Tokyo: tre tappe da non perdere assolutamente per gli appassionati dei film di Hayao Miyazaki

Se siete arrivati in Giappone è molto probabile che voi conosciate Hayao Miyazaki. E che siate suoi grandi fan.

Capolavori come La Principessa Mononoke, La Città Incantata, Il Castello Errante di Howl, Il Mio Vicino Totoro hanno riscosso un grande successo anche nel nostro paese e sono quasi osannati in patria, apprezzati da grandi e piccini.

L’impronta di Hayao Miyazaki in Giappone è visibile non solo nella cultura popolare attraverso i suoi lungometraggi animati, realizzati con lo Studio Ghibli, ma anche in alcuni luoghi ad esso strettamente collegati.

A Tokyo in particolare 3 sono le tappe che ogni fan di Miyazaki dovrebbe visitare.

Ghibli Museum di SebKe, su Flickr

Ghibli Museum di SebKe, su Flickr

Museo Ghibli

Prima tappa imprescindibile per tutti i fan di Hayao Miyazaki è il Museo Ghibli.

A Mitaka, sobborgo di Tokyo, a pochi passi dal parco Inokashira, sorge il museo progettato da Hayao Miyazaki e realizzato nel 2001. Un tuffo nel mondo dello Studio Ghibli, dove ogni particolare è curato nel dettaglio e ogni stanza crea un’atmosfera suggestiva.

Ghibli Museum di Bordas, su Flickr

Ghibli Museum di Bordas, su Flickr

Ad accoglierci all’entrata troviamo un grosso Totoro, che ci introduce negli spazi interni dove sono allestite mostre permanenti che illustrano le fasi di produzione di un film d’animazione, dalla ricerca del materiale di ispirazione fino alla realizzazione delle riprese, ma anche esposizioni periodiche che si focalizzano sui lungometraggi dello studio Ghibli o più in generale sul mondo dell’animazione.

Ghibli Museum Entrance (Totoro) di Manzabar, su Flickr

Ghibli Museum Entrance (Totoro) di Manzabar, su Flickr

Al secondo piano, raggiungibile anche attraverso una caratteristica scala a chiocciola, si trovano un grosso e morbido Nekobus dove i più piccoli possono entrare a giocare, e l’immancabile negozio di gadged ufficiali, il “Mammaiuto Shop“, che prende il nome dalla sgangherata banda di pirati in Porco Rosso.

Non poteva mancare un piccolo cinema, il Saturn Theatre, dove vengono proiettate piccole chicche, cortometraggi inediti dello Studio Ghibli, esclusiva assoluta del museo perché non vengono distribuiti esternamente. Infine, il tetto ricoperto di vegetazione, dove si staglia l’enorme statua in bronzo del robot di Laputa, uno dei pochissimi luoghi in cui è concesso scattare fotografie.

Mitaka Forest Ghibli Museum di mattb_tv, su Flickr

Mitaka Forest Ghibli Museum di mattb_tv, su Flickr

Il Museo Ghibli con la sua atmosfera magica è un’esperienza unica e suggestiva, che non soltanto gli appassionati di animazione, ma tutti coloro che sanno sognare e evadere in mondi di carta e colori,  sapranno certamente apprezzare.

Si ricorda che per accedere al museo è obbligatoria la prenotazione. Si può effettuare dall’Italia tramite agenzia oppure in Giappone dalle macchinette “Loppi” nei convienient store Lawson (solo in giapponese). Ulteriori informazioni sul sito web del museo. Il museo si raggiunge con la linea JR Chūō, scendendo alla fermata Mitaka, oppure alla fermata Kichijōji della linea Keio Inokashira (ma bisogna attraversare a piedi il parco Inokashira impiegando 15-20 minuti).

L’orologio steam-punk di Miyazaki

A Shiodome, di fronte alla Nippon Television Tower si trova dal 2006 il grosso orologioNi-Tele Ootokei” (日テレ大時計), un progetto sviluppato da Hayao Miyazaki in 4 anni che ha portato alla realizzazione di questa enorme struttura di 10 metri di altezza per 18 di larghezza. Ogni giorno allo scoccare di determinate ore (alle 10:00, 12:00, 15:00, 18:00, 20:00) l’orologio prende vita e i 32 marchingegni meccanici animano gli umanoidi rappresentati.

日テレ大時計_01 di Span X, su Flickr

日テレ大時計_01 di Span X, su Flickr

Il grosso e affascinante orologio, che ricorda un po’ il mondo de Il castello errante di Howl, è stato realizzato dallo scultore Shachimaru Kunio, che aveva già realizzato il robot di Laputa sul tetto del Museo Ghibli, ed visibile anche dalla monorotaia Yurikamome.

Per arrivarci, le stazioni più vicine sono quella di Shimbashi, servita da JR, Tokyo Metro, Toei e Yurikamome, e quella di Shiodome servita dalla Yurikamome e dalla linea Toei Ōedo.

Il museo di architettura Edo-Tokyo all’aperto

Quando Hayao Miyazaki stava lavorando alla realizzazione de La Città Incantata (千と千尋の神隠し, “Sen to Chihiro no Kamikakushi”), si dice che sia venuto spesso in questo parco-museo in cerca di ispirazione o forse solo per assaporare l’atmosfera nostalgica del Giappone del passato.

Nell’Edo Tōkyō Tatemono-en (江戸東京たてもの園, in inglese “Edo-Tokyo Open Air Architectural Museum”) sono conservate 27 strutture architettoniche che appartengono al periodo storico che va dall’epoca Meiji (1868-1912) fino all’epoca Shōwa (1926-1989), al fine di preservare il ricordo della città che nel corso del XX secolo è stata più volte distrutta da catastrofi naturali e conflitti bellici.

Si possono visitare alcune fattorie tradizionali, gli edifici in cui vivevano personaggi importanti come il Primo Ministro dei primi anni ’20, Takahashi Korekiyo, o i famosi scrittori Natsume Sōseki e Mori Ōgai, ma anche i bagni pubblici (sento), numerosi negozi, i primi edifici in stile occidentale.

Bagni pubblici "R0014088 di t.ohashi, su Flickr"

Bagni pubblici “R0014088 di t.ohashi, su Flickr”

Bathhouse(EDO-TOKYO Architectural Museum) di kanegen, su Flickr

Bathhouse(EDO-TOKYO Architectural Museum) di kanegen, su Flickr

La Città Incantata è ambientato presumibilmente nel periodo Taishō (1912-1926), l’epoca nostalgica di un Giappone che si è da pochi decenni affacciato all’Occidente e vive uno dei suoi momenti di massimo fulgore prima del disastroso conflitto bellico, e questo spiega il motivo per cui Miyazaki sentisse la necessità di passeggiare per questi vecchi edifici del passato, traendo ispirazione in particolar modo dai bagni pubblici “Kodakara-yu“, ma anche dal treno giallo, che si ritrova nel film, e dalla vecchia cartoleria con una parete di cassetti che ricorda la stanza di Kamaji, il personaggio con sei braccia.

Edo Tokyo Open Air Architectural Museum di petitshoo, su Flickr

Edo Tokyo Open Air Architectural Museum di petitshoo, su Flickr

Kamaji da La Città Incantata

Kamaji da La Città Incantata

Il museo è raggiungibile con l’autobus alla fermata Musashi-Koganei sulla linea JR Chūō o dalla fermata Hana-Koganei sulla linea Seibu-Shinjuku. Informazioni dettagliate sul sito ufficiale.

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