Leggere prima di partire per... la Scozia. "Una vita da libraio" di Shaun Bythell

Leggere prima di partire per… la Scozia. “Una vita da libraio” di Shaun Bythell

di Alessandra Chiappori

Alzi la mano chi conosce il Galloway. Nessuno? Eppure nella regione sud occidentale della Scozia che confina con l’Inghilterra si trova la cittadina di Wigtown, salita all’onore di cronaca negli ultimi anni per librofili e affini, nonché parte di un comprensorio turistico che, seppure non ancora ufficialmente riconosciuto come tale, rivela grandi sorprese naturalistiche e persino una vita da spiaggia insolita per una regione del Regno Unito il cui immaginario è spesso grigio e freddo, viste le latitudini.

Nel Galloway tra libri, castelli e gite in barca a vela

A Wigtown ha sede The Book Shop, la libreria dell’usato di Shaun Bythell, che ha deciso di raccontare la sua esperienza nel divertente Una vita da libraio (Einaudi, 2018), diario di un venditore di libri, parafrasando il titolo originale.

Contestualizzare la storia di Shaun Bythell è necessario per capire meglio il valore del suo lavoro di continua ricerca di volumi da rivendere e il carattere pressoché unico del luogo dove lo svolge: Wigtown, in Galloway. Il libraio narra infatti giorno dopo giorno il microcosmo della clientela della sua libreria, svelando aspetti, pregi e difetti della piccola Wigtown, ma dal negozio esce spesso, a bordo del suo indispensabile furgone e a zonzo per la regione e per l’intera Scozia, chiamato a ispezionare fondi di libri usati tra i quali scopre i carichi migliori per la propria attività. È lui stesso a intrecciare i racconti delle sue giornate con interessanti excursus sui luoghi, tanto da regalare un interessante mappa storica di questa regione della Scozia, e del suo capoluogo.

Wigtown conta meno di mille abitanti e si trova nel Galloway, la regione dimenticata che occupa l’angolo sudoccidentale della Scozia. È un paesino incastonato tra tondeggianti colline moreniche, all’estremità della penisola di Machars (dal gaelico machair, nome che indica le pianure erbose e fertili lungo le coste nordoccidentali della Scozia e dell’Irlanda), la quale racchiude nei suoi sessantaquattro chilometri di costa i paesaggi più vari, dalle spiagge di sabbia alle coste alte, rocciose e traforate di grotte. A nord si trovano invece le Galloway Hills, l’area magnifica e pressoché disabitata in cui corre il tratto occidentale della Southern Upland Way, il sentiero pedonale che attraversa serpeggiando tutto il sud della Scozia, dall’Atlantico al mare del Nord.

©wigtown-booktown.co.uk

Wigtown città dei libri

Piccola cittadina dall’economia per anni alimentata da agricoltura, industria casearia e distillerie, attività oggi pressoché estinte, Wigtown è riuscita a ricostruirsi un’identità partendo dai libri, processo che le è valso il titolo di Città dei libri. Come spiega l’autore di Una vita da libraio, le città dei libri sono un’idea di Richard Booth che, a partire dagli anni Settanta, convinse numerosi librai a trasferirsi in Galles sostenendo che i libri avrebbero riattivato l’economia locale. Dal 1998 Wigtown è dunque la città dei libri scozzese, fatto che, assicura Bythell, ha contribuito a cambiare in meglio il paese.
Non a caso, a Witgown si svolge ogni settembre (nel 2018 sarà dal 21 al 30) il Wigtown Book Festival, appuntamento attesissimo dagli amanti delle manifestazioni culturali, con presentazioni, tanti autori ospiti, arte, teatro ed eventi dedicati. La centralità del Book Festival travalica i confini della piccola regione del Galloway, attirando personalità da tutto il Regno Unito e non solo.
In primavera è tempo invece del Wigtown Spring Festival, un piccolo festival, sorta di anteprima dell’appuntamento di settembre. I negozi e altri piccoli spazi spesso già sede di circoli culturali ospitano per una settimana eventi, reading e incontri aperti al pubblico che, per l’occasione, resta prettamente locale.
Idea della compagna dello stesso Bythell e di alcuni amici è infine Open Book, una libreria-appartamento, organizzata per dare alloggio al piano di sopra agli ospiti che, arrivati, potranno provare e gestire il negozio e toccare con mano la vita da libraio.

 

©facebook.com/pg/TheOpenBookWigtown

Le librerie più belle del mondo

Nella dinamica locale-globale che coinvolge Wigtown, anche la libreria The Book Shop ha un ruolo preciso. Il Guardian la classifica infatti al terzo posto tra librerie strane e meravigliose del mondo: «non so se si tratti di un fenomeno ciclico o se all’improvviso i negozi di libri siano diventati posti alla moda – si domanda Bythell – Magari è una conseguenza del fenomeno hipster, per cui i dischi in vinile e i libri di carta hanno più successo degli iPod e dei Kindle».

The Book Shop si affaccia sulla strada principale della cittadina e si trova in un locale piuttosto vintage, un po’ sgangherato e con mille problemi strutturali che il suo proprietario deve costantemente provvedere a risolvere. Tra il freddo, le infiltrazioni di acqua e le mille spese, il negozio ha però una particolarità unica al suo ingresso, segnalato da due grandi spirali di libri in cemento, le stesse che fanno bella immagine di sé sulla copertina del libro nelle sue diverse edizioni internazionali.
Come spiega Bythell, ai primi dell’Ottocento il locale era abitato dal sindaco di Wigtown, che diede all’edificio esterno l’aspetto georgiano mantenuto oggi.

