Girovagando per New York con Holden Caulfield

di A.M.

The Catcher in the Rye, l’intraducibile titolo originale de Il giovane Holden è un classico della letteratura giovanile. Scritto nel 1951 dallo schivo J.D. Salinger e pubblicato per volontà dell’autore con una copertina completamente bianca, è la storia di un ragazzo, Holden Caulfield, proveniente da una famiglia benestante, che dopo essere stato espulso dalla scuola per un basso rendimento scolastico deve tornare dalla sua famiglia a New York. Prima di tornare a casa però, farà una serie di incontri, decidendo durante questo tempo di abbandonare la città e non tornare più a casa, ma non senza aver prima salutato sua sorella Phoebe

"Manhattan" di Cliff Hellis su Flickr

“Manhattan” di Cliff Hellis su Flickr

Ambientato nella Manhattan di fine anni Quaranta (probabilmente nei giorni che precedono il Natale del 1947), questo romanzo ci fa rivivere alcune atmosfere newyorkesi che persistono tutt’oggi, nonostante molti dei luoghi menzionati nel romanzo siano scomparsi o addirittura fittizi.

Ecco alcune tappe che ripercorrono il girovagare di Holden per la città. E per calarvi completamente nei panni del nostro (anti?)eroe, il periodo perfetto è, manco a dirlo, la settimana che precede il Natale.

1. Grand Terminal Central

Non sapevo dove diavolo andare. Non volevo andare in un altro albergo per non spendere tutti i soldi di Phoebe. Così andò a finire che mi feci tutta la strada a piedi fino a Lexington e presi la metropolitana fino alla stazione centrale. Là c’erano le mie valigie e compagnia bella e pensai di dormire in quell’idiotissima sala d’aspetto dove ci sono tutte le panche. E feci proprio così.

La stazione di Midtown Manhattan, una delle più grandi del mondo, fa da sfondo ad alcune scene del Giovane Holden. Qui il nostro protagonista lascia le valigie negli armadietti in attesa di abbandonare la città e la sua famiglia, qui si reca per riposarsi nella sala d’aspetto approfittando dell’apparente tranquillità del posto che nel giro di un’ora diventa affollatissimo…

"Grand Central Terminal" di Saadick Dhansay su Flickr (www.picturesquetraveller.com)

“Grand Central Terminal” di Saadick Dhansay su Flickr (www.picturesquetraveller.com)

2. Rockefeller Center Ice Rink

Uno dei luoghi più iconici della New York invernale. Non solo vi è ambientata una scena del nostro romanzo, ma fa anche da sfondo a numerosi film. Nel testo la pista di pattinaggio viene identificata con “Radio City“. In realtà la Radio City Music Hall è un teatro, ma fa sempre parte del Rockefeller Center dove si trova la pista di pattinaggio sul ghiaccio.

– Andiamo a pattinare sul ghiaccio a Radio City.
Ecco che razza di idee si faceva venire.
– A pattinare sul ghiaccio a Radio City? Adesso, vuoi dire?
Così andammo, e dopo che ci avevano dato i pattini, diedero a Sally quel pezzettino di vestito azzurro per scodinzolarci dentro.

Indirizzo:  Rockefeller Center, 47th and 50th Streets / 5th and 7th Avenues

Rockefeller Ice Rink di Gabriel Rodríguez su Flickr

Rockefeller Ice Rink di Gabriel Rodríguez su Flickr

3. American Museum of Natural History

Il museo di storia naturale di New York nell’Upper West Side è uno dei più grandi al mondo ed è famoso per le sue imponenti collezioni, che tra i pezzi forti annoverano scheletri di dinosauri, un modello in grandezza naturale di balenottera azzurra appeso al soffitto e il più grande zaffiro blu esistente al mondo, la “Stella dell’India“.

Nel nostro romanzo, Holden visita il museo e ricorda quando veniva a visitarlo in gita nel periodo della scuola elementare.

Avevamo quella maestra, la signorina Aigletinger, che ci portava là tutti i maledetti sabati o quasi. Certe volte ci portava a vedere gli animali, certe volte gli oggetti che gli indiani avevano fatto secoli prima. Stoviglie, cestini di paglia e tutta roba così. Mi sento molto felice quando ci ripenso. […] Mi piaceva, quel  maledetto  museo.

