c8e8a390b130aff90998a34cea127459.jpg
ca18ec6f0a3b9426c99d8e96482c8752.jpg
  • Itinerari
  • Città
  • Autori
  • LUOGHI
Articoli filtrati per data: Agosto 2019 - TurismoLetterario.com
Articoli filtrati per data: Agosto 2019
Sabato, 18 Aprile 2015 19:55

Politeama Rossetti, Trieste

Indirizzo: Viale XX Settembre 45, Trieste
sito

 

 


Ideato da un gruppo di imprenditori locali, il progetto fu affidato all'architetto Nicolò Bruno che lo concepì in stile eclettico. La posizione è molto particolare: posto in pendenza sulla collina, è caratterizzato da una ripida scala, che collega via XX settembre e via Crispi, di fronte alla facciata principale.

Fu inaugurato il 27 aprile 1878 con l'esecuzione di un inno composto per l'occasione e la rappresentazione dell'opera verdiana "Un ballo in maschera". Fino agli anni Trenta del Novecento, fu caratterizzato da una grande varietà di spettacoli ("politeama", appunto), non solo teatro di prosa, ma anche concerti sinfonici, opere, operette, spettacoli circensi, le prime proiezioni cinematografiche (dal 1898), spettacoli sportivi di boxe e lotta greco-romana, convegni politici, conferenze letterarie e balli in maschera (durante i quali la platea veniva trasformata in pista da ballo).
Di qui sono passati anche alcuni tra i grandi nomi della musica classica: Richard Strauss (nel 1903 e 1905), Pietro Mascagni (nel 1908), Arturo Toscanini (nel 1920), Maria Callas (nel 1948 per la "La forza del destino"), Artur Rubinstein (nel 1970).

Il teatro fu dedicato a Domenico Rossetti de Scander, nato a Trieste nel 1774, intellettuale e personalità di spicco della società triestina ottocentesca. Collezionista di libri antichi e manoscritti, alla sua morte donò alla città la sua biblioteca di opere del Petrarca e di Enea Silvio Piccolomini che costituiscono oggi il nucleo del Museo Petrarchesco Piccolomineo.

Chiuse nel 1956 ma riaprì nel 1969 sotto la gestione del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia.

Autori correlati

James Joyce

Joyce frequentava spesso il teatro Rossetti, come una targa apposta oggi sull'edificio ricorda.
Assistette ad una rappresentazione di Madama Butterfly il 16 ottobre 1909, interpretata da Ersilde Cervi Caroli nei panni di Cio-Cio-San e diretta da Giacomo Armani. Scriverà dello spettacolo: "La protagonista ha superato ogni aspettativa, essa è stata infantile, appassionata e tragica, ha trovato accenti di profonda commozione, ha profuso la sua bella voce con una instancabilità che non avremmo sospettato in una figurina così delicata come la sua". fonte14x14

Italo Svevo

Svevo frequentava spesso il teatro accompagnato dalla moglie Livia Veneziani che ne parla nella biografia Vita di mio marito. Tra le prime esperienze teatrali del giovane Svevo al Politeama Rossetti, che lo influenzarono per l'incompiuta commedia Ariosto governatore, ci furono Sofocle di Paolo Giacometti, interpretato nel 1897 da Tommaso Salvini, Lucrezia Borgia di Victor Hugo con Adelaide Ristori e Amleto rappresentato nel 1882 da Ernesto Rossi che colpisce Svevo al punto da prendere in considerazione la carriera di attore, ma venne scartato da Tommaso Salvini per la pronuncia difettosa della "r". fonte14x14
Lo scrittore fu inoltre presente ad un evento memorabile: la messa in scena integrale della tetralogia in lingua originale di L'anello del Nibelungo, dal 18 al 21 maggio 1883 (p.68) diretta dall'ungherese Anton Seidl. Lo spettacolo viene menzionato in un passo di Senilità, nel capitolo IX, quando Amalia si reca a teatro col fratello. fonte14x14

Filippo Tommaso Marinetti e Aldo Palazzeschi

Il 12 gennaio 1910 al Politeama Rossetti di Trieste si tenne la prima delle Serate futuriste. Era stato pubblicato l'anno precedente il primo Manifesto del Futurismo sul giornale francese "Figaro", il 20 febbraio 1909, e Marinetti con gli altri aderenti al suo programma, iniziava la sua campagna culturale e politica. L'intento è quello di rinnovare in modo brutale e irruento tutto ciò che era tradizione e passatismo, e come scrive Marinetti stesso nel manifesto edito nel 1915 a Milano dal titolo Guerra sola igiene del mondo, la prima Serata futurista ha luogo proprio a Trieste per "risvegliare l'antitriplicismo e l'irredentismo". Il Piccolo del 13 gennaio scrive a proposito della serata: "Il Futurismo ha agitato la curiosità del pubblico e il pubblico, scoccata appena l'ora, non nasconde la sua impazienza di vedere i futuristi. [...] Sono tre: Marinetti, che il pubblico riconosce perché era già stato a Trieste nel 1908, ospite dell'Università Popolare, e saluta con un applauso, Aldo Palazzeschi e Armando Mazza". Quella sera Mazza declama il manifesto del movimento mentre Palazzeschi legge la sua poesia La regola del sole. fonte14x14

 

