanze della casa dei McCourt (quella di Barrack Hill), tra cui la camera a cui i bambini danno il nome "Little Italy", facendo uso anche di alcuni oggetti impiegati nella produzione del film tratto dal romanzo, quello diretto dal regista Alan Parker nel 1999. Un'altra stanza ricrea la cucina, caratterizzata da un mobilio molto scarno e usurato, sulla cui tavola salta subito all'occhio una riproduzione della testa di porco in attesa di essere preparata per il pranzo di Natale.
Al piano terra invece si trova l'ampia classe in cui si svolgevano le lezioni. Oltre ai banchi e altri oggetti della scuola dell'epoca, si trovano numerosi cimeli appartenuti allo scrittore, alla sua famiglia e ad altri alunni che hanno frequentato la Leamy's School. In una teca si trova anche una piuma di corvo nero che è stata ritrovata in quest'aula, che a detta del custode era completamente chiusa, la mattina che Frank McCourt è deceduto nel 2009.
Nel museo è possibile acquistare una piccola mappa, disegnata dalla già menzionata Una Heaton, che conduce alla scoperta di alcuni luoghi di Limerick menzionati nel romanzo.
Indirizzo: Leamy House, Hartstonge Street, Limerick
sitoSito: http://www.frankmccourtmuseum.com/
a-pagamento Ingresso a pagamento. Intero 4 €. Ridotto 3€/2€.
orario Orari di apertura: dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 16.30. Sabato e domenica su appuntamento.

 

South's Bar - Targa commemorativa

Inaugurata il 17 luglio 2015, la targa indica il pub dove lo scrittore racconta di aver bevuto la sua prima pinta di birra e dove era solito ritornare negli anni, durante le sue ricorrenti visite a Limerick.
Questo pub è menzionato spesso anche nel romanzo Le ceneri di Angela: è frequentato da molti personaggi (tutti rigorosamente uomini) ed è qui che il padre di Frank viene letteralmente a bersi tutta la sua paga.
"Il barista del pub South si ricorda di me dalla volta che ci sono stato con il signor Hannon, Bill Galvin e zio Pa Keating, nero bianco nero. E si ricorda pure di mio padre che ci andava a bersi la paga e il sussidio cantando canzoni patriottiche e tenendo discorsi come un ribelle condannato dal banco degli imputati." fonte14x14
Indirizzo: South's Bar, Quinlan Street, Limerick

Saint Joseph's Church

Questa chiesa viene menzionata più volte nel romanzo ed è il luogo in cui Frank riceve la cresima: "Ho dieci anni e sono pronto per andare alla chiesa di San Giuseppe a fare la cresima. A scuola il maestro O'Dea ci prepara. Dobbiamo sapere tutto della grazia santificante, una perla di gran valore comprata per noi da Gesù con la sua morte."fonte14x14

Windmill Street

La prima casa in cui si stabilisce la famiglia McCourt a Limerick, dopo aver lasciato l'abitazione della madre di Angela. Qui vivono fino alla morte del fratellino di Frank, Oliver.
"Mamma dice che lei a Windmill Street non può restarci un minuto di più. Il ricordo di Oliver in quella stanza, Oliver a letto, Oliver che gioca per terra, Oliver seduto sulle ginocchia di Papà accanto al fuoco, non la fa dormire." fonte14x14
Indirizzo: Windmill Street, Limerick

Barrack Hill

Una delle case in cui ha abitato lo scrittore, nonché il Frank del romanzo, si trovava in Barrack Hill. Nonostante rimanga la caratteristica collinetta su cui sorge il quartiere, la zona ha cambiato aspetto perché da allora è stata riedificata.
"Ci trasferiamo a Roden Lane, in cima a un colle che si chiama Barrack Hill. Da un lato del vicolo ci sono sei case e dall'altro una. Le case si chiamano due su, due giù: due stanze sopra, due stanze sotto. La nostra sta in fondo e è l'ultima delle sei. Accanto c'è una baracca, il gabinetto, e poi una stalla".fonte14x14
Questa è l'abitazione nella quale vivono i McCourt per la maggior parte del tempo narrato dal romanzo: qui si svolge la famosa scena del pranzo di Natale a base di testa di maiale, e qui si trova "Little Italy", ovvero la stanza al secondo piano che è stata ribattezzata "l'Italia" perché quando piove e si allaga il piano terra, tutta la famiglia si trasferisce al secondo piano che è un po' come "fare una vacanza in Italia":
"Mamma ci dice che c'è stato un allagamento tremendo, che la pioggia è scesa giù dal vicolo e si è riversata in casa da sotto la porta. Loro hanno tentato di fermarla con gli stracci ma gli stracci si sono inzuppati e hanno fatto passare la pioggia. Come se non bastasse la cucina si è riempita di una puzza nauseabonda per via della gente che andava a svuotare i secchi. Secondo Mamma dovremmo restare al piano di sopra finché non smette di piovere. D'inverno staremo al caldo e a primavera quando vedremo che i muri o il pavimento si sono asciugati potremo riscendere di sotto. Papà dice che è come andare in vacanza all'estero in un posto caldo tipo l'Italia. Così chiameremo d'ora in avanti il piano di sopra: l'Italia.fonte14x14
La cucina e "Little Italy" sono riprodotte secondo la descrizione dello scrittore nel Frank McCourt Museum.

Little Barrington Street

Little Barrington Street, oggi come allora, è un vicolo, come dice il signor McCaffrey a Frank: "Little Barrington Street. Questo qua è un vicolo. Perché lo chiami via? Tu abiti in un vicolo, non in una via."
In questa zona, che ha mutato notevolmente aspetto dagli anni in cui vi viveva lo scrittore, sono state messe in atto una serie di iniziative volte a riqualificarla, come la tinteggiatura degli edifici con colori vivaci.
Indirizzo: Little Barrington Street, Limerick

St Vincent de Paul

L'edificio dell'associazione San Vincenzo dei Paoli che aiutava i poveri, spesso menzionata nel romanzo Le ceneri di Angela si trova accanto alla ex Leamy's School, oggi Frank McCourt museum.
"Io e Malachy accompagniamo Mamma alla San Vincenzo e ci mettiamo in fila per vedere se si riesce a rimediare qualcosa per il pranzo di Natale, magari un'oca o un prosciutto, ma il signore dice che questo Natale a Limerick sono tutti disperati. Poi le dà una tessera per la bottega della McGrath e un'altra per andare dal macellaio.fonte14x14 
Indirizzo: Hartstonge street, Limerick


Desmond O'Grady

Targa commemorativa

La targa è stata inaugurata il 24 febbraio 2015 nel luogo in cui il poeta e traduttore O'Grady iniziò a leggere le sue poesie nel circolo di lettura locale. L'iscrizione recita: "The Limerick Writers' Centre / Desmond O'Grady / (1935-2014) / Poet - Teacher - Translator / Began reading his poetry at The White House / Bar in 1954 as part of The Poetry Circle -- Plaque unveiled by / President of Ireland, / Michael D. Higgins / 24th Feb. 2015 / Limerick literary trail".
Indirizzo: The White House 52, O'Connell Street, Limerick

 

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Frank McCourt e Le ceneri di Angela: un itinerario a Limerick

 

 

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Narrativa

Frank McCourt, Le ceneri di Angela, Milano, Adelphi

 

I luoghi di Charles Dickens

United Kingdom Londra

Casa museo

 

Targa commemorativa nella zona in cui visse

La targa indica che Dickens visse dal 1851 al 1860 in un edificio che si trovava in questo luogo. Durante questo periodo scrisse opere come Casa desolata, La piccola DorritTempi difficili, Storia di due città, e parte di Grandi speranze. Nel giardino della casa aveva fatto costruire un piccolo teatro prendendo parte agli spettacoli che vi venivano messi in scena. Durante l'allestimento di The Frozen Deep, che aveva scritto con Wilkie Collins, si innamorò di Ellen Ternan, giovane attrice che era stata ingaggiata per recitare nell'opera. Poco tempo dopo si separò dalla moglie Catherine e si trasferì a Gads Hill nel Kent.
Hans Christian Andersen fu ospite di Dickens in questa abitazione e scrisse: "Un grande giardino con un prato e alberi alti che si innalzano dietro la casa e che gli danno un'atmosfera campagnola nel mezzo dei fumi di gas e carbone di Londra".fonte14x14
La targa recita: "1851 - 60 / Charles Dickens / Novelist / lived in Tavistock / House near this / site".
Indirizzo: Tavistock Square, Londra

Targa commemorativa

Questa targa in marmo è un bassorilievo che ritrae il profilo dello scrittore e alcuni personaggi tratti dalle sue opere. L'iscrizione in alto recita: "While living in a house on this site / Charles Dickens / wrote six of his principal works, / characters from which appear / in this sculptured panel". 
I personaggi ritratti sono: nella fila in alto, Scrooge, Barnaby, Little Nell e Granddad. Nella fila in mezzo Dombey e la figlia, Mrs. Gamp; nella fila in basso, David Copperfield e Mr. Micawber. 
La targa è stata realizzata nel 1960 da Estcourt James Clack, come indica l'iscrizione nell'angolo in alto a destra.
Dickens aveva vissuto al numero 1 di Devonshire Terrace, edificio che si trovava in questa zona, tra il 1839 e il 1851. Negli anni Cinquanta del Novecento fu demolito e vi fu costruito l'attuale edificio.
Indirizzo: Ferguson House, Marylebone Road 15, Londra

Tomba nell'Abbazia di Westminster

 

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Antonio De Nino

Targa commemorativa

La targa recita: "Qui / dove sorgeva la sua piccola casa / visse / modesto e magnanimo / Antonio De Nino / che schiettamente narrò le tradizioni popolari d'Abruzzo / e dalla sua terra dischiuse testimonianze d'antica civiltà -- 1836-1907 / 18 aprile XXI e.f.".
Indirizzo: via Antonio De Nino, Sulmona


Leopoldo Dorrucci

Targa commemorativa

La targa recita: "In questa casa / nacque, visse e operò / Leopoldo Dorrucci / (1815-1888) / sacerdote, letterato e patriota / elegante traduttore / dei versi di Ovidio / a duecento anni dalla nascita / i sulmonesi posero".
Indirizzo: via Leopoldo Dorrucci, Sulmona


Gwyn Griffin

Targa commemorativa

Il romanziere inglese Gwyn Griffin scrisse molte opere ambientate nelle colonie inglesi. Dopo aver vissuto in Australia e nelle isole Canarie, si stabilì con la moglie a Introdacqua, in provincia dell'Aquila. La targa recita: "1842 / Francesco Tabassi accolse qui / Edward Lear / che per gli inglesi descrisse / l'industre costume sulmonese / 1960-1963 / tra la gente nostra scelse dimora / Gwin Griffin / romanziere illustre / 1975 / predilesse gli ospiti / Angelo Maria Scalzitti / unito a tutti / dall'amore per le lettere" (nella targa è indicato come "Gwin" ma la trascrizione corretta sarebbe "Gwyn").
Indirizzo: cortile di palazzo Tabassi, via Panfilo Mazara, Sulmona


Ovidio

Il poeta romano nacque ne 43 a.C. a Sulmona, che in epoca romana si chiamava "Sulmo", da una famiglia facoltosa. Nel quarto libro dell'opera poetica Tristia ("Tristezze"): scrive: "Sulmo mihi patria est, gelidis uberrimus undis, milia qui novies distat ab Urbe decem." ("Sulmona è la mia patria, ricchissima di acque gelide, distante nove miglia dalla città di Roma").

