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Con Joyce a Trieste ©turismoletterario.com

L'esperienza di Joyce a Trieste durò poco più di 11 anni, dal 1904 al 1915 con qualche interruzione, e successivamente nel biennio 1919-20.
All'epoca la città faceva ancora parte dell'Impero austro-ungarico, ma era popolata da svariate comunità che la rendevano un crocevia di culture e religioni, grazie anche alla sua posizione di frontiera.

Durante il periodo triestino Joyce cambiò abitazione molte volte (nove sono le case in cui abitò) e in alcune visse per brevissimo tempo. Lavorava come insegnante di inglese, dapprima alla Berlitz School, poi alla Scuola superiore di commercio "Revoltella". Non mancava di impartire lezioni private per arrotondare un po' il modesto salario. La sua mancanza di capacità nel gestire le finanze familiari tuttavia lo portava ad essere quasi sempre pieno di debiti che talvolta saldava grazie ai generosi contributi di allievi facoltosi, tra cui lo scrittore Italo Svevo.
Nel 1915 Joyce dovrà lasciare Trieste a causa dello scoppio della Prima guerra mondiale, rifugiandosi a Zurigo. Vi tornerà nel 1919, ma si tratterrà soltanto due anni, per poi ripartire e non farvi più ritorno.

Info
orario 3-4 ore
costo Gratuito
bus A piedi.

Prima parte

Dalla Stazione Centrale alla Casa di via della Barriera Vecchia

1. Stazione Centrale di Trieste

Chi viene da fuori città, probabilmente raggiungerà la città in treno: è qui che Joyce e Nora arrivano il 20 ottobre 1904, da qui partiranno in seguito per Roma, Zurigo e Dublino. Anche Stanislaus Joyce, invitato dal fratello a Trieste per ricoprire il posto vacante di insegnante di inglese alla Berlitz School, arriverà con il treno a questa stazione nel 1905.

Lasciandovi la stazione alle spalle, proseguite dritto per via Miramare, che confluirà in via Carlo Ghega. Imboccate poi sulla destra via Roma e percorretela fino ad arrivare al ponte sul Canal Grande.

 

2. Statua di Joyce sul Ponterosso

Realizzata nel 2004 da Nino Spagnoli, rappresenta il legame tra James Joyce e questa città che lo ospitò dal 1904 al 1920. Alla base della scultura, una citazione tratta da una lettera alla moglie Nora che testimonia questo forte legame: “...la mia anima è a Trieste”.
Indirizzo: Ponterosso - Via Roma 16, Trieste

 

3. Prima casa di Joyce a Trieste

Proseguendo dritto arriverete in Piazza del Ponterosso dove al terzo piano del numero 3 si trova il primo appartamento triestino dei Joyce. James e Nora alloggiarono qui nel mese di marzo 1905, finché la padrona di casa non scoprirà la gravidanza della donna e, non volendo grane con neonati urlanti, decide di sfrattarli. fonte14x14
Indirizzo
: Piazza del Ponterosso 3, 3° piano, Trieste

 

4. Berlitz School, casa di James e Stanislaus Joyce

Circa 100 metri più avanti incrocerete via San Nicolò. Svoltate a sinistra per raggiungere il numero 32. In questo palazzo si trovava la sede storica della Berlitz School, fondata nel 1901 da Almidano Artifoni (personaggio che compare come maestro di musica di Stephen Dedalus nel decimo capitolo dell'Ulisse), ma che aprirà nel 1903. Fino al 1905 ha sede in via San Nicolò 32, ma dal 1906 si trasferisce al terzo piano del numero 33, dal 1909 al 1911 si sposta in via della Cassa di Risparmio 1 (già via del Canal Grande), dal 1912 alla temporanea chiusura nel 1914 per lo scoppio della guerra avrà sede in via della Sanità 10 (oggi via Diaz).
Joyce insegnerà qui dal 1905 al 1907, escluso il breve soggiorno a Roma, e farà entrare anche il fratello Stanislaus che vi lavorò più a lungo.
Quando Joyce tornerà da Roma nel 1907, si stabilirà provvisoriamente nell'appartamento del fratello, al terzo piano dello stesso edificio che ospitava la Berlitz (ora al numero 33).
Indirizzo: via San Nicolò 32, 1° piano/3° piano, Trieste

