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Torino Torino di bluestardrop - Andrea Mucelli, su Flickr

 Città di scrittori e editori, Torino è da sempre stata una città dal grande fervore intellettuale ed ancora oggi rappresenta un punto di riferimento importante con il Salone Internazionale del Libro che qui si tiene ogni anno nel mese di maggio.

Sin dal XVI secolo, molti intellettuali vi hanno soggiornato e ne hanno scritto nelle loro opere, diari e lettere: Erasmo da Rotterdam, Torquato Tasso, Jean-Jacques Rousseau, Lev Tolstoj, Emilio Salgari, Natalia Ginzburg, Italo Calvino, Cesare Pavese, Primo Levi... Tanti sono i nomi che le strade di Torino spesso omaggiano con iscrizioni e monumenti.

 

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Autori correlati

 

Vittorio Alfieri


Edmondo De Amicis

Visse a Torino alcuni periodi della sua vita sia da adolescente (vi frequentò il liceo), sia in età adulta. A Torino è anche ambientato il suo libro più famoso, Cuore, le cui vicende si svolgono tra il 1878 e il 1886, e il libro La carrozza di tutti (1899) dedicato proprio alla città.

Abitazione dove scrisse Cuore

De Amicis abitò a Palazzo Perini in Piazza XVIII Dicembre (all'epoca Piazza San Martino 1), nell'edificio all'angolo con Corso San Martino.
Indirizzo: Piazza XVIII Dicembre, Torino

Abitazione di Via Pietro Micca

Dopo Piazza XVIII Dicembre, De Amicis visse in Via Pietor Micca, all'ultimo piano in un appartamento di 25 metri quadri. Oggi è un ufficio ad uso privato.
Indirizzo: Via Pietro Micca 10, Torino

Abitazione dove scrisse La carrozza di tutti

De Amicis abitò in questa piazza, vi scrisse La carrozza di tutti e vi ambientò il racconto Primo maggio.

“Il Bianchini rimontò verso piazza Statuto. La gente era raffittita ancora, i bottegai erano sugli usci, molti curiosi alle finestre, senza che nulla giustificasse la cosa. Tutti si guardavano a vicenda, e intorno. C'erano crocchi di donne e ragazzi alla cantonata. Si sentiva come un ronzio diffuso. Circolava la vita ordinaria, ma rallentata e come distratta da un'aspettazione. Ogni più piccolo rumore, come il grido d'un ragazzo, una persiana sbattuta con violenza, faceva voltare cento visi...” fonte14x14

Indirizzo: Piazza Statuto, Torino

Monumento a De Amicis

Realizzato da Eduardo Rubino 1914 e inaugurato 9 anni dopo in piazza Carlo Felice, nel giardino Sambuy, si intitola  “Seminatrice delle buone parole” ed è posizionato simbolicamente di fronte ad un altorilievo raffigurante dei bambini.
Indirizzo: Piazza Carlo Felice 55, Torino

Tomba nel Cimitero Monumentale


Alexandre Dumas padre


Erasmo da Rotterdam

Iscrizione nel Palazzo dell'Università

Nel Palazzo dell'Università, oggi sede del Rettorato dell'Università degli Studi di Torino, il 4 settembre 1506 Erasmo da Rotterdam discusse la tesi di laurea in Teologia.
Sotto il portico nel cortile d'onore, dove si trovano i busti di personaggi famosi che hanno dato il loro contributo allo sviluppo dell'università, è posta una targa in suo ricordo.
Indirizzo: Via Po 17, Torino


Natalia Ginzburg

Nacque a Palermo nel 1916 ma trascorse infanzia e adolescenza a Torino, dove si sposerà con Leone Ginzburg (il suo cognome da nubile è "Levi") e frequenterà i maggiori intellettuali antifascisti.
Nel 1940 segue il marito in Abruzzo, mandato al confino per motivi politici, e scrive il suo primo romanzo, La strada che va in città, ma dopo la morte del marito, ucciso a Roma nel 1944 nel carcere di Regina Coeli, dopo un breve periodo nella capitale, tornerà a Torino. A partire dagli anni Cinquanta inizia un periodo di grande produzione letteraria, con opere come Tutti i nostri ieri, Valentino, Sagittario, fino al premio Strega del 1963, vinto con la sua opera più famosa, Lessico famigliare,  in cui rievoca la sua giovinezza trascorsa a Torino.
Nei primi anni Settanta, gli anni della strategia della tensione,  decide di dedicarsi alla politica. Nel 1983 viene eletta in Parlamento nelle liste del Partito Comunista Italiano.
Muore a Roma nel 1991 e viene sepolta nel Cimitero del Verano, dove riposa anche il primo marito Leone Ginzburg.