Domenica, 05 Aprile 2015 22:51

I caffè letterari di Trieste

I caffè letterari di Trieste

 

Caffè Garibaldi

Autori correlati: Umberto Saba, Giani Stuparich, Pierantonio Quarantotti Gambini
All'epoca di Saba questo caffè si chiamava "Caffè Municipio" e si trovava in piazza Grande (oggi piazza Unità d'Italia). Il poeta Umberto Saba lo frequentava spesso e qui si incontrava con Silvio Benco, uno scrittore e giornalista de "Il Piccolo".
Anche Giani Stuparich parla del locale nelle pagine di Trieste nei miei ricordi ("Quel tavolo del Caffè Garibaldi, sotto il municipio, tra le sette e le nove di sera degli anni che seguirono all'altra guerra è passato alla storia. Trieste non ebbe forse mai un affiatamento di spiriti così vasto."), ricordando tra i clienti abituali altri nomi noti come James Joyce, Italo Svevo, Virgilio Giotti.
Anche Quarantotti Gambini descrive il caffè nella sua opera Luce di Trieste: "Ancora ragazzetto, intorno al 1924-25, ogni qual volta mi avveniva di passare di sera davanti ai cristalli del Caffè Garibaldi, non riuscivo a fare a meno di gettare un'occhiata nell'ultima saletta, a destra, dove, sotto il grande e bel ritratto di Garibaldi in piedi e in camicia rossa, vedevo radunati alcuni signori".
Indirizzo: piazza Unità d'Italia 5 (già Piazza Grande), Trieste

 

Caffè Latteria da Walter

Autori correlati: Umberto Saba
Questo locale storico, aperto sin dai primi del Novecento, era spesso frequentato da Umberto Saba che lavorava nella libreria antiquaria proprio di fronte, la stessa che oggi porta il suo nome.
Indirizzo: via San Nicolò 31, Trieste

 

Caffè Stella Polare

Autori correlati: James Joyce
Il Caffè "Stella Polare", frequentato da intellettuali e commercianti triestini e stranieri, risale al 1865: il primo stabile nel quale si trovava fu però demolito e il locale trasferito nella sua attuale posizione.
Originariamente era arredato secondo la foggia dei locali austro-ungarici, ovvero con specchi e decorazioni di stucchi. James Joyce era solito frequentare il locale tra il 1907 e il 1908: testimonianza è il diario del fratello Stanislaus che ricorda il fratello in questo caffè, mentre gli leggeva racconti e brani tratti da Portrait of the Artist as a Young Man.
Indirizzo: Via Dante Alighieri 14 (già via Sant'Antonio), Trieste

 

Caffè San Marco

Autori correlati: James Joyce, Claudio Magris
James Joyce, durante il periodo di residenza in via Scussa frequentava il locale nel quale si recava spesso anche il fratello Stanislaus che qui si ritrova con alcuni intellettuali triestini e irredentisti, frequentazioni che lo porteranno all'arresto e a quattro anni di internamento a Katzenau, in Austria.
In tempi più recenti anche lo scrittore Claudio Magris, avventore del locale, ne scrive in Microcosmi: "Il San Marco è un vero Caffè, periferia della storia contrassegnata dalla fedeltà conservatrice e dal pluralismo liberale dei suoi frequentatori".
Indirizzo: Via Cesare Battisti 18, Trieste
sito

 

Caffè degli Specchi

A dare il nome al locale sono i numerosi specchi che originariamente erano affissi alle pareti di cui oggi ne rimangono solo pochi esemplari, alcuni ancora esposti nel locale.
Il Caffè venne inaugurato nel 1839 in quella che all'epoca era Piazza Grande (oggi Piazza Unità d'Italia), al pianterreno di Palazzo Stratti. Pochi anni dopo fu costretto a chiudere per problemi di carattere finanziario, quando l'intero palazzo fu ceduto da Niccolò Stratti alle Assicurazioni Generali, e fu riaperto nel 1846 dal greco Nicolò Privolo. Da Privolo passò nelle mani di Antonio Cesareo (già proprietario del Caffè Stella Polare) e Vincenzo Carmelich nel 1884 che apportarono alcune migliorie come l'introduzione della corrente elettrica. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu utilizzato dall'esercito come alloggio e magazzino e dal 1945 divenne il quartier generale della marina britannica e, fino al 1954, l'accesso ai triestini fu consentito solo se accompagnati da un militare britannico. fonte14x14
Indirizzo: Piazza Unità d'Italia 7, Trieste
sito

 

Pasticceria "Pirona"

Autori correlati: James Joyce
La storia di questa pasticceria risale al 1900, quando fu fondata da Alberto Pirona. Era frequentata da letterati e scrittori, tra cui lo stesso Joyce che per due anni, dal 1910 al 1912, visse quasi di fronte, nella stessa via al numero 32 (oggi via Oriani 2, sopra la Farmacia Picciòla).
Dalla fine degli anni '80 non appartiene più alla famiglia Pirona, ma la nuova gestione ha mantenuto intatta la tradizione, tra cui il tipico dolce “presnitz”, un morbido tortiglione di pasta sfoglia ripieno di frutta secca che Joyce amava particolarmente.
Indirizzo: Largo della Barriera Vecchia 12, Trieste

 

   

 

 

 