I nostri clienti paragonano la libreria a una grotta di Aladino, o a un labirinto, descrivendo un luogo dove non esistono porte interne e tutti gli scaffali, via via rinnovati negli anni, ospitano più di centomila libri, i veri protagonisti del piano terra.

©wigtown-booktown.co.uk

Il Galloway tra pesca e castelli

La raccolta di questi volumi spetta allo stesso libraio che, tra attenta osservazione del mercato, piccole soluzioni tra ufficio postale e vendite online e una infaticabile voglia di rimettersi in marcia, gira la Scozia con il suo furgone per recuperare libri usati. Ecco dunque la scusa, nel diario, per raccontare qualcosa non solo di The Book Shop ma del Galloway intero.

Per decine di anni il Galloway è stato definito “l’angolo dimenticato della Scozia”, e molti visitatori lo apprezzano proprio per questo motivo.

Tra luci e stagioni che variano, la pioggia tipica del luogo, le ore buie dell’inverno e il clima estivo e piacevole dell’estate, sono tanti gli itinerari che partono dai dintorni di Wigtown per scoprire volti più e meno noti della Scozia. La meta più prossima è Dumfries, centro principale del Galloway, dove il libraio si reca spesso per diversi affari.

©pixabay.com

Bythell racconta di andare in mountain bike sui sentieri della Kirroughtree Forest, a pochi chilometri da Wigtown, mentre un secondo itinerario tra il verde e la natura lussureggiante è quello del Glen Trool, in cui fare camminate nei boschi tra gli echi della storia che vide qui Robert the Bruce vincere la sua battaglia contro i dominatori inglesi. Da non perdere, le cascate e il vicino loch.

Come non menzionare i castelli scozzesi? Bythell racconta anche del castello di Threave, che sorge vicino al fiume Dee e alla città di Castle Douglas, sempre in Galloway.

Si trova su un’isola al centro del fiume Dee, ed è raggiungibile soltanto con una piccola imbarcazione fuoribordo. Secoli fa era una delle dimore dei “conti neri” nella casata dei Douglas, e fu costruito nel XIV secolo da un membro della famiglia che portava il leggiadro nomignolo di Archibald il Torvo, signore di Galloway. È una fortezza dall’aspetto imponente: basta uno sguardo per capire che non è stata costruita per essere una residenza di lusso.

Non mancano le esplorazioni più lontane da Wigtown, in particolare al castello di Stirling, sul Loch Lomond, e Lairg, nelle Higlands, dove Bythell, appassionato di pesca, va in vacanza a caccia di salmoni.

Paesaggio del Galloway ©pixabay.com

Scozia marina

La pesca è uno dei passatempi preferiti di Bythell, che fugge spesso dalla libreria per ritrovare la bellezza dei suoi luoghi tra mare, laghi e colline. Il diario del libraio è ricco di aneddoti che rivelano tutta la passione per la storia locale e per il Galloway, come per esempio quelli che riguardano Elrig Loch, il laghetto vicino a Wigtown dove Bythell va a pesca, ma anche la ricorrenza del 1 ottobre quando, in occasione del suo compleanno, il libraio si concede una nuotata nel mare di Rigg Bay (la domanda comune è lecita: ma non avrà freddo?). Contro ogni stereotipo, il Galloway non è infatti solo Scozia “classica”, tra boschi, brughiera e castelli, ma anche una regione di mare e costa.

Costa del Galloway ©pixabay.com

Non a caso è da Cairnryan, in Galloway, che parte la rotta dei traghetti che collegano la Scozia all’Irlanda del Nord. Bythell ne fa uso per un viaggio verso Belfast, come racconta nel diario. E dal traghetto alla barca a vela, il buon libraio amante della natura non lesina dettagli storici nemmeno su una gita organizzata veleggiando da Stranraer a Ailsa Craig, un’isola disabitata nel mare d’Irlanda. Un’idea diversa da un’uscita in mare nell’azzurro Mediterraneo, ma sicuramente un’occasione per vivere da vicino un territorio particolare e ancora poco noto al turismo di massa, tra meraviglie della natura e antiche e affascinanti leggende.

Abbiamo attraccato alla banchina e siamo scesi a terra per esplorare i ruderi delle case e la vecchia ferrovia. Ailsa Craig è un blocco di granito di fronte alla costa dell’Ayrshire, ed è tutto ciò che rimane di un antico collo vulcanico. Durante la sua lunga storia è stata un rifugio per i cattolici, dissidenti al tempo della riforma scozzese, ed è nota ai locali come Paddy’s Milestone, in parte perché si trova a metà della rotta marittima che collega Belfast a Glasgow (Paddy è l’appellativo che indica gli irlandesi), e in parte per via di una leggenda locale che narra di due giganti, uno irlandese e uno scozzese, che si combattevano a sassate: Ailsa Craig sarebbe l’ultima pietra che i due si scagliarono.

©”Back of Ailsa Craig” di Ronnie Macdonald, su Flickr – flic.kr/p/YgG7Ks

 

Il libro

Luogo: Galloway, Scozia

Genere: Autobiografico
Titolo: Vita da libraio
Autore:
Shaun Bythell
Editore/Anno
: Einaudi, 2018

Alessandra Chiappori fa la giornalista tra Liguria e Piemonte occupandosi di eventi, cultura e tempo libero. Ha studiato comunicazione e semiotica: i suoi interessi spaziano da Raymond Queneau a Italo Calvino, sul quale ha discusso una tesi di dottorato che indaga i meccanismi di significazione a partire dallo spazio e dalla geografia dei luoghi. Ama la radio, non solo da ascoltatrice. Legge tantissimo e adora scrivere, cose che racconta e su cui si esercita sul suo sito acontrainte.it.

Commenti

commenti