Statua commemorativa

Una statua in bronzo fu realizzata dallo scultore romano Ettore Ferrari e installata in piazza XX settembre nel 1925. Sul basamento in marmo sono incisi due famosi tratti dall'opera Tristia: "Sulmo mihi patria est / Pelignae dicar gloria gentis ego" ovvero "Sulmona è la mia patria / io sarò chiamato gloria della gente peligna" (i Peligni erano un antico popolo che abitava parte dell'odierno Abruzzo).
Indirizzo: piazza XX settembre, Sulmona

Monumento commemorativo

Un blocco di pietra che riporta le parole tratte dal quarto libro di Tristia dove il poeta indica la città come la sua patria, "ricchissima di acque gelide": "Sulmo mihi / patria est / gelidis / uberrimus undis -- Ovidius, Tristia IV 10 -- Ass. Naz. Alpini".
Indirizzo: Corso Ovidio, Sulmona


Angelo Maria Scalzitti

Targa commemorativa

Lo scrittore e giornalista Angelo Maria Scalzitti (1932 – 1975) , nato a Sulmona, è ricordato in questa targa affissa sul palazzo Mazzara, famiglia nobile da cui discendeva la madre.
La targa recita: "1842 / Francesco Tabassi accolse qui / Edward Lear / che per gli inglesi descrisse / l'industre costume sulmonese / 1960-1963 / tra la gente nostra scelse dimora / Gwin Griffin / romanziere illustre / 1975 / predilesse gli ospiti / Angelo Maria Scalzitti / unito a tutti / dall'amore per le lettere".
La targa ricorda inoltre che il nobile Francesco Tabassi (1795-1877) ospitò nel suo palazzo di via Mazarra il viaggiatore inglese Edward Lear.
Indirizzo: cortile di palazzo Tabassi, via Panfilo Mazara, Sulmona


Ignazio Silone

Fondazione Silone

La fondazione, trasferita a Sulmona dopo il sisma dell'Aquila nel 2009 (si trovava in via Sallustio 62), ha istituito il "Premio Internazionale Silone" per premiare le opere e i saggi incentrati sullo scrittore abruzzese.
Indirizzo: Piazza SS. Annunziata, Sulmona

I luoghi di Alda Merini

Italy Milano

Spesso soprannominata "la poetessa dei Navigli" perché qui visse gran parte della sua vita, in particolare dal 1986 alla sua morte nel 2009, nella piccola e disordinata casetta in Ripa di Porta Ticinese 47. Questo, il quartiere bohémien di Milano, ritorna costante nei suoi versi ed è parte integrante della sua vita.
Tra i luoghi della zona che più amava c'era il bar Chimera in via Cicco Simonetta, gestito da Laura Alunno, che stava aperto oltre la mezzanotte ed era frequentato anche da alcuni scrittori.

Targa commemorativa nella casa in cui ha vissuto

Sulla casa di Ripa di Porta Ticinese, accanto a un caratteristico balconcino che si affaccia sul Naviglio Grande, è stata affissa una targa commemorativa che recita: "Ad Alda Merini / nell'intimità dei misteri del mondo / Milano, 21/3/1931 - 1/11/2009". La targa è stata inaugurata l'anno dopo la sua scomparsa, nel giorno del suo compleanno, il 21 marzo 2010.
La sua eccentrica e disordinata camera da letto è stata ricostruita nell'attuale Spazio Alda Merini, in via Magolfa 32.
Indirizzo: Ripa di Porta Ticinese 47, Milano

Spazio Alda Merini

Alda Merini ha vissuto dal 1986 fino alla morte in via Ripa di Porta Ticinese 47. Dopo la sua scomparsa nel novembre del 2009, le figlie e un gruppo di amici hanno recuperato gli oggetti e il mobilio della sua abitazione per ricreare la sua stanza in un luogo che ne conservi la memoria. Lo spazio è stato inaugurato il 21 marzo 2011 nelle ex tabaccherie di via Magenta, divenute di proprietà comunale. Oggi lo Spazio Alda Merini è gestito dall'associazione La Casa delle Artiste che organizza inoltre eventi dedicati alla poetessa. Al piano terra si trova anche una caffetteria e una piccola libreria a tema.
La stanza di Alda, protetta da un vetro, è stata riallestita al primo piano dell'edificio esattamente com'era nella casa di Via Ripa di Porta Ticinese 47. Vi sono stati portati il suo tavolo, la sua macchina da scrivere, il suo amato pianoforte, il suo letto e molti oggetti personali. In particolare sono stati collocati nella stanza anche alcuni pezzi di muro, la cosidetta "parete degli angeli", originariamente posta dietro il letto della poetessa nella quale era solita segnare numeri di telefono, fare disegni, prendere appunti con un pennarello o con il rossetto.
Nel museo si trova anche l'originaria porta di via Ripa di Porta Ticinese e alcuni ritratti fotografici scattati da Giuliano Grittini.
Indirizzo: Via Magolfa 32, Milano
sito Sitohttps://spazioaldamerini.org/
gratis Ingresso gratuito.
orario Orari di apertura: Lunedì dalle 20,00 alle 23,00; martedì e mercoledì dalle 10,00 alle 13,00; da giovedì a domenica, dalle 17,00 alle 20,00.

Casa natale (andata distrutta)

Alda Merini nacque in viale Papiniano 57 il 21 marzo 1931, in una famiglia di modeste condizioni. Il padre, Nemo, era assicuratore, la madre, Emilia Painelli, era casalinga. La casa fu distrutta da una bomba durante la Seconda Guerra Mondiale, così la famiglia fu costretta a trasferirsi per un periodo in Ripa di Porta Ticinese.

Scuola "Laura Solera Mantegazza"

Dopo le elementari, Alda provò ad entrare al Liceo Manzoni, ma fallì la prova di italiano. Quindi si iscrisse alla scuola femminile di avviamento al lavoro "Laura Solera Mantegazza" che frequentò per tre anni.
Oggi l'istituto è ancora attivo: il nome ufficiale è "Fondazione Solera Mantegazza" e prepara all'avviamento professionale nel settore socio-sanitario.
Indirizzo: via Ariberto 11, Milano

Casa di Giacinto Spagnoletti

A partire dal 1947 Alda Merini inizia a frequentare la casa di Giacinto Spagnoletti, critico letterario che fu determinante per la scoperta della Merini come poetessa, la quale all'epoca non aveva ancora pubblicato niente.
La casa di Spagnoletti era frequentata inoltre da molti intellettuali dell'epoca come Giorgio Manganelli, Luciano Erba, Maria Corti, David Maria Turoldo, che furono importanti nel percorso di formazione della poetessa. I suoi esordi letterari si devono infatti proprio a Spagnoletti che la inserì con due liriche nell'Antologia della poesia italiana 1909-1949 pubblicata nel 1950.
Indirizzo: via del Torchio 16, Milano

Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio

Qui Alda Merini sposò Ettore Carniti, panettiere, il 9 agosto 1954.
Indirizzo: Alzaia Naviglio Grande 32, Milano

Tomba nel Cimitero Monumentale

 

Italy Taranto

Dopo la morte del marito nel 1983 e ormai sola, Alda decise di raggiungere a Taranto il poeta e medico Michele Pierri che aveva conosciuto quando frequentava il salotto di Giacinto Spagnoletti e con il quale era in contatto telefonico da quattro anni.
Nonostante la differenza di età (lui aveva 85 anni, lei 53) e la contrarietà dei figli di lui, i due si sposarono, anche se fu Alda a volere fortemente la cosa, riuscendo a persuadere Pierri che in un primo tempo si era opposto. Il periodo trascorso insieme fu breve ma intenso.
Bisognosa di cure psichiatriche, Alda fu ricoverata in una clinica psichiatrica di Taranto e poi tornò a Milano nel 1986 (alcune fonti indicano il 1987)fonte14x14; nel 1988, malato da tempo, Pierri morì.
Taranto è menzionata in alcune liriche della poetessa come Non vedrò mai Taranto bella nella raccolta Poesie per Charles.

Casa in cui ha vissuto

Dopo il matrimonio, Alda Merini visse con Pierri al numero 2 di via Pupino fino al 1986 (o 1987), quando tornò a Milano, in Ripa di Porta Ticinese 47.
Sull'edificio non è presente alcuna targa commemorativa.
Indirizzo: via Pupino 2, Taranto

Chiesa del SS. Crocifisso di Taranto

Alda Merini e Michele Pierri si sposarono in questa chiesa il 6 ottobre 1984.
Indirizzo: via Giuseppe de Cesare 37, Taranto

I luoghi di Robert Burns

 

Scotland Edimburgo

The Writers' Museum

Ritratto nella National Portrait Gallery of Scotland


Scotland Alloway, Ayrshire

Robert Burns' Birthplace Museum

Il museo dedicato al bardo scozzese Robert Burns è stato fondato nel 2010 grazie a un investimento di 21 milioni di sterline ed espone nella sua ricca collezione molti oggetti e manoscritti appartenuti al poeta.
L'allestimento, moderno e ben strutturato, offre un'incursione nella vita di Burns attraverso vari percorsi tematici, tra cui uno delineato seguendo le sue poesie, di cui vengono mostrati alcuni preziosi manoscritti.
Tra le poesie messe in risalto ci sono A un topo (To a mouse), Tam O’ Shanter, Un bacio appassionato (Ae fond kiss), Auld Lang Syne. Viene data un'attenzione particolare al vernacolo scozzese impiegato dal poeta che viene insegnato a poco a poco al visitatore attraverso i pannelli dell'esposizione.
Tra gli altri temi affrontati ci sono le passioni amorose del poeta, l'attenzione per la vita agreste, il rapido e perdurante successo, le cause dibattute della sua morte.
Al museo è collegato un percorso da fare a piedi per il piccolo borgo di Alloway che conduce alla scoperta degli altri luoghi legati al poeta: il Poet’s path, il Burns Cottage, l'Alloway Auld Kirk, il Burns Monument & Gardens e il Brig O’ Doon.
Indirizzo: Murdoch's Lone, Alloway, Ayrshire
sito Sitohttp://www.burnsmuseum.org.uk/
a-pagamento Ingresso a pagamento. Il biglietto comprende anche il Burns Cottage.
orario Orari di apertura: aperto tutti i giorni dalle 10 alle 17 (potrebbe chiudere nel periodo natalizio, controllare il sito web ufficiale per ulteriori informazioni)

Poet's path

Si tratta di un breve percorso che, parallelamente a Alloway Street, conduce dal Burns' Birthplace Museum nei pressi del Burns Cottage. Nel prato che costeggia il vialetto si trovano quattro sculture che rappresentano altrettante poesie del poeta:
- il topo di To a Mouse, scultura alta 2 metri e realizzata nel 2010 da Kenny Hunter;
- una scena da Tam o'Shanter;
- una volpe da On Glenriddell's Fox Breaking His Chain, una scultura intitolata "Liberty Regain’d" e realizzata nel 2011 da Kenny Hunter;
- la riproduzione di un grosso haggis (un insaccato tradizionale della cucina scozzese) dalla poesia Ode to a Haggis, ad opera di Jake Harvey.
Indirizzo: di fronte al Burns' Birthplace Museum, Alloway, Ayrshire
gratis Ingresso gratuito.

Burns Cottage

Il Burns Cottage è la casa in cui il poeta nacque nel 1759. Sono tre stanze di cui una è la stalla: gli animali vivevano accanto agli uomini perché tra le due parti vi era un legame stretto e interdipendente.
La famiglia Burnes (questo il cognome prima che il poeta lo cambiasse in "Burns") aveva a disposizione una stanza che fungeva da salotto, probabilmente dove Robert e il fratello Gilbert ricevevano le lezioni impartitite da un maestro e dove la sera il padre leggeva ad alta voce al resto della famiglia.
L'altra stanza era la cucina dove si trovava il caminetto e i letti in cui i Burnes dormivano.
Indirizzo: Alloway Street, Alloway, Ayrshire
a-pagamento Ingresso a pagamento. Il biglietto comprende anche il Burns' Birthplace Museum.