 

5. Casa di Joyce, anni 1905-1906

Sempre in via San Nicolò, al secondo piano del numero 30, lo scrittore vivrà dal 1 maggio 1905 al 24 febbraio 1906 in una stanza dell'appartamento della signora Canarutto. L'edificio di allora è stato poi abbattuto per far posto alla costruzione tuttora esistente.
Indirizzo: via San Nicolò 30, 2° piano, Trieste

 

6. Caffè "Stella Polare"

Imboccando via Dante Alighieri, che si incrocia con via San Nicolò, troverete al numero 14 (con un lato su Piazza Sant'Antonio Nuovo) lo storico Caffè "Stella Polare", frequentato dalla borghesia e dagli intellettuali triestini e stranieri. La sua apertura risale al 1865 ma l'edificio originario fu demolito e il locale si trasferì nella sede attuale. Originariamente era arredato secondo la foggia dei locali austro-ungarici, ovvero con specchi e decorazioni di stucchi. Joyce era solito frequentare il locale tra il 1907 e il 1908: testimonianza è il diario del fratello Stanislaus che ricorda il fratello in questo caffè, mentre gli leggeva brani tratti da Portrait of the Artist as a Young Man.
Indirizzo: Via Dante Alighieri 14 (già via Sant'Antonio), Trieste

 

7. Casa di Joyce, anni 1907-1909

Raggiungete via Santa Caterina da Siena, ovvero la strada parallela a via Dante Alighieri (dove si trova il Caffè "Stella Polare"). Al primo piano del civico 1 troverete la quinta casa in cui ha vissuto Joyce a Trieste, dal 1° dicembre 1907 ai primi di marzo 1909. L'edificio odierno ha un aspetto differente rispetto a quello dell'epoca.
A testimonianza del disagio che provavano vivendo in questo appartamento è il fatto che lo scrittore e Nora, per andare in camera, dovevano passare dalla stanza del fratello Stanislaus, cosa che provocava alcune liti, soprattutto quando James rientrava tardi dopo essere andato per osterie a bere. La difficoltà di vivere in uno spazio ristretto tutti assieme andava ad aggiungersi ai litigi dovuti ai ripetuti problemi finanziari di James di cui spesso Stanislaus si faceva carico, una situazione che spinse quest'ultimo ad andare a vivere da solo in una stanza in via Mazzini 27 (già via Nuova). fonte14x14
Indirizzo
: via Santa Caterina 1, 1° piano, Trieste

 

8. Vecchia sede del "Il Piccolo" e "Il Piccolo della Sera"

Proseguite a diritto lungo via Santa Caterina fino ad incrociare Corso Italia. Svoltate a sinistra e proseguite fino a raggiungere Piazza Goldoni. Qui, al numero 1, si trova Palazzo Tonello, quella che un tempo era la sede dei giornali Il Piccolo e Il Piccolo della Sera. Nel 1907 Joyce fu invitato a scrivere per Il Piccolo della Sera una serie di articoli sull'Irlanda, nove in totale, che apparvero tra gli anni 1907 e 1912 (i due articoli del 1909 erano incentrati su George Bernard Shaw e su Oscar Wilde). I rapporti con il prodirettore del giornale, Roberto Prezioso, si incrinarono quando nel 1911 Joyce notò che l'amico aveva un atteggiamento troppo intimo con la moglie Nora arrivando persino a farle dei complimenti audaci ("Il sole si è levato per lei..."). fonte14x14
Indirizzo: Palazzo Tonello, Piazza Goldoni 1, Trieste

 

