Quest’anno ricorrono i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri e in tutta Italia stanno iniziando a fioccare le più svariate iniziative, tra cui eventi, reading, conferenze e itinerari sui passi del poeta, come il Cammino di Dante, di cui abbiamo parlato qui

Nonostante gli oltre sette secoli che ci separano dall’illustre letterato, per le strade di Firenze se ne ritrovano ancora vivide tracce. Nel frattempo, come ovvio, la città ha subito profonde trasformazioni. Per esempio, nella “Fiorenza” dantesca non esistevano il Campanile di Giotto né tantomeno la cupola del Brunelleschi. Ponte Vecchio era assai diverso da come lo vediamo oggi e la costruzione di Palazzo Vecchio iniziò proprio sul finire del Duecento. C’erano infatti cantieri un po’ dappertutto, soprattutto intorno agli edifici religiosi: della basilica di Santa Croce si iniziavano a posare le prime pietre, mentre la basilica di Santa Maria Novella e la cattedrale di Santa Maria del Fiore erano entrambe in fase di ampliamento.

La Firenze medievale era inoltre protetta da una possente cinta di mura al cui interno si trovava un reticolo di strade strette e buie. Gli edifici erano in pietra e legno, c’erano tante piccole chiese e botteghe. Ma soprattutto spuntavano numerose case torri, roccaforti delle famiglie più potenti, tanto che, per rendere l’idea, qualcuno ha azzardato un paragone tra lo skyline della Firenze medievale e l’odierna Manhattan.

Anche se dal tempo di Dante, Firenze ha subito pesanti stravolgimenti urbanistici, soprattutto nell’Ottocento, negli anni in cui era capitale d’Italia, ancora oggi possiamo ritrovare numerosissime tracce e luoghi legati al nostro poeta. Questo che segue è un tour essenziale, un concentrato di luoghi danteschi concepito per chi passeggiando per Firenze vuole dedicare qualche ora alla riscoperta di Dante e della sua monumentale Commedia. Sappiate però che i luoghi danteschi a Firenze sono veramente numerosi e capillari. Per farvene un’idea guardate l’elenco più esaustivo (e ancora da completare!) che trovate qui.

Dante in un affresco di Domenico di Michielino
L’affresco di Domenico di Michelino nella cattedrale di Santa Maria del Fiore

1. Piazza del Duomo

Partiamo dal cuore della città: piazza del Duomo.
Il Battistero di San Giovanni è l’edificio ottagonale di fronte alla facciata del Duomo: qui Dante fu battezzato presumibilmente nella cerimonia collettiva del Sabato santo (26 marzo 1266); il Battistero viene citato più volte nella Divina Commedia, ad esempio nel canto XIX dell’Inferno (vv. 16-20), dove ci racconta che un giorno, per salvare un tizio che vi stava affogando, ruppe un fonte battesimale:

l’un de li quali [i battezzatoi], ancor non è molt’ anni,
rupp’ io per un che dentro v’annegava […]

Di fronte al Battistero si trova il Duomo, ossia la cattedrale di Santa Maria del Fiore. All’epoca di Dante aveva un aspetto completamente differente: scordatevi la cupola del Brunelleschi, il campanile di Giotto e persino la facciata, costruita a fine Ottocento. La chiesa era molto più piccola e si chiamava cattedrale di Santa Reparata.
Se vi entrate oggi però (l’ingresso è gratuito), sulla navata sinistra troverete uno dei più famosi tributi al nostro poeta. Non potete non averlo mai visto: è su tutti i libri di scuola. Stiamo parlando del dipinto di Domenico di Michelino (vedi immagine sopra), realizzato nel bicentenario della nascita di Dante (1465), che lo ritrae con la Divina Commedia in mano, immerso negli scenari dell’opera.

Piazza del Duomo, Firenze
Piazza del Duomo ©turismoletterario.com

2. Sasso di Dante

Sull’edificio di fronte al lato destro del Duomo troverete una grossa lapide di marmo con incise le parole: “Sasso di Dante”. Ad esso è legato un aneddoto, quasi più una leggenda, che narra della memoria prodigiosa di Dante. Pare che il poeta fosse solito sedersi su un masso, posto in questo punto, assorto nelle sue meditazioni. Un giorno passò un uomo e gli chiese: «Oh Dante, icchè ti piace di più da mangiare?» e il poeta gli rispose «L’ovo!». L’anno successivo l’uomo ripassò dallo stesso punto e vedendo Dante assorto nei suoi pensieri nella medesima posizione chiese:  «Co’ icchè?» e Dante senza indugio: «Co i’ sale!».
Se la lapide di marmo è in piazza Duomo, il famoso masso invece è spostato nella vicina piazza delle Pallottole. Ovviamente la credenza che si tratti dell’autentico sasso di Dante è solo una suggestione.
Indirizzo: Piazza Duomo, lato destro.

3. Chiesa di Dante

O meglio: chiesa di Santa Margherita dei Cerchi. Secondo una tradizione non comprovata da dati storici fu la chiesa in cui Dante incontrò Beatrice Portinari accompagnata dalla madre e dalla nutrice. Sembra invece più probabile che avvenne qui il matrimonio tra la stessa Beatrice e Simone de’ Bardi.
All’interno, sul lato sinistro, si trova la tomba di famiglia dei Portinari: la targa affissa la indica come la tomba in cui fu sepolta anche Beatrice, ma in realtà la giovane fu probabilmente sepolta in Santa Croce nella tomba di famiglia del marito.
Curiosamente è nata la tradizione di lasciare bigliettini d’amore in una cesta a fianco dell’altare, spesso invocanti l’aiuto di Beatrice; se avete il cuore spezzato o bramate le attenzioni del vostr* amat*, potete lasciare un messaggio d’amore. Ma tenete a freno la curiosità: sembra che leggere i bigliettini lasciati dagli altri visitatori porti sfortuna!
Indirizzo: via Santa Margherita

La Chiesa di Santa Margherita a Firenze
La tomba dei Portinari nella Chiesa di Santa Margherita ©turismoletterario.com

4. Casa di Dante

Pochi, pochissimi passi più avanti rispetto alla suddetta chiesa, vi ritroverete in una piccola piazzetta. Qui sorge la cosiddetta “Casa di Dante”. Non molti sanno che in realtà l’edificio in questione è un falso storico, ricostruito all’inizio del Novecento sulle case delle famiglie Mardoli e Donati.