Alloway Auld Kirk

Questa antica chiesa fu costruita nel XVI secolo ed era già un rudere all'epoca in cui al piccolo Robert Burns venivano raccontate le storie di paura e mistero ambientate tra questi ruderi. Questi racconti rimasero impressi nel suo immaginario e in seguito ispirarono il poema Tam o'Shanter, i cui versi sono oggi incisi sulle pietre che circoscrivono le mura restanti della chiesa. 
Nel piccolo cimitero di fronte alla chiesa è sepolto il padre del poeta, William Burnes, il cui epitaffio è stato scritto dal figlio (la madre invece è sepolta nel cimitero della chiesa di Bolton, East Lothian). La lapide tuttavia non è quella originale perché è stata danneggiata da alcuni visitatori che ne hanno staccato pezzi da prendere come suvenir.
Indirizzo: Alloway Street, Alloway, Ayrshire
gratis Ingresso gratuito.

Burns Monument & Gardens

Il monumento dedicato al poeta fu costruito sulla riva del fiume Don, a pochi passi dalla sua casa natale. Il progetto fu affidato all'architetto scozzese Thomas Hamilton Junior e fu finanziato pubblicamente. I lavori iniziarono il 25 gennaio 1820 e si conclusero tre anni dopo: il monumento fu infatti inaugurato il 4 luglio 1823. Si tratta di un piccolo tempietto in stile greco posto sopra un piccolo edificio che custodisce una busto in marmo del poeta realizzato da Patric Park nel 1847.
Il monumento è circondato da un giardino molto curato che rinsalda ancora una volta il legame tra il poeta e la natura.
gratis Ingresso gratuito.

Brig O’ Doon

È un ponte del XV secolo sul fiume Don che è legato soprattutto all'infanzia del poeta, il quale lo menzionerà
nelle sue poesie The Banks o'Doon e Tam o'Shanter.

 

Scotland Ayr, Ayrshire

Statua commemorativa

Realizzata dallo scultore George A. Lawson nel 1891, è stata il modello per numerose altre statue installate a Melbourne, Detroit, Vancouver, Montreal e Winnipeg.
Indiririzzo: Robert Burns Square, Ayr, Ayrshire


 

Scotland Glasgow

Targa commemorativa dove si trovava il Black Bull Inn

All'angolo tra Grassford Street e Argyle Street, dove oggi si trova una targa commemorativa, esisteva dal 1785 al 1849 un albergo in cui Robert Burns aveva alloggiato in più di un'occasione, precisamente nel giugno 1787 e nel febbraio e marzo 1788, cogliendo l'occasione per scrivere da qui alcune lettere appassionate alla sua amata, Agnes McIehose, una donna sposata a cui si riferiva come "Clorinda" firmandosi a sua volta con uno pseudonimo, "Sylvander".
L'albergo, abbastanza spazioso da ospitare circa 40 ospiti e 38 cavalli, era stato fondato dalla Highland Gaelic Society ed era gestito all'eoca da tal George Durie.
Alla chiusura dell'albergo nel 1849, gli spazi vennero adibiti a magazzino, ma l'edificio fu poi demolito definitvamente nel 1858, cosicché oggi non ne rimane traccia se non questa targa che ce ne ricorda la passata esistenza.
Indirizzo: angolo tra Grassford Street e Argyle Street, Glasgow

Statua commemorativa 

Inaugurata il 25 gennaio 1877, è stata scolpita da George Edwin Ewing. I tre bassorilievi apposti sul basamento sono stati realizzati da James Alexander Ewing, fratello minore dello scultore, e illustrano tre componimenti del poeta:  The Cottar's Saturday Night, Tam O' Shanter e The Vision.
Indirizzo: George Square, Glasgow

 

United Kingdom Londra

Busto commemorativo nell'Abbazia di Westminster

 

USA New York

Statua commemorativa nel Central Park

 

 

6ème arrondissement

Le Procope

Al numero 13 di Rue de l'Ancienne-Comédie si trova il più antico caffè di Parigi. Aperto nel 1686, prende il nome dal cuoco siciliano che aprì il locale, Francesco Procopio dei Coltelli, noto in Francia come "Le Procope", al quale spesso viene attribuita l'invenzione del gelato. Tra i suoi meriti c'è senz'altro quello di aver introdotto in Francia il caffè, all'epoca bevanda di origine orientale, che rese il luogo molto popolare. Sembra che qui si ritrovassero anche Diderot e D'Alembert per parlare di quel progetto che diventerà L'Encyclopédie.
Tra i clienti "letterari" che lo hanno affollato nell'Ottocento si menzionano Victor HugoHonorè de BalzacGeorge SandAlfred de Musset, Théophile Gautier, Émile ZolaJ. K. Huysmans, Guy de Maupassant
Il 10 luglio 1894 circa duecento uomini di lettere si radunarono qui per eleggere Paul Verlaine "principe dei poeti", preferendolo a Stéphane Mallarmé (che "ereditò" il titolo alla morte di Verlaine).
Nel Novecento Le Procope ha avuto una fase di declino ed è stato chiuso per un periodo. Nel 1988 ha riaperto come ristorante; l'arredamento è stato rinnovato con molti oggetti d'epoca, soprattutto ottocenteschi, conferendogli un'atmosfera un po' kitsch. 
Indirizzo: 13 rue de l'Ancienne Comédie, Parigi
Sitohttp://www.procope.com/

 

Café Les Deux Magots

Prende il nome dalle due statuette di fattura orientale ("magot") che caratterizzavano un negozio di tessuti aperto nel 1812 al 23 di Rue de Buci e trasferitosi a questo indirizzo nel 1873. 
Il negozio era piuttosto famoso all'epoca, tanto che lo scrittore Henri Murger lo menziona in Scene di vita della Bohème (il romanzo da cui è tratta la Bohème pucciniana), le cui vetrine sono oggetto di interesse per la protagonista Mimì.
Nel 1881 i locali lasciarono il posto a un caffè che ne mantenne il nome e che divenne presto popolare tra letterati e artisti. 
Alla fine dell'Ottocento tra i clienti abituali c'erano VerlaineRimbaud e MallarméOscar Wilde vi passò alcune serate nei suoi giorni parigini, mentre James Joyce e Ernest Hemingway lo frequentavano negli anni Venti del Novecento. Nello stesso periodo è stato punto di ritrovo per i surrealisti che qui fondarono, nel 1933, il loro premio letterario "Prix des Deux Magots" come forma di dissenso per l'assegnazione del premio Goncourt a André Malraux e alla sua opera La condizione umana, ritenuta troppo accademica. 
Negli anni Quaranta Le Deux Magots è diventato il quartier generale degli esistenzialisti: qui venivano spesso Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, la quale faceva da interprete a un altro avventore, lo scrittore afroamericano Richard Wright, prima che imparasse il francese. James Baldwin, anch'esso scrittore afroamericano, non appena arrivato a Parigi nel novembre 1948, si diresse direttamente dalla Gare du Nord a questo locale per incontrare proprio Richard Wright.
Tra gli altri clienti passati da questo celebre locale sono spesso menzionati Elsa TrioletLouis AragonAndré GideJean GiraudouxPicassoFernand LégerPrévert, Albert Camus e Jean Genet
Indirizzo: 6 Place Saint-Germain-des-Prés, Parigi
Sitohttp://www.lesdeuxmagots.fr/

 

Café de Flore

Nato nel 1865, prende il nome da una piccola scultura raffigurante la dea della primavera che all'epoca si trovava sull'altro lato del boulevard. Alla fine dell'Ottocento si riunirono ai suoi tavoli alcuni scrittori decadenti come Joris-Karl Huysmans e Remy de Gourmont, ma dagli anni Novanta del secolo prese una svolta politica: qui si ritrovavano gli scrittori ultranazionalisti come Charles Maurras, Maurice Barrès e Jacques Bainville che facevano parte della "Ligue de la patrie française".
Questo locale fu particolarmente importante per Guillame Apollinaire. Nel 1912 fondò con André Salmon la rivista letteraria "Les Soirées de Paris", facendo del locale una sorta di ufficio. Nel 1917, inoltre, Apollinaire presentò qui André Breton a Philippe Soupault, un'amicizia che getterà le basi per la nascita del movimento dadaista.
Per tutti gli anni Trenta si annoverano tra i clienti abituali scrittori come André MalrauxLéon-Paul FargueRaymond Queneau, ma il locale diventa soprattutto il quartier generale della "bande à Prévert", ovvero gli amici del poeta Jacques Prévert, detti "Gruppo Ottobre".
Nel 1939 il locale viene acquisito da Paul Boubal e diventa il principale punto di ritrovo per Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir durante gli anni dell'occupazione. Qui scrissero alcune delle loro opere come Le moscheL'essere e il nulla (Sartre) e L'invitata (Beauvoir). Quando i tedeschi occuparono il pian terreno e la terrazza, i clienti francesi furono fatti accomodare al piano superiore, dove potevano trascorrere il tempo in tranquillità.
A partire dal 1994 è diventato la sede del premio letterario "Prix de Flore" che premia i giovani scrittori di lingua francese.
Indirizzo: 172 Boulevard Saint-Germain, Parigi
Sitohttp://cafedeflore.fr/

 

Café Tournon

Quando negli anni Trenta gli scrittori tedeschi e austriaci furono costretti all'esilio dai nazisti, molti si rifugiarono a Parigi e presero stanza in Rue de Tournon, iniziando a frequentare i locali della zona. Uno di loro fu Joseph Roth che, come indica una targa in 18 Rue de Tournon, visse gli ultimi anni della sua vita in un hotel a pochi passi dal Café Tournon.
Dopo la Seconda guerra mondiale, il Café Tournon divenne un luogo di ritrovo per gli espatriati anglofoni, tra cui lo scrittore scozzese Alexander Trocchi che qui fondò la rivista letteraria di avanguardia "Merlin", pubblicando autori come Beckett, Miller, Neruda, Sartre e Svevo.
Nel 1953 qui nacque anche la rivista "The Paris Review", diretta da Harold L. Humes, Peter Matthiessen, e George Plimpton. L'editore francese La Table Rotonde aveva dato loro un ufficio in Rue Garancière, ma come tutti i letterati parigini, i redattori preferivano lavorare nel caffè. Tra gli autori pubblicati ci furono Kerouac, Calvino, Moravia, Beckett e Philip Roth; famose anche le interviste agli autori, tra cui Hemingway, T.S. Eliot, Faulkner, Neruda e Nabokov. Nel 1973 la sede della rivista si spostò da Parigi a New York, dove risiede tuttora. 
Il Café Tournon è stato un punto di ritrovo anche per gli scrittori afroamericani a partire dagli anni Cinquanta, tra cui Richard WrightChester Himes e l'illustratore Ollie Harrington; mentre negli Stati Uniti dovevano sottostare a delle regole stringenti e assurde, come ad esempio il tabù delle relazioni interrazziali, a Parigi la comunità afroamericana era molto più libera. Fu così che Himes potè sposare la giornalista anglo-irlandese Lesley Packard. Quando a metà degli anni Cinquanta si diffusero dicerie su presunte spie assoldate dalla CIA, il gruppo si dissolse e dal 1958 non frequentò più il caffè.
Indirizzo: 18 Rue de Tournon, Parigi

 

Café de la Mairie

Negli anni Venti è stato uno dei posti frequentati dai surrealisti e da scrittori come Hemingway, Scott Fitzgerald, Faulkner quando vivevano nella zona circostante. Il locale si legò in modo particolare alla scrittrice americana Djuna Barnes che visse nei pressi dal 1920 al 1933 e che nel suo romanzo Bosco di notte (Nightwood) ambienta alcune scene in questo cafè.
Indirizzo: 8 Place Saint-Sulpice, Parigi