Indirizzo: Central Park West at 79th Street, Manhattan, New York

4. Metropolitan Museum of Art

Conosciuto come il MET, è uno dei musei più importanti del mondo e conserva collezioni vastissime che vanno dall’arte antica alla fotografia e ai costumi. Vi sono esposte alcune delle più famose opere di autori quali Giotto, Botticelli, Van Gogh, Monet, Degas, Dalì, Picasso, Pollock. Importanti sono anche le collezioni d’arte asiatica e mediorientale.

Nella parte finale del romanzo, Holden attende la sorella Phoebe davanti al Metropolitan Museum of Art, dove due ragazzini gli si avvicinano chiedendo dove si trovano le mummie, che Holden mostra loro:

Per arrivare dove sono le mummie  bisogna passare per quella specie  di  corridoio strettissimo dove sulla parete ci sono le pietre che sono state prese proprio dalla tomba di quel faraone e via  discorrendo. Era alquanto  spaventoso  e  si vedeva lontano un miglio che i due bulletti che mi accompagnavano non si divertivano molto. Mi stavano attaccati alle costole, e quello che non apriva  mai bocca mi teneva  addirittura  per la manica.
– Andiamo. – disse al fratello. – Le ho già viste. Ehi, forza! – Fece dietro front e via di corsa
.

Indirizzo: 1000 5th Ave, Manhattan New York

"Met" di Maciek Lulko su Flickr

“Met” di Maciek Lulko su Flickr

5. Central Park

Cuore verde di Manhattan, Central Park è anche il luogo che fa da sfondo all’emblematica scena finale del romanzo.

Di fronte alla giostra del parco, Holden, sotto la pioggia battente, ha un momento di rivelazione mentre osserva la sorella Phoebe girare sulla giostra:

Allora la giostra si mise in moto e io guardai Phoebe che girava, girava. […] Tutti i bambini si sforzavano di afferrare l’anello d’oro, anche la vecchia Phoebe, e io avevo un po’ di paura che cadesse da quel maledetto cavallo, però non dissi e non feci niente. Il fatto, coi bambini, è che se vogliono afferrare l’anello d’oro, uno deve lasciarli fare senza dire niente. Se cadono, amen, ma è un guaio se gli dite qualcosa. […] Ero bagnato fradicio, soprattutto il collo e i calzoni. Il berretto da cacciatore mi riparava davvero, e molto, in un certo senso, ma ero fradicio lo stesso. Me ne infischiavo però. Mi sentivo così maledettamente felice, tutt’a un tratto, per come la vecchia Phoebe continuava a girare intorno intorno…

La giostra che oggi si trova a Central Park non è esattamente quella che deve aver avuto in mente Salinger mentre scriveva il romanzo poiché il carosello fu distrutto più volte a causa di alcuni incendi, ma sicuramente si avvicina con buona approssimazione.

Un altro luogo che viene menzionato da Holden nel romanzo è il laghetto delle anatre, nella parte sud di Central Park, per cui il ragazzo si chiede la famosa domanda: “Dove vanno le anatre in inverno quando la superficie dell’acqua diventa ghiacciata?”

Indirizzo: Central Park Carousel, Mid-Park, 64th Street

"Ducks in Central Park Blizzard of 2015" di Anthony Quintano su Flickr

“Ducks in Central Park Blizzard of 2015” di Anthony Quintano su Flickr

Sono molti altri i luoghi citati nel romanzo: dalla Pennsylvania Station al Biltmore Hotel, dal Wicker Bar alla casa della famiglia di Holden sulla 71esima strada: molti di questi edifici sono oramai scomparsi e alcuni non sono mai esistiti se non nella mente dello scrittore, ma tutti contribuiscono a catapultarci in un’affascinante e multiforme New York degli anni Quaranta.

Le citazioni sono tratte da J.D. Salinger, Il giovane Holden, trad. Adriana Motti, Torino, Einaudi, 1961.

Vuoi saperne di più?

Prosegui la lettura sulla pagina dedicata a J.D. Salinger o scopri la passeggiata letteraria per Central Park!

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