Un café avec l’auteur. 5 caffè letterari di Parigi

Cosa sarebbe Parigi senza i suoi caffè?
L’usanza di sedersi a sorseggiare una bevanda e guardare il viavai di passanti è tipicamente parigina. Non stupisce quindi sapere che anche scrittori e artisti del passato amassero incontrarsi in questi locali, discutere di questioni non solo letterarie e trattare l’abituale tavolo come una sorta di ufficio personale.

“Café Turgot” di victorillen, su Flickr (Licenza CC)
https://flic.kr/p/7eYz8N

In particolare è stata la Rive Gauche, negli anni Venti e Trenta del Novecento, il centro della vita artistica e culturale della città. E se ci sono stati dei luoghi che catalizzavano tutto il fermento creativo, questi erano proprio i caffè: basti pensare a quanti premi letterari sono nati proprio ai loro tavoli.

Questi che seguono sono soltanto alcuni suggerimenti: una lista più esaustiva la trovate nell’archivio di TL, a questa pagina.

Le Procope

Che i francesi non ce ne vogliano, ma il più antico caffè di Parigi fu aperto da un italiano, Francesco Procopio dei Coltelli. Ritenuto da molti l’inventore del gelato, nel 1686 aprì un locale nella capitale francese introducendo per primo un’esotica bevanda di origine orientale: il caffè.
Sembra che ai suoi tavoli si siano ritrovati Diderot e D’Alembert a discutere dell’Encyclopédie e in seguito siano passati di qui tutti i grandi scrittori dell’Ottocento: Hugo, Balzac, Zola, Gautier, Maupassant, Huysmans, George Sand. Tra i suoi tavoli, inoltre, Verlaine fu incoronato “principe dei poeti”.
Dopo un periodo di chiusura, in tempi recenti ha riaperto come ristorante.
Indirizzo: 13 rue de l’Ancienne Comédie, Parigi
Sito: http://www.procope.com/

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La Closerie des Lilas

Entri alla Closerie e respiri Hemingway. Sarà la suggestione o qualche foto sparsa che lo ritrae, ma non è difficile immaginarselo seduto a uno dei tavoli mentre parla di libri con Francis Scott Fitzgerald:

[F. Scott Fitzgerald] mi aveva raccontato alla Closerie des Lilas che scriveva quelli che riteneva dei buoni racconti, e che davvero erano buoni racconti per il «Post», e che poi li cambiava prima di presentarli sapendo esattamente quale era il taglio da dargli per farne dei vendibili racconti da rivista…

da E. Hemingway, Festa mobile

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Le luci calde degli interni assorbite dai tavoli in mogano contrastano con l’esuberante vegetazione che adorna lo spazio esterno, una piccola oasi nel mezzo del trafficato Boulevard du Montparnasse.
Alcuni nomi legati al locale: Guillame Apollinaire, André Salmon, Max Jacob, Maurice Maeterlinck.
Un meno noto scrittore francese, Alfred Jarry, è passato alla storia per un curioso aneddoto: sparò un colpo di revolver contro lo specchio alle spalle di una signorina ed esclamò: “Maintenant que le glace est rompue, causons” (“Ora che il ghiaccio è rotto, parliamo!”). Era evidente che voleva giocare con il doppiosenso di “glace”, che in francese significa sia “ghiaccio” che “specchio”, ma è difficile che la giovane abbia apprezzato il tipo di umorismo…
Indirizzo: 171 Boulevard du Montparnasse, Parigi
Sito: http://www.closeriedeslilas.fr/

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Nella zona della Closerie des Lilas ci sono moltissimi locali che erano frequentati da scrittori e artisti, soprattutto nel primo Novecento, come La Coupole, Le Select, Café du Dôme, La Rotonde: trovate un approfondimento qui.

Café Les Deux Magots

Aprì i battenti nel 1881 al posto di un famoso negozio di tessuti che esisteva già dal 1812 ed era stato menzionato nelle pagine di grandi romanzieri francesi dell’Ottocento come Balzac e Murger.
Da quando è stato riaperto come caffè, ha visto sedersi ai suoi tavoli poeti maledetti (Verlaine, Rimbaud, Mallarmé), intellettuali eccentrici (Oscar Wilde) e giovani scrittori della cosiddetta “Generazione perduta” (Hemingway, Scott Fitzgerald, Joyce).
Nel 1933 i surrealisti vi fondarono il “Prix des Deux Magots“, un premio letterario che esiste ancora oggi.
Tra gli altri clienti passati di qui sono spesso ricordati Elsa Triolet, Louis Aragon, André Gide, Jean Giraudoux, Picasso, Fernand Léger, Prévert, Albert Camus e Jean Genet.
Indirizzo: 6 Place Saint-Germain-des-Prés, Parigi
Sito: http://www.lesdeuxmagots.fr/

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Café de Flore

Nella sua lunga storia, dal 1865 a oggi, è stato un ritrovo per le più svariate correnti letterarie: i decadenti Joris-Karl Huysmans e Remy de Gourmont, gli scrittori ultranazionalisti della “Ligue de la patrie française”, su tutti Charles Maurras e Maurice Barrès, i dadaisti André Breton e Philippe Soupault (che qui si incontrarono per la prima volta grazie all’intermediazione di Apollinaire), la “bande à Prévert” (ovvero gli amici del poeta Jacques Prévert, detti “Gruppo Ottobre”).
Ma i suoi clienti più famosi e affezionati furono forse Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir che durante gli anni dell’occupazione nazista ne fecero il proprio ufficio e vi scrissero opere come Le mosche, L’essere e il nulla (Sartre) e L’invitata (Beauvoir).
Indirizzo: 172 Boulevard Saint-Germain, Parigi
Sito: http://cafedeflore.fr/

“Historic Cafe De Flore” di DrBurtoni, su Flickr (Licenza CC) https://flic.kr/p/nfGN5q

Café de la Paix

Sito nell’elegantissima zona dell’Opéra parigina, fu costruito nello stesso anno del celebre teatro e con il contributo dello stesso architetto, Charles Garnier, che del locale progettò gli interni, tripudio della tecnica del trompe-l’œil tanto in voga durante la Belle Époque.
Nell’Ottocento molti erano i locali fastosi che sorgevano in questa zona, ma il Café de la Paix è l’unico sopravvissuto, testimone di quella società parigina del XIX secolo che animava queste strade.

“Café de la Paix” di Caribb, su Flickr (Licenza CC) https://flic.kr/p/4zcgrs

A questi tavoli si fermarono Balzac, Maupassant, Flaubert, Cocteau, Colette, per menzionare qualche scrittore.
Negli anni Venti, la comunità letteraria a Parigi preferì spostarsi nella Rive Gauche, ma Ernest Hemingway non mancava di frequentare anche questa zona che descrive in uno dei suoi racconti, Il mio vecchio:

Stavamo là seduti al Café de la Paix, io e il mio vecchio, e il cameriere ci portava, in palma di mano, perché il mio vecchio beveva whisky e il whisky costava cinque franchi, e questo significava una buona mancia quando si contavano i piattini…

da E. Hemingway, I quarantanove racconti, Mondadori 2011).

Indirizzo: 5 Place de l’Opéra, Parigi
Sito: http://www.cafedelapaix.fr/

 

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