Un tuffo nel Salento letterario: luoghi, scrittori, letture e librerie

Il mare azzurro intenso e gli scogli frastagliati; la costa punteggiata da edifici bianchi che riflettono la luce abbagliante del sole estivo; terre rosse sconfinate, cinte da muri a secco, memori della bellezza di un tempo, quando un batterio distruttivo non aveva ancora decimato lo splendore degli ulivi secolari.

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Quindi immaginate lo stupore di scoprire che una cornice così incantevole non abbia fatto da sfondo al gran numero di libri che ci si aspetterebbe. Ricostruire il profilo di un Salento letterario non è stato facile, infatti. Non ci sono luoghi letterari particolarmente noti e anche tra i libri di narrativa ambientati in queste terre bisogna cercare bene dei titoli che emergano dal variegato panorama di scrittori locali.

Ecco quindi un viaggio tra luoghi, librerie e letture consigliate per iniziare a scoprire un’altra faccia del Salento, più defilata e affascinante, adombrata da quella mostruosamente turistica fatta di pizzica, pasticciotti e spiagge affollate.

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Luoghi

Otranto e il suo castello

Uno dei luoghi più iconici del Salento letterario, è legato alla fama dell’opera di Horace Walpole, Il castello di Otranto appunto, pubblicata nel 1764 e considerata il primo romanzo gotico.
Walpole però non visitò mai Otranto e prese come riferimento per il castello più la sua stravagante casa di Strawberry Hill che non la fortezza salentina.
Intrighi di potere, amori ed eventi soprannaturali, sono gli ingredienti di questa lettura piacevole, a tratti ingenua, che è suggestivo immaginare tra queste mura.

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Gallipoli: la corte neoclassica

È un peccato che una città così bella come Gallipoli non vanti qualche memorabile romanzo ambientato tra le sue strade (né una libreria specializzata). Il suo piccolo contributo letterario lo dà il critico e saggista Mario Praz, con una citazione, affissa su palazzo Ravenna, che elogia l’eleganza della corte neoclassica che si apre all’interno, rievocando Rue des Colonnes a Parigi. Una delle gemme nascoste di questa città che merita di essere scoperta addentrandosi senza meta nell’antico centro storico.

Corte di Palazzo Ravenna ©turismoletterario.com

Per dovere di cronaca, tra le targhe di Gallipoli spunta anche il nome di Gabriele D’Annunzio, ma è solo un riferimento alle sue avventurose imprese militari e non alla fama letteraria: il riferimento è alla Beffa di Buccari, nota impresa in cui si cimentò il nostro scrittore. La targa, sulla scalinata per scendere al Mercato del pesce, ricorda però l’importanza di Gallipoli come principale piazza del Regno di Napoli per l’esportazione dell’olio.

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Lecce e il poeta Vittorio Bodini

Vissuto tra Lecce e Roma, con due importanti parentesi a Firenze e poi in Spagna, dedica al suo Salento, con il quale ha un rapporto contrastante, critico e al contempo appassionato, alcune prose e poesie, oltre a un romanzo rimasto incompiuto, Il fiore dell’amicizia.

Per ripercorrere i passi di Bodini, si può fare un salto in via Carlo Russi, ex via De Angelis dove abitò a partire dal 1950, o al castello di Carlo V, ricorrente nel romanzo e nelle poesie.
Possiamo fare una sosta al Caffè Alvino, in Piazza Sant’Oronzo, storica e golosa istituzione della città che il poeta conosceva bene, oppure recarci in Borgo Pace dove è stato recentemente realizzato un gigantesco murale a lui dedicato ad opera del writer Cheko’s Art.
Un’ultima tappa potrebbe essere la bizzarra grata “fallica” al numero 22 di via Palmieri, celebrata da Bodini in una sua poesia, su un edificio storico che un tempo era stato probabilmente una “casa di tolleranza”, oppure fare un salto nel luogo in cui riposano le spoglie del poeta, nel cimitero monumentale di Lecce, sulla cui tomba è stato riportato l’incipit di una delle sue liriche più famose: “Tu non conosci il Sud, le case di calce / da cui uscivamo al sole come numeri / dalla faccia d’un dado” (sulla targa in realtà c’è un errore: “uscivamo” è scritto “uscivano”).