 

9ème arrondissement

Café de la Paix

Aperto nel 1872, si trova a pochi passi dalla maestosa Opéra di Parigi, costruita nello stesso anno, il cui architetto, Charles Garnier, ha curato anche gli interni del locale dove trionfa la tecnica del trompe-l'œil, molto in voga durante la Belle Époque. 
È l'unico caffè rimasto dell'epoca dei "Grand Boulevards", i viali parigini costruiti dalla fine del XVII secolo a seguito della demolizione delle mura cittadine. Tra i locali scomparsi c'era il Café de la Régence, dove Napoleone una volta si fermò a giocare a scacchi, e il Café de Chartres, un tempo quartier generale dei rivoluzionari, in seguito diventato un ristorante, Le Grand Véfour, ai cui tavoli si sono seduti NapoleoneColette e Jean Cocteau. Lungo il Boulevard des Italiens sorgevano anche il Café de ParisTortoni's, Maison DoréeCafé Riche e Café Anglais; tutta questa zona rappresentava il cuore della società parigina del XIX secolo, frequentata da nomi quali BalzacMaupassant e Flaubertfonte14x14
Come ci si può aspettare, la lista della clientela famosa al Cafè de la Paix è molto lunga: si menzionano Oscar Wilde, André GidePaul Valéry e Ernest Hemingway. In riferimento a quest'ultimo, in uno dei suoi primi racconti, Il mio vecchio, il giovane protagonista spesso si reca nel locale con in padre: "Stavamo là seduti al Café de la Paix, io e il mio vecchio, e il cameriere ci portava, in palma di mano, perché il mio vecchio beveva whisky e il whisky costava cinque franchi, e questo significava una buona mancia quando si contavano i piattini" (da E. Hemingway, I quarantanove racconti, Mondadori 2011).
Indirizzo: 5 Place de l'Opéra, Parigi
Sitohttp://www.cafedelapaix.fr/ 

 

14ème arrondissement

La Closerie des Lilas

La Closerie des Lilas era sin dal 1903 un ritrovo di letterati e ha ospitato discussioni sull'arte e sulla letteratura. Qui, ad esempio, Paul Fort inaugurò gli incontri del martedì a cui partecipavano Guillame ApollinaireAndré Salmon, Max Jacob Maurice Maeterlinck.
Molto noto è l'aneddoto legato allo scrittore francese Alfred Jarry che un giorno sparò un colpo di revolver (scarico!) contro lo specchio dietro una signorina e le disse "Ora che il ghiaccio è rotto, parliamo!" ("Maintenant que le glace est rompue, causons"), giocando sul doppiosenso del "glace" francese, che significa sia ghiaccio che specchio.
In particolar modo però, la Closerie des Lilas deve la sua fama letteraria a Ernest Hemingway che la trasformò in una sorta di ufficio: sui suoi tavolini si fermava spesso a scrivere, visto che il caffè era poco distante dalla sua casa in Rue Notre-Dame-des-Champs. Qui terminò i due racconti Grande fiume dai due cuori e Il ritorno del soldato.
Dopo il primo incontro al Dingo, che si trovava in 10 rue Delambre, Hemingway spesso si incontrava qui con Francis Scott Fitzgerald, il quale, deluso dalla tiepida accoglienza che aveva ricevuto il suo romanzo, Il grande Gatsby, chiese a Hemingway di leggerlo. In Festa mobile scrive infatti: "Se era riuscito a scrivere un libro bello come Il Grande Gatsby, ero sicuro che poteva scriverne uno anche migliore. Ma non conoscevo ancora Zelda, e quindi non conoscevo i terribili fattori che giocavano contro di lui". In altri passi di Festa mobile, Hemingway rievoca le chiacchierate con l'amico ai tavoli di questo caffè: "Mi aveva raccontato alla Closerie des Lilas che scriveva quelli che riteneva dei buoni racconti, e che davvero erano buoni racconti per il «Post», e che poi li cambiava prima di presentarli sapendo esattamente quale era il taglio da dargli per farne dei vendibili racconti da rivista".
Oggi la Closerie des Lilas ha un piccolo spazio esterno tutto circondato da piante e fiori. All'interno i tavoli sono tutti contrassegnati con delle targhette di ottone sulle quali sono incisi i nomi dei clienti famosi.
Indirizzo: 171 Boulevard du Montparnasse, Parigi
Sitohttp://www.closeriedeslilas.fr/ 

 

La Coupole

La Coupole, a pochi passi da altri celebri caffè letterari che sorgono su Place Pablo Picasso, aprì il 20 dicembre 1927.
Tra i clienti abituali c'erano Georges Simenon e la famosa cantante e ballerina Josephine Baker, con la quale lo scrittore aveva avuto una relazione, interrotta quello stesso anno perché, stando alle sue parole, non voleva diventare famoso come "Monsieur Baker". Uno dei suoi gialli con protagonista l'investigatore Maigret, La testa di un uomo (La tête d'un homme), La Coupole è uno degli scenari chiave della vicenda.
La Coupole era uno dei locali preferiti degli emigrati russi prima della rivoluzione bolscevica, tra cui Lev Trotsky e Igor Stravinsky. 
Ma il locale è passato alla storia per aver dato l'avvio alla relazione tra la scrittrice Elsa Triolet e il poeta Louis Aragon, che si incontrarono qui il 6 novembre 1928. Lei voleva conoscerlo per una serie di ragioni: amava la sua opera surrealista Il paesano di Parigi (Le Paysan de Paris), avevano le stesse idee politiche, lui era un uomo molto attraente, poco più che trentenne, e per di più scapolo. Alla fine la serata si spostò all'Hôtel Istria e da qui ebbe inizio la loro lunga vita assieme. 
Tra gli altri avventori sono menzionati Samuel BeckettGabriel García Márquez e Antonin Artaud.
Molto affezionati al posto erano inoltre Henry Miller e Anaïs Nin. Il loro amico Lawrence Durrell, autore del Quartetto di Alessandria, aveva soprannominato il loro gruppo "i tre moschettieri della Coupole". fonte14x14
Il locale fu demolito e ricostruito nel 1988 ma le colonne, dipinte in stile Art Decò dagli studenti di Matisse, Léger e Friesz, furono conservate e reinstallate. Oggi sopra la Coupole ci sono alcuni uffici, ma un tempo vi si trovava la sala da ballo sovrastata da una cupola che dava il nome al locale.
Indirizzo: 102 Boulevard du Montparnasse, Parigi
Sitohttp://www.lacoupole-paris.com/ 

 

Café du Dôme

Il Café du Dôme è stato il primo dei grandi cafè ad aprire, nel 1898. Inizialmente era frequentato da bohemién, ma l'atmosfera cambiò dopo la Prima guerra mondiale quando divenne punto di ritrovo per scrittori, artisti e giornalisti, molti dei quali americani.
Uno dei suoi primi frequentatori fu Robert McAlmon, scrittore americano non molto noto che, grazie ai soldi del ricco suocero, aveva fondato la casa editrice "Contact Editions", con la quale pubblicava anche i libri scritti di suo pugno. La sua attività non ebbe un grande successo: l'opera più famosa che dette alle stampe fu Dieci storie e dieci poesie di Hemingway (1923).
Alla fine degli anni Trenta una cliente abituale fu Simone de Beauvoir: ai tavoli del Cafè du Dôme finì di scrivere L'invitata, che è anche parzialmente ambientato qui. Dopo l'occupazione nazista della città, amareggiata dalla presenza degli ufficiali tedeschi seduti nel suo stesso caffè, la scrittrice preferì spostarsi al Café de Flore.
Indirizzo: 108 Boulevard du Montparnasse, Parigi



 

La Rotonde

Quando La Rotonde aprì nel 1904, era poco più che un locale per lavoratori. Nel 1911 Victor Libion lo acquistò e lo ampliò, creando una larga terrazza soprannominata poi "Raspail plage" e iniziando a fare concorrenza al vicino Cafè du Dome.
Diversi scrittori sono legati alla fama del locale. Hemingway, ad esempio, ne parla in un articolo scritto come corrispondente da Parigi per il "Toronto Star". Henry Miller, due anni dopo essere arrivato in Francia, dette qui un appuntamento il 2 marzo 1932 ad Anaïs Nin, della quale si era perdutamente innamorato. Si dichiarò proprio alla Rotonde e cercò di portarla nel suo albergo. 
Simone de Beauvoir, invece, era nata al piano superiore del cafè nel 1908 e aveva trascorso l'infanzia in questo palazzo, descritto in Memorie di una ragazza perbene. Nonostante il padre fosse di origine aristocratica, la famiglia non versava in buone condizioni economiche. Così quando Simone aveva 11 anni, si dovettero trasferire in un appartamento più piccolo ed economico in Rue de Rennes.
Indirizzo: 105 Boulevard du Montparnasse, Parigi
Sitohttp://www.rotondemuette.paris/

 

Le Select

Le Select è uno dei caffè letterari parigini ad aver conservato maggiormente l'aspetto originale. Quando aprì nel 1925 fu il primo locale del Quartiere Latino a rimanere aperto tutta la notte.
Tra i suoi clienti ci furono in particolare Ernest Hemingway, Henry Miller, Simone de Beauvoir
In Fiesta (The Sun Also Rises) di Hemingway, il locale fa una sua apparizione più volte perché è una delle mete preferite del giornalista Jake Barnes. Nel romanzo Quartet di Jean Rhys la fragile protagonista Marya assiste qui a una scenata tra Heidler, il suo amante, e la sua irascibile moglie, Lois. Sembra che il modello per Heidler e la moglie fossero Ford Madox Ford e la compagna Stella Bowen, mentre dietro Marya si celasse la scrittrice stessa.
Il poeta statunitense Hart Crane una sera si ubriacò, tirò pugni a un cameriere e a un poliziotto, attaccò briga con altri uomini presenti finché non fu tramortito dai colpi di risposta e fu portato nel carcere de La Santé. Gide, Cocteau e altri ammiratori si schierarono dalla parte di Crane ma non fu sufficente per farlo rilasciare. Fu l'editore dello scrittore, Harry Crosby, che stava per pubblicare la sua opera The Bridge, a pagare la cauzione per farlo uscire, imbarcandolo poi nel primo volo per New York. Crosby non vedrà la pubblicazione dell'opera di Crane, The Bridge, perché si ucciderà con la compagna a 31 anni l'anno seguente. Anche Crane si ucciderà tuffandosi da una nave e annegando nel Golfo del Messico.
Indirizzo: 99 Boulevard du Montparnasse, Parigi
Sito: http://www.leselectmontparnasse.fr/

 

Bibliografia

  • David Burke, Writers in Paris. Literary Lives in the City of Lights, New York, Paris Writers Press, 2016.
  • Noel Riley Fitch, The Grand Literary Cafés of Europe, New Holland Publishers, 2006.

