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Articoli filtrati per data: Agosto 2019 - TurismoLetterario.com
Articoli filtrati per data: Agosto 2019
Martedì, 03 Febbraio 2015 23:28

Con Joyce a Trieste

L'esperienza di Joyce a Trieste durò poco più di 11 anni, dal 1904 al 1915 con qualche interruzione, e successivamente nel biennio 1919-20.
All'epoca la città faceva ancora parte dell'Impero austro-ungarico, ma era popolata da svariate comunità che la rendevano un crocevia di culture e religioni, grazie anche alla sua posizione di frontiera.

Durante il periodo triestino Joyce cambiò abitazione molte volte (nove sono le case in cui abitò) e in alcune visse per brevissimo tempo. Lavorava come insegnante di inglese, dapprima alla Berlitz School, poi alla Scuola superiore di commercio "Revoltella". Non mancava di impartire lezioni private per arrotondare un po' il modesto salario. La sua mancanza di capacità nel gestire le finanze familiari tuttavia lo portava ad essere quasi sempre pieno di debiti che talvolta saldava grazie ai generosi contributi di allievi facoltosi, tra cui lo scrittore Italo Svevo.
Nel 1915 Joyce dovrà lasciare Trieste a causa dello scoppio della Prima guerra mondiale, rifugiandosi a Zurigo. Vi tornerà nel 1919, ma si tratterrà soltanto due anni, per poi ripartire e non farvi più ritorno.

Info
orario 3-4 ore
costo Gratuito
bus A piedi.

Prima parte

Dalla Stazione Centrale alla Casa di via della Barriera Vecchia

1. Stazione Centrale di Trieste

Chi viene da fuori città, probabilmente raggiungerà la città in treno: è qui che Joyce e Nora arrivano il 20 ottobre 1904, da qui partiranno in seguito per Roma, Zurigo e Dublino. Anche Stanislaus Joyce, invitato dal fratello a Trieste per ricoprire il posto vacante di insegnante di inglese alla Berlitz School, arriverà con il treno a questa stazione nel 1905.

Lasciandovi la stazione alle spalle, proseguite dritto per via Miramare, che confluirà in via Carlo Ghega. Imboccate poi sulla destra via Roma e percorretela fino ad arrivare al ponte sul Canal Grande.

 

2. Statua di Joyce sul Ponterosso

Realizzata nel 2004 da Nino Spagnoli, rappresenta il legame tra James Joyce e questa città che lo ospitò dal 1904 al 1920. Alla base della scultura, una citazione tratta da una lettera alla moglie Nora che testimonia questo forte legame: “...la mia anima è a Trieste”.
Indirizzo: Ponterosso - Via Roma 16, Trieste

 

3. Prima casa di Joyce a Trieste

Proseguendo dritto arriverete in Piazza del Ponterosso dove al terzo piano del numero 3 si trova il primo appartamento triestino dei Joyce. James e Nora alloggiarono qui nel mese di marzo 1905, finché la padrona di casa non scoprirà la gravidanza della donna e, non volendo grane con neonati urlanti, decide di sfrattarli. fonte14x14
Indirizzo
: Piazza del Ponterosso 3, 3° piano, Trieste

 

4. Berlitz School, casa di James e Stanislaus Joyce

Circa 100 metri più avanti incrocerete via San Nicolò. Svoltate a sinistra per raggiungere il numero 32. In questo palazzo si trovava la sede storica della Berlitz School, fondata nel 1901 da Almidano Artifoni (personaggio che compare come maestro di musica di Stephen Dedalus nel decimo capitolo dell'Ulisse), ma che aprirà nel 1903. Fino al 1905 ha sede in via San Nicolò 32, ma dal 1906 si trasferisce al terzo piano del numero 33, dal 1909 al 1911 si sposta in via della Cassa di Risparmio 1 (già via del Canal Grande), dal 1912 alla temporanea chiusura nel 1914 per lo scoppio della guerra avrà sede in via della Sanità 10 (oggi via Diaz).
Joyce insegnerà qui dal 1905 al 1907, escluso il breve soggiorno a Roma, e farà entrare anche il fratello Stanislaus che vi lavorò più a lungo.
Quando Joyce tornerà da Roma nel 1907, si stabilirà provvisoriamente nell'appartamento del fratello, al terzo piano dello stesso edificio che ospitava la Berlitz (ora al numero 33).
Indirizzo: via San Nicolò 32, 1° piano/3° piano, Trieste

 

5. Casa di Joyce, anni 1905-1906

Sempre in via San Nicolò, al secondo piano del numero 30, lo scrittore vivrà dal 1 maggio 1905 al 24 febbraio 1906 in una stanza dell'appartamento della signora Canarutto. L'edificio di allora è stato poi abbattuto per far posto alla costruzione tuttora esistente.
Indirizzo: via San Nicolò 30, 2° piano, Trieste

 

6. Caffè "Stella Polare"

Imboccando via Dante Alighieri, che si incrocia con via San Nicolò, troverete al numero 14 (con un lato su Piazza Sant'Antonio Nuovo) lo storico Caffè "Stella Polare", frequentato dalla borghesia e dagli intellettuali triestini e stranieri. La sua apertura risale al 1865 ma l'edificio originario fu demolito e il locale si trasferì nella sede attuale. Originariamente era arredato secondo la foggia dei locali austro-ungarici, ovvero con specchi e decorazioni di stucchi. Joyce era solito frequentare il locale tra il 1907 e il 1908: testimonianza è il diario del fratello Stanislaus che ricorda il fratello in questo caffè, mentre gli leggeva brani tratti da Portrait of the Artist as a Young Man.
Indirizzo: Via Dante Alighieri 14 (già via Sant'Antonio), Trieste

 

7. Casa di Joyce, anni 1907-1909

Raggiungete via Santa Caterina da Siena, ovvero la strada parallela a via Dante Alighieri (dove si trova il Caffè "Stella Polare"). Al primo piano del civico 1 troverete la quinta casa in cui ha vissuto Joyce a Trieste, dal 1° dicembre 1907 ai primi di marzo 1909. L'edificio odierno ha un aspetto differente rispetto a quello dell'epoca.
A testimonianza del disagio che provavano vivendo in questo appartamento è il fatto che lo scrittore e Nora, per andare in camera, dovevano passare dalla stanza del fratello Stanislaus, cosa che provocava alcune liti, soprattutto quando James rientrava tardi dopo essere andato per osterie a bere. La difficoltà di vivere in uno spazio ristretto tutti assieme andava ad aggiungersi ai litigi dovuti ai ripetuti problemi finanziari di James di cui spesso Stanislaus si faceva carico, una situazione che spinse quest'ultimo ad andare a vivere da solo in una stanza in via Mazzini 27 (già via Nuova). fonte14x14
Indirizzo
: via Santa Caterina 1, 1° piano, Trieste

 

8. Vecchia sede del "Il Piccolo" e "Il Piccolo della Sera"

Proseguite a diritto lungo via Santa Caterina fino ad incrociare Corso Italia. Svoltate a sinistra e proseguite fino a raggiungere Piazza Goldoni. Qui, al numero 1, si trova Palazzo Tonello, quella che un tempo era la sede dei giornali Il Piccolo e Il Piccolo della Sera. Nel 1907 Joyce fu invitato a scrivere per Il Piccolo della Sera una serie di articoli sull'Irlanda, nove in totale, che apparvero tra gli anni 1907 e 1912 (i due articoli del 1909 erano incentrati su George Bernard Shaw e su Oscar Wilde). I rapporti con il prodirettore del giornale, Roberto Prezioso, si incrinarono quando nel 1911 Joyce notò che l'amico aveva un atteggiamento troppo intimo con la moglie Nora arrivando persino a farle dei complimenti audaci ("Il sole si è levato per lei..."). fonte14x14
Indirizzo: Palazzo Tonello, Piazza Goldoni 1, Trieste

 

9. Pasticceria "Pirona"

Proseguite lungo tutto Corso Umberto Saba, fino a quando diventerà Largo della Barriera Vecchia. Qui troverete la famosa Pasticceria "Pirona", la cui origine risale al 1900, quando fu fondata da Alberto Pirona. Era frequentata da letterati e scrittori, tra cui lo stesso Joyce che per due anni, dal 1910 al 1912, visse nella stessa via al numero 32 (oggi via Oriani 2). Dalla fine degli anni '80 non appartiene più alla famiglia Pirona, ma la nuova gestione ha mantenuto intatta la tradizione, tra cui il tipico dolce “presnitz”, un morbido tortiglione di pasta sfoglia ripieno di frutta secca che Joyce amava particolarmente.
Indirizzo: Largo della Barriera Vecchia 12, Trieste

 

10. Casa in via della Barriera Vecchia

Dall'agosto 1910 al settembre 1912 la famiglia Joyce si trasferisce in via della Barriera Vecchia 32 (ora via Oriani 2), un appartamento spazioso ma modesto, al terzo piano di uno stabile dove c'è la farmacia del dott. Giovanni Picciola, il proprietario di casa dei Joyce. In questo appartamento, oltre allo scrittore vivevano la moglie Nora, i due bambini Giorgio e Lucia, le sorelle Eileen e Eva. A pochi passi da casa c'erano la pasticceria Pirona, frequentata assiduamente da Joyce che amava i presnitz, dolci tipici triestini, e la casa di tolleranza “La chiave d'oro”, un'altra delle probabili mete dello scrittore. fonte14x14

Indirizzo: via Oriani 2 (già via della Barriera Vecchia 32), 3° piano, Trieste

 

Seconda parte

Prendete via della Madonnina (quando Largo della Barriera confluisce in via Oriani) e percorretela fino ad arrivare in Piazza del Sansovino. Attraversate anche l'adiacente Piazza Gian Battista Vico (o costeggiatela percorrendo via Capitolina) per incrociare in via Donato Bramante. Svoltando a destra, dopo pochi metri troverete il civico 4.

