5 canzoni in viaggio per… l’Irlanda del Nord. Tra rock e folklore.

L’Irlanda del Nord e la sua capitale, Belfast, hanno una storia tormentata e sofferta: i Troubles, conflitto che si trascina avanti dagli anni ’60 che fortunatamente ha raggiunto una tregua dagli anni ’90, ha lasciato profonde tracce nella storia di questo paese e dei suoi abitanti.

Derry's Bogside mural di jordigll, su Flickr

Derry’s Bogside mural di jordigll, su Flickr

Ma nonostante tutto, la vena musicale di questa gente non ha mai smesso di pulsare. Tutta l’Irlanda vanta una grande tradizione di musica folkloristica e numerosi sono i festival che vengono organizzati in tutta l’isola, da nord a sud. In particolare, l’Irlanda del Nord risente dell’influenza della vicina Scozia, da cui ha ereditato alcuni tratti che, mescolati allo stile irlandese, hanno dato vita al cosiddetto genere “Ulster-scozzese” (l’Ulster era la regione che occupava la parte nord-orientale dell’Irlanda, di cui 6 contee su 9 fanno parte dell’Irlanda del Nord).

1) The Town I Loved So Well di Phil Coulter

Scritta da Phil Coulter, parla della sua esperienza autobiografica nella Derry degli anni ’50-’60, rievocando nostalgicamente la sua adolescenza, sino ad affrontare i drammatici momenti degli anni successivi come la “Domenica di Sangue” (Bloody Sunday) del 30 gennaio 1972.

2) The Fields of Athenry di Pete St. John

Scritta dal cantautore folk Pete St. John negli anni settanta, parla di un prigioniero irlandese che, nel periodo della Grande carestia irlandese (1845-50), sta per essere deportato in una colonia australiana, accusato di aver rubato del cibo per sfamare la famiglia ridotta in povertà dalla carestia.
La canzone, della quale sono state fatte molte cover, è molto sentita in tutta l’Irlanda, da nord a sud, e viene spesso utilizzata anche in competizioni sportive.

3) Cyprus Avenue di Van Morrison

Uscita nel secondo album del cantante nordirlandese, Astral Weeks del 1968, è stata qui scelta a rappresentare tutta la produzione dell’artista perché racconta le strade di Belfast, in particolare Cyprus Avenue, una via che esiste ancora oggi e che separava una delle parti più povere da quelle più signorili della città.

Cyprus Avenue, Belfast di Paul L Evans, su Flickr

Cyprus Avenue, Belfast di Paul L Evans, su Flickr

 4) Sunday Bloody Sunday degli U2

Gli U2 sono originari di Dublino, ma si sono occupati sin dagli esordi del conflitto nordirlandese e del tema dei diritti umani in generale.
Sunday Bloody Sunday parla della “Domenica di Sangue“, il 30 gennaio 1972 a Derry, dove l’esercito britannico sparò sui manifestanti inermi uccidendo tredici persone.
Sempre degli U2, è la canzone Where the streets have no name che, come Bono ha dichiarato, è ispirata alle strade di Belfast.

5) Zombie di The Cranberries

I Cranberries sono un gruppo originario di Limerick ma come gli U2 e altri gruppi irlandesi, sono molto sensibili ai temi legati al conflitto nordirlandese. Zombie, uscito nell’album No Need to Argue del 1994, è una canzone contro la guerra e la violenza, ma il riferimento ai Troubles è esplicito nel verso “It’s the same old theme since 1916”, dove fa riferimento alla Rivolta di Pasqua (Easter Rising), quando alcuni militanti repubblicani irlandesi occuparono i luoghi chiave di Dublino dichiarando la Repubblica d’Irlanda indipendente dal Regno Unito.
Dolores O’Riordan, leader e cantante del gruppo, ha dichiarato di aver scritto la canzone di getto in memoria di due ragazzi rimasti uccisi in un attentato dell’IRA (Irish Republican Army) a Warrington, in Inghilterra, nel 1993.
Inoltre, il ritornello, dove ripetutamente vengono evocati carrarmati e fucili (“With their tanks […] and their guns”) è un chiaro riferimento alla canzone The Town I Loved So Well di Phil Coulter (“With their tanks and their guns, oh my God, what have they done”).

Bobby Sands di marcella bona, su Flickr

Bobby Sands di marcella bona, su Flickr

 

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