 

Luoghi correlati

Scotland Edimburgo

The Scott Monument

Lo Scott Monument venne progettato da George Meikle Kemp che aveva vinto un concorso indetto nel 1836. La posizione del monumento fu però decisa soltanto nel 1840 e i lavori di costruzione iniziarono il 14 agosto dello stesso anno. Purtroppo il suo ideatore non vide mai la realizzazione dell'opera: Kemp morì nel marzo 1844 annegando nell'Union Canal di Edimburgo, dove era caduto a causa della fitta nebbia.
Il monumento fu completato alla fine del 1844, arrivando a un'altezza di quasi 68 metri. La statua di Walter Scott, realizzat da Sir John Steell, fu installata nel 1846. All'epoca era la prima statua di marmo della Scozia e fu ricavata da un blocco di marmo di Carrara. Oltre a quella dello scrittore e del suo cane, sono presenti 68 sculture distribuite nelle nicchie del monumento che ritraggono alcuni personaggi tratti delle opere di Walter Scott.
Tuttavia non tutti furono entusiasti dell'opera. Una delle critiche più famose fu quella di Charles Dickens che, giunto in città nel 1847, mostrò disappunto scrivendo: "Sembra la guglia di una chiesa gotica staccata e conficcata nel terreno". Oggi lo Scott Monument è il più grande monumento dedicato a uno scrittore.
È possibile accedere all'interno e salire i 287 scalini che portano alla cima da cui si gode una bella vista della città.
Indirizzo: East Princes Street Gardens, Edimburgo
sitoSitohttp://www.edinburghmuseums.org.uk/
a-pagamento Ingresso a pagamento: £5.
orario Orari di apertura: da aprile a settembre, da lunedì a sabato, 10-19, domenica 12-17. Da ottobre a marzo, da lunedì a sabato, 10-15, chiuso la domenica.

The Writers' Museum

Scottish National Portrait Gallery

 

Scotland Melrose

Abbotsford, casa di Walter Scott

Quando fu nominato giudice capo della contea di Selkirk (in inglese "sheriff depute"), Scott aveva bisogno di una residenza nella zona per poter raggiungere facilmente la corte. Dopo aver affittato per un periodo una casa a Ashestiel, decise di acquistare nel 1811 una modesta villa di campagna vicino al fiume Tweed, nota col nome di Newarthaugh o, tra i locali, Cartleyhole, che decise subito di rinominare "Abbotsford".
Con gli introiti delle sue prime opere Scott acquistò i terreni circostanti raggiungendo oltre i 500 ettari in pochi anni. L'edificio fu ampliato a poco a poco trasformando quello preesistente: lo scrittore fece costruire un nuovo salone di ingresso, un nuovo studio, una nuova libreria e coinvolse artigiani e professionisti, tra cui l'architetto William Atkinson. Alla sua morte, anche i discendenti continuarono a vivere nell'oramai enorme residenza aprendo alcune stanze al pubblico sin dal 1833.
Oggi è possibile visitarne alcune sale storiche tra cui lo studio in cui Scott scrisse i suoi ultimi romanzi (i primi furono scritti nelle stanze prima della ristrutturazione). In particolare lo scrittore era affezionato alla scrivania qui esposta che aveva portato con sé sin dalla casa temporanea a Ashestiel. 
Anche la libreria è di grande interesse: tutti i libri custoditi qui appartenevano allo scrittore. Alcuni gli furono donati dai familiari, altri invece erano testi su cui aveva studiato giurisprudenza e che ancora portano le sue annotazioni. 
Tra gli altri ambienti si può visitare la sala da pranzo, dove Scott morì il 21 settembre 1832, l'armeria, dove è custodito il suo equipaggiamento militare e sportivo, il soggiorno in stile cinese, con una splendida carta da parati dipinta a mano regalatagli dal cugino Hugh Scott che lavorava per la Compagnia delle Indie Orientali, la stanza delle esposizioni, studio di Scott fino al 1824 e oggi adibito a mostre temporanee.
Indirizzo: Abbotsford, Melrose, Roxburghshire
sitoSitohttp://www.scottsabbotsford.com/
a-pagamento Ingresso a pagamento. Adulti £9.60.
orario Orari di apertura: Dal 1° al 31 marzo, dalle 10 alle 16. Dal 1° aprile al 31 ottobre, dalle 10 alle 17. Dal 1° al 30 novembre, dalle 10 alle 16. Chiuso dal 1° dicembre al 28 febbraio.

 

 

 

Luoghi correlati

Scotland Edimburgo

Scottish National Portrait Gallery

 

Scotland Ettrick, Selkirk

James Hogg Exhibition

La James Hogg Exhibition è stata inaugurata nel 1994 nella Aikwood Tower e solo nel 2013 è stata trasferita nella sede attuale, vicino a Ettrickhall, dove lo scrittore nacque nel 1770 e visse fino ai quindici anni. Oltre a documenti e oggetti appartenuti allo scrittore, la mostra ricostruisce lo studio di Hogg, dove sono esposti manoscritti, un mantello a lui appartenuto, alcuni arredi dell'epoca.
Indirizzo: Ettrick School, Ettrick Valley, Selkirk
sito Sitohttp://www.jameshoggexhibition.com/
orario Orari di apertura: Aperto da giugno a settembre. Controllare sul sito gli orari giornalieri.

Tomba di James Hogg nella Ettrick Kirk

L'edificio attuale risale al 1824 ma le origini della parrocchia sono molto più antiche. La tomba di James Hogg si trova nel cimitero attorno alla chiesa.
Coordinate55.418875, -3.170810 (circa)

Obelisco commemorativo

Un obelisco commemorativo è stato eretto nel 1898 per segnare il luogo in cui si trovava il cottage dove Hogg nacque nel 1770. L'iscrizione recita: "Erected on the site of the cottage in which James Hogg the Ettrick Shepherd was born 1770 - died 1835 The Edinburgh & Border Counties Association 1898".
Indirizzo: 4 Crudens Houses, Ettrick, Selkirk (circa)
Coordinate: 55.418041, -3.165022 (circa)

 

Scotland Tibbie Shiels, Selkirk

Monumento commemorativo

Lungo la A708 diretta verso Moffat, presso Tibbie Shiels Inn, si trova un monumento che ritrae James Hogg, seduto su un masso con un bastone e un mantello da pastore, mentre guarda il paesaggio scozzese che amava. La mano destra tiene una pergamena sulla quale è scritto un suo verso: "He taught the wandering winds to sing" e sotto di essa giace accucciato il suo fedele cane.
La statua fu inaugurata il 28 giugno 1860. L'iscrizione alla base recita: "James Hogg / The Ettrick Shepherd / Born 1770 - Died 1835".  
Indirizzo: Lungo la A708, presso Tibbie Shiels Inn, Selkirk
Coordinate: 55.472512, -3.207446

 

 

Indirizzo: 1 Queen Street, Edimburgo
sito Sitohttps://www.nationalgalleries.org/visit/scottish-national-portrait-gallery 
gratis Ingresso gratuito.
orario Orari di apertura: Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 17, il giovedì fino alle 19.

 

La Scottish National Portrait Gallery è un museo che espone i ritratti di molti importanti personaggi scozzesi. È stata inaugurata nel 1889 ed è stata la prima galleria d'arte dedicata interamente al ritratto. Il nucleo originario della sua collezione proviene dal lascito di David Erskine, 11° Conte di Buchan, che aveva raccolto sul finire del diciottesimo secolo. 

L'edificio è un'imponente struttura in pietra arenaria rossa, realizzata in stile neo gotico dall'architetto Sir Robert Roward Anderson. La sala di ingresso, detta "Great Hall", ospita numerose sculture, tra le quali torreggia al centro quella scolpita da John Flaxman che ritrae il poeta Robert Burns. Nel fregio posto sotto la balaustra del primo piano sono ritratte tutte le principali figure della storia scozzese in ordine cronologico, disposte in processione. Oltre ai vari monarchi della casa Stuart, ai filosofi David Hume e Adam Smith, al leggendario Robert the Bruce, ci sono anche il poeta Robert Burns, il romanziere Walter Scott e James Boswell, noto per la sua biografia di Samuel Johnson.  L'artista che ha realizzato l'affresco è William Hole, lo stesso che ha anche decorato le pareti del corridoio ("The Ambulatory") al primo piano, dove sono raffigurate alcune scene della storia scozzese.

I ritratti e le sculture raffiguranti degli scrittori scozzesi si concentrano al secondo piano, in particolare nella galleria n° 7, "The Age of Improvement".

 

Robert Burns

- Great Hall: statua in marmo realizzata da John Flaxman nel 1824. Inizialmente fu posta nel Burns Monument a Calton Hill ma in seguito fu portata in questo museo per conservarla meglio.

- Sala 7ritratto realizzato da Alexander Nasmyth, olio su tela, 1787. Il pittore, amico di Burns, decise di ritrarlo in un'atmosfera rurale che richiamasse la sua provenienza dalla campestre regione di Ayrshire. Da questo ritratto fu inoltre tratta un'incisione che fu poi riprodotta nella versione edimburghese delle sue poesie (quella pubblicata da William Creech nel 1787).

 

James Boswell

- Sala 7: ritratto realizzato da George Willison, olio su tela, 1765. Questo ritratto fu realizzato mentre Boswell si trovava a Roma. Il gufo in alto a sinistra potrebbe essere un simbolo di saggezza, oppure suggerire l'interesse di Boswell per i divertimenti notturni. Quando tornò in Inghilterra, fece la conoscenza di Samuel Johnson del quale divenne amico per il resto della vita, scrivendo in seguito la sua famosa biografia, Life of Samuel Johnson.

 

Allan Cunningham

- Sala 7: busto realizzato da Henry Weekes nel 1842. Dopo aver pubblicato le sue prime poesie, Cunningham si trasferì a Londra dove per sopravvivere dovette portare avanti l'attività di scalpellino, che aveva imparato in giovane età, con quella più ambita di giornalista. Divenne poi segretario dello scultore Sir Francis Chantrey, il cui principale assistente era Henry Weekes, autore del presente busto.

 

James Hogg

- Sala 7: ritratto realizzato da Sir John Watson Gordon, olio su tela, 1830. Il ritratto dello scrittore fu realizzato per Robert Cadell, un editore scozzese che, tra gli altri, aveva pubblicato alcune opere di Walter Scott. Mostra James Hogg vestito secondo la moda del tempo ma con un drappo e un bastone da pastore che richiamano le sue origini campestri.

- Sala 7: "James Hogg: The Ettrick Shepherd's House Heating or the Celebration of his Birthday" di Sir William Allan, olio su tela, 1823 (o 1825). Il dipinto mostra lo scrittore che sta festeggiando il compleanno con un gruppo di amici. James Hogg è il personaggio all'estrema sinistra, mentre accanto a lui si trova Sir Walter Scott. Tra i presenti anche il professore di filosofia morale John Wilson (al centro, mentre sta facendo un brindisi) e il pittore Alexander Nasmyth (nella posizione opposta a Wilson).

 

Ian Rankin

- Ritratto realizzato da Guy Kinder, olio su tela, 2013.

 

Walter Scott 

- Great HallBusto dello scrittore realizzato da Sir Francis Chantrey. Quando Scott ricevette il titolo di baronetto a Londra nel 1820, colse l'occasione per posare per Chantrey, scultore che all'epoca era al picco del suo successo. Il busto, completato nel 1828, fu regalato allo scrittore e ancora oggi si trova esposto nella sua casa di Abbotsford. Quella mostrata qui, invece, è una copia realizzata lo stesso anno.

- Sala 7: ritratto realizzato da Sir Henry Raeburn, olio su tela, 1822. È uno dei ritratti più famosi di Walter Scott, dipinto quando lo scrittore era all'apice del suo successo.

- Sala 7: busto di Walter Scott realizzato da Bertel Thorvaldsen negli anni 1833-34. Nel 1832 Scott incontrò a Roma lo scultore danese Thorvaldsen, il quale realizzò questa scultura conferendo un senso di stoico eroismo nella sua espressione, pur essendo lo scrittore malato e provato dalle difficili condizioni economiche a causa della bancarotta. Thorvaldsen completò il busto nel 1834, due anni dopo la morte di Scott.