Caffè Tommaseo

Autori correlati: Umberto Saba
Il caffè fu fondato dal padovano Tomaso Marcato nel 1830 e all'epoca prendeva il nome del proprietario, "Caffè Tomaso". Il locale fu decorato dal pittore Giuseppe Gatteri con alcune specchiere provenienti dal Belgio e Marcato introdusse per la prima volta in città il gelato. Il locale rinominato nel 1848, onore dello scrittore e patriota italiano Niccolò Tommaseo e una targa oggi ricorda la centralità di questo luogo per la nascita del movimento irredentista: "Da questo Caffè Tommaseo, nel 1848, centro del movimento nazionale, si diffuse la fiamma degli entusiasmi per la libertà italiana".
Quando nel 1858 fu ucciso dagli austriaci il patriota Gugliemo Oberdan, esponente dell'irredentismo italiano, il caffè fu costretto a riacquisire il nome originario, ma tornò a chiamarsi "Caffè Tommaseo" quando nel 1918 Trieste fu ufficialmente annessa all'Italia.
Negli anni questo luogo è stato frequentato da numerosi intellettuali come Joyce, Svevo, Stuparich e altri; Saba parla del suo buonissimo gelato al pistacchio in una lettera a Nora Baldi del 21 dicembre 1953.
Indirizzo: Piazza Nicolò Tommaseo 4c, Trieste
sito

 

Caffè Tergesteo

Autori correlati: Umberto Saba
Nato nel 1863 e sito oggi all'interno della Galleria Tergesteo (che quando aprì il caffè ancora non esisteva), a pochi passi dal Teatro Verdi, è caratterizzato dalle vetrate che raffigurano alcuni momenti storici della città di Trieste. Purtroppo a causa dei lavori di ristrutturazione, ha perso quasi completamente la sua atmosfera originaria. Il poeta Umberto Saba, avventore del locale, gli dedicò una poesia pubblicata nella raccolta Canzoniere:
"Caffè Tergeste, ai tuoi tavoli bianchi
ripete l'ubbriaco il suo delirio;
ed io ci scrivo i miei più allegri canti."
Indirizzo: Piazza della Borsa 15, Trieste

 

Caffè Fabris

Autori correlati: Italo Svevo
Dove oggi si trova il ristorante Ex Galleria Fabris, un tempo era sito il Caffè Fabris, menzionato in Senilità, frequentato da Svevo e altri intellettuali. Aperto nel 1857, fu uno dei primi esercizi commerciali dotato di telefono.
Indirizzo: Via Caserma 9 (oggi piazza Dalmazia 4), Trieste

 

Autori correlati: Umberto Saba
Domenica, 05 Aprile 2015 18:19

Umberto Saba

I luoghi di Umberto Saba

Italy Trieste

Statua

La statua che raffigura Saba a passeggio con un bastone porta la seguente iscrizione: "Avevo una città bella tra i monti / rocciosi e il mare luminoso" / "Avevo" in "1944" / Umberto Saba / 1883 - 1957 / Fondazione CrTrieste / AIAT Agenzia di Informazione e di Accoglienza Turistica Trieste / Comune di Trieste - Assessorato alla cultura / Opera di Nino Spagnoli 2004".
Indirizzo: via Dante (angolo via San Nicolò), Trieste

Targa commemorativa

Una targa dedicata al poeta recita: "Una strana bottega d'antiquario / s'apre, a Trieste/ in una via secreta" / (Umberto Saba - XV Sonetto dell'autobiografia" --- Qui / Umberto Saba / operò / tra gli uomini / poeta".
Indirizzo: via San Nicolò, Trieste

Targa commemorativa sulla casa in cui visse

Qui il poeta vive dal 1919 fino alla morte, prima al secondo piano, successivamente al quarto. Una targa ricorda: "In questa casa / dove passò con la luna / gli anni della maturità / Umberto Saba / scopriva / nella sua alta poesia / per tutti gli uomini / l'amicizia / e l'amore".
Indirizzo: via Crispi 56 (già via Chiozza 56), Trieste

Targa commemorativa

Una targa commemorativa cita un verso di Saba: "A Trieste ove son tristezze molte, / e bellezze di cielo e di contrada / c'è un'erta che si chiama Via del Monte". Al numero 15 della stessa via si trovava la casa in cui Saba era cresciuto fino ai 3 anni, dove viveva la balia alle cui cure era affidato, Peppa Gabrovich di origine slovena, ricordata in alcune poesie della raccolta Il piccolo Berto.
Indirizzo: via del Monte 1, Trieste

Targa commemorativa

Una targa dedicata al poeta recita: "C'è a Trieste una via dove mi specchio / nei lunghi giorni di chiusa tristezza / si chiama via del Lazzaretto Vecchio".
Indirizzo: via Lazzaretto vecchio 26, Trieste

Targa commemorativa

Una targa dedicata al poeta recita: "Via del Monte è la via dei santi affetti / ma la via della gioia e dell'amore / è sempre via Domenico Rossetti".
Indirizzo: via Rossetti 2, Trieste

Libreria Antiquaria "Umberto Saba"

