Palazzo Montanaro e il soggiorno genovese di Paul Valéry

di A.M.

Al termine di una strada mattonata in pendenza, la salita di San Francesco, si innalza l’imponente Palazzo Montanaro. Una gemma nel cuore di Genova che nasconde al suo interno un’inaspettata aura d’altri tempi, congelata all’inizio del secolo scorso.

© Foto: dearmissfletcher.wordpress.com

Qui trascorse un periodo della sua vita lo scrittore francese Paul Valéry. Un periodo che segnò una svolta decisiva nella sua vita di artista e intellettuale.

Aveva quasi 21 anni, Valéry, quando fu ospitato per un periodo a Genova dalla zia. Venne la notte tra il 4 e il 5 ottobre 1892. Un violento temporale imperversava fuori dalle finestre di Palazzo Montanaro e l’oscurità era spezzata dai bagliori dei lampi.

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Dalla sua stanzetta il giovane Valéry assisteva alla notte spaventosa che si agitava fuori e la proiettava dentro di sé. Nel culmine della tempesta, interiorizzata come un processo di autocritica, arrivò a una ferma risoluzione: abbandonare la poesia. Scrisse nei suoi Cahiers:

Notte spaventosa. Passata sul letto, seduto. La camera abbagliata da ogni lampo. E nella testa mi giocavo tutto. Sono tra me e me. Notte infinita. CRITICA. Forse per effetto di questa tensione dell’aria e della mente. E questi scoppi violenti ripetuti, dal cielo, queste brusche illuminazioni a scatti tra le pure mura di calce nuda. Questa mattina io mi sento ALTRO.

La decisione presa quella notte, che divenne la famosa Nuit de Gênes (“La notte di Genova”), rimarrà salda per molti anni a venire.

Visita a palazzo

Sotto la targa commemorativa dedicata nel 1955 a Valéry, si apre il portone dal quale si accede allo scalone di ingresso che conduce alla residenza. Tracce dell’antico passato affiorano sulle pareti: lapidi in latino e marmi bicromi ci ricordano che un tempo questo era il convento di San Francesco. Fu riadattato ad uso abitativo dopo il 1798, quando furono disciolte tutte le corporazioni religiose, e da qui sorse il maestoso palazzo odierno.

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Quando il Cavaliere Antonio Montanaro decise di acquistarlo fu probabilmente colpito dalla vista splendida che si vedeva dalle sue finestre: una città che si stendeva ai suoi piedi, verso lo sconfinato orizzonte del mare. Grazie a una cospicua disponibilità economica, fruttata dalla sua intraprendenza come mercante tessile, decise di riarredare tutto il palazzo: ogni stanza con un gusto peculiare, uno stile definito “eclettico“. Senza tralasciare qualche eccentrico tocco personale. Mobili, quadri, stucchi, tappezzerie e tecnologie modernissime per l’epoca. Tutto progettato con minuziosa cura. E, incredibilmente, tutto conservato oggi come allora.

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La proprietaria e custode di Palazzo Montanaro oggi è Maria Enrica Crosio. Generosa di spiegazioni ed entusiasta di mostrare ai visitatori questo gioiello, che normalmente è una residenza privata, intesse il racconto della famiglia Montanaro ai suoi aneddoti personali, come l’amorevole restauro degli interni e gli incredibili ritrovamenti di oggetti del tutto inaspettati (dei quali non svelo nulla per lasciarvi la curiosità di andare a vedere di persona!).

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Mentre, attraversando le stanze, si passa da uno stile neorinascimentale a un neorococò, lo sguardo, aiutato dai suggerimenti della nostra guida, si sofferma sui piccoli particolari: come il riscaldamento dell’epoca, ancora in funzione, alimentato da una caldaia a carbone che emette calore dalle bocchette nelle pareti, o la testa di un corrimano con il buffo muso di un cane. O ancora il lampadario a forma di palma di dattero, tocco dell’eccentricità del suo antico padrone, e il mobile ornato dalle linee sinuose di una viola: chissà, forse fu costruito su misura apposta per contenerne una, considerata la passione per la musica dei Montanaro.

 

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Mezione speciale per il rarissimo esempio di ronfò: un’antica cucina genovese in muratura ancora funzionante che portava innovazioni scientifiche importanti, prima tra le quali lo smaltimento dei fumi della combustione. Chissà quante volte Paul Valéry lo avrà avuto sotto gli occhi attraversando questo caldo angolino della casa…

Ci sarebbe molto altro di cui parlare: ogni stanza è piena di storie e aneddoti che la proprietaria sarà ben lieta di raccontarvi durante la visita: su Paul Valéry, sull’antico proprietario e anche sull’affascinante storia di Genova, perché questo palazzo è una preziosa testimonianza miracolosamente scampata ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale.

Per accedervi, seguite la pagina Facebook di Palazzo Montanaro (facebook.com/palazzomontanaro) e tenete d’occhio gli eventi che periodicamente vi vengono organizzati. Per visite e contatti, potete anche scrivere direttamente alla proprietaria Maria Enrica Crosio (mail).

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