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I luoghi di Yukio Mishima

Japan Tokyo

Ministero della Difesa

Il Ministero della Difesa giapponese, l'allora Quartier generale delle Forze di autodifesa di Ichigaya, è il luogo dove il 25 novembre del 1970 Yukio Mishima ha compiuto seppuku, il suicidio rituale dei samurai (conosciuto anche come harakiri). Barricatosi nell'edificio accompagnato dai membri del suo esercito personale, il Tate-no-kai (“Società degli scudi”), prende in ostaggio il comandante Masuda, si affaccia dal balcone dell'ufficio e, di fronte ai soldati fatti radunare, proclama il suo ultimo discorso che esalta lo spirito ormai perduto del Giappone. Dopo 7 minuti di parole inascoltate nel baccano assordante della folla, decide di rientrate e commette il suicidio rituale assieme all'amico e membro del suo esercito Masakatsu Morita.

Non possiamo più attendere. […] Insorgeremo insieme ed insieme moriremo per l'onore. Ma prima di morire ridoneremo al Giappone il suo autentico volto. Avete tanto cara la vita da sacrificarle l'esistenza dello spirito? Che sorta di esercito è mai questo, che non concepisce valore più nobile della vita? Noi ora testimonieremo a tutti voi l'esistenza di un valore più alto del rispetto per la vita. Questo valore non è la libertà, non è la democrazia. È il Giappone. Il Paese della nostra amata storia, delle nostre tradizioni: il Giappone. Non c'è nessuno tra voi disposto a morire per scagliarsi contro la Costituzione che ha disossato la nostra patria? Se esiste, che sorga e muoia con noi!
           Mishima Yukio, “Proclama”, in Lezioni spirituali per giovani samurai, Milano, SE, 1988, pp. 123-124

Il luogo in cui Mishima ha proclamato il suo ultimo discorso e commesso seppuku è designato oggi col nome “Ichigaya Memorial Hall” e può essere visitato partecipando ad uno dei tour del Ministero della Difesa che vengono organizzati quotidianamente. Inoltre è possibile vedere la porta che presenta le tre scalfitture di spada che Mishima ha procurato scagliando altrettanti fendenti.
Indirizzo: 5-1 Honmura-cho, Ichigaya, Shinjuku-ku, Tokyo (東京都新宿区市谷本村町5-1)
sito Sito:  http://www.mod.go.jp/e/p_affair/misc/I_tour/index.html

Donzoko どん底

Donzoko è un izakaya a Shinjuku che esiste sin dal 1951. È così popolare da aver vantato clienti come Yukio Mishima e Akira Kurosawa.
L'atmosfera è calda e accogliente grazie ai suoi arredamenti di legno che ricreano un'atmosfera nostalgica e retrò. Molto famoso è il “Donzoko cocktail”, una bevanda alcolica particolare con shochu, limone, soda e un liquore segreto.
Indirizzo: 3-10-2, Shinjuku, Shinjuku-ku, Tokyo (東京都新宿区新宿3-10-2)
Come accedervi: Linee metro Marunouchi e Shinjuku, fermata Shinjuku-san-chome (Uscita C3).
sito Sito:  http://www.donzoko.co.jp

Tomba nel cimitero di Tama

Hilltop Hotel

Costruito nel 1937 nel cuore di Tokyo, nel distretto di Kanda, prima di diventare un hotel nel 1954, vi avevano sede gli uffici dell'esercito americano durante gli anni dell'occupazione.
In seguito è diventato noto per essere stato un posto favorito da molti scrittori tra cui Yukio Mishima. È molto apprezzato per la sua atmosfera classica, lontana dalle frenetiche metamorfosi che ridisegnano continuamente la capitale giapponese, e conserva nelle sue stanze arredamenti antichi e atmosfere calde.
Indirizzo: 1-1 Surugadai Kanda Chiyoda-ku, Tokyo
sito Sito: http://www.yamanoue-hotel.co.jp/eng/

Japan Kyoto

Il padiglione d'oro - Kinkakuji

È l'edificio principale del complesso del tempio Rokuon-ji. Il Padiglione d'Oro fu fatto costruire dallo shōgun Ashikaga Yoshimitsu nel 1397 e sopravvisse all'incendio che durante la guerra di Ōnin (XV secolo) distrusse tutti gli altri edifici del complesso. Il 2 giugno 1950 però, il padiglione fu distrutto da un incendio appiccato da un giovane monaco di nome Hayashi Yoken, vicenda narrata in forma romanzata nell'opera di Yukio Mishima. La presente struttura risale al 1955.
Kinkaku-ji, “Il padiglione d'oro”, fu scritto da Yukio Mishima nel 1956. Narra la storia di Mizoguchi, un giovane monaco del tempio Rokuon-ji. La sua balbuzia e bruttezza, che lo portano all'alienazione dal resto del mondo, si contrappongono alla bellezza classica del tempio, la cui immagine viene evocata e divinizzata nella mente del protagonista sin dalla sua infanzia. L'ossessivo legame tra il monaco e il tempio si stringe sempre di più fino al punto in cui, come gesto estremo e catartico, decide di distruggere il tempio e la bellezza assoluta che il tempio rappresenta, unendosi con esso nella morte.

"Il Padiglione era stato costruito con la polvere d'oro in una prolungata notte senza lume, come un sutra miniato sulle pagine blu scure di un testo liturgico. […] La bellezza di ogni singola parte era per se stessa carica d'inquietudine: vagheggiava la perfezione senza possederla, e inevitabilmente anelava a quella delle altre parti. I vari accenni, così collegati tra loro e relativi ad una bellezza che non esisteva in nessuno di essi individualmente, costituivano la caratteristica essenziale del Padiglione d'oro. Essi dunque erano segni del nulla; e il nulla era la vera essenza di quella bellezza. Così, dall'incompiutezza dei vari elementi, derivava automaticamente una generale impressione di nulla; e quella leggera costruzione di legno sottile ne tremava, come una collana di gemme trema al vento.
Nonostante tutto, la bellezza del Padiglione d'oro non scompariva! Da qualche parte ce n'era un eco sempre! […] La bellezza del Padiglione d'oro era senza pari. Adesso capivo la causa della mia spossatezza. Quella bellezza stava cogliendo l'ultima opportunità per esercitare su di me la sua forza e per incatenarmi a quell'impotenza che tanto spesso mi aveva sopraffatto in passato."  fonte14x14

Indirizzo: 1, Kinkakuji-chō, Kita-ku, Kyoto (京都市北区金閣寺町1)

Ultima modifica il Sabato, 18 Febbraio 2017 00:31
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