Le 9 nuove Città della Letteratura Unesco

Delle Città della Letteratura UNESCO avevamo già parlato in questo articolo, ma nel dicembre 2015 ne sono state aggiunte altre nove, per un totale di venti città letterarie. Qui di seguito riportiamo le motivazioni, tratte dal sito ufficiale, che hanno valso loro questo riconoscimento.

Ulyanovsk (Russia)

Questa città che prende il nome dal rivoluzionario russo Lenin (Vladimir Ilyich Ulyanov-Lenin), ha dato i natali allo scrittore Ivan Gončarov, conosciuto soprattutto per il romanzo Oblomov (1859), il cui protagonista, Oblomov, appunto, viene celebrato ogni anno nel festival omonimo.
Originario di Ulyanovsk è anche lo scrittore Nikolai Karamzin, considerato il Walter Scott della Russia per i suoi romanzi storici che hanno re-immaginato il paese seguendo i dettami del modello romantico: a lui è stata intitolata la biblioteca Karamzinskaya, una delle prime biblioteche pubbliche russe.

Tre poeti russi, Yazykov, Davydov e Sadovnikov, sono vissuti a Ulyanovsk, così come Dmitry Minayev, un importante scrittore satirico e critico letterario che ha tradotto Dante e Byron in russo.
Infine, Ulyanovsk è la città che Puškin visitò nel 1833: questo viaggio ispirò in parte Storia della rivolta di Pugacëv e La figlia del capitano.

"Monument to Nikolay Karamzin" di Oblam su WikiCommons (Licenza CC)

“Monument to Nikolay Karamzin” di Oblam su WikiCommons (Licenza CC)

Baghdad, Iraq

Nonostante i pesanti bombardamenti che ha subito nel 2003 e la difficile situazione politica che si trova ad affrontare, la nomina di Baghdad a capitale letteraria dell’Unesco è dovuta alla sua grande importanza per la cultura araba: ha dato infatti i natali al poeta del X secolo Abu Al Tayeb Al Mutanabbi, riconosciuto come uno dei più grandi poeti arabi di tutti i tempi, e alla poetessa Nazik Al-Malaika (1923–2007), che per prima, negli anni Quaranta del Novecento, ha sviluppato l’uso del verso libero, mentre fino ad allora si era sempre composto poesia seguendo le rigide regole risalenti all’VIII secolo e conosciute come “a’muudi“.
Anche i tre poeti contemporanei Jamil Sidqi al-Zahawi (1863–1936), Ma’ruf bin Abdul Ghani al Rusafi (1875–
1945) e Muhammad Mahdi Al-Jawahiri (1899–1997) sono nati e vissuti a Baghdad, ulteriore conferma del fatto che la capitale irachena è sempre stata un fiorente centro culturale per lo studio e la composizione di poesia.

"Te Kadhmain shrines at Al-Kadhimiya Mosque in Iraq" di Muhammad Mahdi Karim su Wikicommons (Licenza CC)

“Te Kadhmain shrines at Al-Kadhimiya Mosque in Iraq” di Muhammad Mahdi Karim su Wikicommons (Licenza CC)

Tartu, Estonia

È la seconda città più grande dell’Estonia ma il suo principale polo culturale grazie alla sua università e ai suoi festival letterari, come “Crazy Tartu“. Oltre ad ospitare il Museo letterario estone, incentrato sulla cultura e il folklore del paese, incoraggia associazioni letterarie e progetti innovativi (tra cui “Tartu in Fiction” e il “Bus Poetry”).

Tartu di Neil Howard (neilsingapore) su Flickr (Licenza CC)

Tartu di Neil Howard (neilsingapore) su Flickr (Licenza CC)

Lviv (Leopoli), Ucraina

Spesso descritta come la San Pietroburgo dell’Ucraina, Leopoli può considerarsi il centro culturale del paese per le sue numerose attività e istituzioni, a partire dal Centro per la storia urbana dell’Europa orientale (http://www.lvivcenter.org/en/). Ha un suo festival internazionale di letteratura ed è la sede della più antica tipografia dell’Europa orientale, Assumption Brotherhood, fondata nel 1586.