- Sala 7: "John Gibson Lockhart and Charlotte Sophia Scott, Mrs Lockhart", realizzato da Robert Scott Lauder, olio su tela, dipinto dopo il 1838. John Gibson Lockhart era un famoso critico noto col nome di "Scorpione" per la sua tagliente e talvolta crudele arguzia. È stato inoltre il biografo di Walter Scott, che incontrò per la prima volta nel 1818. Due anni dopo sposò la sua figlia maggiore, Sophia, anch'essa ritratta nel quadro. Con i profitti dell'opera The Life of Sir Walter Scott, pubblicato tra il 1836 e il 1838, John Lockhart riuscì a pagare tutti i debiti che Walter Scott, già deceduto da qualche anno, aveva contratto dopo la bancarotta.

- Sala 7: "Landscape with Tourists at Loch Katrine" di John Knox, olio su tela, dipinto dopo il 1815. Questo quadro ritrae uno degli scenari del romanzo La donna del lago di Walter Scott (1810). La popolarità che ebbe quest'opera incrementò notevolmente il turismo nell'area dei Trossachs. Nel quadro si vede in lontananza l'isoletta Ellen's Isle, chiamata come l'eroina del romanzo di Scott.

- Sala 7: Walter Scott compare inoltre nel quadro "James Hogg: The Ettrick Shepherd's House Heating or the Celebration of his Birthday" realizzato da Sir William Allan.

 

Muriel Spark

Ritratto realizzato da Alexander Moffat, olio su tela, 1984.

 

Robert Louis Stevenson

- Great Hall: busto realizzato da David W. Stenvenson negli anni 1894/95.

- Ritratto realizzato dal conte Girolamo Nerli, olio su tela, 1892. Nerli era un pittore italiano di origine aristocratica che amava viaggiare e dipingere nuovi scenari. Dopo aver vissuto in Australia e in Nuova Zelanda, fece visita alle isole Samoa dove, oltre a ritrarre i volti e i paesaggi locali, non si lasciò scappare l'occasione di fare un ritratto anche al personaggio più illustre delle isole: lo scrittore Robert Louis Stevenson. In seguito Nerli fece altre versioni di quest'opera anche ad acquerello e pastello destinate alla vendita nel tentativo di risollevarsi da una precaria situazione economica.

 

 

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Aleardo Aleardi

Statua commemorativa

La statua è stata posta dal Comune di Verona il 16 ottobre 1883 come indicato nel basamento che sui quattro lati porta le seguenti iscrizioni: "Ad Aleardo Aleardi / n. 4 novembre 1812 / m. 17 luglio 1878 -- Prigione dello straniero / a Mantova e Josephstadt / mai cedendo / ebbe l'invita costanza / per la libertà -- I suoi canti / avvivarono nei giovani / l'amore d'Italia / che li trasse alla gloria / delle patrie battaglie -- Ammiratori ed amici / con largo concorso / del Comune di Verona / posero / 16 ottobre 1883".
Indirizzo: Piazza SS. Apostoli, Verona


Dante Alighieri


Berto Barbarani

Targa commemorativa sulla casa natale

La targa commemorativa riporta le prime due strofe di Quà, dove l’Adese (1900) e recita: "Quà, dove l’Adese, sensa fermarse / rompe nei ponti la so canson, / stao atento ai versi che pol negarse, / li tiro a riva, col me baston... -- Li tegno al suto, li meto al caldo / parchè i renvegna, che i ciapa fià, / li mando a spasso sul Montebaldo / che li fa degni de sta çità. -- Berto Barbarani / in questa casa nato il 5 dicembre 1872 / alla vita mortale / alla poesia immortale -- 27 gennaio 1932".
Indirizzo: via Ponte Nuovo 10, Verona

Statua commemorativa

La statua in bronzo del poeta è stata realizzata da Novello Finotti nella Fonderia O. Brustolin di Verona e si trova in piazza delle Erbe, nel lato di via Cappello.
Indirizzo: piazza delle Erbe, Verona


Francesco Petrarca


Ippolito Pindemonte

Targa commemorativa

La targa recita: "Ippolito Pindemonte poeta mesto / e gentile a' 18 novembre 1828 / finì tra queste mura la vita che / il Foscolo disse virilmente / modesta".


William Shakespeare


Giuseppe Spandri

Targa commemorativa

La targa recita: "In questa casa / nacquero e morirono / Gaetano Spandri fisico astronomo / 30 luglio 1736 - 30 settembre 1859 / ed il figlio / Giuseppe Spandri poeta filosofo / 1 ottobre 1819 - 6 maggio 1881 -- 30 settembre 1969".

 

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Nella Verona di William Shakespeare

 

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Limerick è una delle città irlandesi meno battute dai turisti, tuttavia negli ultimi anni alcune iniziative culturali stanno cercando di valorizzare il patrimonio artistico della città per renderla più interessante ai visitatori. Tra queste iniziative c'è quella del Limerick Writers' Centre, il quale ha realizzato un percorso, il "Limerick Literary Trail", per incoraggiare cittadini e turisti a scoprire il patrimonio letterario della città. Il progetto consiste nell'apporre targhe commemorative in alcuni luoghi significativi per gli scrittori legati a Limerick ed è appena agli inizi, ma destinato ad arricchirsi nel tempo.
Le prime targhe commemorative sono state dedicate agli scrittori Robert Graves, Desmond O’Grady e Frank McCourt.

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Robert Graves

La targa dedicata a Robert Graves è stata inaugurata nel luglio 2014 ed è la prima targa del progetto "Limerick Literary Trail". Indica il pub che lo scrittore frequentava quando era arruolato nei Fucilieri reali gallesi durante la Guerra di Indipendenza irlandese (1919-1921). L'iscrizione recita: "The Limerick Writers Centre -- Robert Graves / (1896-1985) / Poet and author / Frequented The Locke Bar while / stationed in Limerick during the / War of Independence (1919-1921) / serving as an officer in the / Royal Welsh Fusiliers -- Limerick Literary Trail".
Indirizzo: The Locke Bar, 3 George's Quay, Limerick


Frank McCourt

Frank McCourt, scrittore statunitense di origini irlandesi, è nato e vissuto a New York, ma ha trascorso l'infanzia a Limerick, un'esperienza narrata nel romanzo Le ceneri di Angela, che gli ha valso il Premio Pulizter nel 1997. Sebbene nell'opera siano menzionati molti luoghi che ancora sono rintracciabili nella topografia cittadina, l'aspetto di molte strade è notevolmente cambiato perché nel corso degli anni gli edifici sono stati distrutti e ricostruiti. 

The Frank McCourt Museum

Il museo dedicato all'autore delle Ceneri di Angela è attualmente allestito all'interno di quella che un tempo era la scuola Leamy, frequentata dallo stesso autore da bambino e descritta nelle pagine del suddetto romanzo autobiografico.
L'edificio in stile Tudor, con i caratteristici mattoncini rossi, le torrette e alcuni camini e sculture ornamentali, fu costruito nel 1843 grazie alla donazione del filantropo William Leamy che era morto qualche anno prima lasciando i suoi averi alla comunità affinché fosse costruita una scuola per educare i poveri. Nel 1880 era diventata una scuola cattolica per ragazzi (solo maschi) e così continuò fino al 1953 (altre fonti indicano il 1952), quando l'edificio fu acquistato dalla Crescent Clothing Company che lo impiegò per la sua produzione di vestiti da uomo fino al 1993.
Nel 2009 l'artista Una Heaton vi aprì una galleria d'arte in una stanze (lei stessa commissionò il busto dello scrittore che si trova lungo il vialetto di ingresso), avviando quella trasformazione che nell'arco di poco tempo ha portato all'apertura del Frank McCourt Museum.
La scuola venne frequentata da Frank McCourt negli anni Trenta il quale raccontò molte delle sue vicende che qui si sono svolte nel romanzo Le ceneri di Angela. 
Il museo oggi è strutturato su due piani. Al piano superiore c'è un allestimento che ricrea le ambientazioni del romanzo, nello specifico le stanze della casa dei McCourt (quella di Barrack Hill), tra cui la camera a cui i bambini danno il nome "Little Italy", facendo uso anche di alcuni oggetti impiegati nella produzione del film tratto dal romanzo, quello diretto dal regista Alan Parker nel 1999. Un'altra stanza ricrea la cucina, caratterizzata da un mobilio molto scarno e usurato, sulla cui tavola salta subito all'occhio una riproduzione della testa di porco in attesa di essere preparata per il pranzo di Natale.
Al piano terra invece si trova l'ampia classe in cui si svolgevano le lezioni. Oltre ai banchi e altri oggetti della scuola dell'epoca, si trovano numerosi cimeli appartenuti allo scrittore, alla sua famiglia e ad altri alunni che hanno frequentato la Leamy's School. In una teca si trova anche una piuma di corvo nero che è stata ritrovata in quest'aula, che a detta del custode era completamente chiusa, la mattina che Frank McCourt è deceduto nel 2009.
Nel museo è possibile acquistare una piccola mappa, disegnata dalla già menzionata Una Heaton, che conduce alla scoperta di alcuni luoghi di Limerick menzionati nel romanzo.
Indirizzo: Leamy House, Hartstonge Street, Limerick
sitoSito: http://www.frankmccourtmuseum.com/
a-pagamento Ingresso a pagamento. Intero 4 €. Ridotto 3€/2€.
orario Orari di apertura: dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 16.30. Sabato e domenica su appuntamento.

 

South's Bar - Targa commemorativa

Inaugurata il 17 luglio 2015, la targa indica il pub dove lo scrittore racconta di aver bevuto la sua prima pinta di birra e dove era solito ritornare negli anni, durante le sue ricorrenti visite a Limerick.
Questo pub è menzionato spesso anche nel romanzo Le ceneri di Angela: è frequentato da molti personaggi (tutti rigorosamente uomini) ed è qui che il padre di Frank viene letteralmente a bersi tutta la sua paga.
"Il barista del pub South si ricorda di me dalla volta che ci sono stato con il signor Hannon, Bill Galvin e zio Pa Keating, nero bianco nero. E si ricorda pure di mio padre che ci andava a bersi la paga e il sussidio cantando canzoni patriottiche e tenendo discorsi come un ribelle condannato dal banco degli imputati." fonte14x14
Indirizzo: South's Bar, Quinlan Street, Limerick

Saint Joseph's Church

Questa chiesa viene menzionata più volte nel romanzo ed è il luogo in cui Frank riceve la cresima: "Ho dieci anni e sono pronto per andare alla chiesa di San Giuseppe a fare la cresima. A scuola il maestro O'Dea ci prepara. Dobbiamo sapere tutto della grazia santificante, una perla di gran valore comprata per noi da Gesù con la sua morte."fonte14x14

Windmill Street

La prima casa in cui si stabilisce la famiglia McCourt a Limerick, dopo aver lasciato l'abitazione della madre di Angela. Qui vivono fino alla morte del fratellino di Frank, Oliver.
"Mamma dice che lei a Windmill Street non può restarci un minuto di più. Il ricordo di Oliver in quella stanza, Oliver a letto, Oliver che gioca per terra, Oliver seduto sulle ginocchia di Papà accanto al fuoco, non la fa dormire." fonte14x14
Indirizzo: Windmill Street, Limerick

Barrack Hill

Una delle case in cui ha abitato lo scrittore, nonché il Frank del romanzo, si trovava in Barrack Hill. Nonostante rimanga la caratteristica collinetta su cui sorge il quartiere, la zona ha cambiato aspetto perché da allora è stata riedificata.
"Ci trasferiamo a Roden Lane, in cima a un colle che si chiama Barrack Hill. Da un lato del vicolo ci sono sei case e dall'altro una. Le case si chiamano due su, due giù: due stanze sopra, due stanze sotto. La nostra sta in fondo e è l'ultima delle sei. Accanto c'è una baracca, il gabinetto, e poi una stalla".fonte14x14
Questa è l'abitazione nella quale vivono i McCourt per la maggior parte del tempo narrato dal romanzo: qui si svolge la famosa scena del pranzo di Natale a base di testa di maiale, e qui si trova "Little Italy", ovvero la stanza al secondo piano che è stata ribattezzata "l'Italia" perché quando piove e si allaga il piano terra, tutta la famiglia si trasferisce al secondo piano che è un po' come "fare una vacanza in Italia":
"Mamma ci dice che c'è stato un allagamento tremendo, che la pioggia è scesa giù dal vicolo e si è riversata in casa da sotto la porta. Loro hanno tentato di fermarla con gli stracci ma gli stracci si sono inzuppati e hanno fatto passare la pioggia. Come se non bastasse la cucina si è riempita di una puzza nauseabonda per via della gente che andava a svuotare i secchi. Secondo Mamma dovremmo restare al piano di sopra finché non smette di piovere. D'inverno staremo al caldo e a primavera quando vedremo che i muri o il pavimento si sono asciugati potremo riscendere di sotto. Papà dice che è come andare in vacanza all'estero in un posto caldo tipo l'Italia. Così chiameremo d'ora in avanti il piano di sopra: l'Italia.fonte14x14
La cucina e "Little Italy" sono riprodotte secondo la descrizione dello scrittore nel Frank McCourt Museum.

