Quadri letterari fantastici e dove trovarli

Quadri letterari fantastici e dove trovarli

Spesso la letteratura si è impressa nell’immaginario di pittori che hanno provato a plasmare una propria visione di quell’opera attraverso la loro arte, il loro sguardo soggettivo.

Oggi nei musei di tutto il mondo, oltre ad apprezzare le suggestioni trasmesse dalle opere pittoriche in sé, riviviamo anche i momenti di quei libri che spesso abbiamo letto e ci hanno emozionato.

Qui di seguito una piccola selezione di quadri ispirati a opere letterarie, esposti in diversi musei del mondo, che rappresentano magistralmente questo incontro tra pittura e letteratura.

Ophelia, da Amleto

È la scena struggente della morte di Ophelia che decide di togliersi la vita annegandosi in un fiume dopo l’assassinio del padre per mano di Amleto, suo promesso.

La fanciulla è rappresentata distesa nell’acqua, abbandonata completamente ai flutti, con le mani aperte e circondata da fiori. L’autore, il pittore preraffaelita John Everett Millais, dipinge il quadro con un’estrema attenzione naturalistica, quasi scientifica, che racchiude però un forte simbolismo. Margherite, ortiche, ranuncoli, rose, papaveri, viole e il salice piangente che si protende sul fiume: le specie floreali ritratte nel quadro non solo sono menzionate nell’opera di Shakespeare, ma rimandano ad altri significati, come l’innocenza della fanciulla, la caducità della vita, la morte.

C’è un salice che cresce storto sul ruscello e specchia le sue foglie canute nella vitrea corrente; laggiù lei [Ofelia] intrecciava ghirlande fantastiche di ranuncoli, di ortiche, di margherite, e lunghi fiori color porpora cui i pastori sboccati danno un nome più indecente, ma che le nostre illibate fanciulle chiamano dita di morto. Lì, sui rami pendenti mentre s’arrampicava per appendere le sue coroncine, un ramoscello maligno si spezzò, e giù caddero i suoi verdi trofei e lei stessa nel piangente ruscello.

Amleto, Atto IV scena VII

Opera: Ophelia (olio su tela, 1851-2)
Autore: Sir John Everett Millais
Dove: Tate Gallery, Londra

La Commedia di Dante

Questo famosissimo affresco, che campeggia su moltissime edizioni scolastiche della Divina Commedia, fu realizzato da Domenico di Michelino a 200  anni dalla nascita del poeta, su disegno di Alesso Baldovinetti. Dante è al centro con la sua opera in mano: a sinistra ci sono gli scenari della Commedia, Inferno, Purgatorio e Paradiso, mentre sulla destra c’è la sua Firenze, rappresentata però non com’era all’epoca di Dante ma come quando fu realizzato l’affresco. Chiude una scritta in latino che significa:

Quel che l’Inferno, il Purgatorio e il Cielo cantò e discorse con sublime ingegno, il Dotto Alighieri è qui, da cui Fiorenza ebbe spesso consiglio e amor di padre: morte non nocque a tanto Vate: ei vive in sua virtù, nel canto e in questa immago.

Opera: La Divina Commedia di Dante (affresco, 1465)
Autore: Domenico di Michelino
Dove: Cattedrale di Santa Maria del Fiore (Duomo), Firenze

Romeo e Giulietta

Ancora Shakespeare in questo delicatissimo quadro che ritrae l’ultimo bacio sul balcone tra Giulietta e Romeo prima che lui fugga per Mantova. A rendere più struggente la scena è la consapevolezza che questo sarà l’ultimo incontro dei due innamorati da vivi. Altri pittori hanno rappresentato questo episodio, come il preraffaelita Ford Madox Brown e Francesco Hayez, ma questa interpretazione di Frank Dicksee colpisce per la passione e la purezza con la quale sono rappresentati i due personaggi, in uno scenario carico di rimandi simbolici.

Farewell! Farewell! One kiss and I will descend!

Opera: Romeo and Juliet (olio su tela, 1884)
Autore: Frank Dicksee
Dove: Southampton City Art Gallery

Il ritratto di Dorian Gray

Non c’è più traccia della bellezza fulgente di Dorian Gray in questo quadro: la corruzione dell’animo umano è rappresentata con crudezza e tocchi macabri. Viso scavato, mani insanguinate, vesti consunte e strappate, toni cupi su cui emerge solo il rosso scarlatto del sangue: è la brutale rappresentazione della vita dissoluta e malvagia del protagonista. Il quadro fu realizzato da Ivan Albright per l’adattamento cinematografico del romanzo diretto da Albert Lewin nel 1945.

Sempre più si innamorava della sua bellezza, con sempre maggiore interesse seguiva il corrompersi della sua anima.

Opera: The Picture of Dorian Gray (olio su tela, 1943-44)
Autore: Ivan Albright
Dove: The Art Institute of Chicago

Dal lontano Giappone, la Storia di Genji

È la pietra miliare su cui si fonda la letteratura giapponese, nonché il primo romanzo al mondo: Storia di Genji (Genji Monogatari) fu scritto da una donna, la dama di corte Murasaki Shikibu, oltre 1000 anni fa. Protagonista è il bellissimo principe Genji, figlio dell’imperatore, e la storia ruota attorno alla sue vicende amorose, descrivendo dettagliatamente l’intrigante vita di corte del tempo, ovvero il periodo Heian (794-1185).
Ci sono tantissime rappresentazioni di questa opera, soprattutto xilografie di autori come Kunisada e Hiroshige, ma la più antica, e decisamente affascinante nonostante l’usura del tempo, è il rotolo del XII secolo, datato quasi quanto l’opera stessa, esposto periodicamente al Tokugawa Art Museum e al Gotō Museum, in Giappone. Sicuramente è una delle più antiche rappresentazioni pittoriche di un’opera letteraria.

La luna era spuntata sulla sera, e mentre al suo gentile chiarore essa guardava Genji muoversi, capì che tutto quel tempo non si era sbagliata; egli era più incantevole, più seducente di chiunque altro al mondo.

Opera: Genji monogatari (rotolo illustrato, XII secolo)
Autore: Sconosciuto
Dove: Tokugawa Art Museum, Nagoya, e Gotō Museum, Tokyo.

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