 

11. Casa di Joyce, anni 1912-1915

Dopo il lungo peregrinare “immobiliare” di Joyce, da una residenza temporanea all'altra, quella al secondo piano di via Bramante 4 può considerarsi la più definitiva: Joyce si trasferì nel settembre 1912 fino al giugno 1915 e qui iniziò a scrivere l'Ulisse, come ricorda una targa apposta sulla facciata dell'edificio, e completò Esuli. In questo periodo lavora alla Scuola superiore di Commercio “Revoltella”, grazie all'amico Ettore Schmitz (lo scrittore Italo Svevo) che gli fa ottenere il posto. Nella casa in via Bramante inoltre tiene alcune lezioni private nella stanza riservata agli ospiti, dove si trova inoltre il pianoforte acquistato a rate con cui James si esercita al canto. Un allievo di Joyce, Dario de Tuoni, ci descrive alcune particolarità della casa, come ad esempio l'assenza di libri nella sala: «Quando si rendeva necessaria la presenza di un libro, Joyce si infilava nella camera da letto, affrettandosi a chiudere la porta alle sue spalle. Dopo un po' ricompariva con il libro desiderato […] Ogni vano con le porte costantemente chiuse costituiva una specie di compartimento stagno, in cui la vita scorreva per conto proprio indipendentemente da quanto accadeva nell'ambiente vicino».fonte14x14
Indirizzo: Via Donato Bramante 4, 2° piano, Trieste

 

12. Cattedrale di San Giusto

Continuando su via Donato Bramante arriverete in via San Giusto. Qui potete svoltare a destra e salire verso la Cattedrale di San Giusto, dove il 12 aprile 1915 si sposa la sorella dello scrittore, Eileen Joyce, con Frantisek Schaurek, cassiere in una banca triestina. Joyce, indossando un vestito elegante che si era fatto prestare per l'occasione, accompagna la sorella all'altare.
Tornando all'incrocio tra via Bramante e Via San Giusto, svoltate a sinistra e raggiungete la vicina via San Michele. Percorretela tutta fino in fondo, quando troverete sulla sinistra via della Rotonda. Prendiamo questa strada e al prossimo incrocio giriamo a destra in via della Madonna del Mare, dove al numero 13 troviamo il Museo Joyce.

 

13. Museo Joyce

Compreso nella stessa struttura del Museo Sveviano (dedicato a Italo Svevo), il museo nasce nel 2004 e racconta il legame tra James Joyce e Trieste. Inoltre ogni anno, nel Bloomsday, il 16 giugno, organizza eventi per celebrare lo scrittore irlandese e il suo romanzo più famoso, l'Ulysses. Al suo interno troviamo delle lettere autografe, un video e del materiale per approfondire la vita di Joyce a Trieste.
Indirizzo: II piano, Via Madonna del Mare 13, Trieste
gratis  orario  sito

 

14. Casa di Joyce, anni 1919-20

Dopo la Prima guerra mondiale, Joyce torna a Trieste, che aveva lasciato per rifugiarsi a Zurigo. La sua ultima residenza triestina, quella in cui visse dall'ottobre 1919 al luglio dell'anno successivo, fu l'appartamento della sorella Eileen, al terzo piano di via della Sanità (oggi via Diaz), che seppur molto spazioso, arrivò ad accogliere ben undici persone: James e Nora con i due figli, il fratello Stanislaus, la sorella Eileen con il marito Frantisek Schaurek e due figlie, la cuoca Ivanka e la bambinaia Loiska.
Indirizzo: via Armando Diaz 2 (già via della Sanità 2), 3° piano, Trieste

 

15. Teatro comunale "G. Verdi"

Poco più avanti, oltre Piazza Unità d'Italia, in Riva 3 Novembre, si trova un bell'edificio che si ispira al Teatro Alla Scala: è il Teatro comunale "G. Verdi". Nonostante fosse costantemente squattrinato, quando poteva permetterselo Joyce andava all’opera. Era un appassionato del melodramma e lui stesso aveva preso lezioni di canto, esercitandosi col pianoforte che aveva acquistato a rate. Frequentava il loggione che in Giacomo Joyce ci descrive come un posto non proprio gradevole: “Loggione. Le pareti impregnate trasudano un vapore umido. Una sinfonia di odori fonde la massa di accalcate forme umane: puzzo stantio di ascelle, annusamento di aranci, petti sudaticci di unguenti, acqua di resina, fiato di cene all’aglio solforoso, fetide scorregge fosforescenti, gaggia, lo schietto sudore delle donne maritate e maritabili, la puzza saponosa degli uomini…” fonte14x14
Indirizzo: Riva 3 Novembre, 1, Trieste

 

 

16. Chiesa greco-ortodossa di San Nicolò

Poco più avanti, si trova la Chiesa greco-ortodossa di San Nicolò (Riva 3 Novembre). Joyce non era credente ma a volte si recava in questa chiesa per assistere alla messa secondo il rito greco-ortodosso, affascinato dalla funzione che poi descrive in una lettera del 4 aprile 1905 al fratello Stanislaus: "La messa greca è strana. L'altare non è visibile, ma ogni tanto il prete apre i cancelli e si fa vedere. Li apre e li richiude circa sei volte [...]".  fonte14x14

 

Il nostro itinerario termina qui. Ci sono altri luoghi joyciani a Trieste, alcuni purtroppo scomparsi, distrutti dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale (la casa di Italo Svevo in cui Joyce andava a insegnare inglese) e altri destinati ad altro uso (come il Ristorante Dreher in piazza della Borsa). Ulteriori punti di interesse non compresi in questo itinerario sono presenti nella pagina dedicata allo scrittore e indicati sulla mappa.

 

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Giovedì, 01 Gennaio 2015 10:50

Passeggiata per Bath con Jane Austen

Jane Austen nasce nel 1755 a Steventon, un paesino dello Hampshire, dove vive fino all'età di 25 anni. Quando nel 1801 il padre, che qui esercitava l'attività di ecclesiastico, decide di ritirarsi, la scrittrice si trasferisce con i genitori e la sorella Cassandra a Bath, città molto popolare e in voga nell'Inghilterra dell'Ottocento. Qui gli Austen cambieranno abitazione più volte, ma il soggiorno più lungo, e forse il più apprezzato, sarà quello in Sydney Place, una zona periferica della città, vicina alla campagna che Jane amava esplorare nelle sue lunghe passeggiate.
Gli anni a Bath saranno determinanti per la vita e le opere della scrittrice: qui frequenterà i balli nelle Assembly Rooms (le "sale di riunione"), morirà il padre, sepolto poi nella chiesa St Swithin’s, e riceverà molti stimoli che la porteranno ad ambientare due dei suoi romanzi, L'Abbazia di Northanger e Persuasione, proprio a Bath.

[Articolo già apparso sul blog in data 28 dicembre 2014]

Info
orario Mezza giornata
costo Costo basso (<25 euro)
bus A piedi

Il nostro punto di partenza sarà la stazione ferroviaria di Bath. Percorreremo un itinerario a piedi di circa 2,8 chilometri per poi ritornare vicino al punto di partenza, alla Bath Abbey.

1. The Pump Room

La prima tappa è la Pump Room, raggiungibile dalla stazione ferroviaria in 5 minuti a piedi. Questo edificio della fine del XVIII secolo, progettato da Thomas Baldwin, era un tempo una sala in cui l’alta società inglese si ritrovava per trascorrere le serate tra balli e musica. Nei romanzi di Jane Austen è un luogo che ricorre spesso, soprattutto in Persuasione e L’Abbazia di Northanger. Proprio qui Catherine Morland attendeva il signor Tilney…

“Con premura maggiore del solito, il giorno seguente Catherine si affrettò verso la Pump Room, certa, in cuor suo, che avrebbe rivisto, prima che la mattinata fosse finita, il signor Tilney, e preparata a incontrarlo con un sorriso”.

L’Abbazia di Northanger, trad. Elena Grillo, Roma, Newton Compton, 1994, p. 34

Situata proprio a fianco delle terme romane (Roman Bath) da cui la città prende il nome, oggi The Pump Room è un ristorante elegante.
sito

2. Cheap Street

Proseguendo lungo Stall Street verso Union Street, incrociamo Cheap Street che proprio in questo punto Jane descrive così:

“Tutti coloro che hanno familiarità con Bath, ricorderanno la difficoltà di attraversare Cheap Street in quel punto [all’altezza di Union Street]: è infatti una strada di natura così dispettosa, così disgraziatamente collegata con le grandi strade di Londra e di Oxford e con la principale locanda della città che non passa giorno che gruppi di signore, per quanto importanti siano i loro affarsi, sia che si tratti di andare in cerca di pasticcini, di modiste o perfino (come nel caso presente) di giovani uomini, non siano bloccati da un lato o dall’altro da carrozze, cavalieri o carri da trasporto.”

L’Abbazia di Northanger, trad. Elena Grillo, Roma, Newton Compton, 1994, p.p 43-4

3.Trim Street

Proseguendo a nord e deviando leggermente a sinistra una volta arrivati all’incrocio con Upper Borough Walls, ci troveremo ad intersecare Trim Street.
Qui Jane visse per pochi mesi, dal gennaio 1806 all’estate dello stesso anno, con la madre e la sorella subito dopo la morte del padre. Probabilmente, nonostante la posizione centralissima, la scrittrice non apprezzava molto questo posto, lei che, abituata agli ampi spazi della campagna, si era ritrovata in questa stretta strada con gli edifici alti che concedevano poche ore di luce a chi risiedeva ai piani inferiori. Il numero civico in cui visse è purtroppo sconosciuto.

4. Queen Square e Gay Street

Proseguendo a nord per John Street e svoltando in Old King Street ci troviamo a incrociare Gay Street. La piazza che ci troviamo di fronte, Queen Square, è stata progettata da John Wood il Vecchio, che viveva proprio in queste case dallo stile georgiano. Anche Jane ha soggiornato in una di queste abitazioni assieme alla madre e al fratello Edward nel 1799.
Svoltiamo in Gay Street: qui al numero 40 si trova il Jane Austen Centre e al numero 25 l’edificio in cui Jane visse per brevissimo tempo nel 1805 dopo la morte del padre.

5. Jane Austen Centre

 Oltre ad organizzare numerosi eventi dedicati alla scrittrice, tra cui il festival che si tiene ogni anno a settembre, offre una mostra incentrata sugli anni in cui Jane visse a Bath, dal 1801 al 1806, soffermandosi in particolar modo sui suoi romanzi ambientati nella città come Persuasione e L’Abbazia di Northanger.

Indirizzo: 40 Gay Street, Bath, Somerset, Inghilterra
sito a-pagamento

6. The Assembly Rooms

Proseguiamo a nord per arrivare al Circus, un altro tipico esemplare di architettura georgiana completato nel 1761 su progetto del già citato John Wood il Vecchio. Da qui, prendendo Bennett Street arriviamo alle Assembly Rooms e al Museo del costume (Fashion museum).
Le Assembly Rooms, ovvero “sale di riunione”, erano un punto di ritrovo molto importante durante gli anni in cui Jane visse a Bath.