Little Barrington Street

Little Barrington Street, oggi come allora, è un vicolo, come dice il signor McCaffrey a Frank: "Little Barrington Street. Questo qua è un vicolo. Perché lo chiami via? Tu abiti in un vicolo, non in una via."
In questa zona, che ha mutato notevolmente aspetto dagli anni in cui vi viveva lo scrittore, sono state messe in atto una serie di iniziative volte a riqualificarla, come la tinteggiatura degli edifici con colori vivaci.
Indirizzo: Little Barrington Street, Limerick

St Vincent de Paul

L'edificio dell'associazione San Vincenzo dei Paoli che aiutava i poveri, spesso menzionata nel romanzo Le ceneri di Angela si trova accanto alla ex Leamy's School, oggi Frank McCourt museum.
"Io e Malachy accompagniamo Mamma alla San Vincenzo e ci mettiamo in fila per vedere se si riesce a rimediare qualcosa per il pranzo di Natale, magari un'oca o un prosciutto, ma il signore dice che questo Natale a Limerick sono tutti disperati. Poi le dà una tessera per la bottega della McGrath e un'altra per andare dal macellaio.fonte14x14 
Indirizzo: Hartstonge street, Limerick


Desmond O'Grady

Targa commemorativa

La targa è stata inaugurata il 24 febbraio 2015 nel luogo in cui il poeta e traduttore O'Grady iniziò a leggere le sue poesie nel circolo di lettura locale. L'iscrizione recita: "The Limerick Writers' Centre / Desmond O'Grady / (1935-2014) / Poet - Teacher - Translator / Began reading his poetry at The White House / Bar in 1954 as part of The Poetry Circle -- Plaque unveiled by / President of Ireland, / Michael D. Higgins / 24th Feb. 2015 / Limerick literary trail".
Indirizzo: The White House 52, O'Connell Street, Limerick

 

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Narrativa

Frank McCourt, Le ceneri di Angela, Milano, Adelphi

 

I luoghi di Charles Dickens

United Kingdom Londra

Casa museo

 

Targa commemorativa nella zona in cui visse

La targa indica che Dickens visse dal 1851 al 1860 in un edificio che si trovava in questo luogo. Durante questo periodo scrisse opere come Casa desolata, La piccola DorritTempi difficili, Storia di due città, e parte di Grandi speranze. Nel giardino della casa aveva fatto costruire un piccolo teatro prendendo parte agli spettacoli che vi venivano messi in scena. Durante l'allestimento di The Frozen Deep, che aveva scritto con Wilkie Collins, si innamorò di Ellen Ternan, giovane attrice che era stata ingaggiata per recitare nell'opera. Poco tempo dopo si separò dalla moglie Catherine e si trasferì a Gads Hill nel Kent.
Hans Christian Andersen fu ospite di Dickens in questa abitazione e scrisse: "Un grande giardino con un prato e alberi alti che si innalzano dietro la casa e che gli danno un'atmosfera campagnola nel mezzo dei fumi di gas e carbone di Londra".fonte14x14
La targa recita: "1851 - 60 / Charles Dickens / Novelist / lived in Tavistock / House near this / site".
Indirizzo: Tavistock Square, Londra

Targa commemorativa

Questa targa in marmo è un bassorilievo che ritrae il profilo dello scrittore e alcuni personaggi tratti dalle sue opere. L'iscrizione in alto recita: "While living in a house on this site / Charles Dickens / wrote six of his principal works, / characters from which appear / in this sculptured panel". 
I personaggi ritratti sono: nella fila in alto, Scrooge, Barnaby, Little Nell e Granddad. Nella fila in mezzo Dombey e la figlia, Mrs. Gamp; nella fila in basso, David Copperfield e Mr. Micawber. 
La targa è stata realizzata nel 1960 da Estcourt James Clack, come indica l'iscrizione nell'angolo in alto a destra.
Dickens aveva vissuto al numero 1 di Devonshire Terrace, edificio che si trovava in questa zona, tra il 1839 e il 1851. Negli anni Cinquanta del Novecento fu demolito e vi fu costruito l'attuale edificio.
Indirizzo: Ferguson House, Marylebone Road 15, Londra

Tomba nell'Abbazia di Westminster

 

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Antonio De Nino

Targa commemorativa

La targa recita: "Qui / dove sorgeva la sua piccola casa / visse / modesto e magnanimo / Antonio De Nino / che schiettamente narrò le tradizioni popolari d'Abruzzo / e dalla sua terra dischiuse testimonianze d'antica civiltà -- 1836-1907 / 18 aprile XXI e.f.".
Indirizzo: via Antonio De Nino, Sulmona


Leopoldo Dorrucci

Targa commemorativa

La targa recita: "In questa casa / nacque, visse e operò / Leopoldo Dorrucci / (1815-1888) / sacerdote, letterato e patriota / elegante traduttore / dei versi di Ovidio / a duecento anni dalla nascita / i sulmonesi posero".
Indirizzo: via Leopoldo Dorrucci, Sulmona


Gwyn Griffin

Targa commemorativa

Il romanziere inglese Gwyn Griffin scrisse molte opere ambientate nelle colonie inglesi. Dopo aver vissuto in Australia e nelle isole Canarie, si stabilì con la moglie a Introdacqua, in provincia dell'Aquila. La targa recita: "1842 / Francesco Tabassi accolse qui / Edward Lear / che per gli inglesi descrisse / l'industre costume sulmonese / 1960-1963 / tra la gente nostra scelse dimora / Gwin Griffin / romanziere illustre / 1975 / predilesse gli ospiti / Angelo Maria Scalzitti / unito a tutti / dall'amore per le lettere" (nella targa è indicato come "Gwin" ma la trascrizione corretta sarebbe "Gwyn").
Indirizzo: cortile di palazzo Tabassi, via Panfilo Mazara, Sulmona


Ovidio

Il poeta romano nacque ne 43 a.C. a Sulmona, che in epoca romana si chiamava "Sulmo", da una famiglia facoltosa. Nel quarto libro dell'opera poetica Tristia ("Tristezze"): scrive: "Sulmo mihi patria est, gelidis uberrimus undis, milia qui novies distat ab Urbe decem." ("Sulmona è la mia patria, ricchissima di acque gelide, distante nove miglia dalla città di Roma").

Statua commemorativa

Una statua in bronzo fu realizzata dallo scultore romano Ettore Ferrari e installata in piazza XX settembre nel 1925. Sul basamento in marmo sono incisi due famosi tratti dall'opera Tristia: "Sulmo mihi patria est / Pelignae dicar gloria gentis ego" ovvero "Sulmona è la mia patria / io sarò chiamato gloria della gente peligna" (i Peligni erano un antico popolo che abitava parte dell'odierno Abruzzo).
Indirizzo: piazza XX settembre, Sulmona

Monumento commemorativo

Un blocco di pietra che riporta le parole tratte dal quarto libro di Tristia dove il poeta indica la città come la sua patria, "ricchissima di acque gelide": "Sulmo mihi / patria est / gelidis / uberrimus undis -- Ovidius, Tristia IV 10 -- Ass. Naz. Alpini".
Indirizzo: Corso Ovidio, Sulmona


Angelo Maria Scalzitti

Targa commemorativa

Lo scrittore e giornalista Angelo Maria Scalzitti (1932 – 1975) , nato a Sulmona, è ricordato in questa targa affissa sul palazzo Mazzara, famiglia nobile da cui discendeva la madre.
La targa recita: "1842 / Francesco Tabassi accolse qui / Edward Lear / che per gli inglesi descrisse / l'industre costume sulmonese / 1960-1963 / tra la gente nostra scelse dimora / Gwin Griffin / romanziere illustre / 1975 / predilesse gli ospiti / Angelo Maria Scalzitti / unito a tutti / dall'amore per le lettere".
La targa ricorda inoltre che il nobile Francesco Tabassi (1795-1877) ospitò nel suo palazzo di via Mazarra il viaggiatore inglese Edward Lear.
Indirizzo: cortile di palazzo Tabassi, via Panfilo Mazara, Sulmona


Ignazio Silone

Fondazione Silone

La fondazione, trasferita a Sulmona dopo il sisma dell'Aquila nel 2009 (si trovava in via Sallustio 62), ha istituito il "Premio Internazionale Silone" per premiare le opere e i saggi incentrati sullo scrittore abruzzese.
Indirizzo: Piazza SS. Annunziata, Sulmona

I luoghi di Alda Merini

Italy Milano

Spesso soprannominata "la poetessa dei Navigli" perché qui visse gran parte della sua vita, in particolare dal 1986 alla sua morte nel 2009, nella piccola e disordinata casetta in Ripa di Porta Ticinese 47. Questo, il quartiere bohémien di Milano, ritorna costante nei suoi versi ed è parte integrante della sua vita.
Tra i luoghi della zona che più amava c'era il bar Chimera in via Cicco Simonetta, gestito da Laura Alunno, che stava aperto oltre la mezzanotte ed era frequentato anche da alcuni scrittori.

Targa commemorativa nella casa in cui ha vissuto

Sulla casa di Ripa di Porta Ticinese, accanto a un caratteristico balconcino che si affaccia sul Naviglio Grande, è stata affissa una targa commemorativa che recita: "Ad Alda Merini / nell'intimità dei misteri del mondo / Milano, 21/3/1931 - 1/11/2009". La targa è stata inaugurata l'anno dopo la sua scomparsa, nel giorno del suo compleanno, il 21 marzo 2010.
La sua eccentrica e disordinata camera da letto è stata ricostruita nell'attuale Spazio Alda Merini, in via Magolfa 32.
Indirizzo: Ripa di Porta Ticinese 47, Milano

Spazio Alda Merini

Alda Merini ha vissuto dal 1986 fino alla morte in via Ripa di Porta Ticinese 47. Dopo la sua scomparsa nel novembre del 2009, le figlie e un gruppo di amici hanno recuperato gli oggetti e il mobilio della sua abitazione per ricreare la sua stanza in un luogo che ne conservi la memoria. Lo spazio è stato inaugurato il 21 marzo 2011 nelle ex tabaccherie di via Magenta, divenute di proprietà comunale. Oggi lo Spazio Alda Merini è gestito dall'associazione La Casa delle Artiste che organizza inoltre eventi dedicati alla poetessa. Al piano terra si trova anche una caffetteria e una piccola libreria a tema.
La stanza di Alda, protetta da un vetro, è stata riallestita al primo piano dell'edificio esattamente com'era nella casa di Via Ripa di Porta Ticinese 47. Vi sono stati portati il suo tavolo, la sua macchina da scrivere, il suo amato pianoforte, il suo letto e molti oggetti personali. In particolare sono stati collocati nella stanza anche alcuni pezzi di muro, la cosidetta "parete degli angeli", originariamente posta dietro il letto della poetessa nella quale era solita segnare numeri di telefono, fare disegni, prendere appunti con un pennarello o con il rossetto.
Nel museo si trova anche l'originaria porta di via Ripa di Porta Ticinese e alcuni ritratti fotografici scattati da Giuliano Grittini.
Indirizzo: Via Magolfa 32, Milano
sito Sitohttps://spazioaldamerini.org/
gratis Ingresso gratuito.
orario Orari di apertura: Lunedì dalle 20,00 alle 23,00; martedì e mercoledì dalle 10,00 alle 13,00; da giovedì a domenica, dalle 17,00 alle 20,00.