"lviv" di bartolomeo koczenasz su Flickr (Licenza CC)

“lviv” di bartolomeo koczenasz su Flickr (Licenza CC)

Lubiana, Slovenia

La capitale slovena vanta dei numeri invidiabili quando si parla di cultura: 14 teatri, 35 biblioteche pubbliche, 142 librerie e oltre 2 milioni e 600 mila libri custoditi nella biblioteca nazionale. Considerato che la popolazione non arriva neppure ai 300 mila abitanti, ci si può rendere conto quanto sia ramificata l’offerta culturale che Lubiana offre ai suoi cittadini.
Non mancano gli eventi: tra tutti il Living Literature Festival, un appuntamento costante dal 1994, e la Slovenian Book Fair, organizzata due volte l’anno.
La città ha dato i natali a Anton Tomaz Linhart, drammaturgo che ha scritto la prima opera teatrale in sloveno, e il poeta France Preseren, il più importante esponente del Romanticismo in Slovenia.

"Ljubljana" di Lorenzo Magnis su Flickr (Licenza CC)

“Ljubljana” di Lorenzo Magnis su Flickr (Licenza CC)

Barcelona, Spagna

Barcellona è la culla della lingua catalana e il maggiore centro editoriale di libri in lingua spagnola: qui hanno sede ben 272 case editrici: dai colossi come Penguin Random House e Planeta, a molte altre realtà indipendenti.
Durante l’anno vi vengono organizzati numerosi eventi letterari, alcuni più sperimentali (Kosmopolis Festival), altri incentrati sulla poesia (Poetry Week), sulla letteratura gialla (Crime Fiction Week), sulla letteratura per ragazzi (Món Llibre) e sulla lingua catalana.
Che dire poi delle opere letterarie a cui la città fa da sfondo?
Si parte dal Don Chisciotte di Cervantes, dove Barcellona è l’unica città menzionata, fino ai più recenti romanzi di George Orwell (Omaggio alla Catalogna), Carlos Ruiz Zafón (L’ombra del vento), Eduardo Mendoza (La città dei prodigi) e Colm Tóibín (Sud). E non dimentichiamoci che Barcellona ha dato il via al periodo d’oro della letteratura latinoamericana con la pubblicazione negli anni Sessanta delle opere di due premi Nobel: Gabriel García Márquez e Mario Vargas Llosa.

"CasaBatllo 0171" di tatogra su Flickr (Licenza CC)

“CasaBatllo 0171” di tatogra su Flickr (Licenza CC)

Nottingham, Inghilterra

A dare lustro alla città di Robin Hood, ci sono molti scrittori a partire da Lord Byron, che all’età di 10 anni le dedicò il suo primo componimento poetico, e David Herbert Lawrence autore del romanzo controverso L’amante di Lady Chatterly, vietato per molti anni nel Regno Unito. Più recentemente si sono imposti all’attenzione del pubblico la scrittrice per il teatro Amanda Whittington, il giallista John Harvey e Alan Sillitoe, noto per il romanzo Sabato sera, domenica mattina (1958).
Oltre a numerose biblioteche e libreria, a Nottingham si trova la particolarissima “Page 45“, una vivissima libreria ricca di iniziative ed eventi tutti dedicati al graphic novel.
Menzioni finali spettano al Nottingham Festival of Words, un festival letterario di recente istituzione (si tiene dal 2012) e al D.H. Lawrence Festival, evento interamente dedicato allo scrittore.

Nottingham rooftops di Dun.can (duncanh1) su Flickr (Licenza CC)

Nottingham rooftops di Dun.can (duncanh1) su Flickr (Licenza CC)

Óbidos, Portogallo e Montevideo, Uruguay

La nomina di queste due città è stata annunciata ma non sono ancora state rilasciate le motivazioni ufficiali che ne hanno determinato il riconoscimento.
Nel frattempo possiamo sperare che anche qualche città italiana sia presa in considerazione per entrare a far parte delle Città della Letteratura anche se, come abbiamo spiegato in un precedente articolo, l’iniziativa dovrebbe partire dalla città stessa.

E voi quale città italiana eleggereste a Città della Letteratura?

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