Residenza torinese di Natalia Ginzburg

La casa di Natalia Ginzburg si trova in quella che un tempo era via Pallamaglio, oggi al numero 11 di via Morgari. Il 24 ottobre 2014 sull'edificio è stata inaugurata una targa che recita: "In questa casa ha vissuto la scrittrice / Natalia Levi Ginzburg / (Palermo, 1916 - Roma 1991) / In occasione del XXIII anniversario della sua scomparsa / il comune pose il 14-X-2014". L'antistante "aiuola Donatello", all'angolo tra via Belfiore e via Morgari, è stata intitolata alla scrittrice.
Indirizzo: Via Morgari 11, Torino


Guido Gozzano

Casa dove nacque

Indirizzo: Via Confienza 11, Torino

Caffè Baratti & Milano

Viene fondato nel 1858 da Ferdinando Baratti e Edoardo Milano in Via Dora Grossa (angolo via Fabro), trasferendosi nel 1875 nella Galleria dell'Industria Subalpina e ampliandosi ulteriormente in Piazza Castello nel 1909.
Specialità del locale sono i gianduiotti, i cremini, le praline alla nocciola, i confetti, le paste "Barattina" e "Reale".
Gozzano dedica la poesia "Le golose" proprio alle specialità dolciarie e alle avventrici di questo caffè.

Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.
Signore e signorine-
le dita senza guanto-
scelgon la pasta. Quanto
ritornano bambine!
Perché niun le veda,
volgon le spalle, in fretta,
sollevan la veletta,
divorano la preda. [...]

Indirizzo: Piazza Castello 27, Torino

Casa dove morì

La lapide recita: “In questa casa / il 9 agosto 1916 coll'animo rivolto a Dio / moriva Guido Gozzano --- La città di Torino / che egli cantò coll'affettuosa tenerezza / della sua poesia crepuscolare / volle che le mura di questo edificio / ne serbassero il ricordo --- 9 agosto 1966".
Indirizzo: Via Cibrario 65, Torino


Antonio Gramsci


Carlo Levi

Originario di Torino e autore di Cristo si è fermato a Eboli, romanzo autobiografico scritto in Lucania durante il confino per la sua attività antifascista.

Villino Foa-Levi

Costruita nel 1904 dall'architetto Giuseppe Velati Bellini in stile liberty, è stata residenza torinese di Carlo Levi.
Indirizzo: Via Bezzecca 11, Torino


Primo Levi

Nato a Torino nel 1919, qui compie gli studi fino alla laurea in Chimica presso l'Università di Torino nel 1941, con non poche difficoltà a causa delle leggi razziali che erano entrate in vigore quegli anni.
Viene catturato da una milizia fascista nel 1943 e inviato l'anno dopo nel campo di sterminio di Auschwitz dove rimase fino alla liberazione nel gennaio 1945.
L'esperienza nel campo di concentramento lo sconvolse profondamente per tutta la vita. Tornò a Torino dove scrisse Se questo è un uomo, testimonianza di quell'esperienza tragica. Negli anni successivi scriverà La tregua e altre opere ispirate soprattutto alla sua esperienza come chimico, fino all'ultimo saggio, dove tornò sul tema dell'olocausto, dal titolo I sommersi e i salvati. L'11 aprile del 1987 Primo Levi morì cadendo dalla tromba delle scale. Le circostanze portano a credere che si sia trattato di un suicidio.

Casa dove nacque e visse fino alla morte

In questa stessa casa si erano trasferiti i genitori da Bene Vagienna. Primo Levi vi nacque e vi tornò a vivere dopo l'esperienza dei campi di concentramento fino alla morte nel 1987.
Indirizzo: Corso Re Umberto 75, Torino

Tomba nel Cimitero Monumentale


Cesare Pavese

Nato in provincia di Cuneo nel 1908, si trasferisce a Torino dove frequenta l'università. Si appassiona alla letteratura americana, di cui traduce molti testi, collabora con la casa editrice Einaudi dal 1934 e inizia a pubblicare poesie. Per motivi politici viene mandato in esilio in Calabria, ma torna a Torino nel 1936 dove continua a scrivere. Durante la Seconda Guerra Mondiale lascerà la città e trasferendosi prima a Roma e poi rifugiandosi presso Serralunga di Crea. Tornerà a Torino dopo la guerra, dove scriverà La casa in collina, Il diavolo sulle colline, La luna e i falò. Nel 1950 vince il premio Strega con La bella estate.
La fine del rapporto sentimentale con l'attrice americana Constance Dowling contribuirà al peggioramento del suo stato depressivo che lo indurrà al suicidio il 27 agosto 1950.