Nel settembre 1919 Umberto Saba e Giorgio Fano acquistano la libreria di libri usati dell'editore Giorgio Mayländer. Abbandonando il progetto iniziale di rivendere il fondo a prezzo maggiorato, i due decidono di tenere aperta la libreria antiquaria, un'attività che terrà impegnato il poeta per più di trentacinque anni e che citerà nelle liriche Primavera d'Antiquario e Avevo. Quando le leggi razziali entreranno in vigore nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, Saba, che aveva rilevato la parte del coproprietario Fano, opererà una finta cessione al suo dipendente Carlo Cerne, col quale continuerà l'attività nel dopoguerra, cedendogli metà della società. Alla morte del poeta, il socio in affari continua a tenere in vita la libreria, oggi proprietà del figlio Mario.
Indirizzo
: Via San Nicolò 30, Trieste

Cinema Teatro "Italia"

Nel 1919, prima di iniziare l'attività della libreria antiquaria, Saba lavora alcuni mesi in questo cinema-teatro gestito dal cognato Enrico Wölfler dove scrive  alcuni testi pubblicitari per la Leoni Films.
Come indica una targa apposta sull'edificio, qui si trovava anche la sede del giornale irredentista "L'indipendente", pubblicato dal 1877 al 1923, a cui collaborò Italo Svevo pubblicando sulle sue pagine L'assassinio di via Belpoggio (1890) e Senilità (1898).
Indirizzo: via Dante Alighieri 3, Trieste

Salotto di Anita Pittoni

Saba frequentava spesso il salotto dell'intellettuale e artista triestina Anita Pittoni, sulla cui abitazione il comune di Trieste ha posto nel 2014 la seguente targa: "«la mia patria è il mio tavolo di lavoro». In questa casa Anita Pittoni (Trieste 1901-1982) realizzò le sue creazioni artistiche e editoriali e tra il 1941 e il 1974 promosse l'incontro di tanti artisti e intellettuali nelle riunioni del martedì."
Indirizzo: via Cassa di Risparmio 1, Trieste

Busto in bronzo nel Giardino pubblico "Muzio de Tommasini" vai-alla-pag 18x18

Caffè Latteria da Walter vai-alla-pag 18x18

Caffè Tommaseo vai-alla-pag 18x18

Caffè Tergesteo vai-alla-pag 18x18

 

Indirizzo: tra via Giulia, via Marconi e via Volta, Trieste
orario

 Il giardino è stato realizzato dal 1854 al 1864 su alcuni terreni che appartenevano alle monache benedettine. Prende il nome da Muzio de Tommasini, all'epoca podestà di Trieste, e appassionato di botanica, che curò il primo catalogo di quello che sarebbe diventato l'Orto botanico di Trieste.
Nell'area del parco sono disposte una serie di sculture per omaggiare i cittadini illustri della città. La zona degli scrittori si trova sul lato di via Volta.

Tra gli scrittori omaggiati troviamo: James Joyce, Italo Svevo, Umberto Saba, Pasquale Besenghi, Giulio Camber Barni, Silvio Enea Benco, Giuseppe Caprin, Pietro Kandler, Srečko Kosovel, Virgilio Giotti, Biagio Marin, Riccardo Pitteri, Anita Pittoni, Pier Antonio Quarantotti Gambini, Scipio Slataper, Giani Stuparich.

 

 

James Joyce

Il busto in bronzo dello scrittore è stato realizzato dallo scultore Marcello Mascherini ed è stato installato nel centenario della nascita dello scrittore, il 2 febbraio 1982.

Italo Svevo

Alcune scene de La coscienza di Zeno sono ambientate qui. Il busto dello scrittore porta un'incisione che recita: "Italo Svevo / romanziere / 1861 - 1928" ed è stato realizzato nel 1931 da Giovanni Mayer.

Umberto Saba

La scultura porta la seguente iscrizione: "Trieste / a / Umberto Saba / Nel centenario della nascita 1883 - 1983" ed è stata realizzata nel 1983 da Ugo Carà.

Pasquale Besenghi

Un busto in bronzo realizzato nel 1970 da Romano Zumin ricorda il poeta romantico nato a Isola d'Istria.

Giuseppe Caprin

Il busto raffigurante lo scrittore è stato realizzato da Giovanni Mayer nel 1905.

Riccardo Pitteri

Il busto raffigurante il poeta Riccardo Pitteri è stato realizzato da Giovanni Mayer nel 1925.

Giani Stuparich

Il busto dello scrittore e patriota, originariamente installato al Museo del Risorgimento di Trieste, è stato realizzato nel 1962 da Ruggero Rovan.

 

 

Indirizzo: II piano, Via Madonna del Mare 13, Trieste
gratis  orario  sito

All'interno della Biblioteca civica "Attilio Hortis" di Trieste sono stati allestiti alcuni spazi dedicati agli scrittori che hanno avuto un legame con la città: nascono così il Museo joyciano e il Museo sveviano. Ad essi va ad aggiungersi il Museo petrarchesco-piccolomineo, uno spazio dedicato a libri antichi a stampa e opere d’arte relative a Francesco Petrarca ed Enea Silvio Piccolomini.