A Bodini è dedicata anche una mostra permanente a Nardò (LE), nel Castello Acquaviva d’Aragona, già sede del Centro Studi Vittorio Bodini, che ricostruisce la vita e le opere del poeta attraverso immagini e documenti.

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Librerie

Lecce: Liberrima

Una libreria [sito] nel pieno centro della città con tanto di ristorante nel locale a fianco (Gustoliberrima). Offre una buona selezione di libri locali, in particolare guide e romanzi, che continua anche nel piano seminterrato.
Indirizzo: Corte dei Cicala 1, Lecce.

Idrusa e Animamundi

Quello che non ti aspetteresti mai è trovare una delle librerie più dinamiche in un paesino dell’entroterra salentino. È il caso di Idrusa [sito] ad Alessano, una piccola realtà molto attiva sul territorio con iniziative di promozione della lettura e valorizzazione di autori locali.
Indirizzo: Via Carlo Sangiovanni 20, Nardò.

L’altra libreria speciale è Animamundi [sito], a Otranto, che è anche casa editrice di libri e musica: una piccola ma curatissima sala dove, tra gli altri, si trovano alcuni testi scelti per rappresentare le voci del territorio e una selezione di dischi che esplorano il mondo della musica salentina.
Indirizzo: Via San Francesco di Paola 15, Otranto.

Sul fronte case editrici, non si può non menzionare la piccola Kurumuny [sito], nata nel 2004 e con sede a Calimera (LE), che si spende molto per promuovere testi e autori locali. Un buon esempio del fermento culturale che c’è in Salento, da poco ha inaugurato una collana che si intitola “Cultural tour”: una serie di libretti di viaggiatori e scrittori che raccontano queste terre dai loro occhi: si va da Pasolini a Henry Swinburne, da Giovanni Artieri a George Berkeley, molteplici voci da varie parti d’Italia e d’Europa presentate in esili e accattivanti librettini (3.00 €).

Anche la casa editrice BESA [sito] dedica parte della sua produzione agli scrittori locali, ad esempio le collane “Negramaro Letteratura” e “Bodiniana”, quest’ultima interamente dedicata al poeta leccese Vittorio Bodini.

Letture consigliate

Horace Walpole, Il castello di Otranto

Luogo: una Otranto immaginaria

Amori e intrighi di potere. Manfredi, principe di Otranto, attende il matrimonio tra il figlio Corrado e Isabella, figlia del Marchese di Vicenza. Improvvisamente una tragedia irrompe sulla scena: Corrado viene trovato morto, schiacciato da un gigantesco elmo piumato apparso all’improvviso. Manfredi mostra allora le sue mire di potere: vuole comunque costringere Isabella a sposare lui anziché il figlio, ma la ragazza fugge, mentre una misteriosa profezia muoverà i fili di una trama tortuosa a tratti fiabesca.

Maria Corti, L’ora di tutti

Luogo: Otranto, fine Quattrocento

È il racconto della presa di Otranto da parte dei Turchi nel 1480, passata alla storia per l’efferata uccisione di 800 otrantini che avevano rifiutato di rinnegare la religione cristiana (i cui resti sono custoditi nella navata destra della cattedrale). La vicenda è narrata attraverso gli sguardi di cinque protagonisti: il pescatore Colangelo, il capitano Zurlo, l’affascinante Idrusa, il martire Nachira e l’ufficiale Aloise de Marco.

Rina Durante, La malapianta

Luogo: campagna di Melendugno, anni Quaranta del Novecento

Vincitore del premio Salento nel 1965, questo romanzo racconta la storia degli Ardito, una numerosa famiglia di contadini che vive in condizioni di estrema povertà nell’entroterra salentino, tra le strade di Melendugno e le campagne di Cannole. L’ambientazione ricorda un romanzo neorealista, ma i temi, come la solitudine e l’aridità di sentimenti, sono densi di lirismo.

Vittorio Bodini, Il fiore dell’amicizia

Luogo: Lecce, anni Trenta

È la storia del giovane Vittorio nella Lecce degli anni Trenta. Un romanzo di formazione che passa attraverso le fasi della ribellione nei confronti della scuola e della famiglia, delle prime relazioni sentimentali, delle avventure di un gruppo di amici dove i più grandi, Carmine e Albertino, diventano guide e maestri del giovane protagonista.

 

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