Place de la Concorde ©MaraBarbuni

Edith Wharton a Parigi

di Mara Barbuni

Parigi è dotata di un tale fascino che la si dovrebbe visitare più e più volte, oppure rimanerci a lungo, regalandosi la possibilità di conoscere tanto il suo volto più noto (Tour Eiffel, Notre Dame, Avenue des Champs-Élysées) quanto le sue suggestioni nascoste. Tra gli itinerari più attraenti che si possono seguire ci sono le passeggiate letterarie, che si snodano alla ricerca dei luoghi frequentati dai grandi narratori e dai poeti.
Numerosi furono gli scrittori di lingua inglese che si innamorarono di Parigi e vi rimasero per soggiorni prolungati – ad esempio, Henry James, Hemingway, Fitzgerald – e alcuni la scelsero come città d’adozione: tra loro, l’americana Edith Wharton (1862-1937), autrice del celebre capolavoro The Age of Innocence (L’età dell’innocenza), Premio Pulitzer nel 1921.
Scrive Wharton nella sua raccolta di memorie A Backward Glance (Uno sguardo indietro):

Un anno o due dopo la pubblicazione di La casa della gioia io e mio marito decidemmo di lasciare la nostra casetta a New York per un appartamento a Parigi. […] Per due anni occupammo un appartamento affittatoci da alcuni amici americani, in un sontuoso hôtel in stile Luigi XIV in Rue de Varenne; poi prendemmo in affitto una casa moderna nella stessa via, in cui io rimasi fino al 1920. I miei tredici anni di vita parigina trascorsero dunque in Rue de Varenne, e mi ritornano in mente ogni volta che giro l’angolo della strada. Anni ricchi, pieni, felici.

Nel corso del mio ultimo viaggio a Parigi ho voluto proprio seguire i passi di Edith Wharton, compiendo così un itinerario che mi ha portata nei parchi, di fronte agli edifici e lungo le strade più ammalianti della ville lumière, come il «reticolo della città vecchia e le vie gremite del Marais»1.
Sono partita dai luoghi che fecero da scenografia alla sua storia d’amore adulterina con il giornalista americano William Morton Fullerton: i due si incontrarono a casa della contessa Rosa de Fitzjames, al numero 142 di Rue de Grenelle, che oggi è sede dell’ambasciata svizzera.

Rue de Grenelle ©MaraBarbuni

Rue de Grenelle ©MaraBarbuni

La scrittrice e il suo amante2 amavano passeggiare intorno a Montmartre e lungo le straordinarie distese dei Giardini Luxembourg e delle Tuileries, tra il Museo del Louvre e Place de la Concorde. Proprio in questa piazza Wharton soggiornò nel 1909, in una stanza dell’Hotel de Crillon, dove lavorò al romanzo The Custom of the Country.

Montmartre ©MaraBarbuni

Montmartre ©MaraBarbuni

Giardini Luxembourg ©MaraBarbuni

Giardini Luxembourg ©MaraBarbuni

Place de la Concorde ©MaraBarbuni

Place de la Concorde ©MaraBarbuni

Oltre a essere una turista e un’ospite del fratello, che viveva in una casa in Place des États-Unis sulla Rive Droit, Edith Wharton fu una vera cittadina parigina. Come ci racconta nel suo memoriale, tra il 1907 e il 1909 lei e il marito affittarono dagli amici americani Vanderbild l’appartamento al numero 58 di Rue de Varenne, il cui ingresso è oggi perennemente sorvegliato dalle forze dell’ordine, perché fa parte della residenza del Primo Ministro. Pochi passi più in là si trova infine il numero 53, nel quale la scrittrice trascorse dieci anni, dal 1910 al 1920. Sul muro esterno dell’edificio è possibile leggere la targa che reca testimonianza del suo passaggio.

©MaraBarbuni

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Un’ultima tappa che vale la pena di inserire in chiusura della nostra passeggiata è Place de Furstenberg, scelta da Martin Scorsese per l’ultima scena del film The Age of Innocence (1993): Newland Archer (Daniel Day-Lewis), ormai vecchio, alza lo sguardo verso la finestra di uno degli eleganti palazzi della piazza, immaginando che, dietro i vetri, anche la “sua” Ellen Olenska stia ripensando al loro trasgressivo passato. Un luogo che è ancora oggi fortemente evocativo, quasi un simbolo dell’immortale bellezza di Parigi.

Place de Furstenberg ©MaraBarbuni

Place de Furstenberg ©MaraBarbuni

Una curiosità finale: Edith Wharton era ghiotta di macarons, che acquistava spesso alla pasticceria Ladurée di Rue Bonaparte – una dolce deviazione per questo lungo itinerario letterario.

Pasticceria Ladurée ©MaraBarbuni

Pasticceria Ladurée ©MaraBarbuni

Note

Citazione tratta da Edith Wharton, Raggi di luna.
Wharton chiese a Fullerton di distruggere le lettere che gli aveva spedito nel corso della loro relazione, ma il giornalista le conservò. Sono contenute nella raccolta pubblicata nel 1988 Letters of Edith Wharton e si trovano, in italiano, nell’edizione Archinto a cura di M. Premoli, Lettere a Morton Fullerton. 1907-1931. Questa storia d’amore è oggetto del romanzo di Jennie Fields L’età del desiderio (Neri Pozza).

 


Mara Barbuni è dottoressa di ricerca in letteratura inglese. Si occupa di scrittura femminile dell’Ottocento, ha tradotto per la casa editrice Jo March i romanzi di Elizabeth Gaskell Gli innamorati di Sylvia e Mogli e figlie ed è autrice dei saggi Elizabeth Gaskell e la casa vittoriana (flower-ed) e Sui passi di Elizabeth Gaskell (Jo March). È la direttrice di Due pollici d’avorio, la rivista letteraria della Jane Austen Society of Italy. Dal 2011 scrive un blog dedicato alle sue letture (ipsalegit.blogspot.com).

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