Casa natale (andata distrutta)

Alda Merini nacque in viale Papiniano 57 il 21 marzo 1931, in una famiglia di modeste condizioni. Il padre, Nemo, era assicuratore, la madre, Emilia Painelli, era casalinga. La casa fu distrutta da una bomba durante la Seconda Guerra Mondiale, così la famiglia fu costretta a trasferirsi per un periodo in Ripa di Porta Ticinese.

Scuola "Laura Solera Mantegazza"

Dopo le elementari, Alda provò ad entrare al Liceo Manzoni, ma fallì la prova di italiano. Quindi si iscrisse alla scuola femminile di avviamento al lavoro "Laura Solera Mantegazza" che frequentò per tre anni.
Oggi l'istituto è ancora attivo: il nome ufficiale è "Fondazione Solera Mantegazza" e prepara all'avviamento professionale nel settore socio-sanitario.
Indirizzo: via Ariberto 11, Milano

Casa di Giacinto Spagnoletti

A partire dal 1947 Alda Merini inizia a frequentare la casa di Giacinto Spagnoletti, critico letterario che fu determinante per la scoperta della Merini come poetessa, la quale all'epoca non aveva ancora pubblicato niente.
La casa di Spagnoletti era frequentata inoltre da molti intellettuali dell'epoca come Giorgio Manganelli, Luciano Erba, Maria Corti, David Maria Turoldo, che furono importanti nel percorso di formazione della poetessa. I suoi esordi letterari si devono infatti proprio a Spagnoletti che la inserì con due liriche nell'Antologia della poesia italiana 1909-1949 pubblicata nel 1950.
Indirizzo: via del Torchio 16, Milano

Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio

Qui Alda Merini sposò Ettore Carniti, panettiere, il 9 agosto 1954.
Indirizzo: Alzaia Naviglio Grande 32, Milano

Tomba nel Cimitero Monumentale

 

Italy Taranto

Dopo la morte del marito nel 1983 e ormai sola, Alda decise di raggiungere a Taranto il poeta e medico Michele Pierri che aveva conosciuto quando frequentava il salotto di Giacinto Spagnoletti e con il quale era in contatto telefonico da quattro anni.
Nonostante la differenza di età (lui aveva 85 anni, lei 53) e la contrarietà dei figli di lui, i due si sposarono, anche se fu Alda a volere fortemente la cosa, riuscendo a persuadere Pierri che in un primo tempo si era opposto. Il periodo trascorso insieme fu breve ma intenso.
Bisognosa di cure psichiatriche, Alda fu ricoverata in una clinica psichiatrica di Taranto e poi tornò a Milano nel 1986 (alcune fonti indicano il 1987)fonte14x14; nel 1988, malato da tempo, Pierri morì.
Taranto è menzionata in alcune liriche della poetessa come Non vedrò mai Taranto bella nella raccolta Poesie per Charles.

Casa in cui ha vissuto

Dopo il matrimonio, Alda Merini visse con Pierri al numero 2 di via Pupino fino al 1986 (o 1987), quando tornò a Milano, in Ripa di Porta Ticinese 47.
Sull'edificio non è presente alcuna targa commemorativa.
Indirizzo: via Pupino 2, Taranto

Chiesa del SS. Crocifisso di Taranto

Alda Merini e Michele Pierri si sposarono in questa chiesa il 6 ottobre 1984.
Indirizzo: via Giuseppe de Cesare 37, Taranto

I luoghi di Robert Burns

 

Scotland Edimburgo

The Writers' Museum

Ritratto nella National Portrait Gallery of Scotland


Scotland Alloway, Ayrshire

Robert Burns' Birthplace Museum

Il museo dedicato al bardo scozzese Robert Burns è stato fondato nel 2010 grazie a un investimento di 21 milioni di sterline ed espone nella sua ricca collezione molti oggetti e manoscritti appartenuti al poeta.
L'allestimento, moderno e ben strutturato, offre un'incursione nella vita di Burns attraverso vari percorsi tematici, tra cui uno delineato seguendo le sue poesie, di cui vengono mostrati alcuni preziosi manoscritti.
Tra le poesie messe in risalto ci sono A un topo (To a mouse), Tam O’ Shanter, Un bacio appassionato (Ae fond kiss), Auld Lang Syne. Viene data un'attenzione particolare al vernacolo scozzese impiegato dal poeta che viene insegnato a poco a poco al visitatore attraverso i pannelli dell'esposizione.
Tra gli altri temi affrontati ci sono le passioni amorose del poeta, l'attenzione per la vita agreste, il rapido e perdurante successo, le cause dibattute della sua morte.
Al museo è collegato un percorso da fare a piedi per il piccolo borgo di Alloway che conduce alla scoperta degli altri luoghi legati al poeta: il Poet’s path, il Burns Cottage, l'Alloway Auld Kirk, il Burns Monument & Gardens e il Brig O’ Doon.
Indirizzo: Murdoch's Lone, Alloway, Ayrshire
sito Sitohttp://www.burnsmuseum.org.uk/
a-pagamento Ingresso a pagamento. Il biglietto comprende anche il Burns Cottage.
orario Orari di apertura: aperto tutti i giorni dalle 10 alle 17 (potrebbe chiudere nel periodo natalizio, controllare il sito web ufficiale per ulteriori informazioni)

Poet's path

Si tratta di un breve percorso che, parallelamente a Alloway Street, conduce dal Burns' Birthplace Museum nei pressi del Burns Cottage. Nel prato che costeggia il vialetto si trovano quattro sculture che rappresentano altrettante poesie del poeta:
- il topo di To a Mouse, scultura alta 2 metri e realizzata nel 2010 da Kenny Hunter;
- una scena da Tam o'Shanter;
- una volpe da On Glenriddell's Fox Breaking His Chain, una scultura intitolata "Liberty Regain’d" e realizzata nel 2011 da Kenny Hunter;
- la riproduzione di un grosso haggis (un insaccato tradizionale della cucina scozzese) dalla poesia Ode to a Haggis, ad opera di Jake Harvey.
Indirizzo: di fronte al Burns' Birthplace Museum, Alloway, Ayrshire
gratis Ingresso gratuito.

Burns Cottage

Il Burns Cottage è la casa in cui il poeta nacque nel 1759. Sono tre stanze di cui una è la stalla: gli animali vivevano accanto agli uomini perché tra le due parti vi era un legame stretto e interdipendente.
La famiglia Burnes (questo il cognome prima che il poeta lo cambiasse in "Burns") aveva a disposizione una stanza che fungeva da salotto, probabilmente dove Robert e il fratello Gilbert ricevevano le lezioni impartitite da un maestro e dove la sera il padre leggeva ad alta voce al resto della famiglia.
L'altra stanza era la cucina dove si trovava il caminetto e i letti in cui i Burnes dormivano.
Indirizzo: Alloway Street, Alloway, Ayrshire
a-pagamento Ingresso a pagamento. Il biglietto comprende anche il Burns' Birthplace Museum.

Alloway Auld Kirk

Questa antica chiesa fu costruita nel XVI secolo ed era già un rudere all'epoca in cui al piccolo Robert Burns venivano raccontate le storie di paura e mistero ambientate tra questi ruderi. Questi racconti rimasero impressi nel suo immaginario e in seguito ispirarono il poema Tam o'Shanter, i cui versi sono oggi incisi sulle pietre che circoscrivono le mura restanti della chiesa. 
Nel piccolo cimitero di fronte alla chiesa è sepolto il padre del poeta, William Burnes, il cui epitaffio è stato scritto dal figlio (la madre invece è sepolta nel cimitero della chiesa di Bolton, East Lothian). La lapide tuttavia non è quella originale perché è stata danneggiata da alcuni visitatori che ne hanno staccato pezzi da prendere come suvenir.
Indirizzo: Alloway Street, Alloway, Ayrshire
gratis Ingresso gratuito.

Burns Monument & Gardens

Il monumento dedicato al poeta fu costruito sulla riva del fiume Don, a pochi passi dalla sua casa natale. Il progetto fu affidato all'architetto scozzese Thomas Hamilton Junior e fu finanziato pubblicamente. I lavori iniziarono il 25 gennaio 1820 e si conclusero tre anni dopo: il monumento fu infatti inaugurato il 4 luglio 1823. Si tratta di un piccolo tempietto in stile greco posto sopra un piccolo edificio che custodisce una busto in marmo del poeta realizzato da Patric Park nel 1847.
Il monumento è circondato da un giardino molto curato che rinsalda ancora una volta il legame tra il poeta e la natura.
gratis Ingresso gratuito.

Brig O’ Doon

È un ponte del XV secolo sul fiume Don che è legato soprattutto all'infanzia del poeta, il quale lo menzionerà
nelle sue poesie The Banks o'Doon e Tam o'Shanter.

 

Scotland Ayr, Ayrshire

Statua commemorativa

Realizzata dallo scultore George A. Lawson nel 1891, è stata il modello per numerose altre statue installate a Melbourne, Detroit, Vancouver, Montreal e Winnipeg.
Indiririzzo: Robert Burns Square, Ayr, Ayrshire


 

Scotland Glasgow

Targa commemorativa dove si trovava il Black Bull Inn

All'angolo tra Grassford Street e Argyle Street, dove oggi si trova una targa commemorativa, esisteva dal 1785 al 1849 un albergo in cui Robert Burns aveva alloggiato in più di un'occasione, precisamente nel giugno 1787 e nel febbraio e marzo 1788, cogliendo l'occasione per scrivere da qui alcune lettere appassionate alla sua amata, Agnes McIehose, una donna sposata a cui si riferiva come "Clorinda" firmandosi a sua volta con uno pseudonimo, "Sylvander".
L'albergo, abbastanza spazioso da ospitare circa 40 ospiti e 38 cavalli, era stato fondato dalla Highland Gaelic Society ed era gestito all'eoca da tal George Durie.
Alla chiusura dell'albergo nel 1849, gli spazi vennero adibiti a magazzino, ma l'edificio fu poi demolito definitvamente nel 1858, cosicché oggi non ne rimane traccia se non questa targa che ce ne ricorda la passata esistenza.
Indirizzo: angolo tra Grassford Street e Argyle Street, Glasgow

Statua commemorativa 

Inaugurata il 25 gennaio 1877, è stata scolpita da George Edwin Ewing. I tre bassorilievi apposti sul basamento sono stati realizzati da James Alexander Ewing, fratello minore dello scultore, e illustrano tre componimenti del poeta:  The Cottar's Saturday Night, Tam O' Shanter e The Vision.
Indirizzo: George Square, Glasgow

 

United Kingdom Londra

Busto commemorativo nell'Abbazia di Westminster

 

USA New York

Statua commemorativa nel Central Park

 

 

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