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Ravenna "Ravenna" di Gregorio Parvus, su Flickr

Nata in età preromana, si sviluppa grazie alle infrastrutture fluviali e portuali sotto l'Impero romano. Diventa capitale dell'Impero romano d'Occidente nel 402 e qui viene deposto l'ultimo imperatore, Romolo Augusto, nel 476. Vede un periodo di fioritura artistica dopo essere divenuta capitale del governo bizantino in Italia e a questo periodo risalgono i famosi mosaici, espressione dell'arte bizantina.
Dopo un periodo di dominio prima longobardo, poi franco, divenne una signoria guidata dalla famiglia Da Polenta dal 1275 fino alla metà del XV secolo. Ad essi si sostituì il dominio veneziano dal 1441 fino al 1509, quando passò allo Stato Pontificio retto all'epoca da Giulio II, dal quale si liberò definitivamente nel 1859 per essere annessa l'anno successivo al Regno d'Italia.
Tra le figure letterarie legate alla città spicca Dante Alighieri, che qui si rifugiò dopo l'esilio da Firenze e vi morì nel 1321 dopo aver contratto la malaria durante il viaggio di ritorno di un'ambasceria a Venezia.

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Autori correlati

 

Dante Alighieri


George Gordon Byron


Henry James


Oscar Wilde

 


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Mausoleo di Galla Placidia

L'edificio funebre commissionato dall'imperatrice Galla Placidia, del V secolo, ha impressionato numerosi scrittori per i suoi splendidi mosaici.
Nella poesia Ravenna, Gabriele D'Annunzio scrive riferendosi alla cupola: "nel buio della notte, spiragli d'oro".
Giuseppe Ungaretti in Svaghi parla di un "azzurro intenso fino alla disperazione, [che] può, per l'intimo furore del fuoco, fondersi, polverizzarsi in raggi". Henry James in Ore italiane scrive: " Il luogo potrebbe assomigliare ad una piccola grotta naturale, striata di minerali luminescenti; c'è qualcosa di assolutamente spaventoso a sostare in silenzio così vicino a questi tre fantasmi imperiali. L'ombra del gran nome romano si stende su quei giganteschi sepolcri e dimora per l'eternità dentro quelle anguste pareti."

 

Ultima modifica il Giovedì, 31 Ottobre 2019 00:10
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