Inaugurate nel 1771 su progetto di John Wood il Giovane, sono composte da quattro sale:  Ball Room, Tea Room, Octagon Room e Card Room. Al suo interno l’alta società inglese si riuniva per ballare, ascoltare musica e giocare a carte. Più volte vengono menzionate nei romanzi della scrittrice inglese, come ad esempio in Persuasione:

“Quella sera Sir Walter, le sue due figlie e Mrs Clay furono i primi della loro compagnia a entrare nella sala, e dato che era necessario aspettare Lady Dalrymple, si sistemarono vicino a uno dei caminetti nella Sala Ottagonale”

tratto da Jane Austen, Romanzi,  Milano, BUR, 2007, p. 1650

Oggi al loro interno ospitano il Museo del Costume (Fashion Museum) che può essere interessante per scoprire la moda inglese ai tempi di Jane Austen.
Indirizzo: Bennett Street, Bath, Somerset, Inghilterra
sito a-pagamento

 

Proseguite a dritto, svoltate a sinistra in Lansdown Road e poi a destra in Guinea Lane. Fiancheggiando il parco (Hedgemead Park) arriverete a The Paragon.

7. The Paragon e St Swithin’s Walcot Church

In questa strada residenziale Jane soggiornò ospitata in casa degli zii James e Jane Leigh-Perrot al numero 1 nel 1797 e nel 1801 quando, assieme alla madre, era alla ricerca di un’abitazione in cui trasferirsi con tutta la famiglia.
Sulla stessa strada si trova la St Swithin’s Walcot Church, dove i genitori di Jane si erano sposati il 26 aprile 1764 (la chiesa è stata ricostruita in seguito su progetto dell’architetto John Palmer) e dove si trova la tomba del padre della scrittrice, George Austen.

 

Dirigiamoci verso la nostra ultima tappa, Sydney Place, un tragitto di 10 minuti a piedi attraverso Bathwick Street.

8. Sydney Place

Proprio di fronte ai giardini (Sydney Gardens) si trova questa schiera di palazzi in stile georgiano costruiti tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento. Jane abitò al numero 4, come una targa in bronzo ricorda, dal 1801 al 1805. Praticamente fu la casa di Bath in cui soggiornò più a lungo e  probabilmente era anche quella che apprezzava di più, infatti nel 1801, mentre era alla ricerca di un alloggio per la famiglia, scrisse alla sorella Cassandra:

    “Sarebbe molto piacevole essere vicino ai Sydney Gardens! – potremmo andare tutti i giorni nel Labirinto”

Il labirinto di cui si fa cenno si trovava nel parco, ma purtroppo non esiste più.
Oggi la casa in cui ha vissuto la scrittrice è stata acquisita dalla Bath Boutique Stays, che ne ricavato alcuni appartamenti di lusso nei quali è possibile soggiornare per brevi periodi.

Potete tornare al punto di partenza percorrendo Great Pultney Street che attraversa il fiume Avon grazie al Pulteney Bridge, un ponte in stile palladiano ad opera di Robert Adam. Completata nel 1789 e progettata da Thomas Baldwin (degli edifici progettò solo facciate, rendendole uniformi), è la più ampia strada di Bath. Jane la menziona spesso nei suoi romanzi: in L’Abbazia di Northanger è qui che soggiornano gli Allen (capitolo 2) al loro arrivo a Bath.

Scopri ulteriori luoghi legati a Jane Austen

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Mercoledì, 31 Dicembre 2014 23:24

The British Library, Londra

Indirizzo: 96 Euston Road, Londra

 sito gratis orario

La British Library è la biblioteca nazionale del Regno Unito, una delle biblioteche più grandi del mondo, che riceve tutte le copie dei libri pubblicati nel Regno Unito e alcune pubblicazioni estere.
È nata piuttosto recentemente, nel 1973 con il British Library Act del 1972; fino a quel momento i libri venivano custoditi presso il British Museum. La struttura principale, progettata dall'architetto Colin St. John Wilson, si trova in Euston Road, presso la stazione di St. Pancras.

Possiede un patrimonio di 150 milioni di documenti, con numerose opere di grande importanza come:
- due copie delle Bibbie di Gutenberg.
- due copie della Magna Carta (1925).
- uno dei taccuini di Leonardo da Vinci, il Codice Arundel.
- il Sutra del Diamante (868), il libro stampato più antico del mondo, risalente alla dinastia Tang.
- il Codex Sinaiticus, un manoscritto in greco onciale datato tra il 330-350 d.C..
- il Codex Alexandrinus, manoscritto greco del IV-V secolo della Bibbia contenente la traduzione in greco dell'Antico e Nuovo Testamento.
- la traduzione in lingua inglese del Nuovo Testamento (1543), copia posseduta da Anna Bolena e tradotta da William Tyndale;
- alcuni manoscritti di Leonardo da Vinci e Galileo Galilei;
- alcune partiture di Wolfgang Amadeus Mozart dal 1784 alla morte.
- la partitura manoscritta del Messiah di Handel;
- gli spartiti autografi di compositori quali Bach, Chopin, Debussy, Schubert, Elgar, Purcell
- alcuni manoscritti dei testi dei Beatles.

 

Treasure Room

Oltre alle mostre temporanee, all'interno della British Library è stata allestita una mostra permanente e gratuita (un'unica sala) nella Treasure Room, che espone manoscritti e altri testi di grande interesse storico e letterario, sicuramente un "must" per gli appassionati di letteratura (e di musica, visto che espone anche gli spartiti originali di molti compositori, da Mozart a Chopin). 

In questa sala sono esposti alcuni i seguenti documenti (attenzione: per motivi di conservazione o per prestiti ad altre istituzioni, le opere vengono periodicamente sostituite o rimosse):
- l'unica copia del Beowulf.
Geoffrey Chaucer: le due edizioni di William Caxton dei Racconti di Canterbury, stampati presumibilmente nel 1476 e nel 1483.
- Christopher Marlowe: alcune dei primi testi stampati delle sue opere;
- William Shakespeare: il First Folio pubblicato da Isaac Iaggard e Edward Bloun sette anni dopo la morte del drammaturgo. Fu redatto e revisionato dagli attori John Heminge e Henry Condell e contiene il testo di 36 opere. Nella copertina è raffigurato un ritratto di Shakespeare realizzato da Martin Droeshout.
Ben Johnson: alcune dei primi testi stampati delle sue opere;
Percy Bysshe Shelley manoscritto della lirica Mask of Anarchy;

- Jane Austen: alcuni manoscritti tra cui PersuasioneLa storia d'Inghilterra (uno dei suoi primi lavori completato nel novembre 1791 all'età di 15 anni che consiste in una parodia che si prende gioco dei libri scolastici dell'epoca, in particolare del popolare testo in quattro volumi di Oliver Goldsmith sulla Storia di Inghilterra dalle origini alla morte di George II). Conservata ed esposta nella libreria è inoltre la scrivania personale di Jane, fatta di legno e inclinata per rendere più agevole la scrittura. La scrivania è stata donata alla British Library nel 1999. Prima di quella data era conservata da un discendente di James Austen-Leigh, fratello della scrittrice.
- Charlotte Brontë: manoscritto di Jane Eyre;
- Elizabeth Barrett Browning: manoscritto dei Sonetti dal Portoghese;
- William Morris: libro stampato e decorato di The Story of the Glittering Plain;
- Charles Dickens: manoscritto di Nicholas Nickleby;
Thomas Hardy: manoscritto di Tess dei d'Urbervilles;
- Oscar Wilde: manoscritto de La casa dei melograni;
Lewis Carroll: Versione originale di Alice nel Paese delle Meraviglie scritta a mano da Lewis Carroll (pseudonimo di Charles Dodgson) per Alice Liddell tra il 1862 e il 1864, storia già raccontata dallo stesso autore il 4 luglio 1862 alle tre figlie di Henry Liddell, decano della Christ Church di Oxford, durante un giro in barca.
- Thomas Stearn Eliot: manoscritto di The Waste Land (La terra desolata); 
Wystan Hugh Auden: alcune pagine del suo diario manoscritto;
Ian Fleming: le bozze della raccolta di racconti Octopussy and the living daylights;
- Angela Carter: la bozza del romanzo The Passion of New Eve.

La statua di Shakespeare

Nella hall, sul lato sinistro della scalinata principale, si erge una statua raffigurante William Shakespeare. La scultura fu commissionata dall'attore David Garrick (1717-1779), molto famoso sulla scena londinese del Settecento, che si dedico alla riscoperta di Shakespeare nel suo secolo. La statua fu realizzata nel 1757 da Louis Francois Roubiliac (il cui ritratto mentre lavora ad un modellino dell'opera si trova alla National Portrait Gallery ed è stato realizzato da Adriaen Carpentiers) e fu originariamente posta nella villa dell'attore, all'interno di un tempietto ottagonale chiamato "Temple to Shakespeare", a Hampton, sulla riva del Tamigi. Nel 1779, alla morte di Garrick, l'opera e tutti i libri appartenuti all'attore furono donati al British Museum che a sua volta ha donato la statua in questione alla British Library nel 2005, dove si trova oggi.

   

Sabato, 22 Novembre 2014 19:59

Carlo Collodi

I luoghi di Carlo Collodi

Italy Firenze

Targa commemorativa sull'edificio dove nacque e visse

Una targa indica il luogo in cui nacque e visse Carlo Lorenzini detto "Collodi". La targa recita: "In questa casa nacque nel 1826 / Carlo Lorenzini detto il Collodi / padre di Pinocchio. / 29 ottobre XX". All'epoca questo edificio apparteneva ai marchesi Ginori, discendenti di Carlo Lorenzo Ginori, fondatore della famosa fabbrica di ceramiche, che l'affidarono a Domenico Lorenzini, cuoco nelle cucine del marchese, il quale vi si trasferì con la moglie Angiolina Orzali, originaria di Collodi (PT), sarta e cameriera di Marianna Garzoni presso la villa dei marchesi Garzoni Venturi. Quando Marianna Garzoni si sposò con il marchese Ginori e si trasferì a Firenze, Angiolina la seguì in città.
In questa stessa zona, nella piazza del Mercato Centrale, c'è anche un monumento dedicato a Pinocchio.
Indirizzo: Via Taddea 21, Firenze

Targa commemorativa sull'edificio dove visse

In pieno centro di Firenze, tra il Duomo e la Stazione Santa Maria Novella, in Palazzo Ginori visse in età adulta Carlo Lorenzini assieme al fratello Paolo che qui lavorava come contabile della manifattura di porcellana Ginori. Carlo Lorenzini morì qui il 26 ottobre 1890. Nel centenario della sua opera più famosa, Pinocchio, è stato omaggiato con una targa commemorativa: “Qui Carlo Lorenzini / dettosi Collodi / visse gli anni della sua maturità / di uomo e di scrittore / adoprandosi con arguta vena / di sensi artistici e civili / a educare i ragazzi e gli uomini dell'Italia unita / e qui finalmente / con tenera amara virile fantasia / raccontò loro la immortale favola dell'uomo burattino --- Il comitato per le manifestazioni / del centenario di Pinocchio / 1981”.
Indirizzo: Via Rondinelli 7, Firenze

Targa commemorativa sull'edificio dove visse

Carlo Lorenzini visse per un periodo di tempo in una villetta, oggi “Villa Il bel riposo”, in zona Castello. Qui una targa posta nel 2007 ricorda lo scrittore: “Villa Il bel riposo / dove Carlo Lorenzini detto Collodi / soggiornò nella seconda metà dell'Ottocento / traendo ispirazione anche dai luoghi / e personaggi di questo borgo / per il suo capolavoro / Le avventure di Pinocchio. / Il Comune di Firenze pose il 27 aprile 2007”.
Indirizzo: Via della Petraia 29, Firenze

Statua a Pinocchio

Nella Piazza del Mercato Centrale di San Lorenzo si trova una statua in bronzo dedicata al famoso burattino. Alta un metro e novanta, è stata realizzata dallo scultore Thomas Cecchi e voluta da Stefano Bondi della trattoria Za-Zà. L'inaugurazione si è tenuta nel 2006, anno del 180° anniversario della nascita di Carlo Lorenzini.
La statua si trova non lontano da via Taddea dove nel 1826 era nato Carlo Lorenzini.
Indirizzo: Piazza del Mercato Centrale, Firenze

Tomba nel Cimitero di San Miniato al Monte

Carlo Lorenzini è sepolto nella cappella di famiglia nella zona nord ("muraglione") del cimitero di San Miniato al Monte, nella Cappella Lorenzini.
Indirizzo: Cimitero delle Porte Sante, Chiesa di San Miniato al Monte, Firenze.