   

 

Museo joyciano

Il museo nasce nel 2004 e racconta il legame tra James Joyce e Trieste. Inoltre ogni anno, nel Bloomsday, il 16 giugno, organizza eventi per celebrare lo scrittore irlandese e il suo romanzo più famoso, l'Ulysses. Al suo interno potete trovare delle lettere autografe, alcuni libri appartenuti allo scrittore, un video e del materiale per approfondire la vita di Joyce a Trieste.

sito

Museo sveviano

 Il museo è stato inaugurato il 19 dicembre 1997 (nel giorno della nascita di Svevo) ed è stato costituito grazie alla donazione della figlia dello scrittore Letizia Svevo Fonda Savio.
Vi sono conservati molti oggetti, dal mobile-libreria che compare anche in alcune foto dello scrittore, il suo violino, la penna d'oro che la futura moglie Livia gli regala per il fidanzamento, alcune carte e libri di sua proprietà preziosamente annotati.
Purtroppo molti beni appartenuti a Svevo sono andati distrutti a seguito del bombardamento aereo della città, il 20 febbraio 1945 che distrusse la casa dei Veneziani, la famiglia della moglie dello scrittore, dove vivevano.

sito

Museo petrarchesco-piccolomineo

Il museo si basa sulla collezione di Domenico Rossetti de' Scander, avvocato e membro dell’Accademia d’Arcadia tergestina, il quale possedeva una biblioteca molto vasta comprendente anche libri e opere d’arte relative a Francesco Petrarca ed Enea Silvio Piccolomini (papa Pio II dal 1458).
Alla morte di Rossetti nel 1842, la Biblioteca Civica ereditò il suo patrimonio dedicandogli una sala per la conservazione fin dal 1847. Oggi la sala è a disposizione sia di studiosi che visitatori e vi vengono organizzate mostre espositive temporanee.

sito

 

 

Indirizzo: II piano, Via Madonna del Mare 13, Trieste
gratis  orario  sito
Martedì, 31 Marzo 2015 23:58

Amsterdam

autori-correlati-75px libri-correlati-75px

Autori correlati

Anna Frank

Casa di Anna Frank

La parte principale del museo consiste nel nascondiglio in cui Anna, la sua famiglia, la famiglia Van Pels e il medico Fritz Pfeffer si rifugiarono per due anni, dal 1942 al 1944, per sfuggire alla persecuzione nazista contro gli ebrei. Durante questo periodo Anna scrisse il famoso Diario prima di venire arrestata assieme a tutti gli altri inquilini il 4 agosto 1944, quando fu portata nel campo di concentramento di Bergen-Belsen da cui non fece più ritorno.
Nelle altre stanze sono allestite mostre temporanee e permanenti che permettono di approfondire la storia di Anna e i tragici eventi storici che l'hanno vista coinvolta. Tra gli oggetti conservati si trova la versione riscritta del diario che comprende 215 fogli sciolti esposti in alternanza a gruppi di venti.
Indirizzo: Prinsengracht 267, Amsterdam
sito Sitohttp://www.annefrank.org
a-pagamento  Ingresso a pagamento. Adulti: 9 €. Previste riduzioni per ragazzi.
orario  Orario di apertura: Aperto tutti i giorni. Dal 1 novembre al 31 marzo, dalle 9 alle 19, il sabato fino alle 21. Dal 1 aprile al 31 ottobre, dalle 9 alle 21, il sabato fino alle ore 22. In luglio e agosto l'orario è prorograto tutti i giorni fino alle 22. Segue un orario ridotto in giorni festivi particolari. Controllare il sito per ulteriori informazioni.

Leggere prima di partire per... Amsterdam

Narrativa

Cees Nooteboom, Rituali, Milano, Iperborea, 2003
Hans M. van den Brink, Sull'acqua, Venezia, Marsilio, 2000

 

Mercoledì, 25 Marzo 2015 15:49

The Writers' Museum, Edimburgo

 

Indirizzo: Lady Stair's Close, Lawnmarket, Edimburgo, Regno Unito

sito Sitohttp://www.edinburghmuseums.org.uk/
gratis Ingresso gratuito.
orario Orari di apertura: dal lunedì al sabato, dalle 10.00 alle 17.00. La domenica, solo in agosto, dalle 12.00 alle 17.00.

Il museo celebra i tre grandi scrittori scozzesi Walter Scott, Robert Burns e Robert Louis Stevenson esponendo libri, manoscritti e oggetti personali a loro appartenuti.
Si trova in un affascinante edificio storico, la Lady Stair's House, costruita nel 1622 da un mercante edimburghese, Sir William Gray di Pittendrum, ma il nome del vicolo in cui si trova si riferisce a Elizabeth, la vedova Contessa di Stair, proprietaria dell'edificio nei primi del Settecento. Questo palazzo infatti è stato posseduto da molti proprietari fino al 1895 quando il Conte di Rosebery lo acquistò e, dopo averlo fatto restaurare, lo donò alla città nel 1907.
Nessuno degli scrittori edimburghesi ha avuto un legame particolare con questo edificio, anche se Robert Burns visse un periodo qui vicino, in Baxter's Close. 

 

Autori correlati

Robert Burns

Di Robert Burns sono conservati in particolare:

- il manoscritto di Scots wha hae con tanto di annotazioni;
- la sua scrivania personale degli anni in cui ha vissuto a Dumfries;
- lo sgabello su cui era solito sedersi nel 1878 mentre correggeva le bozze dell'Edimburgh Edition delle sue poesie nella stamperia di William Smellies;
- un "bastone animato", ovvero un bastone da passeggio che cela al suo interno una lama, che Burns portava con sé negli anni in cui svolgeva la professione di esattore delle tasse.

