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Modena Foto di Carla Costa

La città di Modena ha origini etrusche: già dal V secolo esisteva un insediamento che divenne in seguito colonia romana. Dopo essere stata per due secoli un avamposto del regno longobardo, fiorisce come capitale del Ducato d'Este, soprattutto a partire dal 1598, dopo la cessione della signoria di Ferrara allo Stato pontificio, periodo in cui la città diventa un importante centro culturale e economico. Superata la breve parentesi degli anni napoleonici, Modena diventa protagonista dei moti risorgimentali, con la fallita insurrezione guidata da Ciro Menotti, fino al 1859 quando il governo ducale di Francesco V d'Este fu rovesciato. L'anno successivo Modena fu annessa al Piemonte, divenendo parte del futuro Regno d'Italia.

Modena è legata a intellettuali come lo scrittore e storico Francesco Guicciardini, che ne fu governatore dal 1516 al 1523, e Ludovico Antonio Muratori, studioso settecentesco considerato il padre della storiografia italiana. Modena è inoltre la città in cui è nata la storica casa editrice Guanda, fondata da Ugo Guandalini nel 1932.

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Francesco Guicciardini

Targa commemorativa

Guicciardini fu nominato ambasciatore e governatore di Modena dal 1516 per conto della famiglia Medici e vi rimase fino al 1522. Nel cortile del palazzo dove attualmente si trova il Comune di Modena c'è una lapide che lo ricorda: "Francisco Guicciardino patritio / Florentino ac iurecons clarissimo / Avrea quod positis remearunt secula bellis / et sua sunt veteri reddita iura foro / Quod ceptæ assurgunt moles et tecta domorum / Totaq. In equales urbs patefacta vias / Hec tibi servati posuerunt munera cives / Et titulis auctum te volvere piis. --- Dall'originale nel Museo lapidario".
Indirizzo: via Scudari 20 (cortile dell'edificio che ospita il Comune di Modena), Modena.


Ludovico Antonio Muratori 


Alessandro Tassoni

(1565-1635) Scrittore e poeta originario di Modena, studiò legge, retorica e filosofia nelle università di Bologna, Pisa e Ferrara. Entrato al servizio del cardinale Ascanio Colonna come segretario, lo seguì in Spagna per poi tornare nel 1618 in Italia, a Roma, per diventare segretario del duca Carlo Emanuele I di Savoia. Dopo un soggiorno a Torino, rientrò a Modena dove rimase alla corte estense di Federico I fino alla morte.
Tassoni è l'autore del primo poema eroicomico italiano, La secchia rapita, completato nel 1618 ma pubblicato nel 1630 a Venezia. La secchia rapita trae ispirazione dalla battaglia di Zampolino, il conflitto tra Bologna e Modena che ebbe luogo nel 1325, dove sembra che in risposta ad un'incursione dei bolognesi nel territorio nemico, i modenesi risposero inseguendoli fino a Bologna portando via come trofeo di guerra una secchia di legno trovata presso un pozzo dove si erano fermati per dissetarsi.

Monumento ad Alessandro Tassoni

A nord rispetto alla Torre Ghirlandina, è stata collocata nel 1860 una statua che raffigura Alessandro Tassoni. Sul piedistallo della statua si trova l'iscrizione: "Ad Alessandro Tassoni dopo due secoli. I concittadini. 1860".
Indirizzo: Piazza Torre, Modena.

La Secchia rapita nella torre Ghirlandina

Nella torre Ghirlandina, a fianco dell'abside del Duomo, venivano custoditi documenti e forzieri del Comune. Ancora oggi nella Sala della Secchia si trova una copia della celebre Secchia rapita. Un'iscrizione ricorda come la secchia fu d'ispirazione per il celebre poema eroicomico di Alessandro Tassoni: "Questa secchia, trofeo di guerra / rapita dai modenesi ai bolognesi / l'anno MCCCXXV, subito dopo la battaglia di Zappolino ispirò ad / Alessandro Tassoni il titolo e / il disegno del primo e maggiore / poema eroicomico italiano --- Luglio MCMXIII".
Indirizzo: Piazza Grande, Modena.
sito a-pagamento orario

La vera Secchia rapita

Nel palazzo comunale di Modena, all'interno del Camerino dei Confirmati, tra la Sala del Fuoco e la Sala del Vecchio Consiglio, è conservata in una teca l'originale della Secchia rapita.
Indirizzo: Piazza Grande, Modena.
sito a-pagamento orario

 

Ultima modifica il Lunedì, 02 Novembre 2015 21:16

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