 

Italy Collodi, comune di Pescia (Pistoia)

Parco di Pinocchio

Il Parco di Pinocchio è un parco interamente dedicato al romanzo per l'infanzia di Carlo Lorenzini. Aperto nel 1956 e ricco di statue, mosaici e piccoli edifici, al suo interno ricrea tutti i luoghi attraverso i quali si snodano le avventure del celebre burattino. Oltre alle varie attività per ragazzi che vengono qui periodicamente organizzate, è possibile visitare il Museo di Pinocchio che offre alcune mostre temporanee a tema.
Indirizzo: Via di S. Gennaro 3, Collodi, Pescia, Pistoia
sito

Villa Garzoni

Villa Garzoni, con il suo splendido giardino settecentesco, era nata come fortezza a guardia del borgo di Castello, poi divenuta residenza di campagna della famiglia nobile dei Garzoni. Da qui sono passate personalità illustri, tra cui Napoleone Bonaparte e Vittorio Emanuele III. La madre di Carlo Lorenzini, Angiolina Orzali, era figlia del fattore dei marchesi Garzoni Venturi e qui svolgeva l'attività di sarta e cameriera per Marianna Garzoni. Qui conobbe il futuro marito Domenico Lorenzini, cuoco presso il marchese Leopoldo Carlo Ginori che sposò Marianna Garzoni.
Attualmente la villa è chiusa per restauri ma è possibile visitare il giardino.
Indirizzo: Piazza della Vittoria 3, Collodi, Pescia, Pistoia

Italy Colle Val d'Elsa (Siena)

Targa commemorativa

La targa, apposta del 1993, ricorda che Carlo Lorenzini dal 1837 al 1942 ha studiato in Seminario a Colle Val d'Elsa: "In questo edificio / che per più di tre secoli / fu sede / del seminario vescovile / dell'oratorio e del collegio per esterni / esercitarono l'alto magistero / Gian Girolamo Carli / Pier Francesco Cateni - Roberto Puccini / Pietro Larghi - Rovigo Marzini - Edamo Logi / Ebbero i primi insegnamenti / Paolo Torrani / Vincenzo Salvagnoli - Francesco Silvio Orlandini / Carlo Lorenzini (il Collodi) / Francesco Dini - Guglielmo Pecori Giraldi -- La "Società degli amici dell'Arte" / a ricordo XXIV Aprile MXMXCIII".
Indirizzo: via del Castello 25, Colle val d'Elsa (SI)

 

 

 

Venerdì, 14 Novembre 2014 23:19

Arthur Conan Doyle

Cenni biografici

Nato nel 1859 a Edimburgo, Arthur Doyle (usò "Conan" come parte del cognome solo in seguito) nacque in una famiglia di immigrati irlandesi. Studiò allo Stoneyhurst College e successivamente, dal 1876 al 1881, alla Edinburgh University, dove si iscrisse al corso di Medicina. Il suo primo racconto fu pubblicato nel 1879 sul Chambers' Edinburgh Journal e l'anno successivo partì come medico su una baleniera operante nei mari artici. Al ritorno, nel 1882, iniziò l'attività medica a Southsea, vicino Portsmouth, nello stesso periodo in cui intraprese la carriera di scrittore. Del 1887 è infatti la prima apparizione di Sherlock Holmes, nel racconto "Uno studio in rosso", ispirato in parte al professore Joseph Bell dell'Università di Edimburgo.
Trascorse un periodo a Vienna nel 1890 e successivamente si stabilì a Londra dove esercitò la professione di oculista. In questo periodo uccise (letterariamente parlando) le sue creature, Sherlock Holmes e il professor Moriarty, perché, come scrisse in una lettera alla madre, lo distoglievano da cose più importanti. Ma nel 1902, su pressione del pubblico, fu costretto a "resuscitarli" dando alle stampe Il mastino dei Baskerville.
Nel 1902 fu nominato cavaliere per i suoi pubblici uffici, come il servizio svolto in Sudafrica durante le guerre boere. Nell'ultima parte della sua vita si appassionò molto di spiritualismo. Nel 1907, quando sposò la seconda moglie, si trasferì per gli ultimi 23 anni della sua vita a Crowborough del Surrey, presso Windlesham Manor. Qui morì nel 1930 e fu sepolto a Minstead nel New Forest, Hampshire.

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I luoghi di Arthur Conan Doyle

United Kingdom Londra

Targa commemorativa

Conan Doyle visse in Upper Wimpole Street  nel 1891. Una targa sull'edificio indica il luogo in cui soggiornò: "Sir Arthur Conan Doyle author 1859-1930 worked and wrote here 1891".
Indirizzo: 2 Upper Wimpole Street, W1, Londra

Targa commemorativa nel luogo in cui visse

In questo luogo Conan Doyle visse dal 1891 al 1894. Una targa commemorativa lo ricorda così: "Sir Arthur Conan Doyle 1859-1930 creator of Sherlock Holmes lived here 1891-1894".
Indirizzo: 12 Tennison Road, South Norwood, Croydon, SE25, Londra

Langham Hotel - Targa commemorativa

Il 30 agosto 1889 gli scrittori Oscar Wilde e Arthur Conan Doyle incontrarono in questo hotel Joseph Marshall Stoddart, editore della rivista Lippincott's Magazine,  che commissionò loro alcuni romanzi per la sua casa editrice. Dopo questo incontro i due autori iniziarono a scrivere rispettivamente The Picture of Dorian Gray (“Il ritratto di Dorian Gray”) e The Sign of Four (“Il segno dei quattro”), poi entrambi pubblicati nel 1890. Stando alle parole di Conan Doyle, quell'incontro fu determinante per la nascita del personaggio di Sherlock Holmes. Una targa apposta sull'edificio ricorda quel momento: "Oscar Wilde and Arthur Conan Doyle dined here with the publisher of Lippincott's Magazine on 30 August 1889, a meeting that led to The Sign of Four & The Picture of Dorian Gray".
Indirizzo: 1C Portland Place,Westminster, Londra
sito Sito: http://london.langhamhotels.co.uk

 

United Kingdom Birmingham, West Midlands

Targa commemorativa

Sull'edificio in cui Conan Doyle visse dal 1878 al 1881 è stata apposta una targa blu: "Sir Arthur Conan Doyle creator of Sherlock Holmes lived here 1878-1881".
Indirizzo: T Startin Ltd, Aston Road North, Birmingham

 

United Kingdom Crowborough, East Sussex

Statua raffigurante lo scrittore

Una statua raffigurante lo scrittore è stata realizzata da David Cornell e qui installata nel 2001.
Indirizzo: Crowborough Cross, Crowborough, East Sussex

Windlesham Manor. Casa in cui visse dal 1907 al 1930

In questa casa lo scrittore visse dal 1907 fino alla morte. Oggi la struttura, che è stata ampliata, è adibita a casa di riposo.
Indirizzo: Hurtis Hill, Crowborough, East Sussex
sito Sitohttp://www.windlesham-manor.co.uk/

 

United Kingdom Minstead, New Forest, Hampshire

Tomba presso la All Saints' church

La tomba di Sir Arthur Conan Doyle, assieme a quella della moglie, si trova sotto un grande albero nel cortile della chiesa. L'iscrizione recita: "Steel true / blade straight / Arthur Conan Doyle / knight / patriot, physician & man of letters / 22 May 1859 - 7 July 1930 / and his beloved wife / Jean Conan Doyle".
Indirizzo: Church Lane, Minstead, Lyndhurst, Hampshire

 

Scotland Edimburgo, Scozia

Targa commemorativa nel luogo natale

Una targa commemorativa in bronzo, installata il 22 aprile 1949, indica il luogo in cui nacque Conan Doyle, precisamente sul lato opposto rispetto a dove è posizionata: "Arthur Conan Doyle creator of Sherlock Holmes, was born at No.11 Picardy Place, formally opposite here, on 22nd May 1859". Nei pressi del luogo si trova un pub in stile tradizionale che porta il nome dello scrittore.
Indirizzo: 11 Picardy Place, Edimburgo, Scozia

Targa commemorativa

Conan Doyle aveva studiato medicina in questa università dal 1876 al 1881. Sembra che uno dei suoi professori, Dr Joseph Bell, abbia ispirato il personaggio di Sherlock Holmes. Bell era un medico forense e usava un approccio scientifico molto moderno per quei tempi.
La targa apposta in onore dello scrittore recita: "In honour of Sir Arthur Conan Doyle 1859-1930 medical graduate of the university, author and creator of Sherlock Holmes".
Indirizzo: Edinburgh Medical School, Teviot Place, Edimburgo

Statua di Sherlock Holmes

Una statua che raffigura il celebre detective è stata installata in Picardy Place il 24 giugno 1991, donata dalla città di Edimburgo.
Indirizzo: 11 Picardy Place, Edimburgo, Scozia

The Arthur Conan Doyle Centre

Non è legato direttamente alla biografia dello scrittore ma porta il suo nome perché negli ultimi anni della sua vita Conan Doyle fu molto interessato allo spiritualismo, così da venirgli dedicato il centro.
Indirizzo: 25 Palmerston Place, Edimburgo

 

