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Nuoro "View from achurch in Nuoro, Sardinia 1" di ozzadavies, su Flickr

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Grazia Deledda

Museo Deleddiano

Il museo dedicato alla scrittrice si trova in quella che fu la sua casa natale, un palazzo di circa metà Ottocento nell'allora via Cairoli, dove la Deledda vi abitò fino al matrimonio, nel 1900. L'edificio è stato dichiarato monumento nazionale nel 1937, poi acquistato dal Comune di Nuoro nel 1968 e donato all'ISRE (Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna) che si occupò dell'allestimento del museo deleddiano, anche grazie alla donazione della famiglia Madesani-Deledda, che concesse gran parte del materiale esposto, tra cui manoscritti, oggetti personali e fotografie. Il museo è stato aperto ufficialmente il 5 marzo 1983.
Alcune stanze sono state ricreate anche grazie alle descrizioni lasciateci dalla scrittrice, come la cucina dove trascorreva molto del suo tempo, e lo studio del periodo trascorso a Roma, ricreato grazie al mobilio originale.
"E la cucina era, come in tutte le case ancora patriarcali, l'ambiente più abitato, più tiepido di vita e d'intimità. C'era il camino, ma anche un focolare centrale, segnato da quattro liste di pietra: e sopra, ad altezza d'uomo, attaccato con quattro corde di pelo alle grosse travi del soffitto di canne annerite dal fumo, un graticciato di un metro quadrato circa, sul quale stavano quasi sempre, esposte al fumo che le induriva, piccole forme di cacio pecorino, delle quali l'odore si spandeva tutto intorno. [...] Gli oggetti più caratteristici stavano sulla scansia; ecco una fila di lumi di ottone, e accanto l'oliera per riempirli, col lungo becco e simile a un arnese di alchimista: e il piccolo orcio di terra con l'olio buono, e un armamento di caffettiere, e le antiche tazze rosse e gialle, e i piatti di stagno che parevano anch'essi venuti da qualche scavo delle età preistoriche: e infine il tagliere pastorale, cioè un vassoio di legno, con l'incavo, in un angolo, per il sale..." fonte14x14
Il museo si snoda in dieci sale che ricostruiscono gli ambienti in cui ha vissuto la scrittrice e il suo rapporto con Nuoro e la Sardegna. Non mancano alcuni spazi dedicati al suo soggiorno romano, come il suo studio che aveva nell'abitazione in Via Porto Maurizio a Roma, e la sala del Premio Nobel, dove è esposto il diploma e la medaglia originale.
La targa apposta sulla facciata dell'edificio recita: "Nata in questa umile casa / Grazia Deledda / vi schiuse lo spirito / alla forte poesia della sua isola / facendo della passione di Sardegna / l'anima della propria arte / che è gloria italiana nel mondo / MDCCCLXXI - MCMXXXVI".
Indirizzo
: Via Grazia Deledda 42, Nuoro
sito gratis orario

Tomba nella Chiesa della Madonna della Solitudine

Alla morte della scrittrice, le sue spoglie furono sepolte nel Cimitero del Verano a Roma, dove risiedeva col marito Palmiro Madesani. A Nuoro fu però indetto un concorso per ristrutturare la piccola Chiesa della Madonna della Solitudine, ai piedi del monte Ortobene, un luogo molto caro alla Deledda, spesso ambientazione dei suoi romanzi, come appunto La chiesa della solitudine (Milano, Treves, 1936). Il concorso fu vinto da Giovanni Ciusa Romagna, che riprogettò l'edificio proprio per accogliere le spoglie della scrittrice, poi traslate dal Cimitero del Verano all'interno della chiesa, custodite in un semplice sarcofago di granito nero.
Indirizzo: Strada Provinciale 42, 2, Nuoro

Ex Convento dei Padri Minori Osservanti

Costruito tra Cinque e Seicento, è una delle strutture architettoniche più antiche della città. Nel 1866, per la legge sulla soppressione di alcuni ordini religiosi, l'edificio è stato adibito a numerosi scopi fino a diventare una scuola elementare: qui studiarono infatti Grazia Deledda, Salvatore Satta e Indro Montanelli (che visse a Nuoro dal 1920 al 1925).
Nel romanzo Cosima, la Deledda ci dice che "le Scuole erano in un antico Convento al limite estremo della cittadina" e le descrive così: "Il viaggio, per arrivare al convento che serve da caseggiato scolastico, è tutto avventuroso per lei: bisogna scendere per strade strette male selciate, attraverso casette di povera gente, fino alla piazza, le erbivendole con i loro cestini di verdurai... Il convento ha due ingressi, uno per i maschi, l'altro per le femmine: a questo si sale per una breve scaletta esterna, e si entra in un lungo corridoio chiaro e pulito sul quale si aprono le aule: piccole aule che sanno ancora di odore claustrale, con le finestre munite di inferriata, dalle quali però si vede il verde degli orti e si sente il fruscio dei pioppi e delle canne della valle sottostante"
Indirizzo: Via Alessandro Manzoni 6, Nuoro.

Il pino di Grazia Deledda

C'è un pino solitario alla periferia di Nuoro, tra la zona Badu ‘e Carros, sotto il quale si dice che la scrittrice fosse solita sedersi e scrivere le sue opere giovanili. Nel 1994 gli alunni delle V C e D della scuola elementare "Calamida" vi hanno apposto una targa commemorativa, che recita un passo dal romanzo Cosima: "...Centinaia di uccelli svolazzavano sui rami battuti dal sole, e parevano d'oro e d'argento: ogni loro battere d'ali faceva cadere goccie simili a scintille: e ad ogni ago delle foglie era infilata una perla dai colori dell'iride. Pareva un albero magico, fatto di uccelli, di rubini, smeraldi e diamanti."
Tuttavia, nonostante sia comunemente indicato come il pino della Deledda, secondo altre fonti il vero pino non è quello in questione, ma un altro che si trovava 100 metri più a sud, abbattuto da un fulmine nel febbraio 1967, come ci testimonia una foto scattata da Remo Branca, che conobbe la scrittrice. fonte14x14
Anche se quello esistente si trattasse di un falso storico, è comunque legato nell'immaginario al ricordo della Deledda; per questo motivo recentemente è stato deciso dal Comune di Nuoro di preservarlo cercando di salvare la pianta che aveva rischiato l'abbattimento per problemi di sicurezza.
Indirizzo: Viale Murichessa 1, Nuoro
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Ultima modifica il Domenica, 11 Ottobre 2015 21:23

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