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Cimitero di Montparnasse, Parigi

on 28/07/2013
Cimitero di Montparnasse, Parigi Montparnasse Cemetery - Paris. di Jim Linwood, su Flickr

Indirizzo: 3, Boulevard Edgar Quinet, Parigi

Come arrivare: Con la metropolitana, linea 6 fermata Raspail.
gratis  Ingresso libero
orario Orari di apertura: dal 6 novembre al 15 marzo: lunedì-venerdì 08.00-17.30, sabato 08.30-17.30, festivi 09.00-17.30. Dal 16 marzo al 5 novembre: lunedì-venerdì 08.00-18.00, sabato 08.30-18.00, festivi 09.00-18.00.

Aperto nel 1824 su una superficie di 19 ettari, è il secondo cimitero più grande di Parigi, dopo il Père-Lachaise. Viene realizzato all'inizio del diciannovesimo secolo nella zona sud di Parigi assieme ad altri due importanti cimiteri, il Père-Lachaise a est e quello di Montmartre a nord.
In questa zona all'epoca sorgevano tre antiche fattorie, del quale faceva parte il mulino tuttora esistente. Quando con la Rivoluzione Francese questi terreni appartenenti al clero vennero confiscati, vi furono sepolti i poveri che morivano negli ospedali e che non potevano permettersi servizi funebri.
Con il tempo il Cimitero di Montparnasse è diventato un cimitero di artisti e intellettuali, non solo francesi, ma anche stranieri che hanno fatto di Parigi la propria città d'elezione.
Charles Baudelaire, Samuel Beckett, Guy de Maupassant, Marguerite Duras, Eugène Ionesco, Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir sono sepolti qui.
Oltre alle personalità legate al mondo letterario, nel cimitero ci sono le tombe di altri personaggi illustri come lo scultore Costantin Brancusi, il pittore Chaim Soutine, il fotografo Man Ray, il fondatore dell'omonima casa automobilistica André Citroën, il cantante Serge Gainsbourg, il compositore Camille Saint-Saëns, il fumettista Jean Giraud in arte Moebius, numerosi attori e registi come Philippe Noiret e Jacques Becker.

Ci sono quattro ingressi e la mappa del cimitero è disponibile all'ingresso di ognuno di essi.

Tra le tombe delle personalità legate al mondo letterario troviamo:

Charles Baudelaire

Nel cimitero di Montparnasse oltre alla tomba del poeta si trova anche un cenotafio che lo commemora.

 

Simone de Beauvoir e Jean Paul Sartre

Samuel Beckett 

Alphonse Boudard

Julio Cortázar

Robert Desnos

Marguerite Duras

Stéphane Hessel

Joris-Karl Huysmans

Eugène Ionesco

Joseph Kessel

Guy de Maupassant

Catulle Mendès

Charles Augustin de Sainte-Beuve

Susan Sontag

Tristan Tzara

César Vallejo

Altri scrittori sepolti qui

Raymond Aron (1983)
Aloysius Bertrand (1841)
Paul Bourget (1935)
Roger Caillois (1978)
Emil Cioran (1995)
François Coppée (1908)
Charles Cros (1888)
Léon-Paul Fargue (1947)
Carlos Fuentes (2012)
Henry Gauthier-Villars (1931)
Gustave Kahn (1936)
Maurice Leblanc (1941)
Leconte de Lisle (1894)
Pierre Louÿs (1925)
Claude Mauriac (1996)
Jules Sandeau (1883)
Georges Schehadé (1989)
Pierre Seghers (1987)
Henri Troyat (2007)

 

Milan Kundera

Milan Kundera, nel suo romanzo L'insostenibile leggerezza dell'essere, ambienta una scena nel cimitero di Montparnasse.

   Era tutto fatto di casette, di cappelle in miniatura costruite sopra le tombe. Sabrina non capiva perché i morti volessero sopra di sé delle imitazioni di palazzi. Quel cimitero era la presunzione fatta pietra. Invece di diventare più ragionevoli dopo la morte, gli abitanti del cimitero erano ancora più sciocchi che non in vita. Mettevano in mostra sulle lapidi la propria importanza. Qui erano sepolti non padri, fratelli, figli o nonne, ma notabili e funzionari pubblici, portatori di titoli, gradi e onorificenze; persino un impiegato delle poste ostentava la sua posizione, il suo significato sociale - la sua dignità.
   Camminando lungo un viale del cimitero, vide che poco lontano stavano seppellendo qualcuno. [...] Sabina vi si chinò sopra, la fossa era molto profonda. Lasciò cadere il fiore che scese in piccole spirali e si posò sulla bara. Tombe così profonde in Boemia non ce ne sono. A Parigi le tombe sono tanto profonde quanto le case sono alte. Lo sguardo le cadde sulla pietra tombale, poggiata a lato della fossa. Quella pietra le mise paura e si affrettò a tornare a casa.
     Kundera, Milan, L'insostenibile leggerezza dell'essere, trad. Giuseppe Dierna, Milano, Adelphi Edizioni, 1985, p.129.

Ultima modifica il Lunedì, 26 Dicembre 2016 23:47

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