 

Sir Walter Scott

Di Sir Walter Scott sono conservati in particolare:

- la macchina da stampa che fu usata per stampare nel 1814 Waverley, considerato il primo romanzo storico, e la prima edizione dell'opera;
- un ritratto ad opera di Sir Francis Grant;
- il tavolo del salotto dello scrittore che si trovava nella casa edimburghese, posizionato in una sala che ricrea l'ambiente della sua abitazione;
- il set da scacchi;
- il cavallo a dondolo che usò da bambino;
- una collezione di lettere private.

Robert Louis Stevenson

Di Robert Louis Stevenson sono conservati in particolare:

- una copia originale del suo primo saggio storico, scritto a 17 anni, The Pentland Rising;
- la prima edizione del libro amato dallo scrittore, A Child's Garden of Verses;
- le illustrazioni originali di Kidnapped (Il ragazzo rapito) ad opera dell'artista William Boucher;
- la sua canna da pesca e parte dell'attrezzatura;
- alcuni oggetti originari delle Isole Samoa collezionati dallo scrittore;
- un anello di guscio di tartaruga e argento su cui è incisa la scritta "Tusitala" (narratore di storie), che fu dato a Stevenson da un capotribù samoano e che lo scrittore indossava nel momento in cui morì all'età di 44 anni.

 

Makar's Court

Di fronte al Writers' Museum, si trovano alcune iscrizioni nella pavimentazione che celebrano gli scrittori scozzesi a partire dal XIV secolo, realizzate nel 2002 dalla città di Edimburgo.
Si tratta di una serie di lastre di pietra su cui sono incise alcune citazioni tratte dalle opere scozzesi, una collezione che viene ancora costantemente ampliata attraverso una serie di proposte passate al vaglio delle associazioni Scottish Poetry Library, Scottish PEN, The Saltire Society, City of Literature Trust e il Comune di Edimburgo. Ovviamente i candidati ad essere inseriti nel Makar's Court devono essere originari o fortemente legati alla città. 
"Makar" in scozzese significa "colui che costruisce, produce, prepara, etc" e in letteratura il ruolo dello scrittore è visto proprio come un abile e versatile artigiano della scrittura.

Un elenco degli scrittori qui omaggiati:

John Barbour (c.1320 -1395)
Lachlan Mor MacMhuirich (c1370 -1438)
Robert Henryson (c.1425 - c.l490)
Robert Henryson (c.1425 - c.l490)
Sir David Lyndsay (c. 1486 - 1555)
George Buchanan (1506 -1582)
Robert Fergusson (1750 -1774)
Robert Burns (1759 -1796)
Sir Walter Scott (1771 -1832)
John Galt (1779 - 1839)
Robert Louis Stevenson (1850 -1894)
Violet Jacob (1863 -1946)
Neil Munro (1863 -1930)
John Buchan (1875 -1940)
Helen Cruickshank (1886 -1975)
James Bridie (1888 -1951)
Neil Gunn (1891 -1973)
Hugh MacDiarmid (1892 -1978)
Nan Shepherd (1893 - 1981)
Naomi Mitchison (1897 -1999)
Fiona MacColIa (1906 -1975)
Robert McLellan (1907 -1985)
J K Annand (1908 - 1993)
Robert Garioch (1909 -1981)
Nigel Tranter (1909 - 2000)
Somhairle MacGill-Eain (1911 - 1996)
David Daiches (1912 - 2005)
Douglas Young (1913 - 1973)
Sydney Goodsir Smith (1915 - 1975)
Muriel Spark (1918 - 2006)
Tom Scott (1918 - 1995)
James Allan Ford CB, MC (1920 - 2009)
George Mackay Brown (1921 - 1996)
Dorothy Dunnett (1923 - 2001)
Iain Crichton Smith (1928 - 1998)

Mercoledì, 25 Marzo 2015 13:26

Edimburgo

Circondata da verdi colline, la capitale della Scozia ha origine nel XII secolo e conserva ancora oggi un nucleo di edifici storici di epoca medievale (Old Town) e georgiana (New Town), dichiarato patrimonio dell'Unesco.
Tra i principali punti di interesse culturale e artistico ci sono il Castello di Edimburgo, un'antica fortezza situata su un cono vulcanico che domina il panorama della città, la National Gallery of Scotland, una delle più importanti gallerie d'arte britanniche ospitata in un edificio in stile neoclassico, la Cattedrale di Sant'Egidio, principale chiesa presbiteriana della città e punto di riferimento per la Chiesa di Scozia, il Holyrood Palace, dal XVI secolo residenza dei sovrani di Scozia adiacente alle rovine della Holyrood Abbey, il National Museum of Scotland, creato nel 1985, che racconta la storia del paese.

