Le origini italiane dell’amante di Lady Chatterley

Vi sareste mai immaginati che l’amante di Lady Chatterley, il conturbante guardiacaccia Oliver Mellors che scuote la monotona quotidianità della protagonista, avesse in realtà origini italiane?

Forse alcuni sapranno che nel 1928 l’autore, David Herbert Lawrence, fece stampare il suo romanzo più famoso a Firenze, in 1000 copie presso la tipografia Giuntina, perché il contenuto era ritenuto troppo scabroso per essere pubblicato in Inghilterra.

L'interno della prima edizione de "L'amante di Lady Chatterley"

L’interno della prima edizione de “L’amante di Lady Chatterley”

Nel 1919, infatti, lo scrittore si era trasferito in Italia perché, malato di tubercolosi, sperava che il mite clima nostrano potesse giovare alla sua salute. Capri, Taormina, Forte dei Marmi, Ravello, Spotorno, Firenze sono le destinazioni in cui soggiornerà per periodi più o meno prolungati assieme alla moglie Frieda von Richthofen. È proprio durante questo periodo che Lawrence inizierà a scrivere il suo romanzo più controverso, L’amante di Lady Chatterley, e l’ispirazione arriverà proprio dalle avventure della moglie, una signora dal fisico teutonico e prosperoso, 14 anni più anziana di lui ma energica e giovanile, che non potendo trovare “appagamento” nel marito malato, lo andava a cercare altrove.

David Herbert Lawrence e la moglie Frieda

David Herbert Lawrence e la moglie Frieda

Ecco quindi che abbiamo due elementi del romanzo, la protagonista passionale e il marito malato… ma l’aitante guardiacaccia?

Ci sono tre ipotesi sul possibile modello che ha ispirato lo scrittore, ciascuna riconducibile a una località italiana dove la coppia ha soggiornato.

Ipotesi Taormina

I Lawrence trascorsero alcuni periodi tra 1920 e 1922 a Taormina, soleggiata località marittima in Sicilia, soggiornando in via Fontana Vecchia (dove oggi si trova una targa commemorativa).

© Alessandro Rossi, "My personal postcard of Taormina" su Flickr https://flic.kr/p/efSEhF (Licenza CC)

© Alessandro Rossi, “My personal postcard of Taormina” su Flickr https://flic.kr/p/efSEhF (Licenza CC)

Frida, la moglie dello scrittore, aveva un’amica inglese, la signora Betty, che viveva in collina, nella campagna di Castelmola, così chiese al giovane mulattiere Peppino d’Allura di accompagnarla alla villa dell’amica. Fu proprio durante uno di questi tragitti, allo scoppiare improvviso di un temporale, che i due si rifugiarono in un casolare per ripararsi dalla pioggia, creando l’occasione per l’inizio di una intensa relazione amorosa, un episodio che ricorda quello simile descritto nel romanzo.
La storia tra i due durò un anno e mezzo, finché i coniugi Lawrence non lasciarono definitivamente Taormina. Pare che la vicenda fosse nota a molti in paese perché il giovane mulattiere era solito raccontarla in osteria. (Questa ipotesi è stata trattata ampiamente dal giornalista Gaetano Saglimbeni sul suo sito)

© Paolo Fefe', "Capanno" su Flickr https://flic.kr/p/5rgvMK© Paolo Fefe’, “Capanno” su Flickr https://flic.kr/p/5rgvMK

Ipotesi Spotorno

I Lawrence arrivarono in Liguria, a Spotorno, nel novembre 1925, alloggiando presso Villa Bernarda, una costruzione rosa a tre piani, dove rimasero fino all’anno successivo. Durante questo anno, l’esuberante moglie Frieda iniziò una relazione amorosa con un giovane tenente dei bersaglieri, Angelo Ravagli, all’epoca sposato e con tre figli. C’è chi dice che fu lo stesso scrittore a gettare la moglie nelle mani dell’amante, così da avere materiale per il proprio romanzo; resta il fatto che la passione amorosa tra i due non si esaurì nell’arco di quel breve soggiorno, ma si rinvigorì alla morte dello scrittore: il tenente abbandonò la famiglia e seguì Frieda in Nuovo Messico, dove i due si sposarono nel 1950.

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©”Spotorno” di Tajmyr, su Wikipedia (Licenza CC)

Ipotesi Firenze

Dal maggio 1926 al giugno 1928 i Lawrence soggiornarono presso Villa Mirenda, a Scandicci, nella campagna fiorentina. Durante questo periodo lo scrittore si dedicò alla stesura definitiva de L’amante di Lady Chatterley, traendo quindi ispirazione dalle avventure della moglie per affrontare alcune tematiche ritenute scandalose dalla mentalità puritana inglese dell’epoca. Secondo i biografi H.T. Moore e W. Roberts, per la figura del guardiacaccia Lawrence si era ispirato ai cacciatori che vedeva nei boschi toscani, ipotesi avvallata dal fatto che la seconda versione del romanzo, dal titolo John Thomas and Lady Jeane, era ambientata proprio in Toscana.

Un'immagine tratta dalla versione BBC (2015) de "L'amante di Lady Chatterley" con Holliday Grainger e Richard Madden

Un’immagine tratta dalla versione BBC (2015) de “L’amante di Lady Chatterley” con Holliday Grainger e Richard Madden

Quale sia la verità è difficile dirlo: forse, come spesso succede, lo scrittore rielaborò i fatti attingendo un po’ da ciascuno di essi, ma quel che è certo è che il soggiorno italiano fu determinante sia per la stesura che per la pubblicazione di uno dei importanti (e chiacchierati) romanzi del Novecento.

Leggi anche la pagina dedicata a D.H. Lawrence sul sito

Bibliografia

Fuori dalle ombre. D.H. Lawrence e l’Italia del Sud, a cura di Luciana Rollo Bancale, Capri, La Conchiglia, 2006.
Gaetano Saglimbeni, Lady Chatterley e il mulattiere, Messina, A. Siciliano, 2003.
Bruno Marengo, Un tre ponti o un quattro ponti… da “La civetta” rivista bimestrale del “Circolo degli Inquieti”. Savona, dic. 2002 – gen. 2003.

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