Quella che con maggiore probabilità era la vera casa di Dante (ma anche in questo caso non si ha la certezza assoluta) si trova poco più avanti, in via Dante Alighieri (appunto), di fronte a piazza san Martino, anche se non conserva più l’aspetto medievale. La riconoscerete per la targa affissa sull’edificio: “Io fui nato e cresciuto / Sovra ‘l bel fiume d’Arno alla gran villa”.

Il museo “Casa di Dante” (sito) comunque può essere interessante per immergersi nella vita della Firenze medievale: dislocato su tre piani, offre un percorso espositivo che ripercorre la storia della città nel Trecento e la vita del poeta. L’allestimento è stato rinnovato a giugno 2020 con tanti contenuti interattivi, tra cui video e giochi.

Tornando alla più accreditata casa di Dante, nella piazzetta di fronte potete vedere anche la Torre della Castagna, esistente anche nel III secolo, e l’Oratorio dei Buonomini di San Martino nato dove un tempo sorgeva l’abside della chiesa di San Martino al Vescovo che nel Trecento era patrocinata dalle famiglie degli Alighieri e dei Donati e dove probabilmente Dante sposò Gemma Donati nel 1285.

Casa museo di Dante a Firenze
Casa museo di Dante ©turismoletterario.com

5. Piazza Santa Croce

Per terminare il nostro tour essenziale, facciamoci una bella passeggiata fino piazza Santa Croce. Qui, di fronte alla facciata, sul lato sinistro, potete ammirare la famosa statua di Dante realizzata in marmo di Carrara dallo scultore Enrico Pazzi nel 1865, per i 600 anni dalla nascita del poeta.
Quando fu inaugurata la scultura, questo Dante un po’ severo e arcigno, avvolto nel mantello e scortato da quattro marzocchi e un’aquila, si trovava nel bel mezzo della piazza, ritrovandosi, qualche decennio dopo, circondato dalle automobili che vi venivano parcheggiate (da qui l’appellativo di “parcheggiatore” che gli fu affibbiato). La statua rimase in quella posizione fino al 1967, quando fu relegata in un angolo, sul sagrato della Basilica, per permettere, indovinate un po’? … lo svolgimento del Calcio storico.

Basilica di Santa Croce a Firenze
Basilica di Santa Croce ©turismoletterario.com

Trovate un itinerario per ripercorrere i passi di Dante a Firenze nel nuovo libro Viaggi d’autore. 35 ispirazioni in Europa sulle tracce di grandi artisti, edito da Touring editore (2021):

Qualche altro libro da portare in viaggio

L'Italia di Dante
Titolo: L'Italia di Dante
Autore: Giulio Ferroni
Editore/Anno: La nave di Teseo, 2020
Genere: Saggio
Sinossi: Oltre mille pagine per un compendio di luoghi danteschi curato da uno dei più illustri dantisti italiani. Seguendo la Divina Commedia ricrea una mappa dell'Italia attraverso i luoghi citati da Dante; un modo per rileggere i versi in dialogo con l'attualità, ma anche per ritrovare in questi luoghi una ricchezza storica e letteraria che spesso fatichiamo a riconoscere.
Come donna innamorata
Titolo: Come donna innamorata
Autore: Marco Santagata
Editore/Anno: Guanda, 2015
Genere: Narrativa
Sinossi: Un romanzo scritto dal celebre dantista Marco Santagata che rivela un Dante intimo, rivelato nella sua fragilità, disorientato di fronte alla morte della sua musa, Beatrice Portinari. Da quel momento tutto cambierà: la sua vita come la sua poesia. Percorrendo le strade di Firenze, Dante rievoca le vicissitudini di un amore segnato dal destino, dal quale ha avuto ispirazione e fama.
Dante Alighieri. Amor mi mosse
Titolo: Dante Alighieri. Amor mi mosse
Autore: Alessio D'Uva, Filippo Rossi, Astrid
Editore/Anno: Kleiner Flug, 2015
Genere: Fumetto
Sinossi: Dai primi fugaci sguardi all'incontro nel Purgatorio, fino al viaggio attraverso i cieli del Paradiso, il fumetto ci accompagna alla scoperta della vita del poeta attraverso lo sguardo della sua musa, Beatrice. La narrazione intreccia frammenti di vita tratti dalla Vita Nova ed episodi della Commedia, illustrati da tavole ad acquerello che evocano atmosfere fiabesche.
L'Italia con gli occhi di Dante
Titolo: L'Italia con gli occhi di Dante
Autore: Raffaella Cavalieri
Editore/Anno: Minerva Editore, 2015
Genere: Guida letteraria
Sinossi: A distanza di oltre settecento anni, l'Italia conserva ancora luoghi, monumenti e città che evocano momenti della vita di Dante. Questa guida propone un itinerario tra Toscana, Marche, Lazio, Veneto ed Emilia Romagna sui luoghi che hanno ispirato la Commedia e hanno intrecciato la biografia di Dante Alighieri.