Casa di residenza

La lapide nel luogo dove visse per 20 anni recita: “Cesare Pavese / 1908  1950 / abitò in questa casa dal 1930 al 1950 / gli anni fecondi della / sua vita civile / e della sua operosità letteraria. / La città di Torino pose / per iniziativa del Centro Studi Piemontesi”.
Indirizzo: Via Alfonso Lamarmora 35, Torino

Caffè Platti

Cesare Pavese era un abituale cliente del Caffè Platti, a pochi passi dal Liceo D'Azeglio, la scuola che lo scrittore aveva frequentato.
Indirizzo: Corso Vittorio Emanuele II 72, Torino.

Hotel dove morì

Cesare Pavese, affetto da crisi depressive acuite da una recente delusione amorosa, morì suicida il 27 agosto 1950 nella stanza 346 di questo albergo, ingurgitando più di dieci bustine di sonnifero a base di barbiturici. La stanza conserva l'arredamento dell'epoca.
Indirizzo: Hotel Roma, Piazza Carlo Felice 60, Torino


Friedrich Nietzsche

Nietzsche amava la città di Torino, dove visse sei mesi da aprile a giugno 1888, e ne ha sempre scritto elogi entusiasti: "Torino, amico mio, è una scoperta capitale… sono di buon umore e lavoro dal mattino alla sera - un piccolo pamphlet di argomento musicale mi tiene occupate le mani. Mangio come un dio, riesco a dormire nonostante il rumore delle carrozze che passano di notte. E l'aria: secca, energizzante, allegra... il primo luogo in cui è possibile!" 
Fu proprio a Torino, il 3 gennaio del 1889 che dette i primi segni di squilibrio mentale: vide un cocchiere frustare un cavallo, che Nietzsche si convinse essere il compositore Richard Wagner. Iniziò quindi a prendere a schiaffi il cocchiere, accusandolo di aver maltrattato quel grande musicista. Le condizioni di Nietzsche continuano a peggiorare, tanto che l'amico Overbeck lo ricondusse in Germania. Si dice che lasciò la stazione Porta Nuova cantando canzoni napoletane e proclamandosi Re d'Italia. fonte14x14fonte14x14

Luogo di residenza e targa commemorativa

Nietzsche abitò in un appartamento di via Carlo Alberto e qui scrisse Ecce homo (secondo altre fonti, lo scrisse prevalentemente al caffè Fiorio -nota: Maurizio Ferraris racconta Nietzsche e la volontà di potenza, a cura di Maurizio Ferraris, Roma, Gruppo Editoriale L'Espresso, 2011). Una lapide realizzata nel centenario della nascita e scritta da Rubino, ne porta il ricordo: “In questa casa Federico Nietzsche conobbe la pienezza dello spirito che tenta l'ignoto, la volontà di dominio che suscita l'eroe. Qui ad attestare l'alto destino e il genio, scrisse Ecce homo, il libro della sua vita. A ricordo delle ore creatrici, primavera-autunno 1888, nel I centenario della nascita la città di Torino pose, 15 ottobre 1944, a.XXII a.f.” (la sigla finale sta per "era fascista", poiché la targa fu posizionata lì nel 1944).
Indirizzo: Via Carlo Alberto 6, Torino


Silvio Pellico

Iscrizione nel luogo in cui soggiornò e morì nel 1854

La targa, posta sulla facciata del palazzo nel 1865 recita: “Silvio Pellico abitò in questo palazzo molti anni e vi morì il 31 gennaio 1854”.
Silvio Pellico, dopo il periodo trascorso in carcere, si trasferì a Torino, prima nella casa dei genitori in via Barbaroux e successivamente, a seguito della morte dei genitori, a Palazzo Barolo, dove faceva il bibliotecario e dove scrisse una biografia sulla marchesa uscita postuma dal titolo La Marchesa di Barolo nata Colbert.
Dal 1865 il Palazzo è sede dell'Opera Pia Barolo, un'istituzione di pubblica assistenza e beneficenza legata alla religione cattolica e rivolta in particolare a donne indigenti, anziani, tossicodipendenti e senzatetto.
È possibile visitare gli appartamenti storici del Palazzo tra cui quelli dove ha vissuto Silvio Pellico, ovvero quella che oggi viene considerata l'“Ala Vecchia” del Palazzo.
Indirizzo: Palazzo dei Marchesi Falletti di Barolo, Via delle Orfane 7, Torino
sito a-pagamento