I luoghi di Sherlock Holmes

United Kingdom Londra

221B Baker Street, casa di Sherlock Holmes

221B Baker street è l'indirizzo in cui nelle storie create da Arthur Conan Doyle abita il personaggio Sherlock Holmes tra il 1881 e il 1904. All'epoca dello scrittore, questo numero civico era puramente fittizio poiché in Baker Street non esisteva il numero 221 ma si arrivava fino al numero 85. In seguito la via è stata prolungata e nel 1932 si è stabilita al numero 221 la Abbey National Building Society, che iniziò a ricevere e rispondere alle lettere indirizzate a Sherlock Holmes con un impiegato addetto a questo compito. In tempi più recenti, nel 1990, è stato aperto un museo dedicato al personaggio creato da Arthur Conan Doyle tra i numeri 237 e 241 ed è stata posta una targa sull'edificio che indica il numero 221B. Ciò ha causato una disputa con la Abbey National Building Society che ha rivendicato la proprietà del numero civico, disputa poi andata a scemare con la chiusura della società nel 2002.
Una targa è stata apposta sull'edificio nel 1990 e recita: "221B / Sherlock Holmes / Consulting Detective / 1881 - 1904". Oggi nell'edificio si trova il museo di Sherlock Holmes (vedi sotto).
Indirizzo: 237-241 Baker Street, Londra

Museo di Sherlock Holmes

Il museo privato dedicato a Sherlock Holmes è stato aperto nel 1990 in una casa georgiana che in passato era stata una pensione. Oggi è gestito dalla  Sherlock Holmes Society of England.
Il museo ricostruisce la casa di Sherlock Holmes come descritta nelle storie create da Arthur Conan Doyle ed entrate nell'immaginario collettivo dei lettori, tra cui i classici oggetti quali la pipa, la lente  d'ingrandimento e il cappello. Al primo piano si trova lo studio di Sherlock Holmes, con la poltrona di fronte al caminetto come rappresentata in molti film. Al secondo piano si trova la stanza della signora Hudson, la padrona di casa, e la camera dell'amico e collaboratore di Holmes, il dottor Watson. Al terzo piano è stata allestita un'esposizione con delle statue in cera che ricrea alcune scene tratte dai romanzi di Conan Doyle.
Indirizzo: 237-241 Baker Street, Londra

sito Sito: http://www.sherlock-holmes.co.uk/
a-pagamento Ingresso a pagamento. Adulti £10, bambini £8 (sotto i 16 anni).
 Orari di apertura: tutti i giorni eccetto Natale, dalle 9.30 alle 18.

 

Statua di Sherlock Holmes

Alla fermata della metropolitana "Baker Street", uscita Marylebone Street, si trova una statua che rappresenta il detective commissionata dalla Sherlock Holmes Society of London e realizzata da John Doubleday nel 1999.

 

St. Bartholomew's Hospital

L'Ospedale di San Bartolomeo (St. Bartholomew's Hospital, conosciuto anche come Barts) è stato fondato nel 1123. Nel laboratorio di chimica al suo interno, Holmes incontra Watson per la prima volta. Anche molti esterni della serie televisiva firmata BBC sono girati qui, come le memorabili scene sul tetto dell'edificio nell'ultima puntata della seconda stagione. In un ufficio interno il 21 gennaio 1954 è stata installata una targa commemorativa che recita: "At this place New Years Day, 1881, were spoken these deathless words: "You have been in Afghanistan, I perceive" by Mr. Sherlock Holmes in greeting to John H. Watson, M.D., at their first meeting --- The Baker Street Irregulars - 1953 by the amateur mendicants at The Caucus Club".
Indirizzo: W Smithfield, Londra

Criterion Restaurant

Lo storico Criterion Restaurant dagli eleganti arredi fu aperto nel 1874. In Uno studio in rosso, Watson, in cerca di alloggio, incontrerà qui Stamford, l'amico che gli presenterà Sherlock Holmes. "Il giorno stesso in cui ero giunto a questa conclusione, me ne stavo al Criterion Bar quando mi sentii battere su una spalla e, voltandomi, riconobbi il giovane Stamford che era stato mio assistente quando ero medico a Bart..."
Indirizzo: 224 Piccadilly, Piccadilly, Londra

La banca di Sherlock

La banca dove Sherlock teneva il conto e così il suo autore, Conan Doyle, si trovava all'angolo tra 125 Oxford Street e Wardour Street. La Capital and Counties Bank era stata fondata nel 1834, aveva 473 filiali e nel 1918 si fuse con la Lloyds Bank Ltd. Anche altri due personaggi della saga di Sherlock si servono qui:   Neville St Clair (dal racconto L'uomo dal labbro spaccato nella raccolta Le avventure di Sherlock Holmes) e Arthur Cadogan West (dal racconto L'avventura dei progetti Bruce-Partington nella raccolta L'ultimo saluto).
Indirizzo: 125 Oxford Street, Soho, Londra

Italy Sesto Fiorentino, Firenze

Targa commemorativa

La targa recita: "Sfuggito all'aggato tesogli / dal Napoleone del crimine / Sherlock Holmes / diretto a Firenze / qui fece scalo / nel maggio 1891 -- Nel primo centenario di / The Hound of the Baskervilles / il Comune di / Sesto Fiorentino / e l'associazione / "Uno studio in Holmes" / questa memoria posero".
Indirizzo: piazza Vittorio Veneto 1 (nell'atrio del Municipio), Sesto Fiorentino (FI)

 

 Switzerland Meiringen, Canton Berna

Cascate Reichenbach

Le cascate Reichenbach sono il luogo in cui è ambientata la scena clou dell'ultima avventura di Sherlock Holmes, The Final Problem (L’ultima avventura), in cui il celebre investigatore si confronta con la sua nemesi, il professor Moriarty. I due, avvinghiati in un duello, cadono nelle cascate e vengono inghiottiti dal vortice d'acqua. Nella finzione il fatto ha luogo il 4 maggio 1891. La saga di Sherlock Holmes si sarebbe dovuta concludere così, ma Conan Doyle fu persuaso a continuare a scrivere le avventure del detective, così in una storia del 1903, The Empty House, scopriamo che in realtà solo Moriarty è caduto nella cascata mentre Sherlock è riuscito a mettersi in salvo.
Nel maggio 1991 è stata installata una targa presso la funicolare delle cascate Reichenbach.
La targa, in tre lingue (inglese, francese, tedesco) recita: "1891 - 1991 / At this fearful place Sherlock Holmes vanquised Professor Moriarty, on 4 may 1891. / An diesem furchterregenden Ort besiegte Sherlock Holmes am 4. Mai 1891 Professor Moriarty. / A cet endroit terrifiant, Sherlock Holmes a vaincu le professeur Moriarty le 4 mai, 1891."

Sherlock Holmes Museum

Il museo dedicato al celebre investigatore, nominato anche cittadino onorario di Meiringen nonostante sia un personaggio di finzione, è stato realizzato nel 1991 in un edificio prima occupato da una chiesa inglese consacrata nel 1891 ad uso dei molti visitatori inglesi nella zona.
Arthur Conan Doyle visitò questa località nel 1893 e da qui trasse ispirazione per la storia che doveva concludere la saga di Sherlock Holmes, The Final Problem, pubblicata nel dicembre 1893.
All'interno il museo ripercorre la vita di Conan Doyle con alcuni cimeli originali e altrettante riproduzioni. Un'altra sezione si incentra sul mondo di Sherlock Holmes esponendo oggetti che rievocano l'atmosfera dell'epoca. Infine, è stata ricostruito il salotto del suo indirizzo londinese al n°221b di Baker Street come accuratamente descritto nei libri della saga.
Fuori dal museo si trova una statua che ritrae Sherlock Holmes.
Indirizzo: Conan Doyle Place, Meiringen
sito Sito: http://www.sherlockholmes.ch/
a-pagamento Ingresso a pagamento. Adulti, 4 CHF. Ridotto, 3 CHF
orario Orari di apertura: consultare il sito ufficiale

 

Martedì, 11 Novembre 2014 22:04

Dylan Thomas

Luoghi correlati

United Kingdom Wales Laugharne, Galles

Dylan Thomas' Boathouse

Dopo aver visitato per la prima volta la cittadina di Laugharne all'età di 19 anni, ne rimane incantato e decide di trasferirsi qui con la famiglia nel 1938, affittando il cottage di un pescatore in Gosport Street. Poco dopo si sposta in una casa più grande, "Sea View", ma a causa dello scoppio della Seconda guerra mondiale è costretto a tornare a Londra per lavoro. Sarà nel 1949 che finalmente potrà tornare a Laugharne, stabilendosi nella "Boathouse", , in cui trascorre un periodo artisticamente fecondo durante il quale scrive alcune tra le sue più famose liriche Do Not Go Gentle, Poem on His Birthday, Over Sir John's Hill e la pièce teatrale Under Milkwood. L'edificio era stato acquistato per suo conto da Margaret Taylor, moglie dello storico A.J.P. Taylor, per 2500 sterline. Thomas visse qui fino alla partenza per gli Stati Uniti, nel 1953, dove morì all'età di 39 anni. Probabilmente prende il nome "Boathouse" dal fatto che le barche venivano ormeggiate e riparate nei pressi della casa.
All'interno è stata allestita una mostra, che espone alcuni oggetti appartenuti al poeta, e una caffetteria dalla cui terrazza si può ammirare una suggestiva vista sull'estuario del fiume Taf.
Indirizzo: Dylan Thomas Boathouse, Dylan's Walk, Laugharne, Carmarthenshire, Galles
sito Sito: http://www.dylanthomasboathouse.com
a-pagamento Ingresso a pagamento. Adulti £4.20.
orario Orari di apertura: dal 1° maggio al 31 ottobre, dalle 10 alle 17.30. Dal 1° novembre al 31 aprile, dalle 10.30 alle 13.30.

The Writing Shed

Quando nel 1949 Thomas si trasferì nella Boathouse, acquistata per lui da Margaret Taylor, decise di affittare anche un piccolo casotto a pochi passi dalla casa in cui potersi rifugiare per scrivere.

Tomba nel cimitero della Chiesa di St Martins

Dylan Thomas muore a New York il 9 novembre 1953. Viene sepolto a Laugharne, nel cimitero della Chiesa di St Martins, dove una croce bianca con su scritto il nome del poeta indica il luogo di sepoltura. Nello stesso luogo si trova inoltre la tomba della moglie Caitlin, la cui iscrizione è segnata nel lato posteriore della croce.