Edimburgo è una delle "Città della Letteratura UNESCO".

autori-correlati-75px luoghi-correlati-75px libri-correlati-75px articoli-sul-blog-75px

 

 

Autori correlati

 

James Boswell

Ritratto nella Scottish National Portrait Gallery

Targa commemorativa dell'incontro con Samuel Johnson


Robert Burns


Allan Cunningham

Busto nella Scottish National Portrait Gallery


Artur Conan Doyle


Susan Edmonstone Ferrier

Targa commemorativa

La targa, installata nel 2016, celebra questa scrittrice vissuta a cavallo tra Sette e Ottocento ed è considerata la Jane Austen della Scozia. I suoi romanzi di maggior successo sono Marriage (1818), The Inheritance (1824) e Destiny (1831). La scrittrice visse con il padre a questo indirizzo e qui scrisse le sue opere, ancora inedite in Italia.
Indirizzo: East Morningside House, Edimburgo


Robert Fergusson

Tomba nel cimitero di Canongate Kirk

Nel cimitero di Canongate Kirk è sepolto il poeta Robert Fergusson, vissuto nel Settecento e molto ammirato tra i suoi contemporanei, tra cui Robert Burns che lo prese come riferimento quando iniziò a scrivere poesie. La sua carriera di poeta durò solo tre anni perché morì all'età di 24 anni, lasciando delle poesie intense che furono amate dagli scozzesi. Robert Burns non lo incontrò mai, ma quando giunse a Edimburgo e venne a sapere che Fergusson era stato sepolto in una tomba senza lapide (la famiglia di Fergusson era molto povera), pagò le spese affinché ne fosse realizzata una, della quale scrisse l'epitaffio.
La tomba si trova subito all'ingresso del cimitero, sulla sinistra. L'epitaffio, firmato da Burns, recita: "Robert Fergusson / Born September 5th 1730 / Died October 16th 1774 / No sculpturd Marbel here nor pompous lay / No stoned Urn nor animated Bust / This simple Stone directs Pale Scotia's way / To pour her Sorrows oer her Poets Dust".
Anche Robert Louis Stevenson ammirava il poeta e aveva pensato di rinnovare la lapide della sua tomba ma morì prima di portare a termine il progetto. Una targa all'interno della recinzione che protegge la tomba racconta questo aneddoto: "R.L. Stevenson planned to renovate Robert Fergusson's tombstone with the following inscription, but died before he could do so: /  This stone, originally erected by Robert Burns, has been repaired at the charges of Robert Louis Stevenson and is by him re-dedicated to the memory of Robert Fergusson as the gift of one Edinburgh lad to another -- The Saltire Society, on its 50th Anniversary, with support of Edinburgh District Council, commemorates the three Roberts by inscribing Stevenson's words".
Indirizzo: Canongate Kirk, 153 Canongate, Edimburgo

Statua commemorativa

Di fronte alla Canongate Kirk si trova una scultura che rappresenta il poeta mentre cammina con un libro in mano. La statua è stata commissionata dall'associazione "Friends of Robert Fergusson" nel 2001 all'artista David Annand ed è stata inaugurata il 17 ottobre 2004.
Ai piedi della statua sono incise le seguenti parole: "Auld reekie wale o ilka toun that Scotland kens beneath the moon / Whare couthy chiels at e'ening meet their bizzing craigs and mous to weet / And blythly gar auld care cae by / wi blinkit and wi bleering eye -- Robert Fergusson Scots Poet / Born in Edinburgh 1730 / Died in Bedlam 1774".
Indirizzo: Canongate Kirk, 153 Canongate, Edimburgo


William McGonagall

(1825-1902) McGonagall è stato un poeta scozzese che raggiunse la notorietà soprattutto con The Tay Bridge Disaster, ma i suoi versi non convinsero i critici che lo definirono il "peggior poeta in lingua inglese".

Targa sull'edificio in cui morì

La targa, ovale con un'immagine del poeta, recita: "William McGonagall / poet and tragedian / died here / 29th September 1902".
Indirizzo: 5 South College Street, Edimburgo

Tomba nel cimitero di Greyfriars Kirk

 

La lapide indica il luogo in prossimità del quale fu sepolto il poeta. L'iscrizione recita: "William McGonagall / Poet and tragedian / Died 2nd September 1902 / Buried near this spot / I am your Gracious Majesty / ever faithful to Thee / William McGonagall, The Poor Poet / That lives in Dundee / W. McG.. 6th Sept. 1887".

 


James Hogg


Samuel Johnson

Targa commemorativa sul suo primo soggiorno in città

La targa ricorda il luogo in cui si trovava la locanda dove Samuel Johnson si fermò al suo primo arrivo a Edimburgo, il 14 agosto 1773. Johnson soggiornò al Boyd's Inn e poco dopo partì con James Boswell per un viaggio nei selvaggi paesaggi scozzesi.
L'iscrizione recita: "Boyds Inn at which D. Samuel Johnson arrived in Edinburgh 14th August 1773 on his memorable tour to the Hebrides occupied the larger part of the site of this building."
Indirizzo: Bodys Entry, Edimburgo

Targa commemorativa dell'incontro con Boswell

La targa, affissa sull'edificio dove oggi si trova un ristorante, a pochi passi dal castello di Edimburgo, ricorda il primo incontro tra Samuel Johnson, celebre autore del Dictionary of the English Language (1755), e James Boswell, suo biografo, noto per aver scritto la sua Life of Johnson (1791), quella che probabilmente è la più famosa biografia della letteratura inglese e che ha come soggetto appunto Samuel Johnson.
La targa in ottone recita: "James Boswell (1740-1795) / and / Dr Samuel Johnson (1709-1784) / are reputed to have met and / dined in this building / Circa 1770 / James Boswell the Scot's writer was acclaimed for his literary classic "Life of Johnson" a biography of his illustrious friend Dr Samuel Johnson the learned scholar, philosopher and critic".
Indirizzo: Witchery Restaurant, Castlehill


Ian Rankin

Ritratto nella Scottish National Portrait Gallery

Impronte delle mani

Nel cortile di fronte alle Edinburgh City Chambers (sede del Comune di Edimburgo) sono esposte le impronte delle mani dei personaggi legati a Edimburgo che sono stati insigniti dell'Edinburgh Award. Ian Rankin è stato insignito del premio alla sua prima edizione, nel 2007. Le sue impronte, di colore dorato su pietra scura, si trovano a fianco a quelle di J.K. Rowling, autrice di Harry Potter, che è stata insignita del premio l'anno successivo (2008).
Indirizzo: High Street, Edimburgo.