Iscrizione sulla residenza dove scrisse Le mie prigioni

L'iscrizione, posta nel 1932, ricorda il luogo in cui Pellico scrisse la sua famosa opera. Quando uscì dalla Fortezza dello Spielberg, il carcere di Brno, nel 1930 tornò a Torino nella casa dei genitori nel Palazzo Giriodi di Panissera e vi scrisse il libro Le mie prigioni, testo simbolo del Risorgimento pubblicato nel 1832.
La lapide recita: “In questa casa Silvio Pellico reduce dallo Spielberg nel 1832 lanciò "Le mie prigioni", pio volumetto vibrante di italianità subalpina, arma formidabile ad affrettare i destini della patria. Nella prima ricorrenza centenaria del memorando evento, il Comune. Giugno MXMXXXII”.
Il palazzo oggi è di proprietà di privati.
Indirizzo: Via Barbaroux 20, Torino

Tomba nel Cimitero Monumentale 


Jean-Jacques Rousseau

Nell'aprile 1728, all'età di 16 anni entrò nell'Ospizio dei Catecumeni di Santo Spirito in via Porta Palatina per abiurare il calvinismo e abbracciare il cattolicesimo. Si stabilì in via Po, in una soffitta in affitto. Lavorò come incisore di vasellame nella bottega di Madama Basile, ma fu cacciato perché, invaghitosi di lei, le aveva baciato la mano.
Trovò successivamente lavoro come valletto presso il conte Solaro della Chiusa e di Govone (oggi Palazzo Mazzonis).
Nell'Emilio, trattato pedagogico del 1762, parla del Po così: "Mi condussero fuori dalla città, sopra una collina molto alta, ai piedi della quale passava il Po, il cui corso freme attraverso le fertili rive che bagna", e della collina di Superga: “io ho dinanzi il più bello spettacolo che possa colpire l’occhio umano". (fonte: Mauro Silvio Ainardi, Le fabbriche da cioccolata, Allemandi, Torino, 2008).

Luogo di residenza e servizio di Rousseau

Lavorò come valletto presso palazzo Solaro della Chiusa e di Govone, oggi Palazzo Mazzonis, sede del MAO (Museo d'Arte Orientale).
Indirizzo: Palazzo Mazzonis, in via San Domenico 11


Emilio Salgari

Visse gli ultimi anni della sua vita a Torino e qui, affetto da stress, depressione e problemi familiari, si suicidò il 22 aprile 1911, nel bosco di Val San Martino, la zona collinare non molto distante dalla sua casa, dove attualmente si trova il parco di Villa Rey.

Residenza degli ultimi anni di vita

La targa posta sul muro dell'edificio recita: “Fra queste mura / Emilio Salgari / visse in onorata povertà / popolando il mondo di personaggi / fedeli ad un cavalleresco ideale / di lealtà e coraggio. / Perché gli italiani non dimentichino / la sua genialità avventurosa / il suo doloroso calvario / La rivista "Italia sul mare" / questo ricordo pose. Torino 30 aprile 1959”.
Indirizzo: Corso Casale 205, Torino


Torquato Tasso

Soggiornò a Torino dal settembre 1578 a febbraio 1579, ospite del marchese Filippo D'Este.

Iscrizione sulla sua residenza

Qui risiedette per alcuni mesi Torquato Tasso durante la sua permanenza a Torino. La targa che ne indica il luogo recita: “Torquato Tasso sul cadere dell’anno MDLXXVII abitò questa casa pochi mesi e la consacrò per tutti i secoli.”
Indirizzo: Via Pietro Egidi 6, Torino

Iscrizione nella Real Chiesa di San Lorenzo

Tasso assistette alla prima ostensione della Sacra Sindone, che fu portata da Chambery a Torino, alla presenza del Cardinale Borromeo, e per l'occasione compose anche una poesia celebrativa.
All'interno della chiesa è posta un'iscrizione che lo ricorda.
Indirizzo: Via Palazzo di Città 4, Torino


Luoghi correlati

Cimitero Monumentale


Leggere prima di partire per... Torino

Narrativa

Italo Calvino, La giornata di uno scrutatore
Natalia GInzburg, Lessico famigliare
Cesare Pavese, Tra donne sole
Mario Soldati, Le due città

 

 

Ultima modifica il Lunedì, 10 Luglio 2017 11:44

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