Browns Hotel

Il locale in cui Dylan Thomas e la moglie erano soliti trascorrere i pomeriggi o le serate bevendo, giocando a carte o intrattenendosi con gli amici. Sebbene le stanze d'albergo siano state tutte rimodernate, il bar mantiene ancora l'aspetto dei tempi in cui veniva frequentato dal poeta.
Indirizzo: King St, Laugharne, Carmarthenshire, Galles
sito Sito: http://www.browns-hotel.co.uk/

 

United Kingdom Wales Swansea, Galles

Targa commemorativa sulla casa natale

Una targa rotonda di colore blu indica il luogo natale del poeta. L'iscrizione recita: "Dylan Thomas A man of words 1914-1953 was born in this house".
Indirizzo: 5 Cwmdonkin Drive, Swansea, Galles

Dylan Thomas Centre

Il centro di studi dedicato al poeta offre una mostra permanente, "Man and Myth’", in cui sono esposti manoscritti e altri oggetti a lui appartenuti. Organizza inoltre alcuni eventi, come il Dylan Thomas Festival che si tiene dal 27 ottobre al 9 novembre di ogni anno, rispettivamente il giorno di nascita e di morte.
Indirizzo: Somerset Pl, Swansea, Galles
sito Sito: http://www.dylanthomas.com/

Statua e murales commemorativi

La statua in bronzo rappresenta il poeta seduto ed è stata realizzata da John Doubleday nel 1984. Nella stessa piazza si trova il Dylan Thomas Theatre, le cui pareti esterne sono state decorate con murales, realizzati intorno al 1979, che raffigurano scene della vita del poeta.
Indirizzo: Dylan Thomas Square, Maritime Quarter, Swansea, Galles

Installazione con sculture

Sul muro dell'edificio in 8 Salubrious Passage sono state installate alcune sculture con citazioni tratte dalla poesia Fern Hill (1945).
Indirizzo: 8 Salubrious Passage, Swansea City Centre, Galles

Statua di Capitan Cat

Realizzata nel 1990 da Robert J R Thomas, questa statua in bronzo rappresenta Capitan Cat da Under Milk Wood ("Sotto il bosco di latte").
Indirizzo: Abernethy Quay, Maritime Quarter, Swansea, Galles

Cwmdonkin Drive e Cwmdonkin Park

Nei pressi della casa natale del poeta si trova un parco, il Cwmdonkin Park, che ha ispirato alcune delle sue opere più famose, tra cui The Hunchback in the Park. All'interno dell'area si trova inoltre un masso su cui sono incisi gli ultimi tre versi della poesia Fern Hill.
Indirizzo: Cwmdonkin Park, Swansea, Galles

 

United Kingdom Londra

Targa commemorativa

Una targa rotonda di colore blu indica l'edificio in cui ha soggiornato il poeta Dylan Thomas. La targa recita: "Dylan Thomas / Poet / 1914-1953 / Lived Here".
Indirizzo: 54 Delancey Street, Camden, NW1, Londra.

Giovedì, 06 Novembre 2014 10:03

Robert Musil

Luoghi correlati

Austria Klagenfurt am Wörthersee, Carinzia

Robert Musil Literatur Museum

Questo piccolo museo, aperto nel 1994, è dedicato agli scrittori della città di Klagenfurt, in particolar modo a Robert Musil, e ospita il Robert Musil Institute for Literary Research dell'Università di Klagenfurt. Presenta inoltre alcune mostre permanenti dedicate alle scrittrici Christine Lavant e Ingeborg Bachmann.
Indirizzo: Robert Musil Literatur Museum, Bahnhofstraße 50, 9020 Klagenfurt am Wörthersee, Austria
sito orario

Casa natale (Musil Haus)

Musil nacque in questa casa il 6 novembre 1880. Una targa apposta sull'edificio recita: "Am 6.XI. 1880 / wurde in diesem / hause der dichter / Robert Musil / geboren" ("Il 6 novembre 1880 nacque in questa casa il poeta Robert Musil").
Indirizzo: Bahnhofstraße 50, Klagenfurt am Wörthersee, Austria

 

Germany Berlino

Robert Musil soggiornò dal 1931 al 1933 in questo edificio che all'epoca era la Pensione Stern. Qui scrisse la seconda parte del suo famoso romanzo L'uomo senza qualità. Oggi una targa commemorativa lo ricorda così: "Hier schrieb / Robert Musil / von 1931 bis 1933 / an seinem Roman / Der Mann Ohne Eigenschaften" ("Qui Robert Musil dal 1931 al 1933 ha scritto il suo romanzo L'uomo senza qualità").
Nello stesso edificio soggiornò pochi anni prima, nel 1925, anche lo scrittore austriaco Joseph Roth.
Indirizzo: Kurfürstendamm 217, Charlottenburg, Berlino.

 

Giovedì, 30 Ottobre 2014 22:11

Giuseppe Tomasi di Lampedusa

I luoghi di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Italy Palermo

Palermo è la città natale di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Qui visse gran parte della sua vita e a questa città è legata la storia della sua famiglia. Oltre ai luoghi ancora esistenti legati a questo scrittore, elencati qui di seguito, ve ne sono alcuni che sono scomparsi:
- il Bar Pasticceria Mazzara (chiuso recentemente), dove lo scrittore si era recato ogni mattina per anni, seduto a scrivere al solito tavolino;
- il Caffè Caflisch e la Pasticceria Del Massimo, anch'essi frequentati spesso dallo scrittore, come ci testimonia Francesco Orlando in Ricordo di Lampedusa (1962);
- la casa del critico musicale e giornalista del Giornale di Sicilia Bebbuzzo Sgadari di Lo Monaco in Corso Scinà 109, all'angolo di piazza Edoardo Alfano, (l'edificio dell'epoca non esiste più) dove Tomasi di Lampedusa frequentava le serate d'ascolto e conobbe molti intellettuali palermitani (Francesco Orlando, Francesco Agnello, Antonio Pasqualino e il suo futuro figlio adottivo Gioacchino Lanza Tomasi).

Palazzo Lampedusa

In via Lampedusa, alle spalle della prefettura, proprio di fronte palazzo Branciforte, si trova il palazzo dove lo scrittore nacque il 23 dicembre 1896. Ad esso ha sempre provato una forte affezione, come testimoniano le sue parole in Ricordi di infanzia (1955) "Anzitutto la nostra casa. La amavo con abbandono assoluto. E la amo adesso quando essa da dodici anni non è più che un ricordo. Fino a pochi mesi prima della sua distruzione dormivo nella stanza nella quale ero nato, a quattro metri di distanza da dove era stato posto il letto di mia madre durante il travaglio del parto. Ed in quella casa, in quella stessa stanza forse, ero lieto di essere sicuro di morire. Tutte le altre case (poche del resto, a parte gli alberghi) sono state dei tetti che hanno servito a ripararmi dalla pioggia e dal sole, ma non delle CASE nel senso arcaico e venerabile della parola".
Durante la Seconda Guerra Mondiale, esattamente il 22 marzo 1943, una nave nel porto fu colpita da una bomba e i frammenti dell'esplosione ricaddero sulla villa dei Lampedusa, scoperchiandone la libreria. Pochi giorni dopo, il 5 aprile, il palazzo venne colpito direttamente e, a causa degli ingenti danni, divenne completamente inagibile tanto che lo scrittore, con la moglie e la madre, furono costretti a trasferirsi in una casa a Ficarra fino alla data dell'armistizio. Successivamente la madre tornò in alcune stanze di Palazzo Lampedusa che erano rimaste in piedi mentre lo scrittore e la moglie andarono ad abitare in via Butera (con una parentesi in piazza Castelnuovo dal 1943 al 1945, in una camera in affitto) ma riuscirono a salvare e traslocare soltanto una minima parte degli oggetti e gli arredi di Palazzo Lampedusa.
Nel Gattopardo lo scrittore rievocherà spesso i fasti del tempo andato, descrivendo particolari e atmosfere dell'amata casa che serbava nei suoi ricordi.
Per molti anni l'edificio non è rimasto che un rudere. Nel 2014 è stato restaurato su iniziativa privata effettuando alcune ricerche fotografiche per renderlo più vicino possibile all’originale ed è stato poi frazionato in appartamenti ad uso residenziale.
Indirizzo: via Lampedusa 17, Palermo

Palazzo Lanza Tomasi

Il Palazzo Lanza Tomasi (un tempo Palazzo Lampedusa alla Marina), edificato nel XVI sec. dai Branciforte, fu acquistato dal Principe Giulio Fabrizio Tomasi di Lampedusa, nonno dello scrittore e modello per il protagonista del Gattopardo, con l'indennizzo ottenuto dalla Corona per l'esproprio dell'isola di Lampedusa.
Giuseppe riacquistò il palazzo appartenuto alla sua famiglia ora di proprietà dei De Pace, il cui ingresso si trova al numero 28, nel quale si trasferì definitivamente nel 1951. Vi vivrà fino alla morte, avvenuta nel 1957, ma non lo considererà mai la sua vera casa, come scrive in Ricordi d'infanzia:

"Tutte le altre case (poche del resto, a parte gli alberghi) sono state dei tetti che hanno servito a ripararmi dalla pioggia e dal sole, ma non delle CASE nel senso arcaico e venerabile della parola. Ed in ispecie quella che ho adesso, che non mi piace affatto, che ho comperato per far piacere a mia Moglie e che sono stato lieto di far intestare a lei, perché veramente essa non è la mia casa. "

Il palazzo, attualmente abitato dai discendenti di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, si trova nel quartiere Kalsa e conserva ancora intatta la biblioteca dello scrittore.
Indirizzo: via Butera 28, Palermo

 

Tomba nel Cimitero dei Cappuccini

La tomba dello scrittore si trova assieme a quella della moglie nella sezione XXV nel Cimitero dei Cappuccini. L'epigrafe recita: "Giuseppe Tomasi / Principe di Lampedusa / Morto a Roma il 26 luglio 1957 -- Alessandra Wolff Stommersee / Principessa di Lampedusa / Morta a Palermo il 22 giugno 1982".
Indirizzo: Cimitero dei Cappuccini, via dei Cappuccini 1, Palermo

Italy Bagheria, Palermo

Palazzo Cutò o Palazzo Aragona Cutò

Palazzo Cutò fu fatto costruire dal principe di Aragona, Luigi Onofrio Naselli, tra il 1712 e il 1716 come residenza estiva. Nel 1803 passò nelle mani del principe Alessandro Filangeri di Cutò, bisnonno dello scrittore, che morì nel 1854 lasciando una sola erede, la figlia Giovanna di 4 anni, la quale crebbe a Parigi e sposò Lucio Tasca di Almerita. Da questa unione nacque Beatrice, futura madre di Giuseppe. Il palazzo fu venduto dallo stesso scrittore nel 1923. Nel 1987 è stato acquistato dal Comune e oggi è sede della Biblioteca comunale e del Museo del Giocattolo
Secondo la testimonianza del figlio adottivo, Gioacchino Lanza Tomasi, nel saggio I luoghi del Gattopardo (Palermo, Sellerio, 2001, p. 19) lo scrittore talvolta ricordava questo palazzo ma non aveva una memoria così dettagliata come per le cose con le quali aveva avuto una più lunga convivenza.
Indirizzo: Via Consolare 105, Bagheria (Palermo)