9. Pasticceria "Pirona"

Proseguite lungo tutto Corso Umberto Saba, fino a quando diventerà Largo della Barriera Vecchia. Qui troverete la famosa Pasticceria "Pirona", la cui origine risale al 1900, quando fu fondata da Alberto Pirona. Era frequentata da letterati e scrittori, tra cui lo stesso Joyce che per due anni, dal 1910 al 1912, visse nella stessa via al numero 32 (oggi via Oriani 2). Dalla fine degli anni '80 non appartiene più alla famiglia Pirona, ma la nuova gestione ha mantenuto intatta la tradizione, tra cui il tipico dolce “presnitz”, un morbido tortiglione di pasta sfoglia ripieno di frutta secca che Joyce amava particolarmente.
Indirizzo: Largo della Barriera Vecchia 12, Trieste

 

10. Casa in via della Barriera Vecchia

Dall'agosto 1910 al settembre 1912 la famiglia Joyce si trasferisce in via della Barriera Vecchia 32 (ora via Oriani 2), un appartamento spazioso ma modesto, al terzo piano di uno stabile dove c'è la farmacia del dott. Giovanni Picciola, il proprietario di casa dei Joyce. In questo appartamento, oltre allo scrittore vivevano la moglie Nora, i due bambini Giorgio e Lucia, le sorelle Eileen e Eva. A pochi passi da casa c'erano la pasticceria Pirona, frequentata assiduamente da Joyce che amava i presnitz, dolci tipici triestini, e la casa di tolleranza “La chiave d'oro”, un'altra delle probabili mete dello scrittore. fonte14x14

Indirizzo: via Oriani 2 (già via della Barriera Vecchia 32), 3° piano, Trieste

 

Seconda parte

Prendete via della Madonnina (quando Largo della Barriera confluisce in via Oriani) e percorretela fino ad arrivare in Piazza del Sansovino. Attraversate anche l'adiacente Piazza Gian Battista Vico (o costeggiatela percorrendo via Capitolina) per incrociare in via Donato Bramante. Svoltando a destra, dopo pochi metri troverete il civico 4.

 

11. Casa di Joyce, anni 1912-1915

Dopo il lungo peregrinare “immobiliare” di Joyce, da una residenza temporanea all'altra, quella al secondo piano di via Bramante 4 può considerarsi la più definitiva: Joyce si trasferì nel settembre 1912 fino al giugno 1915 e qui iniziò a scrivere l'Ulisse, come ricorda una targa apposta sulla facciata dell'edificio, e completò Esuli. In questo periodo lavora alla Scuola superiore di Commercio “Revoltella”, grazie all'amico Ettore Schmitz (lo scrittore Italo Svevo) che gli fa ottenere il posto. Nella casa in via Bramante inoltre tiene alcune lezioni private nella stanza riservata agli ospiti, dove si trova inoltre il pianoforte acquistato a rate con cui James si esercita al canto. Un allievo di Joyce, Dario de Tuoni, ci descrive alcune particolarità della casa, come ad esempio l'assenza di libri nella sala: «Quando si rendeva necessaria la presenza di un libro, Joyce si infilava nella camera da letto, affrettandosi a chiudere la porta alle sue spalle. Dopo un po' ricompariva con il libro desiderato […] Ogni vano con le porte costantemente chiuse costituiva una specie di compartimento stagno, in cui la vita scorreva per conto proprio indipendentemente da quanto accadeva nell'ambiente vicino».fonte14x14
Indirizzo: Via Donato Bramante 4, 2° piano, Trieste

 

12. Cattedrale di San Giusto

Continuando su via Donato Bramante arriverete in via San Giusto. Qui potete svoltare a destra e salire verso la Cattedrale di San Giusto, dove il 12 aprile 1915 si sposa la sorella dello scrittore, Eileen Joyce, con Frantisek Schaurek, cassiere in una banca triestina. Joyce, indossando un vestito elegante che si era fatto prestare per l'occasione, accompagna la sorella all'altare.
Tornando all'incrocio tra via Bramante e Via San Giusto, svoltate a sinistra e raggiungete la vicina via San Michele. Percorretela tutta fino in fondo, quando troverete sulla sinistra via della Rotonda. Prendiamo questa strada e al prossimo incrocio giriamo a destra in via della Madonna del Mare, dove al numero 13 troviamo il Museo Joyce.