J.K. Rowling


Walter Scott


Sarah Siddons Mair

Targa commemorativa sulla casa natale

Una targa, installata nel 2016, celebra la casa in cui è nata la scrittrice che ha fondato la rivista "Ladies’ Edinburgh Magazine" e ha istituito, sempre a questo indirizzo, la prima associazione in Scozia formata da sole donne per discutere del ruolo femminile nella società, "Edinburgh Essay Society". Oggi l'edificio ospita The Royal Scots Club, fondato nel 1919 per rendere un tributo a tutti i caduti della Prima guerra mondiale. 
Indirizzo: 29 Abercromby Place, Edimburgo


Muriel Spark

Ritratto nella Scottish National Portrait Gallery


Dorothy Emily Stevenson

Targa commemorativa sulla casa in cui è vissuta

Una targa, inaugurata il 24 maggio 2017, ricorda il luogo in cui ha trascorso l'infanzia la scrittrice Dorothy Emily Stevenson, cugina del ben più noto Robert Louis Stevenson, autrice di opere come Il libro di Miss Buncle e Peter West.
L'iscrizione, apposta sull'edificio noto come "Victorian Townhouse", recita: "Dorothy Emily Stevenson / 1892-1972 / prolific popular novelist / spent her childhood here"
Indirizzo: 14 Eglinton Crescent, Edimburgo


Robert Louis Stevenson

Targa sulla casa in cui ha vissuto

Sulla casa in cui ha vissuto dal 1857 al 1880 è stata affissa una targa che recita: "The home of Robert Louis Stevenson - 1857-1880".
Indirizzo: 17 Heriot Row, Edimburgo

Targa commemorativa

Lo scrittore studiò legge all'Università di Edimburgo. Un'iscrizione sulla facciata dell'edificio al numero 7 di George Square lo ricorda così: "In honour of Robert Louis Stevenson / 1850-1894 / Poet, author of Treasure Island, Kidnapped, Dr Jekyll & Mr Hyde, alumnus of the University".
Indirizzo: 7 George Square, Edimburgo

The Writers' Museum

Scottish National Portrait Gallery

 

 


Luoghi correlati

The Writers' Museum

Scottish National Portrait Gallery

 

 

Libri correlati

Narrativa

James Hogg, Confessioni di un peccatore impeccabile
Robert Louis Stevenson, Il ragazzo rapito (Kidnapped)
Muriel Spark, Gli anni fulgenti di Miss Brodie
Irvine Welsh, Trainpotting
Ian Rankin, Morte grezza (Black and Blue)

Letteratura di viaggio

Robert Louis Stevenson, Edimburgo. Note pittoresche, Ibis, Como-Pavia, 2015

 

Giovedì, 12 Febbraio 2015 23:51

A Tokyo, sulle tracce degli scrittori Meiji

L'itinerario seguente ripercorre le orme di alcuni scrittori del periodo Meiji si svolge prevalentemente nel quartiere Bunkyō di Tokyo.
Il periodo Meiji è un momento di grande fervore culturale: con uno sguardo rivolto all'Occidente, al quale il Giappone si apre dopo due secoli di auto-isolamento alcuni autori come Natsume Sōseki, Mori Ōgai, Tanizaki Jun'ichirō, rivoluzionano lo stagnante panorama letterario dell'epoca, determinando tra l'altro la nascita del romanzo giapponese moderno.

Info
orario 2-3 ore
costo Costo basso (mezzi di trasporto, musei)
bus Prevalentemente a piedi. Connessioni tramite Tokyo Metro / Japan Railways

L'itinerario è disponibile sul blog.

Scarica la mappa in formato KML

 

Twitter

TurismoLett 📚 Nella #NationalPortraitGallery di #Londra c'è anche questo famoso ritratto di #HenryJames che è stato... squarcia… https://t.co/J6Cs5vKH7i
TurismoLett 📚 Alla National Portrait di #Londra c'è anche il quadro delle sorelle #Brontë: è l'unico ritratto collettivo delle… https://t.co/6e5p5do8jU

Cerca


Ultimi articoli dal blog

Tra aneddoti e curiosità, i quadri letterari della National Portrait Gallery di Londra

di A.M. Se c'è un museo che a Londra mi entusiasma sempre quello è la National Portrait Gallery. Potrà sembrare una...Read More

Dino Buzzati a Villa dei Vescovi: reminiscenze letterarie nei Colli Euganei

di A.M. Siamo in provincia di Padova, dove una rete di paesi costituiscono il Parco letterario di Francesco Petrarca e dei Colli...Read More

Facebook LikeBox