Leggere prima di partire per… l’Irlanda. “L’isola che scompare. Viaggio nell’Irlanda di Joyce e Yeats”

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Il libro

Luogo: Irlanda

Genere: Letteratura di viaggio
Titolo: L’isola che scompare. Viaggio nell’Irlanda di Joyce e Yeats
Autore:
Fabrizio Pasanisi
Editore/Anno
: Nutrimenti, 2017

La citazione

Passato e presente, ricchezza, memoria… Storie, come ci hanno insegnato ancora Yeats e James Stephens, e Flann O’Brien, e J.M. Synge, e Lady Speranza Wilde… L’Irlanda è percorsa dalle storie, non meno dell’Italia, storie che vengono dalla terra, storie che riempiono l’aria, tra una pioggia e l’altra, storie che nascono dalla fantasia – e da dove sennò -, dalla fantasia e dalla vita – e da dove sennò -, e restano per noi, che ci rechiamo lì, e riconosciamo i luoghi, i personaggi, in un volto, tra le rive di un fiume.

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La recensione

Quello di Pasanisi è un viaggio sognante che segue la frastagliata costa irlandese, da Cork a Limerick, da Galway a Sligo, tagliando poi verso Dublino e i suoi dintorni, Howth, Sandycove, Bray.

La nostra guida sono le parole ispirate dell’autore e il suo sguardo attento e percettivo, sensibile al fascino malinconico e solitario del paesaggio irlandese. Poi irrompono loro: i grandi scrittori di questa terra così letterariamente fertile.

La loro presenza è pervasiva e Pasanisi li accoglie nelle pagine del suo diario di viaggio: Joyce, Yeats, J.M. Synge, G.B. Shaw, Flann O’Brien, Seamus Heaney… all’occorrenza le loro storie vengono evocate per arricchire i paesaggi d’Irlanda: Yeats si materializza alle pendici del Ben Bulben, le sue parole riecheggiano tra il fruscio del vento che sferza la sua casa-torre a Thoor Ballylee; dietro le quinte dell’Abbey Theatre un provocatorio Synge assiste alla messa in scena della sua opera; al cancello del Trinity College un professore attraente e un po’ distratto di nome Samuel Beckett sta andando in classe; e un giovane e sagace James Joyce siede al pub meditando un volontario esilio nel continente.

Le strade di Dublino e gli scenari d’Irlanda si popolano così di un intero universo letterario.

“The Prick with the Stick”, statua in North Earl Street, Dublino ©turismoletterario.com

Questo libro non è una guida, non fornisce indicazioni pratiche o itinerari precisi da seguire, dà però ottimi spunti per alcuni luoghi letterari da visitare nell’isola, conditi con delle belle suggestioni per il lettore che non si trova da queste parti o non c’è mai stato.

I luoghi su cui si sofferma in modo particolare sono: Cork, Killarney, Cliffs of Moher, le isole Aran, Galway, Sligo e dintorni (Yeats’ Country), Dublino, la costa da Howth a Sandycove.
Peccato per l’assenza di alcuni scrittori irlandesi illustri come Patrick Kavanagh e Brendan Behan.

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La letteratura è dovunque, confusa nelle trame mediterranee di Omero, mischiata alle isole caraibiche di Walcott, infilata tra le strade sconnesse percorse da Leopold Bloom, al di qua e al di là del fiume Liffey: “Se riesco a raggiungere il cuore di Dublino, riesco a raggiungere il cuore di tutte le città del mondo”, scrisse Joyce, lucido e lungimirante. Per questo Dublino si veste a festa per il Bloomsday, il 16 giugno, per questo tutto il mondo corre a Dublino per celebrare quel giorno. Celebrare un libro: avviene soltanto a Dublino!

 

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