 

13. Museo Joyce

Compreso nella stessa struttura del Museo Sveviano (dedicato a Italo Svevo), il museo nasce nel 2004 e racconta il legame tra James Joyce e Trieste. Inoltre ogni anno, nel Bloomsday, il 16 giugno, organizza eventi per celebrare lo scrittore irlandese e il suo romanzo più famoso, l'Ulysses. Al suo interno troviamo delle lettere autografe, un video e del materiale per approfondire la vita di Joyce a Trieste.
Indirizzo: II piano, Via Madonna del Mare 13, Trieste
gratis  orario  sito

 

14. Casa di Joyce, anni 1919-20

Dopo la Prima guerra mondiale, Joyce torna a Trieste, che aveva lasciato per rifugiarsi a Zurigo. La sua ultima residenza triestina, quella in cui visse dall'ottobre 1919 al luglio dell'anno successivo, fu l'appartamento della sorella Eileen, al terzo piano di via della Sanità (oggi via Diaz), che seppur molto spazioso, arrivò ad accogliere ben undici persone: James e Nora con i due figli, il fratello Stanislaus, la sorella Eileen con il marito Frantisek Schaurek e due figlie, la cuoca Ivanka e la bambinaia Loiska.
Indirizzo: via Armando Diaz 2 (già via della Sanità 2), 3° piano, Trieste

 

15. Teatro comunale "G. Verdi"

Poco più avanti, oltre Piazza Unità d'Italia, in Riva 3 Novembre, si trova un bell'edificio che si ispira al Teatro Alla Scala: è il Teatro comunale "G. Verdi". Nonostante fosse costantemente squattrinato, quando poteva permetterselo Joyce andava all’opera. Era un appassionato del melodramma e lui stesso aveva preso lezioni di canto, esercitandosi col pianoforte che aveva acquistato a rate. Frequentava il loggione che in Giacomo Joyce ci descrive come un posto non proprio gradevole: “Loggione. Le pareti impregnate trasudano un vapore umido. Una sinfonia di odori fonde la massa di accalcate forme umane: puzzo stantio di ascelle, annusamento di aranci, petti sudaticci di unguenti, acqua di resina, fiato di cene all’aglio solforoso, fetide scorregge fosforescenti, gaggia, lo schietto sudore delle donne maritate e maritabili, la puzza saponosa degli uomini…” fonte14x14
Indirizzo: Riva 3 Novembre, 1, Trieste

 

 

16. Chiesa greco-ortodossa di San Nicolò

Poco più avanti, si trova la Chiesa greco-ortodossa di San Nicolò (Riva 3 Novembre). Joyce non era credente ma a volte si recava in questa chiesa per assistere alla messa secondo il rito greco-ortodosso, affascinato dalla funzione che poi descrive in una lettera del 4 aprile 1905 al fratello Stanislaus: "La messa greca è strana. L'altare non è visibile, ma ogni tanto il prete apre i cancelli e si fa vedere. Li apre e li richiude circa sei volte [...]".  fonte14x14

 

Il nostro itinerario termina qui. Ci sono altri luoghi joyciani a Trieste, alcuni purtroppo scomparsi, distrutti dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale (la casa di Italo Svevo in cui Joyce andava a insegnare inglese) e altri destinati ad altro uso (come il Ristorante Dreher in piazza della Borsa). Ulteriori punti di interesse non compresi in questo itinerario sono presenti nella pagina dedicata allo scrittore e indicati sulla mappa.

 

Scarica la mappa in formato KML.

 

 

 

Ultima modifica il Domenica, 05 Aprile 2015 20:34

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TurismoLett @CRobbiano @CasaLettori Ottimo libro! Ricco di spunti per delle belle passeggiate letterarie a Trieste! 😍
TurismoLett @CRobbiano @Rizzoli_Lizard Bellissima... il portone è quasi sempre chiuso ma se riuscite a farvi aprire sembrerà di… https://t.co/stic7rNow8

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