 

Italy Santa Margherita di Belice, Agrigento

Parco letterario e museo del Gattopardo

Il parco letterario e museo del Gattopardo è incentrato interamente sulla figura e sulle opere di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Espone lettere, foto d'epoca e altri oggetti appartenuti allo scrittore, in particolar modo la copia autentica dell'originale manoscritto e del dattiloscritto de Il Gattopardo, donato dal figlio adottivo Gioacchino Lanza Tomasi. Sono presenti postazioni multimediali dedicate al film di Luchino Visconti del 1963 e un piccolo museo delle cere, in cui è ricreata una scena del film viscontiano. Il museo inoltre offre la possibilità di ascoltare una registrazione del 1956 in cui Tomasi di Lampedusa recita il suo racconto Lighea, unico documento audio che ci lascia testimonianza della sua voce.
L'edificio in cui ha sede il museo, Palazzo Filangeri-Cutò, costruito nel XVII secolo ma danneggiato dal terremoto del 1968, apparteneva alla famiglia della madre dello scrittore e qui nell'infanzia Tomasi di Lampedusa era solito trascorrere il periodo estivo. La struttura con i suoi spazi ampi ed eleganti sembra sia stato un modello per il palazzo di Donnafugata presente nelle pagine de Il Gattopardo.
Indirizzo: Palazzo Filangeri Cutò, Piazza Matteotti, Santa Margherita di Belice (AG)
 Ingresso a pagamento. Intero € 3,00
orario Orari di apertura: Aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.30. Chiuso mercoledì e domenica pomeriggio.
sito

 

Italy Palma di Montechiaro, Agrigento

La fondazione di Palma di Montechiaro risale al 3 maggio 1637 dopo che il barone Carlo Caro Tomasi ebbe ottenuto la "licentia populandi" dal re Filippo IV di Spagna. In questo modo l'emergente famiglia dei Tomasi di Lampedusa intendeva legittimare la propria posizione all'interno dell'aristocrazia siciliana. Infatti il capostipite, Mario Tomasi era giunto al seguito di Marcantonio Colonna (nominato nel 1577 Viceré di Sicilia da Filippo II di Spagna) che lo aveva fatto capitano d'armi a Licata. Mario aveva qui sposato Francesca Caro, figlia e ricchissima erede di Ferdinando Caro Barone di Montechiaro e Signore di Lampedusa, ottenendo il titolo baronale e dando inizio a un nuovo ramo aristocratico.
Alla morte di Carlo, il titolo fu ereditato dal fratello Giulio al quale fu dato l'appellativo di "Duca Santo" perché si era dedicato alla vita ascetica e all'assistenza ai poveri.
Nella metà del Seicento furono edificati il Monastero delle Benedettine, che inglobò il primo Palazzo ducale e accolse le figlie di Giulio Tomasi, e la Chiesa Madre, la più importante della cittadina ed esempio di barocco siciliano. Il Palazzo ducale, che si erge su una roccia a picco sul mare, fu costruito negli anni 1653-1659 ed è caratterizzato dai soffitti lignei a cassettoni e decorati con gli stemmi dei Tomasi e altre casate correlate.
Il feudo di Montechiaro rimase di proprietà della famiglia Tomasi di Lampedusa fino al 1812 quando divenne comune autonomo.
Giuseppe visitò Palma nell'estate e nell'autunno 1955. Ormai la sua famiglia non aveva più beni immobili ed erano lontani i tempi in cui i Tomasi erano stati i signori di queste terre, ma venivano ancora venerati i santi della famiglia, in particolare il Beato Giuseppe Tomasi che il nonno dello scrittore celebrava tutti gli anni, il 5 gennaio, con una messa privata. 
Lo scrittore ebbe un'accoglienza che lo impressionò moltissimo. In questo modo potè riscoprire le origini della sua famiglia e trarne nuova ispirazione per la stesura del suo romanzo dove Palma di Montechiaro viene assunta come modello per la Donnafugata, basti rileggere l'episodio della visita che il principe di Salina fa al monastero benedettino e la descrizione del Te Deum nel Duomo (Chiesa Madre).

Chiesa Madre

Nel romanzo viene citata più volte, in particolare all'arrivo della famiglia Salina a Donnafugata, quando tutti si recano in chiesa, come da tradizione, per assistere al Te Deum:

[...] come voleva un antichissimo uso, gli altri prima di mettere il piede in casa dovevano assistere a un Te Deum alla Chiesa Madre. [...] Il duomo era stipato di gente curiosa tra le sue tozze colonne di marmo rosse...

Il duomo, risalente alla seconda metà del Seicento, si trova sulla sommità di una lunga scalinata, anch'essa accennata nel romanzo.

Monastero delle Benedettine

Il monastero di clausura fu edificato negli anni 1653-1659 e inglobò il primo palazzo ducale. Qui si ritirarono in convento le figlie e la moglie di Giulio Tomasi di Lampedusa, tra cui Isabella, nota con il nome di Suor Maria Crocefissa della Concezione, a cui fa riferimento lo scrittore quando parla della Beata Corbèra e il relativo episodio della "lettera del diavolo", una missiva scritta in caratteri incomprensibili conservata all'interno del convento. Anche i pasticcini che vengono menzionati nelle pagine del Gattopardo, i mandorlati, sono ancora preparati e confezionati nel monastero.
Ecco la descrizione del Convento tratta dal romanzo:

"Abitudini secolari esigevano che il giorno seguente all'arrivo la famiglia Salina andasse al Monastero di Santo Spirito a pregare sulla tomba della beata Corbèra, antenata del Principe, che aveva fondato il convento, lo avea dotato, santamente vi era vissuta e santamente vi era morta. [...] In quel luogo tutto gli piaceva, cominciando dall’umiltà del parlatorio rozzo, con la sua volta a botte centrata dal Gattopardo, con le duplici grate per le conversazioni, con la piccola ruota di legno per fare entrare e uscire i messaggi, con la porta ben squadrata che il Re e lui, soli maschi nel mondo, potevano lecitamente varcare. Gli piaceva l’aspetto delle suore con la loro larga bavetta di candidissimo lino a piegoline minute, spiccante sulla ruvida tonaca nera; si edificava nel sentir raccontare per la ventesima volta dalla badessa gli ingenui miracoli della Beata, nel vedere com’essa gli additasse l’angolo del giardino malinconico dove la Santa monaca aveva sospeso nell’aria un grosso sasso che il Demonio, innervosito dalla di lei austerità, le aveva scagliato addosso; si stupiva sempre vedendo incorniciate sulla parete di una cella le due lettere famose e indecifrabili, quella che la Beata Corbèra aveva scritto al diavolo per convertirlo al bene e la risposta che esprimeva, pare, per il rammarico di non poter obbedirle; gli piacevano i mandorlati che le monache confezionavano su ricette centenarie, gli piaceva ascoltare l’Uffizio nel coro, ed era financo contento di versare a quella comunità una parte non trascurabile del proprio reddito, così come voleva l’atto di fondazione."

Indirizzo: Piazza Provenzani, Palma di Montechiaro
a-pagamento Ingresso a pagamento.
orario Orari di apertura: martedi e giovedi 15-19, lunedi e venerdi 9-13.

Italy Capo d'Orlando, Messina

Villa Piccolo

La villa risale ai primi anni del Novecento ed è stata la residenza di Teresa Mastrogiovanni Tasca Filangeri di Cutò che vi viveva con i tre figli Lucio, Casimiro e Agata Giovanna Piccolo, cugini di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Lo scrittore andava spesso in visita dai cugini, soprattutto grazie all'amicizia con Lucio Piccolo, con il quale condivideva molti interessi tra cui quello della letteratura (Lucio aveva soprannominato Giuseppe "Mostro" per la vasta conoscenza in materia). Inoltre il cugino stava spesso ad ascoltare e dava i consigli quando Giuseppe gli leggeva le pagine appena scritte del romanzo che diventerà poi Il Gattopardo.
Che questi luoghi fossero molto cari allo scrittore lo testimoniano le sue parole: "In questa villa del resto ritrovo non soltanto la «Sacra Famiglia» della mia infanzia, ma una traccia, affievolita, certo, ma indubitabile, della mia fanciullezza a Santa Margherita e perciò mi piace tanto andarvi" (dai Racconti). Inoltre nel Gattopardo ricorrono spesso alcuni riferimenti a questi luoghi e ai paesi circostanti (Naso, Ficarra, ...), come l’isola di Salina (feudo del Gattopardo del romanzo e isola che Giuseppe vedeva da Villa Piccolo), il "barone del Biscotto" (Saverio Biscotto, personaggio realmente vissuto nell’Ottocento a Naso), Don Ciccio Tumeo (compagno di caccia del principe del romanzo ispirato a un dipendente dei Piccolo), San Cono (paesino d'origine di Padre Pirrone non molto distante da Capo d'Orlando), etc.
Nel parco, realizzato dalla primogenita Agata Giovanna Piccolo e avvolto in un'atmosfera magica, si trova la cosiddetta "panchina di Lampedusa" dove Giuseppe Tomasi e Lucio Piccolo amavano sedersi durante il periodo estivo come testimonia una foto dell'epoca.
Inoltre, al confine occidentale fra il giardino e la campagna, si trova il "Cimitero dei cani" dove venivano sepolti i cani e i gatti di Casa Piccolo, tra cui Crab, il fedele cane di Giuseppe Tomasi, morto durante uno dei soggiorni dello scrittore a Villa Piccolo.
Villa Piccolo è una Casa Museo visitabile su prenotazione che ospita la Fondazione Piccolo nata nel 1970 su iniziativa del pittore Casimiro Piccolo per tutelare il patrimonio culturale, naturalistico e artistico della sua famiglia.
Indirizzo: SS113, Km 109, Capo d'Orlando ME
a-pagamento Ingresso a pagamento. Intero 7 €, ridotto 4 €. 
orario Orari di apertura: Su prenotazione.
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Italy Ficarra

Casa dove soggiornò

La casa del campiere Pietro Gullà dove Giuseppe Tomasi di Lampedusa soggiornò dalla fine di luglio agli inizi dell'ottobre 1943. Un pannello informativo indica l'edificio, rimasto identico come allora.
Indirizzo: via Salita Madre Chiesa 2, Ficarra

Statua commemorativa

La statua ritrae Giuseppe Tomasi di Lampedusa e il cugino Lucio Piccolo.
Indirizzo: Piazza Pier santi Mattarella, Ficarra

I luoghi del Gattopardo

L'impronta dei luoghi legati alla vita di Tomasi di Lampedusa sono più che mai legati ai luoghi in cui viene ambientata la vicenda del Gattopardo. Attraverso questo romanzo, lo scrittore ricostruisce la storia della sua famiglia e rievoca i ricordi dell'infanzia, un passato nostalgico che ormai è svanito per sempre. In una lettera al barone Enrico Merlo di Tagliavia datata 30 maggio 1957, alla quale è allegato il dattiloscritto del Gattopardo, scrive:

"È superfluo dirti che il "principe di Salina" è il principe di Lampedusa, Giulio Fabrizio mio bisnonno; ogni cosa è reale [...] Padre Pirrone è anche lui autentico, anche nel nome. [...] Tancredi è fisicamente e come maniere, Giò: moralmente una mistura del senatore Scalea e di Pietro, suo figlio. [...] Donnafugata come paese è Palma; come palazzo è Santa Margherita."

Su dichiarazione stessa dello scrittore, quindi, si evince che come modello per Donnafugata è stato assunto il borgo di Palma di Montechiaro, l'antico feudo dei Tomasi, mentre per il palazzo del Principe è stato preso come riferimento il Palazzo Filangeri-Cutò a Santa Margherita di Belice che apparteneva alla famiglia materna e dove Giuseppe aveva trascorso l'infanzia. [Per i luoghi nel dettaglio, vedi sopra]

 

Martedì, 28 Ottobre 2014 22:44

John Steinbeck

I luoghi di John Steinbeck

USA Salinas, California

National Steinbeck Center

Il museo dedicato a John Steinbeck ccupa una superficie di 37.000 me ha aperto nel 1998. Offre una mostra permanente e interattiva che si focalizza sulla vita e sulle opere dello scrittore premio Nobel, conservando oggetti e lettere a lui appartenuti, tra cui il camper "Rocinante", con il quale ha viaggiato per gli Stati Uniti, dando alla luce l'opera Travels with Charley (Viaggi con Charley) e la registrazione audio del discorso di accettazione del premio Nobel. Periodicamente vengono organizzate anche esposizioni temporanee oltre allo Steinbeck Festival che si tiene ogni agosto.
Indirizzo: National Steinbeck Center, 1 S Main Street, Salinas
sito Sito: steinbeck.org
a-pagamento Ingresso a pagamento. Intero 14.95 $. Ridotto 8.95 $.
orario Orari di apertura: tutti i giorni, dalle 10 alle 17. Chiuso a Natale, Capodanno, Pasqua e nel giorno del Ringraziamento.

Casa natale

Costruita in stile Queen Anne statunitense nel 1897, fu acquistata dalla famiglia Steinbeck nel 1900. John nacque qui il 27 febbraio 1902 e crebbe con le sue tre sorelle. La famiglia era di buone condizioni economiche: il padre, John Ernst Steinbeck Sr. aveva svolto vari lavori, era stato il tesoriere della contea di Monterey, aveva diretto uno stabilimento per la produzione di farina e aveva gestito un negozio di mangimi, mentre la madre, Olive Hamilton Steinbeck, era un'insegnante.
John, che era un ragazzo timido ma molto intelligente, iniziò a scrivere quando ancora abitava a Salinas. Sembra che abbia deciso di diventare scrittore all'età di 14 anni, quando scriveva poesie e storie nella sua stanza. Nel 1919 si iscrisse alla Stanford University, ma non concluse mai gli studi.
Nel 1973 la villa è stata acquistata da The Valley Guild, una compagnia fondata da otto donne appassionate di cucina gourmet, e oggi è diventata un popolare ristorante poco distante dal National Steinbeck Center, un museo incentrato sullo scrittore.
Indirizzo: 132 Central Avenue, Salinas, California.

Tomba nel Garden of Memories Cemetery

La tomba di Steinbeck si trova tra l'angolo 768 di Abbott Street e East Romie Lane Street, nel lotto "Hamilton", dove sono sepolti anche molti dei suoi parenti ritratti nel romanzo La valle dell'Eden.
Indirizzo: 850 Abbott St, Salinas, California

 

USA Monterey, California

Cannery Row

Cannery Row è una strada di Monterey che percorre la costa. Un tempo vi si trovavano numerosi conservifici di sardine, ma l'ultimo fu chiuso nel 1973. Originariamente la strada si chiamava "Ocean View Avenue" ma assunse il nome attuale nel gennaio 1958 in onore allo scrittore John Steinbeck che aveva ambientato qui il suo romanzo Vicolo Cannery (1945) e in seguito Sweet Thursday (1954). Nei romanzi dello scrittore, qui si trovavano il laboratorio del Dottore, ispirato al laboratorio di biologia marina dell'amico Ed Ricketts, e il negozio di alimentari di Lee Chong, basato sul negozio Wing Chong Co. che realmente esisteva all'epoca.
Cannery Row è divenuta oggi una via turistica con ristoranti e negozi, oltre al Monterey Bay Aquarium e all'area marina protetta "Edward F. Ricketts State Marine Conservation Area".
Indirizzo: Cannery Row, Monterey, California

Il laboratorio di Ed Ricketts

Al numero 800 Ocean View Avenue (oggi 800 Cannery Row) si trovava il laboratorio di biologia marina (Pacific Biological Laboratories) dove lavorava Edward F. Ricketts, amico di Steinbeck, e ispirazione per il dottore di Cannery Row e altri romanzi. Era stato fondato da Ricketts e il collega Albert Galigher nel 1923, inizialmente in 165 Fontain Avenue e in seguito spostato in Ocean View Avenue. Intorno al 1930 Ricketts divenne l'unico proprietario e quando nel 1936 ebbe problemi coniugali con la prima moglie Anna, si trasferì nel laboratorio adibendolo ad abitazione.
Il laboratorio divenne punto di incontro per alcuni intellettuali e scrittori come John Steinbeck, Henry Miller, Bruce Ariss, Joseph Campbell.
Quando il 25 novembre 1936 un incendio divampò nel Conservificio Del Mar adiacente al laboratorio (oggi sede del Monterey Bay Aquarium), gran parte delle attrezzature del laboratorio andarono perdute e fu Steinbeck che contribuì a fornire un contributo economico per far ripartire l'attività scientifica.
Dopo la morte di Ricketts nel 1948, il luogo continuò ad essere il punto di incontro dei vecchi amici che qui si ritrovavano il mercoledì, formando il gruppo Pacific Biological Laboratory (PBL), così soprannominato in onore dell'amico scomparso. L'edificio fu venduto alla città di Monterey nel 1993 e fu restaurato dalla Cannery Row Foundation. Il 14 maggio 1997, nel centenario dalla nascita di Ricketts, è stata apposta una targa commemorativa al numero 165 di Fountain Avenue.
Indirizzo: 800 Cannery Row, Monterery, California
sito Sito: monterey.org

 

Sabato, 25 Ottobre 2014 21:18

Johann Wolfgang von Goethe

Luoghi correlati

Germany Weimar

Monumento Goethe-Schiller

Il monumento Goethe-Schiller (in tedesco Goethe-Schiller-Denkmal) è costituito dalla scultura che rappresenta i due scrittori annoverati tra i principali esponenti della letteratura tedesca. Il monumento è uno dei più famosi di tutta la Germania e vanta numerose repliche sparse in tutto il mondo.
Entrambi Goethe e Schiller, che avevano un legame di amicizia, hanno vissuto a Weimar e hanno fatto parte del movimento Weimarer Klassik o Classicismo di Weimar, durato 33 anni, dal 1772 al 1805.
Le due sculture, in bronzo, sono installate su un grande piedistallo di pietra di fronte al Teatro di Corte che fu diretto da Goethe e che vide la messa in scena di numerose opere di Schiller. Goethe, sulla sinistra, tiene una corona di alloro e stringe una mano di Schiller. Le due statue hanno una dimensione poco più grande di quella naturale; inoltre i due scrittori hanno la stessa altezza quando in realtà Goethe era più basso di Schiller di circa 20 centimetri.
Quattro repliche di questo monumento si trovano negli Stati Uniti, precisamente a San Francisco, Cleveland, Milwaukee e Syracuse, mentre una copia si trova ad Anting, in Cina, ed è stata installata nel 2006.
Indirizzo: Theaterplatz, Weimar


Italy Roma

Casa di Goethe

La Casa di Goethe, inaugurata nel 1997, sorge dove lo scrittore visse dal 1786 al 1788 assieme ad artisti tedeschi come Johann Heinrich Wilhelm Tischbein. Ospita una mostra permanente dedicato al viaggio che Goethe intraprese in Italia, focalizzandosi sulla sua vita a Roma. Nelle stanze sono custoditi oggetti e lettere dello scrittore, ma anche disegni che lo ritraggono ad opera del pittore Tischbein. Tra gli altri preziosi oggetti c'è il quadro realizzato da Andy Warhol nel 1982 che ritrae lo scrittore ispirandosi al dipinto di Tischbein dal titolo Goethe nella campagna di Roma. La Casa Museo, inoltre, ospita periodicamente delle mostre temporanee e mette a disposizione una biblioteca donata dall'editore Richard W. Dorn.
Indirizzo: Via del Corso (Piazza del Popolo) 18
sito Sitowww.casadigoethe.it
a-pagamento  Ingresso a pagamento.
orario Orari: aperto dalle 10 alle 18, chiuso lunedì.

Monumento commemorativo a Villa Borghese


Italy Napoli

Parco della tomba di Virgilio vai-alla-pag 18x18

Targa commemorativa sul sito in cui soggiornò

La targa recita: "Qui / tra vie scomparse / volta al Vesuvio / fu la casa / che nell'anno 1787 / abitò / Volfango Goethe".
Indirizzo: galleria Umberto I (all'angolo con via Verdi), Napoli

Targa commemorativa su Palazzo Filangieri

Goethe visitò Napoli tra il 1786 e il 1788 intrattenendosi con l'aristocratico Gaetano Filangieri e discutendo con lui del pensiero di Giambattista Vico. La targa recita: "In questa casa / Volfango Goethe / conobbe e pregiò Gaetano Filangieri / Nessuna grandezza / sfuggiva al suo olimpico sguardo / nessuna vinse la sua -- NAPOLI nel maggio del MCMIII POSE".
Indirizzo: Palazzo Filangieri d'Arianello, via Atri 23, Napoli


USA New York City

Statua commemorativa

Il busto in bronzo che ritrae lo scrittore tedesco Johann Wolfgang von Goethe è una replica dell'opera dello scultore Karl Fischer, realizzata intorno al 1832. La Goethe Society of America acquistò il pezzo nel 1876 per esporlo al Metropolitan Museum of Art, dove rimase sino al 1932 per poi essere spostato nel Bryant Park.
Indirizzo: Bryant Park,  Sixth Ave e